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venerdì 4 ottobre 2013

La Giunta per le elezioni dice sì a maggioranza alla decadenza di Berlusconi da senatore. L'ira Pdl

ROMA - La giunta per le elezioni del Senato "decide a maggioranza di proporre all'assemblea del Senato di deliberare la mancata convalida dell'elezione del senatore Silvio Berlusconi". Lo ha detto il presidente Dario Stefano al termine della camera di consiglio.
"La relazione scritta recante le motivazioni della decisione sarà sottoposta alla giunta nella prossima seduta onde poter essere presentata al Senato entro il previsto termine di venti giorni dall'adozione della decisione" ha detto il presidente della giunta.
Il risultato del voto sulla decadenza di Berlusconi e' di quindici sì (di Pd, Sc e M5S), otto no (di Pdl, Lega e Gal). Si è votato anche sulle cinque questioni poste da Berlusconi nella sua memoria difensiva, inclusa la ricusazione di alcuni membri della giunta: sono state tutte rigettate.
 Una eliminazione dell'avversario per via giudiziario, così Silvio Berlusconi commenta la decisione della giunta del Senato. Aggiungendo: ''Quando si viola lo stato di diritto si colpisce al cuore la democrazia. 'Violando i principi della Convenzione Europea e della Corte Costituzionale sulla imparzialità dell'organo decidente e sulla irretroattività delle norme penali oggi sono venuti meno i principi basilari di uno stato di diritto''.
"Peggio del previsto. Il copione era stato già scritto e se ne conosceva la trama ma si è andati oltre ogni limite di tollerabilità" afferma il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani. "Al verdetto politico, fondato sul pregiudizio e sull'odio verso Silvio Berlusconi, in palese violazione del principio della non retroattività della legge penale sancito dalla Costituzione, oggi si è aggiunto l'intollerabile comportamento di un senatore che ha infranto il patto di riserbo dell'udienza pubblica dell'organismo parlamentare e inficiato così la legittimità della decisione. Un comportamento, questo - rileva Schifani - che avrebbe dovuto imporre lo stop ai lavori, come abbiamo richiesto al presidente Grasso. Ora spetterà all'Assemblea del Senato evitare che si consumi definitivamente questo gravissimo vulnus costituzionale e regolamentare. Ci auguriamo che gli alleati di governo, Partito democratico e Scelta Civica, abbiano in quella sede un sussulto di responsabilità e respingano insieme al Pdl il pronunciamento odierno". 
Una decisione che, dichiarano in una nota congiunta i legali di Silvio Berlusconi, Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini, rappresenta un ''gravissimo precedente che mina profondamente la storia democratica del paese e lo stato di diritto''.
"La decisione di una Giunta la cui maggioranza dei componenti già aveva votato con chiare e molteplici dichiarazioni alla stampa, era del tutto prevedibile. Addirittura - sottolineano i legali - si è assistito a insulti in diretta nei confronti del presidente Berlusconi da parte di uno dei componenti della Giunta che avrebbe dovuto non solo essere, ma anche apparire imparziale. Tanta era la fretta che non si è voluto né investire la Giunta per il regolamento né inviare gli atti alla Corte Costituzionale né alla Corte di Lussemburgo né attendere la decisione del ricorso a Strasburgo''. ''Vi era evidentemente il timore che altri organismi potessero emanare statuizioni che modificassero la decisione già assunta".
"Offesa alla democrazia e al diritto. Tanto più grave perché perseguita con rancorosa pervicacia dal Partito democratico, nostro alleato nella maggioranza di governo. Solo il senso di responsabilità e la testimonianza di Silvio Berlusconi, che ha anteposto a tutto il bene comune, ci convince ad andare avanti nel nostro lavoro di rappresentanti degli italiani in una istituzione che sta tradendo se stessa. Diciamolo: si è rifiutata la strada del diritto e del buon senso'', afferma il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta.
"Esprimo al presidente Silvio Berlusconi la più profonda solidarietà. Poi vedremo se questa decisione della giunta, inficiata da palesi irregolarità, verrà sancita dall'aula". Lo afferma Fabrizio Cicchitto del Pdl. "Ben 53 processi - rileva - testimoniano l'esistenza di un sistematico attacco giudiziario contro di lui non come persona ma come leader politico del centrodestra. 
"La giunta della decadenza ha votato una condanna già scritta. Aggiungendo infamia politica a una infamia giudiziaria". Lo afferma Daniela Santanchè, deputata del Pdl.
"Il copione era già scritto, il titolo pure: ingiusta è fatta". Lo afferma Paolo Bonaiuti, senatore del Pdl. 
"Non era un motivo sufficiente per sospendere la seduta". Il presidente della Giunta per le Immunità, Dario Stefano, risponde così a chi gli chiede come mai non sia stata sospesa la seduta della Giunta dopo i tweet ed i post su Facebook di Vito Crimi (M5S). Il presidente della Giunta non ha accolto la richiesta del Pdl di sospendere la camera di consiglio sulla decadenza per il post su Facebook del commissario M5S Vito Crimi perchè "è previsto si possa fare solo per cause di forza maggiore o in caso di guerra" e perché comunque "mi sono sembrate sufficienti le spiegazioni che Crimi mi ha dato" ha spiegato. Anche se "ho voluto richiamare tutti i commissari - ha riferito lo stesso Stefàno, letta la decisione della Giunta - a evitare di incorrrere in incidenti durante la camera di consiglio". "Crimi, in ogni caso - ha sottolineato ancora Stefàno - mi ha dimostrato essere stato da lui postato qualcosa di cui non era l'autore principale e comunque pubblicato in precedenza e non durante i lavori della Giunta. E "questo mi è sembrato sufficiente per ritenere non doversi sospendere una seduta e interrompere i lavori".
"Ogni comportamento dei componenti della Giunta che esorbiti dalle funzioni istituzionali, a tal punto da incidere sul regolare andamento dei lavori, richiede attenta e approfondita istruttoria su eventuali violazioni del Regolamento, da sottoporre agli organi competenti sotto profilo disciplinare che regolamentare" dice Piero GrassoE' "del tutto inqualificabile e gravemente offensivo quanto scritto dal senatore Vito Crimi nei confronti del senatore Berlusconi durante la fase pubblica della seduta della Giunta. Tale comportamento verrà sicuramente valutato dagli organi competenti del Senato". 
A tornare sulla vicenda in serata è il senatore del M5S, Vito Crimi. "E' un attacco ignobile e vergognoso a me, e tramite la mia persona al Movimento 5 Stelle, volto a sollevare una cortina fumogena per cercare l'ultimo disperato appiglio per frenare la rovina politica dell'uomo che ha causato la degenerazione istituzionale del nostro Paese". "Prendo atto che la Rete - incalza il pentastellato - viene considerata un trastullo inutile, da inibire con leggi bavaglio liberticide, da frenare impedendo lo sviluppo della banda larga, da ridicolizzare come mezzo di diffusione delle informazioni, mentre assurge a totem autorevole quanto e più di un quotidiano nazionale quando, per i propri biechi fini, si decide che va usato per demonizzare l'avversario, arrivando anche a minacciare di paralizare le istituzioni per una condivisione su un social network". "Se dopo la Corte Europea i falchi del Pdl sono costretti ad attaccarsi a Facebook - conclude il senatore del M5S - ebbene si può dire che la parabola politica di Berlusconi possa dirsi definitivamente conclusa".

L'ok della Giunta alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore fa il giro del mondo. E in pochi minuti è sui siti online con la Bbc che titola "la Giunta decide di procedere all'espulsione". Così come lo spagnolo El Mundo (Giunta "vota per l'espulsione") mentre la notizia è breaking News sul tedesco Die Welt e sul Wall Street Journal.

giovedì 19 settembre 2013

Senato, il 4 ottobre l’udienza pubblica in giunta su Berlusconi

ROMA - Si terrà il 4 ottobre l'udienza pubblica nella quale verrà ascoltato Silvio Berlusconi nell'ambito del procedimento di contestazione aperto contro di lui in Giunta per le immunità del Senato. Lo rende noto il presidente della Giunta, Dario Stefano, dopo un incontro con il presidente Pietro Grasso.
"Ho condiviso con il presidente del Senato la data del 4 ottobre per fissare l'udienza pubblica. E la sede sarà al Senato, nella sala Koch. L'indicazione del 4 ottobre arrivata da Grasso dipende dal fatto che quel giorno non sono previsti lavori d'Aula", spiega Stefano in una conferenza stampa dopo l'incontro. 
Ora, aggiunge, "si dovranno affrontare problemi di natura tecnico-logistica, per la quale il Senato sta mettendo in piedi una task force. La Sala infatti dovrà essere allestita per ospitare le parti che dovranno confrontarsi". "Oltre a Berlusconi - conclude Stefano - dovrà essere ascoltato anche Ulisse Di Giacomo che è il primo dei non eletti nella regione Molise", cioè quello che ha presentato ricorso contro la non proclamazione della sua elezione. 

Csm: "Attacchi infondati alle toghe" - Il comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura in una nota esprime "amarezza e sconcerto per l'ennesima ripetizione di giudizi sprezzanti e di attacchi infondati che colpiscono in modo indiscriminato la magistratura italiana". I giudici "non meritano l'addebito di intenti persecutori o di complotti". "E l'esito di qualsiasi processo è una sentenza che va accettata ed applicata". "Diversamente verrebbero meno le regole dello Stato di diritto e il presupposto della ordinata convivenza civile".

mercoledì 18 settembre 2013

Giunta elezioni: respinta la relazione Augello, senza la presenza dei senatori del Pdl

 ROMA - La Giunta per le Immunità del Senato ha respinto la relazione di Andrea Augello che chiedeva la convalida dell'elezione di Berlusconi. I no sono stati 15, un solo voto a favore. Nuovo Relatore e' il presidente Dario Stefano. "Le pressioni politiche esterne sono state il 24esimo giudice" della Giunta delle Immunità del Senato. "Le ragioni del diritto sono state superate dai numeri, ma non da ragioni dirimenti". Lo ha detto il relatore Andrea Augello ai cronisti al termine del voto in Giunta.
In precedenza i lavori per la Giunta delle Immunità erano stati sospesi per cinque minuti dopo l'uscita dall'Aula della Giunta dei senatori del Pdl. I parlamentari pidiellini sono usciti dopo la bocciatura delle due questioni preliminari sollevate nella relazione Augello, con 14 no e 9 sì la prima; 14 no e 9 si la seconda "Riteniamo che il giudizio della Giunta sia pregiudicato nel suo risultato, pertanto abbiamo ritenuto che il prosieguo della nostra partecipazione a questi lavori fosse del tutto inutile". Lo ha affermato il capogruppo del Pdl nella Giunta delle Immunità del Senato, Nico D'Ascola , motivando l'abbandono anticipato dei lavori da parte dei membri di Pdl, Lega e Gal. "Ciò non comporta alcun risultato" in riferimento al prosieguo dei lavori, ha aggiunto D'Ascola.
 ''Ci siamo trovati di fronte a un voto ''politico e pregiudiziale'' con ''l'indisponibilità totale del Pd a mettersi attorno a un tavolo e ragionare in punta di diritto''. Lo afferma la senatrice Maria Elisabetta Casellati (Pdl) commentando con i cronisti l'uscita anticipata dei membri del Pdl dalla Giunta: ''Si vuole usare la ghigliottina' nei confronti di Silvio Berlusconi'', ha aggiunto Casellati.

giovedì 12 settembre 2013

Giunta elezioni, accordo sul calendario, si vota mercoledì su Berlusconi

ROMA -  La Giunta per l'immunità' del Senato ha accolto all'unanimità la proposta del presidente Dario Stefano di votare mercoledì sera. Questo è il calendario dei lavori: lunedì, dalle 15 alle 20; martedì, dalle 9 alle 14; mercoledì, dalle 20.30 in poi dichiarazioni di voto e voto.
Sul fronte del Pd, Massimo D'Alema dice: 'Mi meraviglia il Pdl che per Berlusconi chiede una soluzione politica. Lasciamola fuori, perché la legge è legge e si deve applicare'.
Sul latoopposto, il ministro Quagliariello osserva: 'Sembra quasi che in giunta si stia facendo una corrida; ho paura che lavorino perché rimanga tutto tale e quale'. E Maurizio Gasparri accusa: 'Una parte del Pd ha avvelenato il clima per far cadere il governo Letta'.
Qualora mercoledì sera la relazione Augello venisse bocciata, "nel giro di pochi minuti - spiega il presidente della Giunta delle Elezioni e Immunità del Senato, Dario Stefano - sarà nominato un nuovo relatore all'interno della maggioranza che si è creata, quindi ci saranno 10 giorni per l'udienza pubblica. Il senatore Berlusconi potrà difendersi di persona o tramite i suoi legali". Un'eventualità che per Augello è tutt'altro che remota: ""Mi pare chiaro - sottolinea il relatore - che il Pd non venga folgorato sulla via di Damasco e che quindi bocci la relazione. Credo che tutto questo non possa non avere conseguenze politiche". 

mercoledì 11 settembre 2013

Barbara Berlusconi difende il padre. Scontro sul calendario della Giunta

ROMA -''Qualcuno cerca di rappresentare la storia di mio padre come quella di un criminale. Non è così - ha detto Barbara Berlusconi, interpellata dall'ANSA mentre usciva dalla sede del Milan - La sua è invece una storia imprenditoriale e politica. Si possono usare tanti aggettivi per descrivere Silvio Berlusconi, ma non quello di delinquente''.
 ''Il Pd evidentemente si è accorto di aver sbagliato, l'accelerazione era sbagliata. Pensare la decadenza del senatore Berlusconi in 24 ore era follia pura. Evidentemente qualcuno se ne è accorto e qualcuno ha frenato il Partito democratico. Penso, molto probabilmente, anche se non lo so con esattezza, il Colle più alto''. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera, in un'intervista a 'Radio Anch'io', su Radio Uno. ''Il Partito democratico - sottolinea l'ex ministro - ha fatto marcia indietro e si è diffuso un po' di buon senso, solo un po' di buon senso. Loro insistono a dire, senza se e senza ma, che la decadenza debba essere decisa e al più presto. E sul più presto sono anche d'accordo, perché questa incertezza deve finire. Noi siamo dell'avviso che l'applicazione della legge Severino sia incostituzionale - spiega - che non si può applicare la legge Severino in forma retroattiva, e chiediamo che sia la Corte Costituzionale oppure la Corte del Lussemburgo a decidere. Metà Paese la pensa così, metà dei costituzionalisti la pensano così, i dubbi sono chiarissimi da questo punto di vista''. ''Non capisco - conclude - perché il Pd, alleato di maggioranza, insista in questa posizione se non per ragioni politiche''.
Dopo l'intesa raggiunta ieri sulla procedura da seguire per il caso Berlusconi, oggi invece non si raggiunge l'unanimità nella decisione sul calendario dei lavori che dovrebbe seguire la Giunta del Senato. "In assenza dell'unanimità - spiega Stefania Pezzopane (Pd) - dovrà essere domani il presidente a proporre il calendario".
All'inizio della seduta dell'Ufficio di presidenza della Giunta per le Immunità del Senato, il vicepresidente Giacomo Caliendo (Pdl), aveva proposto di arrivare ad un voto tra due settimane. Poi il Pdl aveva provato a correggere il tiro ipotizzando un voto entro venerdì della prossima settimana. Ma ormai le posizioni di Pd e Movimento 5 stelle, dopo l'iniziale presa di posizione di Caliendo, si erano irrigidite. Così è stato difficile riuscire ad arrivare ad una decisione unanime. I senatori grillini, infatti, proponevano di far lavorare la Giunta, se necessario, anche il finesettimana pur di arrivare ad un voto nei tempi più rapidi possibili. L'intenzione del Pd, invece, era quella di chiudere il capitolo 'relazione Augello' entro lunedì, al massimo martedì mattina. In questa situazione, dopo due ore di discussione, si è preferito affidare la decisione di fissare un calendario dei lavori al presidente della Giunta Dario Stefano. 

Il socialista Enrico Buemi ha lasciato in anticipo l'Ufficio di presidenza per protestare contro ''l'atteggiamento del Pd che probabilmente vuol far cadere, con quest'atteggiamento, il governo Letta. Non si possono accettare dei diktat sul calendario dei lavori come quelli che stanno arrivando dal centrosinistra".  ''Questa posizione di Buemi è kafkiana, ridicola e pretestuosa'', commenta il vicepresidente della Giunta Stefania Pezzopane. ''Soprattutto - osserva - perché lui non ha fatto nessuna di queste dichiarazioni in Ufficio di presidenza, ma solo a voi della stampa, e poi perché provengono da un uomo eletto nel Pd''.

Giunta elezioni, nella notte trovata la tregua. Rinvio a giovedì

ROMA - Dal muro contro muro di ieri, oggi la situazione in Giunta per le Immunità del Senato sembra essersi sbloccata, dopo la riunione nella notte: il relatore Andrea Augello ritira le tre questioni pregiudiziali presentate ieri; avanza la sua proposta di confermare la convalida dell'elezione di Berlusconi (che fino all'ultimo non voleva fare); e all'unanimità si decide di dare il via alla discussione generale sulla relazione che di fatto ha assorbito le questioni pregiudiziali (diventate ora 'preliminari'). Ci sarà così un voto finale sulla relazione, ma anche la possibilità di esprimersi su ogni singola questione 'preliminare', spiega Augello. Il Pdl ha voluto, infatti, che nelle dichiarazioni di voto ogni gruppo si esprima non solo sulla convalida ma anche sulle singole questioni, come quella della costituzionalità o meno della legge Severino.
Alcuni componenti della Giunta, che tornerà a riunirsi giovedì alle 15, spiegano il risultato in due modi: il Pdl, a parte le dichiarazioni di fuoco di alcuni a cominciare da Schifani, di fatto non vedrebbe di buon occhio la caduta del governo; Berlusconi starebbe prendendo tempo perchè convinto dal suo entourage più moderato a chiedere la grazia a Napolitano. E per questo avrebbe bisogno di più giorni per riflettere.

E' molto probabile poi che la relazione di Augello venga bocciata e che lui si debba dimettere, visto le posizioni di Pd, M5S, Sel e Sc, ma intanto almeno formalmente, insistono i commissari, ''abbiamo dato prova di saper andare avanti'' con ''una certa dose di civiltà'', senza lo scontro frontale che si preannunciava ieri e che di certo non avrebbe fatto bene alla tenuta del governo.

martedì 10 settembre 2013

Giunta elezioni, governo in bilico, stasera alle 20 il passaggio fondamentale

ROMA - Iniziato con uno scontro totale tra Pd e Pdl l'esame della Giunta delle elezioni del Senato del caso Silvio Berlusconi, la situazione si sta avvitando sempre più verso la crisi. Annunciato da settimane dalle dichiarazioni di guerra del Pdl e dalle dure repliche dei democratici, il duro braccio di ferro si è concretizzato tra le mura di S. Ivo alla Sapienza quando il relatore Andrea Augello ha presentato alla Giunta tre questioni pregiudiziali prima ancora di entrare nel merito della decadenza. Il Pdl ha chiesto il rinvio della discussione, pena la rottura totale e l'inizio della crisi di governo. Pd e M5S hanno reagito tirando dritto e chiedendo e ottenendo un voto unico che valga per l'intera relazione e le tre pregiudiziali.

Voto che, se avesse luogo oggi, fungerebbe da ghigliottina per le larghe intese, è stata la linea rossa tracciata in serata da Renato Schifani. Linea che la Giunta sembra apprestarsi a varcare avendo rinviato la discussione a oggi alle 20 e senza escludere, ma neanche confermare, la possibilità di un voto al termine dei lavori. L'aut-aut del capogruppo Pdl è giunto alla fine di una serata trascorsa sul filo della tensione e quasi in contemporanea all'ennesimo muro calato del Pd a qualsiasi cessione a favore del Cavaliere. "Mi pare che il Pd su questo abbia le idee assolutamente chiare e sia assolutamente unito: lo stato di diritto viene prima di qualsiasi cosa", ha puntualizzato il ministro per il Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, a cui hanno fatto eco le parole del segretario Pd Guglielmo Epifani secondo il quale una crisi di governo darebbe frutto "dell'irresponsabilità" del Pdl. Parole che alimentano il potenziale incendio che a breve potrebbe far crollare il governo, con ripercussioni imprevedibili sui mercati, le avvisaglie delle quali sono già visibili.

lunedì 9 settembre 2013

Schifani, in giunta elezioni “muro contro muro”. Così, addio maggioranza. Lavori aggiornati a domani sera

ROMA - "Dalla giunta provengono segnali di muro contro muro. Un inaccettabile atteggiamento da parte del Pd e di M5S che intendono votare domani contro le pregiudiziali formulate dal relatore. Se dovesse succedere questo, non credo che si potrebbe più parlare di maggioranza a sostegno del governo". Lo afferma il capogruppo Pdl al Senato Schifani ai Tg.
La giunta delle elezioni, intanto, si è aggiornata a domani alle 20. Il relatore Andrea Augello "sottopone alla Giunta la proposta di sollevare una questione incidentale" davanti alla Corte costituzionale, riferita a "dieci diversi profili di illegittimità costituzionale" della legge Severino, "reputati rilevanti e non manifestamente infondati". E' quanto si legge nella relazione di Augello. Augello chiede mandato per "redigere l'ordinanza di rimessione" alla Consulta.
 "Un rinvio pregiudiziale di tipo interpretativo alla Corte di giustizia dell'Unione europea", sulla retroattività o meno della legge Severino. E' quanto inoltre propone Augello. Propone inoltre che la giunta chieda alla Corte del Lussemburgo di decidere con procedura accelerata e che non si avvalga della facoltà di esprimere il proprio punto di vista nel merito della questione.
"La relazione del relatore Augello sul caso Berlusconi consiste, sostanzialmente, nelle questioni pregiudiziali. Di fatto, non ha voluto avanzare una sua proposta. Non ci ha voluto dire, insomma, se vuol considerare decaduto o meno il Cavaliere dal mandato di parlamentare". A sintetizzare i lavori in giunta delle Immunità è il senatore dei 5 Stelle Mario Michele Giarrusso, secondo il quale "il Pdl vuol perdere solo tempo".

"Se la giunta voterà contro le pregiudiziali poste da Augello (PDL) chiederemo la sostituzione del relatore". E' quanto scrive su facebook il gruppo del M5S al Senato in una sorta di differita web della riunione della giunta per le autorizzazioni del Senato che è chiamata a decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi.

Giunta elezioni: il Pd chiede e ottiene un solo voto sulle 3 pregiudiziali e la relazione Augello. Si acellerano i tempi (e anche lo scontro)


ROMA - Il Pd ha chiesto e ottenuto che il voto - della Giunta delle elezioni del Senato che esamina il caso Berlusconi - sulle pregiudiziali equivalga a quello sull'intera relazione Augello. E' quanto si apprende da fonti della Giunta del Senato, secondo cui ogni gruppo avrà dieci minuti per intervenire nella discussione. Bocciate o ammesse le pregiudiziali, si intenderebbe così bocciata o esclusa l'intera relazione di AugelloIntanto è stata fissata per il 19 ottobre l'udienza per il processo d'appello bis con il quale sarà ricalcolata l'interdizione dai pubblici uffici a carico di Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per il processo sulla compravendita dei diritti tv. L'udienza si svolgerà davanti alla III Corte d'Appello di Milano. Lo scorso 1 agosto la Cassazione ha confermato per l'ex presidente del Consiglio la condanna a 4 anni per frode fiscale - di cui tre coperti da indulto - ma ha disposto l'annullamento con rinvio per quanto riguarda il periodo dell'interdizione dai pubblici uffici.
 E' prevista per mercoledì alle 13.30 nella sala della Regina della Camera una riunione congiunta dei gruppi di Camera e Senato del Pdl a cui prenderà parte Silvio Berlusconi. La riunione servirà per fare il punto della situazione alla luce anche di quello che accadrà nella Giunta per le elezioni del Senato.

Giunta elezioni, sale la tensione su tre questioni pregiudiziali per Berlusconi

ROMA - Sale la tensione per il voto in giunta sulla decadenza. Il Pdl preme per allungare i tempi e torna a minacciare la tenuta della maggioranza, Cuperlo (Pd) chiarisce: 'rispetteremo i tempi e manterremo la coerenza delle nostre posizioni', ipotizzando una nuova maggioranza per la riforma elettorale in caso di uscita del Pdl dal governo
Il ricorso di Silvio Berlusconi alla Corte di Strasburgo è ''chiaramente non ricevibile perchè ci vuole un provvedimento definitivo che in questo caso non c'è. Il fatto che ne stiamo discutendo vuol dire che non c'è provvedimento definitivo'', ha affermato ai cronisti il senatore Felice Casson (Pd) prima di entrare in Giunta.

 La Giunta per le immunità del Senato sta ora esaminando le tre questioni pregiudiziali presentate dal relatore Andrea Augello sul caso Berlusconi e cioè l'ipotesi di un ricorso alla Consulta, il rinvio alla Corte europea di giustizia e la questione dell'interpretazione del merito della legge Severino. È probabile che su queste tre pregiudiziali si possa arrivare al voto entro oggi. È quanto si apprende da alcuni componenti della Giunta nella riunione ancora in corso.

Senato: la giunta per le elezioni si riunisce alle 15 per decidere le sorti di Berlusconi (e del governo)

ROMA - Mancano poche ore alla seduta della Giunta per le elezioni del Senato, chiamata a pronunciarsi sulla decadenza di Silvio Berlusconida senatore. La conta dei voti si conferma avversa al leader del Pdl. Sono infatti 14 i senatori che si sono già detti favorevoli alla decadenza in base alle norme della legge Severino, mentre sono solo a 8 quelli pronti a dar battaglia per difenderne le ragioni. In ogni caso il pronunciamento non avverrà domani.
Favorevoli alla decadenza di Berlusconi sono gli 8 senatori del Pd (Stefania Pezzopane, Isabella De Monte, Felice Casson, Giuseppe Cucca, Rosanna Filippin, Doris Lo Moro, Claudio Moscardelli, Giorgio Pagliari), i 4 di M5S (Maurizio Buccarella, Vito Crimi, Serenella Fucksia, Mario Giarrusso), nonché Benedetto Della Vedova, di Scelta Civica, e Dario Stefano, di Sel, che è il presidente della Giunta.
A questi si oppongono quanti hanno già preannunciato di essere contro la decadenza di Berlusconi: ai sei parlamentari del Pdl (Giacomo Caliendo, Elisabetta Alberti Casellati, Andrea Augello, Nico D'Ascola, Carlo Giovanardi, Lucio Malan), vanno aggiunti la leghista Erika Stefani e Mario Ferrara, già di Forza Italia ed oggi capogruppo del Gal (Grandi autonomie e Libertà), cioè il gruppo che raccoglie i partiti minori del centrodestra. C'è poi il socialista Enrico Buemi, eletto nelle liste del Pd, e subentrato a maggio a Ignazio Marino che si è dimesso per candidarsi a sindaco di Roma. Buemi non si è ancora schierato, e anche sabato ha invitato i membri della Giunta agli "approfondimenti" necessari. 

Alle 15 è previsto in Giunta l'incardinamento del caso con il relatore Andrea Augello che lo illustrerà. Dopo di che la giunta dovrà decidere i tempi delle successive sedute in cui si dovrà svolgere la discussione generale e il voto. E sui tempi è difficile fare previsioni perché molto dipenderà dalle strategia del Pdl che potrebbe sollevare problemi di procedura in pendenza del ricorso a Strasburgo.

mercoledì 28 agosto 2013

Senato, presentata alla giunta delle elezioni memoria difensiva di Berlusconi


ROMA - E' stata presentata in queste ore alla Giunta delle elezioni e delle immunità la 'memoria difensiva' di Silvio Berlusconi messa a punto dai suoi legali in vista del pronunciamento sulla decadenza del Cavaliere da Senatore. Secondo quanto si apprende, il fascicolo contiene anche 6 pareri pro-veritate di autorevoli costituzionalisti.

giovedì 6 giugno 2013

Accordo di maggioranza: vigilanza Rai al M5S, Copasir alla Lega, giunta Senato a Se

ROMA - La maggioranza ha raggiunto in un incontro tra i capigruppo Pd-Pdl, l'intesa sulle presidenze delle bicamerali e della giunta per le elezioni e autorizzazioni del Senato: il leghista Giacomo Stucchi al Copasir, Roberto Fico alla Vigilanza Rai e Dario Stefano (Sel) alla giunta di Palazzo Madama.

Delle presidenze di Copasir, Vigilanza Rai e giunta per le Elezioni e autorizzazioni del Senato si è parlato nel corso di una riunione tra i capigruppo di Pd e Pdl che si è svolta ieri pomeriggio alla Camera. Luigi Zanda e Roberto Speranza per il Pd, Renato Schifani e Renato Brunetta, accompagnati da Maria Stella Gelmini, per il Pdl, si sono incontrati per circa un'ora in un ufficio nella galleria dei presidenti a Montecitorio. "Rispetteremo quanto prevede la legge per il Copasir e la prassi per Vigilanza e giunta, votando alla presidenza di questi organi esponenti dell'opposizione", si è limitato a dire Schifani a chi lo ha interpellato al termine della riunione. Voto oggi pomeriggio, alle 13.30 è convocato il Copasir, alle 14 la Vigilanza Rai, alle 15.30 la giunta del Senato: elezione di un parlamentare della Lega, Giacomo Stucchi, per il Copasir, di un deputato del Movimento 5 Stelle, Roberto Fico, per la commissione di vigilanza sulla Rai e di un senatore di Sel, Dario Stefano, alla guida della giunta che a Palazzo Madama si troverà ad affrontare il tema delicato dell'ineleggibilità di Silvio Berlusconi.