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lunedì 8 dicembre 2014

FABRIZIO CORONA ha chiesto la grazia “parziale” a Napolitano

Fabrizio Corona
MILANO - Fabrizio Corona ha chiesto la grazia al Capo dello Stato. A confermare la notizia è l'avvocato Ivano Chiesa, legale dell'ex re dei paparazzi detenuto nel carcere di Opera e condannato a 9 anni e 8 mesi per una serie di reati. "La domanda di clemenza al Presidente ha preso la strada per Roma", dice Chiesa. Si tratta, come previsto, di una richiesta di grazia parziale. "Voglio scontare la mia pena, non scappo", ha fatto sapere Corona.
Al Quirinale, riporta Repubblica, viene chiesto di intervenire per rimuovere dal cumulo di condanne a 9 anni i cinque "ostativi" legati all'estorsione aggravata ai danni del calciatore David Trezeguet, che ha peraltro negato di avere ricevuto minacce dall'estorsore.
E' infatti questo il reato per il quale è stato dichiarato soggetto pericoloso, alla stregua di un mafioso e con tutte le restrizioni del caso: niente sconti, niente percorso rieducativo e terapeutico, almeno 5 anni in cella.

L'obiettivo della "grazia parziale" a cui punta la difesa è proprio questo: affrancare Corona dal "reato ostativo" che gli preclude l'accesso all'affidamento terapeutico. "Non voglio scappare dalla mia pena o farla franca - ha fatto sapere Corona - Voglio scontare la condanna"

venerdì 20 dicembre 2013

L'ex magnate Khodorkovsky, graziato da Putin, è in libertà

MOSCA - L’ ex magnate russo del petrolio Mikhail Khodorkovsky è stato liberato dalla prigione dopo aver ricevuto la grazia dal presidente Vladimir Putin. Lo riferisce l'agenzia di stampa Interfax.
Khodorkovsky era attualmente incarcerato in una colonia penale nella regione settentrionale della Carelia, vicino al confine della Russia con la Finlandia.
Una volta l'uomo più ricco della Russia, Khodorkovsky era stato attivamente coinvolto nel finanziamento di opposizione della Russia nei primi anni 2000. Egli ha sempre sostenuto la sua innocenza e ha affermato che la sua prigionia era politicamente motivata.
Il magnate aveva recentemente inviato una richiesta di clemenza, avrebbe comunque finito di scontare la sua pena ad agosto 2014. Il Cremlino aveva diramato il testo del provvedimento firmato da Putin: "Guidato dai principi umanitari, io decreto: graziare il condannato Khodorkovski Mikhail Borisovich, liberandolo da un'ulteriore punizione carceraria".

domenica 24 novembre 2013

Il Qurinale: non ci sono condizioni per la grazia a Berlusconi. Usati "toni di estrema gravità"

ROMA  - Il presidente della Repubblica lancia "un pacato appello a non dar luogo a comportamenti di protesta che fuoriescano dai limiti del rispetto delle istituzioni e di una normale, doverosa legalità". E' quanto si apprende dall'Ufficio stampa del Quirinale.
"Su tutti i problemi relativi alla sentenza definitiva di condanna pronunciata l'1 agosto scorso dalla Corte di Cassazione nei confronti del sen. Berlusconi, il presidente della Repubblica si è in questi mesi sempre espresso e comportato in coerenza con la sua ampia dichiarazione pubblica del 13 agosto. Nulla è risultato però più lontano del discorso tenuto sabato dal sen. Berlusconi dalle indicazioni e dagli intenti che in quella dichiarazione erano stati formulati", viene riferito dall'Ufficio Stampa del Quirinale. "Non solo non si sono create via via le condizioni per un eventuale intervento del Capo dello Stato sulla base della Costituzione, delle leggi e dei precedenti, ma si sono ora manifestati giudizi e propositi di estrema gravità, privi di ogni misura nei contenuti e nei toni. Di qui il pacato appello del presidente della Repubblica a non dar luogo a comportamenti di protesta che fuoriescano dai limiti del rispetto delle istituzioni e di una normale, doverosa legalità", si conclude.

mercoledì 13 novembre 2013

Niente grazia per la Timoshenko, la commissione presidenziale dice no

KIEV - Il parlamento ucraino ha chiuso la seduta straordinaria sulle riforme chieste dall'Ue per l'accordo di associazione senza discutere, come atteso, di una soluzione al caso della leader dell'opposizione in carcere, Iulia Timoshenko
E la commissione presidenziale ha rifiutato la grazia alla Timoshenko. Lo ha confermato il deputato del partito 'Patria' dell'ex premier, Andrei Shevchenko, riferendo del relativo documento mostratogli dal capogruppo in parlamento, Arseni Iatseniuk. Secondo il documento la commissione presidenziale per la grazia ha rifiutato di esentare dalla condanna a sette anni di reclusione, inflittale nel 2011, la leader dell'opposizione ucraina in carcere Iulia Timoshenko. A fine ottobre il presidente ucraino Viktor Ianukovich si era comunque detto disponibile a concedere alla Timoshenko la possibilità di curare in Germania un ernia del disco per la quale è ricoverata da un anno e mezzo in un ospedale di Kharkiv, così come chiesto dall'Ue, ma solo se il parlamento vota una legge in tal senso. Finora però opposizione e maggioranza non hanno trovato una soluzione condivisa, e ad essere a rischio è un accordo di associazione e libero scambio tra Ucraina e Ue che potrebbe essere siglato a Vilnius in un summit il 28-29 novembre.



sabato 9 novembre 2013

Dell'Utri: i figli di Berlusconi hanno chiesto la grazie. Smentiscono il Quirinale e Ghedini

ROMA - ''Tutti e 5 i figli di Berlusconi, in modo compatto, hanno chiesto la grazia'' per il cavaliere: la notizia l'ha data Marcello Dell'Utri ospite della trasmissione Virus su Raidue. Sono stati compatti i figli nel chiedere la grazia? ''Certo - ha risposto Marcello Dell'Utri a Virus su Raidue - nel momento in cui è stato deciso e gli è stato chiesto di farla chiedere ai figli, i figli l'hanno chiesta, mi sembra ovvio, solo che è brutto il discorso: i figli la chiedono e non gliela danno''. Non è arrivata al Quirinale? ''E che ci vuole per farla arrivare''. Le risulta che è arrivata al Quirinale e si è persa in qualche ufficio? ''Evidentemente non gliela vogliono dare. Vogliono che Berlusconi si arrenda... si deve arrendere'', ha concluso Dell'Utri.
Fonti del Quirinale interpellate sulla notizia diffusa da Dell'Utri precisano che alla presidenza della Repubblica "non è arrivato nulla". "La notizia che i figli del presidente Silvio Berlusconi avrebbero presentato domanda di grazia è destituita totalmente di ogni fondamento". E' quanto afferma l'avvocato di Silvio Berlusconi. Niccolò Ghedini.

mercoledì 14 agosto 2013

Piero Longo, avvocato di Berlusconi: la grazia verrà richiesta. Poi smentisce

ROMA - Piero Longo, deputato Pdl e avvocato di Berlusconi, si dice convinto che ''la grazia verrà prima o poi formalmente richiesta''. ''L' agibilità politica - dice a Radio Capital - è poi altra cosa ma se venisse chiesta e data la grazia ci potrebbero essere novità perché questa può riguardare parzialmente la pena. Anche le pene accessorie''.
Il fatto che la grazia possa essere estesa anche alle pene accessorie, aggiunge Longo, "dipende dalla decisione del Presidente della Repubblica, bisognerà vedere che tipo di provvedimento di clemenza verrebbe eventualmente concesso". "Il governo terrà senz'altro - aggiunge Longo - perché non ci sono alternative per chi ha senso di responsabilità e io credo che il Pdl ne abbia e che ne abbia il presidente Berlusconi". Se il governo non cade si arriverà al voto del Senato sulla decadenza, ma Longo dice che in ogni caso Berlusconi non uscirà di scena: "Farsi da parte significa non essere più un punto di riferimento e io non credo che questo possa accadere".
Passa poco tempo da queste parole e il legale del Cavaliere smentisce di aver mai parlato di richiesta di grazia. "Smentisco categoricamente di aver dichiarato che il presidente Berlusconi prima o poi chiederà la grazia. In una breve conversazione con Radio Capital - afferma - mi sono limitato a precisare le fonti normative per il beneficio che il Presidente della Repubblica può concedere a sua assoluta discrezionalità".
 "Se Berlusconi sarà salvato, moriranno le istituzioni. Napolitano uscirà di scena nel peggiore dei modi". A sostenerlo è il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, che commentando la nota del Quirinale sulla grazia al leader del Pdl consiglia al Capo dello Stato di "rassegnare ora le dimissioni". "Il M5S - conclude Grillo - non resterà a guardare, questo è certo. Prepariamoci all'autunno".

venerdì 2 agosto 2013

Il Pdl vuole la grazia per Berlusconi. Oppure le elezioni


ROMA - Il Pdl punta alla grazia per Berlusconi. Questo sarebbe stato l’orientamento emerso dalla riunione dei gruppi che si è conclusa attorno alle 20. Lo avrebbe esplicitato il capogruppo alla Camera Brunetta, rivolto al Quirinale: “O la grazia all’ex premier oppure dimissioni di massa dei parlamentari ed elezioni”. I capigruppi chideranno un appuntamento a Napolitano e si presenteranno con le dimissioni di tutti i parlamentari in tasca. Ma "ambienti del Quirinale" hanno già fatto sapere che è la legge a stabilire chi può essere destinatario della grazia (e Berlusconi non potrebbe esserlo, perché sotto processo per altre vicende). 
Berlusconi stesso, nella riunione, avrebbe per ora cercato di frenare i falchi, dicendo che le mosse vanno studiate nel modo più freddo possibilr. Ma stasera le elezioni paiono molto vicine, anche per certe reazioni del Pd.

venerdì 12 luglio 2013

Il Quirinale: “sguaiatezza” l’ipotesi della grazia a Berlusconi

ROMA - Il Quirinale respinge con durezza l'ipotesi - riportata oggi sul quotidiano 'Libero' - di un provvedimento di grazia a Silvio Berlusconi.  "Queste speculazioni su provvedimenti di competenza del capo dello Stato in un futuro indeterminato - spiegano ambienti del Quirinale - sono un segno di analfabetismo e sguaiatezza istituzionale. danno il senso di una assoluta irresponsabilità politica che può soltanto avvelenare il clima della vita pubblica".

Da due giorni il quotidiano parla della possibilità che il presidente, Giorgio Napolitano, possa concedere la grazia a Silvio Berlusconi in caso di condanna in terzo grado. Oggi il quotidiano titola in prima: "Grazia a Silvio, ci sta anche Letta". Nell'articolo si scrive che la proposta sarebbe venuta direttamente dal capo dello Stato che ne avrebbe parlato con il premier Enrico Letta il quale avrebbe risposto "con un silenzio-assenso".

Il Quirinale: “sguaiatezza” l’ipotesi della grazia a Berlusconi

ROMA - Il Quirinale respinge con durezza l'ipotesi - riportata oggi sul quotidiano 'Libero' - di un provvedimento di grazia a Silvio Berlusconi.  "Queste speculazioni su provvedimenti di competenza del capo dello Stato in un futuro indeterminato - spiegano ambienti del Quirinale - sono un segno di analfabetismo e sguaiatezza istituzionale. danno il senso di una assoluta irresponsabilità politica che può soltanto avvelenare il clima della vita pubblica".

Da due giorni il quotidiano parla della possibilità che il presidente, Giorgio Napolitano, possa concedere la grazia a Silvio Berlusconi in caso di condanna in terzo grado. Oggi il quotidiano titola in prima: "Grazia a Silvio, ci sta anche Letta". Nell'articolo si scrive che la proposta sarebbe venuta direttamente dal capo dello Stato che ne avrebbe parlato con il premier Enrico Letta il quale avrebbe risposto "con un silenzio-assenso".

sabato 22 dicembre 2012

Vatileaks, la grazia al maggiordomo


ROMA - Paolo Gabriele, ex maggiordomo di Benedetto XVI, ha ottenuto la grazia. L'ex collaboratore del Pontefice, arrestato il 23 maggio e condannato a ottobre per aver sottratto carte segrete al Vaticano, doveva scontare 18 mesi di condanna nella cella della caserma della Gendarmeria. Già nei giorni successivi la condanna, la Santa sede non aveva mai fatto segreto del fatto che Benedetto XVI avrebbe potuto concedere la grazia.

venerdì 21 dicembre 2012

La Procura di Milano: no alla grazia per Sallusti


MILANO - La procura generale di Milano ha dato parere negativo alla concessione della grazia chiesta da un gruppo di parlamentari al presidente della Repubblica per Alessandro Sallusti, che sta scontando ai domiciliari la condanna definitiva a 14 mesi per diffamazione. Il parere, necessario come in ogni richiesta di grazia, non è vincolante ed è arrivato a meno di 24 ore dalla richiesta.
La Procura di Milano è notoriamente vendicativa. La decisione finale spetta comunque al Quirinale. Ma il "niet" del procuratore generale Minale - argomenta il Giornale - costituisce comunque un consistente ingombro sulla strada della grazia chiesta da Ignazio La Russa e da un lungo elenco di parlamentari di diversi partiti.
Non si conoscono le motivazioni del parere negativo del procuratore generale, ma era piuttosto prevedibile che Minale si schierasse - in una vicenda che vede la magistratura milanese nettamente divisa al suo interno - con il fronte dei duri, con in testa il pm Ferdinando Pomarici, che non vedono il motivo di trattare Sallusti diversamente da qualunque altro caso di condannato in via definitiva. La spaccatura si era mostrata chiaramente al momento della richiesta di arresti domiciliari per Sallusti, chiesti dal procuratore Edmondo Bruti Liberati contro il parere di Pomarici e degli altri pm dell'ufficio esecuzione.
La decisione di Bruti - ricorda Il Giornale -  era stata pesantemente contestata dai pm, ma il procuratore era rimasto sulla sua posizione, e il giudice di sorveglianza aveva ammesso Sallusti - contro la sua stessa volontà - ai domiciliari. E nell'impegno di Bruti verso una soluzione soft del caso Sallusti molti avevano visto le conseguenze di una garbata pressione del Quirinale, che fin dall'inizio aveva cercato di neutralizzare  il caso senza precedenti di un direttore di giornale destinato al carcere.
L'iter per la grazia presidenziale, avviato ieri, sembrava destinato apportare la vicenda Sallusti verso un esito non traumatico. Oggi il procuratore generale Minale fa sapere a Napolitano che, per come la pensa lui, Sallusti può tranquillamente continuare a espiare la sua condanna.