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lunedì 1 giugno 2015

LIVORNO, il vescovo vuole trasferirlo, prete si impicca

Don Carlo Certosini
LIVORNO, 1 giugno - Un prete di Livorno, 54 anni, si è ucciso impiccandosi in una soffitta della parrocchia, nella chiesa di San Simone, in via del Pastore.. Il suo corpo è stato trovato da una parrocchiana che ha immediatamente chiamato la polizia. Don Carlo Certosino da poco era stato trasferito in un'altra parrocchia, ma questa decisione non era stata ben accolta né dal sacerdote né dalla comunità. I fedeli, infatti, da tempo contestavano vivacemente la scelta del vescovo. A seguito della protesta dei parrocchiani, infatti, il vescovo aveva inviato al sacerdote una lettera in cui lo invitava a lasciare la parrocchia entro il 30 di giugno e contestualmente ad assumere l'incarico di parroco nella nuova destinazione, come concordato in precedenza con lo stesso sacerdote.

Il pm ha disposto ulteriori indagini per risalire alle motivazioni del gesto. Il parroco, prima di togliersi la vita, ha lasciato un biglietto rivolto a una delle perpetue: "Sono in soffitta, chiama il 118, non voglio che mi trovi tu". La polizia sugli scalini che portano alla soffitta hanno trovato un foglio e una penna. Il fratello gemello della vittima, Massimo, quando ha saputo della notizia s'è precipitato in vbia del Pastore e ha avuto un malore per lo choc.

lunedì 19 gennaio 2015

GIUGLIANO, spara alla moglie e si uccide, dramma della gelosia

La scena dell'omicidio-suicidio
NAPOLI, 19 gennaio - Una donna è giunta cadavere all'ospedale mentre il marito è stato trovato morto, all'interno della sua macchina, in un parcheggio di via Nazario Sauro a Giugliano (Napoli).

L'uomo, a quanto si apprende, è una guardia giurata. Si tatta di un dramma della gelosia. La guardia della Security Service ha sparato, ieri sera verso le 19, a sua moglie e poi si è ucciso. Avrebbe lasciato un biglietto. Si tratta di Antonio Riccardo, 55 anni, guardia giurata e sua moglie Annamaria Capuano, 49 anni, casalinga. I due avevano una figlia di 15 anni. I due corpi sono stati trovati nell'auto dell'uomo, una Fiat Panda di colore verde, da un agente di polizia, che abita nella stessa zona.

giovedì 8 gennaio 2015

UDINE, va a casa di un finanziere, gli spara e lo uccide e poi si suicida


UDINE, 8 gennaio - Un omicidio-suicidio è avvenuto questa mattina a Palazzolo dello Stella, in provincia di Udine. Un uomo residente in zona si sarebbe recato nella frazione di Piancada, bussando alla porta di un finanziere. L'omicida ha aperto il fuoco contro la vittima, Franco Johnny Pavan, uccidendola, prima di togliersi la vita. Pavan era un agente in servizio alla compagnia della Guardia di finanza di San Giorgio di Nogaro (Udine).  Il killer, che avrebbe esploso due colpi di pistola, sarebbe un uomo di Pocenia, piccolo centro della Bassa Friulana, a pochi km da Piancada. Sul posto i carabinieri.

domenica 7 dicembre 2014

CASCIAGO (Varese), imprenditore ferisce il figlio di 16 anni che perdeva tempo con i videogiochi e poi si suicida

L'ingresso della ditta dove l'imprenditore si è suicidato
VARESE - A Morosolo di Casciago, nel Varesotto, un imprenditore 53enne, Giuseppe Basso, ha aggredito con un coltello il figlio di 16 anni perché passava troppo tempo a giocare con i videogiochi invece che studiare. L'uomo si è poi recato nel vicino comune di Brunello nella sua ditta, la Tecnosteel, e si è suicidato con una coltellata al cuore. Il ragazzo, colpito due volte alla schiena e una al fianco, è ricoverato all'ospedale di Varese: non è in pericolo di vita. il giovane è riuscito ad avvertire la madre, che ha chiamato i soccorsi arrivati con l'elicottero. Trasportato in pronto soccorso, le sue condizioni non sono definite gravi dai medici. Sconvolti i vicini di casa che descrivono i Basso (con tre figli, il più grande ha 22 anni e il più piccolo 13) come una famiglia normale e tranquilla.
Oltre alla tensione familiare il gesto del 53enne potrebbe essere ricondotto allo stress legato all'azienda, che i soci di Basso assicurano non essere in una situazione di difficoltà.

Tutto è cominciato intorno alle 12.30 di oggi. Basso, 53 anni, imprenditore affermato e persona nota in paese, ha avuto un alterco con uno dei suoi figli al piano terra della villetta di famiglia, a Morosolo: all'origine sembrano esserci futili motivi, un rimprovero per la perdita di tempo ai videogiochi invece che studiare. Di sicuro motivi non sufficienti per giustificare le tre coltellate, due alla schiena e una al fianco, inferte dal padre al figlio. Giuseppe Basso poi si è diretto all'interno dell'azienda, ha staccato l'allarme per entrare col badge privato e lo ha poi riattivato, dopo si è rifugiato in un ufficio e lì l'ha fatta finita con un coltello infilato nel petto. Lo hanno trovato intorno alle 13.40 le forze dell'ordine, entrate nella ditta coi soci di Basso, sconvolti per quanto successo.

lunedì 1 dicembre 2014

Muoiono i suoi due cani, lei si suicida e lascia i suoi beni all'ENPA

MILANO - La morte dei suoi due amati cani pare avesse peggiorato le sue condizioni psichiche già molto precarie e così una donna di 56 anni ha deciso di togliersi la vita lanciandosi dal terzo piano del suo appartamento in via Ferrari, a Milano. La donna ha scritto un testamento in cui lascia tutti i suoi averi (compreso l'appartamento dove viveva) all'Enpa, l'Ente nazionale prevenzione animali.

venerdì 19 settembre 2014

PERUGIA: suicida il sacerdote che aveva denunciato un ricatto a luci rosse

PERUGIA -  Un sacerdote che nei giorni scorsi aveva denunciato di essere stato vittima di un ricatto a luci rosse da parte di uno straniero è stato trovato morto nel Perugino. Secondo i carabinieri si è suicidato. L'anziano prete aveva fatto arrestare un giovane rumeno che lo ricattava con delle foto compromettenti per le quali aveva chiesto 4mila euro. La notizia della morte del sacerdote è giunta durante l'udienza per la convalida del fermo del presunto estorsore.  "Il mio assistito non si è probabilmente nemmeno reso conto di quanto stava accadendo", ha commentato il suo difensore, l'avvocato Giacomo Manduca. "E' finito in una storia più grande di lui" ha aggiunto. "Il gesto disperato di don Franco è forse provocato anche da talune recenti indiscrezioni apparse su alcuni media locali": lo sostiene l'arcidiocesi perugina dopo il suicidio del sacerdote. "La Chiesa perugino-pievese - si legge in una sua nota - è profondamente sconvolta per la tragica morte di don Franco Bucarini, parroco di Canneto, Capocavallo, Cenerente, Pantano, Prugneto". 
L'arcivescovo di Perugia, il cardinale Gualtiero Bassetti, con le "lacrime agli occhi" ha dato notizia del suicidio ai suoi collaboratori e al Consiglio episcopale diocesano. Sulla figura di don Franco Bucarini, il cardinale Bassetti ha messo in evidenza "il suo zelo pastorale soprattutto in ambito missionario e caritativo ed ha espresso la vicinanza della Chiesa diocesana alla famiglia e alle comunità parrocchiali del parroco scomparso dove svolgeva il suo ministero sacerdotale dal luglio 2012".

Don Bucarini - si legge nella nota della diocesi - era nato a Perugia il 15 febbraio 1941. Fu ordinato presbitero il primo maggio 1971 come membro della Congregazione religiosa degli Orionini e svolse gran parte del suo ministero sacerdotale in Francia e in Paesi di missione. Nel 2008, dopo sua richiesta, fu incardinato nell'archidiocesi di Perugia-Citta' della Pieve. Nominato parroco prima di Santa Maria Annunziata in Colombella (2 aprile 2008) e poi delle parrocchie di Canneto, Capocavallo, Cenerente, Pantano, Prugneto (18 luglio 2012). Attualmente ricopriva l'incarico di direttore dell'Ufficio diocesano per le missioni e la cooperazione tra le Chiese.

lunedì 7 luglio 2014

Perugia, morto l’uomo che ha sparato alla ex, al bimbo e a un’amica

Ilaria Abbate con il figlio: sono gravissimi
PERUGIA - E' clinicamente morto Riccardo Bazzurri, il carrozziere 32enne che domenica ha sparato e ferito a Perugia l'ex compagna, Ilaria Abbate, il figlio e un'amica della donna. L'uomo era ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale perugino. Subito dopo aver sparato si era infatti puntato la pistola alla testa facendo nuovamente fuoco. I tre feriti, invece, versano ancora in gravissime condizioni. Il reparto di rianimazione dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia riferisce, in un comunicato, che "alle ore 15 sono iniziate le operazioni di accertamento di morte del paziente sottoposto a intervento chirurgico alla testa nel pomeriggio di domenica". 

"I sanitari ne hanno dato notizia ai genitori dell'uomo e alla direzione sanitaria dell'Azienda Ospedaliera di Perugia. I familiari si sono riservati di autorizzare l'espianto degli organi", si legge nel comunicato.

domenica 8 giugno 2014

Donna suicida dal cavalcavia, bloccata due ore la statale per Malpensa

Il cavalcavia vicino allo svincolo di Castano Primo dove è avvenuto il suicidio
BUSTO ARSIZIO -  - Il tratto della strada statale 336 che collega le province di Milano e Varese all'aeroporto di Malpensa, è rimasto chiuso al traffico per più di due ore in direzione Busto Arsizio, tra Castano Primo e Vanzaghello, per il ritrovamento del cadavere di una donna. Si tratterebbe di un suicidio. La donna, una 43enne, attorno alle 12,30 si sarebbe gettata da un cavalcavia vicino allo svincolo di Castano Primo, cadendo sulla strada, ed è morta sul colpo. La strada è stata riaperta attorno alle 15.

lunedì 21 aprile 2014

Vent'anni, si impicca al cimitero di Apecchio (Pesaro). Trovato dalla zia

PESARO - Un ragazzo di 20 anni si è tolto la vita impiccandosi nel cimitero del paese, ad Apecchio (Pesaro Urbino). Il giovane, che viveva in una frazione della cittadina, non avrebbe lasciato messaggi ai familiari che aiutino a spiegare i motivi del gesto. A dare l'allarme è stata una zia ma i soccorritori non hanno potuto fare niente per salvarlo. 
Il ragazzo lascia la madre e due sorelle maggiori. Domani il funerale.

giovedì 3 aprile 2014

Fort Hood (Texas): reduce dall'Iraq spara e uccide tre commilitoni e si suicida


FORT HOOD - Controlli di polizia all'esterno del compound

FORT HOOD (Texas) -  Un soldato in trattamento per problemi di salute mentale ha aperto il fuoco  con un'arma semiautomatica nel gigantesco compound militare di Fort Hood, uccidendo tre persone e ferendone diverse altre prima di togliersi la vita quando una poliziotta militare lo h affrontato. L'incidente è avvenuto nel pomeriggio nel luogo di una sparatoria mortale di massa avvenuta da parte di uno psichiatra dell'esercito che era un estremista musulmano.
Il generale Mark A. Milley, comandante del III Corpo e di Fort Hood, ha detto che l’assassino soffriva di problemi di salute mentale ed era in fase di valutazione per stabilire se avesse un disturbo da stress post-traumatico. "In questo momento, non vi è alcuna indicazione che questo incidente sia stato legato al terrorismo, anche se non escludiamo nulla e l'inchiesta continua ", ha detto ai giornalisti Milley mercoledì sera. Ha confermato che quattro persone sono state uccise, tra cui l'uomo armato, che è morto di una ferita autoinflitta . Un totale di altre 16  sono rimaste ferite. Tutte le vittime, sia uccisi e feriti, erano militari, ha detto.
Fonti hanno detto alla CBS News che il tiratore era stato identificato come Ivan Lopez.Milley di 34 anni. Aveva servito in combattimento per quattro mesi in Iraq nel 2011 ed era in cura per problemi di salute mentale. A Chicago, il presidente Obama ha detto che stava seguendo da vicino la situazione. "Ovviamente questo riapre il dolore di ciò che è accaduto a Fort Hood cinque anni fa ", ha detto il presidente. "Abbiamo il cuore spezzato perché qualcosa di simile sia potuto accadere di nuovo - ha detto Obama - Stiamo per andare a fondo di quello che è successo."
La sparatoria è iniziata poco dopo 16:00 (ore 23 di ieri in Itali) ed è durato circa 15 o 20 minuti. L'uomo armato ha aperto il fuoco prima in un edificio nella zona della 1° Brigata Medica e poi entrato in un veicolo, sparando diversi colpi mentre guidava verso un secondo edificio del 49° Battaglione Trasporti.  E' sceso, è entrato nel secondo edificio, e ha aperto di nuovo il fuoco, Milley detto.
La base è andato in blocco quando il dramma ha cominciato a svolgersi. Sirene d'allarme hanno cominciato a suonare  e tutto il personale è stato invitato a mettersi in sicurezza. La polizia militare ha risposto rapidamente e  l'indagato, che era armato di una pistola calibro 45 Smith & Wesson semiautomatica a pistone, è stato affrontato da una poliziotta militare. "Lui stava avvicinandosi e ha infilato una mano nella giacca, ha tirato fuori l'arma e si è sparato alla testa", ha detto il generale Milley.
Gli investigatori hanno già cominciato a cercare se l'esperienza di combattimento del killer ha causato un persistente trauma psicologico. Un funzionario ha detto che le autorità parleranno con la moglie di Lopez e esamineranno la sua casa e tutti i computer di sua proprietà.
Dei 16 feriti, alcuni hanno sofferto ferite da proiettile e altri sono stati tagliati da schegge di vetro. Uno è rimasto ferito saltando una recinzione nel fuggire. 
Ford Hood, nei pressi di Killeen, in Texas centrale, è stato il luogo di un omicidio di massa su 5 novembre 2009, quando il maggiore Nidal Malik Hasan, uno psichiatra dell'esercito, aveva aperto il fuoco nella base causando 13 morti e più di 30 fertiti. Hasan, che era rimasto paralizzato quando era stato colpito dalla polizia che aveva tidpodyo alla sparatoria, è stato condannato a morte.

domenica 30 marzo 2014

Treviso: non fa l'alcoltest, gli sequestrano l'auto. 25enne si suicida

Il viadotto di Ponte di Poiave da dove si è buttato il giovane

 TREVISO - Dopo essere stato fermato dai carabinieri, Luca Botton, operaio di San Biagio di Callalta nel Trevigiano, si è tolto la vita gettandosi da un ponte nel Piave. A bordo della sua auto mentre tornava a casa, dopo una serata trascorsa con gli amici,il 25enne è incappato in una pattuglia e sapendo di rischiare si è rifiutato di sottoporsi all'alcoltest. Il sequestro di auto e patente ha spezzato qualcosa in quel ragazzo fragile, introverso, tanto da spingerlo a togliersi la vita. A ritrovare il corpo sul greto del fiume a Ponte di Piave due giovani pescatori che hanno subito dato l'allarme. Prima di suicidarsi Luca aveva mandato un messaggio alla madre: "Addio. Vi voglio bene"

sabato 1 marzo 2014

La Spezia: disoccupato si dà fuoco e si uccide a coltellate davanti ai 2 figli


LA SPEZIA - Un 49enne residente a Riccò del Golfo (La Spezia) si è ucciso con tre coltellate al petto davanti ai suoi figli minorenni, dopo essersi cosparso di benzina alla quale ha dato fuoco. La ragazza più grande aveva spento le fiamme, ma l'uomo, pur agonizzante, ha quindi afferrato un coltello e si è ucciso, mentre i  figli scappavano in strada a chiedere aiuto. Il gesto estremo potrebbe ricondursi al fatto che il 49enne aveva perso il lavoro circa un anno fa alla fonderia di Follo ed era per questo precipitato in una profonda depressione.

mercoledì 19 febbraio 2014

A 14 anni ragazzo si suicida buttandosi dal balcone di casa nel Monzese


MONZA - Uno studente quattordicenne si è buttato dal balcone di casa ed è morto. E’ acccaduto all’alba di oggi in via Montello 9, case Aler, a Veduggio con Colzano. Il ragazzo abitava al quarto piano con la mamma, di origine africana, e il papà. Una famiglia con  disagi, affidata ai servizio sociali.  E Il Tribunale  aveva anche affidato i fratelli minori ad una casa famiglia, a Milano. Il ragazzo ha raggiunto il balcone e si è gettato nel vuoto. Il cadavere è stato ritrovato da una vicina verso le 5,30. Inutili i soccorsi.

giovedì 13 febbraio 2014

Padova: imprenditore si impicca. Schiacciato da “una montagna di debiti”

PADOVA - Un imprenditore, Giorgio Zanardi,  si è tolto la vita impiccandosi in un ufficio della azienda tipografica-editoriale, nella zona industriale di Padova. Il corpo dell'uomo, 64 anni, è stato trovato dagli operai dell'azienda che hanno chiamato i carabinieri di Padova. Secondo quanto si è appreso, l'imprenditore ha lasciato alcuni scritti nei quali fa ricondurre la sua decisione di suicidarsi a motivi finanziari e di salute. 

"Una montagna di debiti": così Mario Grillo, amministratore unico, inquadra la situazione finanziaria dell'azienda tipografica-editoriale. Giorgio Zanardi, è stato trovato con una corda legata al collo, dentro la sua azienda, poco lontano dal suo ufficio. Sul tavolo un biglietto che parlava di ragioni economico-finanziarie all'ordine del suo gesto. L'azienda in pochi anni era passata da 300 a 110 dipendenti (la stragrande maggioranza dei quali oggi in cassa integrazione) e proprio pochi giorni fa, il 9 gennaio, aveva presentato richiesta di concordato. L'imprenditore lascia una moglie e due figlie, entrambe dipendenti dell'azienda di famiglia ed entrambe in cassa integrazione. A trovare l'uomo privo di vita è stato questa mattina il capo reparto. 

mercoledì 12 febbraio 2014

Equitalia gli pignora la casa nel Pescarese. Lui si spara

PESCARA - Equitalia avvia la procedura di pignoramento della sua abitazione e lui, un 70enne di Elice, nel Pescarese, preso dallo sconforto, si uccide sparandosi al volto. Il corpo è stato trovato ieri sera, nella camera da letto dell'abitazione, ma la morte risale ad almeno 24 ore prima.

L'uomo, pensionato e separato dalla moglie, si era allontanato dai figli e, in passato, ha avuto problemi di depressione. A detta di famigliari e conoscenti, però, a spingerlo al gesto estremo sarebbero stati problemi di natura economica. Il 70enne, infatti, aveva ricevuto delle cartelle esattoriali, con l'avvio della procedura di pignoramento della casa. L'uomo si è sparato con un fucile calibro 12 regolarmente detenuto. 

martedì 11 febbraio 2014

Porotto (FE): artigiano riceve cartella esattoriale da 80mila euro. Si spara


FERRARA  - Un artigiano 48enne di Porotto si è ucciso con un fucile dopo aver ricevuto una cartella esattoriale da 80mila euro, soldi già versati ad uno studio fiscale su cui sono in corso accertamenti. Comitas, associazione microimprese italiane, annuncia un esposto alla Procura per indagare alla luce del reato di istigazione al suicidio. "Oramai i suicidi di piccoli imprenditori e artigiani che hanno perso la propria attività o non riescono a far fronte ai debiti non si contano più", rileva Comitas.

mercoledì 5 febbraio 2014

Padova: "La crisi mi ha tolto il sorriso". E si butta dal decimo piano

PADOVA - Un uomo di 55 anni, Giovani Zampieri, si è suicidato a Padova buttandosi dal decimo piano dell'ospedale della città. La vittima, che viveva a Due Carrare (Padova) e gestiva una pompa di benzina, in un biglietto ha lasciato scritto: "La crisi mi ha tolto il sorriso". Questa mattina l'uomo ha lasciato il posto di lavoro, ha raggiunto il decimo piano dell'ospedale e, dopo aver aperto una piccola finestra della sala d'aspetto, si è gettato nel vuoto.

mercoledì 22 gennaio 2014

Operazione contro il clan camorristico Contini: uno dei 90 arrestati, un imprenditore, si suicida al momento dell'arresto

NAPOLI - Un'operazione per l'arresto di 90 persone accusate di far parte del clan di camorra dei 'Contini' e per il sequestro di beni per 250 milioni di euro è scattata all'alba in Campania, Lazio e Toscana. Una delle persone colpite da ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione, si è suicidata a Roma lanciandosi dalla finestra all'arrivo della Polizia. Quando gli agenti hanno consegnato l'ordinanza all'uomo, un imprenditore, sono seguiti momenti concitati. Giuseppe Cristarelli, 43 anni, di origini campane, ha avuto un malore, ha chiesto un bicchiere d'acqua, poi si e' lanciato dalla finestra del suo appartamento al quarto piano, a Roma. In casa c'era anche la moglie. La procura nazionale antimafia dopo il suicidio dell'imprenditore ha annullato la conferenza stampa. . La Procura di Roma ha avviato i primi accertamenti sulla morte di Giuseppe Cristarelli. Il pm di turno ha già ascoltato la moglie di Cristarelli, presente in casa al momento della tragedia e che avrebbe assistito alla scena e al precedente malore del marito. Il magistrato è in attesa della relazione degli uomini della squadra mobile di Roma che avrebbe collaborato all'esecuzione dell'ordinanza assieme ai colleghi della mobile di Napoli. A breve verranno sentiti gli agenti che erano andati ad eseguire l'arresto. 
L'operazione anticamorra è coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e dalle Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Roma e Firenze.
L'inchiesta è la più vasta realizzata finora sul clan 'Contini', ritenuto dagli investigatori fra quelli egemoni a Napoli e riguarda, in particolare, le operazioni di reinvestimento dei proventi economici di gruppi camorristici in imprese e operazioni economiche a Napoli e in altre zone della Campania, a Roma e in Toscana. I provvedimenti riguardano beni immobili e aziende controllati dal clan. Piazza Navona, via del Corso, zona Pantheon. Nell'ambito dell'operazione anti-camorra, i militari hanno sequestrato oltre 20 locali, tra bar e ristoranti, nel pieno centro storico di Roma. Apparterrebbero alla famiglia Righi.  Le indagini sono state coordinate dalla Procura nazionale antimafia guidata dal procuratore nazionale Franco Roberti e dirette dalla Dda di Napoli guidata da Giovanni Colangelo, da quelle di Roma per l'applicazione delle misure di prevenzione nella capitale e da quelle di Firenze per le perquisizioni e i sequestri relativi all'infiltrazione del clan camorristico nelle attività economiche e imprenditoriali toscane.
Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile della Questura di Napoli, dal Gico della Guardia di finanza del capoluogo campano, dai Carabinieri di Roma, dal Centro operativo di Roma della Direzione investigativa antimafia e dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Pisa.

giovedì 2 gennaio 2014

Brescia, suicida nell’ex tribunale dei minori. Aveva sparato ai parenti, ferendoli

BRESCIA - Si è tolto la vita con un colpo di pistola sotto il portone dell’edificio che fino a pochi mesi fa aveva ospitato il  tribunale dei minori di Brescia in via Malta il 43enne albanese che la notte di San Silvestro ha aperto il fuoco contro l'ex moglie e i suoi familiari, ferendoli. L'uomo non avrebbe mai accettato l'affido dei due figli alla donna dopo la separazione. Accanto al cadavere è stata rinvenuta l'arma con la quale l'uomo si è ucciso.
La sera del 31 dicembre l'uomo si era presentato davanti alla villetta a Dello, nella Bassa bresciana, dove abita la famiglia dell'ex moglie e, al termine di una lite, aveva estratto una pistola sparando all'ex cognato 33enne e al padre della donna, un uomo di 64 anni. Dopo gli spari, si era dato alla fuga armato a bordo della sua auto. Questa mattina l'epilogo.
Un gesto ancora tutto da chiarire, consumato in un luogo che dice molto sulle probabili cause. L’uomo, carpentiere con un appartamento in città, da quando era separato aveva perso la custodia dei figli minorenni e sembra che fosse proprio attorno alle giornate da passare con loro che esplodessero le tensioni con la ex.

Forse il 43enne sperava di poter parlare con qualcuno del tribunale per spiegare le sue ragioni, per provare a modificare lo schema di affidamento dei figli. Difficile per ora stabilire cosa sia accaduto poi. Forse dopo due giorni in fuga l’uomo ha perso la testa, forse si è scoraggiato quando ha capito che in via Malta ora c’è solo un ufficio vuoto.       

martedì 31 dicembre 2013

Collegno, ammazza moglie, figlia e suocera e si suicida. Aveva perso il lavoro

Giulia Garattini, la figlia
Daniele Garattini, l'assassino
TORINO - Tragedia familiare alle 14 in corso Francia 226 a Collegno (Torino), dove un uomo  di 57 anni, Daniele Garattini, ha sparato e ucciso la moglie Letizia Maggio, 54 anni originaria del Venezuela, la suocera 84enne Daria Maccari e la figlia Giulia di 21 anni e poi, avvertiti del fatto i carabinieri ("Venite, ho ammazzato tutti") e aperta la porta dell'appartamento, si è  sparato e poi (avendo finiti le munizioni) si è accoltellato al petto spaccandosi il cuore ed è morto. La figlia era ancora in vita quando sono arrivati dai sanitari del 118, accorsi sul posto insieme ai carabinieri, ma è morta anche lei poco dopo.
La sparatoria in un appartamento del centro di Collegno, prima cintura del capoluogo piemontese.
Garattini era un rappresentante di commercio della Benetton che era stato licenziato da circa un mese. Ancora da chiarire i motivi del folle gesto ma secondo alcune testimonianze dei vicini di casa l’uomo soffriva di depressione.  
Ieri l’uomo e la moglie avevano fatto la spesa in un market della zona per organizzare la festa di fine d’anno in famiglia. Giulia sarebbe andata invece a una festa assieme al fidanzato. Una famiglia tranquilla, serena, come tante. Sino a quando il rappresentante è tornato a casa con una lettera chiusa in una busta. Poche righe burocratiche, fine di un rapporto di lavoro durante oltre vent’anni. Non si era più ripreso e vani i tentativi di trovare un’altra occupazione. Le indagini sono coordinate dai carabinieri della compagnia di Rivoli e dal sostituto procuratore Antonio Rinaudo.