lunedì 30 marzo 2015

RENZI alla direzione Pd: Salvini e Landini due fenomeni televisivi

ROMA, 30 marzo - Al Nazareno la Direzione Nazionale del Pd su legge elettorale e riforme. Assente Massimo D'Alema per un evento della Fondazione Italianieuropei inserito in agenda precedentemente alla convocazione della Direzione. Presenti, invece, il capogruppo Pd Roberto Speranza, Gianni Cuperlo, Pippo Civati. Pierluigi Bersani, come anticipato ai cronisti a margine del convegno del Nens, arriverà appena possibile.
"Il mio auspicio è che sia l'ultima direzione in cui si discute di legge elettorale. Non l'ultima volta" visto che "potrebbe essere opportuno che il gruppo della Camera abbia la possibilità di riunirsi". Lo afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi alla Direzione del Pd. "Chiedo oggi un voto sulla legge elettorale come ratifica di ciò che abbiamo fatto e come mandato per i prossimi mesi", ha detto il premier. "Chiedo un voto vedendo nella legge elettorale lo strumento decisivo per la qualità e l'azione dei governi che verranno ma anche per la dignità e la qualità di questo governo", ha detto ancora Renzi.
"Sostenere che in democrazia non debba esserci chi decide è pericoloso; sostenere che nessuno debba decidere è un concetto più anarchico che democratico, è frutto di una malattia del dibattito che giudico pericoloso", dice il premier. 
"Non c'è la dittatura o la democratura - come qualcuno ha avuto il coraggio di dire - nel modello che portiamo avanti, ma il modello che potremmo definire come la democrazia decidente, come l'ha chiamata Violante e su cui Calamandrei ha scritto pagine straordinarie". Così il premier Matteo Renzi alla direzione Pd. "Democrazia è quel modello di organizzazione in cui si consente in libertà a qualcuno di decidere non con i blocchi e i veti, certo con i pesi e contrappesi", aggiunge.
"Stiamo allungando, qualcuno dice anche troppo, la prescrizione. Io credo di no: è giusto allungare la prescrizione per la corruzione", spiega il premier Renzi
Questa legge elettorale "affida a qualcuno il compito e il potere di rimuovere ogni alibi. Ciò è accaduto con elezione diretta del sindaco e questo è l'elemento chiave della legge elettorale. Il punto chiave di tutta la riforma è il ballottaggio", afferma il presidente del Consiglio.
Poi ancora: "Mi limito a segnalare che la destra francese fa scelte diverse da Forza Italia - ha detto Renzi - : non insegue Marine Le Pen, sceglie di stare nell'arco repubblicano e poi - ahimè - vince anche. Ma vince la destra, non l'estrema destra". 
"Grillo non è più uno spauracchio, oggi Grillo da spauracchio è divenuto sciacallo"con "dichiarazione di indecoroso gusto", afferma Renzi alla Direzione del Pd riferendosi al post del leader del M5S che paragonava il premier al copilota della Germanwings. "E' chiaro che Grillo ha perso centralità", aggiunge.
"Salvini e Landini, in modo molto diverso, sono due fenomeni televisivi. Ma se la politica non ha attinenza con la realtà e smette di essere vita quotidiana produce personaggi che sono solamente soprammobili da talk tv", ha detto il premier.
Una riunione convocata dal premier Matteo Renzi per blindare la riforma alla quale ha voluto imprimere una forte accelerazione per arrivare all'ok prima delle regionali evitando un nuovo passaggio al Senato dove i numeri sono sempre in bilico. Il testo torna in Aula a Montecitorio il 27 aprile. La minoranza chiede interventi in particolare sul premio di maggioranza (lo vorrebbe alla coalizione e non alla lista) e sui capilista bloccati (un sistema - accusano - che di fatto non fa superare il vero nodo del Porcellum: quello dei parlamentari nominati). Ma l'opposizione Pd si presenta a ranghi sparsi.
Pippo Civati fa un appello a non partecipare al voto di oggi in direzione e a fare un unico intervento. Alfredo D'Attorre fa invece sapere di voler partecipare alla discussione e di avere pronti un pacchetto di emendamenti per poche, mirate modifiche al testo.
Pier Luigi Bersani difende il ruolo del segretario"La sintesi tocca a lui" ma lo invita a evitare aut aut.
"Credo che sia sbagliata una forzatura sul voto. Io non parteciperò". Lo dice Stefano Fassina arrivando alla direzione del Pd e rispondendo a chi gli chiede del dibattito interno al partito sull'Italicum.
"Riproporrò la necessità di cercare fino all'ultimo una mediazione per alcune modifiche alla legge elettorale": se questa apertura non ci sarà, Area riformista non parteciperà al voto della Direzione. Lo spiega il capogruppo Pd Roberto Speranza, interpellato all'uscita dalla Camera. Fonti di Area riformista sottolineano che la richiesta a Renzi è di modifiche alla legge elettorale e non sarebbe eventualmente considerata sufficiente un'apertura sulla riforma costituzionale.

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