sabato 11 ottobre 2014

NAPOLI, resta in carcere il giovane che ha “gonfiato” il ragazzino

NAPOLI - Resta in carcere Vincenzo Iacolare, il giovane fermato mercoledì a Napoli con l'accusa di aver seviziato con il tubo dell'aria compressa un ragazzo di 14 anni, procurandogli gravissime lesioni all'intestino (è stato operato, è sempre grave, ma in condizioni stabili). Il gip Antonio Cairo non ha convalidato il fermo ma ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare per la gravità dei fatti contestati. A Iacolare sono contestati i reati di tentativo di omicidio e violenza sessuale. Secondo il giudice, il ragazzo non poteva non immaginare che il suo gesto avrebbe avuto conseguenze devastanti sul quattordicenne.
Quanto alla violenza sessuale, il giudice ritiene la sussistenza del reato perché anche se Iacolare non intendeva abusare sessualmente di lui comunque ha violato l'intimità del ragazzo
Il fermo non è stato convalidato il fermo perché non sussisteva il pericolo di fuga dell'indagato, che si è presentato spontaneamente ai carabinieri. L'ordinanza è stata invece emessa ritenendo sussistenti le esigenze cautelari a causa della gravità dei fatti contestati. 

"Chiedo scusa" - Vincenzo Iacolare si è detto "dispiaciuto" dell'accaduto e ha chiesto scusa al ragazzo e alla famiglia. Assistito dall'avvocato Antonio Sorbilli, il giovane ha ribadito al gip che non aveva intenzione di fargli del male. Assieme ai due giovani denunciati in stato di libertà, ha affermato, aveva cominciato a scherzare con il ragazzino mentre questi era sdraiato su un divanetto in attesa che gli fosse lavato il motorino. L'indagato ha negato di avere abbassato i pantaloni del 14enne. Ha sostenuto di avere poggiato il tubo dell'aria compressa sopra la stoffa. 

La mamma della vittima: "Chi sbaglia paga" - "Chi ha sbagliato deve pagare". Lo ha detto Stefania, la mamma del ragazzino seviziato con un tubo ad aria compressa. "Resta un vigliacco - afferma la donna - perché quando mi ha vista arrivare in ospedale se n'è andato, è fuggito". 
Il papà del ragazzino ha aggiunto che dichiarandosi responsabile dell'accaduto, l'aggressore "ha fatto la metà del suo dovere".


La zia: "Non perdoniamo, non ci sono scuse" -"Non vogliamo le scuse di nessuno e non perdoniamo". Sono le parole di Antonietta, la zia del ragazzino seviziato con un compressore perché grasso e ricoverato nell'ospedale San Paolo di Napoli. La donna attacca i familiari dell'aggressore del nipote che domenica andranno in tv a chiedere scusa. "E' una vergogna - dice - Non vogliamo vederli in ospedale".
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