SANAA - Il giornalista freelance americano Casey Coombs è stato rilasciato dopo esser stato detenuto per circa due settimane dai ribelli Houthi in Yemen. Coombs è solo uno degli americani sequestrati dai ribelli che hanno preso il controllo di gran parte del Paese, compresa la capitale Sanaa. L'uomo è arrivato nel vicino Oman dove sarà sottoposto ai controlli medici prima di rientrare negli Stati Uniti.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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martedì 2 giugno 2015
martedì 9 dicembre 2014
YEMEN, due kamikaze di al Qaida contro quartier generale dell'esercito, sei soldati uccisi
SANA'A - Sei militari hanno perso la vita in seguito a un duplice attentato kamikaze con autobomba contro il quartier generale della prima divisione dell'Esercito nella regione di Hadramout, nel sud-est dello Yemen. Lo ha reso noto una fonte militare. Le due vetture sono esplose all'ingresso del quartier generale, a Sayun. Lo ha rivendicato su Twitter il gruppo Ansar Al-Sharia, legato ad Al Qaida nella penisola araba. Secondo un bilancio provvisorio, "sei soldati sono stati uccisi e altri otto sono rimasti feriti" nei due attacchi suicidi all'ingresso del quartier generale della prima divisione a Sayun, una città nella regione di Hadramout", ha detto la fonte militare. "Due kamikaze alla guida di due autobomba si sono diretti verso il quartier generale della prima divisione e si sono fatti esplodere all'ingresso del sito", ha aggiunto la fonte. I due attacchi si sono verificati "poco dopo l'arrivo al quartier generale del convoglio del comandante della prima divisione, il generale Abderrahman al-Halili, che è rimasto illeso", ha concluso la fonte. Contemporaneamente, una bomba è esplosa in una piazza a Sayun, presso gli uffici dell'amministrazione locale, hanno riferito alcuni residenti.
sabato 6 dicembre 2014
Ucciso l'ostaggio americano in YEMEN nel tentativo di liberarlo
| Luke Somers |
"Per favore, mostrate pietà": così Paula, madre del giornalista americano Luke Somers, detenuto da al Qaida nello Yemen da oltre un anno, si ERA rivolta ai rapitori di suo figlio in un video su YouTube prima della notizia della sua morte. Nel filmato c'è anche il fratello del giornalista, Jordan, che spiega che la sua famiglia "non era a conoscenza del tentativo di liberare Luke" condotto dalle forze speciali Usa. E Luke "è solo un fotoreporter, non è responsabile per nessuna delle azioni intraprese dal governo Usa".
domenica 11 maggio 2014
Yemen, kamikaze si fa saltare con la sua auto e uccide 11 poliziotti
| una piazza della parte vecchia di Mukalla, dove è avvenuto l'attentato |
SANAA - Un attentatore suicida ha fatto esplodere oggi la sua auto carica di esplosivo all'esterno di una stazione di polizia nel sud del paese, uccidendo 11 poliziotti e ferendone 15.
I funzionari della polizia hanno detto che l'attacco è avvenuto a Mukalla, capitale della provincia meridionale di Hadramawt. L'attentatore, che si ritiene militante di al-Qaeda, ha guidato la sua auto molto vicino alla stazione e ha fatto accorrere gli ufficiali per attirare altre vittime prima di far detonare l'esplosivo. L'esplosione ha distrutto parte del palazzo, mentre gli agenti di polizia stavano pranzando all'interno, uccidendo anche il cuoco civile. Mukalla è il porto principale della provincia di al-Shahr oltre che la quarta città dello Yemen, a 480 chilometri da Aden. E'0 anche una "sconsigliabile" meta turistica: ci sono hotel di buon livello (c'è anche un Holiday Inn).
Si ritiene che l'attacco sia una rappresaglia per le grandi perdite subite da militanti di al-Qaeda nel corso delle ultime due settimane, dopo che le forze governative li hanno colpiti nella regione meridionale di Mahfad e hanno sgominato una tentacolare base di al-Qaeda tra le province di Shabwa e Abyan . I militanti hanno lasciato grandi depositi di armi nella base, compresi esplosivi e materialiutilizzati da attentatori suicidi. L'esercito ha anche trovato computer e apparecchiature per le comunicazioni all'interno delle grotte in montagna. I militanti sono fuggiti sulle montagne e almeno 12 auto che li trasportano sono state viste dirigersi verso la provincia nord ovest di al-Jawf. Washington ritiene al-Qaeda nella penisola arabica il ramo più attivo del gruppo nel mondo e ha assistito il governo con la logistica, la formazione e gli attacchi dei droni. I militanti risposto prendendo di mira edifici governativi e forze di sicurezza.
Intanto oggi nella capitale, Sanaa, le forze di sicurezza si sono scontrate con sospetti combattenti di al-Qaida in una zona non lontana dal palazzo presidenziale, uccidendo tre militanti.
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lunedì 5 maggio 2014
Agente francese della sicurezza Ue ucciso a Sanaa
| SANAA - La zona diplomatica di Hadda |
SANAA - Un francese, agente della sicurezza della delegazione dell'Unione europea a Sanaa, è stato ucciso oggi e un’altra guardia francese ferita da uomini armati che hanno sparato contro la loro auto in viaggio nel sud della capitale yemenita. "Il loro veicolo è stato colpito quando si preparava a tornare alla delegazione", ha detto un funzionario Ue.
La seconda guardia è rimasto gravemente ferito durante l'attacco. Il loro autista yemenita è rimasto anche lui ferito durante l'attacco che ha avuto luogo nell'area diplomatica di Hadda. A bordo di un 4X4, gli aggressori sono riusciti a fuggire.
Entrambi gli agenti appartenevano a una società di sicurezza francese incaricata della protezione internazionale della delegazione dell'Unione europea.
domenica 9 febbraio 2014
Yemen, bomba sotto il sedile della sua’auto uccide 007
SANAA - Una bomba nella sua auto ha ucciso un ufficiale dell'intelligence yemenita e feriti altri tre in un attacco nella capitale, San'aa.
L'esplosione di oggi è l'ultimo di una serie di attacchi al personale militare in un paese che è alle prese con diverse rivolte armate e sta negoziando una difficile transizione politica.
L’esplosivo era stato messo all'interno di un veicolo guidato dall’ufficiale dei servizi segreti e l’attentato è avvenuto all’esterno del ministero del petrolio. La vittima il colonnello Mohammed Hussein Fadhel. Una guardia del corpo che viaggiava con lui è stato ferito, oltre a due passanti,.
La bomba era "limitata" nella potenza, ma posta sotto il sedile della vittima e telecomandata.
L'attacco arriva giorni prima del terzo anniversario della rivolta che ha rovesciato Ali Abdullah Saleh dalla presidenza. Molti yemeniti dicono che l'apparato del regime di Saleh è ancora al suo posto. Più della metà dell’attuale governo è fedele all'ex presidente.
Lo Yemen sta affrontando anche un peggioramento della situazione della sicurezza, con frequenti omicidi, esplosioni e combattenti tribali che prendono il controllo dei distretti statali. Un cessate il fuoco fragile tiene in Arhab, 40 km a nord di Sanaa, dopo mesi di scontri tra sciiti Houthi e tribù sunnite.
Una serie di rapimenti di stranieri ha anche costretto i governi stranieri ad avvertire di una minaccia crescente nel paese.
domenica 29 dicembre 2013
Yemen, proiettile su una veglia funebre, 19 morti (4 bambini). Sparato da un carro armato?
SANAA - Sale a 19 morti il bilancio della strage avvenuta nello Yemen, nella provincia di al Dhalea, dove un proiettile esplosivo è caduto su una tenda che ospitava la veglia funebre di un militante separatista locale provocando anche il ferimento di 23 persone. Tra le vittime quattro bambini. Lo riferiscono fonti mediche. Gli attivisti del Movimento del sud hanno accusato l'esercito di aver usato carri armati per sparare contro la tenda funebre
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domenica 15 dicembre 2013
Yemen, tentano di rapire diplomatico giapponese e lo accoltellano
SANAA - Un diplomatico giapponese è stato ferito in un tentativo di rapimento fallito da parte di uomini armati nello Yemen.
Il secondo segretario presso l'ambasciata è stato accoltellato cinque volte da sconosciuti in un attacco che ha avuto luogo nella capitale yemenita Sanaa.
Il diplomatico stava resistendo un tentativo di rapimento davanti alla sua casa. Un altro rapporto sostiene che gli aggressori hanno colpito l'inviato nella sua auto.
Molti attacchi contro gli stranieri in Yemen si sono intensificati negli ultimi mesi. Lo Yemen è stato afflitto da instabilità da quando il suo presidente, Ali Abdullah Saleh, ha consegnato il potere dopo una rivolta popolare nel 2011.
venerdì 13 dicembre 2013
Yemen, drone Usa uccide 15 in corteo per un matrimonio. Scambiati per al Qaeda
SANAA - Quindici persone sono rimaste uccise durante una parata per un matrimonio a Radda, in Yemen, da un attacco presumibilmente messo a segno con un drone Usa. Il "corteo" sarebbe stato scambiato infatti per un convoglio di membri di Al Qaeda. "Un attacco aereo ha colpito il corteo di una festa di nozze: dieci persone sono morte sul colpo, mentre altre 5 sono decedute dopo l'arrivo in ospedale", ha detto un funzionario di sicurezza locale.
Gli Usa al momento non confermano un proprio coinvolgimento nell'incidente: "Non abbiamo informazioni che avvallino il rapporto delle autorità yemenite", ha detto un ufficiale statunitense.
Gli Usa hanno intensificato gli attacchi con droni come parte di un campagna contro Al Qaeda nella Penisola Araba, considerata da Washington una zona particolarmente attiva per la rete terroristica. Secondo un rapporto di Human Rights Watch, datato agosto 2013, gli attacchi Usa in territorio yemenita avrebbero ucciso decine di civili.
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giovedì 5 dicembre 2013
Sanaa: autobomba contri il ministero della Difesa, 40 morti. E si spara all'interno
venerdì 20 settembre 2013
Yemen: autobombe contro un campo militare, 40 soldati morti
SANAA - Almeno 40 soldati sono morti in un attacco di terroristi di al Qaeda contro un campo militare nel sud dello Yemen, dicono le fonti.
Due autobombe sarebbero esplose nel campo nella provincia di Shabwa. Il governo sta combattendo i militanti di al-Qaeda nella penisola arabica che spesso prendono di mira i militari.
martedì 10 settembre 2013
Yemen, bimba di 8 anni, venduta dai genitori, morta dopo la prima notte di nozze
SANAA (Yemen) - E' morta a 8 anni, dissanguata per ferite interne, dopo la prima notta di nozze. Si chiamava Rawan la sposa bambina che, come troppe ancora nello Yemen, era stata data in sposa per soldi dai genitori a un uomo che aveva cinque volte la sua età. Lo denunciano gli attivisti, spiegando che la piccola è deceduta a Hardh, zona tribale nello Yemen nord occidentale, al confine con l'Arabia Saudita. Gli stessi attivisti ora chiedono che sia fatta giustizia, che il marito, circa 40 anni, e i familiari della vittima vengano arrestati e affrontino un processo. Più di un quarto delle bambine yemenite si sposa prima di aver compiuto i 15 anni, secondo i dati del ministero degli Affari sociali di Sana'a.
Ma le autorità e la sicurezza della provincia di Hajja nel nord dello Yemen hanno smentito categoricamente la notizia. A portare alla luce il dramma di Rawan è stato il giornalista yemenita freelance Mohammad Radman, che insiste sulla veridicità della notizia e l'attendibilità delle sue fonti. Citando persone vicine alla vittima, il reporter dice che ''sono pronti a testimoniare. Credo che i funzionari stiano tentando di seppellire la vicenda''.
Per contro Mosleh Al Azzani, direttore del dipartimento di Indagini criminali nel distretto di Harradh dove sarebbe avvenuto il matrimonio, ha detto a 'Gulf News' di aver contattato personalmente la bambina e il padre per interrogarli sulla vicenda. ''Avevo sentito la notizia. Ho chiamato il padre della bambina. E' venuto con sua figlia e ha negato le nozze e il decesso. Ho le foto della bambina che possono mostrare a chiunque'', ha detto, spiegando che la bambina ha 8 anni e suo padre sulla quarantina.
sabato 31 agosto 2013
Raffiche di mitra contro il primo ministro dello Yemen. Salvo
SANAA - Il primo ministro dello Yemen, Mohammed Salem Basindwa, è scampato a un tentativo di assassinio da parte di due persone che hanno aperto il fuoco contro il suo corteo di auto a Saana. Lo ha detto un consigliere del premier, Ali al-Sarari, spiegando che nessuno è rimasto ferito durante l'attacco. Il premier stava tornando a casa dal suo ufficio.
domenica 25 agosto 2013
Yemen, bomba contro autobus militare, 6 morti e 26 feriti
SANAA - Almeno sei persone sono state uccise e altre 26 ferite in un attentato contro un autobus che trasportava membri dell'aeronautica militare yemenita. I soldati erano diretti verso la loro base nella capitale, Sanaa, quando è avvenuta l'esplosione. L'attacco è avvenuto nei pressi della base, sulla strada che conduce all'aeroporto internazionale di Sanaa.
Il governo dello Yemen sta lottando contro i militanti appartenenti ad al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP), che spesso prendono a bersaglio dei militari.
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martedì 6 agosto 2013
Il Dipartimento di Stato agli americani: via tutti subito dallo Yemen
| Un posto di blocco dell'esercito a Sanaa |
SANAA - Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha detto che i cittadini e il personale non di emergenza del governo debbono lasciare lo Yemen "immediatamente" a causa di minacce alla sicurezza.
La capitale yemenita sta vivendo misure di sicurezza senza precedenti, con centinaia di veicoli blindati militari dispiegati per proteggere il palazzo presidenziale, gli edifici infrastrutturali vitali e le ambasciate occidentali nella capitale.
Una fonte della sicurezza ha confermato che i servizi segreti yemeniti avevano scoperto che decine di membri di Al Qaeda erano arrivati a Sanaa negli ultimi giorni provenienti da altre regioni per attuare un attentato di grandi dimensioni, con attacchi suicidi contro ambasciatori e ambasciate straniere in Yemen, oltre alle operazioni contro il quartier generale militare yemenita.
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sabato 3 agosto 2013
Allarme terrorismo: Berlino e Londra chiudono le ambasciate in Yemen
SANA’A - Il timore di attacchi terroristici ha spinto la Germania e la Gran Bretagna a chiudere nelle giornate di domani e lunedi' le proprie sedi diplomatiche nello Yemen. Nel frattempo, Londra invita i propri cittadini a lasciare il Paese. La decisione giunge dopo che gli Stati Uniti hanno diffuso un allarme terrorismo a livello mondiale e deciso la chiusura di 21 sedi diplomatiche in 17 Paesi a partire da domani. I Paesi coinvolti vanno dall'Algeria al Bangladesh, in un arco che comprende Nordafrica, Medio Oriente e altri Paesi islamici.
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mercoledì 6 febbraio 2013
Una base segreta di droni Usa in Arabia Saudita per dare la caccia ad al Quaeda in Yemen
RIYADH (Arabia Saudita) - La Cia opera un segreto base aerea di droni senza pilota in Arabia Saudita negli ultimi due anni. La struttura è stata creata per dare la caccia ai membri di al-Qaeda nella penisola arabica (AQAP), che ha sede in Yemen.
Un drone pilotato da lì è stato utilizzato nel settembre 2011 per uccidere Anwar al-Awlaki, un religioso nato in Usa che è stato accusato di essere il capo esterno delle operazioni di AQAP. I media statunitensi hanno saputo della esistenza della base da allora, ma non l'avevano segnalato.
| Anwar al-Awlaki |
Alti funzionari del governo avevano detto di essere preoccupati che la divulgazione arrecasse pregiudizio alle operazioni contro al Qaeda, così come potenzialmente alla collaborazione antiterrorisrica con l'Arabia Saudita.
L'esercito americano ha ritirato tutte le sue truppe in Arabia Saudita nel 2003, dopo aver stazionato tra i 5.000 e 10.000 militari nel regno del Golfo dopo la guerra del Golfo del 1991. Solo il personale della Missione degli Stati Uniti di allenamento militare (USMTM) ufficialmente resta nel Paese.
La rivelazione che gli attacchi dei droni degli Stati Uniti contro i militanti in Yemen sono stati lanciati dall’Arabia Saudita sarà motivo di imbarazzo per il governo di Riyadh. Re Abdullah ha avviato un processo graduale di riforma di fronte a una élite conservatrice religiosa che è fermamente contrario alla presenza di truppe straniere non musulmanie nel paese.
Funzionari degli Stati Uniti hanno rivelato detto che la prima volta che la CIA ha usato la struttura segreta è stata nella missione per uccidere Awlaki.
Da allora, la CIA ha "continuato la caccia e l’uccisione di 'obiettivi di alto valore' in Yemen" hanno aggiunto i funzionari.
Tre americani, tra cui Awlaki a il figlio sedicenne, sono stati uccisi in attacchi degli Stati Uniti in Yemen, che si dice siano stati effettuati senza l'autorizzazione del governo del paese.
Una fonte vicina al ministro dell'Interno saudita, principe Mohammed bin Nayef, ha rifiutato di commentare la notizia.
Il consigliere per l’antiterrorismo di Barack Obama , John Brennan, ex capo della Cia in Arabia Saudita, ha svolto un ruolo fondamentale nei negoziati con il governo di Riyadh oltre a costruire la base per i droni.
La notizia che l'Arabia Saudita sia sede di una base aerea segreta della CIA segue la pubblicazione di un memorandum del Dipartimento di Giustizia Usa , che ha fornito una giustificazione legale per l'uccisione di cittadini americani all'estero, come Awlaki, se vengono considerati una minaccia 'diretta' e 'imminente' al degli Stati Uniti.
giovedì 13 settembre 2012
Medio Oriente e Nord Africa in fiamme contro gli Usa. In Libia effettuati già alcuni arresti a Bengasi
BENGASI - Le proteste contro il film anti islam realizzato negli Stati Uniti si stanno diffondendo in tutto il Medio Oriente e Nord Africa.
Nello Yemen, i manifestanti hanno preso d'assalto brevemente l'ambasciata americana a Sanaa e bruciato la bandiera degli Stati Uniti, ma sono stati respinti dalle forze di sicurezza.
In Egitto, 70 persone sono rimaste ferite nelle proteste. Aktre proteste sono state segnalate anche in Marocco, Sudan e Tunisia.
Martedì scorso, l'ambasciatore Usa in Libia è stato ucciso a Bengasi. Funzionari degli Stati Uniti dicono che stanno indagando se l'attacco in Libia è stato pianificato, citando il sospetto che un gruppo jihadista militante possa avere coordinato la violenza. Le autorita' libiche stanno facendo ''importanti passi avanti'' nell'inchiestaBWNGAS. Lo ha detto all'Afp il neo premier libico, Musfafa Abu Shagur, nella prima intervista dopo la sua elezione ieri a capo del futuro governo. ''Abbiamo dei nomi e delle foto'', ha aggiunto confermando che sono stati compiuti degli arresti.
Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha condannato il film che ha dato origine alle proteste come "disgustoso" e "riprovevole". Gli Stati Uniti hanno completamente respinto il suo contenuto e il suo messaggio, ha detto, ma il film non era una scusa per la violenza.
La polizia di Sanaa ha sparato in aria, ma non è riuscita a evitare che la folla entrasse al compound dell’ ambasciata dando fuoco ai veicoli.
Rinforzi delle forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per respingere i manifestanti. Le finestre sono state infrante. Una bandiera degli Stati Uniti è stato strappata e sostituito con una bandiera nera recante la dichiarazione di fede musulmana, "Non c'è altro Dio che Allah". Un manifestante è rimasto ucciso e almeno altri tredici feriti negli scontri con le forze di sicurezza.
Non è ancora chiaro se l'ambasciata sia stata occupata. Ci sono rapporti che il personale dell'ambasciata sia stato spostato in un luogo più sicuro.
In Egitto, proteste per il terzo giorno davanti all'ambasciata degli Stati Uniti al Cairo, con alcuni manifestanti che chiedono l'espulsione dell'ambasciatore.
La polizia ha sparato gas lacrimogeni sulla folla che lanciava pietre. E' di almeno 13 feriti il bilancio degli scontri tra dimostranti e forze di sicurezza. La Cnn parla anche di 12 persone arrestate. La maggior parte dei feriti sarebbe rimasta vittima del fitto lancio di pietre da parte dei manifestanti. Le immagini trasmesse dalla emittente americana mostrano la polizia che lancia gas lacrimogeni per cercare di disperdere i gruppi più facinorosi.
Altri sviluppi:
- In Libia il primo ministro Mustafa Abu Shagur dice che non c'è "alcuna giustificazione" per l'attacco Bengasi e le indagini sono in corso per trovare i "criminali" responsabili. Due sarebbero già stati arrestati.
- Iraniani, scandendo slogan anti-Usa e anti-Israele, hanno messo in scena una protesta davanti l'ambasciata svizzera nella capitale iraniana, Teheran, che rappresenta gli interessi degli Stati Uniti
- Il presidente afghano Hamid Karzai ha rinviato la visita prevista in Norvegia, temendo la violenza potrebbe scoppiare nel suo paese
- Una piccola protesta ha avuto luogo a Dhaka, Bangladesh, in cui si chiede che il film-maker sia punito
- In Iraq, ci sono state manifestazioni a Baghdad e Bassora, con il leader di una milizia islamica avvertire il film "metterà tutti gli interessi americani in pericolo"
- La polizia pakistana dice di "aspettarsi alcune proteste" presso l'ambasciata degli Stati Uniti a Islamabad. La sicurezza è stata aumentata nelle ambasciate e consolati degli Stati Uniti in tutto il mondo, una squadra di marines è arrivata in Libia e due cacciatorpediniere sono sulla costa libica, come misura precauzionale.
venerdì 3 agosto 2012
Alessandro Spadotto, il carabiniere rapito nello Yemen, è libero
SANA’A - Alessandro Spadotto è libero: sta bene ed ora è in viaggio verso Sanaa da Marib, la regione petrolifera ad est della capitale yemenita, dove era stato portato dopo il sequestro avvenuto domenica scorsa a Sanaa. Si conclude così il sequestro del carabiniere, addetto alla sicurezza dell'Ambasciata italiana, che era stato rapito quattro giorni fa, mentre era in un negozio nei pressi della sede diplomatica, dal clan tribale dei Jalal. La notizia del rilascio arriva in Italia dal presidente dell'associazione italo-yemenita, Arhab al Sarhi. E, a stretto giro, viene confermata da qualificate fonti italiane e dalla Farnesina .
Grande soddisfazione" arriva dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi che sottolinea la "rapida soluzione del caso, resa possibile grazie alla straordinaria collaborazione fornita dalle autorità di Sanaa". "Si tratta di un successo che è ancora una volta - aggiunge il capo della diplomazia italiana - il risultato del lavoro tenace e della grande professionalità dei funzionari dell'Unità di Crisi della Farnesina e di tutte le strutture dello Stato coinvolte".
Spadotto che a 48 ore dal suo rapimento era riuscito a rompere il silenzio inviando un sms alla fidanzata - "sto bene, non vi preoccupate", aveva scritto martedì - era stato localizzato dalle autorità yemenite nella provincia di Marib, regione petrolifera situata a Est della capitale e segnata dagli scontri - diversi gli attacchi agli oleodotti e gasdotti dell'area - tra tribù locali e forze governative. A rapirlo proprio un membro di una delle tribù dell'area, gli Al-Jalal: Ali Nasser Hariqdane, questo il nome dell'uomo che, ricercato per atti di banditismo, aveva rivendicato la cattura per ottenere dal governo l'immunità e un risarcimento
giovedì 2 agosto 2012
Il carabiniere rapito in Yemen a un tv araba: mi hanno maltrattato, ora sto bene
| Alessandro Spadotto |
SANA’A (Yemen) - Si è fatto vivo dopo quattro giorni di prigionia Alessandro Spadotto, il 29enne carabiniere friulano rapito domenica a Sana'a, capitale dello Yemen, dove prestava servizio presso l'ambasciata d'Italia.
In una telefonata ripresa dall'emittente satellitare Al Arabiya, Spadotto ha assicurato di "stare bene", anche se ha aggiunto di aver subito "maltrattamenti" nelle prime fasi del sequestro.
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