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mercoledì 10 giugno 2015

L'ENAC riduce al 60% l'operatività di FIUMICINO

ROMA, 10 giugno - Enac ha deciso di ridurre dalla mezzanotte di oggi l'operatività dell'aeroporto di Fiumicino dall'80% al 60%, con la chiusura dell'area partenze T3. La decisione è stata presa per garantire la sicurezza, considerata l'impossibilità di utilizzare tutte le infrastrutture dello scalo in seguito all'incendio di un mese fa. L'Enac, in una comunicazione inviata ad Adr, spiega che la decisione di ridurre l'operatività risponde ad un "principio precauzionale in ordine al mantenimento di una gestione operativa in sicurezza che potrebbe essere compromessa dalla congestione o sovraffollamento delle aree attualmente utilizzate".  Lunedì il cda dell'Ente aveva espresso "preoccupazione per la limitazione imposta dal sequestro preventivo del Molo D" dell'aeroporto di Fiumicino, avvertendo che, senza il completo utilizzo di tutte le infrastrutture aeroportuali "al più presto", l'Enac sarebbe stato costretto ad "ipotizzare un'ulteriore limitazione dell'operatività dello scalo". 
Anzaldi (Pd): "Serve apertura straordinaria di altri aeroporti" - "La situazione a Fiumicino è sempre più insostenibile, con il dimezzamento dei voli da stanotte. Il gravissimo ritardo con il quale le istituzioni pubbliche stanno adempiendo alle rilevazioni ufficiali della qualità dell'aria nello scalo causa danni inimmaginabili per l'economia e disagi indegni. Il governo valuti se non sia opportuno aprire in maniera straordinaria ai voli civili gli aeroporti di Grosseto, Pratica di Mare e Latina, per salvare la stagione". Lo afferma il deputato del Partito democratico, Michele Anzaldi.
 "Nel disinteresse generale delle istituzioni - spiega Anzaldi - a Fiumicino si sta consumando l'ennesima brutta pagina della burocrazia. Da giorni sono attesi i dati ufficiali sulla situazione dello scalo, a seguito del rogo di inizio maggio. Intanto i passeggeri aumentano e l'Enac è costretta a ridurre l'operatività al 60% per evitare danni alla sicurezza. In un periodo decisivo per il turismo, come quello dell'inizio dell'estate, a Roma assistiamo al paradosso che i turisti vengono mandati via invece di essere accolti. E gli stessi lavoratori aeroportuali vengono lasciati nell'incertezza", conclude.

martedì 19 maggio 2015

Stava scappando in Egitto, preso il sospetto ASSASSINO della donna di LODI


LODI, 19 maggio - E' stato bloccato all'aeroporto di Fiumicino, mentre stava per lasciare l'Italia, l'egiziano sospettato di aver ucciso Antonia D'Amico Mazza, la donna trovata morta  nella sua casa di Lodi. L'uomo, che ha 38 anni, aveva un passaporto scaduto. Si tratterebbe dello stesso uomo che la donna assassinata avrebbe denunciato giorni prima per maltrattamenti. Lo straniero sarà portato a Lodi per essere interrogato dagli inquirenti.

giovedì 15 gennaio 2015

PANICO (rientrato) a Fiumicino su un aereo della Fly Niki: "c'è un uomo con una bomba"


FIUMICINO, 15 gennaio - Rientrato l'allarme bomba scattato ieri sera a Fiumicino su un aereo della compagnia austriaca 'Fly Niki'. La presenza del sospetto ordigno sarebbe stata segnalata da un passeggero di origini slovene. L'aereo è stato fatto spostare dalla pista per i controlli di polizia, che si sarebbero conclusi negativamente. L'allarme ha avuto ripercussioni sul traffico aereo dello scalo romano, con inevitabili ritardi per diversi voli.  una coppia di viaggiatori italiani si è accorta che l'uomo accanto a loro aveva in mano un congegno elettronico dalla forma strana. Gli hanno dunque domandato cosa fosse e il passeggero ha risposto che si trattava di un contapassi, di quelli che si usano per andare a correre. "È con questo che farò saltare in aria l'aereo", avrebbe risposto in inglese secondo quanto dichiarato dai due italiani. 
L'uomo, uno sloveno, non aveva l'aria di scherzare. La coppia allora si è alzata, si è avvicinata avvicinati all'hostess sussurrandole di sorridere e di dover parlare urgentemente col comandante. Il primo pilota ha dato immediatamente l'allarme alla torre di controllo ed è scattata la procedura antiterrorismo. Per due ore il Leonardo da Vinci si è paralizzato. A tutti i voli in fase di decollo è stato impedito tassativamente di partire dalle 20 in poi e per quelli che dovevano atterrare le istruzioni sono state precise e perentorie: utilizzare una sola pista, la più lontana dal luogo in cui, nel frattempo, grazie alle indicazioni del questore Antonio Del Greco che dirige la polizia di frontiera aeroportuale, il velivolo della "Niki" era stato fatto spostare. Un hangar senza nulla attorno.
Da quell'istante la polizia ha preso in mano la situazione e, attraverso l'operatore della torre di controllo, ha ordinato al comandante di seguire alla lettera tutte le indicazioni, senza mollarlo un attimo. Prima fra tutte non far trapelare nulla agli altri passeggeri per non gettarli nel panico e per non innervosire il sospetto attentatore. Le hostess dagli altoparlanti hanno avvertito, scusandosi, che ci sarebbe stato un ritardo nella partenza per un piccolo problema tecnico ma che presto tutto sarebbe stato risolto.
Nel frattempo da terra, in una manciata di minuti, è scattata la procedura che si attua nei casi di bomba a bordo. Il velivolo della Niki è stato circondato da uomini e mezzi della Polaria, vigili del fuoco e artificieri. Soltanto quando la situazione sottobordo era sotto controllo è stato dato l'ordine al comandante di avvertire tutti che avrebbero dovuto lasciare l'aereo. Lo sloveno allora ha iniziato a insospettirsi, il comandante si è avvicinato a lui e gli ha chiesto se aveva qualcosa in contrario a far scendere tutti quanti dal velivolo. Una breve trattativa dopo la quale lo straniero ha acconsentito a che si aprissero le porte. In tutta calma gli 81 viaggiatori sono stati fatti scendere e sono stati portati in una sala. L'uomo invece si è defilato in fondo alla fusoliera e quando l'aereo era vuoto è stato ammanettato e arrestato. Sul posto che occupava a bordo è stato effettivamente ritrovato il congegno elettronico. Una volta messi in salvo tutti è iniziata la perquisizione della stiva. Nella pancia dell'aereo con apparecchi in grado di intercettare esplosivi sono saliti poliziotti e artificieri per una prima ricognizione dei bagagli. Nessuna traccia dell'ordigno. 

Comunque, tutti i bagagli sono stati portati giù e ai viaggiatori è stato chiesto attraverso una vetrata di riconoscere la propria valigia. Il controllo più accurato non ha dato alcun esito: la bomba non c'era. L'uomo portato negli uffici della polizia ha dichiarato che, in realtà, gli italiani avrebbero capito male la sua frase. Malgrado questo nei suoi confronti è scattato l'arresto per procurato allarme. Alle 22.30 i voli hanno ricominciato a decollare. Alle 23.10 l'allarme sicurezza è rientrato. I passeggeri della "Niki" sono stati imbarcati su altri velivoli in partenza per Vienna, ma una decina ha rinunciato al viaggio. La Niki, anche conosciuta come FlyNiki, e' una compagnia aerea di linea semi-lowcost con sede all'Aeroporto di Vienna-Schwechat, in Austria. Serve principalmente destinazioni d'affari e di vacanze ma opera anche voli charter verso destinazioni europee ed egiziane da Vienna e Linz.  

domenica 7 dicembre 2014

ROMA, arrestato italiano che uccise un francese, fatto a pezzi e chiuso in una valigia in Venezuela


ROMA - Arrestato a Roma l'uomo ricercato in tutto il mondo per l'omicidio di un cittadino francese, trovato a pezzi in una valigia su una spiaggia venezuelana nel 2012. E' un italiano residente in provincia di Vercelli e domiciliato in un camping vicino a Fiumicino (Roma). Su di lui pendeva un mandato europeo, emesso il 20 settembre 2013 dalla Corte d'Appello di Parigi, accusato dell'omicidio. A rintracciarlo sono stati i carabinieri del nucleo investigativo. Da Roma sarà estradato in Francia. - 

sabato 6 dicembre 2014

MALORI su aereo US Airways diretta a Filadelfia. Atterraggio d'emergenza a Fiumicino

ROMA - Il malore di due passeggeri e 11 membri dell'equipaggio ha fatto scattare stamani l'emergenza a Fiumicino su un volo della Us Airways. Il volo partito da Tel Aviv e diretto a Philadelphia è atterrato all'aeroporto capitolino proprio per provvedere alle cure di chi ha accusato il malore. Passeggeri ed equipaggio accusavano conati di vomito e occhi arrossati. Personale del Pronto soccorso dello scalo capitolino in azione.

venerdì 8 agosto 2014

FIUMICINO: accusato di una relazione con l’ex nuora, anziano uccide la moglie, spara al figlio e tenta di uccidersi

FIUMICINO - Via Angelucci, dove è avvenuta la tragedia
ROMA - Un uomo di 72 anni, Filippo Pagano, ha sparato alla moglie, Maria Ferrara, 68 anni, uccidendola sul colpo, e al figlio 45enne, ferendolo a una spalla, in un appartamento di via Angelucci a Fiumicino, in provincia di Roma. L'anziano ha poi tentato il suicidio ed è ora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale San Camillo della Capitale. Il 32enne è stato ricoverato all'ospedale Grassi di Ostia e non correrebbe pericolo di vita. Ci sarebbero continue liti tra padre e figlio dietro l'omicidio. Alla base delle discussioni sembra ci fosse la ex moglie del 45enne. Il 72enne sarebbe stato accusato di aver avuto una relazione con la sua ex nuora.

 L'anziano, dopo l'ennesima lite, ha impugnato la pistola e ha sparato al figlio, che si era chiuso nel bagno, attraverso la porta a vetri. Poi avrebbe ucciso la moglie che, a quanto ricostruito, lo avrebbe accusato di aver avuto una relazione con la nuora.

venerdì 13 giugno 2014

ore 6.45: Dell'Utri atterrato a Fiumicino. Va a Rebibbia e poi a Parma

ROMA  - E' atterrato alle 6.45 all'aeroporto di Fiumicino il volo AZ 827 proveniente da Beirut con a bordo Marcello Dell'Utri, estradato dal Libano. L'ex senatore di Forza Italia era accompagnato da agenti dell'Interpol e sarà ora trasferito al carcere di Rebibbia.
Sarà trasferito in ambulanza dall'aeroporto di Fiumicino al carcere di Rebibbia, dove sarà affidato al reparto infermeria e poi trasferito al carcere di Parma, dove l'assistenza ospedaliera più più efficace. Con lui a bordo dell'aereo ha viaggiato anche la figlia Chiara. Negli uffici della Polaria di Fiumicino ufficiali e funzionari della Dia giunti da Palermo hanno notificato a Marcello Dell'Utri l'ordinanza di esecuzione della pena a 7 anni di reclusione. Il provvedimento era stato emesso dalla Procura generale di Palermo subito dopo la sentenza della Cassazione con la quale è diventata definitiva la condanna dell'ex senatore per concorso esterno in associazione mafiosa.
Per il momento niente immagini e tanto meno filmati per i fotoreporter che lo attendevano nello scalo aereo della Capitale, anche se sullo stesso volo hanno viaggiato alcuni giornalisti della carta stampata.A quanto si è appreso, Dell'Utri appariva "abbastanza provato", ma ha camminato senza problemi nel breve percorso all'interno dell'aeroporto. Sua figlia Chiara è invece uscita dall'aeroporto per le vie normali. "Abbiamo provato a parlare con lui durante il volo - ha detto una giornalista che ha viaggiato sullo stesso aereo di Dell'Utri - ma siamo stati sempre bloccati. Siamo riusciti solo ad ottenere alcuni sorrisi e la battuta 'sono stanco'. La figlia Chiara ha viaggiato a circa metà dell'aereo, aveva un turbante e ha utilizzato all'inizio un velo verde per coprirsi. Ha cercato di parlare in qualche modo con il padre, qualche parolina, qualche segno, poi tornava in fondo all'aereo. Quelli che lanciava ci sono parsi saluti".
In esecuzione di un provvedimento della Procura Generale di Palermo, la Dia ha sequestrato a Dell'Utri a Fiumicino una "consistente somma" di denaro, alcuni telefoni cellulari e alcune agende. 

venerdì 30 maggio 2014

Preso a Fiumicino l'omicida dell'italiano a Natal, in Brasile

ROMA - I carabinieri di Budoni hanno arrestato a Roma il presunto responsabile dell'omicidio di Enzo Albanese, l'italiano di 42 anni ucciso a Natal, in Brasile il 3 maggio scorso. Si tratta di Pietro Ladogana, pregiudicato romano di 43 anni, ritenuto uno dei principali responsabili del delitto avvenuto a Natal, dove Albanese viveva e lavorava. E' stato arrestato dai carabinieri all'aeroporto di Fiumicino, proprio mentre stava per imbarcarsi per il Brasile. Si cercano i complici.

Albanese, intermediario immobiliare originario di Milano, si era trasferito a Natal da diversi anni, dove svolgeva un'attività edilizia e gestiva una clinica estetica insieme a un socio brasiliano, cugino della moglie, dalla quale si era separato e aveva avuto una bambina che ora ha 6 anni. Poco tempo fa aveva anche ottenuto la gestione del catering del nuovo stadio di calcio della città e sembra avesse effettuato degli investimenti nel campo dell'intermediazione immobiliare. Proprio in questo settore avrebbe avuto dei contrasti con un altro italiano. A ucciderlo è stato, davanti alla porta di casa, un uomo che indossava il casco: gli ha sparato, poi è fuggito insieme a un complice a bordo di una Corolla. Per gli inquirenti non si è trattato di una rapina, perché la moto di Albanese, parcheggiata fuori dall'abitazione, non è stata rubata.

Ladogana, ritenuto uno dei responsabili del delitto, è stato arrestato dai carabinieri di Budoni ieri sera proprio mentre stava per imbarcarsi per il Brasile. Come ha spiegato il capitano Andrea Senes, comandante della compagnia di Siniscola, le indagini erano partite dopo la denuncia presentata dal padre, dalla sorella e dal cognato della vittima, domiciliati a Budoni.

venerdì 27 dicembre 2013

La Shalabayeva a Roma: “Grazie, il ministro Bonino è una persona coraggiosa”

Alma Shalabayeva e la figlia
al loro arrivo a Fiumicino
ROMA - Alma Shalabayeva è arrivata a Roma con la figlioletta Alua di sei anni. La moglie del dissidente kazako Muktar Ablyazov è giunta all'aeroporto di Fiumicino con un volo di linea della Lufthansa proveniente da Francoforte. La Shalabayeva, precisa il suo legale, "per ora resterà in Italia per poi spostarsi". La donna fu espulsa dall'Italia insieme alla figlia il 31 maggio dopo un blitz della polizia italiana.
Strettissime le misure di sicurezza messe in atto dalla Polaria all'aeroporto romano Leonardo da Vinci. Alma Shalabayeva e la piccola Alua sono state accolte direttamente all'uscita dall'aereo da funzionari Polaria, che le hanno accompagnate prima al ritiro dei bagagli e poi negli uffici per il disbrigo delle pratiche burocratiche relative al passaporto. Sorridente, la moglie del dissidente kazako indossava un cappotto nero lungo fino alle caviglie, mentre Alua, i capelli raccolti a coda di cavallo, aveva un gilet rosso e stivali in tinta.
"Hanno rapito me e mia figlia a causa di mio marito. Ci hanno lasciato andare sempre a causa di mio marito: i kazaki sperano così che apparire civili li aiuterà a ottenere l'estradizione dalla Francia" di Mukthar Ablyazov. Così ha affermato la Shalabayeva ai cronisti. "Ci sentivamo sempre sotto sorveglianza, eravamo preoccupati di ricevere intimidazioni ma soprattutto avevamo timore per l'incolumità di nostra figlia".
"Non vedo l'ora di rivedere mio marito, mi manca" - "Il mio desiderio è rivederlo il prima possibile, mi manca molto". Alma Shalabayeva rivolge anche un pensiero al marito Mukthar Ablyazov. E poi ha aggiunto, sulla sua permanenza in Italia: "Ancora non ho deciso quale sarà la mia destinazione finale: per ora sono qui e la mia felicità riguarda il fatto di essere riuscita a riunirmi alla mia famiglia".
Il ministro "Bonino è una persona coraggiosa che mi ha aiutato in questa situazione". Lo ha detto Alma Shalabayeva ringraziando anche "tutti i bambini e i genitori della scuola di Casalpalocco per avermi inviato videomessaggi che mi hanno fatto piangere. E' stato toccante", ha aggiunto. 
"Voglio ringraziare il ministro Emma Bonino, il ministero degli Esteri e gli organi di informazione per essersi occupati del mio caso ed avermi consentito di tornare in Italia. Sono felice, sono molto felice di essere in Italia. Grazie a tutti". Ad attenderla c'erano anche gli altri due figli, Madina e Madiyar, arrivati ieri a Roma con un volo da Ginevra

 "Voglio ringraziare i media indipendenti che hanno acceso i riflettori sulla mia situazione", ha poi proseguito. "Hanno reso possibile un esito positivo della vicenda per me e mia figlia", ha concluso.

giovedì 19 dicembre 2013

Estradato dalla Thailandia il boss che riciclava i soldi della mafia

Vito Roberto Palazzolo durante la sua detenzione in Thailandia
ROMA - E' giunto questa mattina all'aeroporto di Milano-Malpensa estradato dalla Thailandia Vito Roberto Palazzolo, ricercato in campo internazionale dai primi anni '90 per il reato di concorso in associazione per delinquere di tipo mafioso. Deve scontare una condanna a nove anni di reclusione. Le inchieste hanno accertato che il principale "ruolo" Palazzolo è consistito, negli anni, nell'attività di "riciclaggio e pulitura" delle ingenti somme di denaro provenienti dai traffici di droga e dal contrabbando di sigarette; inoltre, è stato riconosciuto quale una delle più importanti figure di Cosa Nostra, inserito da almeno 20 anni nelle dinamiche associative mafiose, con funzioni di cerniera con il mondo imprenditoriale, con lo scopo di consentire la gestione ed il reimpiego dei capitali acquisiti illecitamente.
Il latitante era stato fermato la sera del 30 marzo 2012 nell'aeroporto internazionale di Bangkok da personale dell'Immigrazione thailandese, nell'ambito di un servizio di pedinamento ed osservazione: Palazzolo era da tempo nel mirino del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia-Divisione Interpol che monitorava i movimenti migratori suoi e dei familiari anche in collaborazione con il Segretariato Generale di Lione-Unità di ricerca latitanti. La consegna di Palazzolo alla giustizia italiana - dice una nota della Polizia - è stata possibile grazie alla sinergia interministeriale avviata tra il ministero Affari Esteri, il ministero della Giustizia e il ministero dell'Interno che hanno collaborato con le Autorità thailandesi al fine di giungere alla positiva soluzione della vicenda. L'estradizione verso l'Italia è giunta alla fine dell'iter processuale thailandese, avviatosi dopo la richiesta di estradizione avanzata dal Ministero della Giustizia italiana nel 2012.

venerdì 30 agosto 2013

Preso a Fiumicino killer napoletano latitante che aveva ucciso una guardia giurata

ROMA - Un pluripregiudicato, Manuel Brunetti, 22 anni, esponente di un gruppo criminale attivo nel centro storico di Napoli, ricercato in ambito internazionale per il reato di omicidio, e' stato arrestato dalla Polizia all' aeroporto di Fiumicino.
A catturarlo sono stati investigatori della Squadra Mobile di Napoli e del Servizio Centrale Operativo, coadiuvati dalla Polizia di Frontiera. L'uomo e' accusato dell'omicidio di una guardia giurata avvenuto nel 2009 in via Tribunali a Napoli.
Brunetti, condannato a 16 anni di carcere per l'omicidio era latitante dal 2011. All'epoca dell'omicidio era minorenne. E' stato fermato sull'aereo appena atterrato, proveniente dalla Spagna, dagli uomini della squadra mobile di Napoli e del Servizio centrale operativo, che erano sulle sue tracce da oltre un anno.
L'uomo era con i suoi familiari e viaggiava con un documento falso. Secondo le indagini, Brunetti avrebbe freddato con un colpo di pistola alla testa la guardia giurata, in servizio davanti ad una banca nel centro di Napoli. Il movente dell'omicidio non è mai stato chiarito ma secondo gli investigatori i killer - Brunetti era con un complice - hanno agito per punire qualche sgarbo commesso da Concilio.

Il latitante non sarebbe un appartenente ai clan camorristici ma sarebbe un esponente di quei gruppi criminali che agiscono come cani sciolti nelle zone del centro di Napoli che una volta erano controllate dai Giuliano.

lunedì 22 luglio 2013

Papa Francesco vola verso il Brasile. Un tweed: arrivo

RIO DE JANEIRO - Ultimi lavori per approntare l'altare a Copacabana dove il Papa celebrerà una Messa

ROMA - Papa Francesco è in volo verso il Brasile per il suo viaggio apostolico in Brasile, il primo all'estero, in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù. I
Il pontefice è giunto alle 8:24 all'aeroporto di Fiumicino con un elicottero dell'Aeronautica militare. Ad accoglierlo, tra gli altri, il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Papa Francesco, sulla pista di Fiumicino, aveva con sé il bagaglio a mano, una borsa nera. Il pontefice ha salutato il premier Letta e le altre autorità continuando a mantenere con la mano sinistra la sua borsa, che ha portato anche salendo a bordo dell' aereo.
ROMA - Papa Francesco sale sull'aereo a Fiumicino
Papa Francesco si è fermato a lungo ai piedi dell'elicottero dove ha ricevuto l'omaggio di tutti i presenti, a cominciare dal presidente del Consiglio Letta. Poi, con alla destra il capo del Governo, ha percorso le poche decine di metri che lo separavano dall'airbus A330 che lo porterà a Rio de Janeiro. Con sulla sinistra la vecchia borsa di pelle nera, papa Bergoglio ha continuato a parlare con Letta gesticolando palesemente. Quindi, appoggiandosi al corrimano con la mano destra e un piccolo inciampo con la veste bianca, ha salito i gradini della scala mobile, accolto al portello da due hostess alle quali ha stretto la mano. 

Ed è partito un tweet di Papa Francesco dall’aereo: "Sto arrivando in Brasile fra qualche ora e il mio cuore è già pieno di gioia perché presto sarò con voi a celebrare la 28esima Gmg", Giornata mondiale della gioventù.

lunedì 24 giugno 2013

Hostess americana bloccata a Fiumicino con una pistola nel bagaglio a mano

ROMA - Aveva una pistola a tamburo smontata nel suo bagaglio a mano. Per questo una hostess americana di circa 60 anni è stata arrestata all'aeroporto di Fiumicino. La donna è stata trovata in possesso anche di una quarantina di proiettili, di cui cinque già esplosi. L'hostess ha soggiornato a Roma nei giorni in cui nella Capitale si è verificata una serie di gambizzazioni: si indaga per verificare gli eventuali legami.
L'hostess quando è stata arrestata dagli agenti della polizia di frontiera all'aeroporto di Fiumicino era in servizio su un volo della US Airways da Roma a Charlotte (North Carolina). Al rinvenimento dell'arma, una pistola a tamburo modello "Sig Sauer" calibro 40, si è giunti durante i controlli di sicurezza a cui vengono sottoposti gli equipaggi. Poco prima di sottoporsi alle ispezioni di rito, la donna, di cui si conoscono le iniziali J.J., è stata vista compiere strani movimenti all'interno del suo bagaglio a mano. 
Questo ha pertanto insospettito gli agenti addetti ai controlli di sicurezza, che hanno scoperto la pistola. Alle domande degli inquirenti, l'hostess ha risposto che l'arma l'aveva portata a Roma dagli Stati Uniti dove, stando al suo racconto, i controlli sugli equipaggi in partenza vengono fatti a campione. 

Arrestata per porto d'arma abusivo, l'hostess è stata quindi trasferita nel carcere di Civitavecchia. Sarà a questo punto proprio la Procura della Repubblica di Civitavecchia, che ha aperto un'indagine, a cercar di far luce sulla vicenda e sui motivi per i quali la donna avesse con sé una pistola, seppur smontata. Da chiarire poi, attraverso appositi esami, quando quei colpi siano stati esplosi.

venerdì 7 giugno 2013

Arrestato a Fiumicino supertrafficante di organi umani (ex ufficiale israeliano)

ROMA -  La polizia ha arrestato, all'aeroporto di Fiumicino, un ex ufficiale israeliano, trafficante di organi umani. L'uomo, ricercato dalle polizie di tutto il mondo, era latitante dal 2010 e si trova ora nel carcere di Civitavecchia. L'arresto è avvenuto giovedì ma ne è stata data notizia soltanto oggi.

L'ex ufficiale è accusato di aver gestito un'organizzazione criminale che, a partire dal 2002, era riuscita a convincere 19 brasiliani in grandi difficoltà economiche a vendere i propri organi, soprattutto reni, con la promessa di compensi da 6mila ai 12mila dollari. Le "tariffe" variavano in relazione all'età e allo stato dell'organo. Le persone erano trasferite in Sud Africa, dove avvenivano gli espianti e i successivi trapianti sui pazienti facoltosi.

sabato 23 marzo 2013

Cibo scaduto, due morti a Fiumicino


ROMA - Due morti e una terza persona in gravi condizioni dopo aver mangiato cibo scaduto. E' avvenuto a Fiumicino (Roma). I sanitari del 118 nell'abitazione hanno trovato morti due uomini di 50 e 57 anni; il figlio di uno dei due e' stato portato all'ospedale di Bracciano. I tre,di origini calabresi, avrebbero mangiato cibo conservato artigianalmente.

I soccorsi all’Atr della Carpatair finito fuori pista a Fiumicino arrivarono “in clamoroso ritardo”


ROMA - Un rapporto shock dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo sull'incidente aereo di Fiumicino dello scorso 2 febbraio conferma le voci dei passeggeri circa un clamoroso ritardo dei soccorsi. Nelle carte si legge come ai Vigili del fuoco siano serviti oltre 10 minuti per localizzare l'Atr 72 della compagnia romena Carpatair finito fuori pista nonostante l'incidente fosse avvenuto proprio davanti alla caserma.

giovedì 14 febbraio 2013

Panico all’aeroporto di Fiumicino: un ragazzo di 18 anni si dà fuoco


ROMA - Momenti di paura all'aeroporto di Fiumicino dove stamani un giovane si è dato fuoco nel settore partenze del terminal 3. Si tratterebbe di un ragazzo della Costa d'Avorio di 18 anni. L'uomo, soccorso da un poliziotto intervenuto con un estintore per spegnere le fiamme, è rimasto ustionato. Il fumo ha avvolto una parte dell'aerostazione, creando panico fra i passeggeri. Ancora ignoti i motivi del gesto. L'uomo e' stato portato via in barella coperto da un telo ignifugo.

domenica 3 febbraio 2013

Fiumicino: sparisce il logo Alitalia dall’aereo finito fuori pista

Prima e dopo

ROMA - E' ancora adagiato sull'erba l'Atr 72 di Carpatair, che operava il volo AZ1670 Pisa-Roma finito ieri sera fuori pista mentre era in fase di atterraggio all'aeroporto di Fiumicino. Ma il logo Alitalia ben visibile ieri sulla coda, oggi non c'é più. Sull'aereo, che appare completamente bianco, sono rimaste la matricola YR-ATS e la bandierina della Romania. Il volo AZ1670 Pisa-Roma della compagnia romena operava per conto di Alitalia in base a un accordo del 2011. La compagnia di bandiera già ieri sera aveva sospeso i voli con Carpatair.
Per l'aereo è stato disposto il sequestro probatorio dalla procura di Civitavecchia, titolare dell'inchiesta penale. Nel frattempo a Fiumicino continuano i rilievi da parte dell'Agenzia nazionale della sicurezza del volo (Ansv), che ha aperto un'altra indagine sull'incidente. Sul posto anche la Polizia scientifica e la Polaria.
Il comandante è stato sentito in nottata dagli investigatori della Polizia Giudiziaria. Secondo quanto si è appreso, oltre al pilota è stata raccolta la testimonianza di alcuni passeggeri.
Notte tranquilla per le due persone rimaste ferite in modo più grave. Sono stabili le condizioni della hostess romena di 30 anni ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma e che rimane comunque sotto costante osservazione dei medici. In buone condizioni anche la persona ricoverata all'ospedale San Camillo. 
E' ancora chiusa al traffico la pista numero 3 dell'aeroporto di Fiumicino. Le operazioni di decollo e atterraggio avvengono pertanto sulle altre piste disponibili del Leonardo da Vinci dove, comunque, il traffico si sta svolgendo regolarmente.

Fiumicino: aereo rumeno fuori pista, 16 feriti. Volava per conto di Alitalia da Pisa



ROMA - Un aereo rumeno ATR 72  proveniente da Pisa per conto di Alitalia e in atterraggio a Fiumicino è finito fuori pista ieri sera. A bordo dell'aereo ATR 72, della compagnia romena Carpatair, vi erano 50 persone: quattro componenti dell'equipaggio e 46 passeggeri. "Tanta paura, qualcuno di noi ha creduto di poter morire e tutti urlavano. Durante l'atterraggio l'aereo ha toccato due volte bruscamente a terra: ci è stato spiegato che la seconda volta si è piegato il carrello e l'aereo è finito fuori pista". A parlare è uno dei 46 passeggeri dell'aereo finito fuori pista a Fiumicino. "Tutti quei sobbalzi erano dovuti a dei vuoti d'aria. Eppure il volo era stato tranquillo fino a quel momento", continua il passeggero. Le persone a bordo dell'aereo, tra le quali cresce il numero delle persone curate in codice verde, sono assistite anche dagli agenti della Polaria che li stanno rifocillando. Molti sono ancora sotto choc. Una delle persone ferite n è un membro dell'equipaggio, una hostess romena di 30 anni. La donna, ricoverata al policlinico Gemelli, è entrata in codice rosso, ha diversi traumi ma, a quanto si apprende dai primi accertamenti, non è in pericolo di vita. Sono 16 le persone ferite e trasportate dal 118 in diversi ospedali. 
L'ATR 72 si trovava all'altezza della pista numero 3: e' inclinato dalla parte dell'ala destra; il muso e la pancia del velivolo sono completamente adagiati sull'erba e il carrello destro si è sventrato così come sono danneggiate le pale dell'elica destra. Anche il sottopancia del muso dell'aereo presenta dei danni e alcuni detriti sono sparsi intorno alla sagoma. .  L'Atr 72  è finito fuori pista "a causa del forte vento". E' quanto afferma l'Alitalia in un comunicato nel quale ricostruisce la vicenda. A bordo vi erano 46 passeggeri e 4 membri dell'equipaggio. I passeggeri feriti sono stati portati in ospedale, solo uno ha riportato una frattura del femore. "A causa del forte vento - è scritto nel comunicato dell'Alitalia - l'aeromobile ATR72 di Carpatair che operava il volo AZ1670 Pisa-Roma per conto di Alitalia, nelle ultime fasi di avvicinamento sull'aeroporto di Roma Fiumicino ha incontrato difficoltà nell'atterraggio che hanno provocato un'uscita di pista". "A bordo dell'aereo, decollato alle ore 19.15 da Pisa - prosegue la nota della compagnia italiana - erano presenti 46 passeggeri, oltre a 4 membri dell'equipaggio. I passeggeri sono stati fatti tutti evacuare immediatamente dall'aeromobile. Tutti i passeggeri che necessitavano di cure e di accertamenti ulteriori sono stati portati in ospedale. Di essi solo uno ha riportato una frattura del femore". "Alitalia - conclude il comunicato - ha attivato, per i parenti dei passeggeri, il numero verde 800551350 dall' Italia, e lo 00390665859051 per le chiamate dall'estero, ha avviato immediatamente un'inchiesta e contemporaneamente sospeso tutti i voli operati da Carpatair per conto di Alitalia su Pisa e Bologna".

domenica 12 agosto 2012

Emergenza WindJet: 200 israeliani bloccati a Fiumicino da 18 ore


ROMA - Prosegue l'emergenza Windjet a Fiumicino dopo il blocco dell'operatività della compagnia aerea. Duecento turisti israeliani che dovevano tornare a Tel Aviv sono bloccati in aeroporto da diciotto ore. Secondo quanto si apprende, finora hanno ricevuto una buona assistenza dal personale dello scalo, ma la situazione comincia a diventare pesante e i turisti sono impazienti di rientrare.
Hanno trascorso la notte dormendo su giacigli di fortuna, sui pavimenti e sulle poltrone dell'aeroporto. Ad assisterli la società di gestione dello scalo e le forze dell'ordine. Tra i turisti bloccati ci sono anche diversi bambini. 
La compagnia low cost, dopo l'interruzione delle trattative con Alitalia, ha deciso di sospendere l'operativita' in tutti gli scali. Sarebbero sorti anche problemi per l'approvvigionamento del carburante. Alcuni mezzi sarebbero già stati riconsegnati alle societa' di leasing in Irlanda.

Alitalia, Meridiana e altre compagnie hanno intanto predisposto un piano d'emergenza, con un vero e proprio ponte aereo, soprattutto notturno, per tutelare i passeggeri. L'Enac ha fatto sapere che la rimodulazione dei voli è stata fatta in modo tale che venga garantita la riprotezione dei passeggeri in possesso di biglietti WindJet, mentre il programma dei voli dei prossimi giorni sarà pubblicato e aggiornato sia sul proprio sito sia su quello della compagnia siciliana. I voli di riprotezione sulle tratte nazionali avranno un sovrapprezzo di massimo 80 euro.
EasyJet, come anche altre compagnie, ha deciso di mettere a disposizione dei passeggeri di Wind Jet, il cui volo sia stato cancellato, una tariffa fissa o agevolata per volare da oggi, domenica 12 fino a venerdì 17 agosto incluso. Il prezzo è di 75 euro a tratta. Ne potranno usufruire coloro che hanno biglietti per le tratte Milano-Palermo, Milano-Catania e Roma-Palermo (e viceversa). Tutti i possessori di un biglietto Wind Jet potranno chiamare il call centre easyJet in lingua italiana al numero 199 201 840 o in lingua inglese al numero 0044 843 104 5454.