giovedì 29 maggio 2014

Renzi: ok a modifiche su riforma del Senato e Italicum, purché si approvino prima dell’estate

ROMA - Matteo Renzi apre a modifiche su riforma del Senato e Italicum. "Prima dell'estate non è uno slogan. Per approvare davvero quelle leggi - avrebbe detto ai suoi il premier, secondo indiscrezioni di stampa - sono pronto ad accettare modifiche. Sia sul Senato sia sull'Italicum. Ne discutiamo ma poi si vota. Anche perché sono sicuro che Berlusconi non si tirerà indietro".

Come riporta il quotidiano "La Repubblica", Renzi è pronto a delineare una nuova road map del governo, conscio che "i voti non sono per sempre".

"Subito il decreto Expo" - Tra i provvedimenti Renzi mette al primo posto il decreto Expo, "per dare i poteri a Raffaele Cantone permettendogli di vigilare sulla trasparenza e gli appalti di Milano e amplieremo le competenze dell'anticorruzione". Quanto ai tempi del provvedimento potrebbe essere in Consiglio dei ministri già nei prossimi giorni o al massimo la prossima settimana. Cantone sarà affiancato da quattro commissari che andranno a formare l'Anac (autorità nazionale nati corruzione) una vera e propria task force chiamata a vigilare su appalti sporchi e violazione della trasparenza.

Tempi e riforme: P.a., Jobs Act e Giustizia  - Oltre a quella della legge elettorale e del Senato, che Renzi vuole chiudere prima dell'estate, e su cui è pronto a prendere in considerazione modifiche pur di raggiungere l'obiettivo, sul tavolo delle riforme trovano posto anche quella della Pubblica amministrazione: secondo il programma del premier entro il 13 giugno dovrà essere approvata dal Cdm. Al momento i tecnici sono al lavoro sulle oltre 34mila mail di "suggerimenti" di cittadini e dipendenti pubblici arrivate a Palazzo Chigi.
Renzi vuole portare a casa anche il Jobs Act, la revisione completa e strutturale del mercato del lavoro, da affiancare al decreto Poletti. E infine l'ambizioso governo Renzi vuole mettere mano anche al tema che più di ogni altro in questi ultimi 20 anni ha diviso il Paese: la riforma della Giustizia, su cui è già al lavoro il Guardasigilli, Andrea Orlando.
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