martedì 31 marzo 2015

PD SPACCATO sulla legge elettorale, la minoranza non vota in direzione

ROMA, 31 marzo - Nessuna mediazione, nessuna intenzione di piegarsi al "ricatto" della minoranza: Matteo Renzi traccia una linea retta sulla strada della legge elettorale. "Entro il 27 aprile - scandisce - la legge elettorale deve essere in Aula e a maggio dobbiamo mettere la parola fine: è giunto il momento di decidere, sono contrario a ritoccare il testo".
E così la riunione della direzione del Partito democratico si trasforma in un ring. Da un lato la minoranza, che annusa aria di elezioni anticipate e, per una volta compatta, va avanti sulla sua battaglia per ottenere alcune modifiche all'Italicum. Dall'altra i renziani, stanchi di essere descritti come "nordcoreani" obbedienti. Alla fine il voto sulla linea del premier è unanime (120 sì), ma solo perché la sinistra dem non vota. E Roberto Speranza avverte che sulla via delle riforme Renzi "rischia di perdere un pezzo di Pd". Uno dei passaggi più delicati della vita del partito renziano viene segnato da una lunga relazione ("In stile cubano", dice polemico Alfredo D'Attorre) in cui il segretario difende le ragioni del testo attuale della legge elettorale e più in generale delle riforme del governo. Anche da chi vorrebbe avere "il monopolio della parola sinistra" solo perché "la usa con più frequenza". 
"A maggio mettere parola fine sulla legge elettorale" - "Credo che entro il 27 aprile" l'Italicum dovrà "essere in Aula come calendarizzato, e a maggio dobbiamo mettere la parola fine a questa discussione. Se vogliamo far sì che il 41% sia un investimento sul futuro, è giunto il momento di decidere, continuare a rimandare non serve a nessuno", aveva sottolineato Renzi in direzione parlando dell'Italicum.

"Italicum, sbagliato riaprire la discussione al Senato" - "Considero un clamoroso errore riaprire la discussione al Senato - ha proseguito -, è un azzardo che ci espone a molti problemi, non si spiega politicamente alla Camera, riapre un accordo di coalizione già chiuso e, soprattutto dà il senso di una politica come un grandissimo gioco dell'Oca".


"Metto la fiducia 'politica' sull'Italicum" - "Sulla legge elettorale - aveva poi ribadito - ci giochiamo la fiducia dei cittadini. Qualcuno ha detto che non si può mettere sul testo: ne parleremo a livello parlamentare. Ma permettetemi di mettere tra di noi la fiducia sulla legge elettorale perché rappresenta la capacità di rispondere a quello che non siamo stati capaci di fare finora".
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