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mercoledì 24 dicembre 2014

PADOVA, regalo di Natale del sindaco, via 112mila multe dell'autovelox

Massimo Bitonci
PADOVA - Regalo di Natale del sindaco leghista di Padova ai suoi cittadini: con un provvedimento ad hoc Massimo Bitonci ha cancellato 112.421 multe elevate, dal 3 novembre scorso, dagli otto autovelox collocati lungo le tangenziali cittadine (corso Australia, corso Boston e corso Kennedy). Non saranno date nuove multe fino al 31/12 ma Bitonci avverte: "Dal primo gennaio saremo inflessibili". Sarà anche stato lo spirito natalizio ma dietro la decisione del primo cittadino di Padova c'è anche la necessità di rivedere gli impianti. La "grazia" ai "piloti" della città veneta è stata resa possibile dal fatto che le sanzioni non sono ancora state verbalizzate e quindi nemmeno contabilizzati i milioni di euro che avrebbero portato in cassa.
E' stato calcolato, come indicano i quotidiani locali, che da quelle multe Padova avrebbe potuto incassare tra i sei e i sette milioni al mese. "Basta multe fino a fine anno - ha spiegato Bitonci - dagli autovelox in tangenziale. Ma dal prossimo anno faremo sul serio. Mi auguro che la lezione serva a qualcuno con il piede pesante sull'acceleratore".

venerdì 14 novembre 2014

Sciopero sociale, cortei in 25 città, incidenti a Roma, Milano e Padova

ROMA - Cortei in 25 piazze per lo sciopero sociale. E giornata di disagi per chi deve spostarsi con i mezzi pubblici. I sindacati di base, Cobas, Cub, Usi e Adl Cobas hanno indetto "uno sciopero generale e sociale" del lavoro pubblico e privato per protestare contro le politiche del governo Renzi e dell'Unione europea, in particolare contro il Jobs act, la legge di stabilità e il piano di riforma della scuola. Alle manifestazioni si uniscono gli studenti che hanno indetto "uno sciopero studentesco dentro lo sciopero sociale".
A Roma blitz al Colosseo. Dieci lavoratori di una ditta privata sono saliti sulle impalcature usate per il restauro. Hanno esposto uno striscione: "No Jobs act e privatizzazione servizi pubblici". Lancio di uova e fumogeni contro il Ministero dell'Economia. Questo il primo blitz in apertura del corteo partito da poco da piazza della Repubblica. Prima del corteo stamani tanti Super Mario, il celebre idraulico della saga di videogames, hanno occupato l'atrio dell'Acea, l'azienda comunale che si occupa di acqua e energia elettrica, per protestare contro "privatizzazioni e i distacchi". 
Milano, scontri tra studenti e forze ordine in piazza Sanato Stefano vicino a piazza Fontana. Gli agenti hanno reagito a un tentativo di sfondamento con una carica e il lancio di lacrimogeni. Da parte degli studenti lancio di bottiglie, petardi e altri oggetti.
Scontri a Padova tra la polizia e i manifestanti davanti all'Università, feriti vari poliziotti, tra cui il capo della squadra Mobile. Gli incidenti sono scoppiati quando il corteo ha tentato di portarsi verso la sede del Pd. Circa 500 persone, soprattutto attivisti dei centri sociali, hanno sfilato contro JobsAct e precariato. Il capo della squadra mobile di Padova ha affermato di essere stato anche colpito con un calcio allo zigomo nel corso degli scontri, mentre era caduto a terra. Grande apprensione per le 19 quando i manifestanti torneranno in piazza per protestare contro le ordinanze del sindaco Massimo Bitonci.
Manifestanti bloccano la rampa d’accesso della Tangenziale  di Napoli all'altezza di corso Malta. Il corteo ha imboccato la rampa di accesso e si dirigono verso i caselli autostradali.

Torino, sequestrate mazze, bastoni, fumogeni e petardi dalla Digos su un furgone del Gruppo Studenti indipendenti. In precedenza un gruppo di studenti ha affisso manifesti sulla sede del rettorato contro il caro università e sulle vetrine di una agenzia interinale. Alla manifestazione, a cui partecipano anche i sindacati di base, sono presenti circa mille persone.

giovedì 13 febbraio 2014

Padova: imprenditore si impicca. Schiacciato da “una montagna di debiti”

PADOVA - Un imprenditore, Giorgio Zanardi,  si è tolto la vita impiccandosi in un ufficio della azienda tipografica-editoriale, nella zona industriale di Padova. Il corpo dell'uomo, 64 anni, è stato trovato dagli operai dell'azienda che hanno chiamato i carabinieri di Padova. Secondo quanto si è appreso, l'imprenditore ha lasciato alcuni scritti nei quali fa ricondurre la sua decisione di suicidarsi a motivi finanziari e di salute. 

"Una montagna di debiti": così Mario Grillo, amministratore unico, inquadra la situazione finanziaria dell'azienda tipografica-editoriale. Giorgio Zanardi, è stato trovato con una corda legata al collo, dentro la sua azienda, poco lontano dal suo ufficio. Sul tavolo un biglietto che parlava di ragioni economico-finanziarie all'ordine del suo gesto. L'azienda in pochi anni era passata da 300 a 110 dipendenti (la stragrande maggioranza dei quali oggi in cassa integrazione) e proprio pochi giorni fa, il 9 gennaio, aveva presentato richiesta di concordato. L'imprenditore lascia una moglie e due figlie, entrambe dipendenti dell'azienda di famiglia ed entrambe in cassa integrazione. A trovare l'uomo privo di vita è stato questa mattina il capo reparto. 

mercoledì 5 febbraio 2014

Padova: "La crisi mi ha tolto il sorriso". E si butta dal decimo piano

PADOVA - Un uomo di 55 anni, Giovani Zampieri, si è suicidato a Padova buttandosi dal decimo piano dell'ospedale della città. La vittima, che viveva a Due Carrare (Padova) e gestiva una pompa di benzina, in un biglietto ha lasciato scritto: "La crisi mi ha tolto il sorriso". Questa mattina l'uomo ha lasciato il posto di lavoro, ha raggiunto il decimo piano dell'ospedale e, dopo aver aperto una piccola finestra della sala d'aspetto, si è gettato nel vuoto.

sabato 1 febbraio 2014

Padova, due ragazzi trovati morti in un'auto ucciso dal monossido di carbonio

PADOVA - Due ragazzi dell'Est Europa, indicativamente di 20-25 anni, sono stati trovati morti dentro un'auto, in via Giorgione ad Albignasego (Padova). Stando ai primi rilievi, sarebbero morti intossicati dal monossido di carbonio dopo aver trascorso la notte dentro l'abitacolo della macchina con il motore acceso per tentare di scaldarsi. Sul posto sono giunti i carabinieri.

domenica 15 dicembre 2013

Commesso in fin di vita ferito durante una rapina (?) in un supermercato nel Padovano

Andrea Furlan
ROMA - Resta gravissimo Andrea Furlan, il commesso di 23 anni ferito sabato sera con un colpo d'arma da fuoco alla testa nel corso di una rapina al supermercato Prix di Albignasego (Padova). Il giovane nella notte è stato operato e si trova in rianimazione all'ospedale di Padova. E' ancora giallo sul movente: la dinamica lascia pensare a un regolamento di conti, ma potrebbe anche trattarsi di una vittima casuale.
La rapina sarebbe avvenuta all'ora di chiusura, verso le 20.30. Al momento dell'irruzione dei due banditi nel discount, si trovava al piano superiore del negozio (già chiuso), negli spogliatoi, mentre al pian terreno c'era solo il direttore del negozio.

I malviventi avrebbero incrociato Furlan mentre questi scendeva dalle scale, ed uno di loro gli ha sparato un colpo di pistola, alla fronte. Il proiettile è fuoriuscito dalla scatola cranica, andandosi a conficcare nella parete. Il direttore, udito lo sparo, si è precipitato verso le scale, trovando il corpo del collega a terra, in una pozza di sangue. I rapinatori sono fuggiti senza portare via nulla.

martedì 17 settembre 2013

Padova: annuncia ai suoi dipendenti la chiusura dell'azienda e poi s'impicca

PIOVE DI SACCO (Padova)In mattinata aveva radunato i suoi dipendenti, ai quali aveva comunicato la triste decisione: era costretto a chiudere la sua azienda, che produce ruote per bicicletta, per la mancanza di lavoro e per le troppe imposte. Poi l'imprenditore, Maurizio Bertin di 57enne di Piove di Sacco (Padova), si è suicidato legandosi un cavo elettrico al collo. Il corpo è stato ritrovato nel giardino dell'azienda, appeso a un albero. Inutili i tentativi di rianimarlo dei medici del 118.

venerdì 31 maggio 2013

Agganciata e trascinata da un Suv per 3 km, muore ragazza di 22 anni nel Padovano

PADOVA . Terribile fine per una giovane di 22 anni, Giulia Spinello, studentessa, morta nel Padovano alle 11,50 dopo essere stata investita da un Suv Grand Cheroke che l'ha poi trascinata, senza fermarsi, per circa tre chilometri. E' accaduto a Santa Giustina in Colle, nel Padovano. La donna alla guida del mezzo, Fiorenza Benetton, 63 anni che abita a San Giorgio delle Pertiche, dopo essere stata fermata dai carabinieri e portata in caserma ha detto che non si sarebbe accorta di aver investito una persona. In realtà la ragazza, che stava camminando sul ciglio della strada, sarebbe stata agganciata dal Suv e trascinata via.
Ad allertare i carabinieri, che poi si sono messi all'inseguimento del Suv, poi raggiunto e bloccato, è stato un passante che aveva assistito all'incidente. Prima ancora di comporre il 112, l'uomo ha visto passare una pattuglia dei carabinieri di Cittadella e li ha informati di quanto era accaduto.
Il mezzo che aveva investito e trascinato la ragazza è stato fermato a circa 3 km di distanza dal luogo dell'incidente, mentre stava imboccando lo scivolo del garage di casa. Il Suv è stato posto sotto sequestro per permettere approfondimenti sull'esatta dinamica del fatto. 

A quanto si apprende la ragazza è stata trascinata via infilzata da una lamiera della carrozzeria o da un paraurti, non è ancora chiaro. Potrebbe anche essere morta quasi subito, Non è mai finita sotto le ruote. Infattil il corpo non è straziato ma ha perso quasi tutti i vestiti. I jeans sono stati ritrovati a un km di distanza, le scarpe da ginnastica sono rimaste sul posto dell'investimento.

mercoledì 22 maggio 2013

Padova: poliziotto spara alla moglie e poi si suicida


PADOVA - Omicidio-suicidio stamane all'alba a Cadoneghe, nel Padovano. Secondo una prima ricostruzione un poliziotto avrebbe sparato alla moglie in casa per poi rivolgere l'arma contro se stesso. A scoprire i corpi sono stati i colleghi del poliziotto che non vedendolo arrivare al lavoro si sono allarmati. Hanno deciso di entrare nell’abitazione trovando i due corpi privi di vita. Il corpo della donna era a letto, quello del marito lì vicijno nella stessa stanza. In base alla prima ricostruzione, l'uomo le avrebbe sparato un colpo di pistola alla nuca mentre lei dormiva e poi si sarebbe suicidato.
All'origine dell'omicidio-suicidio ci sarebbero motivi sentimentali . Sembra che da qualche tempo la coppia attraversasse un periodo di crisi coniugale.
Sulla dinamica del tragico gesto stanno indagando il capo della squadra Mobile di Padova Marco Calì con la polizia scientifica e i Carabinieri.
Il poliziotto, 38 anni, da 17 era impiegato al Reparto mobile della Caserma di Via Acquapendente a Padova, mentre la moglie, ex agente di polizia municipale, ora era impiegata al Comune di Padova. Le vittime sono Gabriele Ghersina, 38 anni, di origine triestina, assistente capo del secondo reparto mobile, armiere e Silvana Cassol, 50 anni, ex vigile urbano, oggi impiegata nella segreteria del servizio edilizia pubblica del Comune a palazzo Moroni. I due si erano sposati nel 2011. La donna aveva due figli maggiorenni da un precedente matrimonio: il ragazzo di 23 anni, la ragazza di 20. Ma i due figli non vivevano a Cadoneghe nell'abitazione della coppia e sono arrivati sul posto della tragedia stamattina, una volta avvisati del fatto.

lunedì 20 maggio 2013

Continua l’assurdo ping pong: il bimbo di Cittadella deve ritornare dal padre


BRESCIA - Il bimbo conteso di Cittadella deve tornare a vivere con il padre. Lo ha stabilito la Corte d'Appello di Brescia, il cui dispositivo diventerà effettivo oggi, quando il bambino concluderà i suoi giorni vissuti con la madre. Un autentico colpo di scena che, forse, metterà la parola fine alla terribile querelle di quel bimbo, dieci anni, conteso, strappato più volte all'affetto ora della madre, ora del padre.
"Strappato" dalla mamma nell'ottobre scorso, il suo caso suscitò scalpore, con quelle crude immagini che lo ritraevano mentre veniva prelevato in modo brusco da scuola per essere portato sotto la patria potestà del padre che, forte di una sentenza, reclamava i suoi diritti di genitori nei confronti della madre.
Sono contento, spero che ora su nostro figlio si spengano finalmente i riflettori", racconta a Il Messaggero il padre, avvocato. Nel decreto della Corte d'Appello, i giudici hanno riconosciuto che il ragazzo è affetto da Pas, la sindrome da alienazione genitoriale, vale a dire che ha sviluppato un forte affetto nei confronti della madre e un rifiuto nei riguardi del padre. La residenza del piccolo sarà identica a quella del padre, a Padova, dove potrà continuare a studiare. La Corte ha anche stabilito che la madre potrà vedere in il ragazzo ma rispettando sempre il decreto del tribunale.
Affidato al padre, il bambino nell'ottobre 2012 venne prelevato a forza dalla scuola dalle assistenti sociali. La scena fu ripresa con un cellulare e diffusa anche in tv. Da quel momento, la vicenda balzò agli onori delle cronache.

domenica 23 dicembre 2012

Giovane padovano annega in Nuova Zelanda, dove cercava lavoro

Luca Ruffaro (facebook)
Il lago di Te Anau

AUKLAND - Un giovane padovano, che si trovava in Nuova Zelanda da 10 giorni alla ricerca di un lavoro, è morto probabilmente annegato in un lago del Sud del Paese, il Te Anau. La notizia del decesso di Luca Ruffato, 22 anni, di Santa Giustina in Colle, è stata comunicata dalle autorità neozelandesi ai carabinieri. Lo riferisce il sindaco di Santa Giustina. Del ragazzo si erano perse le tracce giovedì, quand'era uscito sul lago per una gita in canoa.
Il quotidiano locale The Southland Times ha spiegato che il giovane è stato trovato vicino alla sua canoa. Il ragazzo, che lavorava in un ristorante a Te Anau, è stato visto l'ultima volta intorno alle 10 di ieri mattina mentre portava al lago una canoa rossa in fibra di vetro.

sabato 13 ottobre 2012

Insulti e minacce all’ispettrice della Questura di Padova che ha prelevato il bimbo conteso


PADOVA Insulti e minacce di morte sono stati rivolti, attraverso siti web e con chiamate anonime al 113, all'ispettrice dell'ufficio minori della Questura di Padova che ha prelevato con altri colleghi il bambino di 10 anni sottratto alla potestà della madre a Cittadella. La poliziotta, molto provata, ha scelto di restare comunque al lavoro ma ha deciso di tenere i figli a casa da scuola per qualche giorno.
Una decisione, riferiscono le stesse fonti, che la responsabile dell'ufficio minori della Questura, definita un'agente estremamente professionale, dotata di competenza e umanità, ha assunto anche per il clima percepito nella scuola dei figli, dove insegnanti e genitori conoscono il mestiere che svolge. 

Secondo informazioni raccolte da persone che le sono vicine, il video girato dalla Polizia sul blitz di Cittadella e ora in mano alla Procura di Padova illustrerebbe inoltre in modo diverso e completo le circostanze del crudo scambio verbale tra la donna e la zia del bambino prelevato a scuola.

In particolare l'affermazione "...lei non è nessuno", che nelle immagini del video choc girato dai parenti del minore l'ispettrice rivolge alla zia del bimbo, sarebbe solo la conclusione di una frase di senso compiuto più ampia, con cui l'agente rispondeva alla richiesta dei presenti di mostrare l'atto di respingimento della sospensiva al giudizio di annullamento della patria potestà per la madre del piccolo. Documento che le forze dell'ordine non avrebbero in alcun modo potuto esibire se non ai genitori del bambino.

venerdì 12 ottobre 2012

Il bimbo di Padova: denunciati dalla Questura il nonno e la zia


PADOVA - Il nonno e la zia del bambino di 10 anni prelevato con forza dagli agenti dalla sua scuola nel padovano, sono stati denunciati dalla Questura di Padova per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Una vicenda su cui continuano l'indignazione e le polemiche. Intanto il caso sollevato dalla trasmissione televisiva "Chi l'ha Visto", è approdato al parlamento europeo. A portare la questione all'attenzione di Bruxelles è l'europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto che, con un'interrogazione alla Commissione Europea, invita l'esecutivo comunitario a "verificare se le modalità di esecuzione della sentenza del Tribunale da parte delle forze dell'ordine abbiano violato i diritti dei minori tutelati a livello internazionale ed europeo". Abbiamo assistito a scene gravi ed indegne di un Paese civile: un bambino inerme di soli 10 anni non può in nessun modo essere trattato con la violenza e la brutalità usate dalle forze dell'ordine" ha concluso la Bizzotto.

Sulla trasmissione di Raitre interviene il direttore Antonio Di Bella: ha sollevato un problema drammatico che non poteva essere nascosto o sottaciuto. Come sempre in questi casi il minore non è stato reso riconoscibile né era possibile riconoscere, nelle immagini trasmesse dalla Rai, il volto degli agenti di polizia impegnati nell'operazione. Non si e fatto mai il nome delle persone coinvolte né nominato il luogo dove si sono svolti i fatti.

Federica Sciarelli, Stefano Coletta e tutta l'equipe di 'Chi L'ha visto' hanno come sempre svolto il loro delicato lavoro con lo scrupolo e l'attenzione che un servizio pubblico deve sempre avere in queste vicende".

Il bimbo di Padova: l’avvocato della madre denuncia l’autore della perizia psichiatrica


Le scuse del governo dal sottosegretario De Stefano alla Camera



PADOVA - Il consulente tecnico autore della perizia psichiatrica sul piccolo portato via da scuola con l'ausilio delle forze dell'ordine sarà denunciato e il legale della madre presenterà ricorso al tribunale dei minorenni di Venezia contro il provvedimento del giudice motivato da quella perizia. Lo spiega lo stesso legale, avv. Andrea Coffari, presidente dell'associazione 'Movimento per l'infanzia', dal quale si apprende che alla madre ed ai nonni materni del piccolo rimane interdetto intanto ogni contatto.
La scena del trascinamento del bambino di Cittadella (Padova) da parte di poliziotti "richiede che anche anche in questa sede, come fatto ieri dal capo della polizia ieri, vengano espresse le scuse del Governo". Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Carlo De Stefano, in un'informativa alla Camera, rilevando che "la crudezza delle immagini offusca altri casi in cui i poliziotti si sono comportati in modo corretto e responsabile. Il comportamento degli agenti "non è sembrato adeguato ad un contesto ambientale difficile e ostile che avrebbe potuto suggerire altre modalità operative". La madre del bambino, spiega De Stefano - già in altre due circostanze aveva reso impossibile l'esecuzione del provvedimento dei magistrati che prevedeva l'allontanamento del minore dall'ambiente materno. Il sottosegretario ricorda che sul caso è stata disposta un'inchiesta interna e con queste considerazioni 'non si vuole anticipare alcun giudizio''.
"Il bambino ha passato una notte tranquilla e contiamo di inserirlo in una scuola di Padova nei prossimi giorni". A dirlo è un rappresentante della Onlus che ha preso in carico, per conto dei servizi sociali del comune di Padova, l'ospitalità del bambino. Il passaggio avverrà, spiega, "non appena sarà passato tutto questo clamore che certo non fa bene a quella che è una vittima di questa situazione".
Un bambino "intelligente, vivace e simpatico" finito nel tritacarne della guerra tra i genitori per il suo affidamento. Così viene descritto il piccolo dai giudici della sezione civile minori della Corte d'Appello di Venezia nelle motivazioni, pubblicate dal Gazzettino, con cui è stato stabilito l'allontanamento della madre. Proprio alla donna viene indicata come una delle cause per le quali il bimbo non aveva riconosciuto nel padre la figura genitoriale. Le viene imputata "la netta ostilità" all'attuazione del dispositivo dei giudici. "Gli incontri del bambino con il padre - scrivono - sono stati del tutto sospesi per iniziativa della madre dal settembre 2010. Sono ripresi solo l'8 febbraio 2012, in uno spazio neutro a Padova, con l'assistenza di un educatore". Ma il figlio non è mai andato a casa del padre e non ha più avuto rapporti con la sua famiglia. Sempre per i giudici "l'attuale situazione del minore è gravemente rischiosa per la sua evoluzione psicofisica". Ancora una volta, nelle motivazioni, torna l'accenno al comportamento della madre, detentrice "di un potere assoluto sul figlio". Mentre lo sfondo, la cornice della vicenda è "un conflitto sterile e stressante" tra i due adulti. Dunque, per i giudici, non c'é altra strada che allontanare il bambino dalla madre, "per aiutarlo a crescere, per imparare a resettare e reinventare i propri rapporti affettivi".

giovedì 11 ottobre 2012

Il bimbo trascinato via dalla polizia davanti a scuola: Manganelli chede scusa. Intervengono Schifani e Fini

Il bimbo prelevato di peso

 ROMA - ''Profondo rammarico'' per quanto avvenuto a Padova (il bambino tolto alla mdre e trascinato per strada dalla polizia, mentre si riiutava di seguire gli agenti) è stato  espresso dal capo della Polizia, Antonio Manganelli, che porge le sue scuse ai familiari del bimbo prelevato da scuola a Cittadella (Pd) e assicura ''massimo rigore nell'inchiesta interna avviata''.
Renato Schifani ha chiesto chiarimenti al Capo della Polizia Manganelli sull'episodio di Padova. Questo il comunicato del Senato: “Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha chiesto urgenti e tempestivi chiarimenti al Capo della Polizia Antonio Manganelli sul gravissimo episodio che ha visto, a Padova, trascinare con forza un bambino di 10 anni da personale della Polizia di Stato fuori dalla scuola per essere condotto in una casa-famiglia. Questo in esecuzione di un provvedimento della Magistratura. Le immagini proiettate ieri sera dalla trasmissione 'Chi l'ha visto hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. I bambini hanno diritto ad essere ascoltati e rispettati - precisa il Presidente del Senato - e ogni provvedimento che li riguardi deve essere posto in essere con la prudenza e l'accortezza imposti dalla loro particolare situazione minorile. Comportamenti come quello al quale abbiamo tutti assistito, meritano immediati chiarimenti ed eventuali provvedimenti".
Il Presidente della Camera, Fini, che ha avuto un colloquio telefonico con il questore di Padova, ha chiesto al Governo di riferire quanto prima in considerazione delle richieste di informativa e delle interrogazioni parlamentari presentate in merito da deputati di vari gruppi sulla vicenda.
Le fasi concitate dell'opposizione dei contrasti tra agenti e i familiari sono state riprese in un video, pare girato da un'altra parente, che e' stato trasmesso da ''Chi l'ha visto''. No alla diffusione di immagini e dettagli lesivi della dignità del bambino prelevato a scuola dalle forze di polizia: è il richiamo del Garante per la privacy ai media e ai siti web. L'Autorità si riserva comunque di adottare eventuali specifici provvedimenti a tutela del minore. 
"E' incivile che il nostro bambino sia stato portato via in questo modo" dice tra le lacrime, la madre del bambino. La madre del bambino, assieme ai nonni del piccolo ed una mezza dozzina di mamme, ha messo in atto stamane una protesta con dei cartelli davanti alla scuola.
Sui cartelli scritte come "I bambini non sono né bestie né criminali, liberatelo" e ancora "i bambini vanno ascoltati”. “Da sei anni mia figlia vive un incubo e noi con lei - spiega il nonno - mia figlia ha ricevuto 23 querele dal suo ex marito, tutte archiviate. Il bambino vive con lei e non vuole vedere il padre che è percepito dal piccolo come troppo autoritario. Quello che è successo ieri è incredibile".
Il bambino era visto dal padre, secondo gli accordi successivi alla separazione avvenuta otto anni fa, una volta alla settimana in colloqui protetti e trascorreva con lui due fine settimana al mese. Il padre, però, ha ottenuto recentemente dal tribunale dei minorenni una ordinanza che stabilisce la necessità dell'allontanamento dalla casa materna del bimbo, che attualmente si trova in una casa famiglia a Padova, in carico ai servizi sociali.
Secondo quanto stabilito dal giudice della corte d'appello della sezione minori di Venezia, va recuperato il rapporto con il padre e per questo gli agenti ieri, assieme al consulente tecnico del pubblico ministero e ai tecnici dei servizi sociali, hanno prelevato il bambino da scuola.
Nel mese di agosto e settembre altri due tentativi di portare via il piccolo dalla casa materna erano falliti per l'opposizione del bimbo, che per non essere portato via dalla madre, si era nascosto sotto al letto. Di qui la decisione di intervenire a scuola.
"Ho salvato mio figlio e ora sta bene, è sereno. L'importante è questo. Ho pranzato, giocato alla playstation e poi cenato con lui e l'ho messo a letto. Era anni che non lo facevo ed è stata una bella emozione". Così racconta il padre, avvocato, del ragazzino. Il padre dice anche di essere riuscito ad abbracciare il figlio dopo che per tanti anni "ciò é stato impedito a me e ai miei famigliari, non solo dalla madre ma anche dai suoi parenti".
"E' stata una spettacolarizzazione messa in atto dai familiari materni in una vicenda complessa": così il questore di Padova, Vincenzo Montemagno, ha commentato l'intervento. Montemagno ha evidenziato che è stato lo stesso padre del minore a chiedere un aiuto a un agente per prenderlo, visto che si divincolava, e farlo salire in auto.

domenica 7 ottobre 2012

Padova: uccide la moglie e tenta il suicidio davanti alla figlia di 3 anni


PADOVA - Un uomo di 30 anni, Paolo Rao,  ha ucciso a coltellate la moglie 29enne Enrica vernazza nel loro appartamento, in via Canestrini, a Padova, e poi ha tentato il suicidio tentando di impiccarsi alla scala interna dell'abitazione. Al momento della tragedia nell'appartamento era presente anche la figlioletta della coppia, di soli tre anni, rimasta illesa. Paolo Rao invece è stato ricoverato in gravi condizioni all'ospedale della città veneta. La tragedia è avvenuta stamane quando i vicini di casa hanno sentito la coppia litigare ed hanno chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati polizia e vigili del fuoco che quando sono riusciti ad entrare nell'appartamento, hanno trovato in soggiorno la donna sdraiata sul divano esanime. Sembra dai primi accertamenti, che la coppia fosse in crisi da tempo tanto che i due non convivevano più già da un paio d'anni.

domenica 26 agosto 2012

Padova: muore nella sua auto schiacciata da un albero durante un nubifragio. Feriti la moglie e il figlio di 7 anni


PADOVA - Una persona (un giovane rumeno) è morta nel pomeriggio in via Avanzo a Padova a causa del maltempo che si è abbattuto sull'intera zona. L'uomo, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, si trovava nella sua auto quando un albero è caduto a causa delle forti piogge e ha centrato in pieno la vetturaFeriti la moglie e il figlio di 7 anni. La famigliola, di origine romena, risiedeva da qualche tempo nella citta' euganea. I tre erano a bordo di una Renault 'Laguna', e viaggiavano su una strada del quartiere Arcella, quando l'albero, buttato giu' dal forte vento, ha preso in pieno la vettura. La vittima, Romeo Magdici, aveva 30 anni.
Nei mesi scorsi in via Avanzo, nella zona della stazione ferroviaria, erano stati abbattuti dal Comune (non senza polemiche da parte dei residenti) alcuni alberi considerati pericolanti.
Nel Padovano sono già centinaia gli interventi dei vigili del fuoco.

domenica 3 giugno 2012

EMILIA: NUOVA FORTE SCOSSA DI TERREMOTO ALLE 21.22. SENTITA ANCHE A MILANO E A PADOVA, EPICENTRO TRA MODENA E MANTOVA. CROLLATA LA TORRE DELL'OROLOGIO DI NOVI DI MODENA

La torre dell'orologio di Novi di Modena era già gravemente danneggiata: questa sera è crollata

MODENA - Terra emiliana (e nord Italia) senza pace. Stasera alle 21.22 una nuova lunga scossa di terremoto si e' avvertita distintamente nella zona colpita dal sisma, ma anche a Milano e  a Padova dove la gente si e' riversata per strada. Paura anche a Bologna. La magnitudo è stata di 5.1 punti della scala Richter. L'epicentro tra le province di Modena, Reggio Emilia e Mantova, vicino a Novi tra i comuni di Concordia e San Possidonio, nel Modenese, a una profondità di 9.2 chilometri. Dopo la scossa sono stati registrati altri due eventi sismici, uno alle 21.30 con magnitudo 3.3, e uno alle 21.34 con magnitudo 2.5.
La Protezione civile dell'Emilia-Romagna e le forze dell'ordine sono al lavoro per verificare se la scossa di terremoto di questa sera abbia provocato nuovi danni nelle zone già colpite dal sisma di questi giorni. Grande la paura tra gli sfollati che vivono nelle tendopoli e nei centri d'accoglienza allestiti per l'emergenza.La scossa è stata nettamente avvertita anche in Trentino Alto Adige e in Liguria.
Secondo l'Istituto di Vulcanolopgiale città più vicine all'epicentro sono state Novi di Modena (dove è crollata la torre dell'orologio, già gravemente lesionata) e Concordia sulla Secchia (a 3 chilometri), Rolo (6 km) Moglia (9 chilometri), Cavezzo, Mirandola, San Giacomo delle Segna, Reggiolo, Medolla, Gonzaga (12Km) Quistello, Pegognaga, San Giovanni del Dosso, Carpi, San Prospero, Rio Saliceto (15Km). Crolli sono stati segnalati  nella zona rossa di Finale Emilia. A quanto si apprende si tratta di strutture già pericolanti. 
Prima della scossa delle 21.22, ce ne erano state altre due minori poco prima delle 20 di 3,3 e 3,8 gradi. 

mercoledì 9 maggio 2012

Sequestrate dalla Gdf 130 tonnellate di carne e pesce avariati pronti a essere immessi in commercio



VENEZIA - Prodotti di origine animale (carni bianche e pesce) freschi, surgelati e congelati, non piu' idonei all'alimentazione umana, perche' scaduti, ossidati, disidratati e con etichettatura contraffatta, destinabili esclusivamente come sottoprodotto per mangime animale. Sono questi i prodotti, assieme a migliaia di pizze surgelate, che sono stati sequestrati nell'operazione della Guardia di finanza del Veneto nel blitz in un centro di stoccaggio a Marghera, nel veneziano, e in altri 8 stabilimenti all'ingrosso. L'intervento ha evitato che le 130 tonnellate di carni, pesci e pizze che alcuni operatori senza scrupoli reimmettevano fraudolentemente in commercio, finissero al consumatore mettendone a forte rischio la salute.
Erano in pessime condizione igienico-sanitarie. Sono state sequestrate in Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Gli alimenti sarebbero potuti finire sulle tavole dei consumatori o nelle mense di scuole, ospizi od altre collettivita'.
L'operazione, conclusasi nei giorni scorsi e denominata 'Dirty Food', e' stata coordinata e diretta dal Comando regionale Veneto delle Fiamme Gialle e condotta dal Reparto operativo aeronavale di Venezia e dai comandi Provinciali di Vicenza e Padova, ha interessato la lavorazione e commercializzazione di alimenti freschi, surgelati e congelati.
Sono stati controllati 8 stabilimenti all'ingrosso e denunciate 8 persone e scoperti 7 lavoratori in nero nel blitz che ha interessato le province di Vicenza, Pordenone, Padova, Venezia, Verona e Parma. Le ispezioni sono partite dal centro di stoccaggio a Marghera (Venezia) interessando poi il centro di smistamento a Vicenza e i depositi all'ingrosso delle altre province.
Gli indagati sono accusati di reati vari, dal commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate, alla frode in commercio, vendita di sostanze non genuine come genuine o in cattivo stato di conservazione. 

sabato 5 maggio 2012

Padova: pullman fuori strada sulla A 13, cinque morti, 18 feriti. L'autostrada chiusa al traffico al chilometro 109 e riaperta alle 12

Il pullman nella scarpata e i soccoritori al lavoro
PADOVA - Cinque persone sono morte e diciotto sono rimaste ferite (5 gravissime) in un incidente sull'autostrada A13 dove, a Legnaro, nel Padovano, un bus è uscito di strada verso le 8 di questa mattina. I passeggeri del mezzo erano ex carabinieri e loro familiari che stavano recandosi da Aprilia a Jesolo per partecipare al XII raduno nazionale dell'Arma. Il pullman sarebbe uscito di strada, finendo su un fianco in una canaletta all’altezza di Terme Euganee in località Ponte San Nicolò. 
Il pullman è scivolato lungo la scarpata per una cinquantina di metri prima di fermarsi su un fianco, lungo l'argine del canale di scolo. Secondo quanto si è appreso, il mezzo stava iniziando la salita di un cavalcavia quando ha deviato improvvisamente percorso, per cause in corso di accertamento, sfondando le barre di protezione e rotolando giù per la scarpata.
Nel pullman c'erano tra le 20 e le 25 persone: il numero è impreciso perché ci sono difficoltà negli interventi all'interno del mezzo. Pare che alcuni viaggiatori siano ancora incastrati. 
Il recupero del pullman (youreporter)
Ancora non sono stati comunicati i nomi delle vittime ma, a quanto si apprende da fonti dell'Arma, tre sarebbero di Aprilia, in provincia di Latina. Una delle vittime, la quinta ritrovata dai vigili del fuoco, è stata catapultata fuori dal finestrino, il corpo rinvenuto lontano dal bus. Sono quattro uomini e una donna i feriti per i quali i medici si sono riservati la prognosi. Tra gli altri cinque, per i quali al momento sono in corso accertamenti, ci sono due donne.
Secondo quanto risulta alla polizia stradale, la lista passeggeri era composta di 23 persone più l'autista, ma pare che uno dei passeggeri poi non sia partito. Sembra che alcuni viaggiatori siano ancora incastrati. Sull'autostrada c'è un via vai di mezzi della polizia stradale e di soccorso che stanno trasferendo i feriti all'ospedale di Padova. 
Chiuso il traffico sull'A13 Bologna-Padova, all'altezza del km 109 
nel tratto Abano Terme (Padova)-Padova SudBloccato il tratto tra l'allacciamento con la Diramazione Padova Sud e Padova Zona Industriale in direzione Nord. Lo rende noto la società Autostrade per l'Italia aggiungendo che al momento dell'incidente, ore 07.50 circa, il traffico sull'A13 era scarso e le condizioni meteo buone con cielo sereno. Lìautostrada è stata riaperta alle 12.
I corpi delle vittime sull'asfalto dopo il recupero

Sono tre le ipotesi formulate dalla Polstrada: un guasto tecnico, un colpo di sonno dell'autista o un malore. "Quest'ultima, al momento, è la meno accreditata" ha sottolineato all'ANSA il comandante della Polizia Stradale di Padova, Carmine Tabarro. L'incidente è avvenuto dopo circa nove chilometri dall'immissione nello svincolo che dalla A13 porta alla A4, un centinaio di metri prima di una curva e del ponte di San Nicolò. Il pullman si è infilato in un varco tra due guardrail in acciaio e ha finito la propria corsa adagiato sul fianco destro dopo essere scivolato giù per una cinquantina di metri, vicino allo scolo che separa la recinzione di un'abitazione privata.