sabato 14 marzo 2015

LANDINI pone le fondamenta alla sua "coalizione sociale"


ROMA, 14 marzo. - "Sono abituato a una discussione di merito più che di decibel". Il leader della Fiom, Maurizio Landini, al termine della riunione con le associazioni, risponde così', senza citarlo apertamente, a Roberto Speranza (Pd) che lo aveva definito un rappresentante della sinistra massimalista che urla in televisione.
  "Bisogna avere rispetto delle proposte che si fanno", ha aggiunto Landini, ricordando che "in Parlamento parte del Pd ha votato per la coalizione dello statuto dei lavoratori". "Non urlando, quindi", ha concluso Landini, "si possono fare cose peggiori".
All'incontro sono stati invitati diversi associazioni e movimenti di sinistra. Landini in vista della manifestazione del 28 marzo ha sottolineato. "Quello di oggi e' stato un importante avvio di discussione che ha visto una presenza molto piu' ampia di quello che pensavamo; si conferma la disponibilita' di tutti a realizzare una coalizione sociale nel quadro dei principi della Costituzione". "L'elemento di novità è che questa azione mette al centro come si realizzano i diritti dei cittadini, a partire dal diritto al lavoro", ha spiegato il leader della Fiom.
 
"La politica non e' proprieta' privata" aveva scritto in grassetto nella lettera inviata ad associazioni, reti, movimenti e personalita' per fondare una "coalizione sociale".
  La minoranza del Pd attacca Landini perche' "la soluzione a questo sistema politico non può essere una nuova sinistra antagonista che nasce dalle urla televisive di Landini, ma la soluzione e' avere piu' sinistra nel Pd e nella nostra azione di governo" aveva risposto il capogruppo alla Camera del Pd, Roberto Speranza, nel corso del suo intervento di apertura al convegno a Bologna di Area Riformista 'La sfida dei riformisti nel Pd'. "La parola scissione non esiste non fa parte del vocabolario del Pd". Speranza ha invitato a cercare una soluzione all'interno del partito, perché, ha concluso "fuori ci sono Grillo, Salvini, Berlusconi: un quadro inquietante".
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