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mercoledì 27 novembre 2013

Ore 17.42: Berlusconi dichiarato decaduto

ROMA - Alle ore 17.42: Berlusconi è ufficialmente dichiarato decaduto, con il no ai vari ordini del giorno contro la decadenza con 192 no, 113 sì e 2 astenuti. "Essendo stati respingi gli odg in difformità dalla relazione della Giunta per le immunità, che proponeva di non convalidare l'elezione di Berlusconi, la relazione della Giunta deve intendersi approvata", ha detto il presidente Pietro Grasso, confermando la decadenza del Cavaliere. L'aula non ha reagito. La sinistra non ha applaudito, Ndc è rimasta immobile, Bondi aveva invitati i colleghi di FI di lasciair perdere "perché questi hanno deciso già tutto". Sull'aula è sceso un totale silenzio.
Respinta la questione sospensiva, bocciate le pregiudiziali. Votazione palese", aveva assicurato il presidente Grasso in risposta alla reiterate richieste formulate da Forza Italia durante la seduta. 
Secondo gli organizzatori della manifestazione di Forza Italia a Via del Plebiscito, almeno 20mila persone hanno partecipato all'evento di sostegno a Silvio Berlusconi fuori dalla sua residenza romana.

Iniziato al Senato il giorno più lungo di Berlusconi

ROMA - Cominciata nell'Aula del Senato la seduta dedicata al voto per la decadenza di Berlusconi. Il presidente della Giunta delle Immunità Dario Stefano  legge la relazione della Giunta che non conferma la convalida dell'elezione dell'ex premier. Le votazioni degli ordini del giorno che possono venir presentati in difformità alla relazione della Giunta per le Immunità cominceranno alle 19.
Nonostante lo strappo di Forza Italia, che ha deciso di uscire dalla maggioranza, e nonostante il no annunciato dal Nuovo Centro Destra sulla decadenza di Silvio Berlusconi, i numeri al Senato condannano comunque il leader di Fi. Conti alla mano: i parlamentari pronti a votare contro il Cavaliere sarebbero 201 o 198 (dipende se votano i 3 senatori a vita recentemente nominati da Napolitano). Claudio Abbado, il quarto, non ci sarà per ragioni di salute, come anche l'ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. In ogni caso la quota 161 della maggioranza assoluta verrebbe ampiamente superata. 
Il fronte dei sì. A quota 201 si arriva sommando ai voti dei 107 senatori del Pd (il presidente del Senato Pietro Grasso non vota altrimenti sarebbero 108), i 20 di Scelta Civica (a meno che Casini non riservi sorprese dell'ultim'ora), i 50 del M5S, i 7 di Sel, i 4 degli ex M5S ora iscritti al gruppo Misto, oltre i 10 del gruppo Autonomie (anche qui salvo sorprese dell'ultim'ora) e i tre senatori a vita (sulla cui presenza però nessuno è pronto a scommettere visto che sinora non sono mai venuti a votare).
Il fronte dei no. Dovrebbe assestarsi intorno a 117, invece, la quota dei contrari alla decadenza: 62 di Forza Italia, 10 di Gal (Grandi autonomie e libertà), 16 della Lega, 20 del Nuovo centro destra.
Cosa si vota. In realtà, il voto non sarà sulla proposta della Giunta delle Immunità, ma sugli ordini del giorno che verranno presentati in difformità da questa relazione. Nel caso in cui nessuno trovi nulla da obiettare sulla proposta della Giunta, questa, secondo il regolamento del Senato, dovrebbe intendersi approvata. Al momento ancora nessuno sa quanti potranno essere gli ordini del giorno in questione. Su ognuno ci dovrà essere un voto, ma la discussione sarà unica: un solo intervento per gruppo e per non più di 10 minuti. A questo, si dovranno aggiungere le pregiudiziali di costituzionalità o le sospensive: anche queste, al momento, sono un'incognita. Le uniche sicure (quasi) sono quella annunciata ieri da Pier Ferdinando Casini (Udc) più altre tre preparate da Elisabetta Alberti Casellati (FI). 

lunedì 25 novembre 2013

Berlusconi: 7 nuove testimonianze riapriranno il processo Mediaset, fermate la decadenza

ROMA - "Contiamo di avere 12 testimonianze di cui più della metà, credo 7, completamente nuove" per avanzare la richiesta di revisione del processo. Lo ha detto Silvio Berlusconi incontrando la stampa nella nuova sede di Forza Italia. Berlusconi è tornato a lamentarsi per le "violazioni di ogni principio legale" che ha fatto sì "che sia stato fissato per mercoledì il voto in aula" sulla sua decadenza.
I nuovi documenti che giungono dagli Stati Uniti verranno presentati alla Corte d'Appello di Brescia "per chiedere la revisione del processo". Lo ha detto lo stesso Silvio Berlusconi parlando anche di "di altre testimonianze già proposte ai collegi di primo e secondo grado ma respinte".
"Sivio Berlusconi non ha mai ricevuto nessun pagamento da Agrama, Gordon o Lorenzano né da qualsiasi altra persona loro connessa. Berlusconi non ha mai partecipato allo schema da loro ideato per spartirsi i profitti". E' il contenuto dell'affidavit dell'ex ad del gruppo Agrama letta da Silvio Berlusconi nella sua conferenza stampa.
“Io credo che questa testimonianza, come le altre 11, smentiscano alla base quello che ha deciso il collegio feriale della Cassazione per quanto riguarda la mia condanna". Lo ha detto Silvio Berlusconi dopo aver letto una nuova testimonianza in merito al processo Mediaset.
L'affidavit dell'ex ad del gruppo Agrama "è stato già consegnato alla procura di Milano". Lo dice Silvio Berlusconi in conferenza stampa.

"Vi chiedo di riflettere nell'intimo della vostra coscienza a maggior ragione visto che il voto è palese. Non tanto per la mia persona, ma per la nostra democrazia. Valutate le nuove prove e i documenti che stanno arrivando". Silvio Berlusconi si appella così al Pd e al M5S in vista del voto sulla decadenza. “La vostra opposizione è chiara, determinata e trasparente e la vostra indignazione è fondata. Non sacrificate mai le vostre ragioni politiche e riflettete prima di prendere una decisione''. "Lasciate che si esprima la magistratura in Italia e in Europa prima di assumere una decisione, in caso contrario vi assumerete una grave responsbilità" e sul parlamento "ricadrebbe una macchia incancellabile". 

Berlusconi: arrivano oggi le carte che mi scagionano per il processo Mediaset

ROMA - "Sono in arrivo oggi le carte che provano la mia assoluta innocenza e che ci permetteranno di presentare domanda di revisione del processo Mediaset". Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, al TG5, augurandosi che i nuovi documenti "possano anche servire a far cambiare il voto dei senatori della sinistra" sulla decadenza. Quello che mi sta accadendo, ha aggiunto Berlusconi, è il frutto di una "mostruosa macchinazione partita nel 1994".
Sinistra e Magistratura Democratica hanno attuato un piano per eliminarmi politicamente perché sono l'unico ostacolo alla loro presa del potere", ha aggiunto ricordando che "la sentenza Mediaset grida vendetta davanti a Dio e agli uomini. E sarà assolutamente possibile dimostrare la mia assoluta, totale innocenza".

"Si dovranno vergognare" - "Con un atto di forza, si è deciso che il voto sulla mia decadenza sia palese, e allora io devo dire che avrei chiesto io che il voto fosse palese perché vorrò guardare in faccia tutti coloro che daranno un voto positivo alla mia decadenza perché credo che si dovranno vergognare fino a che campano di aver fatto questo atto assolutamente immondo", ha dichiarato poi Berlusconi.


"Voto sulla decadenza è un colpo di Stato" - "Io non vedo come si possa chiamare in modo diverso se non colpo di Stato". Così il leader di Forza Italia, intervistato lunedì mattina da Radio Uno Rai, risponde indirettamente a Giorgio Napolitano sulla questione della grazia. "Un colpo di Stato - continua - che parte da una sentenza politica criminale per eliminare il leader del centrodestra e spianare la strada alla sinistra". Berlusconi ha poi ribadito l'intenzione di chiedere la revisione del processo Mediaset in virtù di nuove carte che saranno presentate oggi. "E' una vicenda che ha altri protagonisti che sono indicati in modo chiaro".

sabato 23 novembre 2013

Forza Italia, manifestazione a Roma il giorno del voto sulla decadenza di Berlusconi. Si "indigna" il Pd

ROMA - Mercoledì 27 novembre alle 14 in via del Plebiscito a Roma, davanti Palazzo Grazioli, è in programma la manifestazione di Fi contro il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. E' stato comunicato ai deputati del partito, secondo quanto si apprende, in una mail arrivata questa mattina. La manifestazione convocata da Forza Italia nel giorno della decadenza ha un 'format' ancora variabile. Secondo quanto viene spiegato dal partito, anche l'orario potrebbe slittare. A condizionarlo, è infatti la decisione di scendere in piazza in contemporanea con il voto di Palazzo Madama sulla decadenza. Soltanto lunedì, dunque, quando la capigruppo calendarizzerà il voto, si saprà qualcosa di più. Al momento, l'orario indicativo è tra le 14 e le 17 di mercoledì. Resta anche la possibilità, inoltre, che una parte dei manifestanti si sposti da via del Plebiscito a Palazzo Madama, nel caso in cui Silvio Berlusconi decida di andare in Aula per il voto. L'intenzione è quella di far sentire la propria vicinanza al Cavaliere, ma anche contrapporsi a eventuali manifestanti anti-Cav che si presentino davanti al Senato.

Insorge il Pd, per bocca del responsabile Giustizia Danilo Leva. "Il 27 novembre voteremo la decadenza di Berlusconi. E' la conseguenza naturale della condanna definitiva per frode fiscale. Fi continua intanto a ricattare il paese ma la legge di stabilità e il governo non possono essere ostaggio degli interessi personali del cavaliere'':  Il governo delle larghe intese - ha proseguito Leva in una dichiarazione rilasciata i Tg della Rai - è nato con lo scopo di portare il paese fuori dalla crisi e non per risolvere i guai giudiziari di Berlusconi. Si è trattato di un accordo fatto alla luce del sole e siglato con la fiducia votata dal Pdl e da Berlusconi stesso. L'unica cosa vergognosa è il continuo tentativo di tenere in scacco una nazione per sottrarsi alle leggi. Ed è bene ricordare - conclude - che Berlusconi è stato condannato per frode fiscale e non per motivi politici, come qualcuno cerca di far credere".

Berlusconi: via dal governo e “colpo a sorpresa” contro Renzi

ROMA - Mercoledì Palazzo Madama potrebbe mettere fine alla sua vita parlamentare ma da Berlusconi nessuna intenzione di fare un passo indietro. "Non mi dimetto prima, non ci penso nemmeno - ha detto il leader di FI a "Il Mattino" - Aspetterò che votino. Che si assumano la responsabilità di una cosa di cui si dovranno vergognare per sempre". Poi mano tesa agli alfaniani, l'annuncio di un "colpo a sorpresa contro Renzi" e il ritiro dell'appoggio a Letta.

Il Cavaliere parla del voto sulla sua decadenza come di una specie di spartiacque: "E'  l’occasione per mettere il filtro della dignità politica a una sentenza irrealistica e condizionata dal desiderio di eliminare Silvio Berlusconi come ostacolo alla presa del potere da parte della sinistra".
Automatico il conseguente passo indietro da questo esecutivo ("Non sto con chi vuole uccidermi") mentre la porta del centrodestra berlusconiana rimane aperta per gli alfaniani ("Se capiscono di aver sbagliato, pronti a riaccoglierli")
Entrando nel dettaglio della vicenda giudiziaria, Berlusconi parla di "una sentenza politica ha capovolto due precedenti verdetti della Cassazione, emessi nel 2012 e nel marzo del 2013, i quali avevano giudicato in modo diverso sullo stesso fatto, accertando la mia innocenza..". Non solo: "Presto arriveranno dal Fisco americano testimonianze decisive sul fatto che quelle compagnie off-shore appartengono ad Agrama."

domenica 10 novembre 2013

Alfano: decadenza e governo, Berlusconi saprà distinguere i due piani

Alfano a SkyTg24
ROMA - "Noi siamo convinti che Berlusconi abbia preso la strada giusta nel distinguere i due piani" del governo e della decadenza. Lo afferma Angelino Alfano: "Noi chiederemo a Berlusconi di continuare a sostenere il governo".  Il vicepremier poi lancia una proposta a chi chiede le elezioni subito: "Speriamo che Berlusconi possa essere candidato premier al prossimo giro visto che se andassimo ora al voto ci andremmo senza candidato".
"Questo è un governo molto equilibrato politicamente" e "la nostra presenza serve non solo per realizzare un pezzo del nostro programma ma anche per fare scudo contro il dilagare delle politiche di sinistra", dice Alfano ai microfoni di SkyTg24. "Le elezioni adesso - dice ancora rivolgendosi all'ala più dura del Pdl - sarebbero un danno per il Paese e per il nostro partito".
"Il tema tanto pratico quanto drammatico è che in tutti i casi arriverà l'interdizione" per Berlusconi, "e quindi sarà chiamato a decidere se far cadere" questo governo. Noi, ha proseguito il vicepremier, "siamo convinti che Silvio Berlusconi abbia preso la strada giusta nel distinguere i due piani", visto che il Pdl ha "guadagnato sette punti" da quando abbiamo decidere di sostenerlo. 
Se cade Letta sinistra al governo - Se cade questo questo governo "nascerebbe un altro esecutivo di sinistra-sinistra in questa stessa legislatura: in Parlamento si troverebbero forze singole e libere che sosterrebbero il governo di sinistra-sinistra", è la convinzione di Alfano che si dice preoccupato anche da alcuni colleghi di partito: "Lavoriamo perché il nostro partito resti unito. Ma siamo preoccupati che possano prevale scelte radicali e estremiste".
Legge stabilità, eccessive richieste del Pdl - "La legge di stabilità non è il Vangelo, ma bisogna arrivare a una posizione unitaria. Certo, il rischio di richieste eccessive per poi arrivare alla crisi c'è sempre, ma questo c'è anche nella sinistra", dice ancora Alfano commentando le richieste di modifiche della legge di stabilità venute dal suo partito.
"Divorzio nel Pdl? Spero di no" - "Noi speriamo di non arrivare alla separazione ma siano certi che il nuovo centrodestra per vincere dovrà essere un grande centrodestra e dovrà confrontarsi con 4-5 questioni fondanti: lavoro, impresa, tasse, giustizia, immigrazione, Europa. Perché noi siamo europeisti ma non eurotappetini", ha aggiunto Alfano.
"Vi sono momenti - ribatte Raffaele Fitto in una nota -  in cui è necessaria assoluta chiarezza. Alfano sceglie una rotta alternativa a Berlusconi, agli elettori del Pdl e alla sua stessa storia. Le dichiarazioni di oggi di Alfano mostrano evidentemente una rotta alternativa rispetto a quella indicata da Silvio Berlusconi e dagli elettori di centrodestra. Da un lato - prosegue Fitto - si dà di fatto per acquisito il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi, e quindi si accetta che la sinistra tenti di espellere dalle istituzioni il nostro leader. Dall'altro, si finge di non vedere che l'impostazione della legge di stabilità è lontanissima dai nostri impegni elettorali, e reintroduce le tasse sulla casa, proprio quelle che avevamo promesso di cancellare. Tutto ciò con una ulteriore dimenticanza: Silvio Berlusconi è stato scelto, ancora nel febbraio scorso, da oltre 9 milioni di elettori, e - conclude Fitto - tutti noi siamo entrati in Parlamento sotto un simbolo che recava la scritta 'Berlusconi Presidente'''

mercoledì 30 ottobre 2013

Decadenza Berlusconi, sarà voto palese (7 sì. 6 no). M5S: Vittoria! Brunetta: decisione contra personam e inaccettabile

ROMA - La decisione di votare a scrutinio palese sulla decadenza perché non sarebbe un voto sulla persona, ma sull'integrità del Plenum del Senato è passato con 7 voti a favore e 6 contrari. Il deputato Karl Zeller (Svp) ha votato a favore del voto segreto. "Vittoria! Sarà voto palese come ha sempre proposto dal primo giorno il Movimento 5 Stelle. Con il voto palese la stella della trasparenza illumina il buio del Senato". Commenta così Paola Taverna, capogruppo del Movimento 5 Stelle, il voto in giunta regolamento. "Senatore Berlusconi è giunta l'ora che si rispetti la legge" aggiunge. "Quello sulla decadenza di Berlusconi non sarà un voto sulla persona, ma sul suo status di parlamentare. Pertanto non sarà necessario il voto segreto". Lo ha detto Linda Lanzillotta (Sc) il cui voto è stato determinante.
"Dalla Giunta una decisione assurda e senza precedenti contro Berlusconi. Una decisione contra personam e senza alcun senso. Inaccettabile". Lo scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati.
 Si è poi appreso che Berlusconi ha annullato un pranzo coi ministri Pdl, il che non è un buon segno per il governo. 
"Rispetto e comprensione per la scelta della Giunta. Basta polemiche che vanno oltre ogni limite. La legge Severino è perfettamente costituzionale e va applicata, così come è avvenuto nei trentasette casi precedenti. Si abbassino quindi i toni e si ricordi che la giustizia deve essere uguale per tutti". Lo ha detto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani.
"Chiediamo che il Presidente del Senato Grasso faccia seguito a quanto affermato ieri e calendarizzi immediatamente per la prossima settimana già dal 5 novembre il voto sulla decadenza del senatore Berlusconi. Ora non ci sono più ostacoli. Si voti subito". E' questo l'appello che i senatori del M5S rivolgono al presidente del Senato Grasso attraverso una nota.

Decadenza Berlusconi, la giunta verso il sì allo scrutinio palese

ROMA - La giunta per il regolamento del Senato si starebbe orientando per il voto palese sulla decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare. Secondo quanto si apprende dai componenti della Giunta, Linda Lanzillotta avrebbe confermato il suo sì allo scrutinio palese e pertanto la decisione dovrebbe andare in questo senso.
''Sulle decisioni che prenderà la giunta del Regolamento del Senato sul voto segreto o palese non nutro un grande ottimismo''. Lo ha detto Francesco Nitto Palma intervistato dalla Telefonata di Canale 5. ''E' evidente - ha aggiunto il senatore del Pdl - che la giunta sta procedendo come se fosse un atleta dei cento metri. Nella giunta valgono le stesse regole della maggioranza politica che ci sono in Parlamento''. Il senatore ha accusato il presidente del Senato Pietro Grasso di ''aver favorito una forsennata accelerazione'' dell'intera vicenda''.

martedì 29 ottobre 2013

Schifani sulla decadenza: Grasso senta le nostre ragioni. La frase della Corte d’Appello

ROMA - "Si sospendano subito i lavori dell'Aula e venga immediatamente il presidente Grasso a sentire le nostre ragioni perché qui si sta avallando il fatto che a maggioranza si cambino i regolamenti". Lo ha detto il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama.

L'autorità ''competente'' ad ''irrogare'' la ''sanzione'' della decadenza e della incandidabilità sulla base della Legge Severino è ''l'autorità amministrativa'', ossia ''la Camera di appartenenza'' del condannato. Ecco la frase contenuta nelle motivazioni  dei giudici della Corte d'Appello di Milano, i quali, respingendo un'eccezione di costituzionalità formulata dalla difesa di Silvio Berlusconi, chiariscono anche che l'interdizione dai pubblici uffici, sanzione ''penale'', è ben distinta dalla ''sanzione'' della legge Severino. In base alla legge Severino il ''presupposto'' per applicare la sanzione della decadenza e della incandidabilità è ''la condanna penale'' definitiva. Lo spiega la Corte in un passaggio delle motivazioni in cui chiarisce la distinzione tra l'interdizione dai pubblici uffici e la sanzione della legge Severino. In base a questa legge, scrive la Corte, ''la sopravvenienza della condanna penale per determinati reati'' crea ''una sorta di status negativo del soggetto''.

Il Senato respinge la proposta del M5S di votare la decadenza di Berlusconi il 5 novembre

ROMA - L'Aula del Senato ha respinto, per alzata di mano, la proposta del M5S di votare la decadenza di Silvio Berlusconi il 5 novembre. Votano contro la maggioranza e la Lega Nord, a favore M5S e Sel. Rimane quindi il calendario deciso dalla conferenza dei capigruppo che non accenna alla data della decadenza.

mercoledì 25 settembre 2013

“Decade Berlusconi? Decadiamo tutti”. Il Pdl verso la linea dura, stasera riunione dei gruppi

ROMA - Una volta decaduto Berlusconi decadiamo tutti. L'ipotesi, secondo quanto apprende l’Ansa, potrebbe essere fatta dai capigruppo di Camera e Senato Renato Brunetta e Renato Schifani questa sera alla riunione congiunta dei gruppi a cui prenderà parte anche Silvio Berlusconi. L'orientamento sarebbe emerso nel corso del vertice a palazzo Grazioli oggi all'ora di pranzo. A dimettersi potrebbero essere sia i parlamentari che la delegazione ministeriale. La decisione - si apprende da fonti del Pdl - potrebbe essere annunciata questa sera nel corso della riunione. L'idea è quella di non partecipare più ai lavori Parlamentari fino a quando il presidente della Repubblica non scioglierà le Camere.
Alla riunione svoltasi a pranzo a palazzo Grazioli, viene riferito, l'ex premier sarebbe tornato a manifestare tutta la sua diffidenza nei confronti del Colle e del Pd, senza nascondere la forte irritazione - riferiscono fonti pidielline - per il nuovo altola' del Capo dello Stato sull'instabilita' politica. Mi fanno fuori, mi eliminano dalla scena e dovremmo pure stare zitti e votare tutto quello che il governo ci propina?, sarebbe stato lo sfogo di Berlusconi. In un partito già provato dalle fibrillazioni interne per la futura governance di Forza Italia, va in scena una nuova doppia linea: i 'falchi' pronti alla guerra - e che oggi trovano nuovamente terreno fertile nel 'capo' - e le 'colombe' che tentano di frenare gli intenti bellicosi. Non è un caso, fa notare un pidiellino ascrivibile fra i filo-governativi, i 'falchi' sono tornati alla carica oggi a palazzo Grazioli, quando non c'era Alfano, impegnato a Torino. Di certo, viene spiegato, tutto il partito, senza distinzioni di linee, sarà compatto accanto al leader quando si arriverà al voto in Aula sulla decadenza. Intanto, torna all'ordine del giorno l'ipotesi delle dimissioni: i parlamentari all'assemblea delle 19 dovrebbero quindi reiterare il gesto simbolico di rimettere nelle mani dei capigruppo le dimissioni.

mercoledì 18 settembre 2013

Berlusconi, conto alla rovescia sul voto in giunta per la decadenza

ROMA -  Conto alla rovescia sul voto in giunta sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Un voto che, sulla carta, ha un finale già scritto: la bocciatura della relazione del pidiellino Andrea Augello. Dopo il voto, stasera, il Cavaliere riunirà lo stato maggiore del Pdl per decidere il da farsi. Lo ha annunciato ieri Angelino Alfano: "Domani dopo il voto della giunta per le elezioni del Senato sulla decadenza, i ministri del Pdl andranno da Berlusconi che intanto sarà rientrato a Roma e decideremo sul da farsi". Ma Berlusconi potrebbe dire la sua anche prima. E' atteso infatti il videomessaggio del Cav. Annuncerà la crisi di governo? Viene chiesto ad Alfano, ospite di 'Porta a Porta': "Non posso anticipare quello che dirà il presidente Berlusconi su questo, ma dico che annuncerà la nascita di un nuovo grande movimento che aprirà una nuova fase della nostra esperienza politica, stiamo parlando di una nuova Forza Italia".
Visto che sembra piuttosto scontato il finale in giunta, l'attenzione è tutta sul voto in aula al Senato. E continuano i sospetti su possibili 'traditori' nella fila del Pdl. Un sospetto alimentato anche da un fuorionda in cui il senatore Giuseppe Castiglione appare come uno dei promorori della fronda pidiellina pronta a sostenere il governo Letta in caso di crisi. Alfano è convinto della lealtà di tutto il gruppo Pdl a palazzo Madama: "La linea la stabilisce il presidente Berlusconi e il partito. Chi non segue la linea è fuori. La lealtà del gruppo degli eletti siciliani sarà completa, come sempre".
Sulla legge che porta il suo nome e che ha alimentato il dibattito in giunta, rompe il silenzio l'ex-ministro Paola Severino. "Eravamo d'accordo'' nel governo Monti ''quando, dopo un lungo e accurato approfondimento abbiamo varato la legge: quando si fa una legge si crede a quello che si fa, adesso la sua applicazione spetta al Parlamento".
Ieri a movimentare la giornata in giunta due novità: il lodo Buemi e il ricorso dei legali di Berlusconi contro la condanna della Cassazione. Per quanto riguarda il primo punto, la questione è stata velocemente archiviata. Il senatore, membro della giunta, Enrico Buemi ha proposto una terza via tra conferma e decadenza: Berlusconi potrebbe essere dichiarato decaduto non per via della legge Severino ma della pena della interdizione dai pubblici uffici, che deve essere rideterminata dalla Corte d'Appello di Milano. Ma il lodo Buemi è stato bocciato sia da Pd che dai 5 Stelle.

Quanto al ricorso in Cassazione, è stato presentato ieri mattina al procuratore generale della Suprema corte dall'avvocato Daniele Morelli e dal dottor Maurizio Benedettini, in qualità di cittadini-elettori. Secondo i legali dello studio romano 'Morelli partners' la sentenza dovrebbe essere dichiarata nulla per violazione dell'articolo 67 dell'ordinamento giudiziario, perché viene condiderata "promiscua" la composizione del collegio della sezione feriale. Palazzo Grazioli ha disconosciuto questa iniziativa.

lunedì 9 settembre 2013

Senato: la giunta per le elezioni si riunisce alle 15 per decidere le sorti di Berlusconi (e del governo)

ROMA - Mancano poche ore alla seduta della Giunta per le elezioni del Senato, chiamata a pronunciarsi sulla decadenza di Silvio Berlusconida senatore. La conta dei voti si conferma avversa al leader del Pdl. Sono infatti 14 i senatori che si sono già detti favorevoli alla decadenza in base alle norme della legge Severino, mentre sono solo a 8 quelli pronti a dar battaglia per difenderne le ragioni. In ogni caso il pronunciamento non avverrà domani.
Favorevoli alla decadenza di Berlusconi sono gli 8 senatori del Pd (Stefania Pezzopane, Isabella De Monte, Felice Casson, Giuseppe Cucca, Rosanna Filippin, Doris Lo Moro, Claudio Moscardelli, Giorgio Pagliari), i 4 di M5S (Maurizio Buccarella, Vito Crimi, Serenella Fucksia, Mario Giarrusso), nonché Benedetto Della Vedova, di Scelta Civica, e Dario Stefano, di Sel, che è il presidente della Giunta.
A questi si oppongono quanti hanno già preannunciato di essere contro la decadenza di Berlusconi: ai sei parlamentari del Pdl (Giacomo Caliendo, Elisabetta Alberti Casellati, Andrea Augello, Nico D'Ascola, Carlo Giovanardi, Lucio Malan), vanno aggiunti la leghista Erika Stefani e Mario Ferrara, già di Forza Italia ed oggi capogruppo del Gal (Grandi autonomie e Libertà), cioè il gruppo che raccoglie i partiti minori del centrodestra. C'è poi il socialista Enrico Buemi, eletto nelle liste del Pd, e subentrato a maggio a Ignazio Marino che si è dimesso per candidarsi a sindaco di Roma. Buemi non si è ancora schierato, e anche sabato ha invitato i membri della Giunta agli "approfondimenti" necessari. 

Alle 15 è previsto in Giunta l'incardinamento del caso con il relatore Andrea Augello che lo illustrerà. Dopo di che la giunta dovrà decidere i tempi delle successive sedute in cui si dovrà svolgere la discussione generale e il voto. E sui tempi è difficile fare previsioni perché molto dipenderà dalle strategia del Pdl che potrebbe sollevare problemi di procedura in pendenza del ricorso a Strasburgo.

martedì 3 settembre 2013

Schifani: se su Berlusconi il voto sarà politico, il governo cadrà

ROMA -  Il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, mette in guardia l'esecutivo da un eventuale sì della Giunta delle elezioni di Palazzo Madama alla decadenza di Silvio Berlusconi. "Se il voto dovesse essere politico, e quindi rispecchiare le distinzioni delle forze in campo - ha tuonato Schifani - la convivenza sarebbe impossibile".
In Giunta delle elezioni "chiederemo un voto di merito sulla non decandenza o in subordinata una devoluzione alla Corte costituzionale o alla Corte Europea". Così Schifani illustra la linea che il Pdl adotterà nella Giunta di Palazzo Madama.
Schifani torna poi sulla richiesta di sostituire chi, tra i membri senatori, ha già espresso le proprie valutazioni in merito alla decisione sul caso Berlusconi. "E' un fatto inaccettabile e gravissimo. Quando si hanno funzioni giurisdizionali e si va in Camera di Consiglio per deliberare nel segreto del dibattito si è tenuti a non esprimere prima le proprie valutazioni. Questo principio è stato violato", ha spiegato il senatore del Pdl. Ma il presidente del Senato Piero Grasso ha replicato a questa richiesto dicendo che "il potere di rinnovare i componenti della Giunta per le elezioni c'è solo in determinati casi tra i quali certamente non rientra l'espressione di opinioni sulle questioni sottoposte alla valutazione della Giunta". 
Schifani è poi tornato a dire che non saranno allungati i tempi della decisione in Giunta ma si chiede il "diritto di difesa" che ha Silvio Berlusconi, come "riconosciuto anche da autorevoli esponenti del Pd". "La linea del Pdl - ha aggiunto - è fondata su motivazioni giuridiche, la norma in discussione (la legge Severino, ndr) non è retroattiva". 

Cancellieri: "Riflettere sulla legge Severino" - Sul tema della costituzionalità della legge Severino "si sono espresse persone di grande competenza e non sospette di partigianeria, quindi è giusto rifletterci". Questo il parere del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. "Io personalmente - ha riferito Cancellieri - non ravvedo" profili di incostituzionalità per quanto riguarda la legge Severino, ma - ha aggiunto - occorre tener presente che in questa direzione "si sono espressi giuristi con competenza di gran lunga superiore alla mia, persone di grande pulizia morale e valore tecnico, che stimo moltissimo e sulle quali non ci sono sospetti di partigianeria. Se persone di questo livello" hanno espresso dubbi sulla costituzionalita' della legge, ha aggiunto, "come minimo bisogna rifletterci".

giovedì 8 agosto 2013

Berlusconi, avviata l'istruttoria per la sua decadenza

ROMA - La giunta per le immunità del Senato comunicherà a Berlusconi l'avvio della fase istruttoria relativa alla sua decadenza dal mandato di parlamentare. E da allora lui avrà venti giorni di tempo per difendersi presentando memorie o controdeduzioni. Il relatore Antonio Augello (Pdl) domani 9 settembre, data in cui la giunta tornerà a riunirsi, dovrà presentare le sue proposte, sia sull'incandidabilità del Cav, e quindi sulla sua decadenza, sia sulla questione della ineleggibilità, avviata già da tempo al Senato. La giunta per le immunità, ha insomma proceduto ieri notte "con l'immediatezza che gli veniva richiesta dalla legge Severino, senza perdere - sottolinea con forza il presidente Dario Stefano (Sel) - neanche un giorno di tempo".