venerdì 24 aprile 2015

TREVISO, la moglie e il giovane amante uccidono il marito e bruciano il corpo. Presi

Manuel Palazzo, Lucia Lo Gatto e Aldo Gualtieri
TREVISO, 23 aprile - Un uomo e una donna sono stati fermati dai carabinieri di Treviso per l'omicidio del vicentino il cui corpo carbonizzato è stato trovato giovedì a Possagno, nel Trevigiano. Si tratta Lucia Lo Gatto, 41enne moglie della vittima Aldo Gualtieri, e del suo giovane amante, il 27enne Manuel Palazzo. Il movente, secondo gli inquirenti, sarebbe da ricondurre a ragioni passionali. L'hanno ucciso nella sera di sabato a Romano d'Ezzelino nella palazzina di via Isonzo, al civico 17, dove i tre vivono: sono vicini di casa. Poi, all'alba di domenica, l'hanno caricato in una Golf blu e l'hanno trasportato a Possagno, nel sentiero 189 dietro al tempio del Canova. Lì l'hanno sepolto con delle pietre e poi bruciato. 
I due sono stati traditi da un guasto all'automobile. La donna e il suo amante si trovavano insieme nella casa di lei quando, nella notte, sono arrivati i carabinieri. L'uomo è stato portato nel carcere di Treviso, la donna in quello di Venezia. Ai militari che li stavano ammanettando non hanno detto nulla. 
Il corpo di Gualtieri, probabilmente ucciso domenica, sarebbe stato dato alle fiamme sul luogo dove è stato ritrovato ma non è chiaro se anche l'omicidio sia avvenuto lungo la stretta strada sterrata dietro la Gipsoteca del Canova. 
A mettere i militari sulle tracce della coppia un episodio avvenuto domenica. L'auto su cui viaggiava la coppia ha accusato problemi proprio nel luogo del ritrovamento del cadavere, nascosto sotto un cumulo di pietre. Per far ripartire la vettura, i due hanno chiesto aiuto al titolare di un'autofficina della zona. L'uomo ha riferito agli investigatori di aver notato il fumo uscire dall'ammasso di pietre e di aver pensato si trattasse di una grigliata improvvisata
Il corpo della vittima si trova all'ospedale di Treviso, a disposizione dei consulenti che saranno nominati dal sostituto procuratore della Repubblica Maria Giovanna de Donà.
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