NAPOLI - "Non sono stanco di combattere, sono in piena forma. Stanotte dopo 59 notti in cui non riuscivo a dormire, ho dormito 10 ore di fila. Sono pronto a riprendere la battaglia. Siamo in un frangente difficile per il Paese, i signori della sinistra hanno il vizio di ribaltare la realtà". Così Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con Napoli. Ha poi aggiunto che “servono le elezioni subito. Il Pd sa solamente aumentare le tasse. In questa situazione è inevitabile tornare alle urne".
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domenica 29 settembre 2013
Crepe nel Pdl. Quaragliarello: errori del partito. Lorenzin:mi dimetto ma non starò in Forza Italia
ROMA - Presidente, è preoccupato per la situazione? "Fate domande di una ingenuità mai vista...". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha replicato a Napoli ai giornalisti che lo aspettavano a Villa Pignatelli per un incontro con la comunità ebraica.
E' stato un errore il "fallo di reazione" del Pdl, secondo il ministro Gaetano Quagliariello. Parlando a Piacenza, ha definito sbagliata la richiesta di dimissioni ai parlamentari di centrodestra che "io non ho presentato nè firmato perché sono un ministro che ha giurato sulla Costituzione. Le sentenze in uno Stato di diritto vanno rispettate ma si possono criticare". Il ministro ha precisato che si è "dimesso da ministro ma non da parlamentare". 'Se ci sarà solo una riedizione di Lotta Continua del centrodestra dice, alludendo, senza nominarla alla nuova Forza Italia - ne prenderò atto e mi dedicherò, magari, a creare il Napoli Club del Salario'.
E il ministro Lorenzin: “Mi dimetto da ministro, ma non sarò in Forza Italia che spinge verso la destra radicale. Io le dimissioni non ho avuto nessuna remora a darle - prosegue - però è evidente che se si fa in una sede in cui a discutere sono alcuni esponenti di un partito, senza il segretario, quel partito è geneticamente modificato: a questa Forza Italia non aderirò"”.
"Questo è il momento in cui dobbiamo dimostrare tutto quello che diciamo da anni, e cioè che siamo un partito vero, un partito unito che si riconosce senza distinzioni su alcuni valori essenziali e una comune visione della società" prosegue invece Sandro Bondi, senatore e coordinatore del Pdl, sottolineando la necessità di stringersi intorno a Berlusconi come testimonianza della "nostra fede nella liberà".
Il senatore di Forza Italia Francesco Nitto Palma smentisce le indiscrezioni apparse sulla stampa su possibili defezioni dei senatori campani rispetto alla linea del partito ed invita a guardare a ''chi ha fatto dichiarazioni che vanno ben oltre il dissenso''. Prima della manifestazione di Forza Italia a Napoli Nitto Palma ha formulato gli auguri a Silvio Berlusconi insieme ad un gruppo di senatori. Tra essi il senatore Ciro Falanga, che ha smentito ogni dissenso con la linea del partito.
"Questo è il momento in cui dobbiamo dimostrare tutto quello che diciamo da anni, e cioè che siamo un partito vero, un partito unito che si riconosce senza distinzioni su alcuni valori essenziali e una comune visione della società" prosegue invece Sandro Bondi, senatore e coordinatore del Pdl, sottolineando la necessità di stringersi intorno a Berlusconi come testimonianza della "nostra fede nella liberà".
Il senatore di Forza Italia Francesco Nitto Palma smentisce le indiscrezioni apparse sulla stampa su possibili defezioni dei senatori campani rispetto alla linea del partito ed invita a guardare a ''chi ha fatto dichiarazioni che vanno ben oltre il dissenso''. Prima della manifestazione di Forza Italia a Napoli Nitto Palma ha formulato gli auguri a Silvio Berlusconi insieme ad un gruppo di senatori. Tra essi il senatore Ciro Falanga, che ha smentito ogni dissenso con la linea del partito.
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Scatta martedì l’aumento dell’Iva: un disastro per famiglie ed economia
ROMA - Dopo l'apertura della crisi di Governo ormai non più evitabile l’aumento aliquota dell’Iva al 22% che produrrà ricadute economiche pesanti: secondo il Codacons da 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone a 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi e ciò determinera' effetti recessivi e depressivi ''esiziali'' per l'economia reale, secondo Confcommercio.
"Oltre questi effetti diretti, l'aumento dell'Iva produrrà un disastroso effetto domino, con un incremento dell'inflazione, una pesante diminuzione dei consumi e un rincaro generalizzato dei listini al dettaglio, specie nel settore alimentare e dei prodotti trasportati su gomma - afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi - per questo è chiaro a tutti che l'aumento dell'Iva non servirà affatto a far uscire il Paese dalla crisi, ma al contrario sancirà la definitiva caduta economica dell'Italia. Il governo Letta deve quindi emanare un decreto urgente ad hoc per bloccare l'incremento dell'aliquota di ottobre", conclude Rienzi
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Letta, “gesto folle” quello di Berlusconi. M5S: non contate su di noi
ROMA - "Berlusconi per cercare di giustificare il gesto folle e irresponsabile di oggi, tutto finalizzato esclusivamente a coprire le sue vicende personali, tenta di rovesciare la frittata utilizzando l'alibi dell'Iva". Lo afferma il premier Enrico Letta, in una nota.
Nessuna trattativa con i partiti. Al voto subito, per vincere. La linea del M5S non cambia. Lo dirà probabilmente Beppe Grillo in persona a Paderno Dugnano, dov'è atteso. Intanto fonti interne confermano che Grillo e Gianroberto Casaleggio non hanno intenzione di spostare di un millimetro la linea del movimento: nessuna alleanza con chi ha rovinato il Paese. "Il M5S non ha suo dna la possibilità di realizzare accordi o alleanze né per Governi normali, né per Governi di scopo". Lo ha detto il senatore Nicola Morra del M5S nell'edizione straordinaria del TgLa7. "Dovremmo valutare fra di noi le situazioni che matureranno - ha poi precisato - ma dal nostro punto di vista non c'e' niente di piu' democratico che un ritorno alle elezioni". Anche con questa legge elettorale? "Noi siamo stati gli unici insieme a Sel a votare la mozione Giachetti, se loro avessero voluto cambiarla l'avrebbero votata: perché invece non l'hanno fatto?".
"A Enrico Letta diciamo una sola cosa: non una settimana di più in condizioni di non governo dell'Italia": così l'ex premier Mario Monti ha spiegato la posizione di Scelta civica ribadendo la convinzione sua e degli esponenti del partito che fanno parte del Governo di andare avanti per senso di responsabilità.
Per Vendola, Tabacci ed Epifani è un "gesto irresponsabile" e "irrazionale". Maroni invece plaude: "Bene ora ci siano le elezioni". Cicchitto storce il naso: "Serviva discussione più approfondita".
"Spero che persone come Lupi, Quagliariello, Sacconi, Gelmini, Lorenzin e lo stesso Alfano, riflettano bene prima di decidere di assecondare, fino alla fine, una deriva populista e irresponsabile che riporta il Paese sul ciglio del baratro e che non corrisponde al sentire di milioni di elettori moderati". Così Luca Cordero di Montezemolo.
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domenica 15 settembre 2013
Schifani: il Pd vuole la crisi di governo. Epifani; se il Pdl stacca la spina al governo, la stacca al Paese
ROMA - "Perché questo atteggiamento nei confronti di Silvio Berlusconi? E' evidente che si voglia arrivare alla rottura. Secondo me, il partito Democratico vuole andare a votare e vuole la crisi di governo". Lo afferma Renato Schifani a "In mezz'ora". ''Sono pessimista sul destino del governo e mi auguro che ciò non avvenga'' perché 'mi interessa la stabilita' del governo e del Paese'' ha poi aggiunto in merito alla possibilità che il governo cada.
''Chiediamo il riconoscimento di un principio, non facciamo melina'' ha spiegato Schifani dicendo di aver visto nei giorni passati ''calendari violenti come se si dovesse espellere un delinquente'' e questo ''mi lascia pensare si voglia far saltare i nervi al Pdl e creare le condizioni di invivibilità'' all'interno del governo.
Infine sull'eventuale voto palese, Schifani ha concluso: "Noi siamo contrari ai blitz. Per arrivare ad un voto palese si dovrebbe addirittura cambiare un regolamento. I regolamenti non si cambiano nel giro di una settimana a colpi di maggioranza ma in maniera condivisa. Sono contrario alle riforme istintive di massa volute dalla mobilitazione delle piazze. Nel caso si voti su questioni personali si deve fare in maniera obbligatoriamente segreta. Il parlamentare deve essere lasciato libero di decidere secondo coscienza".
Se il centrodestra dovesse staccare la spina ''se ne assumerà la responsabilità: non stacca la spina al governo ma la stacca al Paese''. Così Guglielmo Epifani a margine della scuola di politica del Pd in corso a Cortona sul futuro del governo.
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martedì 10 settembre 2013
Giunta elezioni, governo in bilico, stasera alle 20 il passaggio fondamentale
ROMA - Iniziato con uno scontro totale tra Pd e Pdl l'esame della Giunta delle elezioni del Senato del caso Silvio Berlusconi, la situazione si sta avvitando sempre più verso la crisi. Annunciato da settimane dalle dichiarazioni di guerra del Pdl e dalle dure repliche dei democratici, il duro braccio di ferro si è concretizzato tra le mura di S. Ivo alla Sapienza quando il relatore Andrea Augello ha presentato alla Giunta tre questioni pregiudiziali prima ancora di entrare nel merito della decadenza. Il Pdl ha chiesto il rinvio della discussione, pena la rottura totale e l'inizio della crisi di governo. Pd e M5S hanno reagito tirando dritto e chiedendo e ottenendo un voto unico che valga per l'intera relazione e le tre pregiudiziali.
Voto che, se avesse luogo oggi, fungerebbe da ghigliottina per le larghe intese, è stata la linea rossa tracciata in serata da Renato Schifani. Linea che la Giunta sembra apprestarsi a varcare avendo rinviato la discussione a oggi alle 20 e senza escludere, ma neanche confermare, la possibilità di un voto al termine dei lavori. L'aut-aut del capogruppo Pdl è giunto alla fine di una serata trascorsa sul filo della tensione e quasi in contemporanea all'ennesimo muro calato del Pd a qualsiasi cessione a favore del Cavaliere. "Mi pare che il Pd su questo abbia le idee assolutamente chiare e sia assolutamente unito: lo stato di diritto viene prima di qualsiasi cosa", ha puntualizzato il ministro per il Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, a cui hanno fatto eco le parole del segretario Pd Guglielmo Epifani secondo il quale una crisi di governo darebbe frutto "dell'irresponsabilità" del Pdl. Parole che alimentano il potenziale incendio che a breve potrebbe far crollare il governo, con ripercussioni imprevedibili sui mercati, le avvisaglie delle quali sono già visibili.
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domenica 25 agosto 2013
Daniela Santanché: è finita finalmente, il governo Letta cadrà
| Daniela Santanchè |
ROMA - ''È finita, finalmente. Il governo Letta cadrà". Lo afferma la deputata del Pdl Daniela Santanchè in un'intervista a Repubblica "L'ha detto anche il presidente - prosegue - che non dobbiamo aspettarci niente, perché da Napolitano, da Letta e dal Pd niente avremo. Alfano ha capito che aria tirava e si subito allineato. È il più furbo di tutti''. Invece ''Cicchitto, Schifani, Quagliariello, Lupi fanno a gara nel dire che si può mediare, ma sbagliano''.
"Il Pd, così come i più alti vertici delle istituzioni - ha rincarato Sandro Bondi - devono capire che il Pdl è compatto come non mai attorno al presidente Berlusconi. Non faremo gli errori e la fine della Dc e del Psi. Devono saperlo per non fare calcoli sbagliati." Per il coordinatore del Pdl ''le elezioni anticipate sarebbero inevitabili se il Pd votasse la decadenza e nel caso in cui il presidente Napolitano dovesse registrare che non esistono altre maggioranze possibili''. E il candidato premier del partito, dice in un'intervista al Corriere della Sera, sarebbe ''senza dubbio'' Silvio Berlusco
"Non è pensabile che si possano eludere le leggi e non rispettare le sentenze. Ci auguriamo che il Pdl trovi la forza di scindere le questioni giudiziarie dall'azione che il governo sta portando avanti per il bene del Paese e degli italiani". Così Davide Zoggia, responsabile Organizzazione del Pd.
giovedì 25 aprile 2013
Napolitano: servono coraggio e fermezza
ROMA - "Nei momenti cruciali servono coraggio e fermezza". Lo ha ricordato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricordando la Resistenza e il 25 Aprile
"Letta? Poco importa chi guiderà questo governo, importante che ci siano un governo e un Parlamento per approvare provvedimenti urgenti; sono molto preoccupato ma, essendo ottimista di natura, continuo ad essere fiducioso e a combattere". Lo dice Silvio Berlusconi a Tgcom24. "Abbiamo preparato otto disegni di legge e diamo il via e sosterremo qualunque governo possa essere in grado di far approvare questi disegni di legge", ha aggiunto.
venerdì 7 dicembre 2012
Bersani e Casini al Quirinale. Alfano: finita l’esperienza del governo Monti
ROMA - Dopo l'incontro con Alfano e i capigruppo del Pdl, anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani e il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, andranno al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
L'ex ministro e deputato del Pdl, Renato Brunetta, in un'intervista a Libero ha ribadito: "La partita è chiusa. Dei tre partiti che sostenevano il governo Monti, Pdl, Pd e Terzo polo, adesso uno viene meno: il Pdl. Il partito di maggioranza relativa".
"Colleghi del Pdl, pensate o no di avere qualche responsabilità se l'Italia era sul punto più esposto della crisi? Colleghi leghisti venite a dire di recessione: è dal 2007 che perdiamo venti punti di produzione industriale. Attenzione, ci si raccontava che la crisi era psicologica, ci avete raccontato questo, siete stati degli irresponsabili". Lo ha detto il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, nel corso delle dichiarazioni di voto alla Camera sul decreto legge relativo ai costi della politica.
"Il governo non ha mantenuto gli impegni sulle intercettazioni e sulla responsabilità civile dei magistrati". Così Angelino Alfano alla Camera. Il segretario del Pdl considera finita "l'esperienza del'esecutivo Monti".
Paura della crisi di governo, la Borsa cala (-1%)
MILANO - Si inabissa la Borsa. Tra le europee a metà mattina è la maglia nera, (-1%) sull'allarme di una possibile crisi di governo. Oggi sono attesi anche i dati sull'occupazione Usa a novembre, vista in aumento di 85 mila unità, il livello più basso da giugno per gli effetti dell'uragano Sandy. Il differenziale di rendimento tra il Btp e il Bund tedesco sale a 332 punti base
venerdì 11 novembre 2011
Berlusconi spariglia le carte: ricompattiamo il centro destra proponendo un governo Alfano con Mario Monti all'Economia
| Alfano e Berlusconi |
Ricompattare il centrodestra e allargare all'Udc. Questo l'obiettivo di Silvio Berlusconi e dello stato maggiore del Pdl. Un obiettivo che, spiegano fonti di via dell'Umilta', si raggiungerebbe attraverso la nascita di un nuovo Governo targato Pdl e Lega e a cui si aggiungerebbero i centristi. E' su questo, riferiscono le stesse fonti, che il premier e il partito starebbero ragionando in queste ultime ore.
La carta che Berlusconi potrebbe giocarsi e' quella del segretario,Angelino Alfano, quale prossimo inquilino di Palazzo Chigi, con l'economista Mario Monti al posto di Giulio Tremonti in via XX Settembre.
Del resto, e' il ragionamento, il Pdl e la Lega sono ancora maggioranza al Senato. Alla Camera sono sotto di pochi voti e con un'operazione di questo genere, sono convinti in via dell'Umilta', si recupererebbero anche quei 'malpancisti' che sono fuoriusciti o che sono in procinto di abbandonare la maggioranza.
Del resto, e' il ragionamento, il Pdl e la Lega sono ancora maggioranza al Senato. Alla Camera sono sotto di pochi voti e con un'operazione di questo genere, sono convinti in via dell'Umilta', si recupererebbero anche quei 'malpancisti' che sono fuoriusciti o che sono in procinto di abbandonare la maggioranza.
Presupposto di questa nuova strategia, inoltre, e' il fatto che da tempo Pier Ferdinando Casini ha detto pubblicamente che l'Udc sarebbe stato disponibile ad appoggiare un nuovo Governo di centrodestra solo a condizione di un passo indietro di Berlusconi. Passo indietro che il Cavaliere fara' ufficialmente sabato, dopo l'ok finale al Ddl stabilita'.
Quindi, e' la conseguenza diretta, stando alle parole di Casini, non ci sarebbero piu' ostacoli per un Governo di centrodestra che riunifica tutte le forze moderate. Un modo, viene ancora spiegato, per sparigliare le carte e riprendere in mano le fila della trattativa. Il Pdl, inoltre, cosi' mira anche a 'riprendere' la Lega, contraria a qualsiasi ipotesi di Governo diverso e pronta a stare anche all'opposizione.
I primi a dare segnali di insofferenza sono stati stanotte i senatori del Pdl i quali, tra l'altro, hanno rimarcato con forza al presidente del Consiglio, sempre secondo quanto si apprende, che si deve partire dal presupposto che al Senato il centrodestra ha una maggioranza solida. E quindi il boccino non puo' che rimanere nelle mani della coalizione che ha governato fino ad ora.
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mercoledì 9 novembre 2011
Berlusconi al GR1: ineludibile il voto anticipato. E non si rincandiderà, annunciando la possibilità di primarie.
| Berlusconi e Letta all'uscita dal Quirinale |
"Ho anteposto gli interessi del Paese a quelli personali e della mia parte politica". Lo ha detto Silvio Berlusconi al Gr1, spiegando quanto detto nell'incontro al Quirinale con il presidente Napolitano. "Sulla legge di stabilità credo che non ci sia bisogno di porre la fiducia, dato che ho anticipato la mia disponibilità a dare le dimissioni dopo l'approvazione. Credo che basterà un appello che intendo rivolgere all'opposizione", ha aggiunto.
"Io mi sono rivolto al presidente Napolitano in modo che, insieme ai presidenti di Camera e Senato richieda l'accelerazione dei lavori" in modo da arrivare all'ok al pacchetto anti crisi in tempi brevi".
Silvio Berlusconi spiega poi di ritenere ineludibile il voto anticipato. Poi il presidente del Consiglio osserva che "la facoltà di decidere comporta al presidente della Repubblica" che "darà inizio alle consultazioni e - sottolinea il Cavaliere - vedremo il finale...". "io comunque non ricandiderò".
Sugli scenari politici, il premier aggiunge: "A noi piacerebbe" recuperare un rapporto con l'Udc, anche in vista di eventuali elezioni anticipate, "ma abbiamo chiesto più volte al Terzo Polo, a Casini, ai centristi di ricostituire il centrodestra e la risposta è sempre stata negativa. Oggi appare chiaro che ci siano degli accordi di Casini con la sinistra e quindi non credo che ci sia questa possibilità"
Alfano in pole per la premiership del centrodestra ma Silvio Berlusconi, nel corso della Telefonata con Belpietro per Mattino5, fa balenare la possibilita' di primarie, a quanto sembra quando accenna che a decidere chi correra' per la guida del governo, quando si andra' a votare, "saranno le consultazioni tra il milione e duecentomila iscritti al Pdl a stabilirlo". "Io - spiega - penso che in pole position ci sia il nostro bravissimo Angelino Alfano e che ci sara' quindi finalmente, in tutta la politica nazionale, un cambio generazionale".
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Silvio Berlusconi spiega poi di ritenere ineludibile il voto anticipato. Poi il presidente del Consiglio osserva che "la facoltà di decidere comporta al presidente della Repubblica" che "darà inizio alle consultazioni e - sottolinea il Cavaliere - vedremo il finale...". "io comunque non ricandiderò".
Sugli scenari politici, il premier aggiunge: "A noi piacerebbe" recuperare un rapporto con l'Udc, anche in vista di eventuali elezioni anticipate, "ma abbiamo chiesto più volte al Terzo Polo, a Casini, ai centristi di ricostituire il centrodestra e la risposta è sempre stata negativa. Oggi appare chiaro che ci siano degli accordi di Casini con la sinistra e quindi non credo che ci sia questa possibilità"
Alfano in pole per la premiership del centrodestra ma Silvio Berlusconi, nel corso della Telefonata con Belpietro per Mattino5, fa balenare la possibilita' di primarie, a quanto sembra quando accenna che a decidere chi correra' per la guida del governo, quando si andra' a votare, "saranno le consultazioni tra il milione e duecentomila iscritti al Pdl a stabilirlo". "Io - spiega - penso che in pole position ci sia il nostro bravissimo Angelino Alfano e che ci sara' quindi finalmente, in tutta la politica nazionale, un cambio generazionale".
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