BRINDISI, 10 aprile - Un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 14 persone, tra cui anche l'ex sindaco di Cellino San Marco (Brindisi) - Comune commissariato per infiltrazioni mafiose - e quasi l'intera giunta rimossa nell'aprile del 2014, è in corso di esecuzione da parte dei Carabinieri di Brindisi. L'ex primo cittadino Francesco Cascione avvocato penalista, di Forza Italia, è stato condotto in carcere. Sono contestati reati contro la pubblica amministrazione.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
Visualizzazione post con etichetta giunta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giunta. Mostra tutti i post
venerdì 10 aprile 2015
mercoledì 30 ottobre 2013
Decadenza Berlusconi, la giunta verso il sì allo scrutinio palese
ROMA - La giunta per il regolamento del Senato si starebbe orientando per il voto palese sulla decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare. Secondo quanto si apprende dai componenti della Giunta, Linda Lanzillotta avrebbe confermato il suo sì allo scrutinio palese e pertanto la decisione dovrebbe andare in questo senso.
''Sulle decisioni che prenderà la giunta del Regolamento del Senato sul voto segreto o palese non nutro un grande ottimismo''. Lo ha detto Francesco Nitto Palma intervistato dalla Telefonata di Canale 5. ''E' evidente - ha aggiunto il senatore del Pdl - che la giunta sta procedendo come se fosse un atleta dei cento metri. Nella giunta valgono le stesse regole della maggioranza politica che ci sono in Parlamento''. Il senatore ha accusato il presidente del Senato Pietro Grasso di ''aver favorito una forsennata accelerazione'' dell'intera vicenda''.
Etichette:
berlusconi,
decadenza,
giunta,
scrutinio palese,
senato
venerdì 4 ottobre 2013
In camera di consiglio la giunta per le elezioni decide su Berlusconi. Gli avvocati della difesa: inutile la nostra presenza
ROMA - La Giunta per le Immunità del Senato si è riunita in camera di consiglio per decidere sulla decadenza del mandato di parlamentare di Berlusconi. La seduta pubblica è durata poco più di un'ora visto che i difensori del cav non si sono neanche presentati. La seduta si era aperta con la commemorazione della strage di Lampedusa. Il presidente Dario Stefano ha invitato a un minuto di silenzio per una tragedia "che investe inesorabilmente le coscienze di tutti".
Vista l'assenza dei legali di Berlusconi, è intervenuto subito la controparte, l'avvocato Salvatore Di Pardo in rappresentanza di Ulisse Di Giacomo, primo dei non eletti in Molise
"Non è possibile porre questioni pregiudiziali" dice Stefano alla senatrice Pdl Maria Elisabetta Alberti Casellati che in apertura della seduta pubblica chiedeva di prendere la parola. Stefano spiega che nella fase della seduta pubblica non è possibile porre questioni pregiudiziali né intervenire sull'ordine dei lavori, ma che Casellati potrà intervenire in camera di consiglio. A norma dell'articolo 16 della verifica dei poteri, cioè le norme che regolano i lavori della Giunta, il presidente ha poteri discrezionali nella direzione della discussione e nella disciplina della seduta pubblica. Nella giunta si è svolto un "serio confronto" basato "solo sulle questioni giuridiche", afferma il presidente della giunta. "Ho pensato - spiega - che il fatto di assumere io come presidente il ruolo di relatore favorisse un clima di serio confronto basato solo su questioni giuridiche che ha caratterizzato, per la verità, gran parte del lavoro della Giunta". Poi svolge la sua relazione, nella quale elenca le "cinque distinte motivazioni" presentate dal senatore Berlusconi nella sua memoria difensiva.
"Nessuna acquiescenza - per gli avvocati di Berlusconi - può essere offerta a chi non solo non è, ma neppure appare imparziale" come la giunta del Senato. "Non vi è dubbio che anche questa ulteriore violazione dei diritti costituzionali e dei principi della Convenzione Europea troverà adeguato rimedio nelle sedi competenti. "Non vi è dunque possibilità alcuna - proseguono - di difesa né vi è alcuna ragione per presentarsi di fronte a un organo che ha già anticipato, a mezzo stampa, la propria decisione". Gli avvocati di Berlusconi Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini definiscono un "obbligo" non presentarsi davanti alla giunta, in quanto "non imparziale". "Il diritto ad un giudizio imparziale è evidente fondamento di ogni procedimento in un sistema democratico. Molti dei componenti della Giunta delle elezioni del Senato si sono già più volte espressi per la decadenza del Presidente Berlusconi. Non vi è dunque possibilità alcuna di difesa né vi è alcuna ragione per presentarsi di fronte a un organo che ha già anticipato, a mezzo stampa, la propria decisione". Lo scrivono in una nota congiunta gli avvocati Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini. I legali di Silvio Berlusconi motivano così la loro assenza, questa mattina, alla seduta pubblica della giunta del Senato, ora riunita in camera di consiglio per decidere della decadenza da senatore del Cavaliere dopo la condanna nel processo Mediaset. "Nessuna acquiescenza né legittimazione può essere offerta a chi non solo non è, ma neppure appare imparziale", aggiungono. "Il non partecipare era dunque non più una scelta, ma un obbligo. Non vi è dubbio che anche questa ulteriore violazione dei diritti costituzionali e dei principi della Convenzione Europea troverà adeguato rimedio nelle sedi competenti".
"La decadenza di Silvio Berlusconi - sostiene il legale della controparte, Ulisse Di Giacomo - non è una questione politica, ma di applicazione del diritto". Di Pardo, nella seduta pubblica ha definito "sconcertanti" alcuni passaggi della memoria difensiva del Cav. A chi gli domanda se reputi il leader Pdl indegno di sedere in Parlamento, Di Pardo risponde: "Non lo dico e non lo dice il mio assistito, lo dice la legge e la sentenza del Consiglio di Stato sul caso Miniscalco. La sentenza chiarisce che chi ha commesso determinati reati non ha i requisiti morali, non è degno di sedere in Parlamento". La legge Severino, aggiunge, "non è una legge penale ma una norma di carattere elettorale e amministrativo" che afferma che "chi ha commesso frode fiscale ai danni dello Stato non è opportuno scriva le leggi". "Questa legge è stata applicata in modo rigoroso per tutti. Se si applica al comune cittadino, non vedo perché non a Berlusconi". Quanto all'assenza alla seduta pubblica degli avvocati di Berlusconi, il legale della controparte commenta: "Quanto meno ci saremmo divisi le domande. Io sono abituato a rispettare il giudice terzo ad essere presente davanti al tribunale e al Consiglio di Stato". Una presenza utile "anche per risolvere eventuali dubbi, magari facendo domande". La loro assenza dipende "da una valutazione che io non condivido". Sull'esito della camera di consiglio della giunta, Di Pardo non si sbilancia: "Non so se è una partita facile. Se fossi davanti al Consiglio di Stato sarei molto sereno, ma non conosco le dinamiche della giunta".
martedì 3 settembre 2013
Schifani: se su Berlusconi il voto sarà politico, il governo cadrà
ROMA - Il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, mette in guardia l'esecutivo da un eventuale sì della Giunta delle elezioni di Palazzo Madama alla decadenza di Silvio Berlusconi. "Se il voto dovesse essere politico, e quindi rispecchiare le distinzioni delle forze in campo - ha tuonato Schifani - la convivenza sarebbe impossibile".
In Giunta delle elezioni "chiederemo un voto di merito sulla non decandenza o in subordinata una devoluzione alla Corte costituzionale o alla Corte Europea". Così Schifani illustra la linea che il Pdl adotterà nella Giunta di Palazzo Madama.
Schifani torna poi sulla richiesta di sostituire chi, tra i membri senatori, ha già espresso le proprie valutazioni in merito alla decisione sul caso Berlusconi. "E' un fatto inaccettabile e gravissimo. Quando si hanno funzioni giurisdizionali e si va in Camera di Consiglio per deliberare nel segreto del dibattito si è tenuti a non esprimere prima le proprie valutazioni. Questo principio è stato violato", ha spiegato il senatore del Pdl. Ma il presidente del Senato Piero Grasso ha replicato a questa richiesto dicendo che "il potere di rinnovare i componenti della Giunta per le elezioni c'è solo in determinati casi tra i quali certamente non rientra l'espressione di opinioni sulle questioni sottoposte alla valutazione della Giunta".
Schifani è poi tornato a dire che non saranno allungati i tempi della decisione in Giunta ma si chiede il "diritto di difesa" che ha Silvio Berlusconi, come "riconosciuto anche da autorevoli esponenti del Pd". "La linea del Pdl - ha aggiunto - è fondata su motivazioni giuridiche, la norma in discussione (la legge Severino, ndr) non è retroattiva".
Cancellieri: "Riflettere sulla legge Severino" - Sul tema della costituzionalità della legge Severino "si sono espresse persone di grande competenza e non sospette di partigianeria, quindi è giusto rifletterci". Questo il parere del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. "Io personalmente - ha riferito Cancellieri - non ravvedo" profili di incostituzionalità per quanto riguarda la legge Severino, ma - ha aggiunto - occorre tener presente che in questa direzione "si sono espressi giuristi con competenza di gran lunga superiore alla mia, persone di grande pulizia morale e valore tecnico, che stimo moltissimo e sulle quali non ci sono sospetti di partigianeria. Se persone di questo livello" hanno espresso dubbi sulla costituzionalita' della legge, ha aggiunto, "come minimo bisogna rifletterci".
Etichette:
berlusconi,
decadenza,
giunta,
schifani,
voto
giovedì 8 agosto 2013
Berlusconi, avviata l'istruttoria per la sua decadenza
ROMA - La giunta per le immunità del Senato comunicherà a Berlusconi l'avvio della fase istruttoria relativa alla sua decadenza dal mandato di parlamentare. E da allora lui avrà venti giorni di tempo per difendersi presentando memorie o controdeduzioni. Il relatore Antonio Augello (Pdl) domani 9 settembre, data in cui la giunta tornerà a riunirsi, dovrà presentare le sue proposte, sia sull'incandidabilità del Cav, e quindi sulla sua decadenza, sia sulla questione della ineleggibilità, avviata già da tempo al Senato. La giunta per le immunità, ha insomma proceduto ieri notte "con l'immediatezza che gli veniva richiesta dalla legge Severino, senza perdere - sottolinea con forza il presidente Dario Stefano (Sel) - neanche un giorno di tempo".
Iscriviti a:
Post (Atom)
