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martedì 29 ottobre 2013

Schifani sulla decadenza: Grasso senta le nostre ragioni. La frase della Corte d’Appello

ROMA - "Si sospendano subito i lavori dell'Aula e venga immediatamente il presidente Grasso a sentire le nostre ragioni perché qui si sta avallando il fatto che a maggioranza si cambino i regolamenti". Lo ha detto il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama.

L'autorità ''competente'' ad ''irrogare'' la ''sanzione'' della decadenza e della incandidabilità sulla base della Legge Severino è ''l'autorità amministrativa'', ossia ''la Camera di appartenenza'' del condannato. Ecco la frase contenuta nelle motivazioni  dei giudici della Corte d'Appello di Milano, i quali, respingendo un'eccezione di costituzionalità formulata dalla difesa di Silvio Berlusconi, chiariscono anche che l'interdizione dai pubblici uffici, sanzione ''penale'', è ben distinta dalla ''sanzione'' della legge Severino. In base alla legge Severino il ''presupposto'' per applicare la sanzione della decadenza e della incandidabilità è ''la condanna penale'' definitiva. Lo spiega la Corte in un passaggio delle motivazioni in cui chiarisce la distinzione tra l'interdizione dai pubblici uffici e la sanzione della legge Severino. In base a questa legge, scrive la Corte, ''la sopravvenienza della condanna penale per determinati reati'' crea ''una sorta di status negativo del soggetto''.

mercoledì 23 ottobre 2013

Grasso: il voto segreto su Berlusconi a rischio di “interessi diversi”. Il Pdl insorge

ROMA - PdL contro il presidente del Senato Grasso dopO le sue dichiarazioni in vista del voto sulla decadenza dal seggio parlamentare di Silvio Berlusconi.  ''Se il voto sarà segreto bisognerà vedere se sarà davvero un voto di coscienza o se dipenderà piuttosto da interessi diversi - aveva detto - mentre se il voto sarà palese, tutto sarà più chiaro''.
"Le dichiarazioni del presidente del Senato sul voto segreto o palese non sono da presidente del Senato - dice Renato Brunetta - ma da uomo di parte, anzi di fazione. Ritenere che i senatori col voto segreto possano rispondere a 'interessi diversi' dalla coscienza è una insinuazione gravissima".  Secondo il capogruppo Pdl alla Camera le parole di Grasse contraddicono il "suo ruolo di garante della dignità dei parlamentari". "Ricordo all'ex procuratore Grasso una frase di Falcone: 'Il sospetto è l'anticamera della calunnia'. Cerchi di far valere le regole, il presidente Grasso, invece che inventarne di nuove ad uso delle sue attitudini inquisitorie", conclude Brunetta.

“E' molto grave - dice Schifani nella sua dichiarazione - che il presidente Grasso ipotizzi il voto palese sulla decadenza, essendo il Regolamento sul punto chiaro ed inequivocabile. Un' eventuale interpretazione diversa in Giunta per il Regolamento, a colpi di maggioranza, sarebbe inaccettabile e noi ci opporremmo strenuamente ad una simile forzatura. Sospettare, poi, che attraverso il voto segreto i senatori possano perseguire interessi diversi rispetto alla propria coscienza è incredibile, e ci auguriamo che si sia trattato di un malaugurato fraintendimento. Un chiarimento sarebbe quantomeno opportuno".

venerdì 4 ottobre 2013

Schifani: da Crimi del M5S giudizi volgari e offensivi contro Berlusconi su Facebook


ROMA -  "Denunciamo un fatto gravissimo: mentre la Giunta delle Elezioni è in Camera di Consiglio, l'esponente del M5S Vito Crimi, sta esprimendo su Facebook giudizi volgari e offensivi contro il presidente Berlusconi, violando il regolamento del Senato". Lo dice il capogruppo Pdl, Renato Schifani, in una nota. "E' un comportamento intollerabile che conferma - sottolinea Schifani - la bontà della nostra richiesta di ricusazione di alcuni membri".

Senza remore, in effetti, Vito Crimi, che usa l'immagine di alcuni poster comparsi nella notte che incoraggiavano Berlusconi per fare dell'ironia, quel "Silvio non mollare" si riferirebbe, secondo il senatore 5 stelle, più a decisioni corporali che politiche. Scrive Crimi: "Vista l'età, il progressivo prolasso delle pareti intestinali e l'ormai molto probabile ipertrofia prostatica, il cartello di cui sopra con: non mollare non è che intende non rilasciare peti e controlla l'incontinenza (cit. Paola Zanolli". "Comportamento intollerabile", lo bacchetta Schifani. Nel frattempo, in queste ore decisive per il Paese, i grillini presenti in Giunta continuano a postare su Facebook. Michele Giarruso si immortala insieme a Serenella Fucksia, la collega grillina che le è seduta accanto, entrambi con un sorriso a 32 denti. Buccarella, invece, interrompe le comunicazioni, dice, lasciando i suoi follower appesi.

sabato 28 settembre 2013

Schifani: grave la responsabilità di Letta di non deliberare sull'Iva

ROMA - Letta chieda la fiducia "lunedì, dopo un dibattito tra Camera e Senato: vi è il tempo per farlo, per realizzare questo percorso. E immediatamente dopo, se dovesse ottenere la fiducia, bisogna adottare immediatamente il provvedimento per il blocco dell’Iva". Così il capogruppo Pdl Renato Schifani a SkyTg24. "Il presidente del Consiglio - ha proseguito - si è assunto la gravissima responsabilità di non deliberare su provvedimenti economici" per "evitare l'aumento dell'Iva. Il provvedimento era pronto, non è stato adottato per motivazioni politiche", spiega. Lo stop alla manovrina è stato "un gesto forte" e se Enrico Letta "subordina queste scelte a un voto di fiducia, a un chiarimento, lo faccia subito, prima di martedì, altrimenti le responsabilità dell'aumento dell'Iva non saranno del Pdl", sottolinea Renato Schifani. "Mi auguro che prevalga la volontà di accelerare la verifica, gli italiani non possono attendere tempi inutili - ribadisce il capogruppo del Pdl - Il provvedimento non è stato adottato per motivazioni politiche: quando succede questo, la politica ha i suoi doveri".

domenica 15 settembre 2013

Schifani: il Pd vuole la crisi di governo. Epifani; se il Pdl stacca la spina al governo, la stacca al Paese

ROMA -  "Perché questo atteggiamento nei confronti di Silvio Berlusconi? E' evidente che si voglia arrivare alla rottura. Secondo me, il partito Democratico vuole andare a votare e vuole la crisi di governo". Lo afferma Renato Schifani a "In mezz'ora".  ''Sono pessimista sul destino del governo e mi auguro che ciò non avvenga'' perché 'mi interessa la stabilita' del governo e del Paese'' ha poi aggiunto in merito alla possibilità che il governo cada.
''Chiediamo il riconoscimento di un principio, non facciamo melina'' ha spiegato Schifani dicendo di aver visto nei giorni passati ''calendari violenti come se si dovesse espellere un delinquente'' e questo ''mi lascia pensare si voglia far saltare i nervi al Pdl e creare le condizioni di invivibilità'' all'interno del governo.
Infine sull'eventuale voto palese, Schifani ha concluso:  "Noi siamo contrari ai blitz. Per arrivare ad un voto palese si dovrebbe addirittura cambiare un regolamento. I regolamenti non si cambiano nel giro di una settimana a colpi di maggioranza ma in maniera condivisa. Sono contrario alle riforme istintive di massa volute dalla mobilitazione delle piazze. Nel caso si voti su questioni personali si deve fare in maniera obbligatoriamente segreta. Il parlamentare deve essere lasciato libero di decidere secondo coscienza".

Se il centrodestra dovesse staccare la spina ''se ne assumerà la responsabilità: non stacca la spina al governo ma la stacca al Paese''. Così Guglielmo Epifani a margine della scuola di politica del Pd in corso a Cortona sul futuro del governo.

martedì 10 settembre 2013

Giunta elezioni, governo in bilico, stasera alle 20 il passaggio fondamentale

ROMA - Iniziato con uno scontro totale tra Pd e Pdl l'esame della Giunta delle elezioni del Senato del caso Silvio Berlusconi, la situazione si sta avvitando sempre più verso la crisi. Annunciato da settimane dalle dichiarazioni di guerra del Pdl e dalle dure repliche dei democratici, il duro braccio di ferro si è concretizzato tra le mura di S. Ivo alla Sapienza quando il relatore Andrea Augello ha presentato alla Giunta tre questioni pregiudiziali prima ancora di entrare nel merito della decadenza. Il Pdl ha chiesto il rinvio della discussione, pena la rottura totale e l'inizio della crisi di governo. Pd e M5S hanno reagito tirando dritto e chiedendo e ottenendo un voto unico che valga per l'intera relazione e le tre pregiudiziali.

Voto che, se avesse luogo oggi, fungerebbe da ghigliottina per le larghe intese, è stata la linea rossa tracciata in serata da Renato Schifani. Linea che la Giunta sembra apprestarsi a varcare avendo rinviato la discussione a oggi alle 20 e senza escludere, ma neanche confermare, la possibilità di un voto al termine dei lavori. L'aut-aut del capogruppo Pdl è giunto alla fine di una serata trascorsa sul filo della tensione e quasi in contemporanea all'ennesimo muro calato del Pd a qualsiasi cessione a favore del Cavaliere. "Mi pare che il Pd su questo abbia le idee assolutamente chiare e sia assolutamente unito: lo stato di diritto viene prima di qualsiasi cosa", ha puntualizzato il ministro per il Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, a cui hanno fatto eco le parole del segretario Pd Guglielmo Epifani secondo il quale una crisi di governo darebbe frutto "dell'irresponsabilità" del Pdl. Parole che alimentano il potenziale incendio che a breve potrebbe far crollare il governo, con ripercussioni imprevedibili sui mercati, le avvisaglie delle quali sono già visibili.

lunedì 9 settembre 2013

Schifani, in giunta elezioni “muro contro muro”. Così, addio maggioranza. Lavori aggiornati a domani sera

ROMA - "Dalla giunta provengono segnali di muro contro muro. Un inaccettabile atteggiamento da parte del Pd e di M5S che intendono votare domani contro le pregiudiziali formulate dal relatore. Se dovesse succedere questo, non credo che si potrebbe più parlare di maggioranza a sostegno del governo". Lo afferma il capogruppo Pdl al Senato Schifani ai Tg.
La giunta delle elezioni, intanto, si è aggiornata a domani alle 20. Il relatore Andrea Augello "sottopone alla Giunta la proposta di sollevare una questione incidentale" davanti alla Corte costituzionale, riferita a "dieci diversi profili di illegittimità costituzionale" della legge Severino, "reputati rilevanti e non manifestamente infondati". E' quanto si legge nella relazione di Augello. Augello chiede mandato per "redigere l'ordinanza di rimessione" alla Consulta.
 "Un rinvio pregiudiziale di tipo interpretativo alla Corte di giustizia dell'Unione europea", sulla retroattività o meno della legge Severino. E' quanto inoltre propone Augello. Propone inoltre che la giunta chieda alla Corte del Lussemburgo di decidere con procedura accelerata e che non si avvalga della facoltà di esprimere il proprio punto di vista nel merito della questione.
"La relazione del relatore Augello sul caso Berlusconi consiste, sostanzialmente, nelle questioni pregiudiziali. Di fatto, non ha voluto avanzare una sua proposta. Non ci ha voluto dire, insomma, se vuol considerare decaduto o meno il Cavaliere dal mandato di parlamentare". A sintetizzare i lavori in giunta delle Immunità è il senatore dei 5 Stelle Mario Michele Giarrusso, secondo il quale "il Pdl vuol perdere solo tempo".

"Se la giunta voterà contro le pregiudiziali poste da Augello (PDL) chiederemo la sostituzione del relatore". E' quanto scrive su facebook il gruppo del M5S al Senato in una sorta di differita web della riunione della giunta per le autorizzazioni del Senato che è chiamata a decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi.

giovedì 5 settembre 2013

Schifani (Pdl): vedo avvicinarsi la crisi


ROMA - Secondo il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, il governo è sempre più in bilico. "Vedo l'avvicinarsi di un momento di crisi - ha detto nel corso di una trasmissione radiofonica -. Quando si convive in un'alleanza devono vigere le regole del reciproco rispetto e dal Pd non riscontriamo questo atteggiamento". "Tutto il gruppo del Pdl al Senato - ha proseguito - è compatto: siamo pronti anche a battaglie da opposizione". Il problema è l'atteggiamento del Partito democratico, apertamente a favore di una decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. "Il clima è quello di un alleato che, prima ancora che chi deve difendersi possa porre in campo le proprie argomentazione, afferma che voterà contro in Giunta - spiega Schifani -. Come si può convivere in una coalizione che non solo non si ascoltano ma che tengono addirittura l'una fuori l'altra?". E nel caso si andasse a un Letta-bis? "Non mi preoccupa moltissimo l'ipotesi di un governo diverso da quello attuale - afferma -. Un governo frutto di numeri raccolti in Aula, potrebbe avere sì, ammesso che riescano, una maggioranza molto risicata ma a quel governo mancherebbe quella coesione politica che lo può supportare nelle scelte di politica economica o nella modifica della legge elettorale".

mercoledì 4 settembre 2013

il Pdl: se sarà crisi, la colpa sarà del Pd. Brusco calo della Borsa

ROMA - Il Pdl è "unito e pronto a qualsiasi tipo di battaglia" per difendere Silvio Berlusconi. Lo ha affermato il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, al termine della riunione del partito conclusasi a Palazzo Madama. "La nostra posizione è chiara", ma un'eventuale crisi di governo "dipenderà dai comportamenti di altri partiti, non dal nostro". 
"Chiediamo al Pd delle risposte precise, se ci sono il governo va avanti sennò non possiamo più stare insieme". Lo afferma Altero Matteoli lasciando la riunione dei senatori del Pdl. A chi gli chiede se il Governo chiuderà la sua durata con la decadenza del cavaliere, Matteoli risponde: "per forza". Matteoli critica la decisione del Pd di voler "applicare una legge che non può essere applicata perchè è retrodatata". Il senatore pidiellino precisa che "la questione non riguarda l'incostituzionalità della legge ma la sua applicabilità. Questa legge - aggiunge ancora - non è applicabile perchè retrodatata".

Mentre la Borsa crolla (-1,67%), il ministro per i Rapporti con il parlamento e per il Coordinamento delle attività di Governo, Dario Franceschini dice: "Il presidente del Consiglio sta partendo per il G20, un appuntamento con un'agenda importantissima. È possibile interrompere questa serie continua di minacce quotidiane di crisi che riempiono i giornali, preoccupano i mercati e danneggiano il peso e l'immagine dell'Italia sui tavoli internazionali?".  

martedì 3 settembre 2013

Schifani: se su Berlusconi il voto sarà politico, il governo cadrà

ROMA -  Il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, mette in guardia l'esecutivo da un eventuale sì della Giunta delle elezioni di Palazzo Madama alla decadenza di Silvio Berlusconi. "Se il voto dovesse essere politico, e quindi rispecchiare le distinzioni delle forze in campo - ha tuonato Schifani - la convivenza sarebbe impossibile".
In Giunta delle elezioni "chiederemo un voto di merito sulla non decandenza o in subordinata una devoluzione alla Corte costituzionale o alla Corte Europea". Così Schifani illustra la linea che il Pdl adotterà nella Giunta di Palazzo Madama.
Schifani torna poi sulla richiesta di sostituire chi, tra i membri senatori, ha già espresso le proprie valutazioni in merito alla decisione sul caso Berlusconi. "E' un fatto inaccettabile e gravissimo. Quando si hanno funzioni giurisdizionali e si va in Camera di Consiglio per deliberare nel segreto del dibattito si è tenuti a non esprimere prima le proprie valutazioni. Questo principio è stato violato", ha spiegato il senatore del Pdl. Ma il presidente del Senato Piero Grasso ha replicato a questa richiesto dicendo che "il potere di rinnovare i componenti della Giunta per le elezioni c'è solo in determinati casi tra i quali certamente non rientra l'espressione di opinioni sulle questioni sottoposte alla valutazione della Giunta". 
Schifani è poi tornato a dire che non saranno allungati i tempi della decisione in Giunta ma si chiede il "diritto di difesa" che ha Silvio Berlusconi, come "riconosciuto anche da autorevoli esponenti del Pd". "La linea del Pdl - ha aggiunto - è fondata su motivazioni giuridiche, la norma in discussione (la legge Severino, ndr) non è retroattiva". 

Cancellieri: "Riflettere sulla legge Severino" - Sul tema della costituzionalità della legge Severino "si sono espresse persone di grande competenza e non sospette di partigianeria, quindi è giusto rifletterci". Questo il parere del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. "Io personalmente - ha riferito Cancellieri - non ravvedo" profili di incostituzionalità per quanto riguarda la legge Severino, ma - ha aggiunto - occorre tener presente che in questa direzione "si sono espressi giuristi con competenza di gran lunga superiore alla mia, persone di grande pulizia morale e valore tecnico, che stimo moltissimo e sulle quali non ci sono sospetti di partigianeria. Se persone di questo livello" hanno espresso dubbi sulla costituzionalita' della legge, ha aggiunto, "come minimo bisogna rifletterci".

lunedì 19 agosto 2013

Schifani: il Pd dialoghi sull’incandidabilità di Berlusconi o sarà crisi


RIMINI - Dal meeting di Rimini Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato, avverte il Pd in vista del voto in Giunta al Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. La tenuta del governo sarebbe seriamente compromessa "se il Pd respingesse - sottolinea Schifani - le richieste del Pdl di approfondire la legge Severino sull'incandidabilità. Per noi sarebbe impossibile parlare di un percorso comune".

mercoledì 7 agosto 2013

Epifani su Berlusconi: faccia un passo indietro. Insorge il Pdl: governo a rischio

ROMA - Intervistato dal Corriere della Sera, il segretario del Pd Epifani afferma di non vedere altre possibilità che prendere atto della sentenza di condanna di Silvio Berlusconi e degli effetti che produce: ''non ci sono strade'', dice. Berlusconi “deve fare un passo indietro”. Insorgono dal Pdl: Luca D'Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera ribatte che Epifani è ''un irresponsabile e un provocatore che cerca la crisi di governo senza intestarsela''.
Brunetta - "Il segretario, sia pure transitorio, del Partito democratico ha esplicitamente messo in conto 'la fine delle larghe intese'. Oltre tutto in riferimento a una questione che non è compresa nel programma di governo e su una vicenda delicata, di cui non si può non avvertire la rilevanza democratica, a seguito della quale sia Silvio Berlusconi che il Pdl hanno già escluso riflessi sul governo, assicurando la continuazione del loro impegno". Lo scrive in una nota Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera. ''Guglielmo Epifani, con le sue parole - osserva Brunetta - non ha voluto lanciare una provocazione al centrodestra, non ha cercato la rissa con noi, ha, semmai, provato a sedare quella interna al Pd, lanciando un osso alle componenti giustizialiste ed estremiste, insofferenti del governo Letta e desiderose di liberarsi al più presto da quel vincolo. La stabilità del governo, come volevasi dimostrare, dipende dalle divisioni e dalle lotte intestine al Pd. Noi - conclude - ci limitiamo a fare il nostro dovere: incalzare l'esecutivo, che sosteniamo e sosterremo, sui temi concreti che riguardano il futuro dell'Italia".
Schifani - 'Le dichiarazioni di Epifani tendono a incendiare il clima politico nel momento in cui bisognerebbe rasserenare il clima. Non è una provocazione ma quasi. Non abbiamo bisogno lezioni da parte da nessuno''. Così il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani intervistato da skytg24.

lunedì 5 agosto 2013

Schifani e Brunetta al Quirinale: fedeltà del Pdl all’esecutivo

ROMA - I capigruppo del Pdl, Renato Brunetta e Renato Schifani, sono saliti al Colle per parlare con Napolitano, ribadendo fedeltà all'esecutivo.
L'obiettivo dei due esponenti del Pdl è quello di cercare una soluzione che possa garantire l'agibilità politica di Berlusconi. Domenica a via del Plebiscito l'ex premier ha ribadito di essere innocente, ma ha assicurato anche il sostegno del Pdl al governo. 
Fonti del Quirinale, interpellate sull'incontro al Quirinale hanno infatti spiegato che i due capigruppo Pdl ''hanno illustrato al presidente della Repubblica le loro valutazioni circa le esigenze da soddisfare per un ulteriore consolidamento dell'evoluzione positiva del quadro politico in Italia e uno sviluppo della stabilita' utile all'azione di governo''.
Lo stato maggiore del Pdl si è poi riunito a Palazzo Grazioli. Nella residenza romana di Silvio Berlusconi sono giunti, tra gli altri, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, i parlamentari Cicchitto, Gasparri e Santanchè, i coordinatori del partito Sandro Bondi e Denis Verdini. Nessun commento è arrivato dai big del Pdl mentre Daniela Santanchè, incalzata dai cronisti, si è limitata a dire: "Il problema è la democrazia, non il governo".

domenica 5 maggio 2013

Il ministro Kyenge: subito un ddl sullo ius soli. Polemiche dal Pdl


ROMA - Un ddl sullo ius soli sarà pronto nelle prossime settimane: lo ha detto il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, intervenendo alla trasmissione "In mezz'ora". "E' difficile dire se riuscirò" ha ammesso il ministro, "per far approvare la legge bisogna lavorare sul buon senso e sul dialogo, trovare le persone sensibili. E' la società che lo chiede, il Paese sta cambiando". "Bisogna lavorare molto per trovare i numeri necessari" ha aggiunto precisando di non pensare a un eventuale fallimento. Il reato di clandestinità? "Dovrebbe essere abrogato" secondo il ministro per l'Integrazione "Non è comunque una cosa di mia competenza - ha precisato Cecile Kyenge - bensì del ministro Alfano, ma lavoreremo sicuramente insieme".
Coinvolgere Mario Balotelli come testimonial di una campagna a favore dello ius soli? "Una buona idea" per il ministro per l'Integrazione. "Non lo conosco personalmente - ha detto a Lucia Annunziata - so che lui sta subendo atti di razzismo, ma riesce a testa alta a dare un forte contributo all'Italia, che è il nostro Paese". Mario Balotelli si rende disponibile per un ruolo da testimonial. "Sono sempre disponibile a ogni iniziativa o proposta che provenga dalle istituzioni tesa alla lotta al razzismo e alle discriminazioni", ha spiegato l'attaccante del Milan, che è nato a Palermo da genitori ghanesi, ma ha ricevuto la cittadinanza italiana solo con la maggiore età.
 ''Non si esageri e si usi maggiore cautela anche da parte dei membri del governo. Quello del ministro Kyenge, che annuncia urbi et orbi che il reato di immigrazione clandestina andrebbe abrogato ed un ddl sullo ius soli nelle prossime settimane, e' soltanto l'ultimo episodio'': cosi' Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato, che invita a evitare ''proclami solitari, senza che gli argomenti siano discussi e concordati in un ambito collegiale''.

lunedì 18 marzo 2013

Pdl, Schifani capogruppo al Senato, Brunetta alla Camera


ROMA - Renato Schifani è stato eletto per acclamazione capogruppo Pdl a Palazzo Madama dall'assemblea dei senatori del gruppo. La sua candidatura al ruolo era stata indicata in precedenza da Silvio Berlusconi, come hanno riferito alcuni partecipanti. Il nome dell'ex presidente del Senato avrebbe ricevuto calorosi applausi dai presenti.
E' invece Renato Brunetta il deputato indicato dal Pdl come presidente del gruppo parlamentare di Montecitorio. Il suo nome è stato proposto da Silvio Berlusconi. La scelta verrà ufficialmente formalizzata nel pomeriggio di domani, quando tutti i gruppi si riuniranno dalle 15 su convocazione del presidente della Camera, Laura Boldrini.
Silvio Berlusconi, durante un intervento alla riunione del Pdl al Senato per eleggere il nuovo capogruppo, ha commentato le parole di Pier Luigi Bersani, che ha detto di aver elaborato una proposta per una nuova legge sul conflitto di interessi. "Altro che corruzione e conflitto di interessi. Serve la ripresa economica e occorre aiutare le imprese", ha detto il leader del Pdl.

sabato 16 marzo 2013

Senato, il Pdl (ri)lancia Schfani. Determinanti i montiani


ROMA - Il pdl lancia Schifani come presidente del Senato, in opposizione al candidato del centro sinistra Grosso. I montiani rischiano di diventare davvero determinanti. I senatori del centrosinistra infatti sono 125 (Pd, 3 eletti all'estero, Tonini, 7 di Sel e 10 delle Autonomie). Mentre quelli del centrodestra sono 117 (98 Pdl, 18 Lega, 1 Grande Sud). Se anche i 21 montiani (20 più Monti) dovessero optare per la candidatura di Renato Schifani individuata stamattina dal Pdl "come candidatura istituzionale", l'ex presidente del Senato potrebbe tornare ad occupare lo scranno più alto di palazzo Madama. I 54 grillini, sulla carta determinanti in un senso o nell'altro, hanno confermato questa mattina l'intenzione di rivotare il proprio candidato Luis Alberto Ornellana. In caso di ballottaggio - spiegano - potrebbero uscire dall'aula o votare scheda bianca. E neanche i due senatori a vita Giulio Andreotti e Carlo Azeglio Ciampi potrebbero cambiare la situazione visto che il centrodestra con 'Scelta Civica' arriverebbe a 138  contro i 125 del centrosinistra. Se invece i 21 montiani confermassero l'intenzione di votare scheda bianca i giochi sarebbero ancora aperti, ma difficilmente si arriverebbe alla maggioranza assoluta dei votanti. A meno di colpi di scena dell'ultimo momento.
 "Con il ticket proposto dal Pd il Paese precipiterebbe verso le urne, mentre la candidatura di Schifani consentirà la nascita di un nuovo governo per affrontare la situazione di crisi". Lo scrive su Facebook il segretario del Pdl, Angelino Alfano assicurando che "il Pdl sarà compatto e attrattivo di altri consensi". "Di fronte alla grande chiusura della coalizione di Bersani che porta il Paese in un vicolo cieco - prosegue Alfano - noi proponiamo la massima apertura: una candidatura istituzionale, di Renato Schifani, che ha onorato la funzione e la carica. La sua - assicura - non è una candidatura del Pdl, ma di continuità istituzionale che offriamo al Senato". "Con il ticket del Pd, che propone Grasso al Senato e Boldrini alla Camera - spiega sempre su Facebook - il Paese resterebbe senza governo. Se viene eletto Schifani si dà la possibilità che il governo nasca e la possibilità di affrontare la grave crisi economica. Puntiamo ad assicurare una guida autorevole attraverso una persona che ha già ben operato". Il Pdl, assicura Alfano, "sarà compatto e attrattivo di altri consensi. Il voto è segreto e in piena coscienza i senatori dovranno decidere se precipitare il Paese verso le urne o appoggiare la candidatura dell'attuale presidente del Senato".

domenica 27 gennaio 2013

Soah, oggi il Giorno della Memoria



ROMA - Oggi, "Giorno della memoria", l'Italia ed il mondo ricordano l'olocausto. Il premier, Mario Monti, sarà al Campo di deportazione di Fossoli di Carpi, poi a Milano per l'inaugurazione del Memoriale della Shoa. Il presidente del Senato, Renato Schifani, andrà in visita al ghetto-lager della ceca Terezin. Da Firenze parte invece il "Treno della memoria" verso Auschwitz.
 Il Giorno della Memoria della Shoah e il ruolo della resistenza ebraica rappresentano "un monito per la nostra e per le generazioni future, per chi vuole evitare il ripetersi di immani tragedie e di grande vergogna per l'umanità". Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi, ai microfoni di Skytg24, in vista delle celebrazioni di oggi Il titolare della Farnesina ha ricordato che il segretario generale delle Nazioni Ban Ki-moon ha dedicato quest'anno le commemorazioni del 27 gennaio "al coraggio di agire per salvare vite umane, impedire l'indifferenza ed evitare nel modo più assoluto che ci siano connivenze o debolezze nel rifiuto di queste cose intollerabili".
Anche quest'anno la Farnesina, attraverso ambasciate, consolati rete e istituti di cultura, promuove iniziative in numerosi paesi. A Washington, in Ambasciata si terrà la presentazione dello spettacolo teatrale sulle leggi razziali, '1938 - L'Invenzione del Nemicò e sarà proiettato il film 'The Righteous Enemy', diretto da Joseph Rochlitz, che mette in luce il ruolo di esponenti della Diplomazia e delle Forze Armate italiane nell'opporsi alla deportazione di circa 40.000 ebrei. A Berlino è previsto un ciclo di seminari sul "ripensamento della storia", e sul tema dell'emigrazione degli ebrei tedeschi in Italia. In Israele l'Ambasciata ha organizzato un concerto al Centro Culturale Enav di Tel Aviv. Eventi commemorativi anche a Mosca e Madrid: l'Istituto Italiano di Cultura nella capitale russa ospiterà un intervento sul tema "Shoah: l'infanzia rubata" mentre quello di Madrid propone il repertorio musicale "Una voz para la vida" della cantante italiana di religione ebraica Charlette Shulamit Ottolenghi.

lunedì 24 dicembre 2012

Schifani a Herat e a Farah per gli auguri ai nostri soldati


HERAT (Afganistan) -  Il presidente del Senato, Renato Schifani, è giunto a Herat, in Afghanistan, dove porta i saluti e gli auguri per le festività al contingente italiano impegnato sul territorio. Dopo Herat si è recato alla base operativa avanzata di Farah. "Abbiamo pagato grandi prezzi - ha detto a Farah -. Spesso mi sono stretto a chi ha perso i suoi cari, momenti terribili. Ma la compostezza e la fierezza dei familiari fanno di loro eroi del nostro Paese". Per il futuro si è detto certo che il disimpegno sia "dietro l'angolo, nell'ambito della concertazione internazionale".

venerdì 16 novembre 2012

Voto regionale il 10 marzo. Election day possibile se si approva la legge elettorale


ROMA - Il Capo dello Stato suggerisce di andare al voto il 10 marzo per il rinnovo dei consigli di Lazio, Lombardia e Molise. E' quanto si legge in una nota diffusa dal Quirinale dopo l'incontro al Colle tra Giorgio Napolitano, i presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini e il premier Mario Monti.   Rimessa invece all'esercizio di una prerogativa propria ed esclusiva del Presidente della Repubblica, e' la questione delle elezioni per il rinnovo delle Camere. In proposito si ricorda che il Capo dello Stato aveva rilevato, il 3 novembre scorso, la carenza, fino a quel momento, di condizioni oggettive e di "motivazioni plausibili" per un'anticipazione sia pur lieve della convocazione delle elezioni politiche. Si attende dunque il verificarsi delle condizioni opportune per la decisione che la Costituzione riserva al Capo dello Stato". Lo si legge nel comunicato del Quirinale, al termine del vertice della massime cariche dello Stato.
  Napolitano ritiene "ineludibile" l'approvazione della legge di stabilita' e della legge di bilancio, "auspicabile" una nuova legge elettorale.
  "Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell'incontro con i Presidenti del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Consiglio dei Ministri, ha richiamato l'auspicio da lui espresso in tempi recenti che si proceda verso 'una costruttiva conclusione della legislatura ancora in corso, cosi' da portare avanti la concreta attuazione degli indirizzi e dei provvedimenti definiti dal governo e approvati dal Parlamento'".E' quanto si legge in una nota del Quirinale.
  "Adempimenti prioritari e ineludibili nel corso delle prossime settimane appaiono comunque l'approvazione finale in Parlamento della legge di stabilita' e quindi quella della legge di bilancio per il 2013", si sottolinea. Il Presidente della Repubblcia Giorgio Napolitano e' tornato ad auspicare che si arrivi a una riforma della legge elettorale prima delle elezioni. "L'esigenza di regole più soddisfacenti per lo svolgimento della competizione politica e a garanzia della stabilità di governo, e le aspettative dei cittadini per un loro effettivo coinvolgimento nella scelta degli eletti in Parlamento, rendono altresì' altamente auspicabile la conclusione - invano a piu' riprese sollecitata dal Presidente della Repubblica - del confronto in atto da molti mesi per una riforma della legge elettorale", si legge nella nota diramata dal Quirinale.
  "Il Capo dello Stato ha richiamato l'orientamento e l'impegno a concordare tale riforma che erano risultati già dagli incontri da lui tenuti alla fine dello scorso mese di gennaio con gli esponenti dei cinque partiti rappresentati in Parlamento", si spiega nella nota.
  "Una costruttiva conclusione della legislatura - dettata anche dalla serieta' dei problemi che il paese ha di fronte e dall'acutezza di fenomeni di disagio sociale che si vanno manifestando - sconsiglia un affannoso succedersi di prove elettorali". 

giovedì 11 ottobre 2012

Il bimbo trascinato via dalla polizia davanti a scuola: Manganelli chede scusa. Intervengono Schifani e Fini

Il bimbo prelevato di peso

 ROMA - ''Profondo rammarico'' per quanto avvenuto a Padova (il bambino tolto alla mdre e trascinato per strada dalla polizia, mentre si riiutava di seguire gli agenti) è stato  espresso dal capo della Polizia, Antonio Manganelli, che porge le sue scuse ai familiari del bimbo prelevato da scuola a Cittadella (Pd) e assicura ''massimo rigore nell'inchiesta interna avviata''.
Renato Schifani ha chiesto chiarimenti al Capo della Polizia Manganelli sull'episodio di Padova. Questo il comunicato del Senato: “Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha chiesto urgenti e tempestivi chiarimenti al Capo della Polizia Antonio Manganelli sul gravissimo episodio che ha visto, a Padova, trascinare con forza un bambino di 10 anni da personale della Polizia di Stato fuori dalla scuola per essere condotto in una casa-famiglia. Questo in esecuzione di un provvedimento della Magistratura. Le immagini proiettate ieri sera dalla trasmissione 'Chi l'ha visto hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. I bambini hanno diritto ad essere ascoltati e rispettati - precisa il Presidente del Senato - e ogni provvedimento che li riguardi deve essere posto in essere con la prudenza e l'accortezza imposti dalla loro particolare situazione minorile. Comportamenti come quello al quale abbiamo tutti assistito, meritano immediati chiarimenti ed eventuali provvedimenti".
Il Presidente della Camera, Fini, che ha avuto un colloquio telefonico con il questore di Padova, ha chiesto al Governo di riferire quanto prima in considerazione delle richieste di informativa e delle interrogazioni parlamentari presentate in merito da deputati di vari gruppi sulla vicenda.
Le fasi concitate dell'opposizione dei contrasti tra agenti e i familiari sono state riprese in un video, pare girato da un'altra parente, che e' stato trasmesso da ''Chi l'ha visto''. No alla diffusione di immagini e dettagli lesivi della dignità del bambino prelevato a scuola dalle forze di polizia: è il richiamo del Garante per la privacy ai media e ai siti web. L'Autorità si riserva comunque di adottare eventuali specifici provvedimenti a tutela del minore. 
"E' incivile che il nostro bambino sia stato portato via in questo modo" dice tra le lacrime, la madre del bambino. La madre del bambino, assieme ai nonni del piccolo ed una mezza dozzina di mamme, ha messo in atto stamane una protesta con dei cartelli davanti alla scuola.
Sui cartelli scritte come "I bambini non sono né bestie né criminali, liberatelo" e ancora "i bambini vanno ascoltati”. “Da sei anni mia figlia vive un incubo e noi con lei - spiega il nonno - mia figlia ha ricevuto 23 querele dal suo ex marito, tutte archiviate. Il bambino vive con lei e non vuole vedere il padre che è percepito dal piccolo come troppo autoritario. Quello che è successo ieri è incredibile".
Il bambino era visto dal padre, secondo gli accordi successivi alla separazione avvenuta otto anni fa, una volta alla settimana in colloqui protetti e trascorreva con lui due fine settimana al mese. Il padre, però, ha ottenuto recentemente dal tribunale dei minorenni una ordinanza che stabilisce la necessità dell'allontanamento dalla casa materna del bimbo, che attualmente si trova in una casa famiglia a Padova, in carico ai servizi sociali.
Secondo quanto stabilito dal giudice della corte d'appello della sezione minori di Venezia, va recuperato il rapporto con il padre e per questo gli agenti ieri, assieme al consulente tecnico del pubblico ministero e ai tecnici dei servizi sociali, hanno prelevato il bambino da scuola.
Nel mese di agosto e settembre altri due tentativi di portare via il piccolo dalla casa materna erano falliti per l'opposizione del bimbo, che per non essere portato via dalla madre, si era nascosto sotto al letto. Di qui la decisione di intervenire a scuola.
"Ho salvato mio figlio e ora sta bene, è sereno. L'importante è questo. Ho pranzato, giocato alla playstation e poi cenato con lui e l'ho messo a letto. Era anni che non lo facevo ed è stata una bella emozione". Così racconta il padre, avvocato, del ragazzino. Il padre dice anche di essere riuscito ad abbracciare il figlio dopo che per tanti anni "ciò é stato impedito a me e ai miei famigliari, non solo dalla madre ma anche dai suoi parenti".
"E' stata una spettacolarizzazione messa in atto dai familiari materni in una vicenda complessa": così il questore di Padova, Vincenzo Montemagno, ha commentato l'intervento. Montemagno ha evidenziato che è stato lo stesso padre del minore a chiedere un aiuto a un agente per prenderlo, visto che si divincolava, e farlo salire in auto.