domenica 4 gennaio 2015

Che guaio essere nati all'estero e lavorare per l'FBI

NEW YORK - L'FBI sottopone centinaia di suoi dipendenti che sono nati all'estero o che hanno parenti o amici lì a un aggressivo programma di sorveglianza interna che è iniziato dopo l'11 settembre 2001, per evitare che spie straniere possano ricattare i neo assunti e il programma è stato notevolmente ampliato da allora ,
Ovviamente ha attirato critiche da traduttori dell'FBI, agenti e altro personale di lingua straniera e di competenze culturali con legami all'estero. Si lamentano di venir discriminati da un piano segreto "di gestione del rischio" che l'agenzia utilizza per evitare lo spionaggio. Questo limita i loro incarichi e la  loro carriera, secondo diversi dipendenti e i loro avvocati, ai quali si sono rivolti.
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