giovedì 10 novembre 2011

Scontro nella notte all'interno del pdl: Berlusconi accetterebbe un governo Monti ("ineludibile"), contrari molti ex An e la Lega. E già parte il totoministri





ROMA - Scontro nella notte, con scambio di accuse a Palazzo Grazioli tra Pdl e Lega sul governo tecnico. Silvio Berlusconi chiede una decisione in tempi rapidi per definire la posizione del centrodestra sull'ipotesi di un esecutivo a guida Monti. Ma il Carroccio non ci sta e si chiama ancora una volta fuori dai giochi preferendo, come ha aveva detto ieri sera Umberto Bossi, di stare piuttosto all'opposizione per rifarsi una "verginità". 
La lite ha coinvolto anche alcuni ex An contrari a questa soluzione rimarcando la volontà di andare subito alle elezioni. Di qui il rischio anche di una spaccatura all'interno del Popolo della libertà. Per il Cavaliere il sostegno a Monti sarebbe ormai ineludibile: avrebbe ribadito la grave situazione economica chiedendo agli alleati di decidere in fretta. 
Resta il fatto che il vertice di questa notte non è stato risolutivo e il presidente del Consiglio ha alla fine chiesto tempo per riflettere nella consapevolezza che una risposta debba arrivare quanto prima, al massino entro venerdì. 
In sostanza la maggioranza di centrodestra non ha trovato ancora una intesa in vista delle dimissioni di Silvio Berlusconi che diveranno effettive questo fine settimana, una volta varata la legge di stabilità. Lo stesso presidente del Consiglio non è assolutamente convinto sul governo tecnico ma lo considera una scelta ormai ineludibile.  Anche gli ex An hanno puntato i piedi con i ministri Altero Matteoli, Ignazio La Russa e Giorgia Meloni. Matteoli sarebbe arrivato a minacciare addirittura una scissione aggiungendo che almeno 30 parlamentari la pensano come lui. Più morbida la posizione del ministro La Russa. A quel punto però è iniziato un serrato pressing da parte del Pdl che vuole convincere il Carroccio ad entrare nell'esecutivo di emergenza. Ma la Lega non ha mollato. Bossi ha lasciato prima il vertice dando ai suoi il mandato di non recedere dalla posizione. 




Per i lumbard, infatti, c'é ancora lo spazio ed il tempo per un governo di centrodestra ma deve essere Berlusconi a giocare la carta con Giorgio Napolitano. Certo - si spiega - non ha fatto piacere l'apprezzamento per la nomina di Mario Monti a senatore a vita, vista come propedeutica ad un appoggio indiretto alla sua candidatura come nuovo premier. Alla fine le parti si sono date appuntamento a stamattina.



Se dovesse spuntarla Mario Monti, potrebbe avvalersi della collaborazione di Giuliano Amato (c'è chi addirittura l'ha proposto per il ruolo di premier con Monti al Tesoro). Nella squadra, secondo rumors terzopolisti, potrebbe entrare anche Saccomanni. E per il ruolo di vicepremier Gianni Letta sarebbe in pole insieme a Franco Frattini. Due 'garanti' politici del presidente del Consiglio, che secondo i più ottimisti avrebbe già ottenuto sul futuro rassicurazioni in grado di non rendere l'uscita da Palazzo Chigi troppo traumatica.

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