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sabato 4 luglio 2015

Attivista bergamasco ferito dalla polizia curda mentre tenta di entrare in SIRIA


BERGAMO, 4 luglio - Un 23enne bergamasco, Alessandro De Ponte, è stato fermato e ferito dalla polizia giovedì mentre dal Kurdistan iracheno cercava di entrare in Siria. Le sue condizioni sono serie ma non sarebbe in pericolo di vita. Attivista del collettivo di sinistra antagonista "Tana libera tutti", De Ponte sarebbe partito dall'Italia a fine aprile con la scusa di una vacanza studio in Turchia, ma da allora non ha più fatto ritorno. Secondo quanto riporta "Il Corriere della Sera", il giovane era partito proprio con l'idea di raggiungere il Kurdistan iracheno, forse per portare aiuti. Per riuscirvi sarebbe passato da una zona della Siria dove si concentrano intensi combattimenti tra le milizie dell'Isis e quelle curde. Forse cercando di riattraversare il confine per raggiungere altre aree in mano ai curdi, sarebbe stato ferito e fermato.
Da fine aprile di De Ponte si erano perse le tracce fino a giovedì pomeriggio quando la famiglia ha saputo dell'accaduto. Il giovane, stando alle frammentarie notizie arrivate in Italia, sarebbe stato ferito a un braccio e trasportato in un ospedale, forse quello di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno.

venerdì 15 maggio 2015

LA POLIZIA sventa l’attacco a un furgone portavalori sulla A14 a Cerignola


Uno dei camion dati alle fiamme dal commando per bloccare il portavalori
FOGGIA, 15 maggio - La polizia, intervenuta anche con un elicottero, ha sventato una rapina a un portavalori della società Invri di un commando di una decina di persone che aveva bloccato in entrambe le direzioni l'autostrada A14 nei pressi di Cerignola (Foggia) dopo aver dato fuoco a due autotreni. I malfattori hanno anche sparato colpi d'arma da fuoco contro il mezzo blindato. Dato l'allarme, sul posto sono intervenute pattuglie della polizia che hanno messo in fuga gli assalitori.
Il furgone era partito da Trani, diretto a Foggia: trasportava un milione e 300 mila euro in contanti. I dieci rapinatori, a bordo di due auto, all’arrivo della polizia sono fuggiti dallo stesso varco che si erano creati, poco distante, per entrare sull'A14.

domenica 3 maggio 2015

NEW YORK, spara a pattuglia della polizia, agente in coma. Arrestato

Il luogo della sparatoria
Brian Moore

Demetro Blackwell

NEW YORK, 3 maggio - Un uomo di 35 anni, Demetro Blakwell, è stato fermato in seguito al ferimento di un poliziotto nel tardo pomeriggio di sabato a New York, nel Queens. 
L’agente, Brian Moore, 25 anni, è ricoverato in coma farmacologico, dopo una delicata operazione durata oltre 4 ore.  
A quanto si apprende si tratta di un residente della zona che è stato poi trovato in un'abitazione non sua, raggiunta passando attraverso i giardini e cortili delle case. Dalle prime informazioni emerge inoltre che si tratta di un individuo noto alle autorità e con precedenti. Blackwell infatti ha un record di 10 arresti, di cui cinque con l'accusa di rapina, furto  e possesso criminale di un'arma.

L'agente di polizia era in borghese con un collega ma in servizio quando e' stato raggiunto dai colpi alla testa, sparati improvvisamente dall’uomo dopo un breve scambio di battute con la pattuglia, ferma nella sua macchina. L’altro agente è rimasto illeso.

giovedì 30 aprile 2015

PEDOFILIA minorile, perquisizioni della polizia in 16 città

Una ventina di perquisizioni domiciliari sono state eseguite dalla polizia in sedici città italiane, nell'ambito di un'inchiesta di contrasto alla pornografia minorile. Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Catania, Siracusa, Ragusa, Palermo, Caltanissetta, Reggio Calabria, Potenza, Avellino, Roma, Reggio Emilia, Lucca, Milano, Torino, Cuneo, Treviso e Venezia.

mercoledì 29 aprile 2015

NAPOLI, cantante neomelodico tenta di corrompere i poliziotti per evitare un multa

Raffaello
NAPOLI, 29 aprile - Un cantante neomelodico, Raffaele Migliaccio, 28 anni, in arte "Raffaello" è stato arrestato dalla polizia a Napoli. Il giovane, che era a bordo di una Mercedes con la fidanzata ed un amico, è stato fermato nel quartiere di Poggioreale da una volante per un controllo dopo aver commesso alcune infrazioni al codice della strada. Ai poliziotti, il cantante avrebbe chiesto di "chiudere un occhio" offrendo in cambio la somma di 400 euro."Sono pieno di soldi, quando avete bisogno sono a disposizione", ha detto dopo essersi qualificato come "famoso cantante". Gli agenti lo hanno arrestato per istigazione alla corruzione e condotto in Questura. Qui Migliaccio ha tentato di ingaggiare una colluttazione con i poliziotti. "Togliti la divisa ed esci fuori", ha detto ad uno di essi. Per il 28enne è quindi scattata una seconda denuncia per minacce a pubblico ufficiale. 
Il cantante non è nuovo ad episodi del genere: nel 2011 era stato arrestato dopo una rissa.

venerdì 27 febbraio 2015

Scontri con la polizia a ROMA dei manifestanti anti-LEGA

ROMA, 26 febbraio - Alta tensione a Roma in vista del comizio di sabato di Matteo Salvini. "E' tutto confermato, anzi di più. La risposta deve essere compatta, pacifica e determinata", ha detto il segretario del Carroccio dopo la protesta, da parte di un gruppo di militanti dei movimenti di lotta per la casa, contro la manifestazione indetta dalla Lega per sabato a Roma. "Non possono essere 4 squadristi a decidere chi manifesta e chi no", ha quindi aggiunto Salvini. "Queste scene da quarto mondo - ha aggiunto Salvini - porteranno più gente. Sabato ci saremo, saremo in tanti e pacifici. Non ci faremo spaventare da nessuno". Il segretario del Carroccio ha detto poi di pretendere che "le idee della Lega possano essere espresse liberamente in qualunque piazza italiana senza minacce e senza violenza da parte di qualcuno. Se ci sono dei violenti, uno Stato normale li isola, li allontana e, se serve, li porta in galera".

Militanti sgomberati dalla basilica - In mattinata un gruppo di militanti dei movimenti di lotta per la casa sono stati fatti sgomberare dopo che avevano occupato la basilica di piazza del Popolo esponendo uno striscione con scritto "Mai con Salvini". Una parte dei militanti era stata bloccata in precedenza a piazza di Spagna. Secondo quanto riferiscono i militanti anti-Lega, una donna è stata ferita e portata via con una ambulanza da piazza del Popolo. "La donna - sostengono - è stata ferita durante lo sgombero della chiesa. Le forze dell'ordine hanno fermato alcune persone".

Scontri tra forze dell'ordine e manifestanti: feriti - Nel tardo pomeriggio si sono verificati scontri tra forze dell'ordine e manifestanti a piazzale Flaminio. I poliziotti hanno caricato i militanti che per circa un'ora hanno bloccato la strada facendoli arretrare fino al marciapiede opposto alla piazza. Lanci di bombe carta e bottiglie contro le forze dell'ordine dopo le cariche. Stupore tra turisti e passanti. "E' una guerriglia", dicono due signore che abitano in zona. Almeno due i dimostranti feriti. 

Lacrimogeni per disperdere manifestanti - Sono stati diversi i lanci di lacrimogeni delle forze dell'ordine su Via Flaminia per disperdere i manifestanti che stavano sfilando in corteo non autorizzato, dopo gli scontri in piazzale Flaminio. Le forze dell'ordine hanno chiuso i manifestanti da entrambi i lati: i militanti dei movimenti sono arretrati su una strada limitrofa.

venerdì 16 gennaio 2015

KARACHI, manifestazione contro Charlie Hebdo, ferito fotografo AFP

Un poliziotto in azione a Karachi
KARACHI (Pakistan), 16 gennaio - Un fotografo pachistano dell'agenzia Afp è stato oggi gravemente ferito (e non ucciso come riportato in precedenza) durante scontri a Karachi fra manifestanti che protestavano contro la pubblicazione di vignette satiriche su Maometto da parte di Charlie Hebdo e la Polizia. Lo riferisce DawnNews Tv.
Il fotografo Asif Hasan ha subito ferite derivanti da colpi di pistola sparati dai manifestanti, l"a polizia non hanno aperto il fuoco," ha detto Abdul Khalique Shaikh, un alto funzionario di polizia a Karachi.
"Il proiettile ha colpito il polmone, ed è passato attraverso il suo petto. E 'fuori pericolo immediato e ha parlato ai suoi colleghi" ha detto un portavoce di Jinnah Hospital di Karachi, dove è stata presa Hassan, ha detto a AFP. Hassan non sembra essere stato deliberatamente preso di mira, ma la polizia e testimoni hanno riferiti che i manifestanti avevano sparato contro la polizia e Hassan è stato catturato nel fuoco incrociato. Il partito ha negato che era responsabile e ha accusato la polizia.

mercoledì 24 dicembre 2014

MISSOURI, un altro giovane nero ucciso dalla polizia a St. Louis



ST. LOUIS (Missouri) - Nuovo omicidio in Missouri dopo quello di Michael Brown ed Eric Garner. Un 18enne di colore è stato ucciso a colpi di pistola da un agente di polizia a St. Louis. La giovane vittima, Antonio Martin, si trovava in una stazione di benzina nel sobborgo di Berkeley, a pochi chilometri da Ferguson, assieme alla fidanzata. Una folla si è raccolta intorno alla zona per protesta e ci sono stati atti di vandalismo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Martin è stato fermato con la fidanzata dagli agenti perché il suo profilo corrispondeva a quello di un rapinatore che aveva da poco svaligiato un negozio, vicino alla stazione di benzina. La polizia ha così chiesto ad entrambi di non fare opposizione e seguirli in commissariato. I due giovani hanno rifiutato e sono stati fermati dagli agenti, che hanno puntato la pistola contro il 18enne. Poi, però, qualcosa è andato storto.
Secondo la polizia, la vittima avrebbe estratto una pistola e per questo l'agente avrebbe sparato. La pistola sarebbe stata recuperata sul posto.

martedì 2 dicembre 2014

SANTA CROCE CAMERINA, tre piste per l'uccisione del piccolo Loris


RAGUSA - "No, non ci sono riscontri": così fonti investigative commentano indiscrezioni di stampa sul ritrovamento di tracce di Dna di Orazio Fidona, il cacciatore che ha ritrovato Loris Stival morto, sul corpo del ragazzino di 8 anni ucciso a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Fidona è stato sentito nuovamente fino all'1.30 di notte dagli investigatori ma non risulta indagato. In questura è stato anche sentito un 18enne, un vicino di casa.

Sospetti su un 15enne e l'amico di famiglia - Non c'è però solo il cacciatore tra le possibili piste seguite dagli inquirenti. Si cercano riscontri anche su alcune testimonianze, fornite dagli amici di Loris. Il bimbo pare che frequentasse un ragazzo più grande, un 15enne. Si cerca infatti nelle telecamere della zona la presenza dello scooter di questo ragazzo nelle ore in cui il bimbo è scomparso. La terza pista che stanno battendo in Procura è quella dell'amico di famiglia o comunque una persona familiare al piccolo. Qualcuno che lo abbia avvicinato e convinto a seguirlo.

Gli abusi e gli slip mancanti - Anche se in procura continuano a dire che l'ipotesi degli abusi al momento non ha riscontri, da fonti investigative trapelano indiscrezioni agghiaccianti. Loris sarebbe stato trovato senza slip e coi pantaloni slacciati. Particolari che non fanno altro che rinfocolare la tesi secondo la quale alla base dell'omicidio ci sarebbe un movente sessuale. 

Notte di indagini e sopralluoghi di Ps e Cc - E' stata una lunga, ennesima, notte di interrogatori, deposizioni raccolte e sopralluoghi: Polizia e Carabinieri proseguono le indagini sull'uccisione di Loris Stival. Arrivati sul posto anche esperti biologi della polizia scientifica e dello Sco, che in serata hanno compiuto un sopralluogo, anche con il luminol, nella zona di Mulino Vecchio, nel canalone dove è stato rinvenuto il corpo.

Il cacciatore interrogato per ore - Attorno all'1.30 di notte è invece tornato a casa, a Santa Croce Camerina, dopo una lunga deposizione in qualità di persona informata dei fatti, Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il cadavere di Loris Stival. Fidone è stato sentito, in assenza di avvocato, sul ritrovamento di munizioni nella sua abitazione. Secondo quanto si è appreso, non era in possesso delle necessarie autorizzazioni a detenerle. Il nuovo interrogatorio non è collegato con l'indagine sulla morte di Loris. Tali accertamenti infatti non riguarderebbero l'inchiesta per sequestro di persona ed omicidio aperta dalla Procura di Ragusa, senza indagati. 

giovedì 20 novembre 2014

PARMA, in attesa di Renzi scontri polizia-antagonisti

PARMA - Sale la tensione in attesa del Premier in Municipio. La polizia e i centri sociali che stavano manifestando nel centro della città contro la politica del Governo. Alcuni manifestanti hanno provato a sfondare il cordone di polizia, che ha risposto con una carica.
Renzi è arrivato alle 15,32 in aereo al "Verdi", ha salutato i parlamentari Giuseppe Romanini e Patrizia Maestri (il senatore Giorgio Pagliari era sull'aereo con il premier) ed è ripartito subito. Il presidente del Consiglio, fra imponenti misure di sicurezza (cecchini sui tetti) ha poi visitato la Pizzarotti Costruzioni, a Pontetaro. Il premier, accolto dagli imprenditori Paolo e Michele Pizzarotti e dal management aziendale e dai dipendenti, ha fatto un giro per l’azienda, prima tappa del suo tour. Durante la visita ha dribblato i giornalisti con la solita ironia: "E' tutto il giorno che chiacchiero...". Poi la stretta di mano con un cittadino che, simpaticamente lo avvicina: "Salve Renzi...", pronta la risposta del premier: "Ma allora mi conosci...". E alla battuta, visto che è arrivato con un'Audi, "Ma ha una macchina tedesca!", altro botta e risposta ironico, "Ma lei è un rappresentante di Marchionne...". 

Arrivato alla Dallara Automobili, Matteo Renzi è stato accolto da Giampaolo Dallara e dall'amministratore delegato Andrea Pontremoli: ha visitato l'azienda e la galleria del vento. Dopo la visita privata, il presidente del Consiglio ha parlato nella sala congressi della Dallara. C'erano anche i sindaci di Varano Melegari, Bardi e Varsi, e i parlamentari di Parma Romanini, Maestri e Pagliari.  Renzi ha parlato della Dallara come di "un simbolo dell'Italia che ce la fa, e che guarda al futuro non come a un problema ma come a una opportunità" e ha preannunciato che tornerà per inaugurare il nuovo centro dell'azienda, che sarà ultimato fra 2015 e 2016.

martedì 18 novembre 2014

TERRORISTI in una sinagoga a Gerusalemme: uccidono 4 fedeli, la polizia li abbatte


Qui e sopra, polizia e soccorsi dopo l'attentato
I due terroristi, uccisi dalla polizia
GERUSALEMME - Due uomini sono entrati in una sinagoga a Gerusalemme in Agasi Street, nel sud della capitale, in zona Har Nof. ed hanno aperto il fuoco. I fedeli ebrei uccisi sono quattro. Lo ha detto il portavoce delle polizia Micky Rosenfeld, che parla anche di otto feriti, tra i quali due agenti di polizia.
Quattro dei fedeli ebrei feriti nell'attacco alla sinagoga sono in gravissime condizioni. L'aggressione è avvenuta con armi da fuoco e con asce . Secondo il portavoce militare, testimoni sul posto parlano di ''scena terrificante''.
I due autori dell'attacco ai fedeli ebrei nella sinagoga nei sobborghi di Har Nof a Gerusalemme sono stati uccisi da due agenti della polizia, intervenuti rapidamente sul posto. Gli autori dell'attentato sarebbero di Jabel Mukaber, quartiere arabo di Gerusalemme est.  
Hamas si è felicitato per l'attentato. Secondo il portavoce Mushir al-Masri "si è trattato di una vendetta eroica e rapida per l'esecuzione di Yusuf al-Rumani", un conducente di autobus palestinese trovato ieri morto a Gerusalemme. L'uomo, secondo le autorità israeliane, si è suicidato. Ma la famiglia ritiene che sia stato ucciso da ultrà ebrei. "E' nostro diritto - ha proseguito al-Masri, da Gaza - vendicare il sangue dei nostri martiri". Al-Masri ha aggiunto che l'attentato odierno è da collegarsi anche alle recenti tensioni nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Un messaggio di tono analogo è giunto anche dalla Jihad islamica. Nel frattempo sul web il braccio armato di Hamas ha pubblicato un filmato in cui minaccia in arabo e in ebraico una serie di attentati nella città di Israele. Fra l'altro preannuncia che passanti saranno investiti da automobili guidate da palestinesi o anche pugnalati per strada.

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu accusa il presidente palestinese Abu Mazen e Hamas di essere responsabili dell'attacco nella sinagoga di Gerusalemme ''che e' stato una conseguenza diretta del loro incitamento... un incitamento che la comunità internazionale ha irresponsabilmente ignorato''.

sabato 15 novembre 2014

VICENZA, scontri tra polizia e antagonisti

VICENZA - Scontri a Vicenza tra manifestanti dei centri sociali e polizia durante una manifestazione di protesta contro un convegno di Forza Nuova. La situazione è degenerata quando la testa del corteo ha cercato di cambiare strada trovandosi faccia a faccia con le forze dell'ordine. Dal gruppo degli antagonisti sono partiti fumogeni verso la polizia che ha risposto con lancio di lacrimogeni che ha fatto indietreggiare gli attivisti.

domenica 5 ottobre 2014

IGUALA (Messico): trovata fossa comune con molti corpi. Forse sono i 43 studenti “rapiti” dalla polizia 8 giorni fa

IGUALA - La polizia nel luogo della fossa comune
IGUALA (Messico) - Una fossa comune è stata trovata alla periferia della città messicana di Iguala, dove 43 studenti sono scomparsi il 27 settembre.
Non è chiaro se i corpi trovati siano quelli degli studenti scomparsi, che erano erano stati visti l'ultima volta su furgoni della polizia. Il gruppo era arrivato nella zona, nello stato di Guerrero, per partecipare ad una protesta per i diritti degli insegnanti rurali. La polizia aveva aperto il fuoco sui loro autobus, uccidendo sei persone. Testimoni avevano poi detto che la maggior parte dei sopravvissuti - tutti studenti - sono stati caricati nei furgoni della polizia prima di scomparire. Ventidue agenti di polizia sono sotto indagine per la sparatoria.
Iguala si trova a circa 200 km a sud della capitale Città del Messico. La fossa è stata scoperta ieri alle 11, a seguito di una segnalazione anonima.
Non si sa esattamente quanti corpi contenga. Il pubblico ministero Inaky Blanco ha detto che esperti forensi stavano cercando di identificare le vittime.

I procuratori statali hanno detto che  funzionari locali e agenti di polizia potrebbero avere legami con gruppi criminali che operano nello stato di Guerrero. Mandati di arresto sono stati emessi per il sindaco di Iguala, Jose Luis Albarca e il suo capo della sicurezza, che sono entrambi latitanti e considerati dalla giustizia coinvoli nella violenza. Il fatto di ieri ha evidenziato la portata della collusione tra i gruppi criminali e funzionari in gran parte del paese.

domenica 24 agosto 2014

ROMA: decapita una donna con la mannaia, poi si getta sulla polizia. Ucciso

ROMA - La polizia davanti alla villetta dell'omicidio
ROMA -  Un uomo ha decapitato una donna ucraina di 42 a colpi di mannaia. E' accaduto in una villetta in via Birmania, nel quartiere residenziale dell'Eur. Il killer, che si era scagliato contro i poliziotti, è stato poi ucciso dagli agenti. La polizia, entrata nell'abitazione di via Birmania ha trovato una donna morta, in una pozza di sangue. All'interno anche il presunto assassino che si sarebbe poi scagliato contro gli agenti con la mannaia. I poliziotti hanno sparato per fermarlo e lo hanno ucciso colpendolo al cuore. L'uomo è morto poco dopo essere stato trasportato all'ospedale Sant'Eugenio. Era vestito da paramilitare, biondo e con gli occhi chiari, potrebbe essere di origini slave, e, secondo le prime informazioni, avrebbe tra i 35 e i 40 anni. A chiamare il 113, intorno alle 10.45, alcuni vicini che hanno sentito grida e trambusto al seminterrato della villetta. Giunti sul posto agenti hanno trovato la porta dell'abitazione chiusa e i vigili del fuoco hanno dovuto aprirla. A terra c'era il cadavere della donna e anche l'assassino che si è scagliato contro di loro con una mannaia insanguinata, forse la stessa utilizzata per ucciderla. La polizia ha sparato per bloccarlo con l'arma di ordinanza e l'uomo è deceduto poco dopo in ospedale. 
L'assassino era un amico dei proprietari della villetta ed era ospite da circa un paio di mesi nell'abitazione. Quando la famiglia dei proprietari è partita per le vacanze, lui è rimasto in casa. Gli uomini della squadra mobile di Roma stanno  completando la perquisizione nella speranza di trovare elementi che possano far capire il perché del gesto. Tra lui e la donna uccisa, non ci sarebbe infatti alcun rapporto pregresso. Né ci sarebbero state da parte della donna denunce per stalking, minacce o altro.

giovedì 14 agosto 2014

Il ragazzo ucciso dalla polizia in MISSOURI: quarta notte di incidenti


FERGUSON (Missouri) - Gas lacrimogeni sono stati sparati dalla polizia per disperdere la folla di manifestanti che per la quinta notte consecutiva protesta a Ferguson, nel Missouri, per la morte di Michael Brown. Il giovane di colore è stato ucciso da un poliziotto sabato mentre, disarmato, stava andando a casa della nonna.
Il capo della polizia di Fergusn Thomas Jackson ha detto ai giornalisti che l’indagine sulla sparatoria richieredà circa due settimane. Ma meno di un'ora dopo,il procuratore di St. Louis County, Bob McCulloch, ha detto ai giornalisti che una linea temporale più breve sarà tentata. Si dovrà determinare se qualsiasi comportamento criminale o non etico sia accaduto sabato scorso, quando Michael Brown è stato colpito a morte più volte mentre testimoni hanno riferito che stava tentando di fuggire.
La polizia rilasciato solo minimi dettagli della sparatoria secondo i quali Brown sarebbe stato impegnato in un alterco con un ufficiale, tramutato poi in vera e propria lotta finché il ragazzo aveva tentato di fuggire e l’agente aveva sparato., 

Un testimone, Dorian Johnson, racconta una versione molto diversa dei fatti. Secondo Johnson, l'ufficiale ha tentato di afferrare Brown che  mai avrebbe tentato di colpire l'ufficiale. Il teste ha detto di aver visto solo il suo amico lottare per essere rilasciato e che l'ufficiale ha spianato la sua arma,  seduto nella sua auto di pattuglia e lottando con Johnson, e sparando un colpo. Johnson ha poi detto ai giornalisti che, dopo aver sentito lo sparo, lui e Brown erano fuggiti. L'ufficiale era poi sceso dalla sua vettura e aveva sparato Brown che, al momento, girava intorno con le mani alzate nel tentativo di arrendersi.

giovedì 1 maggio 2014

1° maggio a Torino, scontri polizia-No Tav

TORINO - Sale la tensione, a Torino, tra antagonisti, No Tav e forze dell'ordine al corteo del primo maggio. Dallo "spezzone sociale" della manifestazione sono volati oggetti contro le forze dell'ordine, tra cui alcune sedie dei dehors dei bar. Le forze dell'ordine hanno risposto con cariche di alleggerimento e hanno riportato la calma. Fermati alcuni manifestanti.
I rappresentanti del Pd sono stati fatti avanzare, in modo da non essere più a contatto con lo "spezzone sociale" della manifestazione, formata da antagonisti e No Tav. Al posto dei democrat c'è un gruppo di non violenti. Le forze dell'ordine hanno sciolto il nutrito cordone di sicurezza che teneva a distanza antagonisti e esponenti del Partito Democratico.
A far scattare la prima scintilla l'arrivo del senatore Stefano Esposito, noto per le sue posizioni a favore della Tav. Qualche spintone, poi la polizia è intervenuta a separare i due gruppi.

domenica 30 marzo 2014

Italo-venezuelano ucciso dalla polizia a Maracaibo

Roberto Annese Gorin
MARACAIBO - Gli amici nel punto dove Annese è morto
MARACAIBO (Venezuela) - Un colpo d'arma da fuoco al petto. E' morto cosi' Roberto Annese Gorin, un italo-venezuelano di 33 anni, rimasto ucciso a Maracaibo in circostanze ancora poco chiare. La morte di Annese è stata confermata dalla Farnesina, mentre fonti italiane in Venezuela riferiscono che Annese era oriundo da parte del padre di Molfetta, in Puglia. Secondo alcuni media locali, ad uccidere il giovane è stato un gruppo di uomini della sicurezza venezuelana. Diversa la versione data dal ministro degli interni, Miguel Rodriguez Torres, per il quale Annese è stato ucciso dall'esplosione di "un mortaio artigianale che stava manipolando. E' chiaro che non è stato uno sparo, e non è vero che era uno studente", ha detto il ministro.
Secondo fonti locali, Annese si trovava insieme ad altri giovani in una 'guarimba' (barricata) ed è stato raggiunto al petto da un colpo d'arma da fuoco esploso in una zona dove si trovava un gruppo armato.  "L'uomo è stato ucciso alle 4,40 di mattina raggiunto da una pallottola nel quartiere El Naranjal", dove era residente, afferma il giornale La Verdad de Maracaibo, ricordando che il giovane era "cugino dell'ex presidente della camera di commercio della città". Dopo aver visto il gruppo di uomini armati che si avvicinavano sul posto "i giovani sono saliti sul tetto di una casa dove hanno cercato riparo: è stato lìche Annese è stato colpito. I suoi compagni - ha precisato il quotidiano - sono subito scesi per aiutarlo ed alcuni di loro sono stati arrestati". "Maria Esneida Fernandez, 22, José Urdaneta Rodriguez, 22, Douglas Enrique Rincón Bracho, 27, Jharry Olivar Carità, 22, Chaberro Marcos Javier Torres, Fernando Campos Luzardo 23 e 28" sono le persone arrestate essendo presumibilmente legato alla morte di Robert Annese, morto sabato, quando un fmortaio ad alta potenza è esploso" ha detto il ministro degli Interni Miguel Rodríguez Torres ribadendo la versione della polizia. Gli arrestati avrebbero "spostato il corpo" per depistare le indagini. 
Roberto era divorziato e lascia una figlia di 8 anni  viveva con una zia di 72 anni,

martedì 18 febbraio 2014

Si riaccendono durissimi scontri a Kiev

KIEV - Di nuovo durissimi scontri tra polizia e manifestanti antigovernativi a Kiev, capitale ucraina. Le violenze sono scoppiate quando un cordone di agenti ha impedito a un corteo di migliaia di dimostranti di avvicinarsi al Parlamento, dove oggi si discute una riforma costituzionale chiesta dall'opposizione per ridurre i poteri del presidente.
La polizia ha sparato  gas lacrimogeni e granate flash  nel tentativo di respingere migliaia di manifestanti che marciavano sul  parlamento. I manifestanti hanno risposto con bastoni, pietre e alcuni esplosivi. Almeno un manifestante è rimasto gravemente ferito, sanguinante dalla testa.
Gli scontri sono scoppiati in almeno tre puntii distinti t: al Parco Mariinsky , sulla Hrushevskoho Street e sulla Institutska Street vicino a Shovkovychna Street.
Alle 11:00 (10:00 in Italia) , i manifestanti avevano incendiato un camion della polizia. Almeno quattro agenti avevano preso posizioni nell’edificio al 17/5 di Institutska St., un edificio di cinque piani residenziali e di commercio e dal tetto hanno lanciato gas lacrimogeni e granate versoi manifestanti che hanno preso d'assalto l'edificio e rotto le finestre.L'ingresso principale è stato incendiato, mentre migliaia di manifestanti urlavano contro la polizia sul tetto.
Altri gruppi di manifestanti sono stati ammassati in Hrushevskhoho Street, il punto di infiammabilità delle violenze precedenti tra polizia e manifestanti che hanno preso posizioni tra barricate abbandonate solo ieri. I manifestanti hanno cominciato a bruciare pneumatici per creare una cortina di fumo tra loro e la polizia. 


sabato 8 febbraio 2014

Torino, fa una rapina in centro, ucciso dalla polizia

TORINO - Un uomo è morto a Torino in seguito a una sparatoria nella zona della Gran Madre. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un rapinatore, che sarebbe stato colpito dalla polizia al termine di un inseguimento. Colpito da un proiettile, l'uomo è morto poco dopo. Due fermati. L'episodio è avvenuto nei pressi del circolo "Amici del fiume", lungo gli argini del Po. 

Il bandito rimasto ucciso avrebbe compiuto un colpo nel centro di Torino e poi sarebbe fuggito, inseguito dalle volanti degli agenti, che lo hanno bloccato non lontano dalla basilica, ai piedi della collina torinese. Braccato, l'uomo avrebbe estratto la pistola, costringendo la polizia a fare fuoco.
Poco dopo due persone sono state fermate, secondo quanto si apprende da fonti investigative. Si tratterebbe di due complici della vittima.

giovedì 30 gennaio 2014

Justin Bieber cercaguai: indagato a Toronto per aver picchiato un autista

TORONTO - Bieber arriva al posto di polizia
TORONTO - Justin Bieber, il turbolento cantante di 19 anni, è nei guai ancora una volta - questa volta nel suo nativo Canada. La pop star, che è stato arrestato la settimana scorsa per presuntaguida in stato di ebbrezza a Miami, si è presentato alla polizia a Toronto ieriI sera in relazione a un presunto assalto a un autista di limousine a dicembre.
Bieber è arrivato in mezzo a una folla di fans, fotografi e giornalisti, è rimasto negli uffici per più di 90 minuti, poi uscito un ingresso posteriore.
Secondo la polizia di Toronto, Bieber era andato a una partita di hockey, il 29 dicembre presso l'Air Canada Centre, poi il cantante o un membro del suo entourage sarebbe stato coinvolto nella lite.
La polizia di Toronto ha detto in una dichiarazione che "il Lunedi 30 dicembre 2013 alle 02:50 circa, una limousine raccolse un gruppo di sei persone al di fuori di una discoteca nella zona di Peter Street e Adelaide Street West. Durante il tragito verso un hotel, un alterco è avvenuto tra uno dei passeggeri e l'autista della limousine. Nel corso della alterco, un uomo ha colpito il conducente  sulla parte posteriore della testa più volte. " La polizia ha detto che l'autista fermò la limousine, uscì dal veicolo e chiamato la polizia. "L'uomo che lo ha colpito ha lasciato la scena prima dell'arrivo della polizia. Oggi mercoledì 29 Gennaio 2014, Justin Bieber, 19, di Calabasas, in California, si è consegnato alla polizia e sta affrontando la seguente accusa:  aggressione"
Il cantante à chiamato a comparire in tribunale lunedi, 10 marzo 2014, alle 11:00.
la foto pubblicata a Bieber su Istagram dopo l'interrogatorio

In seguito al suo incontro con la polizia, Bieber ha pubblicato su Instagram, una serie di foto di se stesso rivestito in una giacca nera e icapellino con la visiera indetro, guardando verso la telecamera. Il post è etichettato con una sola parola: "fiducioso", coincidente con il nome del suo ultimo video musicale.

Bieber era stato arrestato il 23 gennaio dopo aver lasciato un club di Miami Beach, accusato di guida sono effetto di alcol e pericolosa, resistenza e patente scaduta. Il cantante aveva trascorso la notte in carcere poi era apparso davanti a un tribunale di Miami, dove il giudice aveva fissato la cauzione in 2.500 dollari e Bieber era stato poi rilasciato.