ROMA, 2 aprile - Silvio Berlusconi e Matteo Salvini hanno chiuso l'accordo sulle Regionali. Alla fine il cavaliere e il leader del carroccio hanno trovato l'intesa, nonostante i mal di pancia all'interno di entrambi i partiti. E il "sacrificio" chiesto alla Lega in Liguria, dove il candidato del carroccio lascerà il posto a Giovanni Toti. Ma l'obiettivo è vincere e "se gli alleati ci chiedono di fare un passo indietro per vincere lo facciamo", ha detto senza giri di parole Salvini che punta a "raddoppiare" i voti presi lo scorso anno. Dunque Forza Italia, recita un comunicato degli azzurri, "sosterrà il presidente uscente Luca Zaia in Veneto e la Lega Toti in Liguria". Niente liste per il carroccio in Campania. L'intesa per correre insieme alle prossime elezioni regionali era praticamente chiusa da giorni.
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giovedì 2 aprile 2015
BERLUSCONI-SALVINI, accordo chiuso per Veneto e Liguria
ROMA, 2 aprile - Silvio Berlusconi e Matteo Salvini hanno chiuso l'accordo sulle Regionali. Alla fine il cavaliere e il leader del carroccio hanno trovato l'intesa, nonostante i mal di pancia all'interno di entrambi i partiti. E il "sacrificio" chiesto alla Lega in Liguria, dove il candidato del carroccio lascerà il posto a Giovanni Toti. Ma l'obiettivo è vincere e "se gli alleati ci chiedono di fare un passo indietro per vincere lo facciamo", ha detto senza giri di parole Salvini che punta a "raddoppiare" i voti presi lo scorso anno. Dunque Forza Italia, recita un comunicato degli azzurri, "sosterrà il presidente uscente Luca Zaia in Veneto e la Lega Toti in Liguria". Niente liste per il carroccio in Campania. L'intesa per correre insieme alle prossime elezioni regionali era praticamente chiusa da giorni.
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giovedì 26 marzo 2015
Sei PARLAMENTARI veneti lasciano la LEGA
ROMA, 26 marzo - Sei parlamentari veneti escono dalla Lega Nord per entrare nel gruppo misto. Al Senato: Emanuela Munerato (Rovigo), Patrizia Bisinella (Treviso) e Raffaela Bellot (Belluno); alla Camera: Roberto Caon (Padova), Emanuele Prataviera (Venezia) e Matteo Bragantini (Verona). Lo rende noto un comunicato del Carroccio.
mercoledì 11 marzo 2015
TOSI ACCUSA: una rottura creata e voluta da SALVINI
VERONA, 11 marzo - Si fa più profonda la frattura interna alla Lega, il giorno dopo lo strappo fra Matteo Salvini e Flavio Tosi con l'espulsione del sindaco di Verona dal dal Carroccio.
"Ora penserò al mio futuro. Questa è una brutta botta, anche psicologicamente. Questa rottura che ha creato e voluto Salvini, rifiutando anche una proposta formale di mediazione, rischia di danneggiare il centrodestra e favorire il centrosinistra. Ma questo Salvini probabilmente l'ha messo in conto", ha detto Flavio Tosi, sentito dal Tg2.
"Resto convinto che il motivo fosse altro. Secondo me Salvini voleva il controllo dittatoriale della Lega Nord, e di questo si assume la responsabilità", ha poi detto Flavio Tosi, in una conferenza stampa a Verona, sui motivi della sua cacciata dal Carroccio. "Visto che le decisioni le ha prese il segretario federale, la delusione sui comportamenti anche umani è nei confronti del segretario federale, cioè di Matteo Salvini", ha detto ancora Flavio Tosi.
"Ora mi prendo alcuni giorni per decidere. In questo momento non mi sento di fare annunci. Ci rivedremo forse sabato o lunedì", ha risposto Tosi ai giornalisti che gli chiedevano le sue prossime mosse. Tosi ha quindi negato di aver parlato in queste ore con Alfano o Passera. "Chi conosce bene le cose - ha ribadito - sa che Passera da giorni ha detto che non sarà presente nelle regionali. E' un argomento inesistente".
venerdì 6 marzo 2015
La LEGA approva il piano SALVA-PARMA (5 milioni in prestito)
ROMA, 6 marzo - La Lega di Serie A ha approvato il piano salva-Parma e domenica contro l'Atalanta si giocherà. Quindici società sulle diciannove presenti all'assemblea (assente proprio il Parma) hanno votato a favore del piano proposto da Tavecchio per il prestito di 5 milioni di euro prelevato dal fondo multe inflitte in stagione dalGiudice Sportivo. Domenica al Tardini con l'Atalanta si giocherà dopo l'ok dato dal Gruppo Operativo Sicurezza.
venerdì 27 febbraio 2015
Scontri con la polizia a ROMA dei manifestanti anti-LEGA
ROMA, 26 febbraio - Alta tensione a Roma in vista del comizio di sabato di Matteo Salvini. "E' tutto confermato, anzi di più. La risposta deve essere compatta, pacifica e determinata", ha detto il segretario del Carroccio dopo la protesta, da parte di un gruppo di militanti dei movimenti di lotta per la casa, contro la manifestazione indetta dalla Lega per sabato a Roma. "Non possono essere 4 squadristi a decidere chi manifesta e chi no", ha quindi aggiunto Salvini. "Queste scene da quarto mondo - ha aggiunto Salvini - porteranno più gente. Sabato ci saremo, saremo in tanti e pacifici. Non ci faremo spaventare da nessuno". Il segretario del Carroccio ha detto poi di pretendere che "le idee della Lega possano essere espresse liberamente in qualunque piazza italiana senza minacce e senza violenza da parte di qualcuno. Se ci sono dei violenti, uno Stato normale li isola, li allontana e, se serve, li porta in galera".
Militanti sgomberati dalla basilica - In mattinata un gruppo di militanti dei movimenti di lotta per la casa sono stati fatti sgomberare dopo che avevano occupato la basilica di piazza del Popolo esponendo uno striscione con scritto "Mai con Salvini". Una parte dei militanti era stata bloccata in precedenza a piazza di Spagna. Secondo quanto riferiscono i militanti anti-Lega, una donna è stata ferita e portata via con una ambulanza da piazza del Popolo. "La donna - sostengono - è stata ferita durante lo sgombero della chiesa. Le forze dell'ordine hanno fermato alcune persone".
Scontri tra forze dell'ordine e manifestanti: feriti - Nel tardo pomeriggio si sono verificati scontri tra forze dell'ordine e manifestanti a piazzale Flaminio. I poliziotti hanno caricato i militanti che per circa un'ora hanno bloccato la strada facendoli arretrare fino al marciapiede opposto alla piazza. Lanci di bombe carta e bottiglie contro le forze dell'ordine dopo le cariche. Stupore tra turisti e passanti. "E' una guerriglia", dicono due signore che abitano in zona. Almeno due i dimostranti feriti.
Lacrimogeni per disperdere manifestanti - Sono stati diversi i lanci di lacrimogeni delle forze dell'ordine su Via Flaminia per disperdere i manifestanti che stavano sfilando in corteo non autorizzato, dopo gli scontri in piazzale Flaminio. Le forze dell'ordine hanno chiuso i manifestanti da entrambi i lati: i militanti dei movimenti sono arretrati su una strada limitrofa.
Militanti sgomberati dalla basilica - In mattinata un gruppo di militanti dei movimenti di lotta per la casa sono stati fatti sgomberare dopo che avevano occupato la basilica di piazza del Popolo esponendo uno striscione con scritto "Mai con Salvini". Una parte dei militanti era stata bloccata in precedenza a piazza di Spagna. Secondo quanto riferiscono i militanti anti-Lega, una donna è stata ferita e portata via con una ambulanza da piazza del Popolo. "La donna - sostengono - è stata ferita durante lo sgombero della chiesa. Le forze dell'ordine hanno fermato alcune persone".
Scontri tra forze dell'ordine e manifestanti: feriti - Nel tardo pomeriggio si sono verificati scontri tra forze dell'ordine e manifestanti a piazzale Flaminio. I poliziotti hanno caricato i militanti che per circa un'ora hanno bloccato la strada facendoli arretrare fino al marciapiede opposto alla piazza. Lanci di bombe carta e bottiglie contro le forze dell'ordine dopo le cariche. Stupore tra turisti e passanti. "E' una guerriglia", dicono due signore che abitano in zona. Almeno due i dimostranti feriti.
Lacrimogeni per disperdere manifestanti - Sono stati diversi i lanci di lacrimogeni delle forze dell'ordine su Via Flaminia per disperdere i manifestanti che stavano sfilando in corteo non autorizzato, dopo gli scontri in piazzale Flaminio. Le forze dell'ordine hanno chiuso i manifestanti da entrambi i lati: i militanti dei movimenti sono arretrati su una strada limitrofa.
giovedì 26 febbraio 2015
SALVINI, nessuna intesa Lega-Forza Italia
ROMA, 26 febbraio - Tra Lega e Forza Italia non c'è nessuna intesa. Spiega infatti il leader del Carroccio, Matteo Salvini: "Ad oggi con Berlusconi non c'è un accordo sul piano politico nazionale perché a Bruxelles sediamo su banchi diversi: lui difende l'euro che noi riteniamo una moneta sbagliata. Lui è insieme alla Merkel, noi alla Le Pen. Abbiamo una visione di Italia e di Europa completamente diversa". Il leader leghista, che è a Barberino del Mugello per un tour nel Fiorentino, ha quindi sottolineato come "la Toscana è l'esempio migliore di una mancanza di opposizione per dieci anni. Nel senso che qua Fi e Pd hanno inciuciato per dieci anni. Noi vogliamo portare un po' di aria nuova".
Poi, tornando sulla polemica tra Zaia e Tosi, Salvini ha detto che "Zaia è uno dei governatori più apprezzati d'Italia, il Veneto è una delle regioni più efficienti d'Europa. Quindi Zaia non si discute, avrà totale e pieno mandato per riproporsi per altri cinque anni. Tosi è un ottimo sindaco, è il segretario della Lega in Veneto, se sostiene Zaia è il benvenuto".
Se invece sceglierà la sfida, ha messo in chiaro Salvini, sappia che "chiunque metta in difficoltà Zaia fa un favore alla sinistra e fa un dispiacere ai veneti e quindi si accomoda fuori".
La risposta di Forza Italia - A Salvini risponde a distanza il consigliere politico di FI, Giovanni Toti, che a Tgcom24 spiega come Forza Italia debba "cercare di costruire una coalizione di centrodestra larga e vincente, ma non siamo disposti ad essere presi in giro". E sottolinea come una mancata alleanza in Veneto "metterebbe in discussione anche l'esperienza della Lombardia". "Chi vuol costruirsi un piccolo successo personale sulle macerie del centrodestra, distruggendolo, non fa né la fortuna sua né quella del Paese", aggiunge. Sottolineando come, comunque, "il nostro orizzonte è quello di costruire un centrodestra compatto. Consideriamo Ncd, come la Lega, nostri interlocutori, e spero che le prossime due settimane servano anche agli alleati a chiarirsi le idee e a venire in una coalizione larga e vincente".
martedì 10 febbraio 2015
SONDAGGI, Pd in crescita, Lega al 16%, M5S in calo
ROMA, 10 febbraio - La crisi del patto del Nazareno sembra avvantaggiare il Pd (sale di un punto e passa al 37%) mentre Forza Italia resta ferma all'11,5%. Prosegue l'ascesa della Lega nord che raggiunge il 16% dei consensi mentre il movimento di Grillo registra una leggera flessione e si attesta al 17,5. Perde mezzo punto anche il partito di Alfano che consegue il 4,5 % dei consensi. E' quanto emerge dal sondaggio condotto dall'Istituto Piepoli per l'agenzia ANSA. Questo il quadro complessivo (tra parentesi la variazione percentuale rispetto alla settimana precedente):
- Pd 37,0% (+1 ).
- Sel 4,5% ( = ).
- Altri centrosinistra 1,0% ( = ).
- Fi 11,5% ( = ).
- Ncd-Udc 4,5% (-0,5).
- Fdi-An 3,5% ( = ).
- Lega Nord 16,0% (+0,5).
- Altri centrodestra 0,5% ( = ).
- M5S 17,5% (-0,5).
- Altri partiti 4,0% (-0,5).
- Pd 37,0% (+1 ).
- Sel 4,5% ( = ).
- Altri centrosinistra 1,0% ( = ).
- Fi 11,5% ( = ).
- Ncd-Udc 4,5% (-0,5).
- Fdi-An 3,5% ( = ).
- Lega Nord 16,0% (+0,5).
- Altri centrodestra 0,5% ( = ).
- M5S 17,5% (-0,5).
- Altri partiti 4,0% (-0,5).
Il sondaggio è stato eseguito il 9 Febbraio 2015 per ANSA con metodologia mista CATI - CAWI, su un campione di 1.000 casi rappresentativo della popolazione italiana maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, Grandi Ripartizioni Geografiche e Ampiezza Centri proporzionalmente all'universo della popolazione italiana.
mercoledì 28 gennaio 2015
QUIRINALE, Renzi: non accettiamo veti. Lega e FDL candidano FELTRI
ROMA, 28 gennaio - "Anche se i giornali ne danno uno certo al giorno il nome ancora non c'è perchè abbiamo deciso di trovarlo insieme". Così Matteo Renzi parlando all'assemblea dei senatori Pd. "In questa partita si gioca la leadership del Pd a viso aperto e vento in faccia", dice Renzi parlando della partita sul Quirinale.
E dopo gli incontri di ieri con i partiti: "L'identikit disegnato nelle consultazioni è stato di un difensore della Carta, un politico quasi per tutti tranne Fdi e una personalità che abbia un'interlocuzione internazionale", aferma il premier. "Con Fi abbiamo avuto un incontro civile, non vogliono qualcuno con una storia militante nel nostro partito. Non possiamo accettare veti".
"Sono contraente del patto del Nazareno e lo rivendico. Il capo dello Stato lo abbiamo fatto sempre con Fi ma questo non significa che prendiamo il loro nome".
E dopo gli incontri di ieri con i partiti: "L'identikit disegnato nelle consultazioni è stato di un difensore della Carta, un politico quasi per tutti tranne Fdi e una personalità che abbia un'interlocuzione internazionale", aferma il premier. "Con Fi abbiamo avuto un incontro civile, non vogliono qualcuno con una storia militante nel nostro partito. Non possiamo accettare veti".
"Sono contraente del patto del Nazareno e lo rivendico. Il capo dello Stato lo abbiamo fatto sempre con Fi ma questo non significa che prendiamo il loro nome".
Poi Renzi rinvia a domani nell'assemblea dei deputati Pd la decisione finale su come votare nelle prime tre votazioni: "Domani dobbiamo decidere se andare sulla proposta della scheda bianca che per me continua ad essere la migliore ma decidiamo insieme". E sul timing: "Dobbiamo chiudere entro il fine settimana e contemplare anche la domenica ma spero che non ce ne sia bisogno", spiega Renzi.
L'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini è stato ricevuto, a quanto si apprende, a Palazzo Chigi.
Lega e Fdi candidano Vittorio Feltri - "Non mi piace la scheda bianca, è decidere di non decidere. Ecco perché vogliamo lanciare un segnale di speranza, un percorso condiviso che ci auguriamo non sia solo di Lega e Fratelli d'Italia candidando alla presidenza della Repubblica Vittorio Feltri". Così Matteo Salvini e Giorgia Meloni a Montecitorio. "Ho sentito Feltri questa mattina - chiosa Salvini - ed è orgoglioso di questa attenzione: al contrario di altri noi non facciamo nomi senza aver prima sondato". "Noi - prosegue Salvini - puntiamo al nome di Feltri per i primi 3 scrutini poi ognuno tornerà a onorare i patti sottoscritti". Ovvero il famigerato patto del Nazareno siglato tra Renzi e Berlusconi. "La nostra - aggiunge Giorgia Meloni - non è una candidatura di bandiera ma speriamo possa aggregare. Mi chiedo come facciano Berlusconi o Alfano a preferire Amato o Padoan rispetto a Vittorio Feltri. Ecco perché invitiamo i deputati e i senatori di centrodestra che hanno ricevuto l'ordine di votare scheda bianca a convergere su questo nome. Perché Feltri? Perché è popolare. Se gli italiani potessero votare il Capo dello Stato - conclude Meloni - i nomi che girano in questi giorni non avrebbero diritto di cittadinanza".
venerdì 19 dicembre 2014
“Noi con Salvini”. La LEGA ci prova al Sud
ROMA “- Al Nord rimane la Lega. Da oggi si parte al Sud, ma dico no a chi pensa di prendere un tram per salvare la poltrona". Lo ha affermato il segretario del Carroccio Matteo Salvini a Montecitorio, presentando "Noi con Salvini". "Onestà e fedina penale sono i pre-requisiti per evitare rischi di infiltrazioni. Non stiamo a fare 'ricicleria'", ha aggiunto. "Le esperienze politiche" precedenti - dice ancora Salvini - "saranno valutate con attenzione", conclude ringraziando il senatore Raffaele Volpi "per il lavoro fatto in questi mesi e che ci ha portati qui".
mercoledì 26 novembre 2014
SONDAGGIO VOTO, Pd stabile (40%), Lega su di due punti (12%)
ROMA - ll Pd è stabile al 40 per cento nonostante l'astensionismo traumatico dell'Emilia Romagna e anzi registra un +0.5 per cento, la Lega fa un balzo di ben due punti percentuali secchi e si assesta al 12 per cento. Sono questi i dati più significativi del sondaggio realizzato dall'Istituto Piepoli per l'Ansa. I dati registrano FI al 12.04 (-1.5) e l'M5s fermo al 19 per cento nelle intenzioni di voto. Al 3.5 si assesta Sel mentre al 3 troviamo Ncd e Fdi-An.
venerdì 1 agosto 2014
RIFORME: Lega, Sel e M5S abbandonano il Senato per protesta contro il presidente Grasso
ROMA - Tempi rapidi dopo le tensioni di questa mattina in Aula al Senato dove si stanno esaminando, con la presenza delle sole forze di maggioranza, gli emendamenti all'art 2. La regola del "canguro" - che fa decadere tutti gli emendamenti simili e relativi allo stesso argomento - infatti, non ha fatto alcuno sconto e con la bocciatura dell'emendamento 2.1 sono stati tagliati circa 1300 emendamenti, tutti sulla riduzione del numero di parlamentari.
"Lasciamo i lavori perché non sono garantite le condizioni per un confronto democratico". Lo ha affermato la capogruppo Sel Loredana De Petris annunciando che il suo gruppo abbandona l'Aula del Senato. "Grasso mi ha tolto la parola come relatrice di minoranza, un fatto gravissimo inaccettabile", protesta De Petris.
Banchi vuoti anche nella fetta di emiciclo dove solitamente siede il gruppo del M5S che, dopo aver messo il bavaglio e annunciato che non parteciperà ai lavori per protestare contro la conduzione del presidente Pietro Grasso, ha abbandonato l'Aula così come Lega, Sel ed e buona parte degli ex M5S. In Aula quindi, al momento siedono e discutono degli emendamenti all'art.2 del ddl riforme solo i senatori della maggioranza.
"I senatori delle Lega hanno causato disordini impedendo i lavori dell'Assemblea" con una "condotta inaccettabile", che "mina la dignità del Senato". Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso, leggendo le decisioni del Consiglio di presidenza sui tumulti di giovedì in Aula. "Simili comportamenti non saranno più consentiti", sottolinea.
"Grasso è un "fascista" come afferma un senatore della Lega? No, più semplicemente è un grigio funzionario governativo incaricato di fare del regolamento stracci per la polvere. Un qualsiasi Oblomov (il personaggio di Cechov) dimessosi dal suo posto di funzionario per timore del rimprovero del suo capoufficio a causa di un piccolo errore commesso. Però molto più disinvolto perché più lesto nel servire il suo zar per fas et nefas" (con mezzi leciti e illeciti). E' quanto si legge in un post di Aldo Giannulli pubblicato sul blog di Beppe Grillo.
mercoledì 11 giugno 2014
Battuto il governo: passa l'emendamento Lega sulla responsabilità civile dei giudici
ROMA - Arriva la responsabilità civile dei magistrati. L'Aula della Camera approva a voto segreto, con 187 sì e 180 no, l'emendamento in tal senso della Lega alla legge Comunitaria. La Lega aveva chiesto il voto segreto sul suo emendamento, riferito all'articolo 26. I deputati di M5S si sono astenuti. Governo e commissione avevano espresso parere contrario.
il Governo è stato battuto per sette voti. In base al testo approvato, proposto dal leghista Gianluca Pini, "chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale". Ettore Rosato del Pd, alla richiesta di convocazione del comitato dei Nove da parte di Fi, ha detto che "questo testo deve ancora passare al Senato dove verrà modificato".
Presenta "evidenti profili di illegittimità costituzionale" la norma sulla responsabilità civile diretta dei giudici introdotta dalla Camera. Ed è "grave e contraddittorio che si indebolisca l'azione giudiziaria proprio mentre la magistratura è chiamata a un forte impegno contro la corruzione". Lo sottolinea l'Associazione nazionale magistrati.
mercoledì 5 febbraio 2014
Ostruzionismo della Lega sul dl svotacarceri
ROMA - La Lega pratica ostruzionismo nell'aula della Camera facendo intervenire tutti i propri deputati sui 120 ordini del giorno al dl carceri. E' prevedibile che un analogo atteggiamento terranno anche i deputati del M5S, firmatari della maggior parte degli ordini del giorno al testo su cui il governo ieri sera ha incassato la fiducia.
Dopo aver sventolato alla Camera le manette dopo il voto di fiducia di ieri, oggi il leghista Gianluca Buonanno ha estratto un cartello contro il Pd accusandolo di essere "complice dei mafiosi". Dopo due richiami il deputato è stato espulso dall'Aula dal vicepresidente Di Maio.
martedì 4 febbraio 2014
Napolitano all'Europarlamento, la Lega lo contesta
STRASBURGO - 'Non regge più la politica di austerità a ogni costo' che è stata la 'risposta alla crisi in zona euro'. Lo ha detto il presidente Napolitano all'europarlamento evidenziando il 'circolo vizioso tra politiche restrittive e arretramento delle economie'. Il capo dello Stato ha detto no a 'un'agitazione distruttiva contro euro e Ue' perché dalla costruzione europea 'nulla può farci tornare indietro'. Contestazione da parte della Lega con striscioni anti-euro. Fischi e buu dall'aula. Salvini commenta: 'Napolitano senza vergogna e in malafede', Borghezio spiega: 'Non contestiamo lui ma la sua adesione un po' cieca a questa Europa e ai poteri delle banche che rappresenta'. Schulz attacca: un abuso a scopo elettorale
Gli eurodeputati della Lega Nord hanno esposto manifesti e striscioni anti-euro interrompendo brevemente il discorso del presidente. "No euro" e "Euro kills", le scritte. Alla contestazione hanno partecipato, oltre al segretario Salvini, il capogruppo Lorenzo Fontana, Mario Borghezio e Mara Bizzotto. Quest'ultima indossa una maglietta con la scritta "Napolitano non è il mio presidente" che gli è stata affidata da un militante prima della partenza per Strasburgo. I commessi dell'Europarlamento sono intervenuti per sequestrare manifesti e striscioni.
Gli eurodeputati della Lega Nord hanno esposto manifesti e striscioni anti-euro interrompendo brevemente il discorso del presidente. "No euro" e "Euro kills", le scritte. Alla contestazione hanno partecipato, oltre al segretario Salvini, il capogruppo Lorenzo Fontana, Mario Borghezio e Mara Bizzotto. Quest'ultima indossa una maglietta con la scritta "Napolitano non è il mio presidente" che gli è stata affidata da un militante prima della partenza per Strasburgo. I commessi dell'Europarlamento sono intervenuti per sequestrare manifesti e striscioni.
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mercoledì 22 gennaio 2014
Legge “Italicum”, primi ostacoli. La clausola “salva Lega” ferma il testo
ROMA - Primi ostacoli nel percorso parlamentare dell'Italicum, la riforma della legge elettorale frutto dell'accordo tra il segretario Pd Matteo Renzi e il leader di Fi Silvio Berlusconi. Il testo base era atteso per il primo pomeriggio di oggi sul tavolo della Commissione Affari costituzionali ma è slittato a questa sera. A quanto si apprende il testo sarebbe ancora subendo delle limature.
Secondo indiscrezioni, al centro della discussione ci sarebbe una norma a 'salvaguardia' della Lega Nord. "Il tema della Lega c'è, ma aspettiamo di vedere il testo", ha detto il capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali alla Camera, Emanuele Fiano. La clausula in questione consentirebbe ai partiti connotati territorialmente di poter superare la soglia di sbarramento.
"Mancano due approfondimenti di carattere aritmetico. Ma il testo è sostanzialmente pronto", ha affermato il relatore della legge elettorale Francesco Paolo Sisto di Forza Italia.
Quanto ai tempi, Fiano ha spiegato che la richiesta del Pd è quella che il testo venga presentato entro stasera per poi dare 48 ore di tempo agli emendamenti e quindi lavorando lunedì e martedì essere pronti per l'Aula nella giornata di mercoledi' 29 gennaio.
"Avviso ai dis-informatori di professione. La Lega non ha bisogno di 'aiutini' o leggi elettorali fatte su misura: il consenso lo chiediamo ai cittadini, alla luce del sole, non con accordi o accordini salva-Lega". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo lo stop della presentazione del testo dell'Italicum.
"Avviso ai dis-informatori di professione. La Lega non ha bisogno di 'aiutini' o leggi elettorali fatte su misura: il consenso lo chiediamo ai cittadini, alla luce del sole, non con accordi o accordini salva-Lega". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo lo stop della presentazione del testo dell'Italicum.
giovedì 16 gennaio 2014
I senatori della Lega Nord occupano gli ufiici del prresidente Grasso
ROMA - I senatori della Lega Nord hanno occupato gli uffici del presidente Pietro Grasso a Palazzo Madama. I leghisti protestano contro la ripresa in aula dell'esame del decreto "svuotacarceri", che prevede anche la cancellazione del reato di immigrazione clandestina. Nonostante la protesta leghista l'Aula sta andando regolarmente avanti nell'esame del provvedimento.
"Avevamo chiesto una Capigruppo - spiega il senatore della Lega, Raffaele Volpi - e non è stata convocata. Come se niente fosse sono tornati in Aula".
Immigrazione, Forza nuova contro Grillo - Intanto a Genova blitz di Forza nuova vicino a casa di Beppe Grillo, dove sono stati affissi nella notte centinaia di volantini contro la decisione del M5S di voler abrogare il reato di ingresso clandestino "che di fatto aprirebbe le porte ad una invasione ancora maggiore di quella attuale". "Grillo sa benissimo che se il M5S avesse scritto nero su bianco la volontà di voler abolire il reato di immigrazione nel programma elettorale, avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico", dice Fn.
"Avevamo chiesto una Capigruppo - spiega il senatore della Lega, Raffaele Volpi - e non è stata convocata. Come se niente fosse sono tornati in Aula".
Immigrazione, Forza nuova contro Grillo - Intanto a Genova blitz di Forza nuova vicino a casa di Beppe Grillo, dove sono stati affissi nella notte centinaia di volantini contro la decisione del M5S di voler abrogare il reato di ingresso clandestino "che di fatto aprirebbe le porte ad una invasione ancora maggiore di quella attuale". "Grillo sa benissimo che se il M5S avesse scritto nero su bianco la volontà di voler abolire il reato di immigrazione nel programma elettorale, avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico", dice Fn.
domenica 8 dicembre 2013
Lega, Salvini ha polverizzato Bossi per la segreteria, "ma lui è ancora fondamentale"
MILANO - ''La prima telefonata che farò è a Bossi perché senza di lui non saremmo qui, e penso che debba essere ancora fondamentale per la Lega'', sono le prime parole del neo segretario del Carroccio. Matteo Salviniche ha vinto il duello con Umberto Bossi ottenendo l'82% dei voti. Salvini, ha riferito il responsabile organizzativo Roberto Calderoli, ha raccolto 8.162 preferenze, Bossi 1.833.
«Bravo Matteo, inizia con te il futuro della nostra grande Lega» ha twittato, dalla Prima alla Scala, Roberto Maroni.
«Bravo Matteo, inizia con te il futuro della nostra grande Lega» ha twittato, dalla Prima alla Scala, Roberto Maroni.
venerdì 6 dicembre 2013
“Mandela terrorista”. Espulso dalla Lega consigliere veronese
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| Francesco Vartolo a una manifestazione leghista |
VERONA - Un consigliere di circoscrizione per la Lega a Verona, Francesco Vartolo, ha postato su Fb questo incredibile commento poco dopo la notizia della morte di Mandela: "Finalmente il terrorista Mandela, belva assetata di sangue bianco trasformato in eroe dalla propaganda mondialista, si troverà di fronte a tutta la gente che ha fatto ammazzare". "Con le bombe nelle chiese o con i copertoni incendiati intorno al collo".
Flavio Tosi, Segretario della Lega Nord-Liga Veneta, "in virtù dei poteri che gli sono statutariamente attribuiti, provvederà oggi stesso all'espulsione di Francesco Vartolo dal Movimento". .
"E' un'uscita da condannare e non rappresenta il pensiero della Lega":è il commento del presidente del Veneto Luca Zaia. Mandela,ricorda Zaia,"è una persona che è stata 25 anni in carcere e ha avuto il premio Nobel per la pace".
''Non voglio nemmeno commentare le frasi su facebook perchè il mio pensiero su Nelson Mandela è chiarissimo e a monte di qualsiasi polemica, l'ho espresso ieri sera sul mio profilo, tutti possono vederlo'': lo ha detto Matteo Salvini, vicesegretario della Lega. ''Appena saputo della morte di Mandela - spiega - ho postato sul mio profilo la frase 'Un pensiero a Nelson Mandela e a chi lotta per la libertà', ricevendo in breve oltre mille adesioni''.
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mercoledì 6 novembre 2013
Giunta elezioni, Pdl e Lega contestano il voto sulla decadenza di Berlusconi. Grasso: voto regolare
ROMA - I rappresentanti di Pdl e Lega Nord al Consiglio di presidenza del Senato hanno contestato il presidente, Piero Grasso, chiedendo di valutare l'eventuale irregolarità del voto della Giunta delle elezioni sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Gli esponenti dei due partiti hanno lasciato l'aula facendo mancare il numero legale e impedendo alla seduta di concludersi. Grasso: "Voto fu regolare".
Il Consiglio di presidenza del Senato era stato convocato, su richiesta del Pdl, per valutare i post pubblicati sui social network da Vito Crimi (M5S) e altri senatori mentre era in corso la camera di consiglio. Il Pdl sosteneva, infatti, che potessero inficiare la validità della decisione della Giunta del Senato. Il presidente del Senato, secondo le senatrici Pdl Alessandra Mussolini ed Elisabetta Casellati, ha spiegato che il Consiglio di presidenza non è competente a decidere. Una posizione contestata vivacemente dai senatori del Pdl (Mussolini, Casellati, Gasparri), dal senatore di Gal Lucio Barani e dal leghista Roberto Calderoli.
Il caso Crimi - I parlamentari del centrodestra hanno chiesto, infatti, un'istruttoria e una decisione sulla validità della decisione della Giunta. I senatori di Pdl, Lega e Gal, dopo circa due ore di una riunione ad "alta tensione", hanno dunque fatto mancare il numero legale in consiglio di presidenza, perché la seduta non potesse considerarsi conclusa.
Grasso: "Questione chiusa, voto valido" - Secca la replica del presidente del Senato, Pietro Grasso, per il quale non esistono i presupposti per invalidare la decisione. "La questione è da considerarsi dunque chiusa anche in Consiglio di presidenza", hanno spiegato fonti della presidenza di Palazzo Madama. Grasso avrebbe affermato che si possono valutare al più delle sanzioni nei confronti dei membri che hanno comunicato con l'esterno.
Schifani: "Tema non chiuso" - "I lavori del Consiglio di presidenza non si sono conclusi perché è mancato il numero legale. Ove il presidente Grasso li ritenesse conclusi, chiediamo l'immediata convocazione di un nuovo Consiglio di presidenza per sapere qual è l'organo del Senato davanti a cui si può appellare la decisione della giunta". Così Renato Schifani in Aula.
sabato 14 settembre 2013
Decadenza Berlusconi: dopo il M5S, anche Lega e Pd chiedono il voto palese in Senato
ROMA - Dopo il M5S, anche la Lega "chiederà la votazione palese quando arriverà in Aula al Senato il voto sulla decadenza di Berlusconi". Lo ha annunciato il capogruppo a Palazzo Madama, Massimo Bitonci. "Riteniamo - ha detto - che ogni partito debba assumersi le proprie responsabilità senza sotterfugi". Richiesta che arriva anche dal senatore del Pd, Nicola Latorre: "Si voti con voto palese, bisogna avere il coraggio delle proprie posizioni".
Dai banchi dell'Udc, anche Pier Ferdinando Casini chiede trasparenza: "Il regolamento del Senato è inequivocabile e prevede voto segreto. Sotto il profilo personale mi augurerei la trasparenza di un voto palese perché è giusto che in quella sede ciascuno si assuma la propria responsabilità, in Senato, davanti agli italiani". E Latorre aggiunge. "Un voto palese è ancor più importante in un passaggio così delicato. Sono assolutamente tranquillo, il Pd è compatto su questo".
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