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giovedì 31 luglio 2014

Renzi: il risultato del voto segreto “una pagina non positiva” di chi si è nascosto

ROMA - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi oggi a Largo del Nazareno alla direzione Pd ha parlato dell’ emendamento alle riforme passato col voto segreto "non è il remake dei 101 ma nel merito lascia l'amaro in bocca: ci possono essere dissensi, ma viene scritta pagina non positiva" quando ci si nasconde dietro il voto segreto, ha detto. La riforma del Senato è "straordinariamente importante e storica", ha spiegato il premier.
Poi ancora: il lavoro "al Senato richiede una gratitudine e un plauso vero ai senatori. Ringrazio uno per tutti, Sergio Zavoli", la sua presenza è "dimostrazione di serietà e di impegno".  "Stiamo mettendo fine a anni di bicameralismo perfetto che persino nella costituente fu visto come un limite"., ha spiegato il premier.  "Noi abbiamo e avremo uno stile sulle riforme, che non è evitare il canguro, ma la lumaca: le riforme non devono diventare l'ennesima discussione su cui stare anni e anni, noi abbiamo voglia di cambiare" la Carta "assieme ai cittadini".
La bocciatura dell'emendamento sulle riforme "non è vicenda tutta interna al Pd anzi oggi scommetterei che sono stati altri" a votare contro il governo nel voto segreto
"Chiederò un mandato alla direzione - ha proseguito Renzi -, sulla necessità di apportare all'accordo sulla legge elettorale alcune modifiche".  "Il Patto del Nazareno è un atto parlamentare, può piacere o no, si può cambiare o no", ha detto poi il presidente del Consiglio sulle accuse da parte di chi sostiene che l'accordo con Silvio Berlusconi sia segreto.
"I dati economici sono altalenanti", ha detto Renzi, la disoccupazione va meglio ma la "crescita è decisamente più bassa di quello che ci aspettavamo" e "non siamo in condizioni di avere un percorso virtuoso che avevamo immaginato".  Ma comunque "siamo più forti delle paure degli editorialisti, più grandi delle debolezze che talvolta la classe politica ha mostrato" e l'Italia "è in condizione di tornare a creare ricchezza". 
"Siamo impegnati come Pd a fare tutte" le riforme che saranno incluse nel programma dei mille giorni "e su questo non molliamo di mezzo centimetro". "Nell'operazione mille giorni le mettiamo tutte in fila", assicura.
"I correttivi" all'Italicum si possono fare ma "lavorando insieme ai contraenti del Patto", ha detto il presidente del Consiglio alla direzione Pd.
Poi su Cottarelli: "Rispetto e stimo Cottarelli: farà quello che crede. Ma non è Cottarelli il punto fondamentale: la spending review la facciamo anche se va via, dicendo con chiarezza che i numeri sono quelli". 
"Sono convinto, certo e sicuro che l'Italia è nelle condizioni di guidare la ripresa dell'Europa. Ma" questo processo "o lo fa il Pd non lo fa nessuno", ha detto Renzi alla direzione Pd.
"Saluto con grande attenzione ciò che ha detto Juncker" sugli investimenti annunciati: "Lo aspettiamo alla prova dei fatti. E' un risultato del Pse aver portato Juncker a dire le cose che ha detto. Ora bisogna vedere se lo fa'', ha spiegato il premier.
Grasso, io imparziale, scontenterò tutti
Rispetto formale e sostanziale di Costituzione e Regolamento
"Ho rispettato nella forma e nella sostanza le regole della Costituzione e il nostro Regolamento e senza che venissero piegati a interessi di parte". Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, in apertura di seduta, dopo le polemiche sui voti segreti in Aula. "Continuerò così anche a costo di scontentare le parti".

M5s-Lega-Sel chiedono annullamento voto emendamento - M5s, Lega e Sel hanno chiesto al presidente del Senato Pietro Grasso di annullare la votazione sull'emendamento del leghista Candiani, respinto stamani dall'Aula, sul quale non era stato concesso il voto segreto. Grasso ha replicato che "non ci sono i presupposti per annullare il voto".

mercoledì 12 marzo 2014

Renzi: hanno provato a farmi fuori, nel Pd

ROMA - "Usando il voto segreto qualcuno ha tentato la rivincita sulle primarie, qualcuno ha cercato di farmi fuori. E non è passato: la legge elettorale va. Ed è solo il primo passo. Noi stiamo cambiando il Paese". E' duro il commento rilasciato a "Repubblica" dal Premier Matteo Renzi nei confronti del Pd in merito alle polemiche dei giorni scorsi.

mercoledì 23 ottobre 2013

Grasso: il voto segreto su Berlusconi a rischio di “interessi diversi”. Il Pdl insorge

ROMA - PdL contro il presidente del Senato Grasso dopO le sue dichiarazioni in vista del voto sulla decadenza dal seggio parlamentare di Silvio Berlusconi.  ''Se il voto sarà segreto bisognerà vedere se sarà davvero un voto di coscienza o se dipenderà piuttosto da interessi diversi - aveva detto - mentre se il voto sarà palese, tutto sarà più chiaro''.
"Le dichiarazioni del presidente del Senato sul voto segreto o palese non sono da presidente del Senato - dice Renato Brunetta - ma da uomo di parte, anzi di fazione. Ritenere che i senatori col voto segreto possano rispondere a 'interessi diversi' dalla coscienza è una insinuazione gravissima".  Secondo il capogruppo Pdl alla Camera le parole di Grasse contraddicono il "suo ruolo di garante della dignità dei parlamentari". "Ricordo all'ex procuratore Grasso una frase di Falcone: 'Il sospetto è l'anticamera della calunnia'. Cerchi di far valere le regole, il presidente Grasso, invece che inventarne di nuove ad uso delle sue attitudini inquisitorie", conclude Brunetta.

“E' molto grave - dice Schifani nella sua dichiarazione - che il presidente Grasso ipotizzi il voto palese sulla decadenza, essendo il Regolamento sul punto chiaro ed inequivocabile. Un' eventuale interpretazione diversa in Giunta per il Regolamento, a colpi di maggioranza, sarebbe inaccettabile e noi ci opporremmo strenuamente ad una simile forzatura. Sospettare, poi, che attraverso il voto segreto i senatori possano perseguire interessi diversi rispetto alla propria coscienza è incredibile, e ci auguriamo che si sia trattato di un malaugurato fraintendimento. Un chiarimento sarebbe quantomeno opportuno".

martedì 15 ottobre 2013

Casini: per Berlusconi ci vuole il voto segreto

ROMA - "Se si interpellassero 100 presidenti delle assemblee parlamentari neppure uno direbbe che la decadenza di Berlusconi può essere votata a scrutinio palese".
Lo ha detto Pier Ferdinando Casini, ospite di Radio Anch'io. "In linea teorica il voto palese si potrebbe anche fare, ma il regolamento del Senato in questi casi tutela il segreto e va applicato. I principi - conclude - non possono essere rispettati in modo più o meno disinvolto a seconda delle persone".