martedì 9 dicembre 2014

YEMEN, due kamikaze di al Qaida contro quartier generale dell'esercito, sei soldati uccisi




SANA'A - Sei militari hanno perso la vita in seguito a un duplice attentato kamikaze con autobomba contro il quartier generale della prima divisione dell'Esercito nella regione di Hadramout, nel sud-est dello Yemen. Lo ha reso noto una fonte militare. Le due vetture sono esplose all'ingresso del quartier generale, a Sayun. Lo ha rivendicato su Twitter il gruppo Ansar Al-Sharia, legato ad Al Qaida nella penisola araba. Secondo un bilancio provvisorio, "sei soldati sono stati uccisi e altri otto sono rimasti feriti" nei due attacchi suicidi all'ingresso del quartier generale della prima divisione a Sayun, una città nella regione di Hadramout", ha detto la fonte militare. "Due kamikaze alla guida di due autobomba si sono diretti verso il quartier generale della prima divisione e si sono fatti esplodere all'ingresso del sito", ha aggiunto la fonte. I due attacchi si sono verificati "poco dopo l'arrivo al quartier generale del convoglio del comandante della prima divisione, il generale Abderrahman al-Halili, che è rimasto illeso", ha concluso la fonte. Contemporaneamente, una bomba è esplosa in una piazza a Sayun, presso gli uffici dell'amministrazione locale, hanno riferito alcuni residenti.

RAGUSA, in carcere Veronica grida: non ho ucciso io LORIS, era il mio bambino


Veronica Panarello
RAGUSA - Non l'ho ucciso io, lui era il mio bambino": così Veronica Panarello, la madre di Loris Stival, si è difesa davanti ai magistrati della Procura di Ragusa dall'accusa di aver ucciso il figlio di otto anni. La donna ha ricostruito parte della sua vita e respinto tutte le contestazioni fattele dai pm. Sarà sentita nuovamente oggi alle 10:30.
Omicidio volontario, aggravato dal legame di parentela, e occultamento di cadavere: dopo 6 ore di interrogatorio la procura di Ragusa ha emesso il provvedimento di fermo. La mamma del piccolo Loris sarebbe stata dunque lei, secondo magistrati e investigatori di polizia e carabinieri, ad uccidere con una fascetta da elettricista stretta attorno al collo il figlio di 8 anni la mattina di sabato 29 novembre. E sarebbe stata sempre lei a gettare il corpicino nel canalone in contrada Mulino Vecchio, a meno di due chilometri di distanza dal centro di Santa Croce Camerina. Veronica avrebbe fatto quindi tutto da sola:nessun complice, nessun aiuto. Dopo nove giorni d'indagini serrate è arrivata la svolta.
Per ora, però, Veronica non ha ammesso alcun ruolo nell'omicidio del figlio. Ha continuato a ribadire di essere uscita di casa e di aver portato il figlio a scuola. Dura, granitica, senza una sbavatura. "Questi sono omicidi che non si confessano" dice uno di quelli che ha partecipato all'interrogatorio. "La signora - ha sottolineato il suo avvocato Francesco Villardita al termine dell'interrogatorio - è indagata ma non è colpevole". 

BRESCIA, rissa in discoteca, muore accoltellato trentenne


L'intyerno della discoteca Copacabana di Roncadelle
BRESCIA - Un 30enne di origine nomade è stato ucciso nella notte all'interno della discoteca "Copacabana" di Roncadelle, nel Bresciano, nota per l'intrattenimento mirato con musica etnica e romena. Il giovane è stato raggiunto da una coltellata al culmine di una rissa tra più persone, tutte straniere. Gravemente ferito anche il buttafuori della discoteca, intervenuto per sedare gli animi. L'addetto alla sicurezza è stato raggiunto da almeno tre coltellate e trasportato in ospedale dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Non è in pericolo di vita.

lunedì 8 dicembre 2014

La mamma di LORIS portata un Questura a RAGUSA da un'auto della polizia


L'auto della polizia con a bordo la mamma di Loris
RAGUSA - La mamma di Loris Stival, Veronica Panarello, è uscita alle 17.20 dalla sua abitazione con polizia e carabinieri. La donna è salita con il marito su un'auto civetta della polizia. L'auto della polizia a bordo della quale si trova la mamma di Loris - secondo quanto apprende l'ANSA - è diretta negli uffici della procura di Ragusa. 
La donna in procura sarà sentita dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota. "Nulla di nuovo rispetto a prima: la mia assistita è sentita come persona informata sui fatti. E lo ribadisco non è indagata, meno che mai fermata o arrestata". Lo afferma l'avvocato Francesco Villardita, legale della famiglia Stival. Negli scorsi giorni la madre di Loris era già stata sentita «come persona informata dei fatti» . Presenti, tra gli altri, il capo della Squadra mobile Nino Ciavola e il comandante del Reparto investigativo dell’Arma di Ragusa, capitano Domenico Spadaro. Un elicottero sorvolava l’abitazione degli Stival prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. La sensazione è che gli inquirenti vogliano far salire il livello di pressione intorno alla famiglia. «È sempre stata una mamma perfetta, affettuosa e attenta», hanno commentato i vicini di casa all’arrivo delle forze dell’ordine. «È un doppio dramma - commenta un’altra signora con il marito - per il bambino e anche per lei, noi siamo convinti che lei non c’entri alcunché».  

Autista Uber violenta passeggera a NEW DELHI. Al bando la società nella capitale


L'autista subito dopo l'arresto
NEW DELHI - Le autorità indiane di New Delhi hanno messo oggi al bando la società americana di noleggio d'auto Uber dopo l'arresto di un autista accusato di aver stuprato una giovane cliente. Lo riferisce un comunicato del dipartimento dei Trasporti della capitale indiana. "Tutti servizi di trasporto - si legge - legati al website www.Uber.com sono vietati con effetto immediato". La società, secondo le autorità, avrebbe ingannato i clienti con la promessa di fornire un servizio 'sicuro'. Inoltre, l'azienda di San Francisco, presente con la sua applicazione in decine di città in tutto il mondo, è stata inserita nella 'blacklist' e non potrà quindi più operare in futuro nell'area metropolitana di Delhi. E' emerso che l'autore dello stupro, Shiv Kumar Yadav, 32 anni, era già arrestato per un'altra violenza sessuale e aveva trascorso due anni in carcere. 
Si è saputo che in realtà Uber potrà essere sanzionata con le stesse misure in tutta l'India.  I servizi di taxi della società sono attualmente disponibili a Bangalore, Mumbai, Hyderabad, Chennai, Jaipur, Ahmedabad, Chandigarh, Kolkata e Pune, oltre che a New Delhi
L'autista ha minacciato la giovane dipendente di una compagnia finanziaria di gravi violenze fisiche se avesse opposto resistenza o denunciato l'accaduto, e si è rifugiato in una casa per sfuggire alla cattura dopo che è stata lanciata una vera e propria caccia all'uomo. Secondo un'emittente locale, gli agenti hanno dovuto abbattere una porta per riuscire ad arrestarlo. Yadav è stato portato a New Delhi nella notte.
All'ingresso del commissariato è stato mostrato ai giornalisti fra due agenti di polizia con la testa coperta da un una sorta di cappuccio nero con due buchi per gli occhi. Fonti della polizia hanno assicurato che Yadav non possedeva la licenza comunale prevista per gli autisti di servizi rivolti al pubblico, e neppure un Gps, strumento obbligatorio sui radio-taxi. La stampa indiana insiste in particolare sullamancanza di misure di sicurezza nelle auto Uber, per cui l'India rappresenta attualmente il secondo mercato dopo gli Stati Uniti. Gli autisti, contattati dai clienti tramite un'app per smartphone, non sono in relazione diretta con nessuna autorità di controllo e sono rintracciabili unicamente attraverso il telefono cellulare.
La polizia ha chiesto ad Uber di partecipare all'inchiesta, e la multinazionale si è detta pronta a collaborare appieno con le forze dell'ordine. Un vice commissario di polizia, citato da The Times of India, ha ricordato che "ci sono norme ben precise per servizi di questo tipo, stilate dal Dipartimento dei Trasposti. Verificheremo se sono state rispettate".

RENZI. non lasceremo la capitale in mano ai ladri

ROMA - “Grillo torna a fare i suoi tour grazie al vostro, al nostro lavoro. E questo è un bene per lo spettacolo. Ora dicono che nei M5S uno non vale più uno. Ma io non penso che uno vale uno: ciascuno conta come gli altri, ma se ciascuno di voi si mette in gioco vale molto di più". Così Matteo Renzi all'assemblea dei giovani dem, dove ha affrontato anche i temi di Mafia capitale.
 "Chi se ne frega se uno è renziano, civatiano o cuperliano - dice il segretario Pd - usiamo il partito per affrontare questioni grandi e vere e non per prendere uno strapuntino e diventare consigliere di quartiere e via più su. La politica o è passione o è tristezza.  E' il primo dei quattro anni che faremo insieme, la durata della segreteria e della legislatura devono andare insieme. Siamo qui per cambiare il paese che quelli prima di noi non sono riusciti a cambiare. Dobbiamo prendere il paese e restituirlo non solo più bello, ma più semplice e più capace di crederci, più capace di entusiasmarsi. Voi siete la classe dirigente dell'Italia che va a testa alta e senza chiedere scusa se esisto. Ue non è solo insieme vincoli e spread, un accordo notarile ma prima di tutto una comunità. L'Italicum ci costringe a diventare un partito, indicando un capolista si farà la selezione della classe dirigente senza spartire i posti tra le correnti. La legge elettorale con il meccanismo del collegio e poi delle preferenze ci impone di essere un partito serio".

"Prendere una tangente - ha detto Renzi parlando dell'inchiesta Mafia Capitale - è la cosa peggiore che un politico possa fare e con noi quelli hanno chiuso. Non mi basta lo sdegno delle prime 48 ore, bisogna fare rapidamente i processi, chi è colpevole paghi fino all'ultimo centesimo e all'ultimo giorno perché non è possibile che in Italia non paghi nessuno. Ogni giorno chiederemo che si facciano velocemente i processi. Non sappiamo se quello che emerge dipinge dei tangentari all'amatriciana o dei mafiosi, lo dirà la magistratura ma noi non lasceremo la capitale in mano ai ladri".

MAFIA CAPITALE, la Procura: nessun riscontro di trasferimento di soldi all'estero di ALEMANNO


ROMA - "Non ci sono riscontri di trasferimenti di soldi da parte di Gianni Alemanno all'estero". Lo affermano fonti della Procura di Roma riguardo a intercettazioni di Luca Odevaine, arrestato nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale, nelle quali parla dell'ex sindaco circa "quattro viaggi in Argentina con valigie piene di contanti".

FABRIZIO CORONA ha chiesto la grazia “parziale” a Napolitano

Fabrizio Corona
MILANO - Fabrizio Corona ha chiesto la grazia al Capo dello Stato. A confermare la notizia è l'avvocato Ivano Chiesa, legale dell'ex re dei paparazzi detenuto nel carcere di Opera e condannato a 9 anni e 8 mesi per una serie di reati. "La domanda di clemenza al Presidente ha preso la strada per Roma", dice Chiesa. Si tratta, come previsto, di una richiesta di grazia parziale. "Voglio scontare la mia pena, non scappo", ha fatto sapere Corona.
Al Quirinale, riporta Repubblica, viene chiesto di intervenire per rimuovere dal cumulo di condanne a 9 anni i cinque "ostativi" legati all'estorsione aggravata ai danni del calciatore David Trezeguet, che ha peraltro negato di avere ricevuto minacce dall'estorsore.
E' infatti questo il reato per il quale è stato dichiarato soggetto pericoloso, alla stregua di un mafioso e con tutte le restrizioni del caso: niente sconti, niente percorso rieducativo e terapeutico, almeno 5 anni in cella.

L'obiettivo della "grazia parziale" a cui punta la difesa è proprio questo: affrancare Corona dal "reato ostativo" che gli preclude l'accesso all'affidamento terapeutico. "Non voglio scappare dalla mia pena o farla franca - ha fatto sapere Corona - Voglio scontare la condanna"

MANGO ucciso da un infarto mentre canta a Policoro (Matera)

 
Mango
POLICORO (Matera) - Il cantante Mango è morto ieri sera, stroncato da un infarto, alla fine del concerto che stava tenendo al 'Pala Ercole' di Policoro, in provincia di Matera. L'artista, che aveva compiuto 60 anni il 6 novembre scorso, è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è giunto privo di vita.All'ospedale di Policoro sono giunti i parenti del cantante, non soltanto da Lagonegro (Potenza), doveMango era nato il 6 novembre 1954.  Il malore ha colpito Mango mentre stava cantando 'Oro', uno dei suoi brani più famosi, che era diventato anche la colonna sonora di uno spot pubblicitario altrettanto noto al grande pubblico. Molti fan, dopo che Mango (all'anagrafe, Giuseppe Mango) si è sentito male si sono trasferiti dalla sede del concerto all'ospedale; sui social network sono già molti i messaggi che ricordano il cantautore. Fra i molti suoi successi del cantante, anche il premio della critica ottenuto nel 1985 al Festival di Sanremo.

domenica 7 dicembre 2014

Sei detenuti trasferiti da GUANTANAMO all’Uruguay


WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno trasferito sei detenuti dal carcere di Guantanamo Bay all’Uruguay in questo fine settimana: lo ha annunciato stamane il Dipartimento della Difesa. E 'stato il più grande singolo gruppo di detenuti che ha lasciato il carcere di guerra a Cuba dal 2009 e il primo diretto in Sud America.
Il trasferimento ha riguardato un siriano che era in sciopero della fame per protestare contro  la sua detenzione a tempo indeterminato senza processo e che aveva intentato causa ai militari che lo avevano sottoposto ad alimentazione forzata.
Il trasferimento era stato conosciuto pubblicamente da quando era stato messo a punto la scorsa primavera. Significativamente, però, ritardi burocratici sono stati causati dal Segretario della Difesa Chuck Hage nell'approvare i trasferimenti. Ciò ha contribuito a grandi tensioni con la Casa Bianca prima delle sue dimissioni il mese scorso.

Quando sono arrivatio in Uruguay Domenica, cinque degli uomini sono stati portati in un ospedale militare per gli esami. Un sesto che è stato descritto come più fragile di salute è stato portato in una struttura civile, l’Ospedale Maciel.

CASCIAGO (Varese), imprenditore ferisce il figlio di 16 anni che perdeva tempo con i videogiochi e poi si suicida

L'ingresso della ditta dove l'imprenditore si è suicidato
VARESE - A Morosolo di Casciago, nel Varesotto, un imprenditore 53enne, Giuseppe Basso, ha aggredito con un coltello il figlio di 16 anni perché passava troppo tempo a giocare con i videogiochi invece che studiare. L'uomo si è poi recato nel vicino comune di Brunello nella sua ditta, la Tecnosteel, e si è suicidato con una coltellata al cuore. Il ragazzo, colpito due volte alla schiena e una al fianco, è ricoverato all'ospedale di Varese: non è in pericolo di vita. il giovane è riuscito ad avvertire la madre, che ha chiamato i soccorsi arrivati con l'elicottero. Trasportato in pronto soccorso, le sue condizioni non sono definite gravi dai medici. Sconvolti i vicini di casa che descrivono i Basso (con tre figli, il più grande ha 22 anni e il più piccolo 13) come una famiglia normale e tranquilla.
Oltre alla tensione familiare il gesto del 53enne potrebbe essere ricondotto allo stress legato all'azienda, che i soci di Basso assicurano non essere in una situazione di difficoltà.

Tutto è cominciato intorno alle 12.30 di oggi. Basso, 53 anni, imprenditore affermato e persona nota in paese, ha avuto un alterco con uno dei suoi figli al piano terra della villetta di famiglia, a Morosolo: all'origine sembrano esserci futili motivi, un rimprovero per la perdita di tempo ai videogiochi invece che studiare. Di sicuro motivi non sufficienti per giustificare le tre coltellate, due alla schiena e una al fianco, inferte dal padre al figlio. Giuseppe Basso poi si è diretto all'interno dell'azienda, ha staccato l'allarme per entrare col badge privato e lo ha poi riattivato, dopo si è rifugiato in un ufficio e lì l'ha fatta finita con un coltello infilato nel petto. Lo hanno trovato intorno alle 13.40 le forze dell'ordine, entrate nella ditta coi soci di Basso, sconvolti per quanto successo.

ROMA, arrestato italiano che uccise un francese, fatto a pezzi e chiuso in una valigia in Venezuela


ROMA - Arrestato a Roma l'uomo ricercato in tutto il mondo per l'omicidio di un cittadino francese, trovato a pezzi in una valigia su una spiaggia venezuelana nel 2012. E' un italiano residente in provincia di Vercelli e domiciliato in un camping vicino a Fiumicino (Roma). Su di lui pendeva un mandato europeo, emesso il 20 settembre 2013 dalla Corte d'Appello di Parigi, accusato dell'omicidio. A rintracciarlo sono stati i carabinieri del nucleo investigativo. Da Roma sarà estradato in Francia. - 

PIZZAROTTI, avanti senza Grillo sarà possibile


PARMA - “Un passo indietro di Grillo? Mi sembra che la direzione sia già questa, e l'indicazione delle cinque persone mi sembra una indicazione di andare avanti con le nostre gambe". A dirlo è il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, all'incontro da lui organizzato nella città emiliana. Ora le espulsioni "si possono ridiscutere. C'è un concetto di regole più alte. Attraverso il direttorio ci sarà modo di rivedere le scelte fatte", ha aggiunto.
Il sindaco di Parma ha parlato anche dell'inchiesta Mafia Capitale. "Ci sono 37 arresti a Roma. Indagini per mafia con centinaia di persone. E noi siamo qui a pensare ad etichettare persone che si sono spese come dissidenti o come espulsi", ha detto. All'incontro infatti partecipano anche alcuni dissidenti e fuoriusciti dal Movimento. Pizzarotti ha comunque smentito si tratti di una "prova tecnica di scissione".

Gruppo di Occupy Palco in sala da Pizzarotti - Tra i numerosi partecipanti anche il gruppo di Occupy Palco. Si tratta dei contestatori romani saliti ad ottobre sul palco al Circo massimo a Roma per chiedere più dibattito e successivamente espulsi dal Movimento. 

Pizzarotti: "Riscoprire i valori originari del Movimento" - "L'auspicio - ha aggiunto - è quello di riscoprire i valori da cui siamo partiti. Che erano sicuramente un po' meno scontrini e molto di più sui contenuti". Pizzarotti ha fatto riferimento all'incontro al Teatro Smeraldo del 2009, un momento a cui "dovremmo tornarci a ispirare. Lì c'erano tante persone. Anche tante persone che ci sono qua e che voi chiamate dissidenti o espulsi e per me sono persone che si sono spese per il movimento sempre".

L'ex Romani: "Possiamo andare avanti senza Grillo" - "Il M5s potrebbe andare avanti senza Grillo", ha sostenuto il senatore (ex M5s) Maurizio Romani che partecipa all'evento organizzato da Pizzarotti. "Grillo ha sempre detto che era un megafono. Se il megafono dice cose diverse da prima può darsi che il movimento possa andare avanti anche senza di lui", ha detto. "Dipende da quali sono le persone che possono portare aventi un discorso come quello di Grillo. Il direttorio? Si deve scegliere per meritocrazia. Devo capire la meritocrazia del direttorio". Grillo in tour nel 2015: "Quello è il suo vero lavoro".

Rizzetto: "Non ci sarà alcuna scissione" - "Oggi non c'è nessuna conta. Questa non è una Leopolda, non è una scissione", ha invece affermato Walter Rizzetto. Secondo il deputato 'dissidente', "Grillo continuerà a fare la nostra voce mediatica". "Non credo che voglia fare un passo indietro - ha sottolineato - Il M5s è una sua creatura".

Iannuzzi,: "Movimento non esiste più, pronto a dimettermi" - Il M5s come era nato ed era stato pensato non esiste più. Ormai è un'altra cosa". E' lo sfogo del deputato Cristian Iannuzzi. "Grillo ha viola un accordo", ha proseguito riferendosi al direttorio, "una struttura intermedia che nell'idea di democrazie diretta non esiste". "Per questo motivo sono pronto a dimettermi da parlamentare - ha concluso - ho chiesto alla base. Se vogliono che lasci, lo farò. Se dicono no? Combatterò finché posso e mi cacceranno".


Proposta shock della Sarti: "Via il nome di Grillo dal simbolo" - Togliere il nome di Beppe Grillo dal simbolo del M5s è invece la proposta della deputata Giulia Sarti. "Teniamo conto che la proprietaà del simbolo M5s è di Grillo. Sul simbolo c'è scritto beppegrillo.it; è una cosa da discutere". Togliere il nome dal simbolo? "Sì, è quello che dico"

MAFIA CAPITALE, ecco cosa potrà decidere il prefetto di Roma


Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro
ROMA - "Per Roma potrebbero esserci tre ipotesi, dopo la valutazione delle carte dell'inchiesta: o un accesso agli atti, o lo scioglimento o una terza via che prevede di non intervenire essendo in corso l'attività giudiziaria". Così il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ricordando che prima deve riferire al ministro dell'Interno.

Boschi, non ci sono gli estremi per commissariare Roma - "E' giusto individuare le responsabilità ma attenzione a tirare in mezzo il Comune di Roma, per arrivare al commissariamento ci vogliono estremi di legge precisi e qui non ci sono estremi. Marino deve restare e governare bene". Così il ministro Maria Elena Boschi, ospite dell'Intervista di Maria Latella. "Bisogna fare processi presto senza sconti a nessuno ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio perché non tutti hanno rubato. E' giusto che escano nomi e cognomi e si individuano responsabilità specifiche ma il Pd è intervenuto subito, gli altri non mi pare che stiano facendo pulizia", aggiunge la Boschi.
Campidoglio: gli ispettori non sono qui - Gli ispettori del prefetto di Roma non sono arrivati in Campidoglio, secondo quanto si apprende. Il sindaco Ignazio Marino vedrà il prefetto Giuseppe Pecoraro martedì. L'arrivo degli ispettori prefettizi in Campidoglio era stato prospettato su alcuni quotidiani.

DENISE PIPITONE, aperto dalla Procura di Marsala fascicolo per omicidio

Denise Pipitone
MARSALA -Aperto un nuovo fascicolo d'inchiesta dalla Procura di Marsala sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, rapita a Mazara del Vallo il primo settembre 2004.
In seguito all'ascolto in udienza dell'intercettazione ambientale nel processo che si sta svolgendo in Corte d'Appello di Palermo, il Tribunale di Marsala ha deciso di riaprire il caso indagando per il reato di omicidio contro ignoti. La conversazione risale all'11 ottobre 2004, e' intrattenuta tra Jessica Pulizzi - sorellastra di Denise - e la sorella Alice quando sono casa della madre Anna Corona, e non era mai stata trascritta. "Eramu n'casa, a mamma l'ha uccisa a Denise" (Eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise), disse la prima all'altra alla quale poi raccomanda: "Tu di sti cosi unn'ha parlari".
E' questa la trascrizione - realizzata dal perito della corte Massimo Mendolia, grazie alle nuove tecnologie che hanno consentito una piu' efficace opera di filtraggio e pulitura dei nastri magnetici - che potrebbe portare a una svolta gli esiti investigativi e processuali sul caso.
Il 27 giugno 2013, Jessica, che adesso ha 27 anni, e' stata assolta dal Tribunale di Marsala "per non aver commesso il fatto", anche se con la formula del secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale ("mancata o insufficiente formazione della prova").
Archiviato invece, su richiesta della procura, il procedimento per concorso in sequestro a carico di Anna Corona. Nell'udienza del processo d'appello del 16 gennaio sara' sentita Alice Pulizzi.
 
Sulla notizia si registra il disappunto del legale di parte civile Giacomo Frazzitta, che assiste Piera Maggio, la madre della piccola Denise. "Non posso credere - dice - che la Procura di Marsala abbia reso pubblica un'inchiesta sull'omicidio di Denise Pipitone. Ho avuto modo di ascoltare che da quattro giorni sarebbe stata aperta dalla Procura di Marsala un'inchiesta per omicidio contro ignoti, ma non posso assolutamente credere a questa notizia. Non abbiamo ancora ascoltato il procuratore Di Pisa e in ogni caso, se l'esistenza di un inchiesta fosse vera, la divulgazione della notizia non puo' che mettere sull'avviso gli interessati".

La Merkel dà lezione: insufficienti le riforme di Italia e Francia


BERLINO - Le riforme in Francia e in Italia sono insufficienti. Lo afferma la Cancelliera tedesca Angela Merkel in un'intervista al Die Welt. La Commissione Ue - dice - "ha stabilito un calendario secondo il quale Francia ed Italia dovranno presentare ulteriori misure. Questo è giustificato perché i due Paesi stanno attraversando effettivamente un processo di riforme. Ma la Commissione ha ribadito anche che quanto presentato sul tavolo fino ad ora non è sufficiente. Parere che io condivido".

sabato 6 dicembre 2014

DENISE PIPITONE, Jessica Pulizzi dice alla sorella: “Nostra madre ha ucciso la bambina”

Jessica Pulizzi
PALERMO - Una nuova inchiesta sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone è stata aperta dalla Procura di Marsala a seguito dell'intercettazione ambientale dell'11 ottobre 2004 in cui si ascolta un dialogo tra Jessica Pulizzi e la sorella minore Alice. La prima avrebbe detto alla seconda che la loro madre, Anna Corona, ha ucciso Denise.
La deposizione shock è avvenutada parte di un perito al processo sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, 4 anni, avvenuta a Mazara del Vallo (Tp) l'1 settembre di quell'anno. In un'intercettazione ambientale dell'11 ottobre 2004 si sentirebbe la sorellastra Jessica Pulizzi mentre dice alla sorella minore Alice, a casa della madre Anna Corona, "Quanno eramu 'ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise". Sia madre che figlia sono imputate per la sparizione della bimba. Jessica quindi parla a sua sorella che quel giorno avrebbe dovuto deporre al processo: "Quanno eramu 'ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise [Quando eravamo in casa, la mamma ha ucciso Denise]". Alice, di rimando, le chiede: "A mamma l'ha uccisa a Denise?". Jessica: "Tu di sti cosi unn'ha parlari" [non ne devi parlare]. Alice: "E' logico". 
L'intercettazione l'ha rivelata davanti alla terza sezione della Corte d'appello di Palermo il perito Massimo Mendolìa, al quale è stato affidato il compito di ascoltare e trascrivere una parte della mole di intercettazioni effettuate dagli inquirenti subito dopo la scomparsa. Quel giorno Alice doveva recarsi in Procura, a Marsala, per essere interrogata. 
Il perito della difesa contesta - Per il consulente della difesa, però, la decisiva frase che Jessica avrebbe pronunciato non si sente; e l'imputata, assistita dagli avvocati Gioacchino Sbacchi e Fabrizio Torre, quando disse alla sorella "Tu di sti cosi unn'ha parlari" si riferiva ad altro. "La frase che avrebbe pronunciato Jessica - afferma l'avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, madre di Denise - è molto inquietante" e sarebbe saltata fuori solo adesso perché appena bisbigliata: è stato possibile ascoltarla e trascriverla - secondo il perito - solo dopo un'opera di filtraggio e pulitura dei nastri magnetici. 
Alla prossima udienza, il 16 gennaio, sarà ascoltata Alice Pulizzi. Jessica, il 27 giugno 2013, è stata assolta dal Tribunale di Marsala dall'accusa di concorso in sequestro di minorenne "per non aver commesso il fatto". Anche se con la formula del secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale. E cioè per "mancata o insufficiente formazione della prova". 

Per l'imputata, sorella per parte di padre (Piero Pulizzi) di Denise, i pubblici ministeri Francesca Rago e Sabrina Carmazzi avevano chiesto 15 anni di carcere, il massimo della pena per il reato contestato. Anche Anna Corona, assieme ad altri, era stata indagata per concorso in sequestro, ma su richiesta della Procura il procedimento fu archiviato.

MAFIA CAPITALE, il sindaco Marino "ruota" tutti i dirigenti del Comune

ROMA - Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha disposto la rotazione dei dirigenti capitolini "a cominciare dagli incarichi apicali di tutte le strutture". "La straordinarietà degli eventi connessi alle indagini della Procura della Repubblica di Roma - spiega il sindaco Marino - coinvolgono anche le strutture amministrative dell'Ente, e le funzioni nevralgiche da loro assicurate. Ho dato quindi disposizioni per procedere ad un adeguato riordino, a cominciare dagli incarichi apicali".
   

GALLARATE, violenta la figlia di 13 anni della convivente che resta incinta. Arrestato

GALLARATE - La polizia di Gallarate, in provincia di Varese, ha arrestato, dopo un'indagine iniziata lo scorso 4 novembre, un giardiniere salvadoregno di 36 anni con l'accusa di aver violentato la figlia 13enne della convivente, dalla quale ha avuto altri figli più piccoli. La violenza, secondo le forze dell'ordine, si sarebbe consumata proprio nel giorno del 13esimo compleanno della ragazzina, approfittando dell'assenza della madre. La giovane, per paura delle ritorsioni che avrebbe potuto subire, non aveva mai detto a nessuno dello stupro, fino a quando si e' accorta di essere rimasta incinta a seguito della violenza subita.

MAFIA CAPITALE, coinvolti altri politici

ROMA - Lo scandalo dell'inchiesta Mafia Capitale si allarga a macchia d'olio. Coinvolgendo, almeno a quanto risulta dalle intercettazioni, altri politici e funzionari pubblici. Massimo Carminati e Salvatore Buzzi volevano avere a libro paga quante più persone influenti possibili. Pagavano presto e bene, pronti a ricambiare favori. Soldi per campagne elettorali, assunzioni a parenti, l'organizzazione criminale dell'ex Nar metteva in atto le proprie strategie.

Buzzi e Carminati s'infilano nelle maglie dei partiti trasversalmente, da destra a sinistra: l'importante è raggiungere quanti più politici possibile per fare affari. In alcune intercettazioni, viene fatto ad esempio il nome di Micaela Campana, esponente Pd "da comprare", attraverso il sovvenzionamento della campagna elettorale.

Il 5 maggio 2013, riporta il Corriere della Sera, Buzzi parla nel suo ufficio con Carminati e con altri soci. E dice: "Allora te sto a di, no...riguardo a Michela e Bubbico stanno allo stesso partito no? se glie dicessi... io domani siccome la devo vede’ prima de Gasbarra e siccome dovemo dagli pure 20 mila euro per sta cazzo de campagna elettorale "ce fai aprì sta cosa te damo 1 euro a persona per la campagna elettorale". E poco dopo aggiunge: "mò se me compro la Campana...".

Il nome della parlamentare, responsabile Welfare del Pd, era già emerso nei giorni scorsi per un sms di risposta a Buzzi - «un bacio grande capo» - che le aveva chiesto di presentare una interrogazione alla Camera. C'è anche un riferimento a Filippo Bubbico, sempre del Pd, che riguarda invece una ricerca di incontro con il viceministro dell’Interno. Il 5 maggio scorso parlano di un appuntamento "con il suo capo segreteria", ma «non c'è riscontro che sia avvenuto".

L’organizzazione ha contatti ovunque e cerca di elargire favori a questo o a quel politico, Starà ai magistrati accertare quanto di vero ci sia nei colloqui tra Carminati e Buzzi, che citano anche Veltroni, Gasbarra, Berlusconi, spesso solo per averli incontrati o come possibili obiettivi da raggiungere.

MALORI su aereo US Airways diretta a Filadelfia. Atterraggio d'emergenza a Fiumicino

ROMA - Il malore di due passeggeri e 11 membri dell'equipaggio ha fatto scattare stamani l'emergenza a Fiumicino su un volo della Us Airways. Il volo partito da Tel Aviv e diretto a Philadelphia è atterrato all'aeroporto capitolino proprio per provvedere alle cure di chi ha accusato il malore. Passeggeri ed equipaggio accusavano conati di vomito e occhi arrossati. Personale del Pronto soccorso dello scalo capitolino in azione.

SANSEPOLCRO (Arezzo): per 30 anni ha ricevuto l'indennità come cieco. Ci vedeva benissimo

AREZZO - Percepiva un'indennità di 850 euro mensili di accompagnamento per cecità assoluta dal 1985, una trentina d'anni, ma non era cieco: per questo un pensionato di Sansepolcro (Arezzo) è stato denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato dalla Guardia di Finanza. A incastrare definitivamente l'uomo, dopo pedinamenti e appostamenti, sono state le immagini filmate mentre si recava a far compere in un supermercato di Sansepolcro.

Ucciso l'ostaggio americano in YEMEN nel tentativo di liberarlo


Luke Somers
SANA'A - L'ostaggio americano in Yemen, Luke Somers, è morto nel corso di un raid per tentare di liberarlo. Lo riporta il New York Times citando fonti ufficiali americane.
"Per favore, mostrate pietà": così Paula, madre del giornalista americano Luke Somers, detenuto da al Qaida nello Yemen da oltre un anno, si ERA rivolta ai rapitori di suo figlio in un video su YouTube prima della notizia della sua morte. Nel filmato c'è anche il fratello del giornalista, Jordan, che spiega che la sua famiglia "non era a conoscenza del tentativo di liberare Luke" condotto dalle forze speciali Usa. E Luke "è solo un fotoreporter, non è responsabile per nessuna delle azioni intraprese dal governo Usa".

CASTIGLIONE DEL LAGO, donna morta in un fosso

PERUGIA - Una donna di 65 anni è stata trovata morta stamani in un fosso a Castiglione del Lago, nel Perugino. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri potrebbe trattarsi di un suicidio o di un incidente. Non è escluso che la donna possa essere morta anche per il freddo. Si era infatti allontanata da casa durante la notte per cause ancora da chiarire.

Per S&P il rating italiano è quasi spazzatura

ROMA  - Standard & Poor's taglia il rating dell'Italia a BBB- da BBB con outlook stabile. "Un forte aumento del debito, accompagnato da una crescita perennemente debole e bassa competitività, non è compatibile con un rating BBB, secondo i nostri criteri", spiega S&P, aggiungendo che con il Jobs Act "il premier Renzi ha fatto passi avanti, tuttavia l'agenzia non crede che "le misure previste creeranno occupazione nel breve termine".

venerdì 5 dicembre 2014

La MONTAGNA italiana è il terzo prodotto turistico venduto: Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige le più richieste





La montagna è il terzo prodotto turistico più venduto (preceduto dalle vacanze in città d’arte e da quelle nelle destinazioni balneari), commercializzato nel 2014 dal 14,8% dei buyer del turismo organizzato internazionale che propongono il nostro Paese, senza grandi variazioni negli ultimi anni (11,5% dei T.O. nel 2011, 13% nel 2012, 12,1% nel 2013) e con la stessa tendenza per le previsioni 2015 (inserita nei cataloghi di vendita dal 14,1% dei T.O.). Lo scrive ImpresaTurismo
Un prodotto, quello della montagna, per il quale l’Italia si trova a competere direttamente con Paesi europei leader del turismo montano quali la Svizzera, la Francia e l’Austria.
Le regioni più vendute per il turismo montano sono la Valle D’Aosta, il Trentino Alto Adige e l’Abruzzo, seguite dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto e dal Piemonte.
In particolare, in Europa la montagna è venduta dal 18,6% dei buyer che commercializzano l’Italia (17,2% nelle previsioni per il 2015) con la Valle D’Aosta ed il Trentino-Alto Adige in testa alle preferenze.

I comportamenti turistici

Considerando il totale dei flussi che hanno soggiornato in Italia nel 2013 (sia in strutture ricettive che in seconde case), le località di montagna sono state scelte dal 15,3% dei turisti. Sebbene la montagna significhi sostanzialmente sport per chi raggiunge queste località, al secondo posto tra le motivazioni di scelta emergono gli interessi enogastronomici, a testimoniare ancora una volta il binomio vincente che a livello turistico caratterizza le destinazioni italiane tra il prodotto turistico (che sia culturale, montano o balneare) e le eccellenze enogastronomiche locali.
Tra i canali di comunicazione che influenzano le scelte dei turisti che scelgono la montagna ai primi posti il consiglio di parenti e amici  (32,3%) e internet (36,4%).
La vacanza in montagna è prevalentemente una vacanza attiva dove circa 3 turisti su 10 si dedicano allo sport tra cui: lo sci 48,5%, il trekking 22%, l’alpinismo 21,5%, il ciclismo 15,5% e l’equitazione 11%. Sono turisti che, in linea con la media Italia, spendono durante il soggiorno in media 75 euro pro capite per le spese sul territorio (escluso viaggio e alloggio). I soggiorni nelle destinazioni montane italiane soddisfano pienamente i vacanzieri che giudicano l’offerta nel complesso con un voto di 7,9 su 10.
Nel dettaglio dei mercati è possibile rilevare alcune peculiarità:
I turisti italiani:
- la componente relazionale, legata ai consigli di amici e parenti, è rilevante al momento di scegliere un soggiorno in montagna: il 40,3% dei turisti italiani è influenzato infatti dal passaparola. Il 25,7% si orienta sulla base di esperienze personali ed il 26,5% utilizza Internet, soprattutto a livello di contenuti e informazioni (14,9%) e di offerte (9,8%);

- per il viaggio andata e ritorno i turisti italiani spendono in media 81 euro a persona, per l’alloggio 46 euro e per le spese extra effettuate sul territorio 72 euro.

I turisti stranieri:

- tra i canali di comunicazione che guidano la scelta della destinazione del soggiorno in primo piano si segnala il ruolo di Internet che incide sul 42,8% delle scelte dei turisti stranieri, grazie alle informazioni che offre (24,6%) e alla possibilità di trovare qualche pacchetto vantaggioso (14,2%). Il 27,2% ascolta i consigli di chi già conosce quelle località e l’11,4% si affida ai cataloghi della agenzie di viaggio;

- per raggiungere le località di montagna i turisti stranieri spendono in media 227 euro per il viaggio di andata e ritorno (165 euro gli europei e 876 euro gli extraeuropei) mentre per l’alloggio 48 euro circa (rispettivamente 47 e 52 euro). Per i beni extra acquistati nel corso del soggiorno la spesa media giornaliera pro capite è di circa 78 euro.

MAFIA CAPITALE, il sindaco Marino: non andrò più in bici


ROMA - "Sento ancora più forza e determinazione che qualche mese fa. La città non è marcia, ma ci sono alcune mele marce". Lo ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino rispondendo ai cronisti alla Stampa Estera, aggiungendo che deciderà "entro domenica se accettare una scorta o meno. Intanto mi asterrò dal girare in bici".

VISCO, illegalità e corruzione bloccano il rinnovamento in Italia

Ignazio Visco
ROMA - “Illegalità e corruzione sono un ostacolo forte a creare un ambiente in cui prosperi il bisogno di innovare e il desiderio di intraprendere". Lo ha detto il governatore di Bankitalia Ignazio Visco commentando la maxi-operazione del Ros che ha portato alla luce il sodalizio tra criminalità e politica a Roma.

"Se si hanno variazione dei prezzi così basse o negative, le conseguenze possono essere gravissime per le economie con un debito pubblico molto alto, come l'Italia” ha poi detto il governatore. "E' indubbio che le condizioni economiche dell'area euro non sono soddisfacenti per usare un eufemismo", ha poi aggiunto. Esistono "rischi al ribasso notevoli e anche qualche rischio al rialzo", ha concluso.

RIMINI, 12 studentesse si sentono male nell’atrio dell’Univesità e finiscono all’ospedale



RIMINI - Dopo essere entrati nell'atrio dell'Università di Rimini in via Angherà, 12 ragazze hanno avuto dei malori e sono state trasportate all'ospedale Infermi mentre le altre 4 a Riccione, per esami tossicologici. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco, che hanno escluso la fuga di gas. I nove hanno accusato bruciore di gola, lacrimazione e difficoltà di respirazione: forse è stata una reazione allergica a un detersivo usato per la pulizia. La sede è stata evacuata.  Le persone portate all'ospedale sono trattenute in osservazione per cercare di capire cosa abbia scatenato il malore. L'ateneo al momento ha sospeso le attività, mentre una nota informativa è stata diramata anche alle forze dell'ordine riunite in Questura.

UN "buco" di 15 minuti nel racconto della mamma di Loris. Non è mai andata quella mattina a scuola con l'auto


Veronica Panarello, la mamma di Loris
RAGUSA - Sembra stringersi il cerchio intorno alla madre del piccolo Loris Ci sarebbe un buco di 15 minuti nel racconto che Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris, ha fatto ad investigatori ed inquirenti su quel che accadde la mattina di sabato 29 novembre, il giorno in cui è scomparso il bimbo poi trovato morto nel fosso a Molino Vecchio. La Polo nera di Veronica Panarello non ha mai raggiunto quella mattina la scuola frequentata dal piccolo, come invece ha raccontato la donna. Le telecamere nei pressi della scuola, infatti, non registrano mai un'immagine della vettura nell'orario indicato dalla madre del bambino.
E poi c'è un altro giallo: sarebbero compatibili con quella utilizzata per strangolare Loris le fascette di plastica che la mamma del bambino ha consegnato nel pomeriggio di lunedì scorso, assieme ad altro materiale scolastico che apparteneva al piccolo, alle sue due maestre. Per avere un riscontro definitivo occorreranno giorni.  "Secondo quanto mi hanno raccontato le maestre, la mamma di Loris quando sono andate a trovarla per farle le condoglianze ha consegnato loro delle fascette per farle vedere" perché avrebbero fatto parte di un lavoro non concluso a scuola. Lo afferma la preside della Falcone-Borsellino di Santa Croce Camerina, Giovanna Campo, su ricostruzioni di stampa, "escludendo che a scuola siano state chieste fascette: sono oggetti pericolosi" e "nessuno ne ha portate in aula, se non di nascosto". 
"Il papà di Loris, su pressioni della mamma, ci ha dato una confezione, aperta, di fascette di plastica bianche, sostenendo che sarebbero dovute servire al bambino nei lavori in classe proprio il giorno in cui era scomparso". Lo ha ricordato la maestra Teresa Iacona, confermando così la ricostruzione fornita dalla dirigente della scuola. "Noi ci siamo molto sorprese, meravigliate, non avevamo mai chiesto una cosa del genere, per questo abbiamo deciso di informare gli investigatori". Tracce organiche, ora sottoposte a esame genetico, sarebbero state individuate sulle forbicine trovate nell'abitazione di Loris Stival, sequestrate dagli investigatori. Secondo quanto si apprende, il campione genetico sarebbe stato isolato con il luminol dagli esperti, che stanno ora eseguendo gli esami per stabilire a chi appartenga quella traccia. 

MAFIA CAPITALE, la segretaria di Buzzi: ecco come preparavo le buste delle tangenti


L'arresto di Massimo Carminati
ROMA - Continuano intensamente le indagini dell'inchiesta Mafia Capitale. La prima a parlare e confessare è la segretaria di Salvatore Buzzi, responsabile di alcune coop che, per ottenere commesse di vario genere, teneva a libro paga numerosi politici romani. "Li pagavo io, preparavo le tangenti e le mettevo in buste di carta", dice Nadia Cerrito, 49 anni, che gestiva in prima persona il libro nero con i destinatari delle mazzette. "Buzzi mi portava i soldi in contanti, io facevo le buste ma non sapevo la destinazione: ci scrivevo solo B di Buzzi e lui la ritirava, ricorda la donna, secondo quanto riporta il Messaggero. "Le cifre non superavano mai i 15 mila euro; sapevo che era illegale ma non potevo rifiutarmi altrimenti mi licenziavano", dice ancora la Cerrito ai magistrati.

"Era tutta contabilità nera che mi dicevano di non registrare. L'agenda la tenevo sempre nella borsa, perché Buzzi mi diceva che riguardava pagamenti riservati e non volevo che altri lo vedessero", spiega. Per quanto riguarda gli incontri politici, afferma: "Tenete conto che l'azienda per la quale lavoro comprende cinque cooperative e ha 15mila dipendenti, molte persone non le conoscevo. Ricordo Franco Panzironi, (ex ad di Ama finito in carcere ndr) lui lo vedevo spesso. Alemanno non l'ho mai visto, ma so chi è, mentre ho sentito i nomi di Riccardo Mancini (ex ad di Eur spa ndr) e Claudio Turella (ex responsabile servizi giardini del Campidoglio ndr), Luca Gramazio (capogruppo del Pdl al Comune ndr) non lo conosco". Ma il gip Flavia Costantini le contesta un'intercettazione ambientale del 29 gennaio 2013, quando il ragioniere Paolo Di Ninno, faceva un resoconto della contabilità ufficiale e parallela delle cooperative a Buzzi e Carminati. Lei chiede ancora tempo.
Grasso: per sciogliere il Comune ci suole ben altro. "Il Comune di Roma è assolutamente al di fuori di queste tematiche, soltanto alcuni sono coinvolti. Per sciogliere un Comune ci vuole ben altro", commenta il presidente del Senato, Piero Grasso.  "Ci sono tutti i presupposti per l'aggregazione mafiosa", aggiunge Grasso. "Ormai - rileva - il fine di far profitto ad ogni costo ha superato qualsiasi rito tradizionale di iniziazione della mafia, come la famosa 'punciuta'". Per Grasso è  ragionevolmente possibile che le segreteria di partito non sapessero dei fatti della maxi-inchiesta romana "perché i collaboratori sono quelli che fanno il lavoro operativo". Tuttavia, osserva, "non bisogna meravigliarsi. La mia esperienza con la mafia siciliana mi insegna che per determinate operazioni è necessario coinvolgere tutti gli interessi per gestire gli affari sulla base di omertà, fedeltà e complicità". Il presidente del Senato cita Salvo Lima, l'esponente Dc ucciso dalla mafia che era solito dire "Non si cala la pasta se prima tutti i cucchiai non sono nella pentola". "Quando tutti gli interessi sono collegati - conclude Grasso - nessuno denuncia gli altri".
Salvini: a Roma potremmo presentare il nostro sindaco. "A Roma sì a un sindaco Leghista": lo ha detto Matteo Salvini a Telelombardia. "Con tutto quello che sta accadendo a Roma con lo scandalo mafia - ha detto Salvini all'emittente - se si dovesse andare presto al voto potremmo presentare un candidato sindaco leghista", ma "cittadino romano". "Ci stiamo lavorando", ha aggiunto.
Gentiloni: Pd romano deve fare pulizia, giusto commissariarlo. Il Pd romano deve fare pulizia, ed è stato giusto commissariarlo. Così il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, ex candidato alle primarie del Pd per il Campidoglio, che lo ha detto ad Agorà sui Rai Tre. Nonostante a suo avviso le accuse di corruzione siano soprattutto rivolte ad ambienti vicini all'ex sindaco di centrodestra Gianni Alemanno, Gentiloni ha detto che il Pd "deve fare pulizia in casa propria a prescindere" dalle accuse della magistratura e mantenendo il principio della presunzione di innocenza. Per questo, la decisione radicale di commissariare il Pd romano viene giudicata "la scelta giusta" dal ministro degli esteri, ex candidato alle primarie del Pd per il Campidoglio.

NEW YORK, seconda notte di manifestazioni, 50 arresti. A Phoenix un altro nero disarmato ucciso dalla polizia

I manifestanti bloccano il ponte di Brooklyn



NEW YORK- Almeno 50 fermati a New York nella seconda notte consecutiva di proteste per l'impunità nei casi di agenti bianchi che uccidono afro-americani disarmati. Ad alimentare la rabbia, dopo il proscioglimento dell'agente che a luglio a Staten Island aveva soffocato Eric Garner mentre lo arrestava, è arrivata la notizia dell'uccisione di un altro afro-americano disarmato a Phoenix, il 34enne Rumain Brisbon, dopo che era stato fermato alla guida di un Suv: la polizia ha scambiato una bottiglietta per una pistola ed ha sparato I manifestanti sono sfilati in corteo da Foley Square, nel sud di Manhattan, e hanno bloccato il ponte di Brooklyn urlando "Non riesco a respirare", le ultime parole pronunciate da Garner prima di morire. In 7mila hanno circondato il quartier generale della polizia nella Grande Mela e altri 1.500 hanno protestato a Harlem.
  I manifestanti hanno anche imposto la chiusura dell'Holland Tunnel e della West Side Highway di Manhattan, paralizzando il traffico nella Grande Mela. La rabbia per la mancata incriminazione dell'agente Daniel Pantaleo che soffoco' Garner e per il nuovo caso di Phoenix è esplosa anche a Chicago, Orlando, Baltimora, Boston e Seattle, dove si è sfiorato lo scontro tra manifestanti e poliziotti. A Washington un corteo si e' diretto verso Capitol Hill, anticipando la marcia organizzata per il prossimo 14 dicembre.
  A guidare il corteo verso il ponte di Brooklyn, nella Grande Mela, è stata Costance Malcom, mamma del 18enne Ramarley Graham ucciso nel 2012 da un poliziotto mentre era a casa, nel Bronx, disarmato. "Hanno ucciso mio figlio nella mia casa. Non rappresentava una minaccia per nessuno e l'hanno fatto fuori come se niente fosse - ha denunciato - dobbiamo far sentire la nostra voce, siamo stanchi, dobbiamo reagire". Vicino al Barclays Center sono state allineate delle finte bare con i nomi delle vittime della polizia. Manifestanti di ogni razza, in gran parte giovani, hanno reclamato "Giustizia" issando cartelli con le critte scritto "Le vite dei neri contano", "Il Gran giurì è una truffa", "La nostra democrazia sta soffocando". Le proteste a New York sono iniziate verso le 18.30 con marce sui marciapiedi ma poi, con il passare delle ore, sono dilagate nelle strade mandando in tilt il traffico cittadino. Il sindaco Bill de Blasio, pur invitando alla calma, si e' schierato con i manifestanti: "Tutto cio' sta accadendo perché è cio' che la gente vuole. Continuate a chiedere". Solo verso la mezzanotte (ore 6 in Italia) la folla dei manifestanti ha cominciato a diradarsi mentre la polizia portava via le persone arrestate. Indossando un cappellino verde per essere riconosciuti, un gruppo di avvocati chiedeva il nome a quanti finivano in manette per presentare richiesta per farli liberare.


Il morto di Phoenix: scambiato dal poliziotto un barattolo per una pistola
I manifestanti a Phoenix
PHOENIX - Un nero disarmato, Rumain Brisbon, 34 anni, sospettato di traffico di droga è stato ucciso da un poliziotto bianco a Phoenix.  L’ufficiale di polizia che ha scambiato uncontenitore di pillole per una pistola. La polizia di Phoenix dice che l'ufficiale temeva che  il sospetto fosse armato durante la loro lotta, ma alcuni critici dicono che il poliziotto si è spinto troppo in là. Subito, nella notte di ieri manifestanti, tra cui attivisti per i diritti civili, sacerdoti e membri della comunità, si sono riuniti al Civic Space Park  e hanno marciato verso la sede della polizia
In parte, i manifestanti chiedevano che la polizia rilasciasse il nome del funzionario che aveva sparato Brisbon. L'ufficiale è stato identificato solo come un poliziotto di 30 anni, che è un veterano, da sette anni nel reparto.
Secondo il sergente Trent Crump, l'ufficiale ha risposto martedì a segnalazioni su qualcuno che vendeva droga a bordo di un SUV Cadillac. Dopo aver localizzato il SUV, il poliziotto ha ordinato a  Brisbon, l'unico occupante, per mostrare le sue mani.
Le autorità dicono Brisbon è corso dentro un condominio e poi è uscito iniziando a lottare con l'ufficiale. Poi ha messo la mano in tasca, e quando l'ufficiale l’ha afferrata, ha pensato di aver sentito  l'impugnatura di una pistola. La polizia dice che l'ufficiale ha intimato ripetutamente Brisbon di togliere la mano in tasca, poi gli ha sparato due volte quando non lo ha fatto.
Brisbon, un ex detenuto, è stato colpito al torace e poi dichiarato morto sul posto.Gli investigatori hanno recuperato una pistola semi-automatica e un barattolo di marijuana nel suo SUV.

giovedì 4 dicembre 2014

Il procuratore capo di Rimini: PANTANI non fu ucciso


RIMINI - "Allo stato non sono emersi elementi che facciano pensare ad un omicidio". Lo ha detto il procuratore capo di Rimini, Paolo Giovagnoli, che da luglio ha avviato una nuova indagine sulla morte di Marco Pantani con l'ipotesi di omicidio volontario. Ipotesi che fino ad oggi, quindi, per la Procura di Rimini, non ha trovato riscontro negli interrogatori e nella nuova perizia medico legale affidata al professor Franco Tagliaro. Proprio le conclusioni a cui giunge il noto esperto in tossicologia dell'Università di Verona - al quale Giovagnoli ha affidato la super perizia che ha messo a confronto la relazione di Giuseppe Fortuni (il patologo che 10 anni fa fece l'autopsia sulla salma del ciclista) e quella del professor Francesco Maria Avato sulla quale poggia l'esposto della famiglia - metterebbe un punto fermo su tutta l'inchiesta. Ossia Pantani non fu ucciso. Non vi fu coercizione da parte di terzi, ma la cocaina l'assunse spontaneamente. L'abuso della sostanza unita ai farmaci antidepressivi provocò la morte del "pirata".