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martedì 10 giugno 2014

Sistema Mose: odore di tangenti anche per Porto Marghera

Le aree inquinate di Porto Marghera
VENEZIA - Nell'ambito dell'inchiesta sul 'sistema Mose' emerge un aspetto che riguarda le bonifiche delle aree contaminate di Porto Marghera. Lo denuncia l'assessore veneziano all'ambiente Gianfranco Bettin. Gli accertamenti, accusa, "illuminano crudamente questo dramma nel dramma in cui la crisi di un modello industriale ha prodotto gravi problemi occupazionali e sociali, oltre che sanitari, e lascia in eredità un disastro ambientale senza precedenti".
Intanto Gianni Letta, in riferimento a notizie di stampa su un suo coinvolgimento nell'inchiesta Mose, fa sapere: "Non è la prima volta che il mio nome viene evocato o citato in una delle tante inchieste che riempiono le cronache di questi mesi. Ed è ovvio che lo sia, perché negli anni di Governo, mi sono occupato di tante vicende, certo di tutte le più importanti, ma solo per dovere di ufficio e per le responsabilità connesse alla funzione ed al ruolo. Ma l'ho sempre fatto con spirito rigorosamente istituzionale, nella più assoluta correttezza e trasparenza, senza mai venir meno ai principi di onestà, di lealtà e di responsabilità, nel pieno rispetto della legge e dell'ordinamento". L'ex sottosegretario alla presidenza del consiglio ha dato incarico al professor Franco Coppi di "procedere in via legale a tutela della sua reputazione in ordine alle notizie oggi diffuse dalla stampa e ai relativi commenti". 
Interviene anche Niccolo' Ghedini. "Sul quotidiano la Repubblica sono riportate notizie, addirittura virgolettate, del tutto inventate e che mi riguarderebbero. Nei suoi verbali il dott. Baita MAI ha prospettato che direttamente o indirettamente mi sia stato fatto pervenire del denaro", afferma l' avvocato in una nota riferita a citazioni dai verbali di interrogatorio di Baita.

martedì 25 febbraio 2014

Bersani: sono venuto qui per salutare Letta

ROMA - Pier Luigi Bersani torna alla Camera per il voto di fiducia a Renzi dopo la lunga malattia. Appena entrato viene circondato da una piccola folla di parlamentari e a tutti dice: "Sto bene. E voi?". All'ingresso in Aula, tutti si alzano in piedi per tributargli un lungo applauso. Immediato il ringraziamento via Twitter di Matteo Renzi, che va a salutarlo al banco e sul social network scrive: "Grazie per essere in aula oggi. Un gesto non scontato".
"Sono venuto ad abbracciare Enrico" Letta. "Ma ancora non è arrivato?", dice Bersani. Ai colleghi parlamentari di maggioranza e opposizione, dal capogruppo di Fi Renato Brunetta al portavoce del Pd Lorenzo Guerini, che si accalcano per salutarlo e chiedergli come sta, dopo la malattia, regala sorrisi e battute. Poi dice: "Sono qui per abbracciare Enrico".
 "Benché mi pare che questo governo non abbia tra le sue qualità migliori l'umiltà, penso che sia un governo che ha bisogno di aiuto, che ha lanciato una sfida molto seria, e quindi bisogna darlo questo aiuto, una volta che siano chiari gli obiettivi che ancora credo meritino un po' di definizione", ha poi commentato dopo la replica di Renzi.

sabato 15 febbraio 2014

Governo, oggi seconda e ultima giornata di consultazioni

ROMA - Con il colloquio con Daniel Alfreider, esponente della minoranza linguistica del Sudtiroler Volkspartei (Svp) del gruppo parlamentare misto della Camera, si è aperta la seconda ed ultima giornata delle consultazioni del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al Quirinale. 
In attesa che Napolitano conferisca l'incarico a Matteo Renzi (stasera o domani), impazza frenetico il totoministri: gli ultimi gossip vedono la professoressa Lucrezia Reichlin all'economia, Fabrizio Barca verso il Lavoro (ma c'è chi parla di Ichino), Andrea Guerra allo Sviluppo e Luca Cordero di Montezemolo al nuovo Made in Italy. C'è il nodo Alfano, che vorrebbe mantenere l'Interno, ma l'ormai ex sindaco vorrebbe "discontinuità". Conferma per la BoninoL'avvicendamento Letta-Renzi non deve essere un semplice restyling di facciata, ma un'operazione politica più complessa. La maggioranza di governo che il nuovo segretario del Pd sta formando potrebbe essere la stessa che poi si presenterà agli elettori. Renzi potrebbe accantonare o ridimensionare l'obiettivo delle larghe intese per diventare espressione più compiuta del centro-sinistra. In termini concreti: meno spazio agli alleati di Ncd, apertura con nomi graditi a Sel.
"Al premier che non è ancora incaricato, ma lo sará, faccio gli auguri. L'augurio è che corra ma che stia anche attento perchè quando si corre ci sono sempre ostacoli e si può finire fuori strada. Ma penso che sia abbastanza esperto". Lo ha detto Pierferdinando Casini oggi a Firenze per il Coordinamento regionale Udc in vista del congresso nazionale. 

venerdì 14 febbraio 2014

Letta si è dimesso, subito le consultazioni. Nessun passaggio parlamentare

ROMA - Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha rassegnato nelle mani del capo dello le dimissioni irrevocabili. Dimissioni che non prevedono un passaggio parlamentare. Letta ha rassegnato nelle mani del capo dello ledimissioni irrevocabili che non prevedono un passaggio parlamentare. Le consultazioni inizieranno oggi pomeriggio alle ore 17.00 con il Presidente del Senato, Pietro Grasso e alle 17.45 con la Presidente della Camera, Laura Boldrini, e si concluderanno nella giornata di domani.
Insomma, l'intenzione è quella di far presto. La reazione del Presidente della Repubblica la si può evincere dalla formulazione del comunicato redatto alla fine del colloquio. Primo punto: "Le consultazioni inizieranno oggi pomeriggio e si concluderanno nella giornata di domani". Tempi rapidi, appunto. Secondo: "Il Parlamento potrà comunque esprimersi sulle origini e le motivazioni della crisi allorchè sarà chiamato a dare la fiducia al nuovo Governo". Quindi, al di là dei precedenti dei governi Berlusconi e Monti, il Parlamento non si senta esautorato delle sue prerogative.
Soprattutto, un terzo punto: si auspica e si vuole "una efficace soluzione della crisi, quanto mai opportuna nella delicata fase economica che il paese attraversa e per affrontare al piu' presto l'esame della nuova legge elettorale e delle riforme istituzionali ritenute piu' urgenti".Ecco, e' questo cio' che sta più a cuore al Quirinale. La crisi continua a mordere, e ci sono le riforme da fare. A partire dalla legge elettorale, sia chiaro. Napolitano lo aveva già detto esplicitamente, negli ultimi giorni. Oggi lo ribadisce, ed in qualche modo impegna il governo che sta per nascere. Si apre una nuova stagione. 

Letta al Quirinale. Twitta: grazie a quelli che mi hanno aiutato


ROMA - Enrico Letta sale al Quirinale per presentare le dimissioni da presidente del Consiglio dopo che la direzione del Pd ha votato ieri per un nuovo governo affidato a Matteo Renzi. "Al Quirinale a rassegnare le dimissioni al Capo dello Stato. Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato. 'Ogni giorno come se fosse l'ultimo” twitta. Renzi potrebbe ricevere in tempi brevi da Napolitano l'incarico di formare il nuovo esecutivo. Secondo i giornali saranno non più di 12 i componenti della nuova squadra. Nel frattempo, il Parlamento sospende i lavori.

Letta si dimette alle 13. Renzi: per me uno dei momenti più belli

ROMA - Dopo un ultimo Consiglio dei ministri del corso della mattinata, il premier Enrico Letta salirà alle 13 al Quirinale per rassegnare le dimissioni nella mani del Capo dello Stato. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi. Già in serata Giorgio Napolitano potrebbe iniziare le consultazioni per la formazione di un nuovo esecutivo.
Parlamentarizzazione della crisi di governo. E' quanto hanno chiesto - viene riferito - i partiti di opposizione (Fi, Lega, Sel e M5S), durante la conferenza dei capigruppo della Camera. L'Esecutivo e il Pd non hanno replicato - sempre secondo quanto riferito - a tale richiesta.
“Ora Napolitano darà via al rito delle consultazioni che dovrebbe per decenza risparmiarci. Un'immensa presa per il culo". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. Ora Napolitano sceglierà Renzi, "come ha fatto per Monti e per Letta, ignorando il Parlamento, la Costituzione e la volontà degli italiani per la terza volta", aggiunge il leader di M5s.
Il segretario del Pd Matteo Renzi è arrivato stamani a Firenze da Pontassieve, dove vive con la famiglia, e dalla stazione di Santa Maria NOvella a piedi ha raggiunto Palazzo Vecchio dove è in programma una festa con le coppie in occasione di San Valentino. Lungo il tragitto Renzi è stato salutato e incoraggiato da diversi passanti che gli hanno detto di 'andare avanti' e alcuni dei quali lo hanno anche fermato sottoponendogli alcuni problemi di Firenze. ''Per me è delicato dirvi che questo è uno dei momenti più belli da cinque anni a questa parte'' ha detto il sindaco. 

giovedì 13 febbraio 2014

Letta si dimette domani. Le sofferenze di Alfano

ROMA - "A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri". Lo afferma il premier Enrico Letta. Termina dunque con l'inizio della crisi di governo il giorno più lungo del premier, entrato a Palazzo Chigi il 28 aprile del 2013.  
E Alfano (quello che ha da perdere di più, probabilmente, dal cambio di cavallo) in una amareggiata conferenza stampa afferma: "Questo governo viene fatto cadere in esito allo scontro interno al Pd”. Alfano si dice poi "indisponbile a partecipare a un governo politico di centrosinistra". Se nel nuovo esecutivo "non si avranno le condizioni politiche per far valere le nostre istanze, noi diremo no alla nascita del nuovo governo". E conclude: "Per noi non sarà un governo politico". Auguri
''Un minuto dopo l'incarico a Renzi, come segretario della Lega gli chiederò un incontro per sapere quello che vuole fare'': lo ha detto Matteo Salvini, numero uno del Carroccio. ''Ciò premesso, per noi la via maestra, in un Paese normale, sarebbero le elezioni'', ha aggiunto Salvini.

Il Pd approva l’ordine del giorno di Renzi via Letta

ROMA - L’ordine del giorno della direzione Pd che sancisce la fine del governo Letta è stato approvato con 136 sì,  16 no e  2   astenuti

E Renzi liquidò, con stile, Letta. Via dalla palude, governo fino al 2018

ROMA - Colpo di scena alla direzione del Pd: non c'è il premier Enrico Letta: 'Si decida con serenità'. "Carissimi - scrive il premier in una lettera inviata alla direzione - penso che, in una giornata importante come questa, sia fondamentale che la discussione si sviluppi, e le decisioni conseguenti siano assunte, con la massima serenità e trasparenza. Per questo preferisco aspettare a Palazzo Chigi le determinazioni che verranno prese, in modo che tutti in Direzione si sentano liberi di esprimere valutazioni ed esplicitare le decisioni che ritengono opportune. Vi ringrazio, Enrico Letta".
Poi la cancellazione di una visita ufficiale in Gb. E nel suo intervento Renzi ringrazia Letta per il suo lavoro, 'ma serve un cambio di fase, un nuovo governo fino al 2018'.

Non faremo processo al governo, ma siamo in condizioni di aprire una pagina nuova", così Matteo Renzi nel suo intervento alla direzione Pd. "La direzione del Pd ringrazia il premier per il notevole lavoro svolto alla guida del governo". Il segretario illustra le due strade davanti al Pd. "La strada delle elezioni ha una suggestione e un fascino". "L'altra, quella di un nuovo governo, è una scelta azzardata ma può avere senso se hai il coraggio di dire alle realtà europee che l'obiettivo è il 2018 con riforme elettorali, costituzionali ed il tentativo di cambiare le regole a partire da una burocrazia opprimente". "Se l'Italia chiede un cambiamento radicale o questo cambiamento lo esprime il Pd o non lo farà nessuno. Vi chiedo tutti insieme di uscire dalla palude".

Alle 15 l’ok Corral tra Renzi e Letta alla direzione Pd, contatti frenetici. Squinzi: dal premier analisi, non risposte

ROMA - "E' stata fatta una buona analisi ma non sono state date le risposte che ci aspettavamo". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi rispondendo a una domanda sul governo Letta all'Unione Industriale di Torino. Poi sulla possibile staffetta tra Enrico Letta e Matteo Renzi alla presidenza del Consiglio: "La politica non è compito nostro". E’, in realtà, oggi compito del Pd: alle 15 la direzione vedrà Renzi e Letta l’uno contro l’altro armati. E continuano le reazoni alla giornata di ieri, mentre si rincorrono le voci. L'ultima è questa: il Pd offrirebbe a Letta il ministero dell'economia in cambio del suo passo indietro. In un incontro, spiegano fonti parlamentari, il portavoce della segreteria Pd Lorenzo Guerini e il capogruppo Luigi Zanda avrebbero spiegato al premier che Renzi è pronto a far suo "Impegno Italia" se Letta accetta il ministero dell'Economia.
"La conferenza stampa di Enrico Letta è stata inopportuna". Così il Presidente del Friuli Venezia Giulia e membro della Segreteria del Pd, Debora Serracchiani, ospite de L'Aria che tira, il programma di Myrta Merlino su La7, ha commentato le dichiarazioni del Premier, aggiungendo: io "non avrei usato quelle parole".
"Se il Pd confermerà la fiducia al governo Letta potrà contare sul Nuovo Centro Destra". Lo ha detto Angelino Alfano alla telefonata di Canale 5. "Enrico Letta è sempre stato leale con il Nuovo Centro Destra. Non saremo noi a togliere le castagne dal fuoco per il Pd".  "Il governo Letta - ha aggiunto il leader di Ncd - non è un trovatello e neanche un governo tecnico perché è stato sostenuto dal Pd. A questo punto siano loro a parlare chiaro su quello che bisogna fare, poi Napolitano deciderà".

"Il Parlamento e gli italiani" assistono a una "corrida tra Letta e Renzi come se la questione riguardasse due marziani e non l'Italia e i suoi cittadini". Lo scrive su Facebook Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei deputati.
I lavori  della Direzione nazionale del Pd saranno trasmessi alle 15 in diretta su www.youdem.tv e sul sito del PDwww.partitodemocratico.it.

mercoledì 12 febbraio 2014

Letta rilancia, propone "Impegno Italia" e vuole andare avanti. Renzi dica "cosa vuole"


ROMA - Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, presentando "Impegno Italia" proposta di patto di coalizione tra i partiti che sostengono il governo, ha detto che presenta il programma solo adesso "perché rispetto regole e impegni. Il Pd ha chiesto e deciso di votare prima la legge elettorale. E io l'ho fatto perché sono uomo del Pd".  Se qualcuno ha perso tempo - ha detto - quello non sono io. Quale durata per Impegno Italia? Io non metto una data - ha proseguito - e la scadenza è legata alle riforme su emergenza economica-finanziaria e sull'impasse istituzionale". Letta ha poi invitato Renzi a "dire che cosa vuole". "Io chiedo chiarezza e penso che la chiedano i cittadini che vogliono sapere che cosa succede alla luce del sole. Le dimissioni non si danno per dicerie e manovre di palazzo. Ognuno deve pronunciarsi e dire che cosa vuole, specie chi vuole venire al posto mio".
Il patto che propone "non ha scadenze", dice, aggiungendo: "Se qualcuno ha perso tempo, quello non sono stato io". E ancora: "Trenta miliardi nel biennio 2014-2015 serviranno a ridurre il costo del lavoro a imprese e lavoratori".
Parlando della riforma della legge elettorale., Letta ha detto che 'il tema non è legato a cadenze temporali ma agli obiettivi da raggiungere.  Le mie prospettive personali - ha aggiunto - non c'entrano niente né sulle cose di adesso né sulle cose che mi si propongono per il futuro".
Naturalmente, ha poi precisato, per fare un governo ci vuole una maggioranza "e quindi vedremo. Saranno i partiti a fare le valutazioni e io mi rimetterò a loro". Con Renzi l'incontro è stato "franco" in cui ognuno "ha molto sinceramente fatto valutazioni, ripreso punti di vista. Quando si discute è sempre positivo". "Questa è la mia proposta e serve a spostare la discussione sui fatti concreti e non sui personalismi". 

"Cominciare e finire prima: vogliamo un grande piano per il Paese perché la scuola cominci a 5 anni e finisca a 18". Lo annuncia Letta che sulla scuola prevede "un impegno significativo" che si aggiunge anche a quello per "scuole sicure e cablate". "Un piano ambizioso con bambini al centro", conclude Letta
Sul governo, ha aggiunto, ha detto che saranno necessari i cambiamenti, perché è cambiata la situazione politica.  "L'aggiustamento non è sufficiente, bisogna tenere conto di quanto accaduto in tutti questi mesi, un governo nato con Berlusconi, con Sc unita e senza Renzi segretario, bisogna tenere conto dei cambiamenti che sono avvenuti che hanno cambiato la natura stessa del governo".
Domani comuque, ha detto Letta riferendosi alla direzione Pd, "è un altro giorno".

Letta va alle 18 in conferenza stampa per dire “si va avanti”

ROMA - Enrico Letta dirà che "per lui si va avanti". E' quanto viene spiegato da fonti di Palazzo Chigi in vista della conferenza stampa delle 18 del presidente del Consiglio, dopo l'atteso faccia a faccia con il segretario del Pd, Matteo Renzi. Nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio presenterà "Impegno Italia", proposta di patto di coalizione tra i partiti che sostengono il governo. E' quanto si legge in un comunicato della Presidenza del Consiglio. Confermate quindi le indiscrezioni secondo cui il premier non farà alcun passo indietro a favore del segretario del Pd, Matteo Renzi
 "Leggo tante ricostruzioni sul governo. Quello che devo dire, lo dirò giovedì alle 15 in direzione. In streaming, a viso aperto", dice invece il sindaco di Firenze.
Elezioni? Non diciamo sciocchezze", ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, impegnato in visita a Lisbona. "Questo muro contro muro tra Letta e Renzi fa male al Paese?", hanno chiesto i cronisti al Capo dello Stato: "Io di muri non ne vedo", ha replicato Napolitano.

Finito l'incontro Letta-Renzi con un nulla di fatto

ROMA - E' terminato dopo circa un'ora l'incontro tra il premier Enrico Letta e il segretario del Pd, Matteo Renzi, a Palazzo Chigi. Dopo l'incontro ognuno è rimasto sulle sue posizioni. E' quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi. Letta dovrebbero tenere una conferenza stampa alle 17.
Domani l'importante appuntamento della direzione del partito. Dopo che ieri si è rinforzata l'ipotesi di una staffetta tra i due, sono in tanti fra i dem e in altre compagini a chiedere si apra una nuova fase, con il sindaco a P.Chigi. Ma il premier ha rilanciato e punta a proseguire con una nuova squadra e un nuovo programma che, dice, riuscirà a convincere i partiti che lo sostengono. Il capo dello Stato da Lisbona è stato chiaro: serve stabilità e sull'esecutivo sta al Pd decidere. Berlusconi è alla finestra: attende Renzi, ok riforme ma stop con i giochi di Palazzo. Brunetta, staffetta? Stiamo tornando a I Repubblica. Quagliariello: nessun veto su Renzi, ma serve programma serio. Il segretario della Lega Matteo Salvini assicura che la Lega vuole "chiedere a Renzi cosa vuole fare. Non diciamo no a priori. Ma se saranno solo chiacchiere - aggiunge - faremo la guerra parlamentare. Renzi - prosegue - ci dica se vuole esentare dalle tasse gli alluvionati, cancellare la riforma Fornero e ridiscutere dell'euro e dell'Europa. Se ci stupisce con risposte concrete noi non siamo pagati per dire no a priori. 

martedì 11 febbraio 2014

Prende quota la staffetta Letta-Renzi

ROMA - "Il progetto di governo che presenterò convincerà tutti i partiti che lo sostengono". Così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, annuncia un nuovo patto di coalizione per rilanciare l'economia. Reazioni contrastate nella maggioranza. Alfano (Ncd) conferma la fiducia in Letta ma chiede al Pd di "chiarire se sostiene l'esecutivo". Scelta Civica auspica invece un cambio di rotta: "Serve una nuova fase, il premier lasci", dichiara Andrea Romano.

Dal canto suo, il presidente del Consiglio, in visita a Milano, ha ribadito:"Sono certo che il piano convincerà tutti i partiti, anche il Pd. Ho incontrato il Capo dello Stato e abbiamo parlato delle prospettive di governo e delle scelte da fare. Nelle prossime ore presenterò una mia proposta di patto di coalizione fra i partiti che sostengono il governo".

Letta ha poi assicurato che uno degli obiettivi è "il rilancio dell'economia". Alla domanda sul perché Matteo Renzi vada di solito prima di lui al Quirinale ha replicato: "Non credo di dover rispondere". La staffetta Letta-Renzi, però, torna a prendere quota.

Incontro Napolitano-Letta, Palazzo Chigi: "Sprint al programma"- L'incontro con il presidente della Repubblica è stato positivo. IL premier Letta è confortato e ancor più determinato ad accelerare per la presentazione di Impegno Italia, base del rilancio programmatico del governo. E' quanto si sottolinea in ambienti di Palazzo Chigi.

Alfano: "Il Pd dica se sostiene Letta" - Il vicepremier, Angelino Alfano, difende Enrico Letta e chiede al Pd di fare chiarezza. "Ho sentito Letta e gli ho detto che noi siamo pronti ad andare avanti ma anche che questa stessa disponibilità deve ottenerla dal Pd, che deve chiarire se intende continuare a sostenere il governo o meno", ha detto il leader del Nuovo Centrodestra.

Romano (Sc): "Letta lasci" - Scelta Civica, per voce del suo capogruppo alla Camera, Andrea Romano, chiede invece un passo indietro al primo ministro. "Auspico che Letta mostri quella generosità che ha sempre dimostrato nella sua carriera politica, favorendo l'apertura di questa nuova fase anche con la messa a disposizione del proprio ruolo", ha detto Romano.

Renzi ai deputati pd: sulla riforma elettorale no a modifiche unilaterali. Governo “da ricaricare”

ROMA - Alla viglia del voto in Aula, il segretario del Pd, Matteo Renzi, spiega che la legge elettorale, frutto di un accordo tra alcuni partiti "non può essere modificata in modo unilaterale". Sul nodo governo invece Renzi ha detto ai deputati del suo partito: "Non c'è un problema tra l'esecutivo e il Pd, noi siamo sempre stati leali. Ma il governo così com'è aiuta le riforme o no?".
"La riforma elettorale è la risposta che la politica mette in campo per superare la crisi istituzionale che a un anno dall'inizio della legislatura è ancora più profonda. Non dobbiamo sottovalutare le polemiche del Movimento 5 Stelle", ha proseguito Renzi parlando all'assemblea dei deputati Pd.

"Servono anche riforma senato e Titolo V" - "Non serve solo la legge elettorale - ha però sottolineato - ma anche la riforma del Senato e del Titolo V per dare una risposta della politica. "Le regole - ha aggiunto - si scrivono insieme. Abbiamo provato a coinvolgere Grillo e abbiamo ricevuto risposte sprezzanti".

"Falso che Pd freni governo" - "Il Pd è stato ed è leale con questo governo. Chi dice che il Pd frena questo governo dice il falso. E non c'è alcun problema caratteriale...", ha assicurato Renzi. Il problema per il segretario Pd è "politico", ovvero decidere se questa sia la legislatura del cambiamento o meno e se andare avanti o decidere altrimenti.


"Governo ha la batteria scarica" - "C'è bisogno di un approfondimento in sede politica", ha detto Renzi riferendosi al governo Letta. "Giovedì decidiamo - ha spiegato - se la batteria di questa legislatura va cambiata o ricaricata. Il punto è se è nelle condizioni di utilizzare l'81% dell'energia che le rimane davanti dopo che ha utilizzato il 19% della barra vita".

L'incontro Renzi-Napolitano: braccio di ferro sul futuro del governo

ROMA - L'incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il segretario del Pd, Matteo Renzi di ieri sera è circa due ore: al centro il futuro del governo e la riforma elettorale. Il confronto è avvenuto alla vigilia di una settimana decisiva, dove le sorti dell'esecutivo si intrecciano con l'avvio del voto sulla legge elettorale. Invitato a cena dal Capo dello Stato, Renzi ha messo sul tavolo gli scenari possibili. Al termine del faccia a faccia, il segretario è uscito da un ingresso laterale senza fare dichiarazioni e, a quanto sembra da alcune foto, scuro in volto. Per il resto, totale riserbo, non una parola sia da parte dello staff del segretario del Pd che da parte delle fonti quirinalizie. 

A parlare sono alcune fonti parlamentari della maggioranza che non traggono dal silenzio, almeno quello ufficiale, di entrambe le parti, nessuno spunto che possa evidenziare passi in avanti nella complessa trattativa sul rilancio dell'azione di governo chiesta dallo stesso Matteo Renzi, anche se circondata da un corollario di indiscrezioni politiche sulla reale volontà del segretario democratico di voler far continuare l'esperienza dell'esecutivo guidato da Enrico Letta.

Un quadro che porta qualcuno nella maggioranza anche ad ipotizzare un braccio di ferro tra Quirinale, che continuerebbe a chiedere stabilità e continuità, e segretario del Pd. Una ipotesi tutta da verificare visto il riserbo totale che ha circondato l'incontro. 

Nelle prossime ore, tra oggi e giovedì, è atteso al Colle proprio il presidente del Consiglio Letta, che non molla la presa ma rilancia mettendosi al lavoro per provare a presentare al Capo dello Stato un progetto che dovrebbe proiettare la sua compagine almeno fino all'inizio del prossimo anno. Con un programma definito in più punti. 
Renzi e Napolitano "hanno discusso di quali scenari sono possibili per il governo", racconta il renziano Matteo Richetti. "Non possiamo pensare che Renzi adesso pressi per andare a Palazzo Chigi, ma il governo è aggrovigliato su se stesso", ha aggiunto.

lunedì 10 febbraio 2014

Monti-Napolitano: “Fumo, solo fumo”. Ma FI attacca e anche il M5S

ROMA - E' bufera dopo le rivelazioni di Alan Friedman sul ruolo giocato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella crisi del governo Berlusconi.
"Fumo, solo fumo". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano risponde, in una lettera al Corriere, sulle rivelazioni riguardo all'estate 2011, negando che sia stato un "complotto" come accusa Forza Italia.
Lo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta è poi intervenuto per difendere il capo dello Stato: "Sul Colle - dice Letta - è in corso un vergognoso tentativo di mistificazione. Il Quirinale si attivò con efficacia per salvare il Paese". E ancora: "Stupisce la contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo in corso da tempo da parte del Movimento 5 Stelle di delegittimare il ruolo di garanzia della Presidenza della Repubblica". "A questi attacchi - si legge in una nota - si deve reagire con fermezza".
La giornata si è d'altra parte caratterizzata per una ridda di dichiarazioni incrociate:
Le rivelazioni destano "forti dubbi sul modo di intendere l'altissima funzione di Presidente della Repubblica da parte di Napolitano". Così i capigruppo di FI di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani, che chiedono "urgenti chiarimenti e convincenti spiegazioni". 
A destare scalpore è un passaggio del libro del giornalista, 'Ammazziamo il gattopardo', riportato dal Corriere della Sera. "Io posso testimoniare - dice nell'estratto Carlo De Benedetti - che Mario Monti è stato mio ospite ad agosto 2011 a St. Moritz e abbiamo parlato del fatto se a lui sarebbe convenuto accettare la proposta... e qual era il momento per farlo. Questo è successo ad agosto". 
Seguono dichiarazioni contrariate. "Dalle testimonianze fornite da Alan Friedman emerge in maniera direi inquietante che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, andando ben al di là delle sue prerogative costituzionali, non fu arbitro imparziale ma giocatore attivo per far cadere il governo Berlusconi democraticamente eletto e sostituirlo con uno 'tecnico' guidato da Mario Monti", afferma ad esempio Licia Ronzulli, portavoce della delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo. 
Il senatore Augusto Minzolini, dal canto suo, apre poi al Movimento 5 Stelle offrendo ai pentastellati una 'sponda' sul cosiddetto impeachment. "Di fronte a queste nuove rivelazioni - dice - andrà valutata sempre con maggiore attenzione - non fosse altro come occasione per ricostruire quei mesi e gettare una luce di verità sulla Storia del nostro Paese - la procedura di impeachment nei confronti del presidente Napolitano promossa da altri gruppi politici in Parlamento".
A confermare la ricostruzione di Friedman è d'altra parte lo stesso Mario Monti. "Nell'estate del 2011 - dichiara - ho avuto dal presidente della Repubblica dei segnali: mi aveva fatto capire che che in caso di necessità dovevo essere disponibile". L'ex premier però difende l'operato del Colle. "E' assurdo che che venga considerato anomalo che un presidente della Repubblica si assicuri di capire se ci sia un'alternativa se si dovesse porre un problema". 
Ma Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera eletto col Movimento 5 Stelle, non ci sta e sulla sua pagina Facebook commenta gli ultimi sviluppi:

“ABBIAMO SEMPRE RAGIONE NOI Tra ieri e oggi due rivelazioni a mezzo stampa sottolineano le ingerenze di Napolitano negli equilibri di Governo (il tentativo di insediare Monti a Palazzo Chigi gia a metà 2011) e nelle fasi processuali della trattativa Stato-mafia (la richiesta di un provvedimento disciplinare nei confronti di Nino Di Matteo).
Abbiamo presentato l'impeachment due settimane fa perché secondo noi Napolitano è andato oltre il suo ruolo e le sue funzioni da un bel pezzo.
Abbiamo chiesto di aprire le indagini su 6 punti che per noi rappresentano un "attentato alla Costituzione". Alla luce di questi nuovi fatti, il "Comitato per la messa in Stato d'accusa" (insediatosi per esaminare la nostra accusa) deve lavorare con calma e chiarire tutte le questioni da noi sollevate (e anche i supplementi di istruttoria). I fatti sono gravissmi, ma il Comitato ha una fretta maledetta di insabbiare tutto entro domani. È inaccettabile.
Dalle notizie appese oggi può dipendere il futuro del Governo e di questa Legislatura (se accertate).
Il Comitato avvii le indagini e lavori senza pregiudizi. Anche Napolitano se fa errori deve essere giudicato. Oppure no?”

Renzi: non voglio ministri, tocca a Letta dire che cosa farà

ROMA - “Non dirò mai che voglio posti per ministri o sottosegretari, non farò nessuna lista della spesa". Lo afferma Matteo Renzi intervistato da Agora su Rai3. "Nessuno di noi ha chiesto di prendere il governo, io dico: E' stato preso un impegno di 18 mesi per fare certe cose e Letta ha detto che ci farà sapere cosa intende fare. Il presidente del Consiglio ha oneri e onori, a lui il compito di dire cosa ha funzionato e cosa no".

Dal canto suo Alfano, in un’intervista a Repubblica dice: “Non ci stiamo a un governicchio che ogni giorno rischia di scivolare su un incidente perché sostenuto da una maggioranza che non ci crede fino in fondo”.

Due marò, ennesimo rinvio della Corte Suprema. Ma la procura vuole la legge antipirateria, anche se “light”. Dura reazione di Letta e Bonino

NEW DELHI - La Corte suprema di New Delhi, incaricata di esaminare il ricorso italiano sulla vicenda dei marò, ha fissato una nuova udienza per martedì 18 febbraio.
Nell'udienza di oggi il giudice Chauhun ha ascoltato la pubblica accusa, che ha confermato la richiesta dell'applicazione nella vicenda della legge per la repressione della pirateria (Sua act), e la categorica opposizione ad essa da parte dell'avvocato della difesa italiana Mukul Roahtgi.
La Procura generale indiana ha presentato un'ipotesi di accusa basata sulla Legge anti-pirateria (Sua Act), in una versione però "light", senza evocare una richiesta di pena di morte. Ipotizzando cioè un'accusa per violenze in base ad un articolo della legge che comporta fino a dieci anni di carcere.
"Inaccettabile l'imputazione proposta dalle autorità indiane. L'uso del concetto di terrorismo da rifiutare in toto, l'Italia e l'Ue reagiranno". Così il premier Enrico Letta su Twitter commenta la richiesta, giunta dalla Procura indiana, di applicare la legge antiterrorismo nei confronti dei due marò.
"Queste sono strade eventuali, tutto è sul tappeto. E penso anche che forse non è il caso di rendere pubbliche tutte le carte che abbiamo". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Emma Bonino, circa le possibili reazioni dell'Italia nel caso marò, tra cui anche un ricorso davanti al tribunale Onu per il diritto del mare. "Dopo due anni senza un capo d'accusa, il nostro obiettivo è riportare a casa Salvatore Girone e Massimiliano Latorre".

domenica 9 febbraio 2014

Le tre opzioni di Renzi. “Ma io sono per un governo di 18 mesi”

ROMA "Vogliono fare un altro governo? Lo dicano. Se uno ritiene che il governo Letta sia debole, lo dica. Io su questo tema non metto bocca". Così Matteo Renzi che spiega: "Abbiamo davanti a noi tre schemi. andare avanti con il governo Letta, che dura 18 mesi. Oppure elezioni, o col Consultellum o con l'Italicum. Terza ipotesi, la legislatura va avanti fino al 2018 ma allora si fa la riforma dell'Italia".
In un colloquio con la Repubblica e La Stampa, il segretario del Pd si rivolge ancora una volta al premier e dice: ''Il problema vero è: Letta ha proposto lo schema dei 18 mesi. Se vuol cambiare, lo dica. Prima di ragionare dei nomi, ragioniamo degli schemi. Io sono sullo schema A: Letta per 18 mesi''.
''Se il governo mantiene gli impegni che si è preso, con un programma di 18 mesi, ha altri otto mesi davanti e noi collaboriamo. Cosa vogliono da noi? E' una situazione kafkiana, davvero. Sia chiaro, io non ho paura delle elezioni. Le ho sempre fatte. Qualcuna l'ho vinta, una l'ho persa". 

"Se l'obiettivo è quello di fare un governo nuovo, che duri di più - prosegue Renzi - che lo dicessero''. ''Non creo problemi - sottolinea -. Perché dovremmo mettere dei nomi miei? Non è che perché è arrivato Renzi, gli toccano tre ministri. Io non ho fatto tutto 'sto casino per cambiare tre ministri. Io voglio cambiare l'Italia, non tre ministri''.