RIMINI - "Allo stato non sono emersi elementi che facciano pensare ad un omicidio". Lo ha detto il procuratore capo di Rimini, Paolo Giovagnoli, che da luglio ha avviato una nuova indagine sulla morte di Marco Pantani con l'ipotesi di omicidio volontario. Ipotesi che fino ad oggi, quindi, per la Procura di Rimini, non ha trovato riscontro negli interrogatori e nella nuova perizia medico legale affidata al professor Franco Tagliaro. Proprio le conclusioni a cui giunge il noto esperto in tossicologia dell'Università di Verona - al quale Giovagnoli ha affidato la super perizia che ha messo a confronto la relazione di Giuseppe Fortuni (il patologo che 10 anni fa fece l'autopsia sulla salma del ciclista) e quella del professor Francesco Maria Avato sulla quale poggia l'esposto della famiglia - metterebbe un punto fermo su tutta l'inchiesta. Ossia Pantani non fu ucciso. Non vi fu coercizione da parte di terzi, ma la cocaina l'assunse spontaneamente. L'abuso della sostanza unita ai farmaci antidepressivi provocò la morte del "pirata".
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giovedì 4 dicembre 2014
Il procuratore capo di Rimini: PANTANI non fu ucciso
RIMINI - "Allo stato non sono emersi elementi che facciano pensare ad un omicidio". Lo ha detto il procuratore capo di Rimini, Paolo Giovagnoli, che da luglio ha avviato una nuova indagine sulla morte di Marco Pantani con l'ipotesi di omicidio volontario. Ipotesi che fino ad oggi, quindi, per la Procura di Rimini, non ha trovato riscontro negli interrogatori e nella nuova perizia medico legale affidata al professor Franco Tagliaro. Proprio le conclusioni a cui giunge il noto esperto in tossicologia dell'Università di Verona - al quale Giovagnoli ha affidato la super perizia che ha messo a confronto la relazione di Giuseppe Fortuni (il patologo che 10 anni fa fece l'autopsia sulla salma del ciclista) e quella del professor Francesco Maria Avato sulla quale poggia l'esposto della famiglia - metterebbe un punto fermo su tutta l'inchiesta. Ossia Pantani non fu ucciso. Non vi fu coercizione da parte di terzi, ma la cocaina l'assunse spontaneamente. L'abuso della sostanza unita ai farmaci antidepressivi provocò la morte del "pirata".
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sabato 2 novembre 2013
Killer spara all’aeroporto di Los Angeles, uccide un agente, ferisce 7 persone e viene abbattuto
| LOS ANGELES - Paul Ciancia, il killer, e la zona del terminal 3 dove è avvenuta la sparatoria |
| LOS ANGELES - Il terminal della sparatoria |
| LOS ANGELES - I passeggeri bloccati all'esterno dell'aeroporto chiuso |
LOS ANGELES - Paul Ciancia, 23 anni, l'uomo che ha aperto il fuoco ieri mattina alle 9.30 (18.30 in Italia) al terminal 3 dell’aeroporto di Los Angeles uccidendo un agente della Tsa (Transportation Security Administration) e ferendo diverse altre persone per poi venire a sua volta ferito in modo gravissimo in uno scontro a fuoco era un agente fuori servizio della stessa Tsa, secondo quanto riferiscono fonti di stampa sul posto. L’uomo aveva con se una borsa con un centinaio di pallottole. Sembra che l'uomo armato avesse nel suo obbiettivo gli uomini della Transportation Security Administration, che non sono armati. Le autorità hanno detto che si è avvicinato a più persone rannicchiate nel terminal dell'aeroporto, puntava il mitra contro di loro, chiedeva se "erano della TSA" e poi andava avanti senza premere il grilletto, se la risposta era no. Un testimone ha detto che l'uomo armato aveva maledetto ripetutamente la TSA mentre avanzava attraverso il terminale.
L'uomo ha usato un fucile d'assalto, e sparando ha superato l'area di controllo dei passeggeri entrando nell'area di imbarco inseguito dalla polizia. Lo ha reso noto il capo della polizia dello scalo, Patrick Gannon. In seguito alla sparatoria all'aeroporto dil traffico degli aerei in arrivo e in partenza nello scalo californiano e' stato sospeso. Tutte le vie di accesso all'aeroporto sono state chiuse. Sono sette i feriti , ha reso noto il capo dei Vigili del Fuoco della città. Un ufficiale di polizia aeroportuale e un sergente hanno impegnato l'uomo armato in un breve scontro a fuoco nei pressi di una food court. "Lo hanno colpito più volte", ha detto una fonte della polizia. Un testimone ha detto che l'uomo armato indossava un giubbotto antiproiettile.
Sembra che Ciancia abbia fatto riferimenti al suicidio in un messaggio inviato a un membro della famiglia di cui era il più giovane, ha detto il capo della polizia del New Jersey. Allen Cummings dice che il padre di Ciancia lo aveva chiamato nel primo pomeriggio di ieri dicendo che avevano ricevuto un messaggio di testo dal figlio Paolo "con l’indicazione che si sarebbe ucciso". Secondo più fonti di polizia, Ciancia aveva cinque armi a pieno carico sulla sua persona e che le munizioni sono state trovate in un sacchetto vicino. Una fonte della polizia ha detto che "aveva abbastanza munizioni per uccidere tutti in que terminale."
L'uomo armato è entrato Terminal 3 dell'aeroporto verso le 09:30, aveva estratto un fucile d'assalto da un sacchetto e aveva aperto il fuoco. Il bandito è poi avanzato nella zona di screening e aveva continuato a sparare.
L’ ufficiale TSA che è stato ucciso è stato poi identificato tarda serata di venerdì dal TSA come Gerardo Hernandez, 39 anni. Il sindacato che rappresenta la Transportation Security Administration (TSA), dice che l'ufficiale maschio era un Behavior Detection Officer (BDO), era da poco trasferito a Los Angeles dal Montana e non aveva avuto alcuna interazione precedente con il tiratore.
venerdì 5 luglio 2013
Formello (Roma): trovato ucciso nel salotto della sua villa data alle fiamme. Fermato il presunto omicida
| Via Monti di Marvaiata a Formello |
ROMA - Il cadavere di un cinquantenne romano è stato trovato dai vigili del fuoco nel salotto della sua villa nelle campagne di Formello, nei pressi di Roma. I pompieri erano intervenuti inizialmente per domare un incendio, che è stato appiccato per distruggere le tracce del delitto e del suo autore. La vittima, che aveva precedenti penali per furto, lesioni e ricettazione, presentava sul corpo e sulla testa diverse ferite. E' un coetano amico della vittima, il presunto autore dell'omicidio. I carabinieri della Compagnia Cassia lo hanno fermato questa mattina: è un romano che abita a Formello, con precedenti. L'uomo era stato ospitato dalla vittima nella sua villa per qualche giorno. Non si esclude che i due possano aver litigato animatamente prima dell'omicidio.
L'incendio era divampato intorno alle 22.30 di ieri sera in due stanze dell'abitazione, che si trova in via Monti di Marvaiata. Il corpo dell'uomo è stato trovato solo dopo alcune ore, intorno alle 4, quando i vigili del fuoco hanno spento tutte le fiamme.
Secondo gli investigatori dei carabinieri l'uomo e' stato ucciso in salotto, poi l'assassino ha appiccato il fuoco per tentare di distruggere le tracce, ma le fiamme hanno coinvolto solo camera da letto e bagno, consentendo di ritrovare la vittima. E di arrestare, poi, il precunto omicidia
Secondo gli investigatori dei carabinieri l'uomo e' stato ucciso in salotto, poi l'assassino ha appiccato il fuoco per tentare di distruggere le tracce, ma le fiamme hanno coinvolto solo camera da letto e bagno, consentendo di ritrovare la vittima. E di arrestare, poi, il precunto omicidia
martedì 25 giugno 2013
Chigago, italiano difende la moglie da un rapinatore. Ammazzato. Preso l'omicida
| CICERO - Giovannio Donancricchia, al centro, con la famiglia |
| CICERO - La pizzeria dove è avvenuto l'omicidio |
CHICAGO - Un uomo originario di Borgetto (Pa), Giovanni Donancricchia, è stato ucciso, durante una rapina, a Cicero, vicino Chicago. La vittima, 64 anni, proprietaria della pizzeria Albano's Pizza, per salvare la moglie Angela, contro cui, un afro-americano, aveva puntato una pistola, è stato ferito mortalmente al petto da un proiettile.
| CICERO - L'omicida ripreso da una telecamera di sicurezza |
L'uomo, si trovava nel retro del locale già chiuso al pubblico, quando ha notato il rapinatore che minacciava la moglie. Donancricchia, avvicinatosi al bancone, ha affrontato il bandito con un coltello, consentendo così alla donna di allontanarsi e lanciare l'allarme. Ma il malvivente ha subito reagito e ha sparato colpendolo al petto. Dopo l'omicidio è fuggito facendo perdere le sue tracce ma è stato arrestato ieri mattina: si tratta di Matthew A. Brown-Turner, 25 anni, ripreso da una telecamera a circuito chiuso.
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sabato 30 luglio 2011
Salta il posto di blocco, la polizia spara. Ucciso all'alba a Roma sul grande raccordo anulare
ROMA - Un uomo è morto all'alba a Roma durante un inseguimento della polizia. Intorno alle 5, in seguito alla fuga di un'auto che si era sottratta ad un controllo in via Quintilio Varo, un equipaggio di una Volante sul Grande raccordo anulare (all'altezza dell'uscita Nomentana) ha esploso due colpi d'arma da fuoco verso la vettura inseguita. Uno dei proiettili ha colpito il fuggitivo, un romano di 40 anni, che e' morto dopo essere stato soccorso all'ospedale Sandro Pertini. Sono in corso indagini della polizia.
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