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mercoledì 12 febbraio 2014

La Consulta boccia la legge Fini-Giovanardi sulla droga

ROMA - La Consulta ha bocciato la legge Fini-Giovanardi sulla droga, che equipara nelle pene le droghe pesanti a quelle leggere: nella norma di conversione furono inseriti emendamenti estranei all'oggetto e alle finalità del decreto. Torna in vigore dunque la precedente legge Jervolino-Vassalli che invece questa differenza la prevedeva, così come modificata dal referendum del '93, che appunto stabiliva pene più basse per le droghe leggere. Sono circa dieci mila le persone in carcere per reati connessi alle droghe leggere. Ora sarà possibile un ricalcolo delle pene.

sabato 23 marzo 2013

Berlusconi in piazza del Popolo: Bersani è accecato dall’odio contro di noi. Siamo pronti per la campagna elettorale




ROMA - "Grazie per essere qui in tanti siete uno spettacolo straordinario - ha detto Berlusconi dal palco dove si e' presentato da solo e senza occhiali Da oggi la chiameremo piazza del Popolo della Libertà". Così ha esordito in piazza del Popolo a Roma dove c’è stata la affollatissima manifestazione indetta dal Pdl "Tutti con Silvio per un'Italia nuova": "Ci avevano dati per agonizzanti e invece eccoci qui - ha quindi detto il leader del Pdl-. Siamo pronti a una nuova campagna elettorale, per vincere davvero e alla grande".
''Siamo maggioranza del Paese'', ha affermato. ''A Pierluigi Bersani è stato dato un incarico precario''. ''Monti è sempre stato supino alla Germania ora anche all'India'', ha aggiunto Berlusconi, e facendo riferimento alla vicenda ha aggiunto che un Paese ''non dovrebbe mai lasciare soli i propri uomini''. Un ''abbraccio'' ai due marò Latorre e Girone è stato quindi indirizzato, dal palco di piazza del popolo. La folla ha applaudito calorosamente.
''Se Bersani proseguirà nel tentativo assurdo di un governo minoranza sappia che la nostra opposizione sarà durissima nel Parlamento e nelle piazze. Se invece non ci riusciranno, allora l'essenziale è che non facciano perdere tempo al paese si torni subito al voto''. ''Bersani rifiuta il patto con noi perché è accecato dall'odio contro di noi. Hanno invidia per il ceto medio e non gli importa che ci siano tre milioni di disoccupati e stiano nella miseria''. ''Ribadisco la mia fiducia nell'equilibrio di Napolitano'', ha sottolineato Berlusconi.
 ''E' passato più di un mese, dite a Bersani che non ha vinto le elezioni'', ha proseguito il leader del Pdl. ''Ma l'avete visto Bersani? Prima del voto era convinto di avere già vinto'' ed ora ''ha la faccia di uno che ha cercato di smacchiare un giaguaro e il giaguaro lo ha ridotto molto male''. Poi ha lanciato una frecciata a Gianfranco Fini: "Mando un saluto a lui e a tutto il suo club di gentiluomini. Sono convinto che a Montecarlo non se la passi così male''. Stessa musica per Di Pietro e Ingroia: ''Mando un saluto a Di Pietro, spero che le sue braccia che sono tornate all'agricoltura non facciano troppi danni''. Un saluto anche ad Antonio Ingroia: ''Lo hanno mandato in Valle d'Aosta, l'unico posto dove non si è candidato, ora farà le intercettazioni agli stambecchi del Gran Paradiso''.
''La sinistra ha messo le mani sulle presidenze e adesso vuole farlo per la presidenza della Repubblica: sarebbe un golpe un atto ostile contro meta' e oltre del paese. Bersani vuole sequestrare il 100% delle cariche istituzionali, questo e' inaccettabile'', ha poi affermato Silvio Berlusconi. ''Il Capo dello Stato deve essere un moderato del centrodestra, dieci milioni di italiani non possono essere esclusi dalle più alte cariche''. ''Bersani - ha aggiunto - non può deciderlo con Vendola e Monti; e magari invitando Romano Prodi''. ''Bersani non ha mai pronunciato la parola sviluppo, il suo unico problema è togliere di mezzo il signor Berlusconi. Scherzano con il fuoco e non capiscono che persino per un grande Paese come il nostro possono esserci scenari drammatici come Cipro''.
''Questi signori hanno fatto sparire i problemi reali e hanno messo sul tavolo il conflitto d'interesse, la legge sulla corruzione e il falso in bilancio e persino la questione lunare della mia presunta ineleggibilità. Vogliono mettere fuori gioco il leader di 10 milioni di italiani. Una cosa da irresponsabili, e fuori dalla realtà''. ''Presenteremo nei prossimi giorni i primi 4 ddl per abolire e restituire l'Imu e per modificare i poteri del 'mostro' Equitalia. Gli altri chiacchierano, noi lavoriamo per il cambiamento'', ha detto ancora.
''Avete visto ieri Grillo? E' andato da Napolitano travestito da dittatore dello Stato libero di Bananas…''. "Altro che scouting" - ''Bersani lo insegue e tenta con i voti dei grillini di mettere insieme i numeri che non ha. Si tratta di compravendita di parlamentari, non si chiama scouting. E' un ribaltone democratico? No, si chiama scouting. Bersani è diventato british e parla di scouting con un accento perfetto, Sono degli ipocriti e sepolcri imbiancati. Sono sempre gli stessi, è la doppia morale comunista'', aggiunge.

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni, i vip che restano fuori: Fini, Buttiglione, Cesa, Binetti, Ingroia, Di Pietro


ROMA - Molto affollata di nomi noti la lista dei "trombati" di questa tornata elettorale. Ecco la lista dei più "famosi". Al primo posto non si poteva che mettere l'attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini. Anche nell'Udc sono in molti a rimanere fuori dai Palazzi come Paola Binetti, Rocco Buttiglione e il segretario Lorenzo Cesa. Con Rivoluzione Civile restano a casa Antonio Ingroia, Antonio Di Pietro e Giovanni Favia.

giovedì 24 gennaio 2013

Partenza difficile per Monte Paschi in Borsa: -5%


MILANO - Partenza difficile per Mps in Piazza Affari: il titolo, che in avvio di seduta non è riuscito a fare prezzo per la forte corrente di vendite, è entrato agli scambi in calo del 5% a 0,24 euro. In pochi minuti sono stati trattati oltre 50 milioni di azioni della banca senese, contro una media quotidiana recente di circa 300 milioni di 'pezzi' scambiati.
"A Maroni che ha parlato a nome della Lega dico solo una parola: Credit Nord", la banca legata al Carroccio salvata nel recente passato. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, intervenuto ad "Agorà" su Raitre, a proposito delle polemica su Mps.
"Siamo in campagna elettorale e tutto fa brodo, ma la questione è drammaticamente seria. E' vero che il governo Monti ha stanziato 3,9 miliardi a sostegno dell'Mps ma il primo governo a farlo fu quello di Berlusconi con i Tremonti Bonds". Così Gianfranco Fini a 'Omnibus', La7. "Non si tratta di denaro a fondo perduto e la questione non riguarda solo l'Italia ma credo che il governo Monti farebbe bene a riferire subito in Parlamento, anche se è sciolto, e in Commissione, su questa vicenda che deve far riflettere".
"L'amministrazione comunale di Siena certamente, essendo parte della fondazione Monte dei Paschi, si occupa del Monte dei Paschi, è naturale sia così, questo è il suo compito. Nel senso che la proprietà è posseduta da una fondazione di cui sono soci gli enti locali. In questo non c'é nulla di scandaloso. Il PD non si è mai occupato del Monte dei Paschi. Il sindaco non è il PD, è eletto dal popolo, è un'istituzione, non c'é nulla di scandaloso e strabiliante". Così Massimo D'Alema, intervenuto a RTL 102.5, ha risposto alla domanda se si fosse arrabbiato quando ha sentito ieri sera Renzi parlare di responsabilità indiretta. "Mentre il PD non si è mai occupato del MPS, il sindaco se ne è occupato e in particolare il sindaco Ceccuzzi è stato quello che ha chiesto oltre un anno fa un ricambio totale al vertice della banca e lo ha fatto anche sfidando alle resistenze che lo hanno portato alle dimissioni. Sono i fatti, non vedo perché ci si debba arrabbiare", ha concluso.

martedì 15 gennaio 2013

Berlusconi: Monti? Un leaderino spaventato dai sondaggi


ROMA - "Monti è molto diverso da come pensavamo e ci siamo cascati. E' sotto shock per i sondaggi che lo indicano come uno dei leaderini del centro". Lo afferma Silvio Berlusconi stamattina a "Omnibus". "Il nostro avversario è Bersani, Monti ha rivelato il patto pre-elettorale con Bersani, si è presentato sotto mentite spoglie di indipendenza ma è una protesi della sinistra. Tutti i voti dati a lui vanno alla sinistra", spiega il leader del Pdl che reagisce così alle accuse che gli ha rivolto il premier durante la trasmissione “Porta a Porta” di ieri sera nella quale lo ha tacciato di “pifferaio magico” 
"Fini e Casini hanno partiti di proprietà". Parte poi così il nuovo attacco di Silvio Berlusconi ai centristi. Il leader del Pdl sottolinea  come "dato che loro sono sempre vicini alla famiglia, hanno introdotto il quoziente familiare nei partiti, avendo candidato 4 figli di parlamentari precedenti, il nipote di De Mita e il genero e la cognata di Casini".
"Sotto processo dovrebbero andare i giudici di Milano, che sono mostruose macchine di diffamazione" ha affermato anche Berlusconi, il quale sottolinea come il pm del processo Ruby, Ilda Boccassini, "dovrebbe andare sotto processo per aver impiegato risorse dello Stato su un'accusa inesistente".

mercoledì 9 gennaio 2013

Elezioni, il clima si scalda: Monti frena sul Pd, Bersani lo attacca, il Pdl su Ingroia


ROMA - Mario Monti temporeggia sulle possibili alleanze dopo l'invito dei vertici del Pd. "Mi sembra prematuro questo discorso - dice il premier dimissionario -, perché io credo che nella campagna elettorale dobbiamo tutti schierarci in modo pacato sui problemi e successivamente verranno le alleanze". "Spero - continua Monti - di non essere" la stampella "né di Bersani, né di nessuno: spero di essere la scala di ingresso della società civile italiana".
"Voglio capire da Monti e dal centro contro chi combattono". Lo ha detto il leader del Pd, Pier Luigi Bersani a Sky Tg24. Al giornalista che gli fa notare che Monti probabilmente cerca di essere decisivo al Senato per dar fastidio al Pd, il segretario del Pd risponde: "Sono illazioni, ma questa domanda la faccia a Monti, sono curioso di saperlo anch'io".
"Dalle parole di Pisanu traggo argomenti ulteriori per confermare la bontà della mia scelta di entrare in Parlamento. Una trattativa senza mandato politico? Credo che il presidente non abbia ben idea di quello che é accaduto in Italia. Ci sono le prove che la trattativa aveva mandanti politici e che fu portata avanti proprio per realizzare il patto politico mafioso". Così Antonio Ingroia, candidato leader per la lista Rivoluzione Civile, dopo le parole di Giuseppe Pisanu, presidente della commissione Antimafia.
"Anche oggi Ingroia attacca Berlusconi con un linguaggio poco consono ad un rappresentante delle istituzioni. Per la gente comune è sempre più difficile pensare che l'Ingroia magistrato agisse diversamente da quanto sta esprimendo in questi giorni come politico. Ciò conferma quello che abbiamo sempre pensato di lui". Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, commentando le dichiarazioni dell'ex pm Antonio Ingroia.
"La lista unitaria per il Senato è sostanzialmente già chiusa, sarà Monti ad annunciare altri nomi se lo riterrà opportuno, ma si sono chiusi tutti gli incontri e le riunioni", ha detto il leader di Fli Gianfranco Fini a Tgcom24. Per Fli, ha continuato Fini, al Senato correranno Della Vedova, Bongiorno, Consolo, Ruben e Baldassarri. E ancora ha aggiunto: "Ritengo di avere il dovere di guidare le liste di Fli alla Camera, che sono sostanzialmente pronte".

mercoledì 2 gennaio 2013

Berlusconi: meglio un voto al Pd che ai centrini di Monti, Casini e Fini


ROMA - "Per evitare fenomeni scandalosi come quelli di cui si sono resi protagonisti Lusi, Fiorito e Penati, abbiamo deciso di mettere in lista persone che che non hanno bisogno di arricchirsi con la politica". A dirlo è il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, intervenendo a Canale Italia. "Queste persone stanno per sottoscrivere un patto per la riduzione del 50% dei componenti di Camera e Senato, e contemporaneamente il dimezzamento degli emolumenti".
Sull'esito del voto, Berlusconi afferma: "Io spero che i moderati si facciano consapevoli del fatto che i voti del centrino sono tutti voti che vanno a favore del Pd di Bersani o al partito di Vendola. Credo che non si possa votare per Monti se non su una base di simpatia personale, non vedo altri motivi".
"Spero - aggiunge - che gli elettori scelgano la strada migliore, diano il voto direttamente al Partito democratico, piuttosto che sostenere il centrino di Fini, Casini e Monti".
''Con gli attuali assetti l'Italia è un paese ingovernabile, occorre mettere mano alla Costituzione'', precisa poi, riferendosi alla situazione istituzionale. ''Il presidente del consiglio - spiega Berlusconi - non può cambiare un ministro: se lo deve fare deve sfiduciare se stesso. Inoltre non esiste il decreto legge se non sotto il vaglio del presidente della Repubblica. Il disegno di legge mediamente ci mette 450 o 600 giorni a passare il vaglio di Camera e Senato e quando diventa legge di originale mantiene solo il titolo''.
Secondo l'ex premier ''la Corte costituzionale poi è un organismo politico di sinistra, con 7 componenti di sinistra e 4 di centrodestra. Gli ultimi tre presidenti della Repubblica hanno mandato lì i loro amici, rendendone il luogo dove vengono cassati i provvedimenti del Governo. Capisco il timore dei padri costituenti nel dare troppo potere al Governo rischiando il riaffacciarsi di un regime, ma in questo assetto, al Governo vengono dati poteri residuali e messi mille inciampi''.

lunedì 31 dicembre 2012

Berlusconi insiste: commissione d’inchiesta, su spread, Fini e Napolitano


ROMA - Silvio Berlusconi ha ribadito l'intenzione, in caso di vittoria alle elezioni, di creare una commissione di inchiesta parlamentare sulla caduta del suo governo nel 2011 e la nascita del governo Monti. "Lascero' a una commissione, che se avremo la responsabilita' di governare potremo far nascere in parlamento, un'indagine su quel che successe allora", ha spiegato il leader del Pdl a Radio Capital.
 
"Certamente ci fu un uso criminale dello spread che nessuno conosceva, e che portava a un aumento solo di 2 punti e quindi intorno a 5 miliardi di spesa in piu' nel 2011. Di fronte di 800 miliardi di spesa pubblica nell'anno, 5 miliardi sono un'inezia che si può, come abbiamo trovato modo di non far pagare l'Imu agli italiani, recuperare in piccolissimi aggiustamenti di tasse su giochi, scommessi, tabacchi e alcolici"
.Dunque, cinque miliardi "non giustificavano quella campagna di aggressione nei confronti del nostro governo", ha insistito Berlusconi, "sono stati tanti gli interventi che hanno concorso in quella direzione, primo tra tutto il tradimento di Fini. Quale e' stata la promessa fatta a Fini perche' compisse quell'atto di tradimento degli elettori e contro le leggi della democrazia? Credo che ne verranno fuori delle belle, anzi delle brutte".
La commissione di inchiesta sulla nascita del governo Monti dovrà accertare anche il ruolo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano su cui Silvio Berlusconi non ha vuole esprimere opinioni. "Non voglio dare giudizi al riguardo, sarà una commissione di inchiesta eventualmente a far emergere ruoli che ciascuno ha svolto in quell'occasione", ha detto il leader del Pdl.

mercoledì 19 dicembre 2012

Quattro liste per Monti. Berlusconi: Fini e Casini “orridissimi”, mi presento, decade l’offerta al premier


ROMA - I movimenti al centro  - riportano le indiscrezioni dei quotidiani - prevedono una federazione di liste per Monti ormai definita: quattro listoni tra cui Udc e Fli, Montezemolo e i transfughi del Pdl. Oggi l'ex presidente della Ferrari dovrebbe annunciare infatti la lista di Italia Futura.
Ieri sera a Porta a Porta Inizialmente Berlusconi aveva spiegato che "se Monti sciogliesse il dubbio e dicesse di essere disposto a fare il candidato premier di tutti i moderati io farei un passo indietro da candidato premier e sarei felicissimo. Lui avrebbe sotto di sé un Pdl che è sempre stato leale al governo tecnico e non gli ha mai votato contro". Successivamente, però, si è corretto: "Dopo quello che ha detto Casini si mette fine a questa possibilità. Non credo che a Monti convenga mettersi in un partito con Casini e Montezemolo, passerebbe da deus ex machina a piccolo protagonista della Repubblica". E ha definito Casini e Fini “orridissimi”.
 "Punto al 40%, avendo una montagna di argomenti” - ha aggiunto -  spiegando che in Italia “non c'è alternativa alla mia proposta". 
"Già con la mia apparizione il mio partito è salito di 4 punti" ha affermato Silvio Berlusconi, spiegando che "ho molto da recuperare" in merito alle presenze in tv. "Da quando non mi sono presentato al pubblico noi abbiamo avuto un degrado nel consenso che ci ha allontanato molto dai numeri della sinistra - ha aggiunto - Ho ritenuto di tornare in base a sondaggi e focus secondo la cui indicazione io sarei in grado di far avere un numero di consensi più alto".
Berlusconi è quindi tornato a parlare del rischio che l'Italia possa uscire dall'euro qualora la Bce non "faccia la vera banca" con l'eventualità di "poter stampare moneta". "Se non si cambia linea economica in Europa e non si danno più poteri alla Bce - avverte Berlusconi - saremo costretti, sfortunatamente, a uscire dall'euro e tornare alla nostra moneta per essere competitivi con i prodotti tedeschi".
Nessuna "tensione" o "frattura" tra il presidente della Repubblica e il premier Monti. Lo precisa lo stesso capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in una lettera inviata a "La Stampa" in cui sottolinea che la "temperatura dei colloqui" svoltisi in queste settimane non è affatto "gelida". Napolitano chiarisce tra l'altro che ogni decisione relativa al nuovo governo "nascerà dalle consultazioni post-elettorali con tutti i partiti".

venerdì 16 novembre 2012

Voto regionale il 10 marzo. Election day possibile se si approva la legge elettorale


ROMA - Il Capo dello Stato suggerisce di andare al voto il 10 marzo per il rinnovo dei consigli di Lazio, Lombardia e Molise. E' quanto si legge in una nota diffusa dal Quirinale dopo l'incontro al Colle tra Giorgio Napolitano, i presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini e il premier Mario Monti.   Rimessa invece all'esercizio di una prerogativa propria ed esclusiva del Presidente della Repubblica, e' la questione delle elezioni per il rinnovo delle Camere. In proposito si ricorda che il Capo dello Stato aveva rilevato, il 3 novembre scorso, la carenza, fino a quel momento, di condizioni oggettive e di "motivazioni plausibili" per un'anticipazione sia pur lieve della convocazione delle elezioni politiche. Si attende dunque il verificarsi delle condizioni opportune per la decisione che la Costituzione riserva al Capo dello Stato". Lo si legge nel comunicato del Quirinale, al termine del vertice della massime cariche dello Stato.
  Napolitano ritiene "ineludibile" l'approvazione della legge di stabilita' e della legge di bilancio, "auspicabile" una nuova legge elettorale.
  "Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell'incontro con i Presidenti del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Consiglio dei Ministri, ha richiamato l'auspicio da lui espresso in tempi recenti che si proceda verso 'una costruttiva conclusione della legislatura ancora in corso, cosi' da portare avanti la concreta attuazione degli indirizzi e dei provvedimenti definiti dal governo e approvati dal Parlamento'".E' quanto si legge in una nota del Quirinale.
  "Adempimenti prioritari e ineludibili nel corso delle prossime settimane appaiono comunque l'approvazione finale in Parlamento della legge di stabilita' e quindi quella della legge di bilancio per il 2013", si sottolinea. Il Presidente della Repubblcia Giorgio Napolitano e' tornato ad auspicare che si arrivi a una riforma della legge elettorale prima delle elezioni. "L'esigenza di regole più soddisfacenti per lo svolgimento della competizione politica e a garanzia della stabilità di governo, e le aspettative dei cittadini per un loro effettivo coinvolgimento nella scelta degli eletti in Parlamento, rendono altresì' altamente auspicabile la conclusione - invano a piu' riprese sollecitata dal Presidente della Repubblica - del confronto in atto da molti mesi per una riforma della legge elettorale", si legge nella nota diramata dal Quirinale.
  "Il Capo dello Stato ha richiamato l'orientamento e l'impegno a concordare tale riforma che erano risultati già dagli incontri da lui tenuti alla fine dello scorso mese di gennaio con gli esponenti dei cinque partiti rappresentati in Parlamento", si spiega nella nota.
  "Una costruttiva conclusione della legislatura - dettata anche dalla serieta' dei problemi che il paese ha di fronte e dall'acutezza di fenomeni di disagio sociale che si vanno manifestando - sconsiglia un affannoso succedersi di prove elettorali". 

giovedì 15 novembre 2012

Fini: mi candiderò con Casini in una lista per Monti


ROMA - Fini con Mario Monti alle prossime elezioni. Il presidente della Camera ha detto che si ricandiderà al Parlamento "perché è giusto che a giudicarmi siano gli elettori". Lo farà nella "lista per l'Italia a cui stiamo lavorando con Casini e gli amici dell'Udc che chiami a raccolta le energie migliori nell'ambito politico, sociale e professionale di chi non vuole archiviare dopo il voto la cosiddetta 'agenda Monti'" e sia "convinto che il Paese non possa fare a meno della sua esperienza e credibilità e debba avere un governo politico".

Una lista, ha spiegato Fini alla trasmissione radiofonica Radio anch'io, che intende "essere presente alle elezioni come alternativa a un governo delle sinistre ed è deluso da una certa deriva populista e radicale dall'altra parte".

Fini ha inoltre sottolineato la convinzione di una "significativa convergenza" fra questo suo progetto politico e quello di Luca Cordero di Montezemolo e della sua associazione "ItaliaFutura'" che sabato prossimo a Roma scoprirà le sue carte in vista delle prossime elezioni. "Bisognerà aspettare di sentire le sue parole - ha concluso Fini - ma sono convinto condivida e converga sulla necessità per il Paese di portare avanti con un governo politico l'agenda Monti e non fare a meno di una personalità come Mario Monti".

domenica 11 novembre 2012

Alfano: no al Monti bis e anche a Fini


ROMA . Chiude all'ipotesi del Monti-bis e chiude anche a Gianfranco Fini. E lancia l'ipotesi che per le primarie il Pdl possa cambiare nome e simbolo. Parla in televisione, il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Si comincia con il ventilato Monti-bis. ''Per noi il Monti bis non esiste perche'non vogliamo fare nessun accordo con Bersani e la sinistra''. E per rafforzare il concetto aggiunge: "Questo governo non avrà una fotocopia, è un pezzo unico. E' come un Gronchi rosa, un francobollo tra i più pregiAti e rari". 
Poi dopo l'apertura di Fini nei giorni scorsi, chiude la porta al leader di Fli. ''Siccome sono stato sempre attento ai commenti di amici e follower su twitter, i commenti su una sola apertura a Fini mi hanno definitivamente convinto: la storia di Fini con l'elettorato di centrodestra e' chiusa''.
E dice che il Pdl ''potrebbe decidere di cambiare nome e simbolo in queste primarie''.
E a proposito delle primarie, Alfano ne rivendica la legittimità e l'utilità. 'Con le primarie noi stiamo facendo la scelta giusta. Non e' il capriccio del sottoscritto ma riconosciuta anche dal presidente Berlusconi in tanti passaggi pubblici. Tanti anni fa non ci sarebbe stato Barack Obama se non ci fossero stare le primarie, l'apparato avrebbe scelto la Clinton''. 

venerdì 9 novembre 2012

Fini apre ad Alfano “se farà chiarezza su Monti”


ROMA - Se Alfano farà "chiarezza sul rapporto con il governo Monti e soprattutto sulla necessità per l'Italia di continuarne l'azione riformatrice anche dopo le elezioni, allora "si potrà davvero aprire una pagina nuova per tutti i moderati italiani. E personalmente ne sarò lieto". Così Gianfranco Fini in una nota sul confronto nel Pdl.

"L'aspro confronto in corso nel Pdl - sostiene il leader di Fli in una nota - va seguito con interesse per capire se emergerà una identità politica veramente in sintonia con il Ppe e quindi, in quanto tale, alternativa in termini programmatici alle Sinistre e mille miglia lontana dalla demagogia estremista, populista e antieuropea di tanti esponenti del PDL e della totalità della Lega". "Il vero banco di prova per Alfano - sottolinea il presidente della Camera - non è nella definizione delle regole per le Primarie, ma nel far chiarezza sul rapporto col Governo Monti e soprattutto sulla necessità per l'Italia di continuarne l'azione riformatrice anche dopo le elezioni. Solo se ciò accadrà si potrà davvero aprire una pagina nuova per tutti i moderati italiani. E personalmente ne sarò lieto".

giovedì 18 ottobre 2012

Fini: mai mentito agli italiani


ROMA - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha replicato alle accuse sollevate da "L'Espresso" sulla casa monegasca di An. "Non ho mai mentito o nascosto qualcosa agli italiani e per questo continuerò il mio impegno politico a testa alta", ha dichiarato. "L'unica certezza - ha sottolineato - è l'archiviazione in sede giudiziaria della denuncia a mio carico. Non intendo farmi condizionare dalla ciclica comparsa di documenti più o meno autentici".

La casa di Montecarlo: l’Espresso rivela che fu comprata da un fiduciario del cognato di Fini

la casa di Montecarlo e Gianfranco Fini

ROMA - Torna alla ribalta il caso della casa monegasca di An affittata al cognato di Gianfranco Fini. A riportare la vicenda sotto i riflettori è un'inchiesta de "L'Espresso". L'acquirente formale della casa nel Principato "affittata" a Tulliani era tale James Walfenzao. Ora 'l'Espresso' ha  scoperto che questo signore però era un fiduciario dello stesso Tulliani: che ha usato i suoi servizi per aprire proprio una società di compravendite immobiliari a Saint Lucia, nei Caraibi
Ciò stando a una serie di documenti inediti sequestrati al re delle slot machine, Francesco Corallo. L'Espresso racconta infatti come nel gennaio 2008 Giancarlo Tulliani aprì nel paradiso fiscale una società rimasta finora sconosciuta, la Jayden Holding, che aveva come attività le compravendite immobiliari; per farlo si appoggiò proprio a James Walfenzao, lo stesso fiduciario che figura come rappresentante legale della Printemps, la società di Saint Lucia che nel luglio 2008 acquistò da An l'appartamento di Montecarlo.

I documenti, sottolinea il settimanale, sono emersi durante la perquisizione effettuata nell'abitazione romana di Corallo, nell'ambito dell'inchiesta sui finanziamenti concessi dalla Banca Popolare di Milano al proprietario del gruppo Betplus (ex Atlantis World). Si tratta di una serie di fax inviati durante i primi mesi del 2008 dagli uffici di Corallo allo studio di Montecarlo di Walfenzao, che tra i suoi molti ruoli ricopre anche quello di rappresentante legale del trust a cui sono intestate le quote del gruppo Atlantis.

"Tra il marzo e il giugno del 2008 - scrive la rivista - Corallo mandò a Walfenzao una copia del passaporto di Giancarlo Tulliani, una copia di quello della sorella Elisabetta e un modulo per l'apertura di un conto corrente a Saint Lucia intestato alla Jayden Holding. Nel modulo, l'effettivo titolare della società viene indicato proprio in Giancarlo Tulliani". La Jayden Holding, costituita nel mese di gennaio del 2008, aveva come attività la compravendita di unità immobiliari. Secondo L'Espresso, "la società offshore di Tulliani è stata chiusa nel maggio 2011 ed era rappresentata da un legale di nome Cathy Walfenzao, con uffici allo stesso indirizzo di Montecarlo del più famoso James. Nelle carte sequestrate non ci sono però altri elementi che permettano di capire quali operazioni immobiliari abbia effettuato nei suoi tre anni e mezzo di vita la Jayden Holding".

giovedì 11 ottobre 2012

Il bimbo trascinato via dalla polizia davanti a scuola: Manganelli chede scusa. Intervengono Schifani e Fini

Il bimbo prelevato di peso

 ROMA - ''Profondo rammarico'' per quanto avvenuto a Padova (il bambino tolto alla mdre e trascinato per strada dalla polizia, mentre si riiutava di seguire gli agenti) è stato  espresso dal capo della Polizia, Antonio Manganelli, che porge le sue scuse ai familiari del bimbo prelevato da scuola a Cittadella (Pd) e assicura ''massimo rigore nell'inchiesta interna avviata''.
Renato Schifani ha chiesto chiarimenti al Capo della Polizia Manganelli sull'episodio di Padova. Questo il comunicato del Senato: “Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha chiesto urgenti e tempestivi chiarimenti al Capo della Polizia Antonio Manganelli sul gravissimo episodio che ha visto, a Padova, trascinare con forza un bambino di 10 anni da personale della Polizia di Stato fuori dalla scuola per essere condotto in una casa-famiglia. Questo in esecuzione di un provvedimento della Magistratura. Le immagini proiettate ieri sera dalla trasmissione 'Chi l'ha visto hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. I bambini hanno diritto ad essere ascoltati e rispettati - precisa il Presidente del Senato - e ogni provvedimento che li riguardi deve essere posto in essere con la prudenza e l'accortezza imposti dalla loro particolare situazione minorile. Comportamenti come quello al quale abbiamo tutti assistito, meritano immediati chiarimenti ed eventuali provvedimenti".
Il Presidente della Camera, Fini, che ha avuto un colloquio telefonico con il questore di Padova, ha chiesto al Governo di riferire quanto prima in considerazione delle richieste di informativa e delle interrogazioni parlamentari presentate in merito da deputati di vari gruppi sulla vicenda.
Le fasi concitate dell'opposizione dei contrasti tra agenti e i familiari sono state riprese in un video, pare girato da un'altra parente, che e' stato trasmesso da ''Chi l'ha visto''. No alla diffusione di immagini e dettagli lesivi della dignità del bambino prelevato a scuola dalle forze di polizia: è il richiamo del Garante per la privacy ai media e ai siti web. L'Autorità si riserva comunque di adottare eventuali specifici provvedimenti a tutela del minore. 
"E' incivile che il nostro bambino sia stato portato via in questo modo" dice tra le lacrime, la madre del bambino. La madre del bambino, assieme ai nonni del piccolo ed una mezza dozzina di mamme, ha messo in atto stamane una protesta con dei cartelli davanti alla scuola.
Sui cartelli scritte come "I bambini non sono né bestie né criminali, liberatelo" e ancora "i bambini vanno ascoltati”. “Da sei anni mia figlia vive un incubo e noi con lei - spiega il nonno - mia figlia ha ricevuto 23 querele dal suo ex marito, tutte archiviate. Il bambino vive con lei e non vuole vedere il padre che è percepito dal piccolo come troppo autoritario. Quello che è successo ieri è incredibile".
Il bambino era visto dal padre, secondo gli accordi successivi alla separazione avvenuta otto anni fa, una volta alla settimana in colloqui protetti e trascorreva con lui due fine settimana al mese. Il padre, però, ha ottenuto recentemente dal tribunale dei minorenni una ordinanza che stabilisce la necessità dell'allontanamento dalla casa materna del bimbo, che attualmente si trova in una casa famiglia a Padova, in carico ai servizi sociali.
Secondo quanto stabilito dal giudice della corte d'appello della sezione minori di Venezia, va recuperato il rapporto con il padre e per questo gli agenti ieri, assieme al consulente tecnico del pubblico ministero e ai tecnici dei servizi sociali, hanno prelevato il bambino da scuola.
Nel mese di agosto e settembre altri due tentativi di portare via il piccolo dalla casa materna erano falliti per l'opposizione del bimbo, che per non essere portato via dalla madre, si era nascosto sotto al letto. Di qui la decisione di intervenire a scuola.
"Ho salvato mio figlio e ora sta bene, è sereno. L'importante è questo. Ho pranzato, giocato alla playstation e poi cenato con lui e l'ho messo a letto. Era anni che non lo facevo ed è stata una bella emozione". Così racconta il padre, avvocato, del ragazzino. Il padre dice anche di essere riuscito ad abbracciare il figlio dopo che per tanti anni "ciò é stato impedito a me e ai miei famigliari, non solo dalla madre ma anche dai suoi parenti".
"E' stata una spettacolarizzazione messa in atto dai familiari materni in una vicenda complessa": così il questore di Padova, Vincenzo Montemagno, ha commentato l'intervento. Montemagno ha evidenziato che è stato lo stesso padre del minore a chiedere un aiuto a un agente per prenderlo, visto che si divincolava, e farlo salire in auto.

domenica 30 settembre 2012

Fini e Casini si rialleano nel nome di Monti


AREZZO - Fini e Casini di nuovo alleati. Ad Arezzo il presidente della Camera e leader di Fli parlando durante l'assemblea dei Mille ha detto che è arrivato il momento di impegnarsi per dar vita a «una sorta di una grande lista per l'Italia, una lista civica nazionale, un rassemblement che chiama a raccolta le energie sane, senza personalismi». Il leader dell'Udc ha dichiarato la sua adesione. Fini ha subito ribadito l'endorsement a un Monti bis perché il «governo dei professori non può essere una parentesi». E «se, come è mio auspicio, si forma una lista civica nazionale e chiaramente è candidato alla guida del governo il senatore Monti, se questa lista vince poi le elezioni, il presidente Monti a Palazzo Chigi ci rimane». Se creiamo un contenitore che «sta tra il Pdl e il Pd», alternativo al «grillismo», «io aderisco a questa lista». Così il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha aperto alla lista per l'Italia, lanciata da Fini.

sabato 29 settembre 2012

Violentissimo attacco di Fini a Berlusconi a “Otto e mezzo”. E’ “un corruttore, per lui provo disgusto. E mi quereli pure”. E l'ex premier lo annuncia

"Che fai, mi cacci?"

ROMA - Violentissimo attacco di Gianfranco Fini a Berlusconi durante la trasmissione “Otto e mezzo” di La7. Gli ha dato più volte del “corruttore”, in riferimento alla lettera (non spedita) di Lavitola che a Belusconi ricordava la vicenda della casa di Montecarlo e i 500mila euro da lui (Lavitola) portati a Santa Lucia allo scopo di “creare” il famoso documento sulla proprietà dell’immbile e il ruolo del cognato di Fini. Il presidente della Camera ha di conseguenza ammesso che il governo di Santa Lucia era stato “corrotto” dall’emissario dell’ex premier. Il presidente della Camera si dice "profondamente indignato" e ora spera "che gli italiani capiscano chi è Berlusconi" per il quale "prova disgusto". Poi conclude: "era tutto organizzato. Ma ci avevano avvisati, ho fatto il ministro degli Esteri, qualche amico c'é, anche a livello di intelligence. Ci avevano avvisati che quel documento era falso e Italo Bocchino lo dichiarò in televisione. Il documento fornito dalla stato di Santa Lucia era una patacca". "Provo disgusto nei confronti di una persona che davvero merita di essere conosciuto per quello che autenticamente è. E non mi riferisco a Lavitola" ha aggiunto Fini. "Il dolore è stato tanto. Ho saputo questa notizia mentre venivo in macchina, con mia moglie non ho ancora parlato ma credo che quando arriverò a casa l'argomento sarà d'obbligo" ha concluso.
Silvio Berlusconi, in relazione alle dichiarazioni di questa sera di Gianfranco Fini, "ha dato ampio mandato ai suoi legali di esperire tutte le più opportune e necessarie azioni giudiziarie". Lo rende noto il portavoce del presidente del Pdl, Paolo Bonaiuti.  "Ne sono lieto. Ci vedremo in tribunale". Così il Presidente della Camera Gianfranco Fini commenta con l'ANSA l'annuncio di Silvio Berlusconi
La lettera per Silvio Berlusconi è stata rintracciata dagli inquirenti sul computer di Carmelo Pintabona, destinatario di una misura cautelare con Valter Lavitola per la presunta estorsione all'ex premier Silvio Berlusconi. L'avrebbe scritta proprio l'ex direttore del quotidiano 'L'Avanti', giàin carcere per corruzione internazionale e per indebite percezioni di fondi per l'editoria, e ora è agli atti nell'inchiesta condotta dai pm napoletani Piscitelli e Woodcock. "Non so se le Sue prese di distanza sono reali, o frutto di un misto di istinto di conservazione, vigliaccheria e cattivi consigli o, come spero, di un giusto e normale gioco delle parti", si legge nella missiva. Lavitola continua affermando che Silvio Berlusconi sarebbe stato in debito con lui perché questi aveva 'comprato' il senatore Sergio De Gregorio, che lascio' l'Idv per aderire al centrodestra. Nella lettera Lavitola sottolinea i suoi presunti interventi per favorire la caduta del governo Prodi. E afferma, in particolare, di "aver tenuto fuori dalla votazione cruciale Pallaro, fatto pervenire a Mastella le notizie dalla procura di Santa Maria Capua Vetere da dove erano arrivate le pressioni per il vergognoso arresto della moglie".
Sostiene anche di "aver lavorato Dini" assieme "a Ferruccio Saro e al povero Comincioli. Cio' - scrive - dopo essere stato io a convincerLa a tentare di comprare i Senatori necessari a far cadere Prodi". E poi parla dei 500mila euro di rimborso spese, per i documenti relativi alla Casa di Montecarlo"Il riferimento è al suo viaggio a Santa Lucia, in Centramerica, per procurare atti che avrebbero dovuto dimostrare che proprietario effettivo dell'appartamento (un tempo appartenuto ad An) era il cognato di Fini.
Scrive Lavitola: "Io ce ne ho messi almeno altri 100mila. Martinelli (il presidente di Panama, ndr) ha contribuito con 150mila euro oltre che con il volo privato da Panama a Roma (circa 300mila euro), quando - scrive a Berlusconi - Le portai i documenti originali di Santa Lucia. Certo non potevo rischiare a Roma che me li trovassero (li portarono fuori i piloti). Ovviamente Le ho restituito le somme compensandole con altre partite. Tutte somme non concordate con Lei (ma di cui lei era a conoscenza) e che quindi non voglio essere restituito. Mentre per Tarantini le devo io 255.500 euro (che è ovvio le restituirò)".
 Lavitola afferma, poi, che l'ex premier gli promise un posto nel governo. Lavitola elenca una serie di presunti impegni presi dal leader Pdl. "Lei mi ha ha promesso: più volte di entrare al Governo (persino mi chiamò dopo la nomina della Brambilla e con onestà mi disse che era dispiaciuto di non riuscire solo con me a mantenere la parola); di mandarmi al Parlamento Europeo (alle precedenti presi da solo 54mila preferenze); di entrare nel Cda della Rai; che il primo incarico importante che si fosse presentato sarebbe stato per me (inizio 2010), di collocare la Ioannuci nel cda dell'Eni; di nominare Pozzessere almeno direttore generale di Finmeccanica". 

domenica 11 dicembre 2011

Fini e Shifani: "quanto prima" taglieremo gli stipendi di deputati e senatori


ROMA - "Non corrisponde al vero quanto ipotizzato da alcuni organi di informazione circa la presunta volonta' del Parlamento di non assumere comportamenti in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti". E' quanto affermano i presidenti di Senato CameraRenato Schifani eGianfranco Fini a proposito del taglio degli stipendi dei parlamentari.
I presidenti Renato Schifani e Gianfranco Fini chiedono al presidenteIstatEnrico Giovannini, di concludere "nel piu' breve tempo possibile i lavori della commissione" incaricata di studiare le indennita' parlamentari in Europa "per poter subito procedere" al taglio delle indennita' in Italia. E' quanto si legge in una nota.

La presa di posizione dei presidenti delle Camere è intervenuta a interrompere la bufera che si stava scatendando dopo che ieri la maggioranza Pdl-Pd-Terzo Polo aveva chiesto la modifica della norma prevista nel decreto 'salva Italia', a salvaguardia dell'autonomia del Parlamento dal governo.

L'intervento aveva fatto sorgere più di un sospetto sull'ettiva volontà delle forze politiche di adeguarsi ai sacrifici chiesti al Paese, anche se oggi leader e capigruppo di centrodestra e centrosinistra, centro e centrodestra si sono affrettati a negare ogni volontà dilatoria. Da qui la decisione della seconda e terza carica dello Stato di scendere in campo direttamente, impegnando in prima persona le Camere ad un intervento senza ritardi.


Mentre i deputati italiani percepiscono una media di 11.700 euro netti al mese tra stipendio e indennità varie, in Europa la media è di 5.339 euro. Più nel dettaglio si scopre che i tedeschi prendono 7.009 euro, i francesi 6.892 euro, gli austriaci 8.882 euro, gli olandesi 7.177 euro. Solo per fare qualche esempio. Certo, non sarà falcidiando gli stipendi dei deputati e dei senatori che si sistemeranno i conti dello Stato, ma serve dare un segnale. Soprattutto di trasperenza. Magari partendo da una semplice constatazione: all'estero tutti i rimborsi vanno certificati con giustificativi, perché da noi no?
  

giovedì 24 novembre 2011

Misure economiche, in Parlamento corsia veloce. E Monti vola a Strasburgo


 ROMA - Il Parlamento spiana la strada al governo sulle misure economiche che serviranno ad affrontare l'"emergenza". Renato Schifani e Gianfranco Fini hanno incontrato Mario Monti a palazzo Giustiniani alla vigilia del decisivo triangolare di oggi con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy e assicurano "percorsi parlamentari agevoli, condivisi e veloci per l'esame degli interventi in materia economica", compreso la riforma costituzionale sul pareggio di bilancio.
Monti dunque ottiene il lasciapassare dei presidenti di Senato e Camera affinche', nel momento in cui le ipotesi sul tappeto diventeranno provvedimenti di legge, questi potranno essere efficaci nell'immediato. Il piano di lavoro che Monti avrebbe riferito a Fini e Schifani, secondo quanto si apprende, sarebbe quello di investire gia' dalla settimana prossima il Parlamento delle decisioni in materia di crisi.
Ma considerato che da qui a Natale ci sono poco piu' di tre settimane di lavoro effettivo, si sarebbe convenuto sul fatto che le principali questioni vengano affrontate e approvate entro quella data. E' possibile che alcune misure possano essere gia' discusse dal Consiglio dei ministri di domani, anche se fonti di governo escludono che possa gia' parlarsi entro la fine di questa settimana del pacchetto 'emergenza' con le misure su Iva e Ici.
Nel pre-consiglio di ieri, secondo quanto risulta, non sarebbero stati affrontati questi temi, mentre si sarebbero messi a punto una serie di interventi a sostegno delle popolazioni colpite dal maltempo di questi giorni. Sembrerebbe invece confermato che le riforme che riguardano il mercato del lavoro e la previdenza saranno rinviate a gennaio. 

Il governo si appresterebbe a varare una nuova manovra economica da quindici miliardi. Si tratta di una maovra correttiva che dovrebbe riguardare il prossimo biennio e che punta dritta al pareggio di bilancio previsto dallo scorso esecutivo. Il lavoro che si sta svolgendo riguarda l’accelerazione dei programmi economici che dovranno essere portati all'Unione europea per la fine del mese di novembre, con l'Eurogruppo fissato al 29 novembre, e con il Consiglio europeo, appuntamento fissato all'8 dicembre..
Nel merito, allo studio dell'esecutivo i dettagli sui punti indicati da Monti nelle sue uscite pubbliche: ritocco dell'Iva (del 10% e del 21%), revisione delle rendite catastali, e dell'imposizione fiscale sugli immobili, reintroduzione dell'Ici sulla prima casa che tenga conto dello 'stato' dei contribuenti cui sara' applicata
Si lavorerebbe infine ad una misura sul tetto all'uso del contante, ma la soglia dovrebbe essere innalzata rispetto ai 300-500 euro ipotizzati in un primo momento



Mario Monti stamane vola a Strasburgo: e intende sedersi al tavolo dei grandi d'Europa, Germania e Francia, deciso a dare il contributo italiano alla soluzione della crisi, ma soprattutto intenzionato a spingere affinché l'Europa decida e lo faccia in fretta perché la crisi è ormai drammatica e servono risposte immediate. 

A Strasburgo, riferiscono fonti a lui vicine, il presidente del Consiglio intende porsi in una posizione di 'mediatore' tra Parigi e Berlino, salvaguardando da un lato l'attuale statuto della Bce (come chiede Berlino), dall'altro insistendo sui vantaggi che si avrebbero dall'introduzione degli eurobond.


Monti si sospende dalla Bocconi
Il professor Mario Monti, su sua richiesta, è stato sospeso dalle funzioni di presidente della Bocconi per l'intera durata del suo mandato di Presidente del Consiglio dei ministri. Lo comunica in una nota l'Universita'.

Monti ha lasciato poi tutti gli incarichi che ha come consulente Goldman Sachs, presidente europea della Trilaterale e nel comitato direttivo Bildelberg.
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