Visualizzazione post con etichetta merkel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta merkel. Mostra tutti i post

mercoledì 25 febbraio 2015

“La GRECIA avrà bisogno di altri 20 miliardi da luglio”

BERLINO, 25 febbraio - La Grecia avrà bisogno di un terzo pacchetto di aiuti, da luglio, per un ammontare di almeno 20 miliardi di euro. È quello che hanno detto politici della coalizione tedesca, citati dal Rheinische Post. "È assolutamente chiaro che quest'estate ci sarà un terzo programma", dice la fonte al giornale di Duessledorf.
La Grecia ora non ha problemi di liquidità ma ne avrà per rimborsare i prestiti all'Fmi e alla Bce, così il ministro delle Finanze greco Varoufakis in una intervista ad Alpha Radio ripresa dal sito di Kathimerini. "Non avremo problemi di liquidità con il settore pubblico. Ma avremo problemi nel ripagare le rate a Fmi ora e alla Bce in luglio".

 ''Sono lieta del fatto che siamo riusciti a far passare il principio degli aiuti in cambio di un impegno, anche nelle proposte greche che sono state presentate ieri'',  ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino a proposito della trattativa tra l'eurogruppo, la commissione Ue e il nuovo governo ellenico di Alexis Tsipras. ''Non si tratta solo della Grecia, ma dell'euro come intero'', ha aggiunto Merkel.

sabato 21 febbraio 2015

Angela MERKEL in visita a Papa FRANCESCO

CITTA' DEL VATICANO, 21 febbraio - La cancelliera tedesca Angela Merkel è giunta in Vaticano, dove stamane viene ricevuta in udienza privata da papa Francesco. Merkel è in Italia solo per la visita in Vaticano - dove sarà a colloquio anche con il segretario di Stato, card. Pietro Parolin - a cui ha aggiunto soltanto una visita alla Comunità di Sant'Egidio, nel quartiere Trastevere. L'incontro col Papa - fanno sapere fonti vaticane - è stato chiesto dalla Merkel anche in vista del prossimo summit del G7 che si terrà il 7 e 8 giugno a Elmau, in Germania.
 Il corteo di auto della cancelliera tedesca è arrivato da Via della Conciliazione ed è entrato in Vaticano attraversando Piazza San Pietro e quindi l'Arco delle Campane. Angela Merkel è accompagnata da un seguito di 14 persone, comprendente tra gli altri l'ambasciatrice presso la Santa Sede Annette Schavan, il segretario di Stato e portavoce Steffen Seibert, il consigliere per la politica estera Christoph Heusgen, quello per le politiche sociali e religiose Christian Luft, quello per la politica economica Lars-Hendrik Roeller, quello per gli affari europei Nikolaus Meyer-Landrut, il capo del protocollo Jurgen Christian Mertens. E' la terza volta che papa Francesco e Angela Merkel si incontrano, dopo il breve saluto scambiato nella basilica di San Pietro il 19 marzo 2013 in occasione della messa di insediamento del Pontefice, e dopo l'udienza in Vaticano del 18 maggio dello stesso anno, in cui ci fu un lungo colloquio di oltre tre quarti d'ora sui temi dell'Europa e della solidarietà nel quadro della perdurante crisi economica.

martedì 10 febbraio 2015

UCRAINA, si spara e si muore. Lo snodo del vertice di domani

Un ribelle con un lanciagranate (russo?)

KIEV, 10 febbraio - Rimane alta la tensione tra Ucraina e Russia. Sette soldati di Kiev sono morti e altri 23 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nei combattimenti nell'est del Paese. Lo hanno reso noto le forze armate ucraine. "Nella notte c'e' stata un'intensificazione degli attacchi", ha riferito il portavoce Anatoly Stelmakh.
  Un'altra fonte ha riferito di 87 attacchi contro le truppe ucraine da lunedì con combattimenti particolarmente intensi attorno a Debaltseve, lo strategico nodo ferroviario una cinquantina di chilometri a nord-est di Donetsk ormai quasi assediato dai ribelli filo-russi. Intanto, in vista del summit di Minsk, Stati Uniti e Unione europea ribadiscono unità e condivisione dell'approccio da tenere con Mosca: la Russia "ha violato tutti gli impegni presi con gli accordi di Minsk" e mette a rischio "l'ordine della pace in Europa", fondata sul rispetto delle integrità territoriali. Barack Obama e Angela Merkel si sono visti ieri alla Casa Bianca, in un vertice che cade proprio all'inizio di una settimana forse decisiva per la ricerca di una via d'uscita alla crisi ucraina. La partnership tra Usa e Ue continuerà a essere "ferma, salda, solida, anche se su alcune cose non saremo d'accordo", ha affermato Obama, alludendo alla "possibilità dell'invio di armi letali" a Kiev. Mentre per il cancelliere "Europa e Usa devono esplorare altre opzioni", che non necessariamente devono essere militari. Resta, comunque, confermata la via delle sanzioni: "Abbiamo chiarito - ha detto Obama - che se Mosca continuerà in questo modo, sarà ancora piu' isolata: aumenteremo le sanzioni, non ci fermeremo fino a quando non riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo", già evidente dal "balzo negativo sull'economia russa. Auspico -ha detto ancora- che per Mosca i costi da pagare diventino abbastanza alti da convincere Putin a intraprendere la strada della soluzione diplomatica, e smettere di pretendere di "ridisegnare le frontiere in Europa con il fucile puntato". 

L'Ue provvede a sgomberare gli eventuali ostacoli: i ministri degli Esteri Ue hanno approvato nuove sanzioni contro la Russia, la cui applicazione però e' stata congelata e vincolata in attesa dell'esito del vertice sull'Ucraina che si terrà domani a Minsk. Ma la tensione rimane alle stelle. Nel pieno del negoziato 'last-minute' per trovare una soluzione a una guerra non dichiarata nell'est dell'Ucraina, le autorita' di Kiev hanno denunciato che 1.500 soldati russi hanno attraversato la frontiera russo-ucraina tra il 7 e l'8 febbraio, aggiungendo che i convogli hanno introdotto nel Paese anche armi pesanti, tra cui lanciamissili. L'Ue ha reso noto che intende organizzare ad aprile una conferenza di donatori per raccogliere fondi a favore dell'Ucraina ma solo se Kiev sarà in grado di definire un dettagliato piano di investimenti da finanziare. L'obiettivo è raccogliere almeno 15 miliardi di dollari per rilanciare l'economia di Kiev, ridotta ai minimi termini dall'inizio della crisi con la Russia, ormai da oltre un anno.

venerdì 23 gennaio 2015

RENZI alla Merkel: l'Italia metterà il turbo alle riforme

FIRENZE, 23 gennaio - Faccia a faccia a Firenze tra il premier Matteo Renzi e la Cancelliera tedesca Angela Merkel. Renzi, nella conferenza stampa alla Galleria dell'Accademia all'ombra del David di Michelangelo, che ha seguito il bilaterale ha commentato con favore le ultime mosse della Bce. Dall'Ue - ha detto - arrivano "primi segnali positivi", ma "non bisogna bloccare le riforme" nei singoli Stati. Proprio su questo punto il premier ha insistito in diversi passaggi. "Non si può bloccare il percorso riformatore - ha detto - anzi questo percorso va accelerato". "In 11 mesi abbiamo portato avanti una fase di riforme straordinaria", ha aggiunto annunciando nuove misure su "scuola e innovazione" da oggi a un mese. "L'Italia - ha insistito - può e deve mettere il turbo alle riforme. Guai a chi pensasse di scalare marcia", credendo che quello che sta accadendo a Francoforte o a Strasburgo possa permettere un rallentamento del percorso riformatore. Anzi, questo "impone di andare ancora più velocemente, di essereancora più determinati".
E uno sprone in questo senso è arrivato anche dalla Cancelliera Merkel. Il piano di riforme di Matteo Renzi - ha affermato - è "molto ambizioso" e "molto importante", un "processo lungo" che "sono sicura che porterà dei risultati". "So benissimo - ha continuato - come il processo delle riforme non debba essere bloccato: dovete andare avanti". Le imprese tedesche, ha fatto sapere riferendosi evidentemente anche al jobs act, sono ora pronte ad assumere in Italia. "Mi tranquillizza molto - ha evidenziato - quello che avviene in Italia: ci sono riforme, si fanno passi importanti anche a livello psicologico, gli imprenditori tedeschi, che ho incontrato stamane, mi hanno detto che ora possono assumere, non hanno più paura di costi incalcolabili, possono agire in modo più chiaro" grazie a meno ostacoli.
Entrambi hanno commentato le prossime elezioni in Grecia con il leader della sinistra Alexis Tsipras che vola nei sondaggi. "Voglio ricordare - ha detto la Merkel - che alla base dei nostri principi c'è la solidarietà. Voglio che la Grecia, nonostante le difficoltà, continui a far parte della nostra storia".

domenica 7 dicembre 2014

La Merkel dà lezione: insufficienti le riforme di Italia e Francia


BERLINO - Le riforme in Francia e in Italia sono insufficienti. Lo afferma la Cancelliera tedesca Angela Merkel in un'intervista al Die Welt. La Commissione Ue - dice - "ha stabilito un calendario secondo il quale Francia ed Italia dovranno presentare ulteriori misure. Questo è giustificato perché i due Paesi stanno attraversando effettivamente un processo di riforme. Ma la Commissione ha ribadito anche che quanto presentato sul tavolo fino ad ora non è sufficiente. Parere che io condivido".

venerdì 17 ottobre 2014

MILANO, il nodo Ucraina al vertice Asem. “Serie divergenze” tra Merkel e Putin


MILANO - Il nodo Ucraina è al centro della giornata conclusiva dei lavori del vertice Asem. In prefettura a Milano si è svolto (e si è già concluso) il summit tra Putin, Poroshenko e i vertici europei, Renzi, Merkel, Hollande e Cameron. "Abbiamo fatto un passo avanti, anche se ci sono delle differenze", ha commentato il premier Renzi. Dal Cremlino intanto fanno sapere che, dopo il bilaterale Merkel-Putin, "restano sempre serie divergenze con Berlino sulla genesi del conflitto interno ucraino nonchè sulle cause principali di quello che succede ora": lo ha riferito alle agenzie russe Dmitri Peskov, portavoce di Putin, dopo l'incontro tra i due leader a Milano. L'incontro, avvenuto ieri sera, è durato due ore e mezzo. "Putin e Merkel hanno fatto il punto sull'attuazione degli accordi di Minsk. E' stato posto un accento particolare sulla conclusione del processo della separazione delle parti in conflitto a sud-est dell'Ucraina", ha detto Peskov. Tra gli altri temi affrontati, il monitoraggio del regime del cessate il fuoco. I due leader hanno discusso anche il dossier del gas.

mercoledì 8 ottobre 2014

RENZI al vertice Ue di Milano: il dibattito austerity-crescita rischia di fare la prima vittima, il buon senso

MILANO - E' in corso a Milano il vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue sul lavoro. "Chi vuole cambiare il mondo e ha paura di guardarsi allo specchio - ha detto Renzi nel suo intervento - non è credibile: l'Italia sarà credibile nella sua volontà di riforme solo se porterà a casa quelle che ha promesso da trent'anni e messo in cantiere negli ultimi sei mesi.  Il dibattito tra austerity e crescita, così come lo stiamo facendo - ha proseguito il premier - non solo sui giornali ma anche nei corridoi di Bruxelles tra tecnici e funzionari, rischia di fare la prima vittima: il buon senso.  Senza crescita non c'è lavoro, senza lavoro non c'è dignità e senza dignità non c'è Europa: tornare a porre l'attenzione sulla crescita significa chiedere all'Europa di tornare ad essere se stessa. Un'azienda che non investe è finita. Un Paese che non cambia è morto. Un'Europa che pensa solo ai vincoli è arida. Se trasformiamo l'Europa in una commissione che fa gli esami e fa le pulci ai Paesi membri, ai governi liberamente eletti, forse stiamo rispettando le regole della burocrazia, ma certo stiamo uccidendo la speranza della politica", ha aggiunto.  "Se l'Europa "diventa solo luogo non più di ideali ma di controlli, solo controlli, questo è paradossalmente il più grande regalo che possiamo fare all'antipolitica"
Prima dell'inizio del vertice,  il Presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso si è "congratulato" con Matteo Renzi per il Jobs Act: "una riforma importante che può avere grande impatto sulla competitività dell'economia italiana", ha detto Barroso - secondo quanto si apprende - intervenendo al vertice di Milano.
"La crescita e la creazione di posti di lavoro sono la priorità di tutti gli europei, siamo tutti coinvolti". Così il presidente francese Francois Hollande al suo arrivo alla conferenza sul lavoro di Milano. "Occorre - ha sottolineato - insistere con il piano di investimenti europeo e regolare meglio il ritmo delle politiche di bilancio".
Sul fronte dell'occupazione, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, si devono "eliminare le barriere" presenti nel mercato del lavoro e l'Italia sta cercando di farlo con il Jobs Ac. "Sta facendo - ha dichiarato - un passo importante da questo punto di vista”

Ha cercato una mediazione tra le parti il premier Matteo Renzi, che al vertice ha detto: "Il dibattito tra austerity e crescita, così come lo stiamo facendo non solo sui giornali ma anche nei corridoi di Bruxelles tra tecnici e funzionari, rischia di uccidere la prima vittima: il buon senso". 

domenica 31 agosto 2014

Telefonata polemica della Merkel a Draghi: la Bce ha cambiato rotta sull’austerità?


BERLINO - Angela Merkel avrebbe chiamato il presidente Bce Mario Draghi chiedendogli se la Bce abbia cambiato corso sul tema dell'austerità. Draghi si sarebbe difeso ricordando che ha invitato i Paesi in crisi a una politica di riforme. Lo riferisce l'agenzia Bloomberg citando Der Spiegel. Il portavoce della Markel ha smentito la richiesta di risposte. 

Stando alla ricostruzione del giornale tedesco, che diverse agenzie internazionali hanno ripreso, la cancelliera e il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble avrebbero entrambi chiamato il numero uno della Bce la scorsa settimana per contestare le dichiarazioni fatte da Draghi a Jackson Hole, quando disse che le politiche europee devono utilizzare la flessibilità disponibile all'interno delle regole per spingere la crescita e sostenere i maggiori costi determinati dalle riforme necessarie. Il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, non ha però confermato, limitandosi a puntualizzare che l'ipotesi secondo cui la cancelliera avrebbe "chiesto risposte" a Draghi "in nessun modo corrisponde ai fatti". Seibert ha poi aggiunto che il governo non rende pubbliche le conversazioni confidenziali della cancelliera. Il settimanale afferma comunque che la Merkel voleva sapere se la Bce avesse deciso di cambiare rotta dalla austerità di bilancio nell'eurozona. Draghi avrebbe invece difeso il proprio discorso di Jackson Hole.

venerdì 27 giugno 2014

Flessibilità, momenti di tensione tra Renzi e la Merkel


YPRES (Belgio) - "Cara Angela, noi rispettiamo e rispetteremo il Patto: non faremo come la Germania nel 2003", quando Berlino chiese e ottenne uno sforamento del 3%. La tensione ieri sera tra Matteo Renzi e Angela Merkel è esplosa in questi termini. Il premier vuole che l'Europa si dia una "mossa" per "le famiglie, la crescita e l'occupazione". E vuole che la sua ricetta - fatta di rispetto delle regole ma di maggiore flessibilità - passi come linea guida del mandato della prossima presidenza Ue, per cui è pronto a dare il suo via libera a Juncker, ma a patto che il 'cambio di verso' dell'Europa diventi realtà. Renzi ieri ha tenuto il punto anche con la cancelliera. Con la quale negli ultimi tempi la sintonia c'è. Ma quando ieri sera si è entrati nei dettagli di quella flessibilità sulla quale entrambi concordano si sono accesi momenti di tensione. Fonti europee hanno raccontato di una "accesa discussione" tra i due durante la cena dei leader. Il presidente del Consiglio si era detto soddisfatto del testo Van Rompuy ma, prima di arrivare a Ypres, aveva parlato di bozza da "limare". E appena avuto davanti la cancelliera non ha esitato a spiegare come: l'Italia vuole non calcolare nel computo del deficit il cofinanziamento dei fondi Ue e le risorse per il pagamento dei debiti alla Pubblica amministrazione. Sono questi gli strumenti di flessibilità individuati da Renzi. Un nodo su cui avrebbe trovato motivo di diverbio con la cancelliera. Dopo cena, riferiscono le stesse fonti, le acque tuttavia si sarebbero calmate. E Renzi e la Merkel avrebbero avuto un téte a téte distensivo "in un clima di intesa" per spiegarsi meglio le rispettive ragioni. Il lavoro comunque non è finito. Un ulteriore incontro che - riferiscono le stesse fonti - è stato sollecitato anche e soprattutto dal premier italiano. Che, comunque, ha spuntato "spazi" affinché l'altro suo cavallo di battaglia, il principale, possa trovare posto nel documento: flessibilità in cambio di riforme. A questo lavoro lui lega - l'ha sempre detto - il dossier nomine. Pronto a dare via libera a Juncker, ma a patto si faccia un passo in avanti verso il rinnovamento dell'Europa. Anche per questo chiede una "una visione di insieme" nel puzzle delle poltrone: un pacchetto cioè chiuso, in un'intesa almeno politica complessiva. Senza rinvii che rischierebbero di riaprire, in un secondo tempo, il vaso di Pandora. La posizione italiana è quella di portare a casa la poltrona del 'capo della diplomazia europea', per la quale Renzi ha messo in pista Federica Mogherini (il che risponderebbe anche al suo 'desiderata' di una forte quota rosa). Ma la partita non è scontata. E Roma potrebbe calare altri assi nella trattativa diretta tra i 28. 

martedì 24 giugno 2014

La Merkel apre alla "flessibilità"

Angela Merkel
BERLINO - Il primo segnale di svolta arriva da Berlino. Angela Merkel apre esplicitamente al concetto di "flessibilità" nel patto di stabilità che però, precisa, va rispettato. Il secondo da Bruxelles, con la bozza di Van Rompuy, nella quale si fa riferimento a "un pieno uso della flessibilità già integrata nelle regole del Patto di Stabilità e Crescita". E' la seconda versione di un documento che deve tracciare le linee guida per le politiche europee dei prossimi cinque anni. Per l'Italia, che come ha detto il Capo dello stato Giorgio Napolitano propone "un forte cambiamento nelle politiche" e "negli assetti istituzionali dell'Unione, è un punto a favore.
Roma per il momento incassa le parole della Merkel che, aprendo sulla flessibilità, fa anche riferimento alla possibilità di considerare i tempi necessari per il rientro del deficit sulla base dei cicli economici.
Nonostante la solita prudenza, e il richiamo alle regole, quella della donna più potente d'Europa è certamente un'apertura importante. Che si riflette sul documento europeo nel quale, come ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi, "le priorità e il metodo" italiani sono "ampiamente condivisi". "Tutti i nostri Paesi - scrive Van Rompuy - hanno bisogno di continuare sulla strada delle riforme strutturali. E' evidente che la nostra forza comune poggia sul successo di ogni singolo Paese.
Nelle parole della Merkel, così come nella bozza di Van Rompuy, al momento, sembra esserci quell' "incoraggiamento" alle riforme strutturali che l'Italia chiede. 

lunedì 28 aprile 2014

Juncker (Ppe): Berlusconi si scusi per la frase sui lager

Iuncker e Berlusconi
STRASBURGO - Jean Claude Juncker chiede a Silvio Berlusconi di scusarsi con la Germania per aver detto che i lager, per i tedeschi, non sarebbero mai esistiti. "Quelle dichiarazioni - dice il candidato per il Ppe alla presidenza della Commissione europea - mi hanno nauseato. Chiedo al leader di Forza Italia di ritirarle immediatamente e di scusarsi con i sopravvissuti dell'Olocausto e con i cittadini della Germania".
Merkel: "Parole assurde, non commento" - Il cancelliere tedesco Angela Merkel sottolinea invece, tramite il suo portavoce Steffen Feibert, l'insensatezza di quelle parole, definendo quelle di Silvio Berlusconi "affermazioni talmente assurde che il governo tedesco non le commenta". Lo stesso Seibert si affretta inoltre a precisare che "con l'Italia abbiamo comunque un rapporto stretto e di amicizia". 

Juncker: "Su certe cose non si scherza" - "Ci sono cose su cui non si può scherzare - dichiara Juncker in una nota diffusa dal suo servizio elettorale -. Per chiunque abbia in testa la storia d'Europa, questo è particolarmente vero per il terrore sperimentato durante l'Olocausto, che è costato milioni di vite innocenti. Signor Berlusconi, l'Olocausto non è argomento su cui ridere. Nella politica europea non c'è spazio per dichiarazioni divisive che tradiscono i valori su cui la nostra Unione è fondata".

"La Germania solidale sulla crisi" - Juncker sottolinea poi che "durante questa crisi la Germania, così come molti altri Stati membri, hanno dimostrato una solidarietà senza precedenti con i Paesi europei in difficoltà" ribadendo dunque di giudicare "inaccettabili gli attacchi di Berlusconi a Berlino". E ancora: "Questi Paesi in difficoltà hanno preso essi stessi misure senza precedenti, e spesso dolorose, per stabilizzare le loro finanze pubbliche e le loro economie".

venerdì 25 aprile 2014

Crisi ucraina, la Merkel: nuove sanzioni alla Russia


Angela Merkel
BERLINO - Considerati i mancati risultati, dobbiamo pensare ulteriori sanzioni". Lo ha detto, parlando della crisi ucraina, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, dopo la conference call con Barack Obama e gli altri leader europei. Come spiegato da Matteo Renzi, tra Obama, Angela Merkel, il premier britannico, David Cameron e il presidente francese, Francois Hollande si è registrata "piena consonanza" sui prossimi passi da intraprendere.

lunedì 17 marzo 2014

Renzi promosso all’esame di tedesco

Renzi e la Merkel in conferenza stampa
BERINO - “Sono rimasta veramente impressionata, si tratta di un cambiamento strutturale". Lo ha detto la cancelliera Angela Merkel in conferenza stampa a Berlino dopo l’incontro con Matteo Renzi. "Abbiamo esaminato tutti gli aspetti delle riforme e devo dire che gli auguro molta fortuna e coraggio, è un messaggio di cui ci rallegriamo tutti", ha detto Angela Merkel dopo l'incontro con Matteo Renzi. "Anche per me è chiaro che l'Italia tiene conto della stabilità ma anche delle due componenti crescita e occupazione", ha aggiunto la cancelliera. "So bene che l'Italia per quel che riguarda il patto di stabilità e di crescita lo rispetterà". 
"E' stata un'occasione per illustrare un processo di riforme molto ambizioso e coraggioso su lavoro, sul regime fiscale e sul percorso isttuzionale" ha invece detto il premier Matteo Renzi. “L’Italia deve fare le riforme perché lo chiedono i nostri figli, non l’Europa e neanche la Germania”.
"Vogliano costruire un'Europa competitiva sul piano globale, un nuovo rinascimento". E le coperture? "Qui non abbiamo slides, perché la Merkel non ha bisogno di sapere di più in quanto tutto è stato diffusamente spiegato agli italiani". E poi: "Noi rispettiamo tutti i limiti che ci siamo dati a partire dai limiti di Maastricht. L'Italia non vuole cambiare le regole, che sono importanti".
"La pretesa di creare posti di lavoro attraverso una legislazione molto restrittiva è fallita - ha detto Matteo Renzi - Per questo ora bisogna cambiare le regole del gioco. Il primo passo è un decreto che semplifica le regole e vuole creare più posti". Il cancelliere tedesco ha commentato dicendo che le proposte di Renzi in materia di lavoro "vanno nel verso giusto".

Renzi in partenza per Berlino: riprendiamoci l’orgoglio di essere italiani

Angela Merkel e Matteo Renzi, incontro oggi a Berlino
ROMA - Il premier Renzi parte oggi per Berlino, dove incontrerà la cancelliera, Angela Merkel. Il presidente del Consiglio ha ribadito: "Non siamo gli alunni da mettere dietro la lavagna, siamo l'Italia". "Se facciamo bene il nostro dovere - ha poi aggiunto ai microfoni del Tg5 - noi dobbiamo essere alla guida dell'Europa e non l'ultimo vagone tra quelli ritardatari".

"Se abbiamo fatto errori siamo pronti a rimediare, ma siamo l'Italia e dobbiamo riprenderci l'orgoglio di essere italiani", ha aggiunto Renzi.
L'obiettivo del vertice a Berlino, al quale Renzi andrà con 6 ministri del suo governo e una delegazione di imprenditori, è conoscersi, prendere le misure, dopo quell'incontro privato e informale voluto nel luglio scorso dalla Merkel quando Renzi era ancora sindaco di Firenze. Ma già parlava di Europa in modo nuovo, tanto da colpire la cancelliera che decise di invitarlo dopo aver letto una sua intervista.
L'incontro tra Renzi e la Merkel sarà comunque politico perché sul tavolo ci sono le elezioni europee con i venti populisti che soffiano sempre più forte e una cancelliera che sa bene di non attrarre su di sé un grande consenso popolare e potrebbe apprezzare la capacità dell'ex sindaco di "svecchiare" le istituzioni. E' chiaro che per quanto la Merkel possa apprezzare Renzi, la possibilità di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2015 con l'ipotesi di utilizzare come copertura i 2-6 miliardi ricavati dall'aumento del deficit, pur restando sotto la soglia del 3%, non può piacere fino in fondo. Ma chi è vicino al premier assicura che Renzi non intende andare a Berlino per chiedere il via libera alle sue prossime mosse. E del resto negli ultimi giorni ha più volte ripetuto come un mantra che l'Italia rispetterà gli impegni presi.
"Garantire le assunzioni" - Il presidente del Consiglio taglia corto sulle polemiche sorte attorno al decreto Lavoro e, mentre continua lo scontro tra il ministro Giuliano Poletti e la Cgil, ha scelto senza incertezze da che parte stare. "Il problema - ha ribadito al Tg5 - non è discutere di norme, ma garantire la possibilità di assumere. Semplificare le norme sul lavoro non significa dare più precarietà ma consentire ai ragazzi di lavorare. A me interessano loro non gli addetti ai lavori, che siano sindacalisti o le associazioni dei categoria degli imprenditori".
"Rivoluzione con il contratto di apprendistato" - Infatti, ha proseguito, "il contratto di apprendistato, che noi cambiamo, era prima del nostro decreto legge un incubo burocratico. Cambiare quello, il contratto a termine non significa più precarietà ma consentire ai ragazzi di lavorare". La polemica sul posto fisso, che il decreto renderebbe ancora più un miraggio, non lo spaventa: "Il posto fisso per i giovani - ha osservato - non c'è più da anni, la disoccupazione giovanile, mentre a Roma discutevano, è passata al 42%, è più che raddoppiata. E allora il problema non è stare a discutere delle norme, ma garantire la possibilità di assumere per chi vuole assumere". 

venerdì 14 marzo 2014

Berlino: il progetto di Renzi è "ambizioso"

Il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert
BERLINO - Berlino ha definito "ambiziose" le misure economiche presentate mercoledì dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. "Il governo tedesco - ha detto il portavoce del cancelliere Angela Merkel, Steffen Seibert - è consapevole dell'ambizioso progetto di riforme del governo di Matteo Renzi. Certamente lo illustrerà al cancelliere e ne parleranno. Ma non voglio anticipare i contenuti di quel che diranno subito dopo".

sabato 8 marzo 2014

Ucraina, posizioni coordinate tra Obama e Merkel

WASHINGTON - Il presidente americano Barack Obama ha salutato venerdì le "posizioni coordinate" dell'Unione europea e degli Stati Uniti di fronte alla Russia nella crisi ucraina, nel corso di una telefonata con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Un comunicato della Casa Bianca riferisce che Obama e Merkel si sono trovati d'accordo "sulla necessità per la Russia di ritirare le sue forze, di autorizzare il dispiegamento di osservatori internazionali e di controllori dei diritti dell'uomo in Crimea e di sostenere elezioni libere e corrette a maggio". I due leader, prosegue la nota, "hanno evocato la necessità per la Russia di accettare rapidamente la formazione di un gruppo di contatto che condurrà il dialogo fra l'Ucraina e la Russia, per migliorare la situazione e per restaurare l'integrità territoriale dell'Ucraina".

lunedì 3 marzo 2014

Ultimatum della Russia ai soldati ucraini: arrendetevi o vi assaltiamo

Militari russi senza mostrine attraversano la frontiera con la Crimea
KIEV - Crisi ucraina sempre più incandescente, con il comandante della flotta russa del Mar Nero Aleksandr Vitko che ha lanciato un ultimatum ai militari ucraini di arrendersi entro le 05.00 di domani, minacciando altrimenti un assalto ai reparti dell'esercito ucraino in tutta la Crimea. La Russia fa sapere di non volere una guerra con Kiev - mentre avanzano le sue truppe in Crimea - e sostiene che è Ianukovich il legittimo presidente. Mosca fa sapere di giudicare inaccettabili le minacce alla Russia del segretario di Stato Usa Kerry.
Dei caccia russi - denuncia il ministero della Difesa ucraino, che ha fatto alzare in volo un aereo di ricognizione Sukhoi 27 - hanno violato per due volte lo spazio aereo ucraino sul Mar Nero.  L'equipaggio ucraino - prosegue il ministero - e' riuscito a prevenire le provocazioni da parte degli aerei russi". "L'Ucraina - avverte il primo ministro ucraino Arseni Iatseniuk - non cederà mai la Crimea". Le guardie di frontiera ucraine hanno denunciato che i militari russi continuano a sbarcare in Crimea massicciamente: nelle ultime 24 ore, sostengono, sono atterrati in Crimea 10 elicotteri da combattimento e 8 aerei da trasporto, senza che Kiev fosse informata con 72 ore di anticipo previste dall'accordo bilaterale sulla flotta russa del Mar Nero. Presunti soldati russi, armati ma con mimetiche prive di segni di riconoscimento, hanno circondato il centro di intelligence della Marina militare ucraina a capo Fiolent, a Sebastopoli, e il centro approvvigionamenti militari di Bakhcisarai. I soldati ucraini si rifiutano però di deporre le armi.

Filorussi irrompono nel palazzo region ale di Dometsk
Almeno 100 filorussi hanno fatto irruzione nella sede dell'amministrazione regionale di Donetsk, nella russofona Ucraina orientale e il loro 'comandante' Pavel Gubarev, ha annunciato di aver "preso il potere". E anche il Parlamento di Donetsk convoca un referendum sullo status della regione, come ha fatto la Crimea. Anche sul palazzo del Consiglio regionale di Odessa sventola la bandiera russa.

La Merkel a Obama: Putin non ha più contatti con la realtà
Una Angela Merkel "estremamente irritata" con Vladimir Putin, al telefono con Barack Obama, avrebbe affermato di "non esser sicura" che Putin "abbia ancora contatto con la realtà". Lo scrive la Bild on line, riportando un articolo del New York Times che cita fonti ufficiali Usa. "Vive in un altro mondo", avrebbe detto la cancelliera.

mercoledì 27 novembre 2013

Berlino, trovato l'accordo per la "Grosse Koalition"

Angela Merkel, accordo fatto
BERLINO - I cristianodemocratici e i socialdemocratici tedeschi hanno raggiunto nella notte un accordo per la formazione di un governo di larghe intese. I due principali partiti tedeschi, la Cdu-Csu della cancelliera Angela Merkel e la Spd, hanno raggiunto un accordo sul governo intorno alle cinque di stamani. Lo hanno reso noto sui loro profili Twitter il parlamentare conservatore Michael Grosse-Broemer e la premier del land della Saar, Annegret Nramp-Karrenbauer. Due mesi dopo le elezioni e un mese dopo l'avvio dei negoziati fra i due partiti, l'accordo, se confermato, permetterà loro di formare un governo a metà dicembre. L'intesa deve essere approvata in un referendum dai 474.000 iscritti alla Spd. I leader dei partiti presenteranno i dettagli dell'accordo in una conferenza stamani, termine ultimo fissato da Merkel per le trattative. Ma per l'annuncio dei nomi dei ministri bisognerà aspettare ancora un paio di settimane. La Cdu-Csu della cancelliera aveva ottenuto una larga maggioranza relativa alle politiche di settembre (41,5%), ma aveva mancato per cinque seggi la maggioranza assoluta e aveva dovuto avviare una trattativa per un governo di coalizione. Gli alleati liberaldemocratici della legislatura precedente non avevano superato la soglia di sbarramento e non erano entrati in parlamento. Il partito di Merkel, dopo un tentativo infruttuoso con i Verdi, aveva avviato un negoziato con la Spd per una "Grosse Koalition", formula già sperimentata nel primo governo della cancelliera (2005-2009).

giovedì 24 ottobre 2013

Il celllulare spiato della Merkel: convocato a Berlino l'ambasciatore americano

BERLINO - Il ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha convocato l'ambasciatore americano in relazione allo spionaggio del cellulare della cancelliera Angela Merkel. La cancellieraha detto al presidente Usa Barack Obama che se fosse vero che il suo telefono è stato monitorato dagli Stati Uniti, questo sarebbe "del tutto inaccettabile". Lo riferisce il portavoce del governo tedesco. Seibert ha precisato che il governo federale è in possesso di informazioni che confermerebbero uno spionaggio del telefonino della cancelliera. Abbiamo "pregato il governo americano di fornirci immediata e completa chiarezza", ha detto. La notizia del possibile spionaggio del cellulare della donna più potente del mondo era stata data da Spiegel online. Il presidente americano, Barack Obama, ha assicurato alla cancelliera Angela Merkel che il suo telefono non è mai stato monitorato.
"Immagino da anni che il mio cellulare venga spiato, ma certo non pensavo che fossero gli americani": lo ha detto il ministro della difesa tedesco, Thomas de Maiziere, commentando il presunto spionaggio del telefonino della cancelliera Angela Merkel. Il ministro ha duramente criticato l'accaduto: "Se è vero ciò che sentiamo sarebbe davvero brutto. Gli americani sono e rimangono i nostri migliori amici ma questo non va".

lunedì 23 settembre 2013

Alla Merkel mancano 5 seggi per la maggioranza assoluta

BERLINO - La Merkel ieri sera festeggia la vittoria
BERLINO - I risultati ufficiali preliminari diffusi dal presidente di seggio federale questa mattina ha confermato ai  cristiano-democratici della cancelliera Angela Merkel (Cdu) e al loro partito fratello bavarese, l'Unione Cristiano Sociale (CSU), una percentuale del 41,5 per cento. Questo è poco meno della maggioranza: la CDU / CSU avrà 311 seggi nel nuovo Bundestag, cinque in meno del numero necessario per formare la maggioranza assoluta
I partner della coalizione preferite del Cancelliere Merkel, i liberaldemocratici (FDP), sono confermati fuori dal Bundestag, dopo aver preso solo 4,8 per cento dei voti,  al di sotto della soglia di sbarramento del 5 per cento ed è la prima volta che il PLR è riuscito a farsi eleggere al Bundestag dalla Seconda Guerra Mondiale. La principale opposizione socialdemocratici, guidata dallo sfidante della Merkel per la cancelleria, Peer Steinbrück, finito ben dietro il blocco conservatore, con il 25,7 per cento.
Il partito di estrema sinistra ha preso 8,6 per cento, seguito dal partito dei Verdi, con il 8,4 per cento.
L'alternativa euroscettico per la Germania (AfD)  ha preso il 4,7 per cento, il che significa che come il PLR, non entrerà nel Bundestag. 
Pur rifiutandosi di commentare eventuali partner della coalizione nella notte di Domenica, la Merkel ha detto che aveva intenzione di cercare una "maggioranza stabile", qualcosa che i socialdemocratici, con i loro 192 seggi nel nuovo Parlamento, sarebbero certamente in grado di fornire.
Con 63 seggi, anche i Verdi potrebbero anche aiutare Merkel di un'ampia maggioranza e non lo hanno escluso, anche se hanno espresso scetticismo circa le prospettive di trovare abbastanza terreno comune con la CDU / CSU per fare un governo di coalizione praticabile. La CSU bavarese ha anche escluso categoricamente di poter lavorare con i Verdi.

Mentre l'attuale opposizione di SPD, Verdi e sinistra potrebbe matematicamente formare una maggioranza di 319 seggi, questo non è visto come una possibliltà realistica perché i socialdemocratici hanno più volte escluso che lavora con il partito della Sinistra a livello federale.