martedì 27 gennaio 2015

IL SENATO appova la legge elettorale, che torna alla CAMERA

ROMA, 27 gennaio - Il Senato ha approvato la legge elettorale, che torna ora alla Camera. I sì sono stati 184, i no 66 e 2 gli astenuti.
Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, nei giorni scorsi aveva sottolineato che la riforma potrà avere il via libera definitivo in aprile. Entrerà, però, in vigore dal luglio del 2016, come prevede la clausola di salvaguardia prevista nel testo. Le opposizioni hanno contestato vivacemente in Senato il coordinamento formale al testo della legge elettorale, proposto dalla presidenza. Le critiche sono state mosse da Roberto Calderoli, Vito Crimi e Loredana De Petris, perché il coordinamento formale interviene sui contenuti del testo. "Pensavo che parlassimo tra persone per bene" ha esordito Calderoli, che ha affermato che il coordinamento formale fosse in realtà "un maxi emendamento". Crimi ha chiesto con voce animata che il coordinamento fosse rimandato in Commissione, ed ha ricordato che "sul presidente del Senato dopo l'approvazione della legge truffa nel 1953 volarono le tavolette". "Mi domando se ci prendete per scemi - ha invece affermato De Petris - Non è piu' tollerabile una presidenza che fa solo gli interessi della maggioranza. O lo espunge dal coordinamento formale gli elementi estranei, o lo manda in commissione. Non siamo né scemi né vogliamo essere calpestati ancora una volta".
Miguel Gotor ha annunciato a nome proprio e di "alcuni senatori di diversa sensibilità" il dissenso rispetto al gruppo del Pd sulla legge elettorale, e la non partecipazione al voto. L'annuncio è stato fatto "nel pieno rispetto di un gruppo del quale ci onoriamo di far parte". 
Augusto Minzolini, senatore frondista di Fi, è uscito dall'Aula al momento del voto della legge elettorale. Lo ha annunciato in Aula.
"Non darò un voto di testimonianza ma non parteciperò al voto insieme ad altri senatori". Lo annuncia il senatore Pd Corradino Mineo, intervenendo in Aula al Senato sulla legge elettorale in dissenso dal gruppo.
"Non parteciperò al voto". Così il senatore Vincenzo D'Anna, vicepresidente del gruppo Grandi Autonomie e Libertà, intervenendo nell'Aula di Palazzo Madama. "Alcuni di noi - ha detto - stanno vivendo un dramma nel dramma. Vivoil dramma di iscritto a Forza Italia. Ma chi lo ha cacciato Silvio Berlusconi da quest'Aula se non la maggioranza capeggiata da Renzi? Noi stiamo impiccando Forza Italia, stiamo trasformando il centrodestra in una palingenesi di un partito che c'è ma che nessuno nomina sulla scorta di un Patto sul quale tutto si costruisce ma che nessuno conosce.
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