sabato 4 aprile 2015

ESPULSO dall'Italia marocchino con la "vocazione al terrorismo"

ROMA, 4 aprile - "Con un provvedimento di espulsione, è stato rimpatriato un marocchino di 41 anni, Khalid Smina, residente a Imola (Bologna), titolare di permesso di soggiorno, che - come emerso dagli accertamenti - aveva aderito a una pratica integralista della religione con una vocazione al terrorismo": lo ha riferito il ministro dell'interno Angelino Alfano
Il marocchino - ha aggiunto Alfano - faceva parte "della rete di Jarraya Khalil, tunisino arrestato nel 2008 dalla Digos di Bologna per associazione con finalità di terrorismo, recentemente scarcerato e rimpatriato". "Grazie al lavoro capillare delle Forze di Polizia, impegnate sul fronte dell'antiterrorismo - ha concluso il ministro dell'interno - sono arrivate così a trenta le espulsioni dal dicembre dello scorso anno a oggi".
Jarraya Khalil fu arrestato insieme ad altri cinque islamici tra i 31 e i 43 anni (in tutto erano cinque tunisini e un marocchino), condannati a giugno 2010 dalla Corte di Assise di Bologna per associazione terroristica internazionale e una truffa; un anno dopo le pene furono poi ridotte in appello. Le indagini erano state coordinate dal pm Luca Tampieri: i sei, secondo l'accusa, si stavano organizzando e stavano facendo proseliti per andare a combattere in Iraq o Afghanistan come potenziali kamikaze, oltre che raccogliere denaro per la causa della Jihad. Nell'agosto 2008 furono arrestati in cinque dopo tre anni di indagini dalla Digos di Bologna e Ravenna (il sesto uomo, latitante, fu arrestato in Libia nel 2010). La cellula girava intorno a Khalil Jarraya, 42 anni, che viveva con la famiglia a Faenza (Ravenna), detto anche 'il colonnello' perché aveva combattuto nelle milizie bosniache dei 'Mujihaddin' durante la guerra nell'ex Jugoslavia e che la sentenza ha indicato come promotore.
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