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venerdì 19 giugno 2015

In ITALIA nel 2014 tornato di moda il contrabbando di SIGARETTE (+20%)


ROMA, 19 giugno - In tempi di crisi e di continui rincari tornano in voga le sigarette di contrabbando. In Italia, nel 2014, il consumo di prodotti illeciti del tabacco è cresciuto del 20% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 4,42 miliardi di sigarette, con una perdita di introiti fiscali per lo Stato pari a 770 milioni di euro. Non solo, ma per 1 italiano su 2 (48%) il contrabbando è solo un modo per "tirare a campare", un'accettazione passiva del fenomeno, ritenendolo "spesso tollerato dallo Stato e che esiste da sempre e sempre ci sarà".
E' quanto emerge da una ricerca realizzata da SWG e commissionata da British American Tobacco Italia su un campione di 2.000 italiani maggiorenni, secondo la quale 1 italiano su 3 (36%) valuta il contrabbando meno grave di altre attività criminali, perché in fondo non viene ucciso nessuno, oppure (34%) lo "preferisce" ad altre attività criminali. Per il 13%, infine, il contrabbando non rappresenta neanche un crimine. Napoli si conferma la capitale italiana, seguita da Palermo, Bari e, contro ogni aspettativa, Milano.
Stando ai dati dell'ultimo Rapporto annuale di KPMG, il contrabbando in Europa costa ai contribuenti e alle comunità più di 11 miliardi di euro all'anno di perdite di gettito fiscale e, se considerate globalmente, le migliaia di transazioni effettuate dai criminali coinvolti nel commercio illegale di tabacco costituiscono il quinto maggior fornitore di sigarette per i consumatori dell'Unione Europea. Secondo le stime di KPMG, il commercio illecito di sigarette oggi rappresenta il 5,6% del mercato totale italiano (nel 2013, era il 4,7%) e le "illicit white" - ovvero sigarette prodotte legalmente in un Paese, ma contrabbandate in altri territori dove hanno una distribuzione legale limitata o assente - sono oltre la metà del totale delle sigarette illecite.

mercoledì 18 marzo 2015

L'OCSE rivede al rialzo le stime di crescita per l'Italia

ROMA, 18 marzo - L'Ocse rivede al rialzo, rispetto all'outlook di novembre, le stime di crescita per i tre big dell'Eurozona: Italia, Francia e Germania. Per Roma prevede un Pil in crescita dello 0,6% nel 2015, 0,4 punti percentuali in più della vecchia stima, e dell'1,3% nel 2016 (+0,3 punti). Per l'Eurozona, invece, la stima della crescita è dell'1,4% quest'anno e del 2% nel 2016.
Per la Germania, le stime di crescita dell'Ocse sono riviste a +1,7% per il 2015 e +2,2% per il 2016, rispettivamente 0,6 e 0,4 punti in più rispetto all'outlook di novembre, e per la Francia a +1,1% e +1,7%, 0,3 e 0,2 punti in più.

Il ritocco, precisa l'Ocse, è legato principalmente a "prezzi del petrolio più bassi" e al "quantitative easing intrapreso dalla Bce". Questi fattori, scrive l'organizzazione, "forniscono un'opportunità, di cui c'era molto bisogno, per l'eurozona di evitare un periodo prolungato di redditi reali stagnanti ed inflazione eccessivamente bassa. 

"Piano Juncker opportunità per catalizzare gli investimenti" - "Il Piano Juncker fornisce un'importante opportunità per catalizzare l'investimento privato usando il supporto pubblico nell'ambito degli attuali vincoli di bilancio. Agendo insieme, i Paesi Ue possono avere un impatto maggiore sulla domanda e portare avanti progetti di investimento con rendimenti elevati", scrive l'Ocse nel suo Interim assessment.

"La crescita migliora, ma non basta per dell'occupazione" - Le prospettive di crescita globale "appaiono leggermente migliori" di quanto previsto nell'outlook di novembre del 2014, ma a medio termine restano "moderate" e "troppo basse per ristabilire e attivare il mercato del lavoro". L'Ocse sottolinea che su questo scenario pesa "un crescente rischio di instabilità finanziaria" legato a "inflazione e tassi d'interesse bassi in modo abnorme".

"Ritmo ottimale per riforme italiane, ci sono opportunità" - "L'Italia è passata da uno stallo sulle riforme a un passo ottimale di riforme, e per questo siamo più positivi sulle prospettive future", ha dichiarato il capo economista dell'Ocse, Catherine Mann, a margine di un punto stampa. Per il Paese "ci sono opportunità" anche grazie a un contesto migliore, ha aggiunto. 

Inps: "Cig febbraio -36,4% sul 2014" - Nel mese di febbraio sono state autorizzate complessivamente 58,9 milioni di ore di cassa integrazione guadagni, con una diminuzione del 36,4% rispetto a febbraio 2014 (quando le ore erano state 92,5 milioni). Rispetto al mese di gennaio, invece, i dati destagionalizzati evidenziano un aumento del 7,1%. Lo comunica l'Inps, precisando che a gennaio 2015 le domande sono state 184.941, il -23,4% rispetto al gennaio 2014.

Crolla l'export, Istat: "-4,2% a gennaio" - Le esportazioni a gennaio diminuiscono del 4,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e del 2,5% rispetto a dicembre. Lo comunica l'Istat che rileva, per le importazioni, un calo sempre del 4,2% rispetto all'anno precedente e un aumento dell'1% rispetto al mese precedente. Il saldo della bilancia commerciale è positivo per 219 milioni.

lunedì 23 febbraio 2015

L'ISIS minaccia ancora l'ITALIA sul web: un Mediterraneo colorato di sangue

LONDRA, 23 febbraio - Nuove minacce contro l'Italia sul web. Secondo quanto riporta Site, un jiahdista mette in guardia l'Italia dall'entrare in guerra contro l'Isis per evitare che il Mediterraneo sia "colorato dal sangue dei suoi cittadini". Il terrorista fa quindi riferimento all'azione di potenziali lupi solitari italiani, fa sapere l'organismo che monitora i media jihadisti. "Il nostro stato di allerta è notevolissimo, il controllo sugli arrivi efficiente. Collaboreremo con le Procure e auspichiamo che il loro lavoro ci dia certezze dal punto di vista giuridico", ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano a proposito dell'allarme lanciato dal Procuratore di Reggio Calabria sulla possibile saldatura tra l'Isis e la criminalità organizzata.

venerdì 23 gennaio 2015

RENZI alla Merkel: l'Italia metterà il turbo alle riforme

FIRENZE, 23 gennaio - Faccia a faccia a Firenze tra il premier Matteo Renzi e la Cancelliera tedesca Angela Merkel. Renzi, nella conferenza stampa alla Galleria dell'Accademia all'ombra del David di Michelangelo, che ha seguito il bilaterale ha commentato con favore le ultime mosse della Bce. Dall'Ue - ha detto - arrivano "primi segnali positivi", ma "non bisogna bloccare le riforme" nei singoli Stati. Proprio su questo punto il premier ha insistito in diversi passaggi. "Non si può bloccare il percorso riformatore - ha detto - anzi questo percorso va accelerato". "In 11 mesi abbiamo portato avanti una fase di riforme straordinaria", ha aggiunto annunciando nuove misure su "scuola e innovazione" da oggi a un mese. "L'Italia - ha insistito - può e deve mettere il turbo alle riforme. Guai a chi pensasse di scalare marcia", credendo che quello che sta accadendo a Francoforte o a Strasburgo possa permettere un rallentamento del percorso riformatore. Anzi, questo "impone di andare ancora più velocemente, di essereancora più determinati".
E uno sprone in questo senso è arrivato anche dalla Cancelliera Merkel. Il piano di riforme di Matteo Renzi - ha affermato - è "molto ambizioso" e "molto importante", un "processo lungo" che "sono sicura che porterà dei risultati". "So benissimo - ha continuato - come il processo delle riforme non debba essere bloccato: dovete andare avanti". Le imprese tedesche, ha fatto sapere riferendosi evidentemente anche al jobs act, sono ora pronte ad assumere in Italia. "Mi tranquillizza molto - ha evidenziato - quello che avviene in Italia: ci sono riforme, si fanno passi importanti anche a livello psicologico, gli imprenditori tedeschi, che ho incontrato stamane, mi hanno detto che ora possono assumere, non hanno più paura di costi incalcolabili, possono agire in modo più chiaro" grazie a meno ostacoli.
Entrambi hanno commentato le prossime elezioni in Grecia con il leader della sinistra Alexis Tsipras che vola nei sondaggi. "Voglio ricordare - ha detto la Merkel - che alla base dei nostri principi c'è la solidarietà. Voglio che la Grecia, nonostante le difficoltà, continui a far parte della nostra storia".

domenica 18 gennaio 2015

Espulsi dall’ITALIA dieci sospetti jihadisti. Una base a Roma?

ROMA, 18 gennaio - Nel 2015 sono stati già dieci gli stranieri espulsi dall'Italia perché ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale. Si tratta di maghrebini, balcanici e mediorientali in contatto con Isis e Al Qaeda che vivevano soprattutto in Lombardia e Veneto. I loro nomi erano emersi durante l'attività investigativa del Ros dei carabinieri e dell'antiterrorismo. Nella seconda metà del 2014 altri tredici stranieri erano stati rimpatriati per le stesse ragioni. 
Dieci persone ufficialmente imbarcate su voli di linea per motivi di sicurezza nazionale e per immigrazione clandestina, perchè con documenti non in regola, ma sui quali per gli 007 italiani gravano pesanti sospetti di terrorismo. A questi dieci nomi potrebbero presto aggiungersene altri: il  Comitato analisi strategica antiterrorismo è al lavoro per valutare ulteriori liste di sospettati. Ci sarebbero ancora quattrocento identità da verificare con attenzione.Tra loro potrebbero esserci anche predicatori in missione in Italia per reclutare foreign fighthers, combattenti occidentali da spedire nei teatri di guerra, in primis in Siria.

A Roma il covo dei jihadisti in fuga?
Secondo il quotidiano Repubblica a Roma ci sarebbe una base jihadista pronta ad accogliere terroristi in fuga da altri paesi europei. L'ipotesi spunta dalla intercettazioni dell'organizzazione fermata in Belgio. E forse proprio nella capitale erano diretti i due fratelli marocchini provenienti dal Belgio e fermati al valico del Frejius, prima di Bardonecchia. In Italia dunque non solo di passaggio, come confermerebbero le telefonate tra componenti della stessa cellula formata da oltre che da marocchini anche da ceceni - sempre di fede musulmana - in cui si farebbe riferimento a contatti che avrebbero a disposizione basi sicure a Roma.

martedì 13 gennaio 2015

RENZI A STRASBURGO: se l'Italia vuole restare nella competizione globale, deve cambiare


STRASBURGO, 13 gennaio - L’Italia se vuole stare nella competizione globale deve cambiare, in questi sei mesi abbiamo fatto molto". Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Strasburgo chiudendo il semestre italiano Ue. "Noi italiani sappiamo che nostra sfida non e' qui ma a casa nostra".
Il premier nella sede del Parlamento Europeo di Strasburgo ha tenuto il discorso di chiusura del semestre europeo a guida italiana. Ad accompagnare Renzi, il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi.
Un saluto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "convinto europeista che in queste ore lascerà l'incarico". Appena il premier ha pronunciato il nome del capo dello Stato dall'assemblea plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo è partito un lungo applauso. "Napolitano ha rappresentato anche in questi sei mesi la guida del nostro Paese: Giorgio Napolitano, convinto europeista che proprio in queste ore lascerà il proprio incarico avendo compiuto un lungo percorso di cambiamento e avendo affrontato le difficoltà in Italia con l'intelligenza e la saggezza".
"Abbiamo cercato di dare un'anima all'Europa" - Il premier ha poi sottolineato che in questi sei mesi di presidenza "abbiamo cercato di dare un'anima all'Europa. Per noi l'Europa è libertà". E ancora: "A nostro giudizio stiamo andando nella giusta direzione, ma dobbiamo fare di più. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, a credere nell'investimento sulla flessibilità". 

"O l'Europa cambia o diventiamo fanalino di coda" - Ha poi auspicato una netta inversione di rotta per l'Unione dicendo: "Credo che o l'Europa cambia marcia nell'economia o diventeremo fanalino coda di un mondo che cambia rapidamente". 
Subito dopo, il premier ha rivolto il suo omaggio al Capo dello Stato: "Giorgio Napolitano ha rappresentato anche in questi sei mesi la guida del nostro Paese: Giorgio Napolitano in queste ore lascerà il proprio incarico avendo compiuto un lungo percorso di cambiamento e avendo affrontato le difficoltà in Italia con l'intelligenza e la saggezza". Appena il premier ha pronunciato il nome del presidente della Repubblica, dall'assemblea plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo è partito un lungo applauso. 
"L'Europa è una piazza" - Renzi ha poi detto che "il luogo dell'Europa non è la fortezza ma la piazza, non il conflitto e lo scontro ma il dialogo e l'incontro". E ha aggiunto che c'è "una demagogia imbarazzante" nel dibattito europeo: "C'è un'idea dell'Europa che serve al mondo da un lato e dall'altro chi investe sulla demagogia e la paura e vuole rannicchiare i nostri valori in una fortezza". 
"I nemici non ci cambieranno la vita" - Il presidente del Consiglio ha poi dedicato una riflessione alle conseguenze degli attentati di Parigi dicendo che "i nostri nemici non potendo ucciderci puntano a cambiare il nostro modo di vivere: non possiamo consentirlo a nessuno". La "foto storica" della marcia di Parigi, ha continuato, non è quella dei leader ma del "popolo, in primo luogo francese": "immagini di uomini e donne che non si rassegnano a terrore e paura" perché "i nostri valori sono più forti degli attentati".

mercoledì 17 dicembre 2014

CONFINDUSTRIA, Italia nel 2015 fuori dalla recessione


ROMA - Il Centro studi di Confindustria stima che il Pil italiano chiuda il 2014 con un calo dello 0,5% e prevede che inizi a risalire nel 2015 con un +0,5% e prosegua nel 2016 con un +1,1%. L'Italia, che dovrebbe chiudere il primo trimestre del prossimo anno con un rialzo del Pil dello 0,2%, uscirebbe quindi dalla recessione. Il biennio 2015-2016, secondo l'associazione degli industriali, sarà per l'Italia "un biennio di graduale recupero".

domenica 7 dicembre 2014

La Merkel dà lezione: insufficienti le riforme di Italia e Francia


BERLINO - Le riforme in Francia e in Italia sono insufficienti. Lo afferma la Cancelliera tedesca Angela Merkel in un'intervista al Die Welt. La Commissione Ue - dice - "ha stabilito un calendario secondo il quale Francia ed Italia dovranno presentare ulteriori misure. Questo è giustificato perché i due Paesi stanno attraversando effettivamente un processo di riforme. Ma la Commissione ha ribadito anche che quanto presentato sul tavolo fino ad ora non è sufficiente. Parere che io condivido".

sabato 6 dicembre 2014

Per S&P il rating italiano è quasi spazzatura

ROMA  - Standard & Poor's taglia il rating dell'Italia a BBB- da BBB con outlook stabile. "Un forte aumento del debito, accompagnato da una crescita perennemente debole e bassa competitività, non è compatibile con un rating BBB, secondo i nostri criteri", spiega S&P, aggiungendo che con il Jobs Act "il premier Renzi ha fatto passi avanti, tuttavia l'agenzia non crede che "le misure previste creeranno occupazione nel breve termine".

venerdì 5 dicembre 2014

La MONTAGNA italiana è il terzo prodotto turistico venduto: Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige le più richieste





La montagna è il terzo prodotto turistico più venduto (preceduto dalle vacanze in città d’arte e da quelle nelle destinazioni balneari), commercializzato nel 2014 dal 14,8% dei buyer del turismo organizzato internazionale che propongono il nostro Paese, senza grandi variazioni negli ultimi anni (11,5% dei T.O. nel 2011, 13% nel 2012, 12,1% nel 2013) e con la stessa tendenza per le previsioni 2015 (inserita nei cataloghi di vendita dal 14,1% dei T.O.). Lo scrive ImpresaTurismo
Un prodotto, quello della montagna, per il quale l’Italia si trova a competere direttamente con Paesi europei leader del turismo montano quali la Svizzera, la Francia e l’Austria.
Le regioni più vendute per il turismo montano sono la Valle D’Aosta, il Trentino Alto Adige e l’Abruzzo, seguite dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto e dal Piemonte.
In particolare, in Europa la montagna è venduta dal 18,6% dei buyer che commercializzano l’Italia (17,2% nelle previsioni per il 2015) con la Valle D’Aosta ed il Trentino-Alto Adige in testa alle preferenze.

I comportamenti turistici

Considerando il totale dei flussi che hanno soggiornato in Italia nel 2013 (sia in strutture ricettive che in seconde case), le località di montagna sono state scelte dal 15,3% dei turisti. Sebbene la montagna significhi sostanzialmente sport per chi raggiunge queste località, al secondo posto tra le motivazioni di scelta emergono gli interessi enogastronomici, a testimoniare ancora una volta il binomio vincente che a livello turistico caratterizza le destinazioni italiane tra il prodotto turistico (che sia culturale, montano o balneare) e le eccellenze enogastronomiche locali.
Tra i canali di comunicazione che influenzano le scelte dei turisti che scelgono la montagna ai primi posti il consiglio di parenti e amici  (32,3%) e internet (36,4%).
La vacanza in montagna è prevalentemente una vacanza attiva dove circa 3 turisti su 10 si dedicano allo sport tra cui: lo sci 48,5%, il trekking 22%, l’alpinismo 21,5%, il ciclismo 15,5% e l’equitazione 11%. Sono turisti che, in linea con la media Italia, spendono durante il soggiorno in media 75 euro pro capite per le spese sul territorio (escluso viaggio e alloggio). I soggiorni nelle destinazioni montane italiane soddisfano pienamente i vacanzieri che giudicano l’offerta nel complesso con un voto di 7,9 su 10.
Nel dettaglio dei mercati è possibile rilevare alcune peculiarità:
I turisti italiani:
- la componente relazionale, legata ai consigli di amici e parenti, è rilevante al momento di scegliere un soggiorno in montagna: il 40,3% dei turisti italiani è influenzato infatti dal passaparola. Il 25,7% si orienta sulla base di esperienze personali ed il 26,5% utilizza Internet, soprattutto a livello di contenuti e informazioni (14,9%) e di offerte (9,8%);

- per il viaggio andata e ritorno i turisti italiani spendono in media 81 euro a persona, per l’alloggio 46 euro e per le spese extra effettuate sul territorio 72 euro.

I turisti stranieri:

- tra i canali di comunicazione che guidano la scelta della destinazione del soggiorno in primo piano si segnala il ruolo di Internet che incide sul 42,8% delle scelte dei turisti stranieri, grazie alle informazioni che offre (24,6%) e alla possibilità di trovare qualche pacchetto vantaggioso (14,2%). Il 27,2% ascolta i consigli di chi già conosce quelle località e l’11,4% si affida ai cataloghi della agenzie di viaggio;

- per raggiungere le località di montagna i turisti stranieri spendono in media 227 euro per il viaggio di andata e ritorno (165 euro gli europei e 876 euro gli extraeuropei) mentre per l’alloggio 48 euro circa (rispettivamente 47 e 52 euro). Per i beni extra acquistati nel corso del soggiorno la spesa media giornaliera pro capite è di circa 78 euro.

domenica 16 novembre 2014

ISIS, l’Italia manda 4 Tornado “con compiti di ricognizione e intelligence”


ROMA - L'Italia amplia il contributo fornito alla coalizione anti Isis inviando 4 Tornado con compiti di ricognizione e intelligence. I caccia, confermano fonti militari, non parteciperanno dunque ai bombardamenti e saranno schierati entro Natale nelle base avanzate in Kuwait in modo da potenziare il dispositivo già schierato, due velivoli Predator e un aereo da rifornimento, per i raid sulle postazioni del Califfato dislocate in Siria e Iraq.
La decisione, ha spiegato il ministro della Difesa Roberta Pinotti, è maturata "rispondendo ad una sollecitazione della coalizione e delle autorità locali". I Tornado verranno dunque utilizzati per "ricognizione avanzata" e attività d'intelligence, anche in considerazione del fatto che il recente vertice Nato di Newport ha assegnato all'Italia proprio compiti di vigilanza e ricognizione. "Si tratta di compiti molto delicati in questa fase - ha spiegato il capo di Stato maggiore della Difesa, l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli - perché l'esercito dell'Isis ha imparato sempre di più a nascondere uomini e mezzi in ospedali, scuole e moschee ed è quindi decisivo intervenire con tempi e modalità ben precise, per evitare danni ai civili".

L'invio dei caccia non piace però al M5s, che ora chiede al governo di riferire in Aula. "Il ministro Pinotti entra praticamente in guerra - affermano i deputati della commissione Difesa - Ha dato il via libera alla partenza dei Tornado bypassando completamente l'opportuna autorizzazione delle Camere. Una missione a rate di cui il Parlamento e i cittadini sono del tutto all'oscuro". Parole alle quali fonti della Difesa replicano affermando che il Parlamento è stato "opportunamente informato" nel corso delle audizioni, nelle quali gli stessi parlamentari cinquestelle si dissero d'accordo con la maggioranza circa la non necessità di un voto.

martedì 14 ottobre 2014

DUE MARO’, l'India starebbe valutando una “soluzione consensuale”

NEW DELHI -Possibile colpo di scena nel caso dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sotto accusa per l'omicidio di due pescatori indiani dal 15 febbraio 2012. Il governo del premier nazionalista Narendra Modi avrebbe ammorbito la sua posizione e si appresta a valutare una proposta avanzata dall'Italia per una "soluzione consensuale" del caso. Lo riferisce l'indiano Economic Times. La proposta sarebbe all'esame del ministero dell'Interno di New Delhi e dei vertici della sicurezza. Il dossier sarebbe nelle mani di Ajit Doval, ex capo dei servizi segreti indiani e attuale Consigliere per la Sicurezza Nazionale del premier Modi. Sarà lui a coordinare i lavori per esaminare la proposta italiana. Al lavoro per una "soluzione consesuale" 
Il ministero dell'Interno sta preparando una nota in risposta alla proposta italiana che passerà al vaglio degli esperti legali del governo. "Entrambe le parti si stanno parlando ora per trovare una soluzione", ha dichiarato una fonte vicina alla parte italiana. Ufficialmente, Luigi Gentile, capo degli Affari Politici dell'ambasciata d'Italia a Delhi si è limitato a dichiarare: "Preferiamo non fare commenti su questi" ultimi sviluppi. 

Nel mentre la 'via crucis' giudiziaria dei due marò (Massimiliano Latorre si sta curando in Italia i postumi di un ischemia ma tra tre mesi dovrebbe tornare a New Delhi) continua: il prossimo appuntamento davanti la Corte Suprema è previsto per il 12 dicembre quando i giudici esamineranno l'istanza italiana di ricusazione della competenza dell'antiterrorismo indiana, la Nia.

martedì 7 ottobre 2014

Il FMI promuove il Jobs Act, ma rivede al ribasso la stima della crescita in Italia

NEW YORK - Non male ma neanche bene. Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale non incoraggiano. La ripresa stenta più o meno ovunque,soprattutto in Italia ma anche nel resto del mondo - unica differenza gli Stati Uni d'America, che si confermano come locomotiva globale in questa fase di congiuntura. Il Fondo in compenso promuove il Jobs Act. 
''Mi piace lo spirito della riforma del lavoro'' italiana: la ''dualità del mercato è un grande problema, crea due classi di cittadini e questo non è desiderabile'', afferma il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard secondo cui ''the unique contract, il contratto unico è la strada da seguire''.
Il Fmi rivede infatti al ribasso le stime di crescita per l'Italia nel 2014 e 2015. Il pil calerà quest'anno dello 0,2% (-0,5 punti percentuali rispetto a luglio) e tornerà positivo nel 2015 con +0,8% (-0,3 punti). Il -0,2% del 2014 segue il -2,4% del 2012 e il -1,9% del 2013. Fanno meglio Spagna(+1,3% 2014 e +1,7% nel 2015) e Grecia (+0,6% e +2,9%).
Male anche l'occupazione. Il tasso di disoccupazione in Italia si attesterà quest'anno al 12,6%, per poi scendere però al 12% nel 2015. Il dato è comunque superiore alla media dell'area euro (11,6% nel 2014 e 11,2% nel 2015). Spagna e Grecia fanno peggio: i loro tassi di disoccupazione resteranno sopra il 20% nel 2014 e nel 2015.
Sul fronte del debito - tasto sensibile, specie per gli operatori finanziari internazionali - luci e ombre. Il debito italiano si attesterà infatti quest'anno al 136,7% del pil, in aumento rispetto al 132,5% del 2013. Nel 2015 il debito sarà al 136,4%, per scendere al 125,6% nel 2019.
Detto questo, il Fondo lima anche le stime di crescita per l'economia globale. Il pil quest'anno salirà del 3,3% (0,1 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di luglio), per poi accelerare al 3,8% nel 2015 (-0,2 punti percentuali). La ripresa - afferma il Fmi - è ''mediocre'' e ''incerta'': i rischi al ribasso sono aumentati. Fmi rivede al ribasso le stime di crescita di Germania e Francia. Il pil tedesco crescerà nel 2014 dell'1,4% e nel 2015 dell'1,5%, rispettivamente 0,5 e 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di luglio. L'economia francese si espanderà quest'anno dello 0,4% (-0,4 punti) e il prossimo dell'1,0% (-0,5 punti).

Tutta un'altra storia negli Usa. Gli Stati Uniti infatti accelerano. Il pil americano crescerà quest'anno del 2,2%, 0,5 punti percentuali in più rispetto alle stime di luglio. Per il 2015 è confermata una crescita del 3,1%. Lo prevede il Fmi, confermando le stime per Cina (+7,4% pil 2014 e +7,1% pil 2015). Per l'India la stima è di +5,6% per il 2014 (+0,2 punti) e del +6,4% nel 2015 (invariata).

mercoledì 1 ottobre 2014

L’ITALIA dovrà restituire alla UE 235mila euro di fondi per i giovani mal spesi

BRUXELLES -  L'Italia dovrà restituire a Bruxelles circa 235 mila euro di fondi destinati a programmi per i giovani perché non sono stati utilizzati in maniera coerente con le norme comunitarie. Lo ha stabilito oggi il Tribunale dell'Unione europea che ha respinto il ricorso presentato dall'Italia contro la decisione della Commissione. I fondi fanno parte del programma Ue per il periodo fra il 2000 e il 2006 e in particolare il Servizio volontario europeo che prevede il sostegno alla la partecipazione dei giovani a diverse forme di attività di volontariato, tanto all' interno che all'esterno dell'Unione europea. Le somme da rimborsare riguardano due casi diversi. Per il 2007, le attività di formazione hanno beneficiato di un sostegno finanziario comunitario pari al 100% dei costi effettivi fino ad un massimo di 800 euro per partecipante.

Secondo la convenzione stabilita dall'Agenzia italiana Ang e la COmmissione, l'importo massimo del finanziamento per tutte le sue iniziative ammonta a 6,441 milioni, di cui 2,248 per il volontariato. Ma nel 2012, per attività di formazione del 2008, l'agenzia aveva contabilizzato 136.636,24 euro, per la formazione di soli 94 studenti, mentre il massimo consentito era di 84.600 euro. Ecco perché la differenza di 52.036 euro non e' stata ritenuta "ammissibile al finanziamento". A questa cifra, si aggiungono 183.730 euro "indebitamente utilizzate da beneficiari finali e non recuperate" per il periodo fra il 2000 e il 2004.

lunedì 15 settembre 2014

OCSE: Italia, unico Pil negativo tra i Paesi del G7

PARIGI - L'Italia registrerà nel 2014 una contrazione del Pil dello 0,4%, l'unico dato negativo tra i Paesi del G7. E' la stima dell'Ocse che ha tagliato drasticamente le precedenti stime, pari a +0,5%. Nel 2015, secondo l'organizzazione, ci sarà una timida ripresa dello 0,1% (+1,1% la precedente stima).
Il recupero in Eurolandia "rimane deludente, specialmente nei Paesi più grandi: Germania, Francia, Italia". Lo scrive l'Ocse nell'Interim Economic Assessment. "Mentre - si legge - la ripresa in alcune economie periferiche è incoraggiante, altri Paesi fronteggiano ancora sfide strutturali e di bilancio, insieme al peso di un alto debito".
Per Eurolandia l'Ocse prevede una crescita quest'anno dello 0,8%, in accelerazione all'1,1% nel 2015. Il Pil dovrebbe aumentare in Germania dell'1,5% sia quest'anno che il prossimo, mentre in Francia il prodotto interno lordo dovrebbe assestarsi allo 0,4% nel 2014 e all'1% nel 2015. Secondo l'organizzazione la crescita nell'area dell'euro sembra quindi nel breve termine dover rimanere "frenata". Al contrario la ripresa "è solida" negli Stati Uniti, si sta rafforzando in India ed è in linea in Giappone e Cina. "L'inferiore sincronizzazione economica dei diversi Paesi si riflette in requisiti di strategia politica divergenti. - scrive l'Ocse - Ciò nonostante, resta vero che le condizioni monetarie dovrebbero rimanere di sostegno in tutte le principali economie avanzate, mentre la maggior parte dei Paesi dovrebbero fare ulteriori progressi nel consolidamento di bilancio per assicurare che il debito resti sostenibile. Per rafforzare sostanzialmente la crescita, - insiste l'organizzazione parigina - alcuni Paesi stanno cogliendo l'opportunità di riforme strutturali e devono ora assicurarne l'effettiva implementazione, mentre altri devono essere più ambiziosi per aumentare la competizione e l'occupazione".

S&P, sofferenze Italia diventate più pronunciate
Standard and Poor's taglia le stime per il Pil Italiano nel 2014. L'agenzia prevede ora una crescita zero contro il +0,5% previsto a giugno. E' quanto si legge in un rapporto dedicato all'Eurozona.
Le misure annunciate in marzo dal governo Renzi (gli 80 euro e il pagamento dei debiti P.a) "non hanno avuto effetti" sui consumi in Italia. Secondo Standard and Poor's la precedente stima di un aumento del Pil 2014 dovuto a queste misure, dello 0,3%, è ora ridotto a un +0,1% mentre la domanda interna "è anemica".
"I deludenti risultati del secondo trimestre hanno gettato dubbi sulla sostenibilità della ripresa dell'Eurozona, ma le ultime azioni messe in campo dalla Bce suggeriscono un approccio più proattivo che potrebbe alla fine annunciare un programma completo di 'quantitative easing' e sostenere la crescita nel medio termine". Lo scrive l'agenzia di rating Standard & Poor's in un rapporto, in cui sottolinea: "Le condizioni economiche restano fragili nell'Eurozona, ma stanno emergendo alcuni segnali" positivi.
C'è anche l'Italia alla base delle difficoltà dell'Eurozona. "Tre fattori sono alla base di questi segnali di debolezza: la crescita degli scambi mondiali è stata abbastanza modesta finora quest'anno; la spesa delle aziende ha mostrato piccoli segnali di ripresa; mentre le sofferenze dell'Italia sono diventate più pronunciate". Secondo S&P, Germania e Francia sono "in difficoltà per sostenere la ripresa iniziata lo scorso anno e l'Italia resta bloccata nella recessione".

I ritardi dell'Italia "nelle riforme intraprese" hanno "fatto fallire" l'obiettivo di far risalire "la fiducia delle aziende e degli investitori". L'agenzia rileva inoltre come i principali mercati delle esportazioni italiane (Germania,Francia e Usa) abbiano frenato nel primo trimestre pesando quindi sull'export del nostro paese.

sabato 13 settembre 2014

LATORRE è arrivato all’aeroporto militare di Grottaglie

L'aereo di stato che ha portato Latorre dall'India in Italia atterra a Grottaglie
TARANTO -  L'aereo con a bordo il marò Massimiliano Latorre, proveniente da New Delhi, è atterrato alla Stazione elicotteri della Marina militare a Grottaglie. Qui l'attendevano il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e i capi di Stato maggiore della Marina Mantelli e Giuseppe De Giorgi.
Nel Circolo ufficiali dell'insediamento militare di Grottaglie il marò tarantino ha incontrato i familiari. "Sono felicissima che sia in Italia, spero che si riprenda e che stia meglio. Finalmente staremo con papà tutti insieme noi figli". Lo dice  Giulia Latorre, figlia del fuciliere della Marina.

Un convoglio di auto con Latorre è poi partito per Taranto.
Il fuciliere ha ottenuto l'autorizzazione dalla Corte Suprema indiana a rientrare in Italia per quattro mesi. I giudici, infatti, ieri hanno detto sì all'istanza presentata dai legali del fuciliere che concede a Latorre di rimettersi completamente dall'ischemia che lo ha colpito lo scorso 31 agosto scorso. I giudici hanno accettato una garanzia scritta di rientro a nome del governo italiano,   fornita dall'ambasciatore a Delhi Daniele Mancini, chiedendo però anche una nuova garanzia scritta "non ambigua e non equivoca" a Latorre.
Salvatore Girone è invece rimasto in India

venerdì 12 settembre 2014

NEW DELHI: il marò Latorre torna in Italia per 4 mesi

NEW DELHI - La Corte suprema indiana ha accolto l'istanza del team di difesa di Massimiliano Latorre per un rientro in Italia di quattro mesi per un periodo di convalescenza dopo l'ischemia che ha colpito il fuciliere di marina il 31 agosto scorso. I giudici hanno accettato una garanzia scritta di rientro a nome del governo italiano, fornita dall'ambasciatore a Delhi Daniele Mancini, chiedendo però anche una nuova garanzia scritta "non ambigua e non equivoca" a Latorre. Garanzia che - si è appreso - sarà presentata oggi stesso.
"Abbiamo ottenuto quanto volevamo". Lo ha detto all'ANSA Soli Sarabjee, l'avvocato di Massimiliano Latorre, che ha illustrato in Corte Suprema l'istanza di rientro a fini terapeutici in Italia del fuciliere.

"Speriamo che possa partire già domani", ha detto  un avvocato del team di difesa del marò. "Tra stasera e domani dovremo essere in grado di completare le pratiche burocratiche necessarie per il rimpatrio", ha aggiunto il legale.

martedì 2 settembre 2014

Esercitazioni Nato (9 Paesi, l’Italia compresa) nell’Est europeo

KIEV - Un'esercitazione su larga scala con centinaia di militari di nove paesi tra cui l'Italia è cominciata oggi tra Polonia, Germania e paesi baltici e proseguirà fino a lunedì prossimo. Lo rende noto la Nato. L'esercitazione 'Steadfast Javelin II' è disegnata per rassicurare i paesi dell'Europa orientale.
L'esercitazione era stata programmata con il nome 'Saber Junction' e doveva riguardare solo forze statunitensi. Il Comando delle forze di terra della Nato informa che l'operazione è stata "trasformata in una esercitazione multi-nazionale su larga scala" e ribattezzata appunto 'Steadfast Javelin II' e "coinvolge centinaia di veicoli, aerei e soldati da nove diversi paesi" e ha luogo in Germania, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. All'esercitazione, oltre a militari dei paesi in cui si svolge, partecipano anche forze statunitensi, canadesi e truppe d'assalto italiane.

L'esercitazione, scrive il Comando Nato, è "disegnata per dimostrare l'impegno della Nato all'obiettivo fondamentale di salvaguardare la libertà e la sicurezza dei suoi membri e partner" ed è la prima di un fitto calendario di operazioni di addestramento che copre tutto il mese di settembre fino al 2 ottobre. Tra queste è stato confermato anche l'esercizio 'Rapid Trident' in Ucraina dal 13 al 20 settembre a Lviv con la partecipazione di una dozzina di nazioni. Tutte le esercitazioni erano già previste prima dell'annessione della Crimea, ma sono state tutte allargate e passate sotto comando Nato.
E stamani Federica Mogherini ha detto che in Ucraina "non c'è soluzione se non una soluzione politica di questa crisi". Le parole del presidente tedesco Joachim Gauch sul fatto che la Russia ha messo fine di fatto alla partnership strategica "sono l'instantanea del momento e fotografano perfettamente la situazione" dei rapporti tra Russia e Ue. Non esiste più un partenariato strategico, per scelta di Mosca".
"In futuro - ha aggiunto - è chiaro che sarebbe nel nostro interesse cercare le condizioni" per ricreare il partenariato, ma "non è la situazione attuale per scelta di Mosca", ha aggiunto.
"La mia prima visita" dopo l'inizio della presidenza italiana "l'ho fatta a Kiev, dove ho visto tra gli altri il presidente Poroshenko e Iulia Timoshenko, e non è stato un caso, ma una precisa scelta politica". Lo rivendica la Mogherini davanti alla Commissione Esteri del Parlamento europeo, aggiungendo che "mi è molto dispiaciuto" che il fatto che la prima visita sia stata fatta a Kiev "sia stato oscurato". A luglio il ministro italiano venne accusato da alcuni parlamentari di essere troppo vicina alla Russia.

Mogherini davanti alla Commissione Esteri del Parlamento ammette che "riscriverebbe" la prima frase del capitolo del programma della presidenza italiana in cui si indica la priorità di rafforzare il partenariato strategico con la Russia. La frase era stata criticata da molti europarlamentari. Mosca, dice oggi il ministro, "resta un attore politico importante nelle sfide regionali, è innegabile, ma non è più un partner strategico per la Ue". "Spero però - aggiunge - che in futuro cambi e voglia tornare a essere un nostro partner".

venerdì 29 agosto 2014

ISTAT, l’Italia è in recessione

ROMA - L'economia italiana nel secondo trimestre del 2014 si è contratta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Lo conferma l'Istat che, per effetti di arrotondamento, ha invece rivisto la stima sul pil tendenziale del 6 agosto da -0,3% a -0,2%. Con il primo trimestre chiuso a -0,1%, l'Italia è di fatto in recessione,  per la prima volta da oltre 50 anni, cioè dal settembre del 1959, quando però l'economia era in forte crescita. Allora la variazione dei prezzi risultò negativa dell'1,1%, in una fase di 7 mesi di tassi negativi.
Ad agosto l'indice dei prezzi al consumo misurato dall'Istat nelle prime stime ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (era +0,1% a luglio). Risulta ancora in deflazione anche il cosiddetto carrello della spesa, ovvero l'insieme dei beni che comprende l'alimentare, i beni per la cura della casa e della persona. Il ribasso annuo è infatti pari allo 0,2%, anche se in recupero rispetto al -0,6% di luglio.
La disoccupazione torna a salire. Sempre secondo quanto certifica l'Istat (dati provvisori), a luglio balza al 12,6%, in rialzo di 0,3 punti percentuali su giugno e di 0,5 punti su base annua. Lo rileval'Istat (dati provvisori). Viene così cancellata la flessione del mese precedente, con il tasso che si riporta ai livelli di maggio, appena sotto i massimi storicI.

La spesa delle famiglie in Italia torna a salire, seppure lievemente, segnando nel secondo trimestre del 2014 il primo rialzo tendenziale, con un +0,2%, dopo undici trimestri in negativo. Era infatti dal 2011 che non aumentava.

lunedì 11 agosto 2014

OCSE: "fase positiva" per l'Italia. Ma Moody's spegne gli entusiasmi

ROMA - "Si delinea una fase positiva per l'Italia". Lo rivela l'Ocse secondo cui  per il nostro Paese il superindice di giugno si attesta a +0,1%. La crescita nell'eurozona conferma invece "uno slancio stabile" (-0,04%) nonostante il calo dello 0,23% su base sequenziale relativo alla Germania. Stabili gli Stati Uniti mentre per ilGiappone emergono segnali di interruzione della fase positiva degli ultimi mesi. In Russia e Cina si conferma poi una crescita in linea con i trend di lungo termine. Al di sotto, invece, il Brasile. Con il superindice, l'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, prevede l'evoluzione del ciclo economico di un Paese.
Se secondo le previsioni Ocse sembra che si apre qualche spiraglio positivo per l'Italia, ci pensa però Moody's a spegnere gli entusiasmi. L'agenzia di rating infatti taglia le stime sul Prodotto interno lordo del nostro Paese per quest'anno, con la previsione che passa dal precedente +0,5% a -0,1%.
L'Italia mancherà dunque gli obiettivi governativi di deficit/Pil sia per il 2014 sia per il 2015, collocandosi quest'anno e il prossimo a quota 2,7%, con "rischi significativi" di sforare ulteriormente, secondo Moody's.