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lunedì 22 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, la Procura vuole il carcere duro (41 bis) per Carminati


Carminati al momento del suo arresto
ROMA - La Procura di Roma chiederà il carcere duro per Massimo Carminati, accusato di essere al vertice della cupola mafiosa della Capitale. La richiesta di applicazione del 41 bis sarà presto inviata al Ministero della Giustizia. Carminati è attualmente detenuto nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo, in provincia di Udine.

venerdì 19 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, sequestrati beni per 100 milioni a imprenditore arrestato


ROMA - La Guardia di finanza di Roma ha sequestrato un patrimonio del valore di 100 milioni di euro riconducibile a Cristiano Guarnera, imprenditore arrestato nell'ambito dell'indagine su 'Mafia Capitale'. Il provvedimento di sequestro riguarda, tra l'altro, quote societarie, 178 immobili e 3 terreni.

lunedì 15 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, scattano altri arresti (anche 3 ufficiali della Marina Militare9

ROMA - Altri sei arresti nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale. La Guardia di Finanza ha effettuato sei ordinanze, tre dei destinatari sono appartenenti alla Marina MilitareLa tranche dell'inchiesta nell'ambito della quale sono state eseguite le ordinanze riguarda un presunto commercio nero di carburante che avrebbe rifornito le pompe di benzina legate al clan. Gli arrestati sono Mario Leto (capitano di Corvetta della Marina Militare), Sebastiano Distefano (primo maresciallo Marina Militare) e Salvatore Mazzone (maresciallo Marina Militare). In manette anche Lars P. Bohn, Massimo Perazza e Andrea D'Aloja, titolari di società conniventi per ottenere il carburante. Dieci in tutto gli indagati.

giovedì 11 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, arrestati 2 uomini del collegamento tra cupola romana e 'ndranghera calabrese

Il mercato Esquilino
ROMA - Ancora due arresti da parte dei carabinieri del Ros nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale: in manette Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, entrambi per associazione di tipo mafioso. Sono accusati di aver assicurato il collegamento tra alcune cooperative gestite dalla 'cupola romana' e la 'ndrangheta. 
Dal nuovo filone di indagine emerge che l'appalto per la pulizia del mercato Esquilino, a Roma, era stato dato in cambio della protezione in Calabria alle cooperative della 'cupola' che si occupano dell'assistenza ai migranti.
Le indagini dei carabinieri del Ros hanno evidenziato "interessi comuni" dell'organizzazione romana e della 'ndrangheta: in particolare hanno documentato come, a partire dal luglio 2014, Salvatore Buzzi con l'assenso di Massimo Carminati avesse affidato la gestione dell'appalto della pulizia del mercato Esquilino a Giovanni Campennì, ritenuto "imprenditore di riferimento" della cosca Mancuso, attraverso la creazione di una Onlus denominata "Cooperativa Santo Stefano".
I carabinieri sono riusciti a documentare, inoltre, come già nel 2009 Rotolo e Ruggiero si fossero recati in Calabria, su richiesta di Buzzi, allo scopo di accreditarsi con la cosca Mancuso, tramite esponenti della cosca Piromalli con riferimento all'esigenza di ricollocare gli immigrati in esubero presso il Cpt di Crotone. Secondo gli investigatori, dunque, Ruggiero e Rotolo avrebbero fornito uno "stabile contributo" alle attività di 'Mafia Capitale' proprio avvalendosi dei rapporti privilegiati instaurati con "qualificati esponenti" della 'ndrangheta. Tutto ciò attraverso quello che viene definito "un rapporto sinallagmatico" tra le due organizzazioni mafiose che, a fronte della protezione offerta in Calabria alle cooperative controllate da 'Mafia Capitale', ha consentito l'inserimento della cosca Mancuso, rappresentata da Giovanni Campennì, nella gestione dell'appalto pubblico a Roma.
 Una terza persona, indagata a piede libero, è stata perquisita. Gli interventi dei carabinieri, disposti dal Gip di Roma su richiesta della procura distrettuale antimafia, sono stati eseguiti nelle province di Roma, Latina e Vibo Valentia. Le indagini avrebbero dimostrato, sottolineano gli inquirenti, come gli indagati, ritenuti organici all'organizzazione 'Mafia capitale' abbiano assicurato il collegamento tra alcune cooperative gestite da Salvatore Buzzi, sotto il controllo di Massimo Carminati, e la cosca Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia), egemone nel territorio vibonese.

lunedì 8 dicembre 2014

RENZI. non lasceremo la capitale in mano ai ladri

ROMA - “Grillo torna a fare i suoi tour grazie al vostro, al nostro lavoro. E questo è un bene per lo spettacolo. Ora dicono che nei M5S uno non vale più uno. Ma io non penso che uno vale uno: ciascuno conta come gli altri, ma se ciascuno di voi si mette in gioco vale molto di più". Così Matteo Renzi all'assemblea dei giovani dem, dove ha affrontato anche i temi di Mafia capitale.
 "Chi se ne frega se uno è renziano, civatiano o cuperliano - dice il segretario Pd - usiamo il partito per affrontare questioni grandi e vere e non per prendere uno strapuntino e diventare consigliere di quartiere e via più su. La politica o è passione o è tristezza.  E' il primo dei quattro anni che faremo insieme, la durata della segreteria e della legislatura devono andare insieme. Siamo qui per cambiare il paese che quelli prima di noi non sono riusciti a cambiare. Dobbiamo prendere il paese e restituirlo non solo più bello, ma più semplice e più capace di crederci, più capace di entusiasmarsi. Voi siete la classe dirigente dell'Italia che va a testa alta e senza chiedere scusa se esisto. Ue non è solo insieme vincoli e spread, un accordo notarile ma prima di tutto una comunità. L'Italicum ci costringe a diventare un partito, indicando un capolista si farà la selezione della classe dirigente senza spartire i posti tra le correnti. La legge elettorale con il meccanismo del collegio e poi delle preferenze ci impone di essere un partito serio".

"Prendere una tangente - ha detto Renzi parlando dell'inchiesta Mafia Capitale - è la cosa peggiore che un politico possa fare e con noi quelli hanno chiuso. Non mi basta lo sdegno delle prime 48 ore, bisogna fare rapidamente i processi, chi è colpevole paghi fino all'ultimo centesimo e all'ultimo giorno perché non è possibile che in Italia non paghi nessuno. Ogni giorno chiederemo che si facciano velocemente i processi. Non sappiamo se quello che emerge dipinge dei tangentari all'amatriciana o dei mafiosi, lo dirà la magistratura ma noi non lasceremo la capitale in mano ai ladri".

MAFIA CAPITALE, la Procura: nessun riscontro di trasferimento di soldi all'estero di ALEMANNO


ROMA - "Non ci sono riscontri di trasferimenti di soldi da parte di Gianni Alemanno all'estero". Lo affermano fonti della Procura di Roma riguardo a intercettazioni di Luca Odevaine, arrestato nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale, nelle quali parla dell'ex sindaco circa "quattro viaggi in Argentina con valigie piene di contanti".

domenica 7 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, ecco cosa potrà decidere il prefetto di Roma


Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro
ROMA - "Per Roma potrebbero esserci tre ipotesi, dopo la valutazione delle carte dell'inchiesta: o un accesso agli atti, o lo scioglimento o una terza via che prevede di non intervenire essendo in corso l'attività giudiziaria". Così il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ricordando che prima deve riferire al ministro dell'Interno.

Boschi, non ci sono gli estremi per commissariare Roma - "E' giusto individuare le responsabilità ma attenzione a tirare in mezzo il Comune di Roma, per arrivare al commissariamento ci vogliono estremi di legge precisi e qui non ci sono estremi. Marino deve restare e governare bene". Così il ministro Maria Elena Boschi, ospite dell'Intervista di Maria Latella. "Bisogna fare processi presto senza sconti a nessuno ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio perché non tutti hanno rubato. E' giusto che escano nomi e cognomi e si individuano responsabilità specifiche ma il Pd è intervenuto subito, gli altri non mi pare che stiano facendo pulizia", aggiunge la Boschi.
Campidoglio: gli ispettori non sono qui - Gli ispettori del prefetto di Roma non sono arrivati in Campidoglio, secondo quanto si apprende. Il sindaco Ignazio Marino vedrà il prefetto Giuseppe Pecoraro martedì. L'arrivo degli ispettori prefettizi in Campidoglio era stato prospettato su alcuni quotidiani.

sabato 6 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, il sindaco Marino "ruota" tutti i dirigenti del Comune

ROMA - Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha disposto la rotazione dei dirigenti capitolini "a cominciare dagli incarichi apicali di tutte le strutture". "La straordinarietà degli eventi connessi alle indagini della Procura della Repubblica di Roma - spiega il sindaco Marino - coinvolgono anche le strutture amministrative dell'Ente, e le funzioni nevralgiche da loro assicurate. Ho dato quindi disposizioni per procedere ad un adeguato riordino, a cominciare dagli incarichi apicali".
   

MAFIA CAPITALE, coinvolti altri politici

ROMA - Lo scandalo dell'inchiesta Mafia Capitale si allarga a macchia d'olio. Coinvolgendo, almeno a quanto risulta dalle intercettazioni, altri politici e funzionari pubblici. Massimo Carminati e Salvatore Buzzi volevano avere a libro paga quante più persone influenti possibili. Pagavano presto e bene, pronti a ricambiare favori. Soldi per campagne elettorali, assunzioni a parenti, l'organizzazione criminale dell'ex Nar metteva in atto le proprie strategie.

Buzzi e Carminati s'infilano nelle maglie dei partiti trasversalmente, da destra a sinistra: l'importante è raggiungere quanti più politici possibile per fare affari. In alcune intercettazioni, viene fatto ad esempio il nome di Micaela Campana, esponente Pd "da comprare", attraverso il sovvenzionamento della campagna elettorale.

Il 5 maggio 2013, riporta il Corriere della Sera, Buzzi parla nel suo ufficio con Carminati e con altri soci. E dice: "Allora te sto a di, no...riguardo a Michela e Bubbico stanno allo stesso partito no? se glie dicessi... io domani siccome la devo vede’ prima de Gasbarra e siccome dovemo dagli pure 20 mila euro per sta cazzo de campagna elettorale "ce fai aprì sta cosa te damo 1 euro a persona per la campagna elettorale". E poco dopo aggiunge: "mò se me compro la Campana...".

Il nome della parlamentare, responsabile Welfare del Pd, era già emerso nei giorni scorsi per un sms di risposta a Buzzi - «un bacio grande capo» - che le aveva chiesto di presentare una interrogazione alla Camera. C'è anche un riferimento a Filippo Bubbico, sempre del Pd, che riguarda invece una ricerca di incontro con il viceministro dell’Interno. Il 5 maggio scorso parlano di un appuntamento "con il suo capo segreteria", ma «non c'è riscontro che sia avvenuto".

L’organizzazione ha contatti ovunque e cerca di elargire favori a questo o a quel politico, Starà ai magistrati accertare quanto di vero ci sia nei colloqui tra Carminati e Buzzi, che citano anche Veltroni, Gasbarra, Berlusconi, spesso solo per averli incontrati o come possibili obiettivi da raggiungere.

venerdì 5 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, la segretaria di Buzzi: ecco come preparavo le buste delle tangenti


L'arresto di Massimo Carminati
ROMA - Continuano intensamente le indagini dell'inchiesta Mafia Capitale. La prima a parlare e confessare è la segretaria di Salvatore Buzzi, responsabile di alcune coop che, per ottenere commesse di vario genere, teneva a libro paga numerosi politici romani. "Li pagavo io, preparavo le tangenti e le mettevo in buste di carta", dice Nadia Cerrito, 49 anni, che gestiva in prima persona il libro nero con i destinatari delle mazzette. "Buzzi mi portava i soldi in contanti, io facevo le buste ma non sapevo la destinazione: ci scrivevo solo B di Buzzi e lui la ritirava, ricorda la donna, secondo quanto riporta il Messaggero. "Le cifre non superavano mai i 15 mila euro; sapevo che era illegale ma non potevo rifiutarmi altrimenti mi licenziavano", dice ancora la Cerrito ai magistrati.

"Era tutta contabilità nera che mi dicevano di non registrare. L'agenda la tenevo sempre nella borsa, perché Buzzi mi diceva che riguardava pagamenti riservati e non volevo che altri lo vedessero", spiega. Per quanto riguarda gli incontri politici, afferma: "Tenete conto che l'azienda per la quale lavoro comprende cinque cooperative e ha 15mila dipendenti, molte persone non le conoscevo. Ricordo Franco Panzironi, (ex ad di Ama finito in carcere ndr) lui lo vedevo spesso. Alemanno non l'ho mai visto, ma so chi è, mentre ho sentito i nomi di Riccardo Mancini (ex ad di Eur spa ndr) e Claudio Turella (ex responsabile servizi giardini del Campidoglio ndr), Luca Gramazio (capogruppo del Pdl al Comune ndr) non lo conosco". Ma il gip Flavia Costantini le contesta un'intercettazione ambientale del 29 gennaio 2013, quando il ragioniere Paolo Di Ninno, faceva un resoconto della contabilità ufficiale e parallela delle cooperative a Buzzi e Carminati. Lei chiede ancora tempo.
Grasso: per sciogliere il Comune ci suole ben altro. "Il Comune di Roma è assolutamente al di fuori di queste tematiche, soltanto alcuni sono coinvolti. Per sciogliere un Comune ci vuole ben altro", commenta il presidente del Senato, Piero Grasso.  "Ci sono tutti i presupposti per l'aggregazione mafiosa", aggiunge Grasso. "Ormai - rileva - il fine di far profitto ad ogni costo ha superato qualsiasi rito tradizionale di iniziazione della mafia, come la famosa 'punciuta'". Per Grasso è  ragionevolmente possibile che le segreteria di partito non sapessero dei fatti della maxi-inchiesta romana "perché i collaboratori sono quelli che fanno il lavoro operativo". Tuttavia, osserva, "non bisogna meravigliarsi. La mia esperienza con la mafia siciliana mi insegna che per determinate operazioni è necessario coinvolgere tutti gli interessi per gestire gli affari sulla base di omertà, fedeltà e complicità". Il presidente del Senato cita Salvo Lima, l'esponente Dc ucciso dalla mafia che era solito dire "Non si cala la pasta se prima tutti i cucchiai non sono nella pentola". "Quando tutti gli interessi sono collegati - conclude Grasso - nessuno denuncia gli altri".
Salvini: a Roma potremmo presentare il nostro sindaco. "A Roma sì a un sindaco Leghista": lo ha detto Matteo Salvini a Telelombardia. "Con tutto quello che sta accadendo a Roma con lo scandalo mafia - ha detto Salvini all'emittente - se si dovesse andare presto al voto potremmo presentare un candidato sindaco leghista", ma "cittadino romano". "Ci stiamo lavorando", ha aggiunto.
Gentiloni: Pd romano deve fare pulizia, giusto commissariarlo. Il Pd romano deve fare pulizia, ed è stato giusto commissariarlo. Così il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, ex candidato alle primarie del Pd per il Campidoglio, che lo ha detto ad Agorà sui Rai Tre. Nonostante a suo avviso le accuse di corruzione siano soprattutto rivolte ad ambienti vicini all'ex sindaco di centrodestra Gianni Alemanno, Gentiloni ha detto che il Pd "deve fare pulizia in casa propria a prescindere" dalle accuse della magistratura e mantenendo il principio della presunzione di innocenza. Per questo, la decisione radicale di commissariare il Pd romano viene giudicata "la scelta giusta" dal ministro degli esteri, ex candidato alle primarie del Pd per il Campidoglio.

giovedì 4 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, il sindaco Marino dal presidente dell’Autorità anticorruzione Cantone

ROMA -Il sindaco di Roma Ignazio Marino si è recato in mattinata dal presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone. Un incontro molto probabilmente per discutere dell'inchiesta Mafia Capitale, che vede tra i 100 indagati anche l'ex primo cittadino Gianni Alemanno. Ad accompagnare Marino l'assessore al Bilancio Silvia Scozzese. Il M5s aveva chiesto lo scioglimento del Comune di Roma per mafia.
Un "libro nero" custodisce i segreti della contabilità di Salvatore Buzzi e dei rapporti che teneva con la politica per il clan della "mafia capitale": era custodito nell'abitazione di Nadia Cerrito, segretaria personale di Buzzi. Nel documento compaiono nomi e cognomi dei politici "stipendiati", delle persone da far assumere e degli imprenditori collusi.
La contabilità parallele di Buzzi prevedeva che ogni mese se ne andassero circa 27.500 euro in "stipendi". Come riporta il quotidiano "La Repubblica", ne beneficiavano in tanti: per esempio Franco Panzironi, ex A.d. di Ama, che riceveva 15mila euro mensili, più ne aveva incassati altri 120mila come compenso extra per aver fatto vincere a Buzzi un'asta. Panzironi aveva strappato nel suo "contratto" anche un extra: la rasatura gratuita del prato di casa.

Gli "stipendi" dei politici - A Luca Odevaine, ex segretario di Veltroni e funzionario della provincia, ogni mese andavano 5mila euro e 1.500 a Mario Schinà, ex dirigente del Comune che faceva da tramite tra Odevaine e Buzzi. Eugenio Patanè, consigliere regionale Pd, avrebbe preso 10mila euro per, secondo le intercettazioni pubblicate da "La Repubblica", "per carinerie" varie.

Fuori dalla Capitale, Buzzi & Co mettono a segno un colpo nel comune di Sant'Oreste, dove staccano per il funzionario Marco Placidi 10mila euro. Poi ci sono i 40mila euro che il consorzio di Buzzi elargisce alla fondazione di Alemanno (Nuova Italia), i 15mila per la raccolta fondi per la campagna elettorale e altri 30mila per la Fondazione Alcide De Gasperi, di cui Angelino Alfano è presidente.
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è detto "sconvolto" dalle notizie dell'inchiesta sulla mafia a Roma. "Certe vicende fanno rabbia, serve una riflessione profonda", ha aggiunto. Poi l'intervento a difesa del ministro Giuliano Poletti: "E' totalmente fuori, è un galantuomo, ne ho apprezzato lo straordinario rigore morale il suo valore civile e politico". Renzi ha quindi annunciato il commissariamento del Pd di Roma con Matteo Orfini. "Ho accolto proposta di Cosentino di un passo indietro e il commissariamento del Pd di Roma nella persona di Matteo Orfini", ha detto il premier.

 Il tornado giudiziario scatenato dall'inchiesta "Mafia Capitale" colpisce soprattutto i partiti. Gianni Alemanno, ex sindaco Pdl indagato per associazione mafiosa, si autosospende dagli incarichi in Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale "per evitare strumentalizzazioni", dice, "fino a quando la mia posizione non sarà pienamente e positivamente chiarita". La presidente della Camera Laura Boldrini esprime "totale sdegno" e chiede "chiarezza quanto prima".