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venerdì 17 aprile 2015

NIARDO (Vallecamonica): uccide a coltelate la moglie e ferisce gravemente la figlia di 18 anni


BRESCIA, 17 aprile - Tragedia a Niardo in Vallecamonica poco dopo le 21 di venerdì sera: un uomo ha ucciso la moglie a coltellate e ferito la figlia diciottenne. I carabinieri lo hanno individuato e fermato, pare direttamente in casa.
La donna, 54 anni, originaria di Napoli, è stata raggiunta da più coltellate su tutto il corpo ed è morta poco dopo all'ospedale di Esine. Grave ma non in pericolo di vita invece la ragazza, ferita con due fendenti e ricoverata anche'essa al nosocomio camuno. Sarebbe stata lei, correndo in strada nonostante le ferite, a dare l'allarme per poi rifugiarsi in un bar. L'uomo, stando a una primissima ricostruzione, sarebbe sceso in strada, quindi sarebbe rientrato a casa aspettando l'arrivo delle forze dell'ordine. 

sabato 4 aprile 2015

BRESCIA, Christian, il bimbo scomparso, è in SPAGNA, col padre

Christian Fernandez
BRESCIA, 4 aprile - E’ stato individuato venerdì sera in Spagna Christian Fernandez, il bambino di 9 anni scomparso da Brescia giovedì sera. Il piccolo era stato prelevato ai giardini dal padre spagnolo e portato a casa sua ad Alicante. Christian era d'accordo col genitore di andare con lui. Il bambino in Spagna era stato affidato al padre, ma due anni fa era stato portato in Italia dalla madre cubana, che per questo era stata indagata per sottrazione di minore dalle autorità spagnole.
E' stato individuato ad Alicante nella tarda serata a casa del padre che lo aveva prelevato dal parco di via del Brasile, a Brescia, poco lontano dalla casa in cui il bambino viveva con la madre, Lisette Santa Cruz, di origini cubane, il nuovo marito bresciano della donna, Cristian Lanzani, e il fratellino.
Christian Fernandez aveva già incontrato il padre qualche giorno fa a Brescia e si era accordato per farsi trovare giovedì sera. Padre e figlio avevano quindi già un'intesa per lasciare l'Italia verso Alicante.

   

venerdì 3 aprile 2015

BRESCIA, bimbo di 9 anno scomparso da ieri sera in un parco


BRESCIA, 3 aprile - Un bambino di origini sudamericane è scomparso dalla serata di ieri a Brescia. Cristian, 9 anni, era con la mamma e con il fratellino al parco di via Berardo Maggi in città quando è sparito. La madre ha denunciato la scomparsa alla Polizia che per tutta la notte lo ha cercato senza trovarlo. Le ricerche sono in corso.
Gli inquirenti stanno ora tentando di mettersi in contatto con il padre naturale di Christian che vivrebbe in Spagna, nella zona di Alicante, da dove il bambino se ne era andato, destinazione Italia, due anni fa con la madre di origini cubane. La donna e il compagno sono stati portati in Questura per essere ascoltati e ricostruire la giornata di ieri.
Al momento della scomparsa Christian, alto un metro e 40 cm,indossava una tuta con felpa rossa e pantaloni grigi e scarpe nere. 

mercoledì 25 marzo 2015

SMANTELLATA dall’Antiterrorismo a Torino e in Albania cellula di terroristi islamici

BRESCIA, 25 marzo - Una cellula di estremisti islamici che operava tra l'Italia e i Balcani è stata smantellata dall'Antiterrorismo della polizia, al termine di una lunga indagine. La cellula, secondo quanto si apprende, era dedita al reclutamento di aspiranti combattenti e al loro instradamento verso le milizie dell'Isis. Tre persone arrestate. Gli arresti sono stati eseguiti in provincia di Torino e in Albania. Perquisizioni nei confronti di alcuni soggetti ritenuti simpatizzanti dell'Isis sono in corso in Lombardia, Piemonte e Toscana.

Arrestati zio e nipote e un 20enne - I provvedimenti di custodia cautelare sono stati emessi dal Gip di Brescia nei confronti di due cittadini albanesi, zio e nipote: il primo è residente in Albania mentre il secondo vive in provincia di Torino così come il terzo arrestato, che è un ventenne cittadino italiano di origine marocchina. L'accusa ipotizzata nei confronti dei due albanesi è di reclutamento con finalità di terrorismo mentre nei confronti del 20enne il reato contestato è apologia di delitti di terrorismo, aggravata dall'uso di internet.

Il ventenne arrestato sarebbe l'autore del documento di propaganda dell'Isis, un testo di 64 pagine interamente in italiano, apparso di recente sul web. Il documento si intitola "Lo stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare".

Arrestati in contatto con foreign fighter italiano - I tre arrestati erano in contatto, sia telefonico che tramite Facebook, con Anas El Abboubi, uno dei foreign fighters italiani che si troverebbe attualmente in Siria. Lo stesso Anas (arrestato dalla Digos nel giugno del 2013 e poi scarcerato dal tribunale del Riesame), pochi giorni prima di trasferirsi in Siria, aveva effettuato un viaggio in Albania, dove viveva uno dei presunti estremisti islamici bloccati dall'antiterrorismo. 


Indagine durata due anni - L'indagine, rende noto il direttore della Direzione centrale della polizia di prevenzione (Ucigos), il prefetto Mario Papa, è durata due anni ed è stata coordinata dall'Ucigos e condotta dalla Digos di Brescia con il concorso delle questure di Torino, Como e Massa Carrara. Uomini dell' Antiterrorismo, della questura di Brescia e del Servizio di cooperazione internazionale di Polizia stanno operando anche in Albania, nella zona di Tirana.

mercoledì 18 marzo 2015

BRESCIA, pakistano arrestato, sospettato di terrorismo


BRESCIA, 18 marzo -  Farebbe parte di una rete con finalità terroristiche Ahmed Riaz, un pachistano di 30 anni fermato oggi dai carabinieri del Ros di Brescia. L'uomo, noto anche come Humayun, era già destinatario di un provvedimento di esplusione emesso lo scorso febbraio dal ministero dell'Interno, su richiesta degli stessi carabinieri. Riaz sarebbe stato fermato perchè ritenuto sospetto nell'ambito di indagini sul terrorismo di matrice confessionale. E' accusato di aver intrattenuto frequenti contatti su social network, condividendo fotografie, video e altro materiale di ispirazione jihadista, con estremisti antioccidentali. Sarà allontanato dall'Italia domani e sarà scortato fino in Pakistan.  Il suo nome era già emerso nell'ambito di altre indagini in provincia di Brescia su altri cittadini pachistani appartenenti a network terroristici di cui faceva parte anche Resim Kastrati, 23enne kosovaro già espulso dall'Italia per motivi di sicurezza e prevenzione del terrorismo. Quest'ultimo, residente nel cremonese, era pronto a partire per combattere in Siria e arruolarsi nell'Isis e, sui social network, aveva esultato per la strage di Charlie Hebdo a Parigi. 

martedì 17 marzo 2015

ARRESTATO il marito, autore del femminicidio di BRESCIA

Alessandro Musini
CASTENEDOLO (Brescia) - Angela Mura, 54 anni, è l'ultima vittima di femminicidio in Italia. La donna, trovata con il cranio sfondato, è stata uccisa in casa a Castenedolo, in provincia di Brescia. Per l'omicidio era ricercato il marito, Alessandro Musini, preso nel capoluoho dopo circa 24 ore di fuga. A lanciare l'allarme all'ora di pranzo di lunedì è stato il figlio 15enne, che ha trovato il corpo della madre in una pozza di sangue. La coppia era sul punto di separarsi.
Si tratta di una famiglia di origina sarda, trapiantata da anni nel paese in provincia di Brescia. Il marito della donna, operaio 50enne in un'azienda di Montichiari, nel Bresciano, e con qualche piccolo precedente penale alle spalle, lunedì non si è presentato al lavoro e i carabinieri lo hanno cercato per ore. Era fuggito su una Opel Astra grigia. E' stato rintracciato in una zona semicentrale di Brescia.
E' stata una cittadina ad avvertire gli agenti che sono intervenuti e hanno bloccato l'uomo per poi portarlo al Comando provinciale dei carabinieri di Brescia. Ancora nessuna traccia, invece, dell'arma del delitto. A tal proposito i cassonetti dell'immondizia posti proprio all'esterno dell'abitazione teatro dell'omicidio sono stati sequestrati alla ricerca dell'oggetto utilizzato per uccidere Angela Mura. In casa mancherebbero alcuni oggetti da lavoro. Sarà però l'autopsia disposta dal pm della Procura di Brescia, Francesco Piantoni, a stabilire con certezza la natura dell'oggetto usato.

La donna era vedova del primo marito, morto in un incidente in moto, e dal quale aveva avuto una figlia, che vive in Sardegna, e un secondo figlio di 20 anni, residente invece nel Bresciano. La donna ha avuto poi il terzo figlio da Alessandro Musini, che aveva sposato anni fa. La famiglia da tempo aveva gravi problemi economici. Lei ogni tanto faceva la badante per gli anziani del paese, mentre lui aveva trovato un impiego da poco.

martedì 10 marzo 2015

BOSSETTI al Tribunale di Riesame: mai vista quella ragazza

BRESCIA, 10 marzo - “Non ho mai visto quella ragazza, non sono un assassino, sono un padre di famiglia". Sono le parole di Massimo Bossetti, che ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee durante l'udienza al tribunale del Riesame di Brescia. L'uomo ha ribadito la sua innocenza aggiungendo di non capire "tutto questo accanimento da parte della Procura". I giudici si sono riservati di decidere sull'istanza di scarcerazione: tra alcuni giorni il verdetto. Mentre il presunto killer pronunciava la sua dichiarazione, il presidente del Tribunale gli ha chiesto di guardare i giudici anziché il pubblico ministero, come invece stava facendo. 
Il ricorso al riesame del legale di Bossetti, Claudio Salvagni, contesta i risultati degli accertamenti dei Ris secondo i quali traccia di tessuti sui sedili dell'Iveco Daily del muratore sono stati trovati sui leggings di Yara. 
Secondo la difesa, gli stessi tessuti sono utilizzati su innumerevoli mezzi. E per quanto riguarda le ricerche sul computer di Bossetti riguardanti ragazzine, secondo i legali del muratore, potrebbero essere state generate automaticamente. Vi è poi la questione dibattuta del Dna mitocondriale che non corrisponde a quello di Bossetti mentre riguardo al Dna nucleare, secondo le indagini, vi è la certezza che sia quello del muratore. 

Nel corso del suo intervento, il pubblico ministero, Letizia Ruggeri, ha chiesto che Bossetti rimanga in carcere.

lunedì 2 marzo 2015

BRENO (Brescia), camion perde il carico in galleria, investite 6 auto, due morti


BRENO (Brescia)m 2 marzo - Due persone sono morte in un incidente stradale avvenuto in galleria sulla Statale 42, a Breno, nel Bresciano. Il camion di un'acciaieria avrebbe perso il carico, che ha travolto dei veicoli. Alcuni dei feriti sono rimasti intrappolati nelle lamiere. 
Poco prima delle 14 - stando alle prime ricostruzioni - un camion che proveniva da un’acciaieria ha perso il suo carico di billette, che ha travolto cinque auto e un furgone. Almeno cinque le persone coinvolte. Alcuni dei feriti sono rimasti intrappolati nelle lamiere. Due le vittime accertate. Un bambino, in condizioni gravissime, è stato trasportato dall’eliambulanza all’ospedale Civile di Brescia. Una donna, in condizioni altrettanto gravi, è stata portata a Esine. La Statale 42 è stata chiusa.

venerdì 23 gennaio 2015

BRESCIA, condannati per maltrattamenti i responsabili dell’allevamento Green Hill


BRESCIA, 23 gennaio - Condannati per maltrattamenti i responsabili di Green Hill, l'allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione scientifica e chiuso nell'estate 2012. La prima sezione penale del tribunale di Brescia ha emesso la sentenza: un anno e sei mesi sia per Ghislane Rondot, co-gestore di Green Hill 2001 della Marshall Bioresources e della Marshall Farms Group, sia per Renzo Graziosi, veterinario. Un anno al direttore Roberto Bravi. Assolto Bernard Gotti, l'altro gestore dell'allevamento.

La vicenda era iniziata nel 2012 con un esposto per maltrattamenti ai cani presentato da Legambiente alla Procura di Brescia che nella stessa estate aveva ordinato il sequestro della struttura e di tutti gli animali presenti. I beagle di Green Hill all'epoca erano destinati alla sperimentazione animale nei centri di ricerca e nelle università italiane ed estere. Tremila i cani prelevati da Legambiente e Lav e affidati a famiglie di tutta Italia.

martedì 9 dicembre 2014

BRESCIA, rissa in discoteca, muore accoltellato trentenne


L'intyerno della discoteca Copacabana di Roncadelle
BRESCIA - Un 30enne di origine nomade è stato ucciso nella notte all'interno della discoteca "Copacabana" di Roncadelle, nel Bresciano, nota per l'intrattenimento mirato con musica etnica e romena. Il giovane è stato raggiunto da una coltellata al culmine di una rissa tra più persone, tutte straniere. Gravemente ferito anche il buttafuori della discoteca, intervenuto per sedare gli animi. L'addetto alla sicurezza è stato raggiunto da almeno tre coltellate e trasportato in ospedale dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Non è in pericolo di vita.

lunedì 24 novembre 2014

PERTICA ALTA (Brescia): si barrica in casa con il figlio nella notte e spara per ore dalla finestra. Poi si arrende


BRESCIA - E' stata una notte di paura quella appena trascorsa dagli abitanti di Pertica Alta, paesino nel Bresciano, dove un uomo si è barricato in casa con un bambino, armato di fucile. Dopo una lunga trattativa i carabinieri di Salò (Brescia) sono riusciti a convincerlo a liberare il piccolo e consegnare le armi. L'uomo è stato arrestato.

Erano circa le 22 di domenica sera quando dopo una lite con i vicini di casa, l'uomo ha imbracciato il fucile da caccia e ha iniziato a sparare colpi in aria. In casa con lui oltre il figlio, anche la compagna e la madre. Dopo i primi spari, è scattato l'allarme e sul posto sono sopraggiunti i carabinieri.
A intervalli regolari, l'uomo si riaffacciava alla finestra e ricominciava a sparare. Solo dopo ore di trattative, intorno alle tre di notte, i carabinieri sono riusciti a convincerlo a uscire di casa e a quel punto lo hanno arrestato.

mercoledì 19 novembre 2014

BRESCIA, padre uccide il figlio con una coltellata durante una lite

BRESCIA - Al termine di una lite, il padre ha ucciso a coltellate il figlio. E' successo in un appartamento nel quartiere Pendolina, in città a Brescia. La vittima è Sergio Zucca, 40 anni, ucciso dal padre Franco, che prima lo ha colpito con una martellata in testa e poi con una coltellata in pancia. L'uomo è deceduto in ospedale.

lunedì 3 novembre 2014

I tafferugli a BRESCIA, feriti carabiniere e agente di polizia


BRESCIA - Nei tafferugli con i centri sociali a Brescia, dove è in visita il premier Matteo Renzi, sono rimasti feriti un agente di polizia e un carabiniere al quale i manifestanti avrebbero tentato di strappare lo scudo difensivo. I due sono stati medicati. Circa 200 i manifestanti che hanno utilizzato fumogeni, petardi e lanciato sassi e bottiglie. I centri sociali hanno poi tentato di aggregarsi al corteo della Fiom che ha però rifiutato.

BRESCIA, tensione e contestazioni all’arrivo di Renzi

BRESCIA - L'accoglienza dei centri sociali a Renzi
BRESCIA - Tensione al corteo dei centri sociali a Brescia per l'arrivo di Renzi. Un gruppo di manifestanti ha deviato il percorso tentando di avvicinarsi il più possibile alla Palazzoli, l'azienda che ospita l'assemblea degli industriali dove è presente anche il premier Matteo Renzi. Un gruppo di manifestanti ha provato a sfondare il cordone di polizia e gli agenti hanno respinto i manifestanti.
C'è stato anche un lancio di uova e fumogeni dal corteo del centro sociale "Magazzino 47" e un tentativo di circumnavigare la palazzina. Dal corteo è partito anche il lancio di anche qualche pietra verso gli agenti, che, hanno continuato, anche a colpi di manganelli, ad impedire al corteo di avvicinarsi alla Palazzoli. Mentre il premier faceva il suo ingresso alla Palazzoli, a distanza si sentivano fischi e contestazioni dei lavoratori che protestano contro il Jobs Act.
"Renzi non hai mai lavorato giù le mani dal sindacato": è questo il testo di uno degli striscioni esposti dalla Fiom contro Renzi fuori dall'azienda di Brescia.
"Si è aperta un'opportunità pazzesca, non coglierla sarebbe un errore gravissimo". Così Matteo Renzi poi all'assemblea degli imprenditori. "Se facciamo ciò che siamo in grado, l'Italia dei prossimi anni sarà locomotiva in Europa. Ma bisogna aver coraggio di dire che è finito il tempo dei si farà: ora o mai più. Ecco il senso dell'urgenza che muove me e il mio governo".

''Lei si è assunto il pesante fardello di far uscire l'Italia dalle secche di regole e culture sorpassate che sappiamo ci condurrebbero a un lento ma inarrestabile declino''. Così il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, si rivolge al presidente del Consiglio Renzi durante l'assemblea degli industriali di Brescia.

martedì 23 settembre 2014

PALAZZOLO SULL’OGLIO (Brescia): uccisa a coltellate dal marito (forse già in Tunisia)


I carabinieri davanti alla casa dell'omicidio a Palazzolo
BRESCIA - Una 30enne, Daniela Bani, è stata trovata uccisa a coltellate in un appartamento a Palazzolo sull'Oglio, nel Bresciano. Ancora non è chiaro il movente del delitto, ma i carabinieri stanno ora cercando il marito, un tunisino che al momento risulta irreperibile e che pare abbia perfettamente pianificato il delitto. A trovare il corpo della donna, in camera da letto, è stata la mamma della vittima. Secondo gli inquirenti, il tunisino, con già in tasca un biglietto aereo per la Tunisia, lunedì mattina ha portato i figli da un amico connazionale, poi sarebbe tornato dalla moglie, l'avrebbe uccisa e si sarebbe dato alla fuga. A lanciare l'allarme è stata la madre della vittima che, cercando i nipoti, ha trovato in casa la figlia ormai senza vita in camera da letto. Il tunisino avrebbe fatto anche un prelievo di contanti dalla sua banca prima di scomparire.

venerdì 22 agosto 2014

BRESCIA: L’assessore Beccalossi: non mi dispiace che quel romeno ubriaco sia morto…


BRESCIA - Bufera sull'assessore regionale lombardo Viviana Beccalossi, di Fratelli d'Italia, per un post su Facebook nel quale si definisce per nulla dispiaciuta per la morte del responsabile dell'incidente stradale nel Bresciano, in cui sono morti due bimbi di 6 e 11 anni. "Non mi dispiace affatto che questo romeno ubriaco e assassino sia morto. Anzi... - ha scritto la Beccalossi, originaria proprio di Brescia - E una preghiera per Greta e il suo papà". Nonostante non vi siano, al momento, elementi per dire che il giovane fosse alla guida sotto l'effetto di alcolici, la Beccalossi non fa alcun passo indietro: "L'ho letto in giro e non mi pento di averlo scritto, non aveva bevuto? Ma andava a una velocità folle". "Non è razzismo, ma la misura è colma", ha ribadito l'assessore. "Ancora una volta uno straniero si è distinto per un atto vergognoso andando in giro ubriaco e distruggendo una famiglia". 

Per Viviana Beccalossi, "a Brescia la misura è colma, ma nella provincia, prima in Italia per numero di stranieri, sono in arrivo altre centinaia di immigrati". Nell'incidente, avvenuto mercoledì sera a Verolanuova, sono rimasti uccisi, oltre al romeno 19enne, due fratellini cremonesi di 6 e 11 anni. Il loro papà è ancora ricoverato, l'uomo però non rischierebbe la vita.

giovedì 21 agosto 2014

BRESCIA - Diciannovenne a folle velocità contro un’altra auto: muore e uccide bimbo di 11 anni

VEROLANUOVA - La scena dell'incidente
VEROLANUOVA (Brescia) - Un 19enne di origini romene è morto andandosi a schianare con l'auto, che stava guidando a folle velocità, contro un'altra vettura in un incidente avvenuto a Verolanuova, nel Bresciano. Nello scontro ha perso la vita anche un bambino di undici anni che viaggiava invece con il padre e la sorella a bordo della seconda macchina. L'auto sulla quale viaggiava la famiglia, di origini cremonesi, è finita in una scarpata.
La bambina è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico al cuore a causa della rottura dell'aorta. Per lei la tac avrebbe escluso danni cerebrali, ma le condizioni sono molto gravi. Dall'ospedale di Manerbio (Brescia), la piccola era stata trasferita all'ospedale di Bergamo per l'operazione. Grave, ma non in pericolo di vita, il padre che era al volante dell'auto.

Dalle prime ipotesi sembrava che l'auto sul quale viaggiava il 19enne fosse stata rubata, in quanto i documenti di guida del romeno non coincidevano con quelli della vettura, intestata a un italiano di 50 anni. Solo da un successivo controllo i carabinieri hanno scoperto che il proprietario dell'auto era il compagno italiano della mamma del 19enne.

domenica 17 agosto 2014

Bimbo di 4 anni muore soffocato da un acino d’uva nel BRESCIANO


BRESCIA - Tragedia familiare a San Paolo, paese del Bresciano. Un bimbo di origine marocchina, Moussa, è morto soffocato dopo aver ingerito un acino d'uva. Il piccolo di 4 anni si trovava a casa con la mamma e il fratellino. Il padre di Moussa era fuori, nella moschea del paese. Di solito portava con sé anche il bimbo ma faceva freddo. A nulla è servita la corsa del 118, dopo l'allarme.
Ora, mentre la comunità musulmana e cristiana di San Paolo piange per una morte assurda, la salma del bimbo riposa nella camera mortuaria dell’ospedale di Manerbio, in attesa della pratica per il trasferimento del feretro in Marocco.

Attorno alle 22 il dramma. Dopo aver messo in bocca l'acino fatale, il bambino ha iniziato a sentirsi male davanti agli occhi increduli e alle mani impotenti della giovane mamma. La donna ha immediatamente lanciato l’allarme ai vicini di casa. In pochi minuti nel cortile è arrivata anche l’ambulanza. Il soccorso sul posto e la corsa all’ospedale di Manerbio si sono però rivelati inutili. Il corpicino di Moussa non ha retto all’accaduto. 

martedì 17 giugno 2014

Yara, “il caso è chiuso, l’assassino è Bossetti”, che l'ha seviziata con crudeltà prima di ucciderla

Massimo Giuseppe Bossetti: prove schiaccianto
BERGAMO - Yara Gambirasio ricevette "tre colpi al capo e plurime coltellate in diverse regioni del corpo e abbandonata agonizzante in un campo isolato". Così il pm ricostruiscel l'atroce morte della ragazza nel 2010, seviziata dall'uomo fermato ieri. Nel provvedimento di fermo per Massimo Giuseppe Bossetti - accusato di omicidio con l'aggravante delle sevizie e della crudeltà - si scrive che il suo dna mostra una ''sostanziale assoluta compatibilità'' con quello ritrovato sui leggings di Yara. Nel provvedimento di fermo, tra gli indizi vengono annoverate ''polveri riconducibili a calce''. La professione dell'uomo è muratore e nei polmoni di Yara furono trovate tracce di polveri residue di materiale comunemente usato in edilizia.

Per il procuratore generale di Brescia, che ha competenza anche su Bergamo, Pier Luigi Maria Dell'Osso, "ci troviamo davanti ad una situazione che ci fa dire che il caso è praticamente chiuso. Non sappiamo se conoscesse direttamente la ragazzina" ha detto Dell'Osso che ha poi aggiunto "al momento non ci risulta che Bossetti sapesse di essere il figlio di Guerinoni". Inoltre, a proposito della polemica tra la Procura di Bergamo e il Ministro Alfano, il procuratore Dell'Osso ha affermato "dopo un lavoro lungo più di tre anni era difficile tenere sotto traccia una notizia così importante".

sabato 7 giugno 2014

Stamina, l'infusione al piccolo Federico "è andata bene"

Andolina all'ingresso degli Spedali di Brescia
BRESCIA - "L'infusione con il metodo Stamina è stata fatta ed è andato tutto bene". Lo ha confermato il direttore generale degli Spedali civili di Brescia, Ezio Belleri, secondo cui "a somministrare la cura è stato solo Andolina". L'intervento riguardava un bambino di tre anni, Federico, affetto dal morbo di Krabbe, e il vicepresidente di Stamina Foundation lo ha eseguito dopo che il giudice ha deciso la ripresa della terapia nella struttura lombarda.