lunedì 18 maggio 2015

HACKER dimostra di saper “entrare” nei comandi di un aereo in volo. Arrestato dal FBI


WASHINGTON, 18 maggio - Un hacker americano sostiene di essere riuscito ad arrivare ai comandi di un aereo in pieno volo: lo ha confessato all'Fbi lui stesso, Chris Roberts, un esperto in cybersecurity, che dice di voler lottare per "una buona causa", la sicurezza dei computer nelle cabine di pilotaggio. L'uomo e' stato arrestato.
  Roberts e' stato interrogato dall'inizio dell'anno tre volte, le prime due su sua espressa richiesta, la terza perché costretto. Nelle prime due occasioni, a febbraio e marzo, Roberts voleva allertare l'amministrazione americana di esser riuscito a entrare nei sistemi di intrattenimento della Boeing; e racconto' di averlo fatto tra le 15 e le 20 volte, tra il 2011 e il 2014. Secondo la Cnn, Roberts voleva mettere in luce la vulnerabilità di tre tipi di Boeing e di un modello Airbus.
La terza volta e' stato interrogato dopo esser stato arrestato all'aeroporto di Siracusa, in Usa, il 15 aprile scorso. In quell'occasione fu la United Airlines ad allertare l'Fbi perché Roberts aveva postato dei 'tweet' in cui diceva che poteva entrare nel sistema dell'aereo su cui volava e far cadere le maschere di ossigeno nella cabina passeggeri. Roberts era in viaggio su un volo United da Denver e Chicago, che faceva tappa a Siracusa. Rintracciando il velivolo, gli agenti dell'Fbi hanno trovato i segni di manomissione delle scatole di controllo elettronico che si connettono ai sistemi di intrattenimento in volo; e le scatole manomesse erano proprio sotto il sedile di Roberts. Contestando le possibilità di hackeraggio, la Boeing ha replicato facendo notare che i suoi sistemi di intrattenimento sono "isolati dai sistemi di volo e navigazione" e ha aggiunto che sui propri aerei "non puo' avvenire alcuna modifica ai piani di volo senza la revisione e l'approvazione del pilota".

  Airbus, che non ha rilasciato alcun commento, nel passato ha pero' dichiarato di esser dotata di 'firewall' che limitano l'accesso ai sistemi di volo e che comunque "valuta e rivede costantemente l'architettura del sistema" per assicurarsi che i piani siano sicuri.
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