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lunedì 2 marzo 2015

RAGUSA, la mamma di Loris cade in cella e sbatte la testa. E' in ospedale

RAGUSA, 2 marzo - Hanno dato esito negativo le due Tac alle quali è stata sottoposta Veronica Panarello, accusata di avere ucciso il figlio Loris Stival il 29 novembre dello scorso anno. Gli esami sono stati eseguiti nell'ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento, dove la donna è stata ricoverata ieri a seguito di una caduta nel carcere di Petrusa, dov'è detenuta per omicidio aggravato e occultamento di cadavere.
Il suo legale di fiducia, l'avvocato Francesco Villardita, e' stato fino alle due di questa mattina in ospedale.Veronica Panarello, riferisce il difensore, "è caduta sbattendo violentemente la testa nella notte tra sabato e domenica, per questo viene tenuta in osservazione, probabilmente oggi i medici decideranno se dimetterla e farla rientrare in carcere o tenerla ancora in osservazione. Le Tac hanno dato esito negativo. Chiede con insistenza di vedere il figlio piu' piccolo, Diego. Mi ha detto 'Se non lo vedrò ne moriro'', racconta Villardita.

lunedì 23 febbraio 2015

La mamma di Loris si stava lasciando morire di fame


RAGUSA, 23 febbraio - Veronica Panarello, la donna accusata dell'omicidio del figlio Loris Stival, si stava lasciando morire in carcere. A rivelarlo è il suo avvocato, Francesco Villardita, che intervenendo a "Mattino Cinque" ha spiegato come "ha avuto un crollo fisico perché non mangiava da cinque giorni, per cui le hanno dovuto mettere le flebo. Poi, grazie all'aiuto degli operatori penitenziari ha ripreso ad alimentarsi da sola".
Veronica Panarello sotto il profilo processuale è sempre più determinata ad andare avanti nel ribadire la sua innocenza - ha aggiunto il penalista - e a difendersi. Non teme alcunché: analisi dell'autovettura, analisi delle forbici, analisi della cintura. Non teme alcunché", ha ripetuto.
Loris, Veronica Panarello non ha mangiato per cinque giorni
„
Intanto il legale continua a battersi per arrivare alla scarcerazione di Veronica. "Per giustificare la misura cautelare il Tribunale ha formulato una serie di congetture non suscettibili di verifica empirica e non affidabili perché basate sull’equivalenza tra una sorta di mendacio ricavato da un ragionamento forzatamente colpevolista e i gravi indizi di colpevolezza". Lo scrive l’avvocato Francesco Villardita, nel ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale del riesame che ha confermato il carcere per Veronica Panarello. Nel ricorso, il legale sostiene che "manca la certezza della gravità indiziaria".“

giovedì 12 febbraio 2015

Neonata muore in ambulanza, la portavano a RAGUSA perché a CATANIA non c’era posto

CATANIA, 12 febbraio - Una neonata è morta in ambulanza mentre veniva trasferita a Ragusa in quanto all'ospedale di Catania non c'erano posti disponibili. La piccola, nata in una clinica privata catanese, ha avuto problemi respiratori, ma è morta prima di poter essere ricoverata. La Procura di Ragusa ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e sulla disponibilità di strutture cliniche non adeguate a Catania.
La neonata sarebbe entrata in crisi respiratoria dopo il parto, avvenuto regolarmente nella clinica privata "Casa di cura Gibiino" di Catania. Nella sala erano presenti, tra gli altri, il ginecologo di fiducia della donna, un anestesista, un rianimatore e un neonatologo. 
I medici si sono accorti subito della gravità del quadro clinico della piccola e hanno contattato le Unità di trattamento intensivo neonatale di Catania per trasferire d'urgenza la neonata; tutte però erano piene, senza disponibilità di posti. E' stato così contattato il 118 che ha cercato e trovato una Utin disponibile all'ospedale Paternò-Arezzo di Ragusa. 
La clinica ha quindi provveduto, con un'ambulanza privata, al trasporto della neonata a Ragusa, con al seguito i medici specialisti della struttura privata. Durante il tragitto, quando l'ambulanza era già in territorio della provincia di Ragusa, la piccola ha avuto una violenta crisi: i medici a bordo dell'ambulanza hanno tentato di rianimarla, ma la neonata è morta.

I medici presenti sull'ambulanza sono stati sentiti dalla polizia come persone informate sui fatti; il magistrato deciderà in seguito se disporre l'autopsia. Intanto a Catania, dopo la denuncia di familiari della piccola deceduta ai carabinieri, la Procura ha aperto un'altra inchiesta disponendo il sequestro della cartella clinica nella casa di cura.

lunedì 12 gennaio 2015

COMISO (Ragusa), due morti e 4 all’ospedale in una casa di riposo. Tossicosi alimentare?


COMISO, 12 gennaio - Un 46enne e una 52enne sono morti in una casa di riposo di Pedalino, frazione di Comiso, nel Ragusano, che ospita anche malati con problemi psichici. Nella stessa struttura altre quattro persone sono state ricoverate all'ospedale Guzzardi di Vittoria. Una delle ipotesi al vaglio della polizia di Stato, che indaga sul caso, è la tossicosi alimentare. La Procura di Ragusa ha aperto un'inchiesta contro ignoti per duplice omicidio colposo e lesioni personali. I due decessi sono avvenuti a diversa distanza di ore l'uno dall'altro. I quattro feriti non sarebbero in pericolo di vita. Erano tutti ricoverati, assieme ad altre 5 persone, al primo piano delle clinica. 
Sul posto agenti del commissariato di Vittoria e della squadra mobile della Questura. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Francesco Puleio che hanno disposto il sequestro di cartelle cliniche e del cibo somministrato.

Pare che il 47enne, originario di Ragusa e molto noto a Pedalino, sia deceduto per arresto cardiaco. Anche il cuore della donna ha cessato di battere nel pomeriggio dopo un malore fatale durante la corsa in ospedale a bordo dell´ambulanza del 118. Pare che la donna sia morta a causa di una pancreatite. Al "Guzzardi", come accennato, sono ricoverate altre quattro persone ospiti della struttura, forse a causa di una colecistite. I responsabili assicurano che le condizioni igienico sanitarie della casa di cura sono ottimali, ma saranno gli esiti dei controlli del personale specializzato dell´Asp 7 a sgomberare il campo da ogni dubbio.

domenica 14 dicembre 2014

VITTORIA (Ragusa), uomo ucciso a colpi di pistola

VITTORIA (Ragusa) - Un uomo è stato ucciso con colpi di pistola a Vittoria, nel Ragusano. La vittima è stata colpita mentre si trovava in una zona centrale del paese, all'incrocio tra la vie Roma e Cavour. Testimoni hanno visto due uomini fuggire dopo la sparatoria, e non si esclude che siano gli assassini. Sul posto per le indagini sono presenti i carabinieri.

martedì 9 dicembre 2014

RAGUSA, in carcere Veronica grida: non ho ucciso io LORIS, era il mio bambino


Veronica Panarello
RAGUSA - Non l'ho ucciso io, lui era il mio bambino": così Veronica Panarello, la madre di Loris Stival, si è difesa davanti ai magistrati della Procura di Ragusa dall'accusa di aver ucciso il figlio di otto anni. La donna ha ricostruito parte della sua vita e respinto tutte le contestazioni fattele dai pm. Sarà sentita nuovamente oggi alle 10:30.
Omicidio volontario, aggravato dal legame di parentela, e occultamento di cadavere: dopo 6 ore di interrogatorio la procura di Ragusa ha emesso il provvedimento di fermo. La mamma del piccolo Loris sarebbe stata dunque lei, secondo magistrati e investigatori di polizia e carabinieri, ad uccidere con una fascetta da elettricista stretta attorno al collo il figlio di 8 anni la mattina di sabato 29 novembre. E sarebbe stata sempre lei a gettare il corpicino nel canalone in contrada Mulino Vecchio, a meno di due chilometri di distanza dal centro di Santa Croce Camerina. Veronica avrebbe fatto quindi tutto da sola:nessun complice, nessun aiuto. Dopo nove giorni d'indagini serrate è arrivata la svolta.
Per ora, però, Veronica non ha ammesso alcun ruolo nell'omicidio del figlio. Ha continuato a ribadire di essere uscita di casa e di aver portato il figlio a scuola. Dura, granitica, senza una sbavatura. "Questi sono omicidi che non si confessano" dice uno di quelli che ha partecipato all'interrogatorio. "La signora - ha sottolineato il suo avvocato Francesco Villardita al termine dell'interrogatorio - è indagata ma non è colpevole". 

lunedì 8 dicembre 2014

La mamma di LORIS portata un Questura a RAGUSA da un'auto della polizia


L'auto della polizia con a bordo la mamma di Loris
RAGUSA - La mamma di Loris Stival, Veronica Panarello, è uscita alle 17.20 dalla sua abitazione con polizia e carabinieri. La donna è salita con il marito su un'auto civetta della polizia. L'auto della polizia a bordo della quale si trova la mamma di Loris - secondo quanto apprende l'ANSA - è diretta negli uffici della procura di Ragusa. 
La donna in procura sarà sentita dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota. "Nulla di nuovo rispetto a prima: la mia assistita è sentita come persona informata sui fatti. E lo ribadisco non è indagata, meno che mai fermata o arrestata". Lo afferma l'avvocato Francesco Villardita, legale della famiglia Stival. Negli scorsi giorni la madre di Loris era già stata sentita «come persona informata dei fatti» . Presenti, tra gli altri, il capo della Squadra mobile Nino Ciavola e il comandante del Reparto investigativo dell’Arma di Ragusa, capitano Domenico Spadaro. Un elicottero sorvolava l’abitazione degli Stival prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. La sensazione è che gli inquirenti vogliano far salire il livello di pressione intorno alla famiglia. «È sempre stata una mamma perfetta, affettuosa e attenta», hanno commentato i vicini di casa all’arrivo delle forze dell’ordine. «È un doppio dramma - commenta un’altra signora con il marito - per il bambino e anche per lei, noi siamo convinti che lei non c’entri alcunché».  

venerdì 5 dicembre 2014

UN "buco" di 15 minuti nel racconto della mamma di Loris. Non è mai andata quella mattina a scuola con l'auto


Veronica Panarello, la mamma di Loris
RAGUSA - Sembra stringersi il cerchio intorno alla madre del piccolo Loris Ci sarebbe un buco di 15 minuti nel racconto che Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris, ha fatto ad investigatori ed inquirenti su quel che accadde la mattina di sabato 29 novembre, il giorno in cui è scomparso il bimbo poi trovato morto nel fosso a Molino Vecchio. La Polo nera di Veronica Panarello non ha mai raggiunto quella mattina la scuola frequentata dal piccolo, come invece ha raccontato la donna. Le telecamere nei pressi della scuola, infatti, non registrano mai un'immagine della vettura nell'orario indicato dalla madre del bambino.
E poi c'è un altro giallo: sarebbero compatibili con quella utilizzata per strangolare Loris le fascette di plastica che la mamma del bambino ha consegnato nel pomeriggio di lunedì scorso, assieme ad altro materiale scolastico che apparteneva al piccolo, alle sue due maestre. Per avere un riscontro definitivo occorreranno giorni.  "Secondo quanto mi hanno raccontato le maestre, la mamma di Loris quando sono andate a trovarla per farle le condoglianze ha consegnato loro delle fascette per farle vedere" perché avrebbero fatto parte di un lavoro non concluso a scuola. Lo afferma la preside della Falcone-Borsellino di Santa Croce Camerina, Giovanna Campo, su ricostruzioni di stampa, "escludendo che a scuola siano state chieste fascette: sono oggetti pericolosi" e "nessuno ne ha portate in aula, se non di nascosto". 
"Il papà di Loris, su pressioni della mamma, ci ha dato una confezione, aperta, di fascette di plastica bianche, sostenendo che sarebbero dovute servire al bambino nei lavori in classe proprio il giorno in cui era scomparso". Lo ha ricordato la maestra Teresa Iacona, confermando così la ricostruzione fornita dalla dirigente della scuola. "Noi ci siamo molto sorprese, meravigliate, non avevamo mai chiesto una cosa del genere, per questo abbiamo deciso di informare gli investigatori". Tracce organiche, ora sottoposte a esame genetico, sarebbero state individuate sulle forbicine trovate nell'abitazione di Loris Stival, sequestrate dagli investigatori. Secondo quanto si apprende, il campione genetico sarebbe stato isolato con il luminol dagli esperti, che stanno ora eseguendo gli esami per stabilire a chi appartenga quella traccia. 

mercoledì 3 dicembre 2014

RAGUSA, ascoltata la mamma di Loris in Questura, del bimbo nessuna traccia dalle telecamere, intervengono i ROS


La mamma di Loris dopo la scoperta del corpo
RAGUSA - Ufficiali e marescialli del Ros, di un gruppo specializzato su crimini violenti, sono arrivati a Ragusa per dare un contributo alla task force che lavora sull'omicidio del piccolo Loris Stival, il bambino di 8 anni ucciso quattro giorni fa a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Sono gli stessi carabinieri che si sono occupati di crimini come il caso di Yara Gambirasio, l'attentato alla scuola di Brindisi, l'omicidio dei coniugi Burgato di Lignano Sabbiadoro e di Roberta Ragusa.   E' stata un'altra notte di indagini a tutto campo per polizia e carabinieri. In particolare l'attenzione degli investigatori è focalizzata sulle immagini delle telecamere che avrebbero ripreso la mamma di Loris nelle strade di Santa Croce la mattina del 29 novembre scorso. La ricostruzione è ritenuta "fondamentale" per il prosieguo delle indagini. Si infittisce quindi il mistero: Loris infatti non appare in nessuna delle immagini registrate dalle telecamere di Santa Croce Camerina finora visionate dagli investigatori e nelle quali, invece, si vede l'auto della madre con cui il piccolo sarebbe stato portato a scuola. Saranno necessari approfondimenti, sia perché le immagini non sono così nitide da poter dare certezze sia perché non è stata completata la visione dei video a disposizione.  La mamma del bambino è stata ascoltata in questura come persona informata sui fatti. Gli investigatori hanno cercato di chiarire alcuni aspetti del racconto fatto dalla donna dopo il ritrovamento del corpo. 

lunedì 1 dicembre 2014

Nessun segno di violenza su LORIS. Il padre saprebbe chi è l'assassino


RAGUSA -Al momento risulta infondata la presenza di segni di violenza a scopo sessuale" sul corpo del piccolo Loris. E' quanto scritto in un comunicato diffuso dal procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia. Secondo l'autopsia eseguita dal medico legale Giuseppe Iuvara, il bambino sarebbe morto per "asfissia da strangolamento con precipitazione". Le cause della morte di Loris Stival sono state accertate dall'autopsia eseguita dal dottor Giuseppe Iuvara e confermate dal procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia. Secondo questa ricostruzione il bambino sarebbe stato strangolato e lanciato da un'altezza di circa 3,4 metri. "La procura - ha detto il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia - indaga per sequestro di persona e omicidio, ma al momento non vi sono persone iscritte nel registro degli indagati. Indaghiamo a 360 gradi, non trascuriamo nessuna ipotesi, ma ci sono delle piste privilegiate. Dopo l'autopsia continuano gli accertamenti medico legali da parte di una equipe che deve sviluppare i dati che sono stati finora acquisiti". Il piccolo Loris Stival, ha detto il procuratore di Ragusa, è morto nella zona dove è stato rinvenuto il corpo e non altrove. "La precipitazione seguita allo strangolamento è avvenuta all'interno del canale di scolo delle acque in cui è stato rinvenuto" il corpo del bambino.
Davide Stival, il padre del piccolo Andrea Loris, saprebbe chi ha ucciso il figlio. L´uomo nutre precisi sospetti che gli inquirenti stanno verificando e ha manifestato la volontà di vendicarsi del presunto assassino del figlio di cui conoscerebbe l'identità. Tutto è al vaglio degli inquirenti. Si fa strada, oltre alla pista sulla pedofilia, anche quella della ritorsione ai danni del padre, per motivi tutti da chiarire. In sostanza per farla pagare al padre per un presunto sgarro commesso, qualcuno se l´è presa col bambino, uccidendolo. Questa sarebbe la svolta nel giallo, stando almeno ai sospetti del padre della piccola vittima, che avrebbe urlato: "Perchè prendersela con mio figlio invece che con me? Lo ammazzerò con le mie stesse mani".
Intanto, in una nota il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha disposto che per domani, alle 12, in tutti gli uffici regionali, venga osservato un minuto di silenzio in memoria del piccolo Andrea. "E' un momento di grave lutto per tutti, che ha sconvolto la comunità di Santa Croce Camerina - dice Crocetta -. Quello di domani è un gesto per manifestare la solidarietà di tutti alla famiglia del piccolo Andrea e alla città intera".

Questa mattina, davanti all'istituto scolastico 'Falcone-Borsellino', che era frequentato da Andrea, regnava la paura tra genitori e bambini. "Abbiamo paura, abbiamo saputo che Loris è morto, anzi che è stato ucciso e c'è chi parla di violenza sessuale. Oggi non vorremmo entrare a scuola", hanno detto alcuni alunni. Uno di loro, che frequenta la scuola media, avanza una proposta per la sicurezza: "Ci vogliono più telecamere e un centro di controllo, maggiore vigilanza".

"Le forze dell'ordine mi hanno detto che al momento non esistono certezze, ma ho chiesto loro di dirmi quale è il pericolo che possono correre i bambini", ha affermato la preside della scuola, Giovanna Campo, davanti al cancello dell'istituto vietando l'ingresso a telecamere e giornalisti. "La nostra priorità in questo momento - ha aggiunto - è accogliere i bambini e spiegare loro, se ci riusciremo, cosa devono fare. Non siamo preparati a questo tipo di evento assurdo e per questo in classe ci saranno anche gli psicologi della Sezione minorenni della Polizia". Sull'ipotesi che ci possa essere un orco in Paese la direttrice preferisce non commentare: "Aspettiamo gli esiti finali delle indagini, abbiamo piena fiducia in polizia e carabinieri, ma al momento non c'è nulla di definitivo".

VIOLENTATO, STRANGOLATO E BUTTATO NEL CANALE: ecco la orribile fine del piccolo Loris nel Ragusano



RAGUSA - Il piccolo Loris Stival avrebbe subito violenza sessuale. E' quanto emergerebbe dai primi risultati dell'autopsia eseguita dal medico legale Giuseppe Iuvara sul corpo del bimbo di otto anni, trovato morto due giorni fa a Santa Croce Camerina. Il bambino sarebbe morto per "asfissia da strangolamento con precipitazione" Secondo questa ricostruzione il bambino sarebbe stato strangolato e lanciato da un'altezza di circa 3,4 metri in un canale di cemento. 
In mattinata indiscrezioni sull'autopsia, conclusa questa mattina, ipotizzavano che il piccolo avesse gia' subito in passato abusi sessuali. Ciò che emerge quindi è che Andrea Loris è stato ucciso, ma non ci sarebbero le prove, per ora, per confermare la violenza sessuale: gli edsami però sono tuttora in corso e purtroppo la conferma appare probabile.  Al momento l'indagine è contro ignoti ma in realtà il Procuratore capo Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota stanno lavorando a tempo pieno al caso e non starebbero per nulla brancolando nel buio. I dati finali dell'autopsia ufficialmente non sono ancora arrivati: il medico legale concluderà l'esame solo in giornata.
Intanto continuano le ricerche sullo zainetto del bambino, un 'ovetto' di colore blu, con la scritta "Toy Story". Ieri sera la polizia di Ragusa ha sequestrato l'auto del cacciatore che ha trovato il corpo del bambino, Orazio Fidone. Un sequestro dovuto al fatto, chiariscono fonti investigative, "che l'auto del cacciatore era in zona e tutta l'area del ritrovamento e' sotto sequestro". Domenica il cacciatore è stato sentito dagli inquirenti. Orazio Fidone ha spiegato di essere andato in questura, a Ragusa, "per collaborare alle indagini" e dopo essere stato sentito per quattro ore come persona informata sui fatti ha dichiarato di essere "sereno, ho chiarito tutto e non sono indagato".

domenica 30 novembre 2014

IL BIMBO trovato morto nel Ragusano: la Procura apre un fascicolo per omicidio volontario. Il mistero dello zainetto scomparso


RAGUSA - La procura di Ragusa ha aperto un fascicolo per omicidio volontario, contro ignoti, nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Loris Stival, il bambino di 8 anni trovato senza vita ieri a Santa Croce Camerina. Il fascicolo, hanno sottolineato dai magistrati, è stato stato aperto "a titolo precauzionale" in attesa degli esiti definitivi dell'autopsia. L'esame sul corpo, eseguito oggi, non è stato idoneo a determinare le cause della morte: saranno necessari altri accertamenti.
La morte comunque risalirebbe a diverse ore prima del ritrovamento del piccolo. Quando il personale del 118 è arrivato sul posto, a quanto si è appreso, il corpo presentava un rigor mortis avanzato. Ciò fa presupporre che il decesso possa essere avvenuto in tarda mattinata. Secondo indiscrezioni, il piccolo avrebbe fatto un volo di circa 3 metri in un canalone in cemento. 
Gli investigatori che indagano sulla morte del bimbo lanciano un appello ai cittadini di Santa Croce Camerina: aiutateci a trovare il suo zainetto, è un "ovetto" di colore blu con le cinghie gialle. Chiunque lo dovesse rinvenire dovrebbe chiamare subito polizia o carabinieri senza toccarlo. Il piccolo lo aveva al momento di entrare a scuola, dove sabato mattina non è mai arrivato.
   

RAGUSA, oggi l’autopsia sul bimbo trovato morto in un canalone. Incidente o omicidio?


Il luogo della tragedia
RAGUSA - Incidente o omicidio. E tutte le ipotesi che possono rientrarvi direttamente o indirettamente, dalla tragedia a quella più atroce della pedofilia. Non escludono alcuna tesi dalla Procura di Ragusa sulla morte del bambino di otto anni, Andrea Loris Stival, il cui corpo è stato trovato in un canalone in cemento, profondo due metri e mezzo, che costeggia un vecchio mulino abbandonato di Santa Croce di Camerina. Il bimbo avrebbe un ematoma al volto.
Al vaglio degli inquirenti ragusani è la testimonianza di una donna che, secondo indiscrezioni, avrebbe riferito di aver visto il piccolo Andrea Loris Stival alle 9,10 di ieri. Il bambino corrisponderebbe, secondo la descrizione della donna, ai vestiti con i quali e' stato ritrovato senza vita. Già a quell'ora Andrea - sempre secondo la testimonianza - non aveva lo zainetto ed era poco lontano dalla scuola che frequentava. La testimone sarebbe l'ultima ad aver visto il piccolo prima della definitiva scomparsa.
Intanto Carabinieri e la Polizia di Ragusa stanno interrogando il padre del piccolo Andrea Loris Stival. L'uomo e' arrivato a Ragusa soltanto nella tarda serata di ieri perche', a causa del suo lavoro di autotrasportatore, ha appreso la notizia della morte del figlio mentre si trovava fuori Sicilia.
"Al momento, non può essere escluso alcun tipo di ipotesi" affermano carabinieri e polizia di Stato, confermando che oggi, per chiarire la causa del decesso, sarà "disposta l'autopsia sul corpo del bambino, così come richiesto dalla Procura di Ragusa".
Non era entrato a scuola, il piccolo, nonostante la madre, una casalinga di 25 anni, con un altro figlio piccolo, lo avesse accompagnato e lasciato a 10-20 metri dall'ingresso. E' stata la donna a lanciare l'allarme quando, quattro ore dopo, alle 12.30 è andato a riprenderlo. E' in quel 'buco' di tempo che si concentrano le indagini. I bidelli, le maestre e i compagni di classe della terza elementare non lo avevano visto entrare. Dopo una decina di minuti la mamma è andata dai carabinieri per denunciarne la scomparsa. Il padre, 30 anni, lavora come autotrasportatore, e per non farlo preoccupare, è stato informato alcune ore dopo, nella speranza di non farlo allarmare e di trovare il ragazzino, come alcune altre poche volte era accaduto.

sabato 29 novembre 2014

TROVATO MORTO il bimbo scomparso da Santa Croce di Camerina (Ragusa)


SCOGLITTI (Ragusa) - E' stato trovato morto, in un mulino abbandonato, a Scoglitti, il bambino di 8 anni scomparso stamane a Santa Croce di Camerina (RG).  La madre lo aveva lasciato davanti alla scuola, ma non era entrato. Le due località del Ragusano distano 3-4 chilometri. L'allarme era  stato dato dalla stessa madre all'ora di uscita dalla scuola alle ore 12:45. l bambino non era entrato in classe: i suoi compagni e la bidella non ricordano di averlo visto. Suo padre, un autotrasportatore che lavora al Nord Italia, era stato avvertito dalla moglie della scomparsa. Carabinieri del comando provinciale di Ragusa avevano avviato le ricerche anche con gruppi cinefili, fino alla tragica scoperta.
A trovare il corpo senza vita del bambino, in una zona poco frequentata e battuta principalmente dai cacciatori, è stato un passante, che ha subito allertato i carabinieri. Resta ancora da chiarire la dinamica dell'accaduto.

mercoledì 19 febbraio 2014

Bisignani e un generale dei CC arrestati per appalti a Palazzo Chigi


Luigi Bisignani
ROMA - L'uomo d'affari Luigi Bisignani e il generale dei carabinieri, Antonio Ragusa, sono finiti agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma su presunte irregolarità legate all'affidamento di appalti per Palazzo Chigi. Bisignani è accusato di frode fiscale, mentre a Ragusa sono contestati la corruzione e la turbativa d'asta. Ragusa, nel 2010, era capo del Dipartimento della Risorse strumentali. I provvedimenti sono stati eseguiti dagli uomini del nucleo della Polizia tributaria della Guardia di Finanza e dai carabinieri del Ros. A chiedere ed ottenere le misure il pm Paolo Ielo.

mercoledì 1 gennaio 2014

Ragusa, scossa di magnitudo 2,9 nelle prime ore dell’anno



RAGUSA - Un terremoto di magnitudo 2.9 è avvenuto alle 02.59 di oggi in provincia di Ragusa ed è stato localizzato dalla rete sismica nazionale dell’INGV nel distretto sismico del golfo di Noto e Capo Passero. La scossa è stata avvertita (tra un botto e l’altro), ma non ci sono danni.

sabato 19 ottobre 2013

Ragusa: ammazzato un uomo con un colpo di pistola alla nuca, Preso l'amico killer

RAGUSA - Omicidio nella notte a Ragusa: un 66enne, Salvatore Di Grandi è stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca mentre era alla guida di un'auto. A sparare sarebbe stato un amico della vittima che si sarebbe "vendicato" per una lite scoppiata in passato per futili motivi. La squadra mobile della Questura ha già individuato il killer, che è stato fermato, assieme a un altro uomo, quello che era seduto in auto accanto a Di Grandi, la cui posizione è al vaglio della Procura.

lunedì 7 ottobre 2013

Duecento migranti sbarcano a Ragusa


RAGUSA - Non si fermano gli sbarchi in Sicilia. All'alba di oggi hanno attraccato al porto di Pozzallo di Ragusa una nave francese con a bordo 29 siriani, e un mercantile africano con 171 migranti che avevano soccorso in mare due barconi in difficoltà. Sul mercantile c'erano anche 45 minorenni e 28 donne. Gli immigrati sono stati condotti nel centro di accoglienza di Pozzallo, che ospita 380 persone.

martedì 1 ottobre 2013

Presi 7 scafisti (siriani) del tragico naufragio di Sicli (13 morti)


SICLI (Ragusa) - Sette siriani sono stati fermati dopo il tragico naufragio costato la vita a 13 immigrati sulle coste di Scicli, nel Ragusano. Sarebbero i componenti dell'equipaggio del peschereccio a bordo del quale si trovavano i 160 extracomunitari. Tra i fermati non ci sono i due uomini che erano stati bloccati dopo lo sbarco e che non erano stati riconosciuti dai profughi. Ai fermati è stato contestato il reato di morte a seguito dell'evento criminoso.

lunedì 30 settembre 2013

Sicli (Sicilia): arriva barcone di migranti, gli scafisti li buttano in acqua, 13 affogano sulla spiaggia che è il set dei telefilm di Montalbano

SICLI - La spiaggia di Sampieri e i ruderi della vecchia fornace, set di un episodio del "Commissario Montalbano"
RAGUSA - Sul lido di Sampieri a Sicli, in Sicilia, arriva alle 10 di questa mattina un barcone di disperati di origine africana: gli scafisti li buttano in acqua a diversi metri dalla riva, 13 sono morti perché incapaci di nuotare o trascinati sotto dalla corrente. L'approdo dei migranti era stato segnalato dai turisti che si trovavano sulla spiaggia. Secondo quanto ricostruito sarebbero circa 250 i profughi sbarcati. Subito dopo aver preso terra, gli immigrati si sono dispersi nella zona dove sono accorse le forze dell'ordine che hanno avviato ricerche. Fermate due persone sospettate di essere "scafisti".
Sulla spiaggia di Sampieri e tra i ruderi della vecchia fornace Pisciotto, sono stati ambientati alcuni episodi del commissario Montalbano (a pochi chilometri di distanza, davanti al faro di Punta Secca, si trova invece la villa sul mare del commissario).  
E proprio qui, nella contrada che viene soprannominata "a mannara" (l'ovile), sovrastata dai ruderi della fornace, si è arenato il barcone, nella stessa zona dove il 18 novembre 2005 morirono altri 25 migranti in un tragico sbarco.  E' un peschereccio non cabinato di otto metri - una vecchia "carretta del mare" - il barcone che trasportava i circa 200 migranti e che si e' arenato a pochi metri dalla costa.
La Guardia Costiera sta ancora perlustrando il tratto di mare vicino a Scicli, nell'ipotesi che altre persone abbiano perso la vita. Finora le ricerche hanno dato esito negativo.