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lunedì 8 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, la Procura: nessun riscontro di trasferimento di soldi all'estero di ALEMANNO


ROMA - "Non ci sono riscontri di trasferimenti di soldi da parte di Gianni Alemanno all'estero". Lo affermano fonti della Procura di Roma riguardo a intercettazioni di Luca Odevaine, arrestato nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale, nelle quali parla dell'ex sindaco circa "quattro viaggi in Argentina con valigie piene di contanti".

giovedì 4 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, il sindaco Marino dal presidente dell’Autorità anticorruzione Cantone

ROMA -Il sindaco di Roma Ignazio Marino si è recato in mattinata dal presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone. Un incontro molto probabilmente per discutere dell'inchiesta Mafia Capitale, che vede tra i 100 indagati anche l'ex primo cittadino Gianni Alemanno. Ad accompagnare Marino l'assessore al Bilancio Silvia Scozzese. Il M5s aveva chiesto lo scioglimento del Comune di Roma per mafia.
Un "libro nero" custodisce i segreti della contabilità di Salvatore Buzzi e dei rapporti che teneva con la politica per il clan della "mafia capitale": era custodito nell'abitazione di Nadia Cerrito, segretaria personale di Buzzi. Nel documento compaiono nomi e cognomi dei politici "stipendiati", delle persone da far assumere e degli imprenditori collusi.
La contabilità parallele di Buzzi prevedeva che ogni mese se ne andassero circa 27.500 euro in "stipendi". Come riporta il quotidiano "La Repubblica", ne beneficiavano in tanti: per esempio Franco Panzironi, ex A.d. di Ama, che riceveva 15mila euro mensili, più ne aveva incassati altri 120mila come compenso extra per aver fatto vincere a Buzzi un'asta. Panzironi aveva strappato nel suo "contratto" anche un extra: la rasatura gratuita del prato di casa.

Gli "stipendi" dei politici - A Luca Odevaine, ex segretario di Veltroni e funzionario della provincia, ogni mese andavano 5mila euro e 1.500 a Mario Schinà, ex dirigente del Comune che faceva da tramite tra Odevaine e Buzzi. Eugenio Patanè, consigliere regionale Pd, avrebbe preso 10mila euro per, secondo le intercettazioni pubblicate da "La Repubblica", "per carinerie" varie.

Fuori dalla Capitale, Buzzi & Co mettono a segno un colpo nel comune di Sant'Oreste, dove staccano per il funzionario Marco Placidi 10mila euro. Poi ci sono i 40mila euro che il consorzio di Buzzi elargisce alla fondazione di Alemanno (Nuova Italia), i 15mila per la raccolta fondi per la campagna elettorale e altri 30mila per la Fondazione Alcide De Gasperi, di cui Angelino Alfano è presidente.
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è detto "sconvolto" dalle notizie dell'inchiesta sulla mafia a Roma. "Certe vicende fanno rabbia, serve una riflessione profonda", ha aggiunto. Poi l'intervento a difesa del ministro Giuliano Poletti: "E' totalmente fuori, è un galantuomo, ne ho apprezzato lo straordinario rigore morale il suo valore civile e politico". Renzi ha quindi annunciato il commissariamento del Pd di Roma con Matteo Orfini. "Ho accolto proposta di Cosentino di un passo indietro e il commissariamento del Pd di Roma nella persona di Matteo Orfini", ha detto il premier.

 Il tornado giudiziario scatenato dall'inchiesta "Mafia Capitale" colpisce soprattutto i partiti. Gianni Alemanno, ex sindaco Pdl indagato per associazione mafiosa, si autosospende dagli incarichi in Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale "per evitare strumentalizzazioni", dice, "fino a quando la mia posizione non sarà pienamente e positivamente chiarita". La presidente della Camera Laura Boldrini esprime "totale sdegno" e chiede "chiarezza quanto prima".

martedì 2 dicembre 2014

MAFIA DEGLI APPALTI a Roma, 28 arresti, indagato ALEMANNO


ROMA - Ventotto persone sono state arrestate nell'ambito di una inchiesta su un vero e proprio sodalizio di stampo mafioso a Roma: arrestati anche l'ex ad dell'Ente Eur, Riccardo Mancini e l'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati. Tra i 37 indagati nell'inchiesta della Procura di Roma c'è anche Gianni Alemanno. All'ex sindaco della Capitale il gip contesta il reato associazione per delinquere di stampo mafioso. Gli inquirenti hanno proceduto anche alla perquisizione della sua abitazione. Perquisizioni sono in corso anche alla Regione Lazio e in Campidoglio. I carabinieri del Ros stanno acquisendo documenti presso gli uffici della Presidenza dell'Assemblea Capitolina e presso alcune commissioni della Regione Lazio. Al centro dell'indagine del Ros, un sodalizio da anni radicato nella Capitale facente capo a Massimo Carminati, con infiltrazioni "diffuse" nel tessuto imprenditoriale politico e istituzionale.   La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di sequestro di beniriconducibili agli indagati, emesso dal tribunale di Roma, per un valore di 200 milioni di euro. Gli inquirenti hanno documentato un sistema corruttivo finalizzato all'assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza per gli immigrati.

venerdì 21 febbraio 2014

La Polverini e Alemanno indagati per finanziamento illecito ai partiti


ROMA - Renata Polverini e Gianni Alemanno sono entrambi indagati dalla Procura di Roma per finanziamento illecito ai partiti. In relazione all'inchiesta sull'ex presidente della Regione Lazio e sull'ex sindaco di Roma, due persone sono finite agli arresti domiciliari: si tratta di Fabio Ulissi, ex collaboratore del primo cittadino, e Giuseppe Verardi, ex manager della società di consulenza "Accenture". A eseguire le ordinanze ai domiciliari gli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza ed i carabinieri del Ros. L'accusa fa riferimento a una provvista di danaro di circa 30mila euro, realizzata con false fatture di "Accenture" e destinata ad un falso sondaggio sulla qualità dei servizi scolastici, in prossimità delle elezioni regionali del Lazio vinte dalla Polverini. L'inchiesta prese le mosse da una denuncia della stessa società di consulenza. Nell'ordinanza sono citati sette indagati, alcuni per frode fiscale, ma complessivamente le persone iscritte nel registro degli indagati sono nove.

mercoledì 9 ottobre 2013

Roma, tangenti sui bus, indagato anche Alemanno

ROMA - L'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è indagato dalla procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti versate da Menarini Bus per la fornitura di 45 bus alla societàRoma Metropolitane. Lo riferiscono fonti giudiziarie, secondo cui il reato ipotizzato per Alemanno è di finanziamento illecito. Oltre l'ex sindaco sono indagate altre 19 persone, tra cui l'ex presidente diFinmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini. Anche per lui l'accusa è di finanziamento illecito. Quindici, complessivamente, gli indagati: tra questi Riccardo Mancini, ex a.d. dell'Ente Eur, Pietro Di Paolantonio, ex assessore regionale del Lazio al tempo della Giunta Polverini. A seconda delle posizioni vengono contestati anche il reato di corruzione e reati fiscali. 
Gli altri indagati sono l'imprenditore Edoardo D'Incà Levis, Roberto Ceraudo, ex a.d. di Menarini bus, Marco Iannilli, commercialista, nonché i manager e dirigenti di azienda Fabrizio Testa, Giuseppe Mongello, Patrizio Monaco, Giuseppe Comes, Girolamo De Sanctis, Maurizio Canto ed Emanuele Pavia. Nei mesi scorsi gli accertamenti culminarono nell'emissione di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Mancini e Ceraudo.
 "Per quello che mi risulta si tratta della coda di una vecchia inchiesta. Un atto dovuto per i necessari approfondimenti da parte degli inquirenti. Sono sereno e ho fiducia nel lavoro della magistratura". Lo dichiara in una nota Gianni Alemanno.

lunedì 10 giugno 2013

Elezioni: a Marino il comune di Roma, il Pd vince in tutti i capoluoghi

ROMA - Netto il vantaggio con cui Ignazio Marino ha conquistato il comune di Roma: il secondo con una copertura del 100% del campione, dà il candidato del Pd al 61,5% mentre Gianni Alemanno si ferma al 38,5% e accetta la sconfitta complimentandosi con l'avversario. 
Dopo Roma, il centrosinistra vince in tutti i capoluoghi chiamati al ballottaggio, vale a dire 11 città su 11. Vittorie a Brescia e Treviso, dove l'ex sindaco Gentilini ammette la sconfitta e riconosce, dopo vent'anni di dominio Lega, che è "finita un'era". Più combattuta l'affermazione a Siena, storica roccaforte della sinistra, dove evidentemente ha inciso lo scandalo Mps.
Il dato definitivo sull'affluenza ai ballottaggi per le elezioni comunali è pari al 48,5%, rispetto al 59,7% del primo turno, evidenziando quindi una flessione di oltre 11 punti.

domenica 9 giugno 2013

Comunali, affluenza in calo

ROMA - Urne aperte in 67 Comuni per i ballottaggi per la scelta delnuovo sindaco. Occhi puntati su Roma, dove il primo cittadino uscente, Gianni Alemanno, dovrà recuperare sul suo sfidante, Ignazio Marino, lo svantaggio di oltre il 12% accumulato nel primo turno. Le urne resteranno aperte fino alle 22. Si vota anche lunedì dalle 7 alle 15.

Secondo i dati pervenuti al Viminale, la percentuale di affluenza definitiva alle urne alle 12 per i ballottaggi delle elezioni comunali è pari al 9,08%, in calo rispetto al primo turno quando era pari al 10,96%.

giovedì 30 maggio 2013

Sindaco di Roma, Marchini boccia Alemanno, ci vuole “discontinuità”

ROMA - "Serve discontinuità ed è difficile che arrivi da Gianni Alemanno, la cui azione è stata deludente". Lo ha detto Alfio Marchini a proposito del ballottaggio per le comunali che a Roma vede scontrarsi il sindaco uscente (Pdl) e Ignazio Marino (Pd). "Oggettivamente mi sembra duro che Alemanno possa dare discontinuità. Poi alla fantasia non metto limiti", ha aggiunto l'imprenditore che al primo turno ha ottenuto oltre il 9% delle preferenze.

L'imprenditore che ha corso alle comunali per la carica di sindaco di Roma, a circa 10 giorni dal ballottaggio tra il sindaco Gianni Alemanno e il candidato del centrosinistra Ignazio Marino, illustra 12 punti programmatici su cui attende risposte dai due per un eventuale appoggio. Interpellato sui tempi in cui si attendono le risposte, Marchini spiega: "Se loro vogliono conquistarsi i voti dei nostri sostenitori, serve che si sbrighino".

lunedì 27 maggio 2013

Roma, Marino si consolida

Ecco i risultati parziali in una serie di comuni dove si è votato (Bollino rosso centro sinistra, bollino blu centrodestra, bollino giallo M5S). A parte la quinta proiezione del voto di Roma


Roma, prime proiezioni: in testa Marino in netto vantaggio su Alemanno. Il M5S crolla


ROMA - Prime proiezioni (solo sul 7,9% dei votanti) per il comune di Roma: Ignazio Marino (Pd) è in testa con il 39,2%, Gianni Alemanno (Pdl) 32,2%, Marcello De Vito (M5S) 12,8%, Alfio Marchini (Lista civica) 9,5%. 
La seconda proiezione (sul 15% dei votanti) vede Marino al 39,3%, Alemanno al 31,4%, De Vito al 13,5% e Marchini al9 ,7

martedì 2 aprile 2013

Roma. una via per Franco Califano

ROMA - La bara di Califano con la maglia dell'Inter

ROMA - I funerali di Franco Califano si sono tenuti nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo a Roma. C'era la ressa per entrare dov'è stato portato il feretro dell'artista morto il 30 marzo. Tantissime le persone che hanno voluto dare l'ultimo saluto al Califfo e nella chiesa gremita, tra gli altri, il sindaco di Roma Alemanno, Renato Zero, Amedeo Minghi, Lando Fiorini, Dario Salvatori, Renata Polverini e la figlia di Califano, Silvia
Sono state messe delle transenne per gestire le centinaia di persone che hanno tentato di partecipare alle esequie di Califano e le persone sono entrate molto lentamente, cinque alla volta, mentre l'organizzazione ha cercato di gestire la forte affluenza di romani e non, complicata anche dalla pioggia.
 Il comune di Roma pensa di dedicare una via al cantautore scomparso. "Lui amava molto la Garbatella, - ha detto il sindaco Alemanno - speriamo di trovare una via che possa intitolare a suo nome perché quello era il luogo dove lui voleva andare a vivere".

giovedì 9 febbraio 2012

Tra venerdì e sabato 30 centimetri di neve su Roma "Ma stavolta saremo preparati" dice il sindaco. Domani e sabato chiuse scuole e uffici


ROMA - "La previsione della Protezione civile nazionale è di 30 centimetri di neve a Roma". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno dopo avere incontrato il capo della Protezione Civile nazionale Franco Gabrielli. "L'ondata di maltempo dovrebbe cessare sabato all'ora di pranzo", ha concluso Alemanno.
Il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole e degli uffici pubblici per domani 10 febbraio e sabato 11 febbraio a causa delle previsioni meteorologiche. In caso di neve a Roma gli automobilisti dovranno montare le catene e non solo averle a bordo. L'ordinanza prevede l'obbligo da domani alle 6 fino alle 24 di sabato. "L'emergenza maltempo, considerate le previsioni della Protezione civile nazionale, rientrerà sabato in giornata. Speriamo di riaprire le scuole lunedi", ha detto Alemanno. Le scuole a Roma sono state chiuse fin ad ora quattro giorni che saliranno a sei con la nuova ordinanza. "Questa volta sappiamo bene come stanno le cose e quindi ci stiamo preparando al meglio" ha detto il sindaco.

domenica 5 febbraio 2012

Alemanno: La Protezione Civile non esiste più

Il  capo della Protezione civile Gabrielli e, sullo schermo, Alemanno durante la trasmissione "In mezz'ora"

 ROMA - "Oggi non esiste più una Protezione Civile, sono solo dei passacarte, passano notizie ai comuni, e le passano anche male". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a SkyTg24. "La protezione Civile è ridotta ad una serie di passacarte da quando è stata sciolta al struttura di Bertolaso", ha detto Alemanno. "Dopo la Liguria e dopo questi eventi non si possono sempre contare i morti - ha proseguito Alemanno- ci lamentavamo che Bertolaso era interventista ora passano solo le carte", ha proseguito Alemanno"La Protezione Civile giovedì parlava di modesti accumuli di neve e nessuno ci ha detto che c'era un allarme e loro ce lo dovevano dire -ha detto Alemanno- la Protezione Civile non ha mezzi si limita a passare le carte e a farlo in maniera confusa".
Le scintille tra Alemanno e Gabrielli sono proseguite anche in diretta tv nella trasmissione "In mezz'ora" si Raitre alla quale era stato invitato Gabrielli, il primo cittadino di Roma è intervenuto in diretta con una telefonata, ribadendo quel che aveva già detto in mattinata: la Protezione civile ormai fa solo da "passacarte", le previsioni erano sbagliate".
"Contesto tutte le affermazioni del sindaco", ha risposto il capo della Protezione civile.
Gabrielli ha risposto che "non è vero che l'indebolimento della Protezione civile si sia riverberato nella vicenda di Roma" e che, in ogni caso, "la Protezione civile è di Gabrielli e di Bertolaso, si sarebbero comportate alla stessa maniera". "Lei non può dire cose che non stanno né in cielo né in terra" ha poi detto Gabrielli ad Alemanno quando il sindaco ha ricordato che in occasione della piena del Tevere, l'allora capo della Protezione civile Bertolaso si fece carico del coordinamento. "Lei sta parlando di due cose diverse - ha rincarato Gabrielli - E sulle problematiche di protezione civile forse qualcosa più di lei le posso dire. L'emergenza sul Tevere non ha nulla a che vedere con la neve, il raffronto è fuori luogo". 
Su una cosa, Gabrielli si è detto d'accordo con il sindaco di Roma. "Io sono d'accordo con lei quando dice che la Protezione civile va rivista. Ma il fatto è che io lo sto dicendo dal 26 aprile del 2001, quando il Parlamento ha approvato il provvedimento che ha ridotto le competenze della Protezione civile". 

giovedì 15 settembre 2011

Un'altra richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi: lo ordina il gip di Milano per rivelazione di segreto d'ufficio sulle intercettazioni Consorte-Fassini sulla scalata alla Bnl. Il pm aveva chiesto l'archiviazione

MILANO - Il Gip di Milano, Stefania Donadeo, ha ordinato al pm di Milano di formulare la richiesta di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi accusato di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio per la vicenda della fuga di notizie sull'intercettazione tra Giovanni Consorte e Piero Fassino ai tempi della scalata alla Bnl. Il pm aveva chiesto l'archiviazione per il premier, ma il gip non aveva accolto la richiesta e aveva fissato lo scorso luglio un'udienza per far discutere le parti.


Oggi è arrivato il provvedimento del giudice che ha disposto l'imputazione coatta per Berlusconi, ossia il pm dovrà formulare la richiesta di processo per il presidente del Consiglio e la richiesta arriverà poi davanti a un altro giudice, un gup, che dovrà esaminarla.
Berlusconi rischia, dunque, qualora il gup accogliesse la richiesta, di dover affrontare un altro processo a Milano, dopo quelli già in corso sui casi Ruby, Mediaset, Mediatrade e Mills. Per la vicenda del passaggio di mano della famosa intercettazione "abbiamo una banca" tra Fassino e Consorte ai tempi della scalata di Unipol alla Bnl, è già a processo il fratello del premier, Paolo Berlusconi, editore de 'il Giornale', e la prima udienza è fissata per ottobre.
L'intercettazione venne pubblicata sul quotidiano della famiglia Berlusconi il 31 dicembre del 2005 e, secondo l'accusa, venne 'trafugata' dai computer della Procura di Milano quando ancora erano in corso le indagini e doveva restare segreta. Per la stessa vicenda è già stato condannato con rito abbreviato l'imprenditore Fabrizio Favata e ha patteggiato Roberto Raffaelli, all'epoca titolare dell'azienda che si occupava delle intercettazioni per conto dei pm milanesi.
Stando alle indagini, il premier la vigilia di Natale del 2005 ricevette ad Arcore Favata e Raffaelli, alla presenza anche di Paolo Berlusconi, i quali sarebbero andati nella villa del presidente del Consiglio per fargli ascoltare il 'nastro' con l'intercettazione. Da qui l'accusa di concorso nella rivelazione del segreto d'ufficio.

Il gip di Milano Stefania Donadeo ha disposto inoltre che la Procura di Milano iscriva nel registro degli indagati anche il direttore di 'Libero', Maurizio Belpietro, che all'epoca della fuga di notizie sull'intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte era direttore de 'il Giornale'. Belpietro deve rispondere della stessa accusa di Berlusconi, il concorso nella rivelazione del segreto d'ufficio.  "Di questa storia non so nulla. Ho pubblicato la notizia delle intercettazioni perché mi era arrivata da un collega che me la ha data. Di tutto il resto non so nulla". Lo dice Maurizio Belpietro. "Di questi personaggi non so nulla. Adesso leggerò anche le carte per capire perché vengo coinvolto in questa vicenda. Vedremo, io la ho pubblicata come tutte le intercettazioni. Facciamo questo mestiere" dice all'ANSA Belpietro. ifficile, per chiunque abbia un minimo di obiettivita', non vedere in tutta la dinamica degli atti istruttori, una persecuzione contro Berlusconi. E' chiaro a tutti che c'e' un attacco concentrico nei confronti del premier che ha basi politiche e personali".

Per Alemanno alla 7  "Berlusconi è stato messo in una condizione mai vista in uno Stato europeo: nella storia dell'Europa credo non sia mai esistito un premier messo sotto pressione dal punto di vista personale".
"D'altra parte,
fino a quando era un normale imprenditore non c'era quasi nulla. Appena e' diventato presidente del Consiglio è successo di tutto, c'è qualcosa che non funziona. Questo non vuol dire invocare impunita' ma mantenere un minimo di chiarezza e di lucidità".