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mercoledì 1 luglio 2015

ROMA, fermato un uomo per la violenza alla 16enne


ROMA, 1 luglio - La polizia ha fermato una persona, un dipendente della Marina militare, sospettata di essere l'autore della violenza sessuale ai danni di una 16enne nei pressi di piazzale Clodio a Roma. I fatti risalgono a due notti fa: si è finto poliziotto e ha detto di dover controllare i documenti di identità l'uomo che ha violentato la ragazza. E' quanto ha raccontato la stessa vittima, ricoverata in osservazione al Policlinico Gemelli. La 16enne si trovava in compagnia di alcune amiche che stavano rientrando a casa ed erano in attesa dell'autobus al capolinea.

  L'uomo, secondo il racconto della giovane, si è fermato e ha detto di essere un agente di polizia ed ha chiesto loro i documenti. Alla ragazza, che ne era in possesso, l'uomo avrebbe chiesto di seguirlo con la scusa di doverla identificare compiutamente ma, giunti a piedi nei pressi del parcheggio di via Casale Strozzi, l'avrebbe trascinata con la forza in un parchetto vicino abusando sessualmente di lei. Nel frattempo una delle amiche, preoccupata per il tempo trascorso, ha telefonato alla madre che, arrivata sul posto, ha avuto modo di scorgere l'uomo che stava riaccompagnando la giovane dove l'aveva prelevata, in via Baffico. Vedendo un adulto insieme alle due ragazze, l'uomo si sarebbe subito dato alla fuga. La donna ha chiamato il 113 e immediate sono scattate le ricerche. "La giovane, abitante fuori Roma - continua la questura - ospite di una delle due amiche, e' stata immediatamente trasportata in ospedale, dove i sanitari non hanno riscontrato segni di violenza apparente".

domenica 7 giugno 2015

MILANO, egiziano clandestino offre una pizza a giovane inglese, poi la violenta

MILANO, 7 giugno - Le ha offerto una pizza, nel locale dove lavorava, e poi l'ha violentata. Mohamed Mansour Mohamed Alì è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di Claire, 27enne inglese che vive senza fissa dimora a Milano e che si arrangia come può accentando l'aiuto di chi glielo offre. Alle tre di notte di mercoledì, il 24enne egiziano ha aperto la pizzeria, appena chiusa, e le ha offerto un pasto caldo. Poi però ha iniziato a fare delle avances e al rifiuto della ragazza l'ha violentata.
L'egiziano ha abusato della ragazza e poi l'ha abbandonata in strada come se nulla fosse accaduto. Come scrive La Repubblica, Claire è corsa subito in pronto soccorso dove è stata accertata la violenza e poi è andata in commissariato per denunciare il fatto. Venerdì il 24enne è stato arrestato, dopo il riconoscimento e l'accertamento del proprietario della pizzeria "Charlie Brown" che ha confermato che l'egiziano lavorava lì. Il proprietario inoltre è stato denunciato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: Mohamed Alì è senza documenti in regola.

giovedì 30 aprile 2015

AVELLINO, violenza sessuale su 14enne, un italiano e due rumeni arrestati


NAPOLI, 30 aprile - Due cittadini rumeni e un italiano sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Montella, in provincia di Avellino, per violenza sessuale nei confronti di una minore, anch'ella rumena che, all'epoca dei fatti, aveva poco più di 14 anni. Le indagini sono state avviate dopo alcune confidenze, poi avvalorate da segnalazioni ai servizi sociali, che avevano avuto sentore delle violenze che la ragazza era costretta a subire. L'attività investigativa ha così accertato numerosi episodi durante i quali la giovane rumena era stata oggetto di attenzioni sessuali da parte di un 32enne rumeno, convivente della sorella, e di un amico di famiglia, un italiano 55enne. Coinvolta nella vicenda, in concorso con i due molestatori, anche la sorella della vittima perché non aver fatto nulla per evitare che la minore subisse atti sessuali da parte dei due uomini e per averla costretta a tacere le violenze subite. In alcun caso, da quanto emerso dalle indagini, i due molestatori hanno avuto rapporti completi con la 14enne anche perché, sin da subito, la minore era stata affidata a una casa famiglia. Il gip di Avellino ha disposto gli arresti domiciliari per la sorella della vittima e il 55enne, mentre il rumeno convivente della donna è stato rinchiuso in carcere.

lunedì 8 dicembre 2014

Autista Uber violenta passeggera a NEW DELHI. Al bando la società nella capitale


L'autista subito dopo l'arresto
NEW DELHI - Le autorità indiane di New Delhi hanno messo oggi al bando la società americana di noleggio d'auto Uber dopo l'arresto di un autista accusato di aver stuprato una giovane cliente. Lo riferisce un comunicato del dipartimento dei Trasporti della capitale indiana. "Tutti servizi di trasporto - si legge - legati al website www.Uber.com sono vietati con effetto immediato". La società, secondo le autorità, avrebbe ingannato i clienti con la promessa di fornire un servizio 'sicuro'. Inoltre, l'azienda di San Francisco, presente con la sua applicazione in decine di città in tutto il mondo, è stata inserita nella 'blacklist' e non potrà quindi più operare in futuro nell'area metropolitana di Delhi. E' emerso che l'autore dello stupro, Shiv Kumar Yadav, 32 anni, era già arrestato per un'altra violenza sessuale e aveva trascorso due anni in carcere. 
Si è saputo che in realtà Uber potrà essere sanzionata con le stesse misure in tutta l'India.  I servizi di taxi della società sono attualmente disponibili a Bangalore, Mumbai, Hyderabad, Chennai, Jaipur, Ahmedabad, Chandigarh, Kolkata e Pune, oltre che a New Delhi
L'autista ha minacciato la giovane dipendente di una compagnia finanziaria di gravi violenze fisiche se avesse opposto resistenza o denunciato l'accaduto, e si è rifugiato in una casa per sfuggire alla cattura dopo che è stata lanciata una vera e propria caccia all'uomo. Secondo un'emittente locale, gli agenti hanno dovuto abbattere una porta per riuscire ad arrestarlo. Yadav è stato portato a New Delhi nella notte.
All'ingresso del commissariato è stato mostrato ai giornalisti fra due agenti di polizia con la testa coperta da un una sorta di cappuccio nero con due buchi per gli occhi. Fonti della polizia hanno assicurato che Yadav non possedeva la licenza comunale prevista per gli autisti di servizi rivolti al pubblico, e neppure un Gps, strumento obbligatorio sui radio-taxi. La stampa indiana insiste in particolare sullamancanza di misure di sicurezza nelle auto Uber, per cui l'India rappresenta attualmente il secondo mercato dopo gli Stati Uniti. Gli autisti, contattati dai clienti tramite un'app per smartphone, non sono in relazione diretta con nessuna autorità di controllo e sono rintracciabili unicamente attraverso il telefono cellulare.
La polizia ha chiesto ad Uber di partecipare all'inchiesta, e la multinazionale si è detta pronta a collaborare appieno con le forze dell'ordine. Un vice commissario di polizia, citato da The Times of India, ha ricordato che "ci sono norme ben precise per servizi di questo tipo, stilate dal Dipartimento dei Trasposti. Verificheremo se sono state rispettate".

sabato 6 dicembre 2014

GALLARATE, violenta la figlia di 13 anni della convivente che resta incinta. Arrestato

GALLARATE - La polizia di Gallarate, in provincia di Varese, ha arrestato, dopo un'indagine iniziata lo scorso 4 novembre, un giardiniere salvadoregno di 36 anni con l'accusa di aver violentato la figlia 13enne della convivente, dalla quale ha avuto altri figli più piccoli. La violenza, secondo le forze dell'ordine, si sarebbe consumata proprio nel giorno del 13esimo compleanno della ragazzina, approfittando dell'assenza della madre. La giovane, per paura delle ritorsioni che avrebbe potuto subire, non aveva mai detto a nessuno dello stupro, fino a quando si e' accorta di essere rimasta incinta a seguito della violenza subita.

sabato 11 ottobre 2014

NAPOLI, resta in carcere il giovane che ha “gonfiato” il ragazzino

NAPOLI - Resta in carcere Vincenzo Iacolare, il giovane fermato mercoledì a Napoli con l'accusa di aver seviziato con il tubo dell'aria compressa un ragazzo di 14 anni, procurandogli gravissime lesioni all'intestino (è stato operato, è sempre grave, ma in condizioni stabili). Il gip Antonio Cairo non ha convalidato il fermo ma ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare per la gravità dei fatti contestati. A Iacolare sono contestati i reati di tentativo di omicidio e violenza sessuale. Secondo il giudice, il ragazzo non poteva non immaginare che il suo gesto avrebbe avuto conseguenze devastanti sul quattordicenne.
Quanto alla violenza sessuale, il giudice ritiene la sussistenza del reato perché anche se Iacolare non intendeva abusare sessualmente di lui comunque ha violato l'intimità del ragazzo
Il fermo non è stato convalidato il fermo perché non sussisteva il pericolo di fuga dell'indagato, che si è presentato spontaneamente ai carabinieri. L'ordinanza è stata invece emessa ritenendo sussistenti le esigenze cautelari a causa della gravità dei fatti contestati. 

"Chiedo scusa" - Vincenzo Iacolare si è detto "dispiaciuto" dell'accaduto e ha chiesto scusa al ragazzo e alla famiglia. Assistito dall'avvocato Antonio Sorbilli, il giovane ha ribadito al gip che non aveva intenzione di fargli del male. Assieme ai due giovani denunciati in stato di libertà, ha affermato, aveva cominciato a scherzare con il ragazzino mentre questi era sdraiato su un divanetto in attesa che gli fosse lavato il motorino. L'indagato ha negato di avere abbassato i pantaloni del 14enne. Ha sostenuto di avere poggiato il tubo dell'aria compressa sopra la stoffa. 

La mamma della vittima: "Chi sbaglia paga" - "Chi ha sbagliato deve pagare". Lo ha detto Stefania, la mamma del ragazzino seviziato con un tubo ad aria compressa. "Resta un vigliacco - afferma la donna - perché quando mi ha vista arrivare in ospedale se n'è andato, è fuggito". 
Il papà del ragazzino ha aggiunto che dichiarandosi responsabile dell'accaduto, l'aggressore "ha fatto la metà del suo dovere".


La zia: "Non perdoniamo, non ci sono scuse" -"Non vogliamo le scuse di nessuno e non perdoniamo". Sono le parole di Antonietta, la zia del ragazzino seviziato con un compressore perché grasso e ricoverato nell'ospedale San Paolo di Napoli. La donna attacca i familiari dell'aggressore del nipote che domenica andranno in tv a chiedere scusa. "E' una vergogna - dice - Non vogliamo vederli in ospedale".

giovedì 5 giugno 2014

Prof delle medie arrestato a Milano: ha violentato alunne con meno di 14 anni

MILANO - Un insegnante di scuola media è stato arrestato dagli agenti della polizia locale di Milano con l'accusa di violenza sessuale ai danni di alcune sue alunne. Le ragazze che avrebbero subito abusi dall'uomo hanno meno di 14 anni. Nell'inchiesta risultano indagate altre 4 persone: l'ex preside, quello attuale e altri due docenti. Secondo gli investigatori, i quatto avrebbero avuto "un atteggiamento omertoso", sapendo delle molestie e non denunciando alle autorità il professore che le commetteva. Uno degli indagati tra l'altro è accusato di aver rivelato notizie sull'inchiesta.

mercoledì 4 giugno 2014

Ancora India: resiste agli stupratori, le sparano in testa. Innamorato impicca 15enne che lo respinge (nell’Uttar Prasdeh)


SHILLONG - Una 35enne indiana, sposata e madre di cinque figli, è stata uccisa nello Stato settentrionale di Meghalaya per aver cercato di resistere ai suoi stupratori. La donna, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa indiana Pti, è stata massacrata da presunti militanti indipendentisti che le hanno fracassato la testa a colpi di fucile. Nell'Uttar Pradesh, invece, una 15enne è stata stuprata e impiccata a un albero.
La polizia indiana ha riferito che la donna di Meghalaya, Josbina Sangma, era in casa con il marito ed i cinque figli quando quattro o cinque militanti armati dell'Esercito nazionale di liberazione Garo (Gnla) sono entrati in casa sua verso la fine del pomeriggio di martedì e, dopo aver rinchiuso tutti all'interno di una stanza, hanno portato la donna all'esterno.
Qui il gruppo ha tentato di violentarla ma, di fronte alla sua feroce resistenza, ha sottolineato un portavoce della polizia, "hanno imbracciato i fucili automatici d'assalto e le hanno sparato a bruciapelo al volto, quasi spaccandole in due la testa".
Il fatto è avvenuto nel villaggio di Raja Rongat al confine con la frontiera tra India e Bangladesh a circa 360 km da Shillong, la capitale dello stato di Meghalaya.

Dietro l'omicidio della 15enne forse un pretendente respinto - Il padre della 15enne ha invece raccontato alla tv Ndtv che il principale accusato della morte della figlia sarebbe un uomo di 40 anni, vicino di casa, che pretendeva di sposare la figlia. "Mia figlia aveva 15 anni. L'uomo che ha fatto questo non ha figli. Ci stava facendo pressioni perché gli permettessimo di sposarla. Gli abbiamo detto che non era possibile perché con i suoi 40 anni era troppo vecchio per una ragazzina. Allora si è impossessato di mia figlia, l'ha uccisa e l'ha appesa ad un albero".

La polizia, che aspetta i risultati dell'autopsia prima di esprimersi sulla presenza o meno di uno stupro previo all'omicidio, ha denunciato sulla base delle indicazioni del padre della vittima sei persone, fra cui un vicino ed i suoi tre figli.

lunedì 2 giugno 2014

L'India della violenza alle donne: 22enne stuprata da un branco, forzata a bere acido e strangolata

Il corpo della ragazza coperto con un telo
NEW DELHI - Un nuovo grave episodio di brutale violenza contro le donne è emerso oggi India. La polizia sta cercando di identificare il corpo di una 22enne che è stata vittima di uno stupro di gruppo, forzata a bere acido e poi strangolata, ha dichiarato oggi a Nuova Delhi il ministro per lo Sviluppo di donne e bambini, Maneka Gandhi. Il delitto è accaduto nello stato dell’Uttar Pradesh, in un villaggio, Baheri, a soli 45 chilometri di distanza da quello dove due cugine di 14 e 15 anni sono state trovate impiccate ad un albero dopo essere state vittime di uno stupro di gruppo.L’atroce delitto ha sollevato un’ondata d’indignazione in tutto lo Stato, soprattutto fra i membri delle caste più basse, cui appartenevano le vittime, che si sentono abbandonate dal governo locale. La polizia ha fatto oggi uso di bastoni e idranti per disperdere centinaia di donne che chiedevano giustizia in una manifestazione a Lucknow, capitale dell’Uttar Pradesh. Le manifestanti facevano parte del Bharatiya janata (Bjp), il partito nazionalista hindu che ha stravinto le elezioni federali in India portando al potere il nuovo primo ministro Narendra Modi. L’Uttar Pradesh è governato dal partito regionale Samajwadi. 

sabato 8 febbraio 2014

Ci risiamo: quattordicenne violentata a New Delhi

NEW DELHI - La protesta davanti alla stazione di polizia
NEW DELHI - Una ragazza di 14 anni, originaria del nord-est dell'India, è stata stuprata dal figlio del padrone di casa a Nuova Delhi. L'aggressione è avvenuta quando la ragazzina era uscita da sola per andare al mercato. Il giovane è stato arrestato. La nuova violenza, la seconda su una minorenne in pochi giorni, ha sollevato le proteste della comunità di immigrati del nord-est, spesso vittime di episodi di razzismo nella capitale, all'esterno della stazione di polizia con gruppi di studenti che hanno bloccato la strada scontrandosi con gli agenti. I manifestanti hanno sollevato slogan anti-polizia e anche cercato di irrompere nella stazione di polizia.
L'autore dello stupro, un diciottenne, è il figlio del proprietario dell'appartamento in cui la ragazzina viveva con la famiglia. L'ha bloccata davanti a una farmacia e poi l'ha portato con la forza in un appartamento vuoto dove ha abusato di lei. Il giovane è stato arrestato dopo che la vittima, al ritorno a casa, ha raccontato tutto ai genitori: la ragazzina aveva vistose ferite in viso ed era sotto shock. I familiari l'hanno portata all'ospedale, dove è ricoverata
La tragica aggressione è avvenuta nel quartiere di Munirka, nel sud della metropoli, lo stesso dove il 16 dicembre 2013 una studentessa di 23 anni, diventata poi famosa con il nome di "Nirbhaya", salì su un autobus dove fu brutalmente stuprata da sei ubriachi.
La scorsa settimana, un giovane di 19 anni dello stato nord-orientale dell'Arunachal Pradesh era morto dopo un'aggressione che sarebbe stata provocata da un commento razzista. Il ragazzo, che si chiamava Nido Tania, era stato preso in giro per il suo taglio di capelli. 
Anche questo episodio aveva scatenato le proteste degli abitanti del nord-est, che hanno tratti somatici più marcatamente orientali e simili ai nepalesi, e che sono spesso vittime di stereotipi oppure discriminati nelle metropoli indiane. 

L'ennesimo stupro è avvenuto tre giorni dopo che, nel nord di New Delhi, una bambina di sei anni è stata ridotta in fin di vita da un maniaco sessuale che l'aveva attirata in un posto appartato offrendole della cioccolata.

I due marò saranno accusati di violenza e non di omicidio. Rischiano 10 anni

NEW DELHI -  I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone saranno accusati non più di omicidio ma di violenza. A sostenerlo è la stampa indiana, secondo cui il rapporto che la polizia investigativa indiana presenterà ai giudici non conterrà più l'imputazione per "aver provocato la morte" di due pescatori, ma di aver usato "violenza", sempre in base alla Legge per la repressione della pirateria. I due soldati rischiano quindi fino a 10 anni di carcere.
Il Times of India sostiene che il ministero dell'Interno ha revocanto l'indicazione di utilizzare per la formulazione del capo d'accusa l'articolo 3 comma g-1 del secondo capitolo sui reati, a favore del meno categorico articolo 3 comma a.
Il comma g-1 sosteneva che chiunque, commettendo un atto di violenza contro una nave indiana, "provoca la morte di una qualsiasi persona, sarà punito con la pena di morte". Il comma a sostiene invece che chi "commette un atto di violenza contro una persona a bordo di una piattaforma fissa o una nave e che mette in pericolo la navigazione sicura di essa sarà punito con la prigione per un periodo che può giungere fino a dieci anni ed è sottoponibile a multa".
L'Indian Express ricorda che comunque contro i due marò sarà anche utilizzata la sezione 302 del Codice penale indiano, che implica una possibile condanna a morte. "Ma la possibilità per gli imputati di essere condannati alla pena capitale - conclude il giornale - è davvero bassa perché la loro azione non rientra nei casi eccezionali in cui è richiesta".

domenica 2 febbraio 2014

La figlia di Mia Farrow accusa: Woody Allen mi ha violentata a 7 anni

Mia Farrow con Allen e i figli nel 1986. A destra Soon Yi Previn, da lei adottata che Woody ha poi sposato
WASHINGTON  - ''Quando avevo 7 anni il mio patrigno, Woody Allen, mi prese per mano, mi porto' in un stanza, mi disse di stendermi e di giocare con il trenino di mio fratello. Poi abusò sessualmente di me, sussurandomi che ero una brava ragazza, che era il nostro segreto, promettendomi che sarei andata con lui a Parigi e sarei stata una star nei suoi film''. Cosi' Dylan Farrow, figlia di Mia Farrow oggi 27enne racconta in una lettera aperta pubblicata sul sito del New York Times la violenza subita dal patrigno, il celebre registra e attore Woody Allen, oggi 73 enne. "Allen - scrive la ragazza - è la prova vivente del modo in cui la nostra società non riesce a difendere le vittime della violenza sessuale". Gia' un paio di settimane fa, il fratello di Dylan, Ronan, in occasione della vittoria di Allen del Golden Globe alla carriera ribadì queste accuse di pedofilia twittando la sua indignazione: "Mi sono perso il tributo a Woody Allen: hanno messo prima o dopo Annie Hall la parte in cui una donna ha pubblicamente confermato che l'ha molestata quando aveva sette anni?", facendo riferimento proprio alla sorellastra Dylan. Ma non è la prima volta che la ragazza parla degli abusi subiti, visto che già nel 1992 accusò il patrigno di stupro. Una denuncia sempre respinta dal regista ma che finì al centro della battaglia legale tra Allen e Mia Farrow dopo che lui l'aveva lasciata per mettersi assieme alla figlia adottiva, Soon Yi Previn. Anche Mia del resto aveva twittato contro Woody durante la cerimonia dei Golden Globes, ma in forma piu' blanda: "E' arrivata l'ora di prendere il gelato dal frigo e cambiare canale". Questo mentre Diane Keaton, ex musa ed ex amante del regista, saliva sul palco per ritirare il premio.

venerdì 22 novembre 2013

Brescia: 15enne violenta due donne e se ne vanta a scuola. Fermato dai carabinieri

BRESCIA - Svolta nelle indagini sulla violenza sessuale consumata domenica scorsa ai danni di una 40enne della Franciacorta nelle campagne di Castegnato (Brescia). I carabinieri della compagnia di Chiari hanno fermato un 15enne originario del Marocco. Il giovanissimo, che l'avrebbe costretta a salire in auto minacciandola con una pistola e poi a subire un abuso, e' stato riconosciuto dalla vittima. E' accusato di avere violentato con le medesime modalita' anche una 29enne, aggredita il 20 novembre nella zona di Trenzano (Brescia). Il ragazzo si sarebbe vantato delle proprie aberranti prodezze a scuola. .

venerdì 8 novembre 2013

La tragedia di Simona forse dovuta a una violenza subita dalla giovane nel passato

Simona Riso
ROMA - Potrebbe esserci un trauma del passato, un abuso subito da una persona a lei vicina, dietro la morte di Simona Riso, la ragazza morta dopo essere precipitata dal tetto della sua casa di Roma. Sull'ipotesi sta lavorando la Procura di Roma, che indaga sulla vita personale della giovane. L'obiettivo è capire se la tragica fine di Simona possa essere legata a un episodio lontano nel tempo, magari noto a qualche familiare, forse una violenza di anni fa.
Il pm Attilio Pisani, con il coordinamento del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, sta cercando in particolare di ricostruite il passato psichiatrico-terapeutico della ragazza. L'obiettivo è dunque quello di capire se quanto è avvenuto possa essere legato a un trauma, anche lontano nel tempo, subito dalla ragazza, che potrebbe essere legato a una persona di cui lei si fidava

Simona, infatti, è stata seguita negli ultimi anni da alcuni specialisti anche alla luce di atti di autolesionismo. E questi gesti drammatici potrebbero forse tutti quanti essere stati provocati da una violenza subita anni fa. La frase detta al personale del 118, "sono stata violentata", non riferiva di un abuso recente ma di un trauma passato che la giovane non avrebbe mai elaborato. E tanto più doloroso perché inflitto da chi le era vicino e che godeva della sua fiducia.

giovedì 5 settembre 2013

India: violentavano ragazze handicappate in un istituto, arrestati direttore e custode


NEW DELHI - Un responsabile di un istituto per handicappati e un custode sono stati arrestati con l'accusa aver stuprato cinque ragazze che erano ospitate nel centro situato a Jammu, nel nord dell'India. La polizia, intervenuta dopo la denuncia di un attivista, ha scoperto che le adolescenti, di età compresa tra i 14 e 16 anni, erano abitualmente violentate e torturate dai due uomini.

martedì 27 agosto 2013

Donna argentina violentata da un poliziotto riceve una telefonata dal Papa al quale aveva raccontatato via e mail la vicenda

Alejandra Pereira
CORDOBA (Argentina) - "E' squillato il mio cellulare e quando ho chiesto chi era mi sono sentita rispondere: 'Il Papa'. Sono rimasta pietrificata". Alejandra è incredula quando racconta la sua telefonata con Papa Francesco. La donna, una 44enne argentina madre di 6 figli di cui 3 disabili, aveva scritto una mail al Santo Padre chiedendo aiuto dopo essere stata vittima di uno stupro da parte di un poliziotto. Poche ore, ed ecco il telefono che squilla: "Mi è sembrato di essere stata toccata dalla mano di Dio".
La donna, di Villa del Rosario a 80 chilometri da Cordoba, si era rivolta al Pontefice per denunciare di essere due volte vittima di un'ingiustizia: da un lato vittima di un abominevole stupro da parte di un poliziotto e dall'altro, dopo la sua coraggiosa denuncia, oggetto continuo di minacce, pressioni e perquisizioni da parte degli inquirenti. "E' stata una conversazione di fede e di fiducia. Il Papa ha ascoltato con molta attenzione il mio racconto. Ora farò di tutto per andare in Vaticano. Lui mi ha detto che mi avrebbe ricevuto", spiega ancora commossa Alejandra Pereyra.   "Ora so che non sono sola e mi alzerò in piedi nuovamente. Il Papa mi ha detto che non sono sola e mi ha chiesto di avere fiducia nella giustizia", ha aggiunto la donna, dicendo inoltre di essere rimasta colpita dalla voce del Pontefice. "Il Papa mi ha raccontato che riceve migliaia di lettere ogni giorno, ma che ciò che io gli avevo scritto lo aveva emozionato e gli aveva colpito il cuore".

venerdì 23 agosto 2013

Arrestato a Mumbai uno del branco che ha violentato la fotogiornalista


MUMBAI - Centinaia di persone hanno manifestato oggi a Mumbai in vari sit-in dopo lo stupro ieri sera di una giovane fotoreporter in una fabbrica diroccata, da parte di un 'branco' di cinque uomini. I manifestanti, giornalisti e gente comune, chiedevano soprattutto più sicurezza per le donne. Uno degli stupratori e' stato arrestato oggi dalla polizia ed ha confessato. Gli altri 4 sono stati identificati e vengono ricercati.

lunedì 19 agosto 2013

Drogata e violentata in discoteca da più persone, turista lombarda di 20 anni a Riccione

RICCIONE -  Drogata e violentata, probabilmente da più persone, in una discoteca di Riccione. La vittima è una giovane turista lombarda, che ha vissuto momenti di terrore al Cocoricò della località balneare. La ragazza ha raccontato in lacrime l'altra notte, poco dopo le 2,30, di essere stata stuprata e ha chiesto aiuto a uno dei buttafuori, che ha subito allertato i carabinieri. E' caccia agli stupratori.
La storia, riferita dal "Resto del Carlino", ha ancora parecchie ombre. Quando ha parlato con i militari, la vittima era in stato confusionale, ma ha cercato di dare tutti gli indizi possibili agli investigatori per catturare il branco. La ragazza era arrivata nel locale con alcuni amici, con i quali alloggia in un albergo di Miramare, ma, una volta all'interno della discoteca, si era ritrovata in pista con altri giovani, di nazionalità italiana, conosciuti al momento. La ragazza ha raccontato che i nuovi "amici"le hanno passato una bottiglietta che sembrava contenesse acqua. Lei ha bevuto un lungo sorso e solo dopo si è accorta che non si trattava di acqua. Probabilmente era droga: infatti, da quel momento la giovane ha solo ricordi confusi
Parla di un "posto chiuso", dove probabilmente sarebbe stata violentata, forse da più di una persona. E sa che a un certo punto si è messa a correre verso l'uscita, dove ha fermato un uomo della sicurezza, raccontando quello che era successo. Sono stati subito allertati alcuni carabinieri in borghese che si trovavano nei dintorni, mentre la ragazza è stata portata in ospedale, dove i medici le hanno riscontrato diverse ecchimosi. 

I militari sono a caccia degli stupratori ed è probabile che ad aiutarli possano essere le immagini delle telecamere, che sono già state visionate. Sulla ragazza sono stati eseguiti esami tossicologici, che hanno dato esito negativo. Ma ci potrebbero essere sostanze non immediatamente rilevabili dai test, come la ketamina.

lunedì 12 agosto 2013

Violenza alle donne: sfigurata con l’acido da un ignoto aggressore a Genova

GENOVA - Ennesimo atto di violenza nei confronti di una donna. A Genova una impiegata di una impresa di pulizie è stata sfigurata con dell'acido. E' accaduto nell'ospedale Galliera, dove la donna, che ha 46 anni, lavora: l'aggressore, al momento ancora sconosciuto, l'ha attesa in strada a fine turno. La vittima, portata d'urgenza al pronto soccorso dello stesso ospedale, ha ustioni al volto. Dietro l'aggressione ci sarebbe un movente passionale.
L'episodio è avvenuto all'interno degli spogliatoi degli addetti alle pulizie dell'ospedale. L'aggressore, secondo quanto riferito dalla donna, aveva il volto coperto. La vittima, italiana e residente nel quartiere Marassi, non è in pericolo di vita ma è stata condotta nella clinica oculistica, perché l'acido le avrebbe provocato tra l'altro una grave ferita a un occhio.

Dopo avere richiuso l'armadietto in una sala riservata al personale la donna si era  incamminata verso l'uscita quando è stata affrontata da un uomo. Le sue urla hanno subito fatto accorrere alcune colleghe che hanno tentato di alleviarle il dolore con dell'acqua prima di portarla al pronto soccorso.

domenica 21 luglio 2013

Norvegese violentata a Dubai denuncia il fatto: condannata a 16 mesi per adulterio. E licenziata

Marte Dalelv e la lettera di licenziamtno (VG)
DUBAI - Aveva subito violenza sessuale da un collega di lavoro durante una missione a Dubai e, malgrado l'avessero sconsigliata dal farlo, lo aveva denunciato alla polizia. Risultato: è stata condannata a 16 mesi di reclusione per rapporti sessuali fuori dal matrimonio dalla giustizia degli Emirati arabi uniti. E il suo datore di lavoro l'ha licenziata.
L'incredibile vicenda è quella di una donna norvegese di 24 anni, Marte Deborah Dalelv, che dal 2011 lavora come designer d'interni nel Qatar. Attualmente è a piede libero, su interessamento dell'ambasciata norvegese, ma dopo la sua denuncia in marzo era stata anche arrestata. La condanna risale a mercoledì, ma solo oggi la donna è uscita allo scoperto per denunciare l'assurdità della sua vicenda e anche per mettere in guardia gli occidentali, turisti o lavoratori residenti. L'atmosfera rutilante, favorevole agli affari che fanno di Dubai una delle città più cosmopolite del Medio Oriente nasconde una legislazione fra le più conservatrici e fedeli ai dettami dell'Islam.
Il codice penale prevede che per dimostrare uno stupro siano necessari o una piena confessione dell'imputato oppure la deposizione di almeno quattro testimoni maschi presenti ai fatti. Non sospettando questa realtà, Marta racconta ai media di essersi subito rivolta al personale dell'albergo chiedendo di chiamare la polizia perché era stata violentata. Lo stupro denunciato era avvenuto durante un party serale coi colleghi al termine di una riunione di lavoro. "E' sicura di voler coinvolgere la polizia?" le avrebbe chiesto il portiere di turno, secondo quanto riportato dal sito Usa dell'Huffington Post. "Certo che voglio chiamare la polizia. Questo è quello che si fa dalle mie parti", ha replicato lei.

Nei tre giorni successivi si è ritrovata in stato di fermo, sottoposta ad una visita ginecologica, ad analisi del sangue per verificare la presenza di alcool - la legislazione lo proibisce, anche se la prassi quotidiana lo tollera se consumato lontano dagli occhi delle autorità - e a un lungo interrogatorio. Nel frattempo, dopo una sua disperata telefonata al patrigno in Norvegia l'ambasciata di Oslo negli Emirati l'ha fatta rilasciare, a patto che restasse confinata presso il Centro per i marittimi norvegesi a Dubai, che l'ha ospitata. Mercoledì il tribunale ha emesso la sentenza: 16 mesi per "adulterio, spergiuro e consumo di alcol" per lei, mentre l'uomo da lei denunciato ha avuto 13 mesi per le stesse accuse. "Questa sentenza è un pugno in faccia alla nostra nozione di giustizia" ed è "altamente problematica dal punto di vista dei diritti umani", ha dichiarato il ministro degli esteri norvegese, Espen Barth Eide, mentre le associazioni di difesa dei diritti umani si sono mobilitate. Il Centro degli Emirati per i diritti umani, con base a Londra, ha denunciato la legge del Paese del golfo che "impedisce alle donne di ottenere giustizia nei casi di violenza sessuale". Da mercoledì lei è anche ufficialmente ricercata, anche se "mi hanno assicurato - racconta - che non mi stanno cercando". Ora dovrà aspettare settembre per il processo d'appello.