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mercoledì 7 maggio 2014

Anziano massacrato a pietrate in riva al Brenta

Alfredo Giacon
PADOVA - In corso indagini dei carabinieri dopo il ritrovamento ieri, in una riva sperduta del fiume Brenta in località Fontaniva, del corpo di un anziano col cranio fracassato, probabilmente a colpi di pietra una pietra. La vittima e' Alfredo Giacon, 72 anni, di Cittadella (Padova), storico gestore del bar Borsa di Cittadella, molto conosciuto nella cittadina. L'hanno trovato, dopo un giorno e mezzo di ricerche, i cani dei vigili del fuoco. L'anziano, secondo i primi accertamenti, e' stato colpito quattro o cinque volte alla testa con un oggetto pesante, forse una pietra. L'area dove giaceva il cadavere e' notoriamente meta di incontri tra omosessuali . 
Il suo corpo, senza vita, è stato trovato ieri pomeriggio poco prima delle 16 a Fontaniva in via Boschi, località "Ceo Pajaro" sulle rive del fiume Brenta.

lunedì 20 maggio 2013

Continua l’assurdo ping pong: il bimbo di Cittadella deve ritornare dal padre


BRESCIA - Il bimbo conteso di Cittadella deve tornare a vivere con il padre. Lo ha stabilito la Corte d'Appello di Brescia, il cui dispositivo diventerà effettivo oggi, quando il bambino concluderà i suoi giorni vissuti con la madre. Un autentico colpo di scena che, forse, metterà la parola fine alla terribile querelle di quel bimbo, dieci anni, conteso, strappato più volte all'affetto ora della madre, ora del padre.
"Strappato" dalla mamma nell'ottobre scorso, il suo caso suscitò scalpore, con quelle crude immagini che lo ritraevano mentre veniva prelevato in modo brusco da scuola per essere portato sotto la patria potestà del padre che, forte di una sentenza, reclamava i suoi diritti di genitori nei confronti della madre.
Sono contento, spero che ora su nostro figlio si spengano finalmente i riflettori", racconta a Il Messaggero il padre, avvocato. Nel decreto della Corte d'Appello, i giudici hanno riconosciuto che il ragazzo è affetto da Pas, la sindrome da alienazione genitoriale, vale a dire che ha sviluppato un forte affetto nei confronti della madre e un rifiuto nei riguardi del padre. La residenza del piccolo sarà identica a quella del padre, a Padova, dove potrà continuare a studiare. La Corte ha anche stabilito che la madre potrà vedere in il ragazzo ma rispettando sempre il decreto del tribunale.
Affidato al padre, il bambino nell'ottobre 2012 venne prelevato a forza dalla scuola dalle assistenti sociali. La scena fu ripresa con un cellulare e diffusa anche in tv. Da quel momento, la vicenda balzò agli onori delle cronache.

venerdì 12 ottobre 2012

Il bimbo di Padova: denunciati dalla Questura il nonno e la zia


PADOVA - Il nonno e la zia del bambino di 10 anni prelevato con forza dagli agenti dalla sua scuola nel padovano, sono stati denunciati dalla Questura di Padova per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Una vicenda su cui continuano l'indignazione e le polemiche. Intanto il caso sollevato dalla trasmissione televisiva "Chi l'ha Visto", è approdato al parlamento europeo. A portare la questione all'attenzione di Bruxelles è l'europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto che, con un'interrogazione alla Commissione Europea, invita l'esecutivo comunitario a "verificare se le modalità di esecuzione della sentenza del Tribunale da parte delle forze dell'ordine abbiano violato i diritti dei minori tutelati a livello internazionale ed europeo". Abbiamo assistito a scene gravi ed indegne di un Paese civile: un bambino inerme di soli 10 anni non può in nessun modo essere trattato con la violenza e la brutalità usate dalle forze dell'ordine" ha concluso la Bizzotto.

Sulla trasmissione di Raitre interviene il direttore Antonio Di Bella: ha sollevato un problema drammatico che non poteva essere nascosto o sottaciuto. Come sempre in questi casi il minore non è stato reso riconoscibile né era possibile riconoscere, nelle immagini trasmesse dalla Rai, il volto degli agenti di polizia impegnati nell'operazione. Non si e fatto mai il nome delle persone coinvolte né nominato il luogo dove si sono svolti i fatti.

Federica Sciarelli, Stefano Coletta e tutta l'equipe di 'Chi L'ha visto' hanno come sempre svolto il loro delicato lavoro con lo scrupolo e l'attenzione che un servizio pubblico deve sempre avere in queste vicende".

Il bimbo di Padova: l’avvocato della madre denuncia l’autore della perizia psichiatrica


Le scuse del governo dal sottosegretario De Stefano alla Camera



PADOVA - Il consulente tecnico autore della perizia psichiatrica sul piccolo portato via da scuola con l'ausilio delle forze dell'ordine sarà denunciato e il legale della madre presenterà ricorso al tribunale dei minorenni di Venezia contro il provvedimento del giudice motivato da quella perizia. Lo spiega lo stesso legale, avv. Andrea Coffari, presidente dell'associazione 'Movimento per l'infanzia', dal quale si apprende che alla madre ed ai nonni materni del piccolo rimane interdetto intanto ogni contatto.
La scena del trascinamento del bambino di Cittadella (Padova) da parte di poliziotti "richiede che anche anche in questa sede, come fatto ieri dal capo della polizia ieri, vengano espresse le scuse del Governo". Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Carlo De Stefano, in un'informativa alla Camera, rilevando che "la crudezza delle immagini offusca altri casi in cui i poliziotti si sono comportati in modo corretto e responsabile. Il comportamento degli agenti "non è sembrato adeguato ad un contesto ambientale difficile e ostile che avrebbe potuto suggerire altre modalità operative". La madre del bambino, spiega De Stefano - già in altre due circostanze aveva reso impossibile l'esecuzione del provvedimento dei magistrati che prevedeva l'allontanamento del minore dall'ambiente materno. Il sottosegretario ricorda che sul caso è stata disposta un'inchiesta interna e con queste considerazioni 'non si vuole anticipare alcun giudizio''.
"Il bambino ha passato una notte tranquilla e contiamo di inserirlo in una scuola di Padova nei prossimi giorni". A dirlo è un rappresentante della Onlus che ha preso in carico, per conto dei servizi sociali del comune di Padova, l'ospitalità del bambino. Il passaggio avverrà, spiega, "non appena sarà passato tutto questo clamore che certo non fa bene a quella che è una vittima di questa situazione".
Un bambino "intelligente, vivace e simpatico" finito nel tritacarne della guerra tra i genitori per il suo affidamento. Così viene descritto il piccolo dai giudici della sezione civile minori della Corte d'Appello di Venezia nelle motivazioni, pubblicate dal Gazzettino, con cui è stato stabilito l'allontanamento della madre. Proprio alla donna viene indicata come una delle cause per le quali il bimbo non aveva riconosciuto nel padre la figura genitoriale. Le viene imputata "la netta ostilità" all'attuazione del dispositivo dei giudici. "Gli incontri del bambino con il padre - scrivono - sono stati del tutto sospesi per iniziativa della madre dal settembre 2010. Sono ripresi solo l'8 febbraio 2012, in uno spazio neutro a Padova, con l'assistenza di un educatore". Ma il figlio non è mai andato a casa del padre e non ha più avuto rapporti con la sua famiglia. Sempre per i giudici "l'attuale situazione del minore è gravemente rischiosa per la sua evoluzione psicofisica". Ancora una volta, nelle motivazioni, torna l'accenno al comportamento della madre, detentrice "di un potere assoluto sul figlio". Mentre lo sfondo, la cornice della vicenda è "un conflitto sterile e stressante" tra i due adulti. Dunque, per i giudici, non c'é altra strada che allontanare il bambino dalla madre, "per aiutarlo a crescere, per imparare a resettare e reinventare i propri rapporti affettivi".

giovedì 11 ottobre 2012

Il bimbo trascinato via dalla polizia davanti a scuola: Manganelli chede scusa. Intervengono Schifani e Fini

Il bimbo prelevato di peso

 ROMA - ''Profondo rammarico'' per quanto avvenuto a Padova (il bambino tolto alla mdre e trascinato per strada dalla polizia, mentre si riiutava di seguire gli agenti) è stato  espresso dal capo della Polizia, Antonio Manganelli, che porge le sue scuse ai familiari del bimbo prelevato da scuola a Cittadella (Pd) e assicura ''massimo rigore nell'inchiesta interna avviata''.
Renato Schifani ha chiesto chiarimenti al Capo della Polizia Manganelli sull'episodio di Padova. Questo il comunicato del Senato: “Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha chiesto urgenti e tempestivi chiarimenti al Capo della Polizia Antonio Manganelli sul gravissimo episodio che ha visto, a Padova, trascinare con forza un bambino di 10 anni da personale della Polizia di Stato fuori dalla scuola per essere condotto in una casa-famiglia. Questo in esecuzione di un provvedimento della Magistratura. Le immagini proiettate ieri sera dalla trasmissione 'Chi l'ha visto hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. I bambini hanno diritto ad essere ascoltati e rispettati - precisa il Presidente del Senato - e ogni provvedimento che li riguardi deve essere posto in essere con la prudenza e l'accortezza imposti dalla loro particolare situazione minorile. Comportamenti come quello al quale abbiamo tutti assistito, meritano immediati chiarimenti ed eventuali provvedimenti".
Il Presidente della Camera, Fini, che ha avuto un colloquio telefonico con il questore di Padova, ha chiesto al Governo di riferire quanto prima in considerazione delle richieste di informativa e delle interrogazioni parlamentari presentate in merito da deputati di vari gruppi sulla vicenda.
Le fasi concitate dell'opposizione dei contrasti tra agenti e i familiari sono state riprese in un video, pare girato da un'altra parente, che e' stato trasmesso da ''Chi l'ha visto''. No alla diffusione di immagini e dettagli lesivi della dignità del bambino prelevato a scuola dalle forze di polizia: è il richiamo del Garante per la privacy ai media e ai siti web. L'Autorità si riserva comunque di adottare eventuali specifici provvedimenti a tutela del minore. 
"E' incivile che il nostro bambino sia stato portato via in questo modo" dice tra le lacrime, la madre del bambino. La madre del bambino, assieme ai nonni del piccolo ed una mezza dozzina di mamme, ha messo in atto stamane una protesta con dei cartelli davanti alla scuola.
Sui cartelli scritte come "I bambini non sono né bestie né criminali, liberatelo" e ancora "i bambini vanno ascoltati”. “Da sei anni mia figlia vive un incubo e noi con lei - spiega il nonno - mia figlia ha ricevuto 23 querele dal suo ex marito, tutte archiviate. Il bambino vive con lei e non vuole vedere il padre che è percepito dal piccolo come troppo autoritario. Quello che è successo ieri è incredibile".
Il bambino era visto dal padre, secondo gli accordi successivi alla separazione avvenuta otto anni fa, una volta alla settimana in colloqui protetti e trascorreva con lui due fine settimana al mese. Il padre, però, ha ottenuto recentemente dal tribunale dei minorenni una ordinanza che stabilisce la necessità dell'allontanamento dalla casa materna del bimbo, che attualmente si trova in una casa famiglia a Padova, in carico ai servizi sociali.
Secondo quanto stabilito dal giudice della corte d'appello della sezione minori di Venezia, va recuperato il rapporto con il padre e per questo gli agenti ieri, assieme al consulente tecnico del pubblico ministero e ai tecnici dei servizi sociali, hanno prelevato il bambino da scuola.
Nel mese di agosto e settembre altri due tentativi di portare via il piccolo dalla casa materna erano falliti per l'opposizione del bimbo, che per non essere portato via dalla madre, si era nascosto sotto al letto. Di qui la decisione di intervenire a scuola.
"Ho salvato mio figlio e ora sta bene, è sereno. L'importante è questo. Ho pranzato, giocato alla playstation e poi cenato con lui e l'ho messo a letto. Era anni che non lo facevo ed è stata una bella emozione". Così racconta il padre, avvocato, del ragazzino. Il padre dice anche di essere riuscito ad abbracciare il figlio dopo che per tanti anni "ciò é stato impedito a me e ai miei famigliari, non solo dalla madre ma anche dai suoi parenti".
"E' stata una spettacolarizzazione messa in atto dai familiari materni in una vicenda complessa": così il questore di Padova, Vincenzo Montemagno, ha commentato l'intervento. Montemagno ha evidenziato che è stato lo stesso padre del minore a chiedere un aiuto a un agente per prenderlo, visto che si divincolava, e farlo salire in auto.