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domenica 14 giugno 2015

NEW YORK, spara per sbaglio nel lussuoso hotel Waldorf Astoria, 5 feriti

Una delle ferite viene portata in ospedale; a destra l'incauto sparatore
NEW YORK, 14 giugno - Momenti di paura nello storico Waldorf Astoria, uno dei pù famosi hotel di Manhattan, dove in serata un colpo di proiettile sparato accidentalmente da un invitato, Vladimir Gotibovsky,  a una festa di matrimonio ha provocato almeno cinque feriti, tutti ricoverati in ospedale. Le loro condizioni non desterebbero comunque preoccupazione. Situato su Park Avenue, a Midtown, il Waldorf è da sempre l'hotel dei presidenti americani quando sono a New York.
Tutto, a quanto pare, è accaduto per l'imprudenza di uno degli ospiti  poi fermato dalla polizia  che, maneggiando una pistola, ha esploso accidentalmente un colpo di pistola ferendo cinque persone.
Nella hall del lussuoso albergo, dove gli invitati stavano man mano arrivando per l'aperitivo prima di recarsi al ricevimento sulla East Terrace dell'albergo (teatro di famosissime feste del passato), sono stati attimi di terrore e di caos. Anche perché il Waldorf Astoria, che da John Kennedy a Barack Obama è sempre stato l'hotel dove alloggiano i presidenti Usa quando sono a New York, è anche la residenza dell'ambasciatore Usa all'Onu e di altre personalità. 
Solo dopo qualche minuto si è capito che molto probabilmente si era trattato di un incidente. Il proprietario della pistola, un uomo di 40 anni che è stato arrestato, ha fatto per sbaglio partire un colpo, forse nel tentativo di scaricare l'arma, che ha bucato i suoi pantaloni e poi è rimbalzato sul pavimento di marmo andando a colpire di striscio la testa di un'invitata di 55 anni, Maya Rafailovich .

Trasportata in ospedale, la donna è stata giudicata in condizioni stabili e non è in pericolo di vita. Le altre quattro persone coinvolte sono state leggermente ferite dalle schegge del proiettile e dai frammenti di marmo del pavimento.

domenica 3 maggio 2015

NEW YORK, spara a pattuglia della polizia, agente in coma. Arrestato

Il luogo della sparatoria
Brian Moore

Demetro Blackwell

NEW YORK, 3 maggio - Un uomo di 35 anni, Demetro Blakwell, è stato fermato in seguito al ferimento di un poliziotto nel tardo pomeriggio di sabato a New York, nel Queens. 
L’agente, Brian Moore, 25 anni, è ricoverato in coma farmacologico, dopo una delicata operazione durata oltre 4 ore.  
A quanto si apprende si tratta di un residente della zona che è stato poi trovato in un'abitazione non sua, raggiunta passando attraverso i giardini e cortili delle case. Dalle prime informazioni emerge inoltre che si tratta di un individuo noto alle autorità e con precedenti. Blackwell infatti ha un record di 10 arresti, di cui cinque con l'accusa di rapina, furto  e possesso criminale di un'arma.

L'agente di polizia era in borghese con un collega ma in servizio quando e' stato raggiunto dai colpi alla testa, sparati improvvisamente dall’uomo dopo un breve scambio di battute con la pattuglia, ferma nella sua macchina. L’altro agente è rimasto illeso.

sabato 27 dicembre 2014

NEW YORK, migliaia ai funerali dei due poliziotti uccisi. Gli agenti voltano le spalle al sindaco De Blasio

NEW YORK - Gli agenti davanti alla chiesa voltano le spalle al sindaco apparso sul video giigante
NEW YORK, 27 dicembre - Decine di migliaia di persone partecipano ai funerali di New York di Rafael Ramos, uno dei due poliziotti uccisi una settimana fa.mentre erano nella loro auto a Brookliyn..
Il vice-presidente Joe Biden ha elogiato il "dipartimento di polizia più bello del mondo" e al servizio hanno partecipato forze di polizia di tutti gli Stati Uniti e deòl Canada. "Credo che qla grande forza di polizia di questa città incredibilmente varia mostrerà alla nazione come colmare qualsiasi divisione”, ha detto il vice-presidente durante la cerimonia che si è svolta presso una chiesa nel Queens.
Ramos e Wenjian Liu sono stati uccisi dopo settimane di proteste anti-polizia, a seguito dell’uccisione di alcuni neri disarmati. I poliziotti ai funerali hanno di nuovo snobbato il sindaco di New York Bill de Blasio, che era apparso giustificare alcune delle proteste.
I funerali dell’altro agente si terranno quando i parenti arriveranno dalla Cina.
Il commissario di polizia Bill Bratton ha annunciato di aver promosso i due agentii detective First Grade. Ramos, 40 anni, stava studiando per diventare un cappellano della polizia ed è stato descritto come "un uomo di grande fede" da un pastore che lo conosceva. Il Commissario Bratton, la voce strozzata dall'emozione, ha detto: "Rafael Ramos è stato assassinato perché rappresentava tutti noi."
Il Governatore Andrew Cuomo ha reso omaggio al funzionario morto e al Dipartimento di Polizia di New York (NYPD).
All'interno della chiesa, il discorso del sindaco de Blasio è stato accolto da applausi educati ma al di fuori, gli agenti di polizia hanno voltato le spalle quando è apparso su uno schermo video gigante.


domenica 21 dicembre 2014

NEW YORK Il killer dei due agenti aveva sparato alla findanzata, prima della spedizione punitiva


Ismaayl Brinsley, il killer
NEW YORK - Ismaayl Brinsley, 28 anni, l’uomo che ha ucciso due agenti di polizia di New York in stile esecuzione mentre sedevano nella loro veicolo di pattuglia e si è poi suicidato, aveva iniziato la sua giornata sparando a Baltimora alle 5.45 alla sua ex-fidanzata ferendola gravemente e postando su Instagram frasi che erano "molto anti-polizia", ha dichiarato il commissario di polizia Bill Bratton. LaBaltimore County Police si era resa conto, nelle indagini sul ferimento della donna,  che Brinsley aveva un collegamento con Brooklyn e aveva inviato via fax un volantino di avvertimento al NYPD, che purtroppo è stato ricevuto nello stesso tempo in cui iniziava la sparatoria, ha detto Bratton. “Circa alle 14:45 , le autorità di Baltimora hanno inviato un fax - ha detto Bratton - Purtroppo,era l’ora in cui i nostri agenti cadevano nell’ imboscata e venivano uccisi da Brinsley." Il sospetto, Ismaaiyl Brinsley, ha scritto su Instagram: "Sto mettendo le ali ai maiali oggi. Prendono 1 dei nostri, rispondiamo con 2 di loro." usando l'hashtag Shootthepolice RIPErivGardner (sic) RIPMikeBrown. "Questo potrebbe essere il mio ultimo post," ha poi scritto Brinsley nel post Instagram che comprendeva l'immagine di una pistola d'argento. E una pistola d'argento è stato recuperato sulla scena della sparatoria, ha detto la polizia.
Il post ricordava  Eric Garner e Michael Brown, due uomini le cui morti hanno portato a pesanti critiche contro la polizia a livello nazionale. A New York, Garner è morto dopo un ufficiale lo ha praticamente strangolato mentre lo arrestava per aver venduto sigarette di contrabbando, mentre Brown è stato colpito e ucciso da un agente di polizia in Ferguson, Missouri, durante l'estate.

Ismaayil Brinsley ha ucciso gli agenti Wenjian Liu, asiatico e Raffaello Ramos, ispanico. Dopo aver sparato ai due agenti, Brinsley è sceso in metropolitana ed è corso sulla piattaforma, dove si è sparato alla testa, uccidendosi. Gli archivi della polizia  mostrano che Brinsley era stato arrestato più volte a New York, Georgia, e Ohio, con accuse tra cui rapina e aggressione.

BROOKLYN, vendetta razziale, nero uccide due poliziotti e si suicida


Un'ambulanza trasporta il corpo di uno dei poliziotti uccisi, salutato dai colleghi schierati
Wenjian Liu e Rafael Ramos
L'auto all'interno della quale sono stati uccisi i due poliziotti
NEW YORK - Freddati con colpi di pistola alla testa, probabilmente per vendicare l'uccisione di due neri e sullo sfondo della recente rivolta razziale contro la brutalità attribuita negli Usa agli uomini in divisa: due agenti della polizia di New York in uniforme sono stati ammazzati mentre si trovavano nella loro vettura, impegnati in una esercitazione antiterroristica. E' accaduto ieri pomeriggio a Brooklyn, nel contesto delle manifestazioni per la recente decisione del Gran giuri' di non incriminare il poliziotto che ha soffocato, fino ad ucciderlo, l'afroamericano Eric Garner. In base a una prima ricostruzione, l'assassino, un nero, si e' avvicinato alla vettura dei poliziotti e ha aperto il fuoco attraverso il finestrino. Poi ha cercato di fuggire dirigendosi verso la metropolitana, ma quando ha capito che le forze dell'ordine stavano per stanarlo, ha rivolto l'arma contro sè stesso e si ètolto la vita.
I due poliziotti, Wenjian Liu e Rafael Ramos, sono stati immediatamente trasferiti in ospedale: uno e' morto subito dopo il ricovero, l'altro pochi minuti più tardi. "Non hanno nemmeno avuto il tempo di reagire. Sono stati semplicemente assassinati", ha detto il capo della Polizia di New York, William Bratton.Il killer e' stato identificato: si chiamava Ishmael Brinsley, 28 anni, originario di Baltimora. Poco prima di arrivare a Brooklyn, ha sparato e ferito la sua ex fidanzata. Poi un messaggio su Instagram dove esprime l'intenzione di andare a New York proprio "con l'intento di uccidere poliziotti locali". "Oggi mettero' le ali ai porci. Loro fanno fuori uno di noi e io ne faccio fuori due di loro", avrebbe scritto Brinsley. "Quando la polizia di Baltimora ci ha informato, ormai era troppo tardi", ha detto Bratton. I messaggi "avevano contenuti contro le forze dell'ordine", ha aggiunto, precisando che ci non sono legami", tra l'assassinio dei due poliziotti e gruppi terroristici o altre organizzazioni". L'eccidio arriva in un momento di altissima tensione razziale nel Paese. E, secondo alcuni investigatori, i due poliziotti sarebbero stati presi a bersaglio per vendicare la morte del 18enne nero Michael Brown, ucciso da un agente a Ferguson (Missouri), e in particolare quella di Eric Garner, morto nella stessa New York dopo essere stato soffocato da un poliziotto. In entrambi i casi, il Gran giuri' ha deciso di non incriminare gli agenti coinvolti.

giovedì 11 dicembre 2014

Operazione Potenza-New York, otto arresti per estorsione, anche un boss del clan Gambino


POTENZA - Otto persone arrestate, tra cui Francesco Palmieri, ritenuto appartenente alla famiglia mafiosa americana dei Gambino: l'accusa per tutti è associazione a delinquere finalizzata all'estorsione con l'aggravante del metodo mafioso e della transnazionalità. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Potenza su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Vittima di una tentata estorsione è Lorenzo Marsilio, imprenditore lucano titolare della 'Sudelettra'. L'inchiesta del Servizio centrale operativo della Polizia e della squadra mobile di Matera, ha preso spunto da una segnalazione delle autorità americane, con le quali c'è stata una costante e continua collaborazione. Oltre a Palmieri, la Polizia ha arrestato Giovanni Grillo, detto Johnny e considerato il personaggio chiave dell'inchiesta, bloccato all'aeroporto di Malpensa mentre stava imbarcandosi cin un biglietto di sola andata per gli Usa e Salvatore Farina, figlio del boss defunto Ambrogio. Ordinanza anche per Carlo Brillante, Raffaele Valente, Daniele Cavoto, Michele Amabile e Francesco Vonella, già coinvolti nell'inchiesta New Bridge che ha provato i collegamenti tra i Gambino e le cosche della 'Ndrangheta. Francesco Palmieri era arrivato mesi fa in Italia per riscuotere un credito vantato da alcuni boss mafiosi americani nei confronti dell'imprenditore lucano Lorenzo Marsilio. Un credito risalente a 30 anni fa. Palmieri è stato bloccato dai poliziotti in un appartamento di Brooklyn, dove abitava senza risultare registrato. Oltre a Palmieri, è stato arrestato a New York anche Amabile. All'operazione hanno partecipato anche funzionari della polizia italiana.

    L'indagine, sottolineano gli investigatori, ha documentato "ancora una volta l'esistenza di un tradizionale e consolidato asse criminale tra i sodalizi mafiosi operanti negli Usa e le organizzazioni radicate sul territorio italiano".

venerdì 5 dicembre 2014

NEW YORK, seconda notte di manifestazioni, 50 arresti. A Phoenix un altro nero disarmato ucciso dalla polizia

I manifestanti bloccano il ponte di Brooklyn



NEW YORK- Almeno 50 fermati a New York nella seconda notte consecutiva di proteste per l'impunità nei casi di agenti bianchi che uccidono afro-americani disarmati. Ad alimentare la rabbia, dopo il proscioglimento dell'agente che a luglio a Staten Island aveva soffocato Eric Garner mentre lo arrestava, è arrivata la notizia dell'uccisione di un altro afro-americano disarmato a Phoenix, il 34enne Rumain Brisbon, dopo che era stato fermato alla guida di un Suv: la polizia ha scambiato una bottiglietta per una pistola ed ha sparato I manifestanti sono sfilati in corteo da Foley Square, nel sud di Manhattan, e hanno bloccato il ponte di Brooklyn urlando "Non riesco a respirare", le ultime parole pronunciate da Garner prima di morire. In 7mila hanno circondato il quartier generale della polizia nella Grande Mela e altri 1.500 hanno protestato a Harlem.
  I manifestanti hanno anche imposto la chiusura dell'Holland Tunnel e della West Side Highway di Manhattan, paralizzando il traffico nella Grande Mela. La rabbia per la mancata incriminazione dell'agente Daniel Pantaleo che soffoco' Garner e per il nuovo caso di Phoenix è esplosa anche a Chicago, Orlando, Baltimora, Boston e Seattle, dove si è sfiorato lo scontro tra manifestanti e poliziotti. A Washington un corteo si e' diretto verso Capitol Hill, anticipando la marcia organizzata per il prossimo 14 dicembre.
  A guidare il corteo verso il ponte di Brooklyn, nella Grande Mela, è stata Costance Malcom, mamma del 18enne Ramarley Graham ucciso nel 2012 da un poliziotto mentre era a casa, nel Bronx, disarmato. "Hanno ucciso mio figlio nella mia casa. Non rappresentava una minaccia per nessuno e l'hanno fatto fuori come se niente fosse - ha denunciato - dobbiamo far sentire la nostra voce, siamo stanchi, dobbiamo reagire". Vicino al Barclays Center sono state allineate delle finte bare con i nomi delle vittime della polizia. Manifestanti di ogni razza, in gran parte giovani, hanno reclamato "Giustizia" issando cartelli con le critte scritto "Le vite dei neri contano", "Il Gran giurì è una truffa", "La nostra democrazia sta soffocando". Le proteste a New York sono iniziate verso le 18.30 con marce sui marciapiedi ma poi, con il passare delle ore, sono dilagate nelle strade mandando in tilt il traffico cittadino. Il sindaco Bill de Blasio, pur invitando alla calma, si e' schierato con i manifestanti: "Tutto cio' sta accadendo perché è cio' che la gente vuole. Continuate a chiedere". Solo verso la mezzanotte (ore 6 in Italia) la folla dei manifestanti ha cominciato a diradarsi mentre la polizia portava via le persone arrestate. Indossando un cappellino verde per essere riconosciuti, un gruppo di avvocati chiedeva il nome a quanti finivano in manette per presentare richiesta per farli liberare.


Il morto di Phoenix: scambiato dal poliziotto un barattolo per una pistola
I manifestanti a Phoenix
PHOENIX - Un nero disarmato, Rumain Brisbon, 34 anni, sospettato di traffico di droga è stato ucciso da un poliziotto bianco a Phoenix.  L’ufficiale di polizia che ha scambiato uncontenitore di pillole per una pistola. La polizia di Phoenix dice che l'ufficiale temeva che  il sospetto fosse armato durante la loro lotta, ma alcuni critici dicono che il poliziotto si è spinto troppo in là. Subito, nella notte di ieri manifestanti, tra cui attivisti per i diritti civili, sacerdoti e membri della comunità, si sono riuniti al Civic Space Park  e hanno marciato verso la sede della polizia
In parte, i manifestanti chiedevano che la polizia rilasciasse il nome del funzionario che aveva sparato Brisbon. L'ufficiale è stato identificato solo come un poliziotto di 30 anni, che è un veterano, da sette anni nel reparto.
Secondo il sergente Trent Crump, l'ufficiale ha risposto martedì a segnalazioni su qualcuno che vendeva droga a bordo di un SUV Cadillac. Dopo aver localizzato il SUV, il poliziotto ha ordinato a  Brisbon, l'unico occupante, per mostrare le sue mani.
Le autorità dicono Brisbon è corso dentro un condominio e poi è uscito iniziando a lottare con l'ufficiale. Poi ha messo la mano in tasca, e quando l'ufficiale l’ha afferrata, ha pensato di aver sentito  l'impugnatura di una pistola. La polizia dice che l'ufficiale ha intimato ripetutamente Brisbon di togliere la mano in tasca, poi gli ha sparato due volte quando non lo ha fatto.
Brisbon, un ex detenuto, è stato colpito al torace e poi dichiarato morto sul posto.Gli investigatori hanno recuperato una pistola semi-automatica e un barattolo di marijuana nel suo SUV.

giovedì 4 dicembre 2014

NEW YOTK, un gran giurì proscioglie un poliziotto che ha ucciso un nero e la gente scende in strada (come a Fergusson)


Eric Garner viene bloccato dai poliziotti e uno, in calzoncini corti, lo stringe al collo. Morirà soffocato
NEW YORK - Migliaia di manifestanti hanno dimostrato in tutta New York City ieri sera, dopo che un gran giurì aveva deciso di non incriminare un ufficiale del NYPD per la morte di un nero di Staten Island, creando ulteriore tensione dopo gli episodi di Fergusson nel Missouri. Diverse persone sono state arrestate a New York in serata. Altre manifestazioni ci sono state anche in altre zone di Manhattan e a Staten Island,il luogo dove il 17 luglio è morto Eric Garner per mano di un poliziotto e in altre città degli Usa.
Eric Garner, 43 anni era morto il 17 luglio, dopo che il poliziotto Daniel Pantaleo aveva tentato di arrestarlo con l'accusa di vendita di sigarette di contrabbando. Un video di un telefono cellulare registrato da un testimone aveva mostrato Pantaleo che stringeva al collo Garner, una violazione della politica comportamentale del NYPD.
Il medico legale aveva stabilito che la successiva morte di Garner era un omicidio e la presa al collo il fattore che ave contribuito al decesso. Il Dipartimento di Giustizia ha annunciato mercoledì sera che si aprirà un ulteriore procedimento per violazione di diritti civili sul caso. Le proteste si sono svolte su una vasta area di Manhattan, da Union Square a Columbus Circle a Upper West Side.
Una folla di manifestanti ha bloccato la West Side Highway nei pressi di 51st Street, arrestando il traffico per un breve periodo a tarda sera. L'ingresso al Lincoln Tunnel è stato anche brevemente bloccato intorno alle 23:30.
Almeno una persona è stata ferita quando i manifestanti sono stati bloccati con reti e cancelli sulla 48th Street. La polizia ha detto che circa 30 persone sono state arrestate in tutta Manhattan.
Un folto gruppo di manifestanti si sono riuniti in Times Square, in possesso di cartelli con la scritta"Vogliamo un atto d'accusa" e  cantando "Mani in alto, non sparare" e "Non riesco a respirare" , una frase Garner è stato sentito dire più volte prima della sua morte.

Parte della folla si è diretta verso la cerimonia di illuminazione dell'albero di Natale al Rockefeller Center, anche se la polizia di New York ha mantenuto i manifestanti lontano dal dall'evento reale. Alcuni dei manifestanti, facendo riferimento alla cerimonia gridava: "Non c'è giustizia, nessun albero". I manifestanti sono anche scesi in piazza nel quartiere Tompkinsville di Staten Island, dove è accaduto l'incidente. Diverse persone hanno cantato, "Non riesco a respirare", la frase pronunciata da Garner è stato sentito dire prima di collassare.

venerdì 24 ottobre 2014

NEW YORK, attacca con un’accetta due poliziotti, ucciso. Era “vicino all’estremismo islamico”

Zale Thompson ripreso da una telecamera di sicurezza mentre assale i poliziotti pochi attimi prima di essere ucciso
NEW YORK - L'uomo che ha attaccato con un accetta due poliziotti nel Queens rimanendo poi ucciso, a New York, era "vicino all'estremismo islamico". Lo ha detto la polizia confermando i sospetti della prima ora. Zale Thompson, 32 anni, aveva pubblicato su Youtube e Facebook dichiarazioni che mostravano "un'inclinazione al razzismo e tendenze estremiste".

Due poliziotti erano rimasti feriti, uno in modo grave giovedì sera mentre pattugliavano le strade del Queens, a New York. L'aggressore è stato poi ucciso da altri due agenti. A quanto si apprende, l'assalitore si è lanciato verso i quattro poliziotti armato di accetta, colpendo uno di loro alla testa e l'altro al braccio, prima di essere freddato da due agenti. Pare che anche una donna sia rimasta ferita. A seguito dell'incidente è stato diramato un allarme a tutti i poliziotti di "mantenere un alto stato di allerta", anche alla luce dell'attacco al Parlamento di Ottawa dove un giovane ha sparato e ucciso un riservista, Nathan Cirillo, prima di essere ferito a morte. "Per favore, avvertite il vostro staff di rimanere vigili in ogni momento", si legge nel messaggio inviato al dipartimento di Polizia di New York.

sabato 11 ottobre 2014

NEW YORK, esce dal carcere dopo 15 anni, un quarto d’ora dopo dopo due gli sparano

Il carcere di Otisville e, nei riquadri, la vittima e lo sparatore
NEW YORK - Gli hanno sparato 15 minuti dopo essere uscito di prigione, l’ Otisville Correctional. È successo a Devon Simmons, 33 anni,  ex detenuto del carcere di media sicurezza vicino a Otisville, nella cittadina di Mount Hope, Orange County, vicino a New York City.  L'uomo è riuscito a raggiungere la vicina stazione ferroviaria dove qualcuno ha chiamato il 911.  
Lo sparatore è Jerome Mack, che era stato condannato a 10 anni per alcune sparatorie nel 1999, in parte a causa della testimonianza di Devon Simmons. "A quanto pare, Mack ha avuto questo rancore per tutto il tempo. Lo ha tenuto dentro di sè per tutti 15 anni che Simmons è rimasto in carcere ", ha detto una fonte vicina alle indagini. Poi Simmons è uscito e lui si è nascosto nel bagagliaio di una Hyundai con una pistola, mentre il conducente della vettura, Edgars Wilson aveva convinto il criminale appena liberato a salire per tornare in città.
Wilson, 35 anni, ha detto a Simmons che un parente lo aveva mandato a prendere, e Simmons gli aveva creduto, anche se aveva un biglietto del treno per arrivare a una casa a metà strada per Manhattan. Due miglia più tardi, Wilson si è fermato e ha detto che doveva urinare.
Anche Simmons è sceso e Mack, spuntato fuori dal bagagliaio, gli ha sparato due pallottole. Il duo è poi fuggito verso la città, mentre Simmons è entrato in una vicina stazione della Metro-North e haottenuto aiuto.
E 'stato trasportato in elicottero a Westchester County Hospital ed è in condizioni stabili dopo l'intervento chirurgico.

Mack e Wilson, arrestati poco dopo ancora a bordo dell’auto, sono stati accusati di tentato omicidio e detenzione di armi.


venerdì 26 settembre 2014

RENZI a New York: pronti a sfidare i poteri forti

NEW YORK - "Per tornare a fare l'Italia siamo pronti, se servirà, a fare battaglie in Parlamento e a sfidare i poteri forti anche se più dei poteri forti temo i pensieri deboli". Il premier Matteo Renzi incontra la comunità italiana al Consolato di New York e assicura il suo impegno "per cambiare davvero il Paese" chiedendo una mano anche agli italiani che stanno in America. "Cambieremo la burocrazia - assicura il premier - le regole del gioco sul lavoro, le istituzioni, e daremo tempi certi alla giustizia. Se si vuole restare a galla si deve correre. Stando fermi si cade". 
Renzi interviene anche sul  Jobs Act, garantendo che non ci sarà alcun pasticcio. ''Condivido alla lettera le parole del ministro Poletti. Faremo una riforma fatta bene che sarà degna di questo nome". 

L'incontro tra il premier italiano e de Blasio - "E' un grande piacere incontrare Matteo, soprattutto perché siamo paesani": il sindaco di New York, Bill de Blasio, saluta così il premier. "Renzi - ha detto de Blasio - è un esempio di leadership, una voce fondamentale per le riforme in Italia. Il suo successo in Italia è necessario. Forza Renzi". Il primo ministro italiano ha quindi risposto con una battuta: "grazie Bill, basta che non dici Forza Italia". Renzi si è detto quindi a sua volta orgoglioso che il "sindaco della città più importante del mondo sia di origini italiane". "Il Made in Italy - ha proseguito il premier - e non solo vestiti, cibo, vino, design, ingegneria, ma negli Stati Uniti è stato anche quello di straordinari sindaci, soprattutto a New York, a partire da Fiorello La Guardia. Oggi abbiamo un sindaco che dice che 'siamo paesani' e al di là del piacere politico di incontrarlo sono molto orgoglioso delle sue origini e gli do un grande in bocca al lupo. Lavoriamo insieme - ha concluso Renzi rivolto a de Blasio - per le sfide future".

mercoledì 24 settembre 2014

RENZI a New York: il Jobs act non è rinviabile. Lunedì si discute, si decide e poi si voterà assieme

ROMA - "Non è pensabile che ci siano poi dei momenti in cui ci si ferma e ci si tiri indietro. Noi siamo per parlare con tutti, ma ci sono cose che in Italia vanno fatte". Così il premier Matteo Renzi a New York rispondendo ad una domanda sul Jobs act spiegando che la riforma "non è rinviabile". "Lunedì presenterò in direzione le mie idee" sulla riforma del lavoro, che "sono condivise", poi "ci sarà un dibattito, si discute e alla fine si decide, si vota e si fa tutti nello stesso modo, si va tutti insieme".    
 "Siccome vedo che ci sono offerte di voti in circolazione" sulla delega lavoro, "vale la pena ricordare che su questo tema i voti hanno colore politico". Così Rosy Bindi risponde a chi le domanda della possibilità che Forza Italia voti il Jobs act. "Il lavoro, come la finanziaria e la giustizia, sono temi che riguardano l'azione di governo e per i quali viene prima la maggioranza e poi gli altri. Non è come per le riforme costituzionali che vanno fatte con tutti", sottolinea.

   

giovedì 5 giugno 2014

Staten Island (New York): 34 feriti nell’incendio di 3 case


NEW YORK - Almeno 34 persone sono rimaste ferite, tra cui almeno una ventina di pompieri, nell'incendio di tre case in una zona residenziale di Staten Island, a New York, secondo un bilancio riferito da fonti ufficiali.
Le fiamme sono divampate attorno all'una della notte scorsa, per cause ancora sconosciute in una delle tre abitazioni, e si sono poi propagate rapidamente alle altre due. Per sfuggire al fuoco, riferiscono fonti di stampa, un uomo e due suoi figli si sono lanciati da una finestra del secondo piano.

Quando sono arrivati i pompieri, almeno duecento, il fuoco e il fumo avevano gia' invaso tutto l'edificio, le fiamme uscivano dalle finestre e dal tetto. Alle sette del mattino (ore 13 in Italia), l'incendio e' stato infine messo sotto controllo. I feriti, riferiscono fonti di stampa, sono 11 inquilini dell'edificio, tra cui sei bambini, e 23 pompieri, nessuno dei quali e' in pericolo di vita. 

Preso l'assassino del bambino di Brooklyn. Tradito dal DNA

Joshua Avitto (ucciso) e Mikayla Capers, ferita gravemente
L'identikit diffuso dalla polizia
NEW YORK - Un sospetto è stato arrestato per l’accoltellamento mortale di un bambino di 6 anni  e il ferimento della sua amichetta di 7 anni, aggrediti il week end scorso nell’ascensore di una casa popolare di Brooklyn (e scelti sicuramente a caso).
L'arresto di Daniel St. Hubert, 27 anni, è stato annunciato in una conferenza stampa al quartier generale della polizia: l’uomo è stato preso poco dopo le 20 (ore 2 di oggi) nel Queens.
Le autorità stanno anche indagando se St. Hubert possa aver accoltellato a morte una adolescente pochi giorni prima a pochi isolati di distanza. Tanaya Copeland, 18 anni, era stato ucciso 30 maggio.

L’indagato era è stato accusato in passato di aver aggredito un agente di polizia.

E 'stato identificato collegando il DNA trovato sul coltello utilizzato nell’aggressione con quello che era nel sistema del Dipartimento di Polizia di New York, riferito appunto a St.Huber.

lunedì 2 giugno 2014

New York: folle entra in un ascensore a Brooklyn armato di coltello, aggredisce due bimbi e ne uccide uno di 6 anni

Joshua Avitto, il bimbo ucciso
NEW YORK - Il condominio dove è avvenuta l'aggressionr omicida
NEW YORK - Episodio di follia a Brooklyn, quartiere di New York, dove un folle è entrato in un'ascensore con un coltello da macellaio e ha aggredito due bambini di 6 e 7 anni,  Joshua Avitto e Mikayla Capers, colpendo a morte il più piccolo. L'uomo si è dato alla fuga mentre la bambina più grande, rimasta ferita, è stata portata in ospedale: dopo un intervento chirurgico, ora è fuori pericolo. I due bambini,  stavano uscendo dalla loro casa in 845 Schenck Ave. a East New York, per andare a comprare un gelato quando il folle ha cominciato a brandire un coltello da macellaio e poi a scagliarsi contro di loro. Per il bambino di 6 anni, che avrebbe dovuto festeggiare il compleanno tra due settimane, le coltellate si sono rivelate fatali. E' stato ritrovato morto dalla polizia nell'ascensore. 
La bambina di 7 anni è stata inseguita dall'omicida ma è riuscita a scappare, ed è crollata di fronte ad un edificio nelle vicinanze. E' stata portata in ospedale e sottoposta ad intervento chirurgico. Non è in pericolo di vita.

Dell'omicida nessuna traccia. Al momento gli agenti hanno ritrovato solo il coltello. L'omicidio è avvenuto solo due giorni dopo che una 18enne, nella stessa zona di Brooklyn è stata uccisa con 32 coltellate al petto. Non è ancora chiaro se i due episodi possono essere messi in relazione, ma i poliziotti non lo escludono.

mercoledì 9 aprile 2014

New York: ragazzo appicca incendio in un grattacielo, poliziotto muore portando aiuto

A destra Dennis Guerra, il poliziotto morto. A sinistra l'incendiario, che non sembra pentito
Il corridoio del grattacielo di Coney Island distrutto dall'incendio
NEW YORK - Uno dei poliziotti intervenuti domenica in un grattacielo di Brooklyn per un incendio,  acceso da un adolescente “annoiato”, è morto questa mattina .
L’ufficiale Dennis Guerra era ricoverato al Montefiore Hospital nel Bronx, dove era stato trasferito dopo che i medici aveva lottato per stabilizzarlo al Coney Island Hospital e al Jacobi Hospital.
Ma l’agente, padre di quattro figli, è stato dichiarato morto alle 06:50 (ore 12.50 in Italia)
Il sincado de Blasio ha elogiato Guerra come un eroe altruista che è stato mortalmente ferito mentre cercava di aiutare gli altri.
"Abbiamo perso un uomo buono questa mattina. Guerra era esemplare - è andato a cercare di aiutare le persone bisognose. I nostri cuori vanno alla famiglia Guerra, saremo al loro fianco ", ha detto il sindaco.
Guerra, 38 anni,  e la sua collega Rosa Rodriguez, 36, sono stati i primi due ad arrivare sulla scena dell’incendio nel condominio al 2007 di Surf Avenue di Coney Island, dove sono stati subito accecati dal fumo denso uscendo dall’ascensore al 13 ° piano, in un corridoio dove un materasso stata data alle fiamme.

Rodriguez è ricoverata in condizioni critiche al reparto ustionati del Cornell Medical Center di Manhattan, dove è stata collocata in una camera iperbarica.
La Surfer Avenue, la strada dove si è verificato l'incendio

lunedì 17 marzo 2014

La compagna di Mick Jagger si impicca a New York


Mick Jagger e L'Wren Scott
NEW YORK - L'Wren Scott, stilista di moda e compagna di Mick Jagger dal 2001, sarebbe stata trovata impiccata in un appartamento di lusso nel West Side di Manhattan. A quanto riporta il New York Post il cadavere della Scott, che aveva 47 anni, è stato scoperto dalla sua assistente e la donna si sarebbe tolta la vita con una sciarpa impiccandosi alla maniglia di una porta. Dall'Australia Mick Jagger si è detto "devastato" dalla notizia. A scoprire il cadavere in un palazzo su Eleventh Avenue è stata l'assistente di L'Wren. Non ci sono sospetti immediati che lascino pensare alla possibilità di fattori esterni nella morte della donna anche se il medico legale non ha ancora reso noto il verdetto ufficiale. Non è ancora chiaro inoltre se la donna abbia lasciato un messaggio d'addio. 
Jagger, dall'Australia dove si trova con i Rolling Stones per la tournèe che il 22 giugno lo dovrebbe portare al Circo Massimo, si è detto "devastato, completamente sotto shock" per la notizia. E alla domanda se i due facessero ancora coppia al momento della morte della donna un portavoce ha risposto: "Naturalmente sì". Nessun elemento apparente lasciava immaginare che la compagna di Jagger meditasse il suicidio: il suo account Twitter era stato aggiornato alle 11 di New York, un'ora prima della scoperta del cadavere. Un mese fa, d'altra parte, la stilista aveva cancellato la sfilata alla London Fashion Week: ufficialmente per ritardi nella produzione della collezione, ma pate ci fossero una serie di difficoltà. 
Era dal 2001 che L'Wren e Jagger stavano assieme. Lei era entrata nel mondo della moda prima come modella e poi come "stylist" di attori celebri come Tom Hanks e Madonna, fino a quando nel 2006 aveva lanciato una collezione di vestiti diventati subito un successo tra le celebrità. Tra le fan Oprah Winfrey, Nicole Kidman, Sarah Jessica Parker e Michelle Obama. Secondo alcune indiscrezioni anche Angelina Jolie stava pensando a lei per realizzare un vestito da sposa in caso di matrimonio con Brad Pitt. 
"Avevo dovuto imparare a cucire perchè non c'era nulla che mi stesse bene" aveva confidato al Telegraph nel 2011 l'ex Luann Bambrough che si era cambiata il nome nel più esotico L'Wren quando il fotografo Bruce Weber l'aveva scoperta consigliandole di trasferirsi a Parigi per lavorare come modella da Thierry Mugler e Chanel.

venerdì 14 marzo 2014

New York, 8 i morti nel crollo e si cercano altri dispersi


NEW YORK - Quattro delle vittime e lo scenario del crollo
NEW YORK- Sale a 8 il bilancio delle vittime dell'esplosione che due giorni fa a Manhattan ha provocato il crollo di due edifici. Si cercano ancora altri dispersi. Le operazioni di ricerca - ha detto il sindaco di New York, Bill de Blasio - potrebbero durare ancora per giorni, per la difficoltà di operare in uno scenario di totale distruzione.

mercoledì 5 febbraio 2014

4 arresti per la droga che ha ucciso Philip Seymour

NEW YORK - Quattro persone sospettate di essere collegate con la droga trovata nell'appartamento di Manhattan dell'attore Philip Seymour Hoffman, morto per overdose, sono state arrestate a New York. Le persone fermate dalla polizia in un blitz sono tre uomini e una donna. Nel corso del blitz sono stati sequestrati anche 350 sacchetti utilizzati di solito per sistemarvi l'eroina. Al momento gli investigatori non hanno fornito ulteriori informazioni sull'operazione. Quando domenica scorsa la polizia ha fatto irruzione nell'appartamento di Seymour Hoffman a Manhattan, l'attore è stato trovato morto nel bagno con una siringa ancora conficcata nel braccio. Indossava una t-shirt, dei pantaloncini e degli occhiali da sole. Nell'abitazione sono stati ritrovati almeno 50 sacchetti contenenti eroina, oltre a diverse siringhe usate.

martedì 4 febbraio 2014

In casa di Philip Seymour Hoffman trovate 70 buste di eroina

Philip Seymour Hoffman
NEW YORK - La polizia ha trovato 70 buste di presunta eroina in casa casa dell'attore Philip Seymour Hoffman il giorno dopo la sua morte. La star premio Oscar, 46 anni, è stato trovato cadavere nel suo appartamento di Greenwich Village domenica con una siringa nel braccio.
Un esame post-mortem dovrebbe essere effettuato oggi. La polizia ritiene che  Hoffman sia morto di overdose.
Le luci dei teatri di Broadway a New York saranno oscurate domani in suo ricordo. Tra i farmaci trovati nella casa di Hoffman ci sono diversi pacchetti timbrati con l'asso di cuori, così come l'asso di picche. Entrambi sono segnali per l'eroina che gli spacciatori normalmente utilizzano.
Hoffman aveva parlato in passato della sua lotta contro la tossicodipendenza. La morte di Hoffman arriva in un momento in cui i funzionari in tutto il paese sono preoccupati per una combinazione particolarmente letale di eroina mescolato con un narcotico antidolorifico chiamato Fentanyl responsabile di quasi 100 decessi nel corso dell'ultimo anno in diversi stati tra cui Rhode Island, Maryland, Pennsylvania, Louisiana e New Jersey. 

Naturalmente ancora non si conosce la combinazione letale che si è iniettato l’attore