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lunedì 26 gennaio 2015

CREMONA, il sindaco vieta il concerto di giovedì dei 99 Posse, dopo gli incidenti



CREMONA, 26 gennaio - Il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti negherà l'autorizzazione al concerto del gruppo '99 Posse' che si dovrebbe tenere giovedì al Centro sociale Dordoni. 'Porteremo la nostra grande preoccupazione al Comitato della sicurezza' ha spiegato il sindaco. 'Onore a chi lotta. Più bastoni, meno tastiere' aveva scritto ieri il gruppo su Facebook, commentando gli scontri avvenuti a Cremona. 'Veniamo giovedì - ha scritto oggi la band - e siamo certi di trovare una città rasa al suolo'.

SALERNO, il TAR rimette Vincenzo De Luca sulla poltrona di sindaco

SALERNO, 26 gennaio - Vincenzo De Luca, sospeso per effetto della legge Severino, torna sindaco di Salerno. Il Tar del capoluogo campano ha infatti accolto il ricorso, in cui il primo cittadino presentava istanza di sospensiva del provvedimento, emettendo un decreto monocratico. De Luca aveva chiesto anche di sollevare la questione di costituzionalità della stessa legge Severino. Il provvedimento di sospensiva è stato firmato dal presidente della sezione di Salerno del Tribunale amministrativo regionale amministrativo che ha accolto l'istanza presentata dall'avvocato Antonio Brancaccio, legale del primo cittadino di Salerno.
La questione verrà affrontata nel merito nel corso di una udienza collegiale che è stata fissata per il 19 febbraio. De Luca era stato sospeso, nei giorni scorsi, con un provvedimento del vice prefetto vicario della Prefettura di Salerno, in applicazione delle legge Severino, dopo la condanna a un anno (pena sospesa) emessa dal Tribunale di Salerno per abuso di ufficio.

Il provvedimento arriva pochissime ore dopo il deposito del ricorso contro il decreto prefettizio di sospensione, in applicazione della legge Severino, che a sua volta aveva battuto ogni primato di velocità: firmato ed eseguito appena due giorni dopo la sentenza giunta al termine del processo per l’incarico di project manager della realizzazione del termovalorizzatore di Cupa Siglia a un suo fedelissimo ex capo staff.

giovedì 22 gennaio 2015

SALERNO, il sindaco De Luca condannato a 1 anno per abuso d’ufficio

Vincenzo De Luca
SALERNO, 22 gennaio - Il Tribunale di Salerno ha condannato il sindaco della città Vincenzo De Luca, a un anno di reclusione per abuso d'ufficio per la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno. De Luca, candidato alle primarie Pd per la Regione Campania, è stato anche interdetto per un anno dai pubblici uffici. I giudici hanno concesso la sospensione della pena. Caduta l’accusa di peculato. Il processo riguardava la nomina di Alberto Di Lorenzo a project manager per il termovalorizzatore di Salerno da realizzarsi in localita' Cupa Siglia, che nel 2008 era nelle competenze di Vincenzo De Luca in quanto commissario e incaricato dal Governo.  

La sentenza è stata emessa dalla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno che ha riqualificato in abuso di ufficio anche l'accusa di peculato contestata a De Luca. Dopo la condanna, per il sindaco di Salerno dovrebbe scattare l'applicazione della legge Severino da parte della Prefettura di Salerno. La condanna a un anno di reclusione per abuso d'ufficio e l'interdizione dai pubblici uffici per il sindaco, non chiarisce, al momento, il quadro delle primarie del centrosinistra in Campania per la corsa alla candidatura per la presidenza della Regione ma, certo, aggiunge un elemento forte all'incertezza esistente all'interno del Partito democratico. "Io non ho nessuna intenzione di mollare nulla, da oggi comincia una grande battaglia di civiltà", scrive infatti il sindaco, affermando la sua intenzione di nonritirarsi dalla corsa per le primarie.

giovedì 8 gennaio 2015

CHIETI, 4 arresti per traffico illecito di rifiuti speciali, indagato il sindaco Di Primio

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio
CHIETI, 8 gennaio - Quattro misure cautelari, 18 avvisi di garanzia, sequestri per tre milioni di euro e per oltre 400mila metri cubi di materiale: sono i primi numeri di un'indagine della Direzione distrettuale antimafia di L'Aquila su un traffico illecito di rifiuti speciali e discarica abusiva, in cui risulta indagato anche il sindaco di Chieti Umberto Di Primio. Quattro imprenditori sono finiti ai domiciliari, mentre per un quinto è stata emessa una misura interdittiva che consiste nel divieto temporaneo di esercitare imprese. 
Coinvolto il sindaco di Chieti - Di Primio era da cinque anni alla guida della giunta di centrodestra della città abruzzese: ora risulta indagato per corruzione in un fascicolo stralcio dell'inchiesta, condotta dal Corpo forestale. Intanto, la squadra mobile di Pescara sta effettuando perquisizioni sia nel Comune di Chieti sia nell'abitazione privata del primo cittadino, coinvolto per la parte collegata al cosiddetto "Megalo 3", cioè un progetto di sviluppo del grande centro commerciale di Chieti Scalo. 
Nell'operazione, che è stata denominata "Terre d'oro", sono stati impegnati cento forestali, trenta pattuglie operative e un elicottero.

mercoledì 24 dicembre 2014

PADOVA, regalo di Natale del sindaco, via 112mila multe dell'autovelox

Massimo Bitonci
PADOVA - Regalo di Natale del sindaco leghista di Padova ai suoi cittadini: con un provvedimento ad hoc Massimo Bitonci ha cancellato 112.421 multe elevate, dal 3 novembre scorso, dagli otto autovelox collocati lungo le tangenziali cittadine (corso Australia, corso Boston e corso Kennedy). Non saranno date nuove multe fino al 31/12 ma Bitonci avverte: "Dal primo gennaio saremo inflessibili". Sarà anche stato lo spirito natalizio ma dietro la decisione del primo cittadino di Padova c'è anche la necessità di rivedere gli impianti. La "grazia" ai "piloti" della città veneta è stata resa possibile dal fatto che le sanzioni non sono ancora state verbalizzate e quindi nemmeno contabilizzati i milioni di euro che avrebbero portato in cassa.
E' stato calcolato, come indicano i quotidiani locali, che da quelle multe Padova avrebbe potuto incassare tra i sei e i sette milioni al mese. "Basta multe fino a fine anno - ha spiegato Bitonci - dagli autovelox in tangenziale. Ma dal prossimo anno faremo sul serio. Mi auguro che la lezione serva a qualcuno con il piede pesante sull'acceleratore".

venerdì 5 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, il sindaco Marino: non andrò più in bici


ROMA - "Sento ancora più forza e determinazione che qualche mese fa. La città non è marcia, ma ci sono alcune mele marce". Lo ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino rispondendo ai cronisti alla Stampa Estera, aggiungendo che deciderà "entro domenica se accettare una scorta o meno. Intanto mi asterrò dal girare in bici".

martedì 18 novembre 2014

MARINO: ho pagato le multe, anche se non dovevo. Il pubblico “Dimissioni”


ROMA - "Sul caso multe ci metto la faccia e le ho pagate (1021 euro) anche se non dovevo". Così sindaco di Roma Ignazio Marino in consiglio comunale relazionando sul caso multe. Il sindaco ha anche chiesto scusa per "la mia auto in divieto di sosta".
"Ho detto agli uffici, che pur mi comunicavano che non ero tenuto a farlo, che volevo pagare le multe. Mi sono state indicate le somme ed ho pagato", ha proseguito Marino che è stato applaudito quando ha detto "in questi giorni la mia Panda rossa è stata trattata manco fosse un cacciabombadiere". "In questa settimana di morbosa attenzione la mia auto è anche stata fotografata in divieto di sosta. Anche di questo mi assumo la responsabilità e chiedo scusa a romane e romani", ha spiegato.

"Dimissioni, dimissioni". Così il pubblico in aula Giulio Cesare aveva accolto l'ingresso del sindaco. "Te ne devi andare", urlano alcuni del pubblico mascherati da pagliacci. 

giovedì 2 ottobre 2014

NAPOLI: notificata a De Magistris la sospensione da sindaco



NAPOLI - Il presidente del Consiglio comunale, Raimondo Pasquino, ha notificato al sindaco Luigi de Magistris - come prevede la legge - il provvedimento di sospensione firmato ieri dal prefetto. De Magistris si è recato ad un appuntamento pubblico a Scampia, e poi terrà una conferenza stampa alle 13.

mercoledì 9 luglio 2014

Dieci anni per corruzione all’ex sindaco di New Orleans, eroe della resistenza all’uragano Katrina

L'ex sindaco di New Orleans Ray Nagin con la moglie
NEW ORLEANS - L'ex sindaco di New Orleans Ray Nagin è stato condannato a 10 anni di carcere per corruzione e riciclaggio di denaro: è il primo cittadino che aveva affrontato con coraggio la prova del disastro causato dall’uragano Katrina. Era stato dichiarato colpevole a febbraio per aver accettato centinaia di migliaia di dollari in tangenti da imprenditori. Il giudice distrettuale Helen Berrigan ha emesso oggi la sentenza di quantificazione della condanna. I  pubblici ministeri aveva spinto per una condanna a 20 anni.
I procuratori hanno affermato che le tangenti includono gli anni immediatamente successivi all’uragano Katrina che ha colpito la città nel 2005. Nagin, 58 anni, è stato sindaco 2002-10 e divenne il volto della città in tutto il mondo durante il disastro.
A partire dal giugno 2004, due anni dopo essere stato eletto, Nagin aveva accettato pagamenti, viaggi e altri compensi in cambio di contratti  e altri favori. In uno dei molti casi di alto profilo di corruzione nel caso, Nagin ha accettato più di 160.000 dollari in tangenti da un uomo d'affari locale Frank Fradella. In cambio, Nagin ha aiutato Fradella a incassare milioni di dollari in contratti dalla città sulla scia di Katrina, compresa la ricostruzione dell’aeroportoli e la riparazione dei marciapiedi.

I pubblici ministeri hanno sostenuto durante il processo che durante il tempo della sua carica, Nagin ha viaggiato con la famiglia alle Hawaii e in Giamaica con viaggi pagati da imprenditori locali, così come passaggi gratuiti su jet privato per Chicago, Las Vegas e New York City.

venerdì 13 giugno 2014

Venezia, il sindaco Orsoni si è dimesso. Glielo aveva chiesto anche il Pd

Orsoni annuncia le sue dimissioni da sindaco in una conferenza stampa
VENEZIA - Giorgio Orsoni si è dimesso da sindaco di Venezia. Ha comunicato la sua decisione in una conferenza stampa. Orsoni era tornato in libertà ieri mattina dopo una settimana ai domiciliari per finanziamento illecito nell'inchiesta sul Mose e il patteggiamento con il pm di una pena di 4 mesi. Il sindaco  prima di dare le dimissioni ha disposto la revoca delle deleghe a tutta la giunta comunale di Venezia. "Non è un atto contro i singoli amministratori, ma vuole significare che è venuto meno il rapporto con la politica".
Nei suoi confronti  "ci sono state reazioni opportunistiche ed ipocrite, anche da parte di elementi della giunta". Lo scrive lo stesso Orsoni, nel'atto con cui ha rassegnato le dimissioni. Le vicende dell'inchiesta Mose, aggiunge, "hanno fatto emergere la mia estraneità al mondo della politica a cui mi ero prestato con spirito di servizio. Dopo un chiarimento e dopo la disponibilità a rinnovare la mia carica, mi sono messo a disposizione nuovamente". Ma conclude: "Non sussistono le condizioni minime" per il mantenimento dell'incarico. 
Resterà ancora in carica per venti giorni, per il solo disbrigo delle questioni urgenti e obbligatorie. Avendo deciso anche di togliere tutti gli incarichi alla giunta comunale,  renderà conto direttamente al Consiglio comunale, anch'esso in carica per venti giorni. Trascorso il termine, subentrerà un commissario prefettizio.

 "Siamo umanamente dispiaciuti per la condizione in cui si trova Orsoni" ma "abbiamo maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perché prosegua nel suo mandato. Invitiamo Orsoni a riflettere sull'opportunità di offrire le dimissioni". Lo avevno poco prima affermato Debora Serracchiani, vice segretario Pd e Roger De Menech, segretario regionale Pd.

venerdì 6 giugno 2014

Scandalo Mose: 45 minuti di interrogatorio per il sindaco Orsoni. "Sono estraneo a tutto"

Giorgio Orsoni
VENEZIA - E' durato 45 minuti, davanti al gip Alberto Scaramuzza, l'interrogatorio di garanzia del sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, agli arresti domiciliari per finanziamento illecito ai partiti. Secondo l'ordinanza del gip, Orsoni è entrato nella vicenda dei cosiddetti fondi neri per il Mose per una dazione di 260mila euro ricevuti nel 2010 per la campagna elettorale dal consorzio Venezia Nuova. Secondo la Procura si tratta di denaro che il consorzio Venezia Nuova, all'epoca presieduto da Giovanni Mazzacurati, aveva accantonato per tangenti alla politica in modo da favorire le imprese che operavano nella salvaguardia di Venezia. Orsoni ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee. "Sono state una serie di dichiarazioni molto lucide - ha detto l'avvocato di fiducia, Daniele Grasso - con le quali si è dichiarato estraneo ai fatti".
E se anche la tangentopoli veneziana è venuta a galla solo ora, c'è chi assicura che già nel 2009 era chiaro che girassero mazzette. "Avevamo la sensazione che il Mose investisse interessi e soggetti a livelli molto alti" racconta in un'intervista alla Stampa Antonio Mezzera, giudice della Corte dei Conti,  che spiega come la relazione che evidenziava le criticità dell'opera veneziana, da lui istruita e redatta nel 2009, fu modificata e pubblicata in ritardo. La relazione, sottolinea il magistrato, evidenziava "mancanza di concorrenza, commistione tra magistrato delle Acque e Consorzio, controllori (i collaudatori delle opere) scelti e pagati dal controllato (il Consorzio)".
Da parte della politica, invece, arrivano condanne sul caso Mose. L' ex primo cittadino di Venezia, Paolo Costa, sentito sempre dalla Stampa, si limita a commentare che "queste cose sono oltre ogni mia immaginazione. Non ce la faccio a dire altro". Ma spiega che "ci vuole semplificazione normativa e bisogna essere veloci. Se per assegnare un appalto si impiegano dieci anni e cento delibere, la tentazione dell'imprenditore di corrompere per oliare le pratiche e quella del politico di farsi convincere e alla fine comperare diventa molto più forte".
Il governatore Luca Zaia, invece, si toglie qualche sassolino dalle scarpe, e si sfoga con Repubblica: "Se le accuse reggeranno, il quadro che ne esce è inquietante. Ancora di più pensando ai proclami e alle lezioni pubbliche che Galan dispensava a tutti noi. Dall'alto della sua prosopopea è da quattro anni che sui giornali e le televisioni pontifica su come si deve amministrare un territorio. Che noi della Lega siamo quattro cialtroni...".
Ancora a Repubblica parla il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, che pur "considerando gli scandali Expo e Mose due casi di eccezionale gravità", sottolinea come "non possiamo buttare via 4 miliardi già spesi", e bisogna tenere a mente lo "scopo del Mose: salvare Venezia. Non è più tempo di scaricare la responsabilità sugli altri per mettersi a posto la coscienza, qui il problema è assumersi le responsabilità".

lunedì 24 marzo 2014

Firenze, Nardella ha stravinto (83%) le primarie Pd per il sindaco

Dario Nardella, trionfatore delle primarie Pd a Firenze
FIRENZE - Dario Nardella ha vinto le primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco di Firenze con l'83% dei voti. Lo sfidante Iacopo Ghelli, area Civati, ha raggiunto il 9%; l'8% dei votanti ha scelto Alessandro Lo Presti, area ex Marino. In tutto si sono recate alle urne 11.500 persone. 

 "Abbiamo stravinto", ha detto ieri sera Nardella. Nardella ha poi detto che Renzi lo ha chiamato "e mi ha fatto i complimenti. Mi ha detto che questo risultato non se lo aspettava neanche lui, anche dal punto di vista della partecipazione"

mercoledì 22 gennaio 2014

Il sindaco dell'Aquila non si dimette più

L'AQUILA - Massimo Cialente ha ritirato le dimissioni da sindaco dell'Aquila. "Sono tornato. Un nuovo inizio, una nuova fase. Sono qui a difendere la città", ha affermato. Le dimissioni erano presentate lo scorso 11 gennaio a seguito dell'inchiesta della Procura dell'Aquila su presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione. E' la seconda volta che mi dimetto, questo è un nuovo inizio è una nuova fase, noi siamo onesti e tosti".

lunedì 13 gennaio 2014

E' Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia, il più amato dagli italiani

Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia
ROMA - Largo ai giovani in politica anche sul piano locale. Secondo il sondaggio Governance Poll 2013 condotto dalla società Ipr Marketing sul consenso di cui godono i sindaci dei comuni capoluogo e dei presidenti di Regione, è Alessandro Cattaneo di Pavia il primo cittadino più amato dagli italiani. Cattaneo, guadagna ben 11 punti rispetto al 2013 riportando in vetta un esponente del centrodestra.
Secondo il sindaco di Bari Michele Emiliano con il consenso del 66% dei baresi.Terzo Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno con il 65%, 7 punti in meno rispetto al sondaggio 2012.  62° Luigi de Magistris, con un crollo del 14,38% rispetto al giorno dell’elezione a sindaco di Napoli (65,38%) e dell’8% rispetto al precedente Governance Poll. Matteo Renzi (Firenze) guadagna tre punti rispetto alla graduatoria dello scorso anno e si piazza al 26/mo posto.
Sul podio, per i governatori, il toscano Enrico Rossi seguito dal veneto Luca Zaia. Terzo porto per il campano Stefano Caldoro, il cui gradimento è in crescita.

Il sondaggio Ipr Marketing-Il Sole 24 Ore rivela che diminuisce la fiducia complessiva verso primi cittadini e governatori. La classifica è condizionata più dal dissenso che dal consenso, infatti ben due sindaci su tre hanno fatto registrare una flessione del gradimento e, tranne rare eccezioni, per i pochi primi cittadini che vedono crescere le proprie performance si tratta di incrementi contenuti nell'ordine di qualche punto percentuale. Se in totale il 65% dei sindaci perde consenso, questa percentuale aumenta addirittura al 76% tra i Governatori, segno che la sfiducia è generalizzata.

mercoledì 1 gennaio 2014

New York: ha giurato davanti alla sua casa di Brooklyn il nuvo sindaco de Blasio

NEW YORK - Il giuramento di de Blasio davanti alla sua casa di Brookliyn
NEW YORK - Bill de Blasio, l primo democratico dopo più di due decenni ha prestato giuramento come nuovo sindaco di New York City davanti alla sua casa di Brooklyn  a pochi minuti dall'inizio del nuovo anno, in linea con la tradizione.
Una cerimonia di inaugurazione più importante è in programma in municipio, con l'ex presidente americano Bill Clinton che riceverà da de Blasio il giuramento.
De Blasio succede al miliardario Michael Bloomberg e ha promesso di governare con un programma liberale.
Era assieme alla moglie Chirlane McCray e ai due figli ed ha giurato davanti al procuratore di stato Eric Schneiderman.
"A tutti, questo è l'inizio di una strada che faremo insieme", ha detto dopo la brevissima cerimonia. De Blasio, 52 anni,  è il primo sindaco democratico di New York da David Dinkins, che divenne il primo leader nero della città nel 1993.
Ha lavorato come aiutante al signor Dinkins quando era sindaco e ha anche lavorato a stretto contatto con i Clinton, gestendo con successo la corsa di Hillary Clinton nel 2000 per il Senato degli Stati Uniti.

E 'stato eletto nel New York City Council nel 2001, rappresentando la sua area di Brooklyn, prima di diventare avvocato pubblico.

martedì 3 dicembre 2013

Arrrestata per contiguità con la ‘ndrangheta la “sindaco antimafia” di Isola Capo Rizzuto

Carolina Girasole, ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, arrestata
CROTONE - La Guardia di Finanza di Crotone ha eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, corruzione elettorale, turbativa d'asta e rivelazione di segreto d'ufficio. Tra loro anche l'ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, secondo l'accusa eletta nel 2008 con i voti della 'ndrangheta in cambio di favori. Tra i destinatari del provvedimenti anche il boss Nicola Arena e un poliziotto.
Carolina Girasole, che è stata posta agli arresti domiciliari, era stata eletta con una lista civica di centrosinistra ed è' rimasta in carica fino al 2013. Nel mese di maggio era stata candidata alla Camera con Lista civica, ma non era stata eletta.

Carolina Girasole era stata persino indicata come uno dei primi cittadini calabresi impegnati contro la 'ndrangheta e contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività dei Comuni. Il suo nome era stato accostato, in questo senso, a quelli di altre donne sindaco impegnate contro la 'ndrangheta. In particolare era stata accomunata ai primi cittadini di Monasterace e Rosarno, Maria Carmela Lanzetta ed Elisabetta Tripodi (la prima non è più in carica), insieme alle quali aveva partecipato a numerose manifestazioni antimafia. Ad una delle iniziative, tra l'altro, aveva preso parte anche l'ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, venuto in Calabria per esprimere solidarietà a Maria Carmela Lanzetta dopo un'intimidazione che aveva subito.

venerdì 15 novembre 2013

Il sindaco di Toronto respinge accuse sessuali di una ex dipendente coinvolgendo la moglie. Poi si scusa

TORONTO  - Il sindaco Ford si scusa per le sua affermazioni con accanto la moglie (molto imbarazzataI
TORONTO - Il turbolento sindaco di Toronto Rob Ford ha chiesto scusa per i commenti osceni fatti in diretta tv, ma nega di aver offerto il sesso orale a un’impiegata comunale.
Il politico canadese aveva usato quello che lui chiamava "linguaggio imperdonabile", in un discorso ai giornalisti, ma ha minacciato di intraprendere azioni legali contro gli ex dipendenti che hanno fatto affermazioni circa la sua asserita abitudine di bere e di drogarsi. Alcune denunce presentate alla polizia e rese note ieri sostengono che il sindaco aveva guidato ubriaco, aveva usato un linguaggio razzialmente offensivo, aveva minacciato il personale, frequentava una donna sospettata di essere una prostituta e aveva fatto una proposta sessuale a una dipendente. Ford ha detto ai giornalisti che le accuse erano "menzogne", anche se ha ammesso che avrebbe potuto guidato dopo aver assunto alcool. Ma i giornalisti sono rimasti senza fiato per il suo sfogo quando ha negato di aver chiesto sesso orale alla ex dipendente. Ford, padre dei due bambini. ha detto che era "felicemente sposato" e crudamente commentato che gli bastava il sesso orale a casa.
Più tardi il sindaco, affiancato dalla moglie Renata particolarmente imbarazzata, ha espresso rammarico per il linguaggio usato, giustificandosi con il fatto che era stata attaccata la sua integrità di padre e marito, inducendolo a "vedere rosso". "Ho agito d'impulso completo nelle mie osservazioni," ha detto. Ford ha anche annunciato che stava ottenendo l'aiuto di professionisti del settore sanitario.
Il sindaco indossava una maglia dei Toronto Argonauts quando ha fatto i commenti di natura sessuale. Il team Canadian Football League, ha detto in una dichiarazione: "Queste osservazioni, fatte indossando la maglia della nostra squadra, sono particolarmente deludenti."
L’assessore Karen Stintz più tardi ha detto che la città aveva sospeso tutte le gite scolastiche in municipio a tempo indeterminato, perché “non sicure”.
Nel frattempo Il consiglio comunale di Toronto ha votato a grande maggioranza il ritiro di alcuni dei suoi poteri. E 'l'ultimo tentativo del Consiglio di tenere a freno l'onorevole Ford.
La mozione di limitare il controllo diretto del signor Ford del budget di Toronto è stato approvato oggi con 39 sì e 3 voti contrari tra i quali quello dello stesso Ford e di suo fratello Doug. "Abbiamo bisogno di limitare il suo potere per il bene della città,'' ha detto ex alleato assessore Denzil Wong. "Ci sono pochissime persone che sono disposti a difenderlo dopo i suoi commenti volgari e la sua ammissione che non solo  prende i farmaci, ma che sembra beva e poi si metta al volante."

sabato 24 agosto 2013

San Diego: si è dimesso il sindaco “molestatore”


SAN DIEGO - Bob Filner, il sindaco dimissionario
SAN DIEGO (California) - Il sindaco di San Diego, Bob Filner, si dimette in seguito alle accuse di molestie sessuali. Il consiglio comunale all'unanimita' ha accettato le dimissioni, effettive dal 30 agosto, che mette fine allo stallo politico che si e' venuto a creare dopo che una decina di donne sono uscite allo scoperto e hanno dichiarato pubblicamente di essere state oggetto di avance non desiderate.

venerdì 12 luglio 2013

'Ndrangheta: arrestati il sindaco di Scalea (Cosenza) e altre 37 persone. Sequestrati 60 milioni

Pasquale Basile, sindaco arrestato
COSENZA -  I carabinieri di Cosenza hanno arrestato tra Calabria, Bari, Matera, Terni e Salerno 38 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa e sequestro di persona. Tra le persone finite in manette c'è anche Pasquale Basile, sindaco di Scalea, piccolo centro del Cosentino, e 5 assessori della sua giunta. Il primo cittadino è accusato di associazione mafiosa.
I reati contestati alle 38 persone arrestate vanno, a vario titolo, dalla detenzione e porto di armi, estorsione, rapina, corruzione, turbativa d'asta, turbata libertà del procedimento amministrativo, concussione e falso alla istigazione alla corruzione e minaccia, tutti aggravati dal metodo mafioso.
L'operazione ha colpito la cosca Valente-Stummo, attiva a Scalea e nei Comuni vicini, clan che, secondo gli investigatori, è subordinato ai Muto di Cetraro. Secondo l'accusa, nelle elezioni del marzo 2010 sarebbe riuscita a far eleggere propri candidati al Comune di Scalea i quali si sarebbero poi prodigati per concedere appalti a imprese legate alla cosca stessa. Tra gli arrestati figurano anche funzionari e tecnici del Comune di Scalea. 
I carabinieri hanno anche sequestrato beni per 60 milioni di euro che, secondo l'accusa, sono riconducibili ai vertici della cosca Valente-Stummo, ad amministratori locali, a imprenditori e a professionisti. I sequestrati sono stati eseguiti principalmente sul versante tirrenico cosentino ma anche in Umbria e Basilicata.
Complessivamente è stato eseguito il sequestro preventivo di 22 tra società e aziende; di 81 immobili situati anche a Matera, Perugia e Rocca di Cave (Roma); di depositi, ville, abitazioni, di numerosi negozi e di circa 50 ettari di terreno; di 33 automobili tra le quali Jaguar, Bmw, Mercedes ed auto d'epoca; di 78 rapporti bancari con saldi positivi per circa 2.695.685 euro; di due imbarcazioni e di 23 polizze assicurative. Per gli indagati per corruzione è stata applicata una recente normativa che consente la confisca: si tratta di una delle prime volte che viene utilizzata nei confronti di indagati per reati contro la pubblica amministrazione. 
Il blitz, denominato "Plinius", è il frutto di un'inchiesta avviata dai carabinieri nel luglio 2010. Oltre alle persone arrestate, sono coinvolte nell'inchiesta altre 21 persone denunciate in stato di libertà. La cosca, grazie anche alla disponibilità di armi comuni e da guerra, sarebbe riuscita ad ottenere l'assoggettamento e l'omertà dei cittadini riuscendo così a sfruttare le risorse economiche della zona.
L'indagine ha consentito di delineare l'asse economico-imprenditoriale dell'organizzazione nei settor icommerciale (con l'apertura di diversi supermercati, concessionarie di auto, agenzie di viaggi, parchi divertimento, attività commerciali e negozi di abbigliamento), immobiliare (con società finalizzate all'acquisizione di fabbricati, appartamenti e magazzini, anche attraverso aste fallimentari "pilotate"), agricolo (con la costituzione di cooperative e società agricole che, non depositando bilanci e non avendo assunto lavoratori dipendenti, hanno acquistato terreni per 50 ettari senza dichiararli al fisco), e turistico (con la gestione di lidi balneari come "L'angelica", l'"Aqua mar" e "Itaca", realizzati su terreni demaniali del comune di Scalea).


martedì 2 luglio 2013

Cardano al Campo (Varese): vigile sospeso spara a sindaco e vicesindaco. Gravi

Il sindaco di Cardano al Campo Laura Prati
Il vicesindaco Costantino Iammetti
CARDANO AL CAMPO - I soccorsi a Laura Prati (varesenews)
CARDANO AL CAMPO  (Varese) - Un agente della polizia locale sospeso dal servizio e' entrato nella sede del Comune di Cardano al Campo (Varese) e ha sparato alcuni colpi di pistola contro il sindaco, Laura Prati, che e' rimasta ferita gravemente. L'uomo, Giuseppe Pecoraro, è stato arrestato. Era armato di una pistola e un fucile e ha fatto fuoco.
Il sindaco è stata colpita all'addome e trasportata all'ospedale di Gallarate mentre il vicesindaco e assessore all'Urbanistica e ai Lavori Pubblici, Costantino Iametti, 76 anni, è stato raggiunto alla testa e trasportato in elicottero all'ospedale di Varese.
L'autore del gesto, residente a Busto Arsizio (Varese), da circa tre anni lavorava nell'ufficio tecnico occupandosi di ecologia. Era stato sospeso dal servizio a causa di una truffa avvenuta nel 2004 e nel 2005, ad opera di alcuni dipendenti che timbravano il cartellino al posto di altri colleghi che non risultavano al lavoro.  Per questo era stato trasferito a un impiego amministrativo. Secondo alcuni testimoni l'uomo è entrato armato di pistola nel municipio del paese e, dopo aver fatto allontanare i dipendenti, è entrato nell'ufficio dove si trovavano il sindaco e il suo vice e ha sparato alcuni colpi di pistola. Poi avrebbe affermato "Ho regolato i conti".
"Non mi risulta che l'uomo avesse problemi psichici - ha spiegato l'ex sindaco di Cardano al Campo, Mario Aspesi -  ma alcuni anni fa era successo che nel corso di una lite con un collega lo aveva minacciato con la pistola d'ordinanza".