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giovedì 26 marzo 2015

Maggioranza Pd-M5S in commissione per il ddl sulle unioni civili

ROMA, 26 marzo - La commissione Giustizia di palazzo Madama ha approvato come testo base per il ddl unioni civili quello presentato dalla relatrice, Monica Cirinnà (Pd). Il M5s ha votato insieme al Pd per l'approvazione del testo. Contrari FI, Ncd e Lega. Si è astenuto il senatore FI, Ciro Falanga. La votazione si è conclusa con 14 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto. Il testo regola i diritti su eredità, alimenti e adozioni. "Con il voto di oggi al testo base - commenta Micaela Campana, responsabile Welfare, Terzo settore, immigrazione e diritti della Segreteria del Pd - il Partito democratico dimostra con i fatti che vuole la legge sulle unioni civili e vuole farla presto. Un tema non più rinviabile, che pone oggi l'Italia tra gli ultimi paesi a legiferare in materia. Abbiamo prima di tutto il dovere morale di dare una svolta culturale a questo Paese riconoscendo, seppur con grave ritardo, i diritti di migliaia di coppie Lgbt comprese quelle che hanno figli. Il nostro orizzonte culturale e' la parita' dei diritti per tutte le coppie".
La Campana spiega poi che "quella che si apre con il voto di oggi è una fase delicata della discussione; per questo riconvocheremo nei prossimi giorni il seminario congiunto con deputati e senatori, perché vogliamo evitare lungaggini. E per questo ascolteremo nuovamente le associazioni Lgbt, che aderiscono al tavolo Unar, le altre associazioni e gli amministratori locali, perché il tema dell'ammodernamento di un Paese è una questione che riguarda tutti e il Paese dimostra di essere finalmente pronto".

martedì 10 marzo 2015

RIFORME, dichiarazioni di voto: alla Camera ci sono tutti, tranne il M5S

ROMA, 10 marzo - L'aula della Camera, impegnata nelle dichiarazioni di voto sulle riforme, si sta gradualmente riempiendo, ma già ora si registra la presenza in aula di Fi, Sel e Lega, mentre i banchi di M5s sono completamente vuoti. Tra i primissimi ad entrare il capogruppo di Fi, Renato Brunetta.
E in aula ci sono anche i deputati di Sc che ieri avevano disertato la seduta. Il capogruppo Andrea Mazziotti è presente sin dall'inizio della seduta, e altri deputati di Sc stanno entrando.

venerdì 13 febbraio 2015

RIFORME, M5S, Lega, Fi e Sel abbandonano l'Aula. Renzi; problemi loro

ROMA, 13 febbraio - Scontro tra governo e opposizioni sulle riforme. Il Movimento cinque stelle, Fi la Lega e Sel, dopo una riunione dei capigruppo che non ha portato a una mediazione annunciano che lasceranno i laori dell'Aula. Dura la replica del premier Matteo Renzi che di fronte all'assemblea dei parlamentari del Pd ribadisce che non cederà ai ricatti e a all'attacco delle opposizioni:Vogliono bloccare il governo". Ma dalla sinistra Dem arriva un appello a fermarsi.
"Avete trasformato la seduta fiume in una palude in cui continuerete a navigare. Non ci son rendite di posizione da proteggere. Si sta provando a trasformare questo Parlamento in un soprammobile. Abbandoniamo l'Aula". Lo annuncia nell'Aula della Camera Arturo Scotto di Sel.
"A malincuore la Lega abbandona i lavori dell'Aula. Il presidente del Consiglio si diverta da solo a fare gli show televisivi. Noi andiamo a parlare con i cittadini". Lo ha comunicato Massimiliano Fedriga della Lega alla ripresa della seduta fiume.

"Abbiamo convenuto come opposizioni di uscire dall'Aula per denunciare la deriva autoritaria della riforma costituzionale e della legge elettorale che hanno assunto". Lo afferma Renato Brunetta in conferenza stampa alla Camera con i capigruppo di tutte le opposizioni.
Pippo Civati e Stefano Fassina, esponenti della minoranza Pd, non parteciperanno alle votazioni sulle riforme dopo l'Aventino delle opposizioni. "Il fatto politico che si è verificato è gravissimo. Chiedo al Pd e al governo di fermare i nostri lavori", dice Fassina. "Neanche io parteciperò alle votazioni sulle riforme", si associa Pippo Civati
"Abbiamo cercato una mediazione in tutte le sedi. Ora siamo ad un bivio". Così Matteo Renzi, a quanto si apprende, si è rivolto ai deputati dem aggiungendo che sulle riforme le opposizioni stanno giocando la "partita politica della legislatura" più che occuparsi del "merito". "Io non mi faccio ricattare e prendere in giro da nessuno". "Il disegno delle opposizioni non è migliorare l'Italia ma rallentare e bloccare noi". "Noi andiamo avanti ha detto - abbiamo una responsabilità enorme. C'è un derby tra chi vuole cambiare l'Italia e chi vuole rallentare il cambiamento". Nelle opposizioni "sta avvenendo un gigantesco regolamento di conti. Se la minaccia è 've la votate da soli' è un problema loro. Se passa la logica per cui l'ostruzionismo blocca il diritto e dovere della maggioranza di fare le riforme è la fine". Così Renzi, in assemblea Pd, aggiungendo: "Come non mi sono fatto ricattare da Berlusconi per il Colle,non mi faccio ricattare da Grillo sulle riforme". Ma Gianni Cuperlo, nel suo intervento all'assemblea del Pd, ha invitato a riaprire il confronto con le opposizioni, in particolare con M5S. "Non si votano le riforme nell'Aula vuota", ha detto, a quanto si apprende, l'esponente della sinistra invitando a cambiare le alleanze sulle riforme per attribuire l'onere della responsabilità.
Poi la Camera ha ripreso le votazioni sugli emendamenti, bocciandoli tutti.

giovedì 12 febbraio 2015

CAOS riforme alla Camera, ostruzionismo M5S, Forza Italia: seduta palude

ROMA, 12 febbraio - Caos riforme in Aula alla Camera. Dopo il via libera, con una rissa sfiorata in Aula nella nottata il Movimento cinque stelle è sulle barricate e dopo un tentativo di mediazione fallito da parte del governo ha fatto sapere che non garantisce l'"andamento istituzionale dei lavori" continuando con l’ostruzionismo. Ma i problemi per il governo arrivano anche dalla minoranza del Pd che chiede all'esecutivo di smetterla con la "rigidità", altrimenti voterà le proprie proposte. Senza accordo i tempi dell'approvazione finale del testo potrebbero slittare fino ai primi di marzo.
No alla Costituzione cambiata con una prova di forza, va all'attacco anche Fi. "La modifica della Costituzione - si chiede polemicamente il capogruppo azzurro alla Camera Renato Brunetta - può essere strumentalizzata per una prova di forza sulla tenuta di un governo? O non dovrebbe essere semmai la solidità di una maggioranza politica vera, radicata, non occasionale, legittimata attraverso meccanismi elettorali non viziati, una maggioranza che prova anche a dialogare con le opposizioni, il presupposto per la delicatissima operazione che è la riforma della legge delle leggi? Guardando a quanto sta succedendo in questi giorni è evidente che siamo nel primo scenario. E solo chi è intellettualmente disonesto può negare che si tratti di uno scenario preoccupante dal punto di vista democratico".

E poi aggiunge su twitter: "Caos governo e maggioranza in Aula alla Camera sulla riforma costituzionale: da seduta fiume a seduta palude. A Matteo Renzi, a Maria Elena Boschi".

martedì 10 febbraio 2015

SONDAGGI, Pd in crescita, Lega al 16%, M5S in calo

ROMA, 10 febbraio - La crisi del patto del Nazareno sembra avvantaggiare il Pd (sale di un punto e passa al 37%) mentre Forza Italia resta ferma all'11,5%. Prosegue l'ascesa della Lega nord che raggiunge il 16% dei consensi mentre il movimento di Grillo registra una leggera flessione e si attesta al 17,5. Perde mezzo punto anche il partito di Alfano che consegue il 4,5 % dei consensi. E' quanto emerge dal sondaggio condotto dall'Istituto Piepoli per l'agenzia ANSA. Questo il quadro complessivo (tra parentesi la variazione percentuale rispetto alla settimana precedente):
    -  Pd 37,0% (+1 ).
    - Sel 4,5% ( = ).
    - Altri centrosinistra 1,0% ( = ).
    - Fi 11,5% ( = ).
    - Ncd-Udc 4,5% (-0,5).
    - Fdi-An 3,5% ( = ).
    - Lega Nord 16,0% (+0,5).
    - Altri centrodestra 0,5% ( = ).
    - M5S 17,5% (-0,5).
    - Altri partiti 4,0% (-0,5).

    Il sondaggio è stato eseguito il 9 Febbraio 2015 per ANSA con metodologia mista CATI - CAWI, su un campione di 1.000 casi rappresentativo della popolazione italiana maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, Grandi Ripartizioni Geografiche e Ampiezza Centri proporzionalmente all'universo della popolazione italiana.

mercoledì 28 gennaio 2015

QUIRINALE, i 10 nomi del M5S (c’è anche Prodi)

ROMA, 28 gennaio - I candidati che il M5s sottoporrà al voto della Rete per il Colle sono dieci. Nella rosa di nomi ci sono: Pierluigi Bersani, Raffaele Cantone, Lorenza Carlassare, Nino Di Matteo, Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Paolo Maddalena, Romano Prodi, Salvatore Settis e Gustavo Zagrebelsky.

Addio al M5s anche da parte del senatore Francesco Molinari, che si aggiunge ai deputati "disertori" di martedì. In tutto quindi sono 36 i parlamentari che hanno deciso di lasciare il Movimento. "Sono stanco sicuramente della situazione, piano piano stiamo mandando a quel paese le poche cose che davamo per certe: per ultimo le quirinarie", aveva detto Molinari in un'intervista a La Repubblica.

lunedì 26 gennaio 2015

M5S, domani se ne vanno altri 10 parlamentari

ROMA, 26 gennaio - Un gruppo di circa una decina di parlamentari del M5S annuncerà domani l'addio al Movimento di Beppe Grillo. Lo si apprende da fonti a Montecitorio. La conferenza stampa è prevista per martedì alle 10 alla Camera dei deputati.

lunedì 5 gennaio 2015

DI BATTISTA (M5S) sul decreto fiscale: Palazzo Chigi rione di camorra

ROMA, 5 gennaio - "Palazzo Chigi sembra uno di quei rioni in mano alla camorra dove nessuno sa nulla all'inizio e poi, alla fine, qualcuno parla per proteggere altri". Così, nell'Aula della Camera, il deputato Alessandro Di Battista (M5S) ha commentato la norma ormai nota come "Salva-Berlusconi". Il presidente di turno e collega di partito Luigi Di Maio lo ha redarguito con "il primo richiamo all'ordine dell'anno".
Di Maio ha invitato Di Battista "a rispettare le istituzioni" ma il deputato ha proseguito attaccando il premier, Matteo Renzi, e Denis Verdini: "Si è trasformato da rottamatore a protettore, e sta proteggendo qualcuno. Vi sono esponenti di Forza Italia e Nuovo Centrodestra che ci vengono a raccontare delle cose, anche perché noi del M5S possiamo denunciarle e loro non possono farlo. E chi sta proteggendo è Verdini. E' lui che ha fatto inserire la norma". 
"Mettere in discussione che il governo abbia voluto introdurre delle norme per fare un favore a qualche persona, si chiamasse Berlusconi, o non Berlusconi, è veramente malafede, propaganda. Non è questo il governo che fa leggi ad personam", ha sbottato subito dopo il deputato del Pd Walter Verini, incassando gli applausi dei colleghi di partito.

Beppe Grillo interviene sul suo blog per difendere i vigili "malati" di Roma "dall'accanimento mediatico da parte del governo e dei giornali". "Serve a distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalla vicenda di Mafia-Capitale (a proposito Marino e Poletti quando vi dimettete?) e a criminalizzare una categoria sul piano mediatico per agire con misure più restrittive nei confronti di una parte del pubblico impiego", spiega il leader M5s.

sabato 3 gennaio 2015

POLEMICA M5S-RENZI sul volo di stato per le vacanze del premier


ROMA, 3 gennaio - Il M5S attacca il premier Matteo Renzi, accusandolo di aver usato un volo di Stato per andare in vacanza. Lo scrive Carlo Sibilia, membro del direttorio 5S, su facebook.  Il premier Matteo Renzi ha pagato tutte le spese della vacanza sulla neve per sé e la famiglia e si è recato a Courmayeur non con il volo di Stato con cui è stato a Tirana, ma con un Falcon 900, "nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza" che regolano i suoi spostamenti. Lo precisano fonti di Palazzo Chigi.

lunedì 22 dicembre 2014

CAOS M5S alla Camera, raffica di espulsioni

ROMA - Nuovi cartelli esposti dal M5S in Aula alla Camera e nuovo tentativo di occupazione dei banchi del governo da parte di alcuni grillini. La presidente della Camera Laura Boldrini, dopo aver invitato i deputati a ritirare i cartelli, ha deciso di procedere a nuove espulsioni.
Già in precedenza, c'era stata una nuova bagarre in Aula causata dal Movimento 5 Stelle, che aveva costretto il presidente della Camera, Lauro Boldrini, a nuove espulsioni dopo quelle di questa mattina. Nel corso delle votazioni sulle misure sui giochi contenute nella legge di stabilità, i pentastellati hanno esposto cartelli con scritto "governo d'azzardo". 

Alcuni deputati del M5S, tra cui Alessio Mattia Villarosa, questa mattina si erano seduti sui banchi del governo in Aula alla Camera mentre era in discussione la legge di stabilità e quasi immediatamente sono stati espulsi dall'emiciclo. Il presidente di turno ha interrotto i lavori, che poco dopo sono ripresi.

La diaspora M5S: tre si dimettono dal Parlamento (uno dalla Camera, due dal Senato)

Cristian Iannuzzi
ROMA - Continuano le uscite dal movimento cinque stelle. Dopo le polemiche per le espulsioni via web di Massimo Artini e Stefania Pinna, in tre annunciano le dimissioni  dal Parlamento. Intanto i parlamentari grillini occupano i banchi del governo durante la discussione della legge di stabilità.
"Oggi - scrive su twitter il deputato Cristian Iannuzzi - ho rassegnato dimissioni dal Parlamento ‬con gli altri due portavoce di Latina. Il rispetto di principi e regole vale più di una poltrona". Iannuzzi, che si è dimesso dal Parlamento con i due senatori grillini Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni. Simeoni è la madre di Iannuzzi.
"Oggi ho consegnato la mia lettera di dimissioni irrevocabili dal Senato, NON dal gruppo parlamentare M5S". Lo scrive su Facebook il senatore del Movimento 5 Stelle Giuseppe Vacciano, confermando la notizia. "Lascio ai colleghi e ovviamente al nostro garante la decisione sulla mia permanenza nel gruppo parlamentare sino al momento dei definitivi saluti", sottolinea Vacciano.
E assicura: "Non ho alcun interesse in altri partiti, gruppi, movimenti, correnti e tantomeno nel continuare a svolgere attività politica di qualsiasi livello".

martedì 16 dicembre 2014

RENZI ricorda la strage dei bambini in Pakistan. Il M5S: pensa a quelli italiani. Il premier s'infuria

ROMA -  Caos in Senato tra Matteo Renzi e il M5s. Il premier si infuria quando, nel corso del suo intervento sul vertice Ue, parla della strage dei bambini avvenuta oggi in Pakistan e viene interrotto dai pentastellati con qualcuno che lo invita a pensare ai "bambini italiani". "Almeno su questo un limite alla dignità - replica Renzi alzando la voce - come si fa, come si può dire pensa ai bambini italiani" . 

venerdì 28 novembre 2014

"Sono un po' stanchino". E GRILLO propone 5 garanti per gestire il M5S


I cinque garanti proposti da Grillo
ROMA . Beppe Grillo afferma di essere un "po' stanchino" e invita, sul blog, a votare per la nomina di una sorta di collegio di garanti che possa affiancarlo. "Il M5S ha bisogno di una struttura più ampia.Io, il camper e il blog non bastiamo più". Cinque i nomi proposti: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. "Quando abbiamo intrapreso l'appassionante percorso del Movimento 5 Stelle, ho assunto il ruolo di garante per assicurare il rispetto dei valori fondanti di questa comunità", si legge sul blog del leader cinquestelle.
"Oggi, se vogliamo che questo diventi un Paese migliore, dobbiamo ripartire con più energia ed entusiasmo. Sono un po' stanchino, come direbbe Forrest Gump. Quindi pur rimanendo nel ruolo di garante del M5S ho deciso di proporre cinque persone, tra le molte valide, che grazie alle loro diverse storie e competenze opereranno come riferimento più ampio del M5S in particolare sul territorio e in Parlamento. Oggi le propongo in questo ruolo per un voto agli iscritti", aggiunge Grillo.
"Queste persone si incontreranno regolarmente con me per esaminare la situazione generale, condividere le decisioni più urgenti e costruire, con l'aiuto di tutti, il futuro del Movimento 5 Stelle", conclude.

M5S, il blog ha detto sì all'espulsione dei due deputati Artini e Pinna

Massimo Artini e Paola Pinna
ROMA -  Il M5S perde altri pezzi: i deputati grillini Massimo Artini e Paola Pinna sono stati espulsi dal Movimento. Erano accusati di "violazione, da troppo tempo, del codice di comportamento sulla restituzione di parte dello stipendio". Alla votazione sul blog di Beppe Grillo hanno partecipato 27.818 iscritti certificati. I sì sono stati 19.436 pari al 69,8%, i no 8.382 pari al 30,2%.
La domanda alla quale gli iscritti sono stati chiamati a rispondere era piuttosto esplicita: "Sei d'accordo che Pinna e Artini NON possano rimanere nel Movimento 5 Stelle? Vota ora!". 
Una cinquantina di attivisti del M5S ha manifestato, ieri sera, a Marina di Bibbona poco distante dall'abitazione di Beppe Grillo dopo l’erspulsione. Il presidio si è sciolto dopo che una delegazione di cinque deputati, tra cui lo stesso Massimo Artini, è entrata nella villa del leader dei Cinquestelle. Grillo avrebbe ascoltato le ragioni di chi lo ha raggiunto ma - viene riferito - non si sarebbe mosso dalle proprie posizioni, limitandosi a dire di volersi adeguare a quanto stabilito dalle votazioni del blog. 

Le accuse a Paola Pinna - "Nel Movimento 5 Stelle le regole vengono prima di ogni cosa ed è inaccettabile che la cittadina deputata Paola Pinna non faccia bonifici sul fondo per il microcredito da quasi un anno, al contrario di tutti gli altri parlamentari che hanno restituito una media di 50mila euro a testa", si legge sul blog di Grillo. 

Le accuse ad Artini - "Massimo Artini, invece, da gennaio ha applicato un sistema di rendicontazione personale dove mancano all’appello 7mila euro - prosegue il post che invitava al voto -. Nonostante i solleciti del capogruppo e dello staff ad attenersi alle regole, come potete verificare, il cittadino deputato Artini continua a non utilizzare il portale online per le rendicontazioni e quindi a non restituire i rimborsi spese". 

Infine, l'appello: "Chi non restituisce parte del proprio stipendio viola il codice di comportamento dei cittadini parlamentari M5S, impedisce in questo caso a giovani disoccupati di avere ulteriori opportunità di lavoro oltre a tradire un patto con chi lo ha eletto. Un comportamento non ammissibile in generale, ma intollerabile per un portavoce del M5S". 

Pinna contro Grillo: "Accuse false" - "Quanto apparso sul blog di Grillo è falso. Per non parlare di quella che è una vera e propria sospensione dello stato di diritto. Il sondaggio sull'espulsione è una violazione delle regole perché non passa dall'assemblea, perché si danno informazioni false e perché c'è solo una versione". Così Paola Pinna commenta il post sulla sua espulsione. "Non è vero che mi son tenuta i soldi ma ho versato la parte prevista a Fondo di garanzia per le Pmi e Caritas", afferma pubblicando le fotografie dei bonifici effettuati. 

Artini: "Il blog dice il falso" - Respinge le accuse anche l'altro parlamentare coinvolto: "Le dichiarazioni sulla mia rendicontazione sono false e del tutto tendenziose", scrive Artini su Facebook per replicare a quello che lui stesso definisce un "post pubblicato sul blog gestito dalla Casaleggio Associati, fornitore di servizi informatici che oggi si diletta a pronunciare editti privi di ogni fondamento". "Quel tipo di ragionamento sulla rendicontazione è qualcosa che non attiene ai fatti, perché io e altri abbiamo fatto richieste precise al gruppo, poi qualcuno ha.... Vabbé, a pensar male ci si azzecca". 

Nuti: "Bonifici? Prendono per il c..." - Il deputato pentastellato Riccardo Nuti va all'attacco dei colleghi Paola Pinna e Massimo Artini, accusandoli di "prendere per il c..." in merito ai bonifici da loro effettuati. "Se io faccio un bonifico da 2mila euro ma dovrei farlo da 6mila, vuol dire che prendo per il c.... Se io rendiconto con un mio criterio di calcolo posso decidere cosa conteggiare e cosa non conteggiare e quindi prendo per il c... - scrive su Facebook -. Se io faccio un bonifico a chi voglio io anziché al fondo statale per le Pmi, vuol dire che prendo per il c...", conclude Nuti.

Pizzarotti difende i dissidenti: "Revocare voto espulsioni" - A difendere i due dissidenti, prima della votazione, è stato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti del M5S. "Pretendiamo il rispetto delle regole. E allora, a maggior ragione, dovremmo essere noi i primi a rispettarle. Se la votazione in corso non verrà revocata, come in altre occasioni è stato fatto, voterò convintamente no", ha scritto su Facebook. "Artini e Pinna - ha aggiunto  - rendicontano ogni spesa come si evince dai loro siti personali, che sono andato a visionare per farmi un'idea oggettiva. Forse il loro grosso errore, in realtà, è aver fatto autocritica dopo le elezioni Regionali". 

Rendiconti, in regola solo 1 su 143 - Solo un parlamentare M5S sui 143 di Camera e Senato ha presentato la rendicontazione delle proprie spese fino al mese di ottobre. Si tratta del deputato Vittorio Ferraresi. Escludendo Filippo Gallinella ed Emanuele Cozzolino, fermi ad agosto, per quasi tutti i deputati e senatori del Movimento le rendicontazioni online sul sito "tirendiconto.it" risalgono allo scorso giugno. Per altri 16 le tracce si perdono al mese di aprile.

lunedì 10 novembre 2014

Un deputato M5S denuncia il patto del Nazareno. In Procura a Roma

Andrea Colletti
ROMA - I cinquestelle denunciano in procura il 'Patto del Nazareno'. "Ho depositato - fa sapere Andrea Colletti. deputato M5s - un esposto-denuncia alla Procura di Roma per accertare esistenza e contenuto del Patto del Nazareno fra Renzi e Berlusconi. Ho chiesto di verificare se il Patto sia stato effettivamente preordinato a pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese e a decidere chi nominare come futuro inquilino del Colle".
Colletti annuncia l'esposto in procura sia sul suo profilo twitter sia su quello Facebook scrivendo: "facciamo scricchiolare ancor di più il patto del Nazareno!", accusato di "pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese e a decidere chi nominare come futuro inquilino del Quirinale, trasformando la nostra Repubblica democratica in una dittatura mascherata". Sul suo sito, il deputato M5S pubblica direttamente l'esposto presentato, in cui, nella lunga premessa, si legge che "i contorni di tale Patto (del Nazareno) sono alquanto fumosi giacché ignoto ne è il contenuto, ignoti ne sono i sottoscrittori, oltre a coloro già citati (Renzi e Berlusconi, ndr), ed ignoti ne sono i garanti". Coletti mette quindi in relazione il Patto del Nazareno con varie tematiche, da quella delle riforme a quella della giustizia. Senza mancare di citare il tema dell'elezione del presidente della Repubblica. "Il patto del Nazareno conterrebbe anche linee guida per la nomina del futuro presidente della Repubblica o comunque indicazioni di un vero e proprio veto sulla candidatura di Romano Prodi alla successione a Giorgio Napolitano che è tornata al centro della discussione e potrebbe secondo alcuni concretizzarsi entro luglio 2015". Quindi, al termine dell'esposto lungo 31 pagine, l'esponente pentastellato chiede "di accertare se i fatti descritti in premessa siano corrispondenti al vero e, in caso affermativo, se siano stati integrati dei reati penali e a chi sia imputabile la responsabilità degli stessi"

In mattinata parlando a Radio24 il senatore M5s Nicola Morra aveva chiuso a un'intesa sull'Italicum con i Democratici. "Un'intesa col Pd sulla riforma elettorale? No. Noi non siamo i sostituti che stanno in panchina e quando il titolare non ce la fa più o gioca male vengono chiamati in campo".

lunedì 20 ottobre 2014

M5S, Grillo espelle quattro attivisti contestatori del Circo Massimo


ROMA - Il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, ha annunciato l'espulsione dei quattro attivisti che, durante la festa al Circo Massimo a Roma, salirono sul palco per chiedere più trasparenza. "Giorgio Filosto, Orazio Ciccozzi, Pierfrancesco Rosselli, Daniele Lombardi - si legge sul blog di Grillo - hanno approfittato del loro ruolo di responsabili della sicurezza del palco di Italia5Stelle" per occuparlo. "Sono fuori" dal M5s.
Grillo spiega: "In segno di rispetto per gli oltre 600 volontari che hanno dedicato il loro tempo e lavoro per il successo dell'evento Italia5Stelle e delle centinaia di migliaia di attivisti presenti all'evento, i 4 sopracitati sono fuori dal MoVimento 5 Stelle".
Agli attivisti M5s però non è piaciuta molto la mossa di Grillo. E la Rete si scatena con attacchi contro il leader del movimento, che parla al pluarale... "Abbiamo chi?! Democrazia diretta dove?!", protesta Luigi commentando su Twitter la notizia. Anche Anna concorda: "Non poter esprimere un opinione è gravissimo", mentre Adriano si mostra più prudente: "Sembra un'esagerazione... hanno detto la loro e nessuno li ha cagati... non bastava?". Marco bacchetta il leader M5s: "Beppe ma che cappero fai. Non era necessario. E continuiamo a dar motivo a chi ci odia di darci addosso. Anche la faccenda di quei 4 che 'sono fuori dal M5s' per aver occupato il palco per pochi minuti e pacificamente... è di una gravità inaudita!".
Le critiche si diffondono soprattutto via Twitter: sul blog, sotto la notizia dell'espulsione, i commenti sono molto più morbidi. Anche su Twitter, però, c'è chi approva, come Gabriella, che scrive: "Fatto bene". E pure Lina: "Fatto bene,erano dei futuri Orellana e company, le mele marce vanno subito eliminate".
Paolo invece non ci sta: "Siete diventati dei Pagliacci. Come faccio a togliere la certificazione? Mi faccio schifo da solo per aver creduto in voi". E Luciano: "A noi non la chiedete più l'opinione? Ricordo di aver votato per le espulsioni ma non le ultime che sono state fatte senza passare dalla base". 

Protesta Andrew: "Ancora con queste epurazioni sommarie? Ma chi l'ha deciso? E il voto degli utenti? Continuate a ripetere gli stessi errori, siete nemmeno di coccio, di granito! Basta cazzate! Se la sopportazione da parte nostra di queste vicende autoritarie e repressive ha come ragione che 'dobbiamo essere uniti' e 'prima mandiamoli tutti a casa'... behh attenzione, allarme rosso, non funziona! E stiamo attenti anche a cio' che scompare dei commenti e a ciò che resta". Infine un "p.s.:quei 4 del palco chiedevano nientemeno che..'trasparenza sul famoso Staff' ahahahah...fatti fuori!!".

mercoledì 8 ottobre 2014

Jobs Act, il ministro Boschi chiede la fiducia, urla e proteste dei grillini al SENATO

La protesta di un grillino in Senato
ROMA - Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha chiesto il voto di fiducia sul Jobs Act. Urla, proteste e un lungo applauso ironico si sono levati dai banchi del M5S in Aula del Senato nel momento in cui il ministro Boschi, ha annunciato la fiducia sul Jobs Act. "Fuori", "a casa" hanno gridato i senatori 5S prima che la seduta fosse sospesa. Il presidente del Senato Pietro Grasso, a causa delle proteste, ha sospeso la seduta dell'Aula del Senato durante l'intervento del ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Sospeso da parte del presidente Grasso il capogruppo M5S Vito Petrocelli. I senatori M5S, incluso il capogruppo Vito Petrocelli espulso dal presidente Grassosono usciti dall'Aula del Senato fino alle 16 quando inizia una nuova seduta. 

Intanto e' pronto un documento stilato dalla minoranza Pd sul Jobs Act. Il documento - spiega il senatore Democrat Miguel Gotor - presenta le firme di 26 senatori e 9 deputati, membri della Direzione Pd, e sarà presentato al Senato alle ore 17.

giovedì 21 agosto 2014

RENZI: il M5S vuole interloquire con i terroristi, ma non con il governo…

ROMA - "E i grillini rifiutano il confronto sulla riforma della Giustizia... Coi terroristi bisogna interloquire ma guai farlo con il governo...". Così Matteo Renzi polemizza su Twitter dopo il no del gruppo M5s a incontrare il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per un confronto sulla riforma che il 29 sarà in Consiglio dei ministri.
"Proviamo un senso di ribrezzo nel constatare che un Presidente del Consiglio possa ancora scendere a patti con Berlusconi sulla giustizia". I deputati e i senatori M5s delle commissioni Giustizia di Camera e Senato avevano annunciato così sul blog di Grillo che non incontreranno oggi il ministro Orlando per illustrargli le proposte del movimento.
E' in corso al ministero della Giustizia il programmato 'mini-vertice' tra il ministro Andrea Orlando e l'opposizione: per Forza Italia partecipa il senatore Giacomo Caliendo.  Assenti anche la Lega e Sel. L'incontro è iniziato attorno alle 10:30. Ieri il Guardasigilli aveva incontrato, invece, le forze di maggioranza per fare il punto sul 'pacchetto' di riforme da portare al Consiglio dei ministri del 29 agosto.

sabato 16 agosto 2014

Il grillino DI BATTISTA (s)parla di Isis e terrorismo “l’unica arma che ha chi si ribella”

Alessandro Di Battista
ROMA - "Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana". Alessandro Di Battista (M5S) lo scrive in un posto pubblicato sul blog di Grillo a proposito dell'Isis. Il terrorismo,scrive, è "la sola arma violenta rimasta a chi si ribella". "Dovremmo smetterla - continua Di Battista - di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell'era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. E' triste ma è una realtà". 
"Non sto né giustificando né approvando, lungi da me - precisa ancora Di Battista -. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde a un'azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo a interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno".
Secondo Di Battista, inoltre, "occorre legare indissolubilmente il terrorismo all'ingiustizia sociale. Il fatto che in Africa nera la prima causa di morte per i bambini sotto i 5 anni sia la diarrea ha qualcosa a che fare con l'insicurezza mondiale o con il terrorismo di Boko Haram? Il fatto che Gaza sia un lager ha a che fare con la scelta della lotta armata da parte di Hamas?".

"L'Isis avanza, conquista città importanti e minaccia migliaia di cristiani - scrive ancora Di Battista -. E' evidente che la comunità internazionale e l'Italia debbano prendere una posizione".
"Innanzitutto - spiega l'esponente M5s - occorre mettere in discussione, una volta per tutte, la leadership nordamericana. Gli Usa non ne hanno azzeccata una in Medio Oriente. Hanno portato morte, instabilità e povertà".
In secondo luogo, secondo Di Battista, "l'Italia, ora che ne ha le possibilità, dovrebbe spingere affinché la Ue promuova una conferenza di pace mondiale sul Medio Oriente alla quale partecipino i paesi dell'Alba, della Lega araba, l'Iran, inserito stupidamente da Bush nell'asse del male e soprattutto la Russia, un attore fondamentale che l'Ue intende delegittimare andando contro i propri interessi per obbedire a Washington e sottoscrivere il TTIP il prima possibile".
"Essere alleati degli Usa non significa essere sudditi, prima di applicare sanzioni economiche a Mosca, sanzioni che colpiscono più le imprese italiane che quelle russe, si dovrebbero pretendere le prove del coinvolgimento di Putin nell'abbattimento dell'aereo malese".
"L'Italia dovrebbe promuovere una moratoria internazionale sulla vendita delle armi. Se vuoi la pace la smetti di lucrare sugli armamenti", dice ancora Di Battista. Sull'ipotesi di armare i curdi, Di Battista osserva: "'Armiamo i curdi', sostiene la Mogherini. Chi ci dice che una volta vinta la guerra i curdi non utilizzeranno quelle armi sui civili sunniti?".
"L'Italia dovrebbe porre all'attenzione della comunità internazionale un problema che va risolto una volta per tutte: i confini degli stati. Non sta scritto da nessuna parta che popolazioni diverse debbano vivere sotto la stessa bandiera". Inoltre "dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione". "Per la sua natura di soggetto che risponde a un'azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno".

venerdì 1 agosto 2014

RIFORME, il M5S abbandona (per sempre) i lavori

Vito Petrocelli
ROMA - "Il governo ha calpestato i nostri diritti, abbandoniamo i lavori". I senatori grillini lasciano nuovamente l'Aula del Senato. In mattinata le opposizioni se n'erano già andate ed erano poi tornate in Aula accogliendo l'invito del presidente Pietro Grasso.
"Non parteciperemo mai più ai lavori sul ddl riforme: nel momento in cui oggi è stata annullata l'ipotesi di un Senato elettivo ci concentreremo sulle questioni sostanziali" del Paese. Lo annuncia il capogruppo M5S Vito Petrocelli giungendo in sala stampa e davanti alle tv assieme a tutti i senatori del gruppo pentastellato. E sottolinea come il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi abbia incontrato le altre opposizioni ma non abbia "voluto" vedere i 5S. "Questa era l'ultima cosa che potevamo tollerare, Renzi si gingilli pure con i suoi tweet", sbotta Petrocelli.

"E' una maggioranza schifosa, Renzi prende in giro il Paese" sottolinea il capogruppo del M5S. "Non è un Aventino", precisa Petrocelli spiegando che il gruppo lavorerà a tutti gli altri provvedimenti. Ma, è la sua accusa, "le regole sono state calpestate, l'azione del governo e della maggioranza è stata autoritaria, chi rappresenta i cittadini non può essere complice".