venerdì 25 novembre 2011

Tutti di nuovo in piazza Tahrir a Il Cairo per chiedere un governo civile. No al premier designato Ganzuri



IL CAIRO - Nuova manifestazione di massa questo pomeriggio a piazza Tahrir, al Cairo, per chiedere alla giunta militare di consegnare i poteri a un governo civile, in una protesta intitolata “il venerdì dell’ultima chance”. I manifestanti respingono con forza la scelta della giunta militare di affidare a Kamal Ganzuri l'incarico di formare il nuovo governo di salvezza nazionale egiziano. Mentre cresce la richiesta di rinviare le elezioni parlamentari previste lunedì, le cui date sono state confermate ieri dall'esercito.
Secondo quanto riporta il quotidiano 'al-Wafd', i manifestanti accusano Ganzuri di essere fortemente legato al passato regime di Hosni Mubarak e chiedono che il nuovo governo venga affidato da "un personaggio politico che sia legittimato dalla piazza". In particolare la Coalizione dei giovani rivoluzionari egiziani ha diffuso una nota nella quale ha spiegato che "la scelta di questo personaggio non risponde alle richieste del popolo, che chiede di incaricare per la formazione del governo una personalità che non abbia mai avuto a che fare con il passato regime e che non sia macchiato di corruzione".
L'ex direttore dell'Aiea e candidato per le prossime presidenziali egiziane, Mohammed El Baradei, ha aderito alla protesta in corso contro la giunta militare egiziana. Lo riferisce la tv araba 'al-Jazeera'. El Baradei, ritenuto nei giorni scorsi come probabile futuro premier di un governo di salvezza nazionale, ha aderito alla protesta dei giovani di piazza Tahrir
Intanto il ministero della Salute egiziano ha reso noto che è di 41 morti il bilancio ufficiale della nuova ondata di proteste che da sabato ha infiammato piazza Tahrir e le altre principale città egiziane. La maggior parte dei morti, ben 36, si è registrata nella piazza simbolo della rivoluzione di febbraio contro l'ex presidente Hosni Mubarak.
Qui ci sono stati gli scontri più duri tra le forze di sicurezza e i manifestanti che chiedono la transizione dei poteri dalla giunta militare a un governo di civili. Altre quattro persone sono morte nelle violenze ad Ismailiya e ad Alessandria, nel nord del Paese, dove la folla ieri ha scagliato pietre contro gli agenti e lanciato slogan contro la brutalità della repressione. Un manifestante, infine, è stato ucciso mercoledì con un colpo d'arma da fuoco a Mersa Matruh durante un assalto a una stazione di polizia.


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