martedì 14 aprile 2015

BERLUSCONI, pena ufficialmente espiata. Potrà votare (ma non essere eletto)


MILANO, 14 aprile - Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha depositato l'ordinanza che dichiara espiata la pena inflitta a Silvio Berlusconi al processo Mediaset. Con la 'cancellazione' della condanna viene meno anche l'interdizione dai pubblici uffici, tuttavia, in base alla legge Severino l'ex cavaliere non potrebbe comunque ricandidarsi alle elezioni.
Il tribunale sancisce l'esito positivo dell'affidamento ai servizi sociali concesso a Berlusconi nella primavera dello scorso anno per espiare la condanna (quattro anni di carcere, ridotti a uno per via dell'indulto) resa definitiva dalla Cassazione nel processo per frode fiscale con al centro la compravendita dei diritti televisivi e cinematografici. Il provvedimento 'certifica' il comportamento corretto mantenuto da Berlusconi, dopo il 'passo' falso' delle dichiarazioni contro la magistratura che gli erano costate una diffida da parte del giudice Beatrice Crosti.

Nel marzo scorso era stato concesso all'ex presidente del Consiglio lo sconto di pena per buona condotta, che aveva ridotto di un mese e mezzo la durata della condanna. Nella valutazione dell'iter del condannato hanno pesato le relazioni che Severina Panarello, capo dell'Ufficio esecuzione penale esterna, ha inviato in questi mesi sulla base dei colloqui periodici con Berlusconi e dell'andamento della sua attivita' di volontariato presso la Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Il tribunale ha dichiarato estinta anche la pena accessoria dell'interdizione dei pubblici uffici per tre anni.
  Berlusconi potrà dunque votare ma resta ineleggibile in base alla legge Severino, contro la quale i legali dell'ex premier hanno ricorso alla Corte di Strasburgo.
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