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mercoledì 28 gennaio 2015

QUIRINALE, i 10 nomi del M5S (c’è anche Prodi)

ROMA, 28 gennaio - I candidati che il M5s sottoporrà al voto della Rete per il Colle sono dieci. Nella rosa di nomi ci sono: Pierluigi Bersani, Raffaele Cantone, Lorenza Carlassare, Nino Di Matteo, Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Paolo Maddalena, Romano Prodi, Salvatore Settis e Gustavo Zagrebelsky.

Addio al M5s anche da parte del senatore Francesco Molinari, che si aggiunge ai deputati "disertori" di martedì. In tutto quindi sono 36 i parlamentari che hanno deciso di lasciare il Movimento. "Sono stanco sicuramente della situazione, piano piano stiamo mandando a quel paese le poche cose che davamo per certe: per ultimo le quirinarie", aveva detto Molinari in un'intervista a La Repubblica.

QUIRINALE, Renzi: non accettiamo veti. Lega e FDL candidano FELTRI

ROMA, 28 gennaio - "Anche se i giornali ne danno uno certo al giorno il nome ancora non c'è perchè abbiamo deciso di trovarlo insieme". Così Matteo Renzi parlando all'assemblea dei senatori Pd. "In questa partita si gioca la leadership del Pd a viso aperto e vento in faccia", dice Renzi parlando della partita sul Quirinale.
E dopo gli incontri di ieri con i partiti: "L'identikit disegnato nelle consultazioni è stato di un difensore della Carta, un politico quasi per tutti tranne Fdi e una personalità che abbia un'interlocuzione internazionale", aferma il premier.  "Con Fi abbiamo avuto un incontro civile, non vogliono qualcuno con una storia militante nel nostro partito. Non possiamo accettare veti".
"Sono contraente del patto del Nazareno e lo rivendico. Il capo dello Stato lo abbiamo fatto sempre con Fi ma questo non significa che prendiamo il loro nome".
Poi Renzi rinvia a domani nell'assemblea dei deputati Pd la decisione finale su come votare nelle prime tre votazioni: "Domani dobbiamo decidere se andare sulla proposta della scheda bianca che per me continua ad essere la migliore ma decidiamo insieme". E sul timing: "Dobbiamo chiudere entro il fine settimana e contemplare anche la domenica ma spero che non ce ne sia bisogno", spiega Renzi.
L'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini è stato ricevuto, a quanto si apprende, a Palazzo Chigi.

Lega e Fdi candidano Vittorio Feltri - "Non mi piace la scheda bianca, è decidere di non decidere. Ecco perché vogliamo lanciare un segnale di speranza, un percorso condiviso che ci auguriamo non sia solo di Lega e Fratelli d'Italia candidando alla presidenza della Repubblica Vittorio Feltri". Così Matteo Salvini e Giorgia Meloni a Montecitorio. "Ho sentito Feltri questa mattina - chiosa Salvini - ed è orgoglioso di questa attenzione: al contrario di altri noi non facciamo nomi senza aver prima sondato".  "Noi - prosegue Salvini - puntiamo al nome di Feltri per i primi 3 scrutini poi ognuno tornerà a onorare i patti sottoscritti". Ovvero il famigerato patto del Nazareno siglato tra Renzi e Berlusconi. "La nostra - aggiunge Giorgia Meloni - non è una candidatura di bandiera ma speriamo possa aggregare. Mi chiedo come facciano Berlusconi o Alfano a preferire Amato o Padoan rispetto a Vittorio Feltri. Ecco perché invitiamo i deputati e i senatori di centrodestra che hanno ricevuto l'ordine di votare scheda bianca a convergere su questo nome. Perché Feltri? Perché è popolare. Se gli italiani potessero votare il Capo dello Stato - conclude Meloni - i nomi che girano in questi giorni non avrebbero diritto di cittadinanza".

martedì 27 gennaio 2015

QUIRINALE, Berlusconi non va all’incontro con RENZI


ROMA, 27 gennaio - Silvio Berlusconi non sarà presente all'incontro di stasera con Matteo Renzi per le consultazioni sul Colle. Alla riunione andrà una delegazione composta da Giovanni Toti, Debora Bergamini, i due capigruppo, Renato Brunetta e Paolo Romani, con i loro vice. Il premier Matteo Renzi e Silvio Berlusconi potrebbero vedersi domani all'ora di pranzo a Palazzo Chigi per discutere dell'elezione del prossimo Capo dello Stato. Secondo quanto si apprende, la riunione è fissata prima dell'incontro del leader di Forza Italia con i grandi elettori azzurri in programma alle 16.

lunedì 26 gennaio 2015

RENZI, per il Quirinale il Pd farà un solo nome

ROMA, 26 gennaio - Entra nel vivo la partita politica che porterà all'elezione del successore di Giorgio Napolitano. Il premier Renzi ha deciso e lo comunica alla riunione dei suoi deputati: alle altre forze politiche, il Pd farà un solo nome, una proposta secca e niente terne. Il Pd voterà scheda bianca alle prime tre votazioni, ha annunciato Renzi all'assemblea dei deputati alla Camera indicando il metodo per eleggere il Capo dello Stato. Chi non condivide il nome del candidato alla Presidenza della Repubblica, ha aggiunto,"dovrà dirlo apertamente". I nomi dei candidati "non li facciamo perché poi decidano altri", spiega Renzi che sottolinea: L'elezione del nuovo presidente della Repubblica "non è un referendum né sul governo né su di me".
Condivisione da Fassina, perché il Pd dovrà superare la prova Quirinale unito, cercando il dialogo con Forza Italia. Bersani assente all' assemblea. E Civati scrive alla segreteria del partito candidando Prodi.
"Non scommetto sulla vostra fedeltà ma sulla vostra intelligenza". Così, a quanto si apprende, Matteo Renzi si è rivolto ai deputati Pd aggiungendo di scommettere "sulla vostra capacità di essere gruppo dirigente" e che sulla partita del Colle non si tratta di "fedeltà a me".

Dei big del partito, manca alla riunione  Dario Franceschini mentre partecipa il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

sabato 24 gennaio 2015

QUIRINALE, Grillo: "I giochi sono fatti, noi decidiamo poco"


ROMA, 24 gennaio - “Il Pd ci ha convocato al Nazareno per il presidente della Repubblica. La risposta la daremo stasera durante la Notte dell'onestà in piazza del Popolo" a Roma. Lo annunciano su Twitter Luigi Di Maio, Roberto Fico e Alessandro Di Battista, membri del direttorio del Movimento 5 Stelle. Il M5S è l'unico partito a non avere ancora dato una risposta al Pd in merito alle consultazioni sul prossimo presidente della Repubblica. E, Beppe Grillo, all'uscita dall'albergo Forum per recarsi alla manifestazione, ha detto: "I giochi sono già fatti, noi decidiamo poco", rispondendo se era "pronto per la battaglia per il Quirinale". Andrà al Nazareno per incontrare Renzi? "Il Nazareno? Io non so cosa sia il Nazareno": Beppe Grillo risponde così ai giornalisti che a Piazza del Popolo lo avvicinano per conoscere la risposta del M5s alle consultazioni aperte dal Pd sul nuovo presidente della Repubblica.

venerdì 23 gennaio 2015

QUIRINALE, Vendola e Civati lanciano un fronte “anti-Nazareno”

ROMA, 23 gennaio - Un fronte anti-Nazareno per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. E' la linea di Sel e del fronte dei 'dissidenti dem' di Pippo Civati. La proposta era stata lanciata dal leader di Sel, Nichi Vendola, che ha aperto oggi la tre giorni 'Human Factor' e che chiama a raccolta la sinistra proprio nel weekend del voto greco. Serve un fronte anti-Nazareno" di cui faccia parte "non solo la sinistra di alternativa ma tutte le forze che amano la Costituzione e considerano il Patto del Nazareno una forma di inquinamento della politica". Anche il M5S? "Tutti coloro che vogliono giocare questa partita". 
"Tutti coloro" che sono contro il patto Renzi-Berlusconi, "dovrebbero fare una proposta sul presidente della Repubblica perché non sia espressione del Nazareno". Così il deputato della minoranza Pd Pippo Civati, che auspica "un candidato NN, non-Nazareno, che possa arrivare ai voti necessari, senza essere il candidato di questo o quello". "Tutti coloro che stanno dicendo peste e corna del patto del Nazareno e della sua estensione (e addirittura della sua finalizzazione alla creazione di un nuovo soggetto politico) dovrebbero fare una proposta perché" il nuovo capo dello Stato "non sia espressione del Nazareno, come ormai scrivono tutti i giornali, e quindi di quella che si può definire una trattativa privata (fino alla rottura in Senato, tutti negavano che nel patto ci fosse anche il Quirinale, ma ormai tutti ammettono che non era vero)", scrive Pippo Civati sul suo blog. "Se fosse un'iniziativa che nasce in Parlamento, oltre al Nome della Rosa (e alla Rosa dei Nomi), costringerebbe tutto il Pd a un dibattito vero, non al solito 'canguro' tra le dichiarazioni, al termine delle quali si arriva puntualmente all'o così, o niente", prosegue. "Un candidato NN, non-Nazareno - conclude - che non nasce tra quattro mura, ma all'aperto, nell'aula parlamentare e nella società italiana, perché le sappia rappresentare entrambe, con autorevolezza e autonomia (che poi sono la stessa cosa)"
Manca ormai meno di una settimana alla prima seduta comune delle Camere per il voto sulla presidenza della Repubblica e i partiti stanno mettendo a punto le loro strategie. Sembrano abbassarsi un po' i toni nel Pd dopo le accuse di ieri di Stefano Fassina a Renzi sui franchi tiratori che affossarono Prodi. Alfano - intanto - in mattinata ha riunito i suoi e non ha chiuso a un nome del Pd. Beppe Grillo, che è a Roma, è tornato ad attaccare il 'Patto del Nazareno'.

E sarà lo stesso premier Matteo Renzi a guidare la delegazione del Pd che da martedì incontrerà tutti i partiti in vista dell'elezione del presidente della Repubblica.

martedì 13 gennaio 2015

NAPOLITANO: "Sono contento di tornare a casa"

ROMA, 13 gennaio - “Certo che sono contento di tornare a casa": a dirlo è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che presto rassegnerà le dimissioni come annunciato nel discorso di fine anno. "Qui si sta bene, è tutto molto bello - ha aggiunto parlando con un bambino in piazza del Quirinale - ma è un po' una prigione. A casa starò bene e passeggerò".
"Il Paese sia unito in momenti critici" - Il Capo dello Stato si è anche soffermato su quanto accaduto in Francia e, in particolare, sulle reazione seguita alle stragi: "Siamo molto incoraggiati dalla straordinaria manifestazione di Parigi, però dobbiamo stare in guardia senza fare allarmismo. Dobbiamo essere consapevoli della necessità, pur nella libertà di discussione politica e di dialettica parlamentare, di un Paese che sappia ritrovare di fronte alle questioni decisive e nei momenti più critici la sua fondamentale unità". 
Di ritorno al Quirinale da un impegno pubblico, Napolitano si è fermato sulla piazza per salutare i ragazzi che partecipano all'iniziativa della Polizia per sensibilizzare i giovani all'uso sicuro di Internet. Dopo aver salutato il capo della Polizia, Alessandro Pansa, Napolitano ha parlato per qualche minuto con gli studenti. "Io non navigo", ha detto Napolitano aggiungendo però di essere ben consapevole dell'importanza di Internet, raccomandando loro un uso consapevole del web e dei social.

Renzi: "Napolitano continuerà a far sentire la sua voce" - "Napolitano è un grande presidente, un grande parlamentare europeo, continuerà a fare sentire la sua voce". Così il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Strasburgo. "Sarà un grande servitore" del Paese anche "come senatore a vita", ha aggiunto.

lunedì 22 dicembre 2014

BERLUSCONI sul Quirinale: non importa da che parte proverrà, deve essere accettato da tutti


ROMA - "Noi guardiamo alla persona. Non ha importanza se e' di quella parte o di quell'altra. Non va giudicata dal fatto se ha radici in un'area o in un'altra. Si deve trattare di una persona seria, accettata da tutti". Lo ha detto in una intervista alla Repubblica, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. "Noi - spiega - in parlamento abbiamo circa 150 grandi elettori. Vogliamo concorrere dopo di che, vedremo se e cosa il leader Pd ci dirà. Noi stiamo partecipando all'approvazione delle riforme. Noi non ci sottrarremo nè sulle modifiche alla Costituzione nè sulla nuova legge elettorale. Quindi pensiamo di poter contribuire anche sul capo dello Stato".

domenica 21 dicembre 2014

RENZI, sul Quirinale nessun patto preventivo con FI

ROMA - Per Matteo Renzi l'elezione al Colle del successore di Giorgio Napolitano non rappresenta una priorità: quando sarà il momento, se ne parlerà, ha spiegato il premier, "chi oggi fa nomi li vuole solo bruciare". Il Nazareno è stato siglato un anno fa, quando le dimissioni non erano in agenda, e "questo è il motivo per cui non c'è nessun patto preventivo tra Pd e Fi", ha quindi aggiunto.

"Non lasciare Roma in mano a chi ruba" - Intervistato da "Il Messaggero", Renzi ha quindi parlato dello scandalo della cupola romana, sottolineando come la Capitale non sia la mafia,"non va lasciata a chi ruba. Roma deve ripartire", perché "dire che sono tutti colpevoli fa il gioco dei criminali". Il premier ha quindi voluto spronare il Campidoglio: "Sono comprensibilmente scossi per quanto è accaduto, ma mi verrebbe da dir loro in romanesco: ahò, dateve 'na mossa, non state fermi là".
"I magistrati parlino con le sentenze" - Rispondendo a distanza al presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli, che aveva parlato di iniziative poco incisive da parte del governo contro la corruzione, Renzi ha replicato dicendo che i magistrati devono parlare con indagini e sentenze: "Gli strumenti per combatterla ci sono e sono stati aumentati, siamo il governo che ha messo Cantone all'Anticorruzione, e che vuole ripristinare il falso in bilancio. Poi però è fondamentale che si arrivi a sentenza".

martedì 28 ottobre 2014

NAPOLITANO, tre ore e mezza di deposizione. Ha risposto a tutto le domande

ROMA - E' durata tre ore e mezza, comprensive di una breve pausa, la deposizione al Quirinale del presidente Giorgio Napolitano, nell'ambito del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. Iniziata alle 10.05, l'udienza è terminata intorno alle 13.35. A metà mattinata si è fatta una breve pausa di circa un quarto d'ora. Napolitano, che indossava un vestito blu, è apparso sereno ai legali che vi hanno preso parte e che al termine si sono fermati a parlare con i cronisti. Da parte del presidente della Repubblica "c'è stata una grande collaborazione. Napolitano ha risposto a tutto in modo molto ampio". Lo ha detto il procuratore di Palermo Leonardo Agueci. "La deposizione - ha aggiunto - ha confermato l'utilità della sua citazione".
Il presidente della Repubblica - secondo quanto reso noto da un legale - ha risposto a diverse domande delle parti, anche ad alcune domande poste dal legale di Totò Riina, Lica Cianferoni.
Il Quirinale ha fatto sapere che Napolitano "ha risposto alle domande senza opporre limiti di riservatezza connessi alle sue prerogative costituzionali né obiezioni riguardo alla stretta pertinenza ai capitoli di prova ammessi dalla Corte stessa. Il Quirinale "auspica che la Cancelleria della Corte assicuri al più presto la trascrizione della registrazione per l'acquisizione agli atti del processo, affinché sia possibile dare tempestivamente notizia agli organi di informazione e all'opinione pubblica" dell'udienza. 
"La Corte - riporta Cianferoni - non ha ammesso la domanda più importante, quella sul colloquio tra il presidente Napolitano e l'ex presidente Oscar Luigi Scalfaro quando pronunciò il famoso "non ci sto!". Il presidente - ha detto ancora il legale di Riina - ha tenuto sostanzialmente a dire che lui era uno spettatore di questa vicenda.  Il capo dello Stato - riporta infine Cianferoni - ha consultato delle carte durante la deposizione: lui ha avuto modo di avere quelle carte che il 15 ottobre sono arrivate dai pm di Firenze e che a noi parti private hanno richiesto una certa attività. Questo un teste normale non può farlo". 
In alcuni casi Napolitano si è avvalso della facoltà di non rispondere in base alle prerogative del Capo dello Stato. "La parola 'trattativa' - ha riferito un legale della difesa - non è mai stata usata". Nel corso della deposizione - ha detto Giovanni Airò Farulla, avvocato del Comune di Palermo - Napolitano ha riferito che, al'epoca, non aveva mai saputo di accordi" tra apparati dello Stato e Cosa nostra per fermare le stragi.
"Il clima è stato più che sereno - ha raccontato l'avvocato Giuseppe Di Peri, legale di Marcello Dell'Utri - ed il presidente della Repubblica disponibilissimo. Come prevedevo, tanto che avevo chiesto la revoca della testimonianza - ha aggiunto - non credo che questa testimonianza sia stata tanto utile come ritenevano i pm".
Per l'avvocato Ettore Barcellona, legale di parte civile, "nessuno ha fatto una domanda specifica sull'esistenza di una trattativa tra lo Stato e la mafia".
"Il presidente - ha spiegato l'avvocato Nicoletta Piergentili della difesa di Nicola Mancino - ha riferito di non essere stato mai minimamente turbato delle notizie su presunti attentati alla sua persona nel 1993. Questo perchéè faceva parte del suo ruolo istituzionale".

Il legale dell'ex generale Mario Mori non ha posto domande al presidente della Repubblica "per rispetto istituzionale".

QUIRINALE, in corso dal testimonianza di Napolitano alla Corte d’Assise di Palermo

ROMA - E' in corso nella sala del Bronzino del Quirinale la testimonianza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano davanti alla Corte d'assise di Palermo nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. Il procuratore di Palermo Leonardo Agueci e i pm del pool che sostiene l'accusa al processo sulla trattativa Stato-mafia sono arrivati verso le 9.30 al Quirinale. I magistrati sono entrati dalla porta dei Giardini in via del Quirinale. Alla spicciolata, sono entrati dalla porta principale del palazzo, anche gli avvocati degli imputati e delle parti civili. Arrivata anche la Corte d'Assise di Palermo. Oltre al presidente Alfredo Montalto e al giudice a latere Stefania Brambille, sono presenti i sei giudici popolari (quattro titolari e due supplenti).

Nella piazza antistante il Quirinale, si sono radunati giornalisti e curiosi. 

lunedì 29 settembre 2014

Matteo RENZI ricevuto al Quirinale


ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale Matteo Renzi. Nell'incontro il premier ha parlato al capo dello Stato della sua partecipazione all'assemblea generale delle Nazioni Unite. Il colloquio tra i due ha riguardato anche gli sviluppi prossimi dell'attività parlamentare.

sabato 22 febbraio 2014

I sedici ministri giurano alle 11


ROMA - Il Renzi One - sedici ministri, otto donne - giurerà oggi alle 11,30 e il premier si premura di spiegare che il suo è un governo per le riforme e di legislatura, con l'obiettivo di "fare cose fin da domani" e "fino al 2018".
Ripetiamo la lista dei sedici ministri (otto donne), età media 47 anni:  ha 64 anni il ministro più "anziano" del governo Renzi, Pier Carlo Padoan. Mentre la più giovane, Maria Elena Boschi (1981), batte la più giovane della squadra di Letta, Nunzia De Girolamo (1975):

Ministri con portafoglio
Ministro agli Affari Esteri: Federica Mogherini (Pd)
Ministro dell'interno Angelino Alfano (Ncd)
Ministro della giustizia: Andrea Orlando (Pd)
Ministro della Difesa: Roberta Pinotti (Pd)
Ministro delle Finanze: Pier Carlo Padoan
Ministro dello Sviluppo Economico: Federica Guidi
Ministro delle politiche agricole: Maurizio Martina (Pd)
Ministro dell'ambiente: Gianluca Galletti (Udc)
Ministro delle Infrastrutture: Maurizio Lupi (Ncd)
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: Giuliano Poletti
Ministro dell'Istruzione: Stefania Giannini (Sc)
Ministro dei Beni Culturali: Dario Franceschini (Pd)
Ministro della Salute: Beatrice Lorenzin (Ncd)

Ministri senza portafoglio
Ministro delle Riforme costituzionali e rapporti col Parlamento:Maria Elena Boschi (Pd)
Ministro della Semplificazione della Pubblica Amministrazione:Marianna Madia (Pd)
Ministro degli Affari Regionali: Maria Carmela Lanzetta (Pd)

venerdì 21 febbraio 2014

Oggi Renzi al Quirinale con la lista dei ministri. Aut aut ad Alfano

ROMA - Aut aut nella notte del premier incaricato ad Angelino Alfano, nel corso di una lunga  riunione: "O resti vicepremier o ministro dell'Interno" avrebbe detto Renzi. A questo punto Alfano dovrebbe optare per il Viminale. Alla riunione hanno partecipato Graziano Delrio, Dario Franceschini e, insieme ad Alfano, Maurizio Lupi. "Basta con il rilancio - avrebbe detto il premier incaricato - io domani vado al Colle, fatemi sapere la vostra scelta".

E infatti il premier incaricato Matteo Renzi salirà, a quanto si apprende da fonti Pd, in giornata al Colle con la lista dei ministri. Ieri sera poi Renzi ha incontrato, insieme a Luca Cordero di Montezemolo, lo sceicco Khaloon al Mubarak, patron del Manchester City e a capo di un fondo interessato all'operazione Etihad-Alitalia, chiedendogli conferma dell'interessamento per l'operazione che riguarda la compagnia aerea italiana.

lunedì 17 febbraio 2014

Napolitano dà l’incarico a Renzi, che accetta con riserva. Da domani le consultazioni

ROMA - Renzi parla ai giornalisti dopo l'incontro con Napolitano
ROMA - Il segretario generale della presidenza della Repubblica, Donato Marra, ha annunciato che Matteo Renzi è il presidente del Consiglio incaricato. Renzi ha accettato l'incarico con riserva. Renzi ha annunciato che le consultazioni inizieranno domani, con una piattaforma programmatica proiettata al 2018. E ha dettato l'agenda: "A febbraio riforme elettorale e costituzionale, a marzo il Lavoro, ad aprile la Pubblica amministrazione, a maggio il Fisco. Avanti fino al 2018".
Ha aggiunto: "E' fondamentale che le forze politiche di maggioranza, per quanto riguarda il programma di governo, e tutte le forze dell'arco costituzionale, per quanto riguarda le riforme, siano ben consapevoli dei prossimi passaggi. Nel corso delle prossime ore incontrerò il presidente della Camera e quello del Senato, poi sarò a Firenze e questa sera saremo a Roma", ha spiegato Renzi. "Abbiamo intenzione di lavorare in modo serio sui contenuti, state scrivendo cose complicate sui nomi e sulle mie vicende personali e mi sono venuto a noia da solo. L'attenzione è sui contenuti e l'orizzonte di legislatura necessita di una qualche giorno di tempo". Il presidente del Consiglio incaricato ha garantito a Napolitano che metterà "in questa difficile situazione tutta l'energia e l'impegno di cui sarò capace”. Conta di sciogliere la riserva "entro qualche giorno".
Dopo aver incontrato la stampa, al termine del colloquio con Napolitano, Matteo Renzi ha lasciato il Quirinale alla guida della Giulietta bianca con cui era entrato. Il presidente del Consiglio incaricato si è sporto dal finestrino per salutare i militari, poi Filippo Sensi, capo ufficio stampa del Pd, seduto al suo fianco, gli ha indicato la via.

Renzi al Quirinale (alla guida di una Giulietta)

ROMA - Il segretario del Pd, Matteo Renzi, è giunto al Quirinale per l'incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che dovrebbe conferirgli l'incarico di formare il nuovo governo. Renzi è arrivato con dieci minuti di anticipo, alla guida di una Giulietta bianca, con al fianco il capo ufficio stampa del Partito democratico, Filippo Sensi.
Davanti al Quirinale un gruppo di manifestanti di Fratelli d'Italia protestano  al grido di: "Elezioni, elezioni". L'iniziativa, con bandiere tricolore e stendardi del partito, ha preso il via pochi minuti dopo l'ingresso di Matteo Renzi nel palazzo della presidenza della Repubblica per ricevere l'incarico. Tra i cartelli esibiti, anche una citazione dello stesso Renzi: "Non sarò mai presidente del Consiglio senza essere eletto". I manifestanti sventolano tessere elettorali.

sabato 15 febbraio 2014

Berlusconi: stupore per la crisi, ma manterremo gli accordi


ROMA - "Siamo all'opposizione di questo futuro governo" ha detto Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni con Napolitano.  "Abbiamo espresso stupore e preoccupazione al Capo dello Stato per questa crisi nata fuori dal Parlamento. Noi faremo opposizione responsabile e giudicheremo i contenuti delle leggi", ha spiegato. "Manteniamo gli accordi sulla legge elettorale e sulle riforme mentre sul governo interverremo affinché si avvi sulla strada della riduzione dei mali che opprimono cittadini, cioè oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria", ha spiegato Silvio Berlusconi. "Per quanto riguarda l'Europa inviteremo il governo ad avere una posizione ferma per imboccare la strada della ripresa e dello sviluppo", ha concluso.
"Non ci sono contatti o trattative in corso tra il Pd e Fi sul tema della composizione del governo. Una cosa e' il piano delle riforme istituzionali su cui abbiamo avviato un cammino comune, altro è il piano del nuovo governo su cui il Pd non ha coinvolto vertici o esponenti di Fi". Così il portavoce della segreteria Pd, Lorenzo Guerini.

Vendola: appoggio a Renzi? Fantapolitica

ROMA - "L'ipotesi di sostegno a un governo Renzi è puramente fantapolitica". Lo ha affermato Nichi Vendola dopo le consultazioni. "Abbiamo rappresentato al Capo dello Stato il nostro giudizio negativo sul modo usato per sfrattare Letta", ha spiegato. Il leader di Sel ha espresso critiche anche nei confronti dell'agenda politica del sindaco di Firenze. "L'iniziativa di Renzi - ha poi ribadito - ha prodotto una virata a destra con la resurrezione di Berlusconi".

Consultazioni, Alfano: c'è buona volontà, ma l'esito è incerto

ROMA - In corso le consultazioni al Quirinale. La delegazione del Nuovo centro destra al Colle: a colloquio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano il segretario Angelino Alfano, i capigruppo Maurizio Sacconi e Enrico Costa. Presente anche l'ex presidente del Senato Renato Schifani. "Da parte nostra c'è buona volontà, ma l'esito è incerto perché vogliamo vederci chiaro" su programma e composizione coalizione: così Angelino Alfano dopo il colloquio al Quirinale. "Se il programma è grande non ci deve essere fretta: non si può chiudere in 48 ore", ha spiegato Alfano. "Il colloquio con Napolitano - ha detto Alfano - è stato molto proficuo: gli abbiamo ribadito che il trauma per la scelta del Pd è stato davvero significativo ma che Nuovo Centro destra è pronto ad affrontare una nuova fase". Ricordando quella che ha definito "una scelta coraggiosa" di restare al governo, Alfano ha aggiunto: "Non vorremmo venire meno ora a quella scelta".
"Non possiamo immaginare di cambiare natura all'esecutivo spostandolo a sinistra: se la composizione della coalizione si sposterà a sinistra con l'entrata di altre forze, noi diremo di no": così il leader del Nuovo centro destra. Alfano ha spiegato che Ncd ha un suo programma e ha "idee molto concrete e chiare, idee di centrodestra". "Noi siamo gli avvocati del ceto medio italiano e il ceto medio - ha aggiunto - dovrà essere protagonista". Per questo Alfano ha garantito che la sua formazione politica è pronta a fare "cose grandi" ma il programma deve essere messo "nero su bianco". Ha quindi confermato la "buona volontà" di Ncd ma, per andare avanti in quello che potrebbe essere il governo Renzi, "si deve vedere con grande nitore il tratto di penna del centrodestra".

venerdì 14 febbraio 2014

Letta si è dimesso, subito le consultazioni. Nessun passaggio parlamentare

ROMA - Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha rassegnato nelle mani del capo dello le dimissioni irrevocabili. Dimissioni che non prevedono un passaggio parlamentare. Letta ha rassegnato nelle mani del capo dello ledimissioni irrevocabili che non prevedono un passaggio parlamentare. Le consultazioni inizieranno oggi pomeriggio alle ore 17.00 con il Presidente del Senato, Pietro Grasso e alle 17.45 con la Presidente della Camera, Laura Boldrini, e si concluderanno nella giornata di domani.
Insomma, l'intenzione è quella di far presto. La reazione del Presidente della Repubblica la si può evincere dalla formulazione del comunicato redatto alla fine del colloquio. Primo punto: "Le consultazioni inizieranno oggi pomeriggio e si concluderanno nella giornata di domani". Tempi rapidi, appunto. Secondo: "Il Parlamento potrà comunque esprimersi sulle origini e le motivazioni della crisi allorchè sarà chiamato a dare la fiducia al nuovo Governo". Quindi, al di là dei precedenti dei governi Berlusconi e Monti, il Parlamento non si senta esautorato delle sue prerogative.
Soprattutto, un terzo punto: si auspica e si vuole "una efficace soluzione della crisi, quanto mai opportuna nella delicata fase economica che il paese attraversa e per affrontare al piu' presto l'esame della nuova legge elettorale e delle riforme istituzionali ritenute piu' urgenti".Ecco, e' questo cio' che sta più a cuore al Quirinale. La crisi continua a mordere, e ci sono le riforme da fare. A partire dalla legge elettorale, sia chiaro. Napolitano lo aveva già detto esplicitamente, negli ultimi giorni. Oggi lo ribadisce, ed in qualche modo impegna il governo che sta per nascere. Si apre una nuova stagione.