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domenica 7 dicembre 2014

CASCIAGO (Varese), imprenditore ferisce il figlio di 16 anni che perdeva tempo con i videogiochi e poi si suicida

L'ingresso della ditta dove l'imprenditore si è suicidato
VARESE - A Morosolo di Casciago, nel Varesotto, un imprenditore 53enne, Giuseppe Basso, ha aggredito con un coltello il figlio di 16 anni perché passava troppo tempo a giocare con i videogiochi invece che studiare. L'uomo si è poi recato nel vicino comune di Brunello nella sua ditta, la Tecnosteel, e si è suicidato con una coltellata al cuore. Il ragazzo, colpito due volte alla schiena e una al fianco, è ricoverato all'ospedale di Varese: non è in pericolo di vita. il giovane è riuscito ad avvertire la madre, che ha chiamato i soccorsi arrivati con l'elicottero. Trasportato in pronto soccorso, le sue condizioni non sono definite gravi dai medici. Sconvolti i vicini di casa che descrivono i Basso (con tre figli, il più grande ha 22 anni e il più piccolo 13) come una famiglia normale e tranquilla.
Oltre alla tensione familiare il gesto del 53enne potrebbe essere ricondotto allo stress legato all'azienda, che i soci di Basso assicurano non essere in una situazione di difficoltà.

Tutto è cominciato intorno alle 12.30 di oggi. Basso, 53 anni, imprenditore affermato e persona nota in paese, ha avuto un alterco con uno dei suoi figli al piano terra della villetta di famiglia, a Morosolo: all'origine sembrano esserci futili motivi, un rimprovero per la perdita di tempo ai videogiochi invece che studiare. Di sicuro motivi non sufficienti per giustificare le tre coltellate, due alla schiena e una al fianco, inferte dal padre al figlio. Giuseppe Basso poi si è diretto all'interno dell'azienda, ha staccato l'allarme per entrare col badge privato e lo ha poi riattivato, dopo si è rifugiato in un ufficio e lì l'ha fatta finita con un coltello infilato nel petto. Lo hanno trovato intorno alle 13.40 le forze dell'ordine, entrate nella ditta coi soci di Basso, sconvolti per quanto successo.

martedì 18 dicembre 2012

I seicento ettolitri di Brunello versati nelle fogne: arrestato ex dipendente della cantina

La cantina Case Basse a Montalcino

SIENA - È stato arrestato un ex dipendente dell'azienda vinicola «Case Basse» di Montalcino: secondo le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Siena, sarebbe stato lui a versare nelle fogne circa 600 ettolitri di vino destinato a diventare Brunello. L'atto di vandalismo sarebbe stato dettato da “vecchiu rancori” e dalla scelta di un altro dipendente nell'assegnazione di un alloggio di pertinenza dell'azienda. Il reato contestato è quello di sabotaggio, compiuto da  A.D.,un romano di 39 anni già conosciuto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio.
La scoperta dell'atto vandalico risale al 3 dicembre scorso: chi ha agito, dopo essere entrato nella cantina di Case Basse, aveva aperto i rubinetti delle botti facendo defluire nelle fogne 600 ettolitri di Brunello, distruggendo l'intera produzione di vino dal 2007 al 2012.