venerdì 22 maggio 2015

JOHN CANTLIE, l'ostaggio-megafono dell'Isis annuncia un "grande attentato" in USA


DAMASCO, 21 maggio - Un ordigno nucleare o qualche tonnellata di esplosivo, comunque faranno qualcosa di grande negli Stati Uniti. E' lo scenario delineato dal reporter John Cantlie, ostaggio-megafono dell'Isis, nell'ultimo numero di Dabiq, la rivista del gruppo. L'Isis, secondo Cantlie farà qualcosa che ridicolizzerà "gli attacchi del passato".
Cantlie definisce l'ipotesi di un attacco con un ordigno nucleare 'importato' dal Pakistan in Usa - attraverso la Libia, poi la Nigeria e infine il Sudamerica e il Messico, "sfruttando le tratte del traffico di droga ed esseri umani" - come uno scenario "improbabile", salvo poi mettere sul piatto "qualche tonnellata di esplosivo".
    La rivista dell'Isis si apre con la celebrazione degli attentatori del Texas, che hanno attaccato l'evento dedicato alle vignette su Maometto a inizio maggio. Proprio in quell'occasione, l'Isis lanciò una minaccia contro gli Usa: "Quello che sta arrivando, sara' piu' doloroso e piu' amaro".

    Dabiq prosegue con una serie di articoli contro i Paesi della Coalizione a guida Usa - la copertina è dedicata a John Kerry e ai principali responsabili arabi - e contro la Coalizione nazionale siriana, la piattaforma anti-Assad appoggiata da diversi Paesi occidentali e arabi.

    E, per la prima volta dalla sua uscita, contiene una serie di 'messaggi pubblicitari' che rimandano a 'compilation' e 'top10' dei video sfornati dai media dell'organizzazione.

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