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mercoledì 6 agosto 2014

Minzolini (FI) ricorre alla Corte europea contro la gestione di Grasso in Senato sulle riforme


Augusto Minzolini
ROMA - Il senatore di FI Augusto Minzolini ha presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro la gestione dell'Aula del Senato da parte del presidente Pietro Grasso. A Strasburgo Minzolini denuncia la violazione di alcune norme della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, nel corso dell'esame della riforma costituzionale.

venerdì 9 maggio 2014

Renzi sugli 80 euro: i tecnici del Senato dicono cose false. Reagisce Grasso

Pietro Grasso e Matteo Renzi
ROMA - E' scontro aperto fra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il presidente del Senato Pietro Grasso. Oggetto della contesa, le relazioni stilate dai tecnici del Senato sulle coperture del decreto Irpef. Secondo Renzi, i tecnici del Senato "hanno detto delle cose false".
A stretto giro, la replica del presidente del Senato: "Mi faccio assolutamente garante dell'autonomia e dell'indipendenza degli uffici di Palazzo Madama", ha detto contattato telefonicamente dall'Agi e aggiunge: "in particolare del servizio del bilancio che da 25 anni, nei confronti di tutti i governi, fornisce analisi finanziarie approfondendo con attenzione i dati che accompagnano tutti i provvedimenti legislativi, analisi che possono suscitare dibattiti sul piano tecnico e reazioni sul piano politico, ma mai accuse di falsita' ne' sospetti di interessi corporativi o addirittura personali".
"L'unico faro dell'ufficio bilancio e' il pieno rispetto dell'articolo 81 della nostra Costituzione", conclude il presidente riferendosi alla norma che impone che qualsiasi legge finanziaria abbia idonea copertura.

domenica 30 marzo 2014

Renzi: caro Grasso, il Senato deve chiudere

ROMA - La musica deve cambiare, sulle riforme il governo non molla. Renzi lo dice al Tg2 rispondendo all'intervista di Grasso in cui chiede un Senato elettivo. "Capisco le resistenze di tutti, ma la musica deve cambiare. I politici devono capire che se per anni hanno chiesto di fare sacrifici alle famiglie ora i sacrifici li devono fare loro". "Ecco perché - continua Renzi - diciamo via le province, ecco perché la nuova riforma elettorale, ecco perché domani il governo presenterà il ddl costituzionale che dice basta al Senato che conosciamo adesso. E quindi riduzione del numero dei parlamentari, il più alto d' Europa, semplificazione del processo legislativo e dei poteri tra le Regioni e lo Stato".
"Il vero modo per difendere il Senato non è una battaglia conservatrice, ma difendere le riforme che stiamo portando avanti", ha spiegato Renzi. "Mai più bicameralismo perfetto", ha spiegato Renzi replicando a Grasso. "Il modello che proponiamo rispetta la Costituzione", assicura. "La nostra proposta - aggiunge - dice basta con il Senato come lo conosciamo adesso" e porta alla "semplificazione del processo legislativo". "Senato non più elettivo, altrimenti sarebbe una presa in giro nei confronti degli italiani. C'è massimo rispetto nei confronti del presidente Grasso ma abbiamo preso un impegno nei confronti dei cittadini che hanno diritto al cambiamento. E' ora di cambiare pagina".
''Nessuno parla di abolire il Senato. Al posto di Renzi farei quello che sta facendo lui, lavorando con tutte le mie forze per superare il bicameralismo perfetto, diminuire il numero dei parlamentari, semplificare l'iter legislativo'', ma il Senato dovrebbe avere anche ''componenti eletti dai cittadini''. Lo aveva affermato il presidente del Senato Pietro Grasso in un'intervista a Repubblica: ''Con un ampio premio di maggioranza e una sola Camera politica, il rischio è che possano saltare gli equilibri costituzionali e ridursi gli spazi di democrazia diretta''.  L'ipotesi, formulata da Grasso, di ''almeno un centinaio di senatori eletti a cui sono delegate funzioni legislative e di controllo di rilievo'', è riportata anche dall'Unità.

venerdì 14 febbraio 2014

Napolitano dà il via alle consultazioni e incontra il presidente Grasso

ROMA - Con l'arrivo del presidente del Senato, Pietro Grasso, si sono avviate al Quirinale le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Al termine dell'incontro con Grasso, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, riceverà il presidente della Camera, Laura Boldrini. 

Il Presidente della Repubblica svolgerà nel più breve tempo possibile le consultazioni al fine di avviare la complessa fase successiva - dice un comunicato del Quirinale -  “che dovrà condurre a una efficace soluzione della crisi, quanto mai opportuna nella delicata fase economica e per affrontare al più presto l'esame della legge elettorale e delle riforme ritenute più urgenti”.

giovedì 6 febbraio 2014

Grasso al Senato affronta la bufera: non sono un vigliacco. Ma arranca

ROMA - Il presidente del Senato Piero Grasso è arrivato in Aula mentre la senatrice di Forza Italia Maria Elisabetta Alberti Casellati ne chiedeva le dimissioni. "Io non sono un vigliacco, pertanto ho deciso di venire qui in aula per ascoltare quanto c'era da dire su questo tema". Così il presidente  ha iniziato a replicare alle critiche mossegli dai senatori di centrodestra per aver deciso di far costituire Palazzo Madama come parte civile nel processo contro Berlusconi.
"Se non c'è un precedente di costituzione di parte civile del Senato, forse è perché non c'era mai stato prima un processo del genere. Sono rimasto impressionato dal fatto che siano indicate le date delle sedute in cui si sarebbero commessi i fatti", ha detto Grasso.
"Nessun pregiudizio, nessuna persecuzione" verso le persone coinvolte, ha aggiunto. "La mia preoccupazione come rappresentante del Senato era quella di far valere una facoltà del Senato da sottoporre poi al giudice e poi al tribunale". Lo dice Grasso sulla costituzione parte civile. Tra motivi non "castrare possibilità che la dignità del Senato, e immagine Senato potesse venir presa in considerazione in processo".
Caos in Aula con Forza Italia che insorge quando il presidente del Senato Piero Grasso afferma "nel processo ci sono senatori.. fortunatamente ex senatori". I senatori di Fi urlano e protestano. Ma Grasso continua: "Fatemi continuare - precisa - mi riferisco al senatore De Gregorio".
"La costituzione di parte civile si può anche revocare: ci sono gli strumenti, se tutta l'Aula del Senato è d'accordo. Ma io ho preso la mia decisione in totale autonomia", afferma ancora Grasso nel corso del dibattito sul processo per la compravendita di senatori.
"E' stata una scelta super partes, una scelta discrezionale, che la funzione che ricopro mi attribuisce. Non ho subito nessuna pressione, ho agito in piena autonomia e indipendenza", dice il presidente sulla scelta di costituire il Senato parte civile contro Berlusconi.
"Non ho umiliato il Consiglio di Presidenza. Sono andato alla seduta aperto ad ogni soluzione. Ma anche dopo aver sentito la senatrice Casellati dire che il Consiglio non era competente a decidere mi sono rafforzato nella convinzione che fossi io a dovermi pronunciare. Ricordo che non ci sono state votazioni". 
I senatori di Forza Italia e Gal hanno poi lasciato l'Aula per protesta. Uscendo dall'Emiciclo stanno gridando contro Grasso, ma il presidente continua a parlare. ''Vergogna, vergogna'' urla il senatore Galimberti.
In precedenti interventi Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Lega e Gal avevano chiesto che Grasso venisse in Aula a riferire in merito alla sua decisione di costituire il Senato parte civile nel processo di Napoli sulla compravendita di senatori.

Il presidente del gruppo di FI Romani chiede a Grasso di 'spiegare in aula le regioni giuridiche della sua scelta e del suo comportamento': 'Spaccia la sua opinione per valutazione morale'. Sacconi (Ncd) accusa: 'La terzietà che deve caratterizzare il ruolo del presidente è venuta meno'. Per la Lega è stata 'una scelta politica'. Zanda (Pd) lo difende:'Comportamento lineare'. Linda Lanzillotta, che ha votato no,replica: 'Scelta di carattere morale? Noi non siamo immorali'.

giovedì 16 gennaio 2014

I senatori della Lega Nord occupano gli ufiici del prresidente Grasso

ROMA - I senatori della Lega Nord hanno occupato gli uffici del presidente Pietro Grasso a Palazzo Madama. I leghisti protestano contro la ripresa in aula dell'esame del decreto "svuotacarceri", che prevede anche la cancellazione del reato di immigrazione clandestina. Nonostante la protesta leghista l'Aula sta andando regolarmente avanti nell'esame del provvedimento.
"Avevamo chiesto una Capigruppo - spiega il senatore della Lega, Raffaele Volpi - e non è stata convocata. Come se niente fosse sono tornati in Aula".
Immigrazione, Forza nuova contro Grillo - Intanto a Genova blitz di Forza nuova vicino a casa di Beppe Grillo, dove sono stati affissi nella notte centinaia di volantini contro la decisione del M5S di voler abrogare il reato di ingresso clandestino "che di fatto aprirebbe le porte ad una invasione ancora maggiore di quella attuale". "Grillo sa benissimo che se il M5S avesse scritto nero su bianco la volontà di voler abolire il reato di immigrazione nel programma elettorale, avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico", dice Fn.

venerdì 27 dicembre 2013

Napolitano: rigore sui decreti legge

ROMA - Una lettera di Giorgio Napolitano inviata ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini, e Pietro Grasso, e al premier Enrico Letta, per sollecitare ancora una volta il "massimo rigore" sui decreti legge dopo la decisione del governo di ritirare il dl salva Roma e di non convertirlo in legge. Un appello, quello rivolto dal Capo dello Stato, a rispettare i principi d'urgenza dei decreti, ma anche a pensare ad eventuali modifiche dei regolamenti delle Camere.

Il testo della lettera
Questo il testo della lettera di Napolitano: "Onorevoli presidenti, le modalita' di svolgimento dell'iter parlamentare di conversione in legge del decreto legge 31 ottobre 2013, n.126 recante misure finanziarie urenti in facvore di regioni ed Enti Locali (il cosiddetto dl salva Roma, ndr) nel corso del quale, al testo originiario del decreto sono stati aggiunti 10 articoli per complessivi 90 commi, mi inducono a riproporre alla vostra attenzione la necessita' di verificare con il massimo rigore l'ammissibilita' degli emendamenti ai ddl di conversione. Numerosi sono stati i richiami da me formulati nelle scorse legislature, in presenza di diversi governi e in rapporto con diversi presidenti delle Camere, alla necessita' di rispettare i principi relativi alle caratteristiche e ai contenuti dei provvedimenti di urgenza stabiliti dall'articolo 77 della Costituzione e dalla legge di attuazione costituzionale n. 400 del 1988".
  "Com'e' noto - prosegue Napolitano nella sua lettera indirizzata ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio - sono stati ribaditi da diverse sentenze della Corte Costituzionale. In particolare nella sentenza n. 22 del 2012, la Corte ha osservato che 'l'inserimento di norme eterogenee rispetto all'oggetto e alla finalita' del decreto, spezza il legame logico-giuridico tra la valutazione fatta dal governo sull'urgenza del provvedere e i provvedimenti provvisori con forza di legge'. Valutazione fatta sotto la propria responsabilita' e sottoposta al giudizio del capo dello Stato in sede di emanazione.

Conclude la Corte affermando che "la necessaria omogeneita' del decreto legge essere essere osservata anche dalla legge di conversione", riservandosi la facolta' di annullare le disposizioni introdotte dal Parlamento in violazione dei su indicati criteri". E ancora: "Proprio a seguito di questa sentenza - prosegue il presidente della Repubblica - il 22 febbraio 2012 ho inviato ai presidenti pro-tempore delle Camere una lettere nella quale avvertivo che di fronte all'abonrmita' dell'esito del procedimento di conversione non avrei piu' potuto rinunciaere ad avvalermi della facolta' di rinvio, pur nella consapevolezza che cio' avrebbe potuto comportare la decadenza dlel'intero decreto legge, non dispondendo della facolta' di rinvio parziale. Esprimevo inoltre l'avviso - ricorda Napolitano - che in tal caso fosse possibile una parizale reiterazione che tenesse conto dei motivi posti alla base della richiesta di riesame. La stessa Corte Costituzionale, de reato, fin dalla sentenza n.360 del 1996, ha posto come limite al divieto di reiterazione la individuazione di nuovi motivi di necessita' e urgenza". Napolitano conclude con un appello la sua lettera: "Rinnovo pertanto nello stesso spirito di collaborazione istituzionale l'invito contenuto in quella lettera ad attenersi, nel valutare l'ammissibilita' degli emendamenti riferiti ai decreti legge, a criteri di stretta attinenza allo specifico oggetto degli stessi e alle relative finalita', anche adottando - se ritenuto necessario - le opportune modifiche dei regolamenti parlamentari".

giovedì 31 ottobre 2013

Appello di 22 senatori Pdl al presidente Grasso: non accetti il voto palese per Berlusconi


ROMA - Ventidue senatori "innovatori" del Pdl hanno promosso un appello al presidente del Senato, Pietro Grasso, affinché non ascolti il parere della Giunta per il regolamento sul voto palese per la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Si tratta dell'ultima possibilità per ricorrere in Aula allo scrutinio segreto. "Il parere della Giunta - si legge nell'appello - oltreché tecnicamente infondato, contravviene alle regole della correttezza istituzionale".

martedì 29 ottobre 2013

Schifani sulla decadenza: Grasso senta le nostre ragioni. La frase della Corte d’Appello

ROMA - "Si sospendano subito i lavori dell'Aula e venga immediatamente il presidente Grasso a sentire le nostre ragioni perché qui si sta avallando il fatto che a maggioranza si cambino i regolamenti". Lo ha detto il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama.

L'autorità ''competente'' ad ''irrogare'' la ''sanzione'' della decadenza e della incandidabilità sulla base della Legge Severino è ''l'autorità amministrativa'', ossia ''la Camera di appartenenza'' del condannato. Ecco la frase contenuta nelle motivazioni  dei giudici della Corte d'Appello di Milano, i quali, respingendo un'eccezione di costituzionalità formulata dalla difesa di Silvio Berlusconi, chiariscono anche che l'interdizione dai pubblici uffici, sanzione ''penale'', è ben distinta dalla ''sanzione'' della legge Severino. In base alla legge Severino il ''presupposto'' per applicare la sanzione della decadenza e della incandidabilità è ''la condanna penale'' definitiva. Lo spiega la Corte in un passaggio delle motivazioni in cui chiarisce la distinzione tra l'interdizione dai pubblici uffici e la sanzione della legge Severino. In base a questa legge, scrive la Corte, ''la sopravvenienza della condanna penale per determinati reati'' crea ''una sorta di status negativo del soggetto''.

mercoledì 23 ottobre 2013

Grasso: il voto segreto su Berlusconi a rischio di “interessi diversi”. Il Pdl insorge

ROMA - PdL contro il presidente del Senato Grasso dopO le sue dichiarazioni in vista del voto sulla decadenza dal seggio parlamentare di Silvio Berlusconi.  ''Se il voto sarà segreto bisognerà vedere se sarà davvero un voto di coscienza o se dipenderà piuttosto da interessi diversi - aveva detto - mentre se il voto sarà palese, tutto sarà più chiaro''.
"Le dichiarazioni del presidente del Senato sul voto segreto o palese non sono da presidente del Senato - dice Renato Brunetta - ma da uomo di parte, anzi di fazione. Ritenere che i senatori col voto segreto possano rispondere a 'interessi diversi' dalla coscienza è una insinuazione gravissima".  Secondo il capogruppo Pdl alla Camera le parole di Grasse contraddicono il "suo ruolo di garante della dignità dei parlamentari". "Ricordo all'ex procuratore Grasso una frase di Falcone: 'Il sospetto è l'anticamera della calunnia'. Cerchi di far valere le regole, il presidente Grasso, invece che inventarne di nuove ad uso delle sue attitudini inquisitorie", conclude Brunetta.

“E' molto grave - dice Schifani nella sua dichiarazione - che il presidente Grasso ipotizzi il voto palese sulla decadenza, essendo il Regolamento sul punto chiaro ed inequivocabile. Un' eventuale interpretazione diversa in Giunta per il Regolamento, a colpi di maggioranza, sarebbe inaccettabile e noi ci opporremmo strenuamente ad una simile forzatura. Sospettare, poi, che attraverso il voto segreto i senatori possano perseguire interessi diversi rispetto alla propria coscienza è incredibile, e ci auguriamo che si sia trattato di un malaugurato fraintendimento. Un chiarimento sarebbe quantomeno opportuno".

domenica 24 marzo 2013

Grillo: Grasso è l’unico procuratore antimafia che stimava Berlusconi


ROMA - Pietro Grasso è "l'unico procuratore antimafia estimatore di Berlusconi". E' quanto si legge nel blog di Beppe Grillo, in un post non firmato dal titolo "schizzi di merda digitali" dove accusa tg e talk di fare "lerci e studiati 'copia e incolla'". "Da mesi orde di trolls, di fake, di multinick scrivono con regolarità dai due ai tremila commenti al giorno sul blog. Qualcuno evidentemente li paga per spammare dalla mattina alla sera".

Grillo: Boldrini e Grasso la più moderna manifestazione della partitocrazia


ROMA - "Laura Boldrini e Piero Grasso sono celebrati dai giornaloni e dai partiti come le effigi del cambiamento, il segno del rinnovamento, l'espressione della societa' civile (dando cosi' implicitamente per scontato la societa' civile non sia mai stata rappresentata). In realta' sono la piu' moderna manifestazione della partitocrazia". E' quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog, in un post pubblicato nella tarda serata di ieri. 
  Per Grillo la presidente della Camera e il presidente del Senato sono solo "foglie di fico: brave persone accuratamente selezionate per coprire personaggi che sanno benissimo di essere impresentabili, ma che in questo modo continuano a sopravvivere".
  "Ne' la Boldrini ne' Grasso hanno partecipato alle Buffonarie del pdmenoelle - osserva ancora il comico genovese - ma sono stati nominati e inseriti nelle liste direttamente dai rispettivi capi Vendola e Bersani. Ne' la Boldrini ne' Grasso sono stati democraticamente scelti per il loro attuale ruolo istituzionale attraverso votazione del gruppo parlamentare di appartenenza, come avvenuto per i candidati presidenti del M5S, ma ri-nominati da Bersani. Nella democrazia bersaniana non servono votazioni, basta nominare le 'persone giuste' e farle ratificare dall'assemblea per acclamazione. Porcellum style”.
  “L'assemblea ha accolto la proposta con degli applausi all'annuncio dei nomi... Togliattiane reminiscenze", conclude il leader del M5S.

venerdì 22 marzo 2013

Travaglio si smarca: sì al confronto con Grasso, ma a “Servizio pubblico”, non a "Piazzapulita"


ROMA - Sì al confronto tv con Pietro Grasso, ma a 'Servizio pubblico' di Michele Santoro: così Marco Travaglio su Facebook, in risposta all'annuncio del presidente del Senato che aveva accettato l'invito di Corrado Formigli a partecipare lunedì a Piazzapulita, sempre su La7, a una 'sfida tv' con il giornalista. L'"ideale", scrive tra l'altro Travaglio, sarebbe "un duello allargato a qualche testimone dei fatti. Alla Procura di Palermo c'é la fila dei pm che non vedono l'ora di raccontare le imprese del loro ex capo..."

Grasso lunedì a “Piazza Pulita” per il confronto con Travaglio


ROMA - Il presidente del Senato Pietro Grasso ha accettato l'invito a un confronto con Marco Travaglio lunedì a Piazza Pulita (La7), la trasmissione condotta da Corrado Formigli. "Gentile Corrado, accetto volentieri il suo invito in trasmissione per il confronto", scrive Grasso su Twitter. Corrado Formigli ha risposto a sua volta con un tweet: "Il presidente del Senato Grasso accetta il nostro invito lunedì a Piazza Pulita La7 per un confronto aperto e leale con Marco Travaglio". A questo punto, scelta la sede del confronto tv, manca solo la conferma di Travaglio. 
Ieri, a 'Servizio Pubblico', Grasso era intervenuto telefonicamente per replicare alle tesi del giornalista, affermando: "Invito Marco Travaglio, che ha rivolto contro di me accuse infamanti, ad un confronto tv con tanto di carte alla mano. Per rispondere soprattutto all'accusa che ha lanciato riguardo alla mia nomina di capo antimafia".

Scontro tra Grasso e Travaglio a “Servizio pubblico”. Il presidente del Senato: accuse infamanti


ROMA - E' scontro tra Marco Travaglio e Pietro Grasso durante la trasmissione “Servizio pubblico” su La7. Il giornalista del Fatto Quotidiano ha attaccato i il presidente del Senato dicendo che "non e' quel che sembra" e accusandolo di opportunismo durante la puntata di ieri. Immediata la replica dell'ex procuratore antimafia. "Da Travaglio ricevo accuse infamanti. Voglio al piu' presto un confronto tv carte alla mano" ha affermato in una telefonata alla trasmissione. A Santoro che lo ha invitato a 'Servizio pubblico' la prossima settimana, Grasso replica: "Non posso aspettare una settimana per replicare ad accuse infamanti, soprattutto per quanto riguarda la mia nomina a Procuratore Antimafia". Grasso a Travaglio dice: "Si abitui al confronto"

giovedì 21 marzo 2013

Grasso si dimezza stipendio (da 18mila a 9mila euro) e scorta


ROMA - “Fatte salve le indennità irrinunciabili, ho deciso di tagliare tutto il resto (diaria, rimborso spese generali e rimborso spese per l'esercizio del mandato)" dello stipendio, "passando da 18.600 euro netti a circa 9.000 euro netti. Per la scorta, che per me a partire dal maxiprocesso non e' stata un privilegio ma una dolorosa necessita', ho stabilito di dimezzare quella prevista dal Ministero dell'Interno per il Presidente del Senato”. Così il presidente del Senato.

mercoledì 20 marzo 2013

“Perdonati” i senatori M5S che avevano votato Grasso


ROMA - Riunitisi in assemblea a Montecitorio, senatori e deputati del M5S hanno "perdonato" i dissidenti che al Senato si erano espressi a favore dell'elezione di Pietro Grasso alla presidenza di Palazzo Madama. Chi ha votato per il candidato Pd ha spiegato quanto accaduto in Aula, in seguito i deputati del Movimento 5 Stelle hanno fatto delle domande e, infine, si è deciso a "stragrande maggioranza" di confermare la fiducia ai dissidenti.
La riunione congiunta di tutti i parlamentari M5S è durata circa tre ore. Niente diretta streaming dell'incontro e all'uscita bocche assolutamente cucite: la linea dura però non è passata. Il capogruppo al Senato, Vito Crimi, ha reso noto che non sono previste conferenze stampa o video sulla riunione. "Abbiamo parlato di tante cose", si è limitata a dire. "Stiamo cercando di darci una linea politica, ma in questi giorni siamo alle prese con il gossip", ha aggiunto Crimi. 

I senatori M5S in riunione. i dissidenti “confessano” e spiegano il loro voto per Grasso


ROMA - Confessano il loro voto e spiegano le loro ragioni, i senatori del Movimento 5 Stelle che sabato hanno votato alla presidenza Pietro Grasso. Nella riunione che è in corso a Montecitorio, alla presenza di tutti i parlamentari M5S, i 'dissidenti' sono stati invitati a motivare la loro decisione di non attenersi alla linea del gruppo di votare scheda bianca. 
Beppe Grillo sarà stasera a Roma per le consultazioni al Quirinale. Il leader del M5S accompagnerà domani mattina i capigruppo al Senato e alla Camera, Vito Crimi e Roberta Lombardi all'incontro con Napolitano e dopo, secondo quanto si apprende, potrebbe essere con loro anche per la visita istituzionale prevista all'ambasciata americana con l'ambasciatore David Thorne.

Grillo a Boldrini e Grasso: rinunciate all’indennità di carica e dimezzatevi lo stipendio


ROMA - "Boldrini e Grasso possono rinunciare all'indennità di carica e dimezzarsi l'indennità da parlamentare, come dei veri cittadini a 5 Stelle, ed essere d'esempio a tutti i parlamentari". Lo ha scritto Beppe Grillo sul suo blog,.
"'Boldrini e Grasso si riducono stipendio del 30%' titola Repubblica. Bene, ma quale stipendio? Si tratta - chiede il fondatore di M5s - di quello da parlamentare o dell'indennità aggiuntiva per i presidenti di Camera e Senato? Non è spiegato, ma è un dettaglio importante che i cittadini devono conoscere. Il M5S rifiuta in toto le indennità di carica: Antonio Venturino, 5 stelle eletto in Sicilia, ha rinunciato ai 3.244,22 euro al mese e all'auto blu che gli sarebbero spettati in quanto vice presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana".
Grillo richiama la nota congiunta dei presidenti delle Camere su possibili tagli agli stipendi dei parlamentari e commenta: "Una proposta c'è già ed è molto semplice: 5 mila euro lordi mensili invece di 11.283 euro lordi, rinuncia all'assegno di solidarietà e obbligo di giustificare, rendicontare e pubblicare ogni spesa rimborsata. I cittadini portavoce del M5S in Parlamento l'hanno già fatto. Se Boldrini e Grasso proponessero questa misura il risparmio annuale sarebbe di circa 70 milioni".
Quindi, rivolgendosi al presidente del Senato, il leader del 5 Stelle ha aggiunto: "Grasso ieri ha detto di 'non essere una foglia di fico, ma una quercia che si è già messa al lavoro'. Può dimostrarlo: chieda a tutti i partiti, insieme alla presidente Boldrini, di rinunciare ai rimborsi elettorali previsti per questa legislatura. Un atto di giustizia nei confronti del popolo italiano che si sentirebbe finalmente rappresentato da due delle istituzioni massime della Repubblica. I partiti non possono farlo, ma voi siete stati scelti in quanto vi dichiarate estranei al sistema".

Iniziate le consultazioni al Quirinale. Grasso: necessità assoluta di un governo


ROMA - Poche e lapidarie parole, quelle di Pietro Grasso, presidente del Senato, al termine del colloquio con il capo dello Stato Giorgio Napolitano in apertura delle consultazioni: "Con il presidente abbiamo riscontrato la concorde determinazione della necessità assoluta di dare un governo al Paese". Per raggiungere questo obiettivo "si percorreranno tutte le strade", ha aggiunto Grasso.
Dopo di lui tocca alla presidente della Camera, Laura Boldrini, e, sempre nella mattinata, alle rappresentanze e alle delegazioni dei gruppi "minori" presenti in Parlamento. Nel pomeriggio gli incontri con il leader di Sel Nichi Vendola e con la delegazione di Sinistra ecologia e libertà. A chiudere la giornata Mario Monti e il gruppo di Scelta civica.