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martedì 17 febbraio 2015

BRUNETTA: Mattarella auspica la ripresa del dialogo sulle riforme. Grillo incontrerà il presidente

ROMA, 17 febbraio - “Il presidente Mattarella ha auspicato che il dialogo sulle riforme possa riprendere. Conoscendolo, userà tutti gli strumenti previsti dalla Costituzione per ripristinare un clima di dialogo". Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia, al termine dell'incontro con il Capo dello Stato. Mattarella ha ricevuto anche una delegazione di Sel capitanata da Nichi Vendola.
L'incontro tra il presidente della Repubblica e Brunetta è durato circa mezz'ora: "Le Costituzioni devono unire, non possono dividere - ha continuato il cpaogruppo di FI -. Forza Italia conferma la coesione nazionale sulla crisi libica. Ma questo deve trovare un clima positivo. Il presidente della Repubblica ha ascoltato e ha molto apprezzato. Noi auspichiamo che la riforma costituzionale e la legge elettorale trovino un alveo di ampia condivisione. Non si può pensare di chiedere la coesione nazionale di giorno e procedere a colpi di maggioranza di notte per approvare 40 articoli della Costituzione". 
"Vogliamo serietà da parte del Governo e lo abbiamo detto anche al Capo dello Stato". Queste, invece, le parole di Vendola. "Renzi dovrebbe rivolgersi con più rispetto a chi siede in Parlamento, anche nei confronti di una piccola forza come Sel che si batte con orgoglio per le proprie idee. Ogni volta che Renzi dice 'una parte di Sel' fa inquinamento della dialettica democratica", ha concluso il leader di Sinistra e Libertà.
Beppe Grillo annuncia sul suo blog che incontrerà Mattarella. "Il presidente ha cortesemente risposto alla mia lettera di auguri", scrive Grillo che pubblica testo e foto del carteggio con il Capo dello Stato. E aggiunge: "La ringrazio Presidente. Ci vediamo al Quirinale". 

Mattarella, come riporta lo stesso blog, aveva così scritto al leader del Movimento 5 Stelle: "La ringrazio vivamente per le cortesi espressioni di augurio che ha voluto inviarmi in occasione della mia elezione a Presidente della Repubblica. Nella Sua lettera auspica anche di potermi incontrare al Quirinale e desidero assicurarLe che sarò lieto di riceverLa prossimamente, in una data che i nostri uffici potranno concordare. Nel frattempo Le invio i miei saluti più cordiali".

venerdì 13 febbraio 2015

RENZI sfida le opposizioni: la riforma sarà sottoposta a referendum

Renzi e Brunetta
ROMA, 13 febbraio"La riforma sarà sottoposta a referendum. Vedremo se la gente sarà con noi o con il comitato del no guidato da Brunetta, Salvini e Grillo". E' la sfida lanciata su twitter da Matteo Renzi alle opposizioni. "Da anni la politica non fa le riforme. Noi ascoltiamo tutti ma non ci facciamo ricattare da nessuno. Avanti. Questa è #lavoltabuona". Così, su Twitter, il premier. Renzi, a quanto si apprende da fonti parlamentari, starebbe pensando di andare alla conta all'assemblea del Pd mettendo al voto la sua relazione che impegna i dem ad andare avanti nell'approvazione delle riforme anche senza la presenza delle opposizioni in Aula, linea che la minoranza chiede di ripensare. "Abbiamo votato nel nostro gruppo ed abbiamo deciso di abbandonare l'Aula come segno di responsabilità vero". Lo annuncia alla Camera il capogruppo di Fi che a Pd e governo lancia un appello: "per l'amor di Dio, ripensateci!". "Abbiamo chiesto di essere ricevuti ed il presidente della Repubblica ci ha fatto sapere che da martedì prossimo ci riceverà gruppo per gruppo" ha aggiunto Brunetta nel corso di una conferenza stampa alla Camera.
Beppe Grillo attacca il Capo dello Stato per il mancato intervento sul caos esploso alla Camera. "Il silenzio di Mattarella di fronte allo scempio della Costituzione fatto da Renzie, mai eletto neppure in Parlamento che ieri notte si aggirava come un bullo in Parlamento a provocare le opposizioni, questo silenzio è inquietante, forse peggio dei moniti di Napolitano", scrive infatti il leader del M5S sul suo blog.

RIFORME, le opposizioni chiedono un’incontro al Capo dello Stato


ROMA, 13 febBRAIO - Sull'iter delle riforme le forze di opposizione chiamano il Capo dello Stato. Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, anche a nome delle altre opposizioni, ha infatti chiesto questa mattina al segretario generale del Quirinale, Donato Marra, la disponibilità del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a ricevere una delegazione delle forze parlamentari di minoranza della Camera dei deputati. 

martedì 10 febbraio 2015

RIFORME, il relatore Sisto (Fi) si dimette. Il Pd: andiamo avanti

Francesco Paolo Sisto
ROMA, 10 febbraio - Il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto si è dimesso da relatore delle riforme istituzionali a Montecitorio. Lo ha comunicato lui stesso all'Aula della Camera. Non accettiamo veti, è la reazione del capogruppo alla Camera del Pd, Roberto Speranza. "Andiamo avanti con decisione - sottolinea -. Le riforme si fanno perché ne ha bisogno l'Italia. E' stato positivo che Fi stesse al tavolo. Sarebbe stato utile continuare".
Dopo la rottura del Patto del Nazareno, getta benzina sul fuoco Renato Brunetta: "Sarebbe oggi pura irresponsabilità concorrere a una direttrice autoritaria. La maggioranza si fermi", dichiara l'ex ministro annunciando l'ostruzionismo di Forza Italia sulle riforme, "una corsa rovinosa verso il disastro che faremo di tutto per rallentare". 
Sulla cause che hanno portato alla rottura dell'accordo con Renzi, Brunetta torna a spiegare: "Il patto del Nazareno è saltato per la scelta unilaterale del presidente della Repubblica, al quale non facciamo mancare il nostro omaggio, da parte del premier Renzi e del Pd. Un colpo premeditato e mortale". 
Come Speranza, anche il sottosegretario Luca Lotti conferma l'intenzione del governo di proseguire sulla strada delle riforme: "Mi spiace per le dimissioni di Sisto ma noi andiamo avanti. Vedremo in Aula che fa Forza Italia, non ci pare che all'interno ci siano idee chiare ma non metto bocca nei partiti altrui". 

Boschi: "Proviamo a chiudere sabato" - "Stiamo lavorando con l'obiettivo di chiudere sabato - commenta il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi - dipende da quanto l'opposizione vorrà bloccare riforme in discussione da settembre con un lavoro impegnativo e quindi i tempi sono maturi. Anche se Fi al momento sta votando in modo vario e eterogeneo. Ringrazio Sisto per il lavoro svolto fin qui e mi dispiace per le dimissioni perché proseguire con le opposizioni è un valore aggiunto. Ma questo non cambia la determinazione della maggioranza sulle riforme: siamo aperti al confronto ma il dialogo non può impedire di andare avanti". 


M5S chiede rinvio in Commissione - Il Movimento 5 Stelle ha chiesto il rinvio in Commissione delle riforme costituzionali in seguito alle dimissioni di Sisto. Richiesta respinta a larga maggioranza dall'Aula della Camera.

lunedì 7 aprile 2014

Brunetta-Renzi, scintille su Italicum e Senato

Renzi e Brunetta
ROMA - Si fa più serrato il pressing di Forza Italia sul premier Renzi per l'approvazione della riforma elettorale. Brunetta lancia un ultimatum: 'approvi la riforma elettorale prima di Pasqua, altrimenti casca l'accordo'. Pure il consigliere politico di Berlusconi, Giovanni Toti, lo sostiene e al ministro Boschi manda a dire che 'le riforme sono possibili solo con l'appoggio di Forza Italia'. 
"La riforma della legge elettorale è ferma da tre settimane al Senato e non è stata ancora consegnata alla Commissione Affari Costituzionali competente. Se è in grado Renzi approvi la riforma elettorale, così com'è stata approvata dalla Camera, prima di Pasqua, se non è in grado, non ha i numeri per farlo, ne tragga le conseguenze, magari anche con le sue dimissioni", presegue Brunetta.
Mentre, in merito alla riforma del Senato, il capogruppo Fi alla Camera sottolinea: "La riforma del Senato è stata approvata lunedì scorso dal Consiglio dei ministri, ma quella riforma non è stata consegnata agli uffici competenti di Palazzo Madama, il che vuol dire che non esiste ancora, che ci stanno ancora lavorando".
Sulle riforme "non accettiamo ultimatum da nessuno meno che meno da Brunetta. Se stanno al gioco delle riforme bene se no, al Senato, ce la facciamo". Così Matteo Renzi risponde ai giornalisti sugli ultimatum di Fi sulle riforme. "Le questioni interne a Fi - spiega il presidente del consiglio - se le risolvano loro. Noi rispettiamo il loro dibattito interno ma non accettiamo ultimatum da nessuno". "Non mi risultano incontri", ha detto il premier rispondendo a chi gli chiede se incontrerà Silvio Berlusconi.
"E' un'idea di Brunetta, il testo (della legge elettorale, ndr) deve essere ancora esaminato dalla commissione del Senato e a Pasqua mancano 10 giorni". Così il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi chiude all'aut aut di Renato Brunetta che ha chiesto al governo di approvare entro Pasqua l'Italicum.

domenica 26 gennaio 2014

Il Pd: FI chiarisca se vuole andare avanti

ROMA - "Il gruppo del Pd della commissione Affari costituzionali esprime preoccupazione" per le parole di Brunetta "che contraddice in modo eclatante la base dell'accordo sulle riforme". "Fi deve fare chiarezza se intende andare avanti sul progetto o se sfilarsi". Così il capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali Emanuele Fiano. "Il gruppo del Pd della commissione Affari costituzionali - si legge in una nota - esprime preoccupazione per le dichiarazioni dell'on Renato Brunetta (si approva legge elettorale e si va a votare) che contraddice in modo eclatante la base dell"accordo sulle riforme. Il testo della legge elettorale rientra in un piano che riguarda il Titolo V e la riforma del Senato. Forza Italia a questo punto deve fare chiarezza se intende andare avanti sul progetto di riforma o se sfilarsi. Il Pd vuole andare avanti con determinazione, chiedendo a tutti serietà e coerenza, verificando la possibilità di migliorare il testo base con la condivisione dei gruppi che hanno presentato la proposta di legge e, se possibile, con il coinvolgimento di altri". "Forse - sottolinea Guerini - Berlusconi non ha avuto il tempo di informare Brunetta che l'accordo prevede legge elettorale, superamento del Senato e riforma del Titolo V. Il capogruppo plachi i suoi bollenti spiriti: nessuna corsa al voto, prima vengano le modifiche costituzionali di cui il Paese ha urgente bisogno e su cui siamo impegnati".

Brunetta: se si cambia la legge elettorale, salta tutto domani sera


ROMA - Se domani il testo base sulla legge elettorale dovesse essere cambiato in prima commissione alla Camera, salta tutto l'accordo. Lo ha detto Renato Brunetta a In Mezz'Ora a proposito dei lavori della Commissione Affari Costituzionali della Camera, dove domani entro le 12, arriveranno gli emendamenti al testo base sulla riforma del voto. "Credo che si arriverà a una soluzione. Se questa non arriva, credo che si cada già domani sera". Brunetta si è detto comunque ottimista: "Credo che alla fine anche Ncd e Scelta Civica, per quel che ne rimane perché non sono preparato sulla scissione dell'atomo", ha aggiunto.

martedì 24 dicembre 2013

Berlusconi: io non rottamo nessuno

ROMA - Berlusconi reagisce alle notizie apparse oggi sui giornali che lo davano come deciso a “rottamare” la vecchia classe dirigente della nuova Forza Italia. Ecco il suo commento, apparso su Facebook:
“Noto che nemmeno l’approssimarsi del Natale riesce a chiudere la bocca ai seminatori di zizzania che alimentano la falsa rappresentazione di un Silvio Berlusconi intento a rottamare questo o quello.
Devo smentire qualsiasi genere di repulisti. Non appartiene al mio stile e neanche alla storia del movimento che ho fondato.

Lanciare personalità nuove e lasciare spazio a voci fresche non significa affatto spazzar via chi ha dato sè stesso alla causa della libertà. Chi mi conosce sa che il mio metodo è quello di valorizzare i meriti, senza cedere al gossip e alle maldicenze. Tra le tante maldicenze mi preme ad esempio di smentire che siano in corso operazioni di avvicendamento dell`amico Brunetta quale nostro Capogruppo alla Camera dei Deputati”.

giovedì 12 dicembre 2013

Quagliarello: legge elettorale, o accordo in 15 giorni o crisi

ROMA -"Nei prossimi 15 giorni", al più "subito dopo la Befana", questa maggioranza o trova un accordo "su legge elettorale e riforma del bicameralismo"o va in crisi. E allora ognuno si prenderà le sue responsabilità". Così il ministro Gaetano Quagliariello a SkyTg24. "La maggioranza deve avere una proposta che avanza all'opposizioni",afferma.
"A 24 ore dalla fiducia ottenuta dal governo Letta-Alfano, Quagliariello che fa? Minaccia la crisi sulla legge elettorale? Fa il Brunetta? Usa irresponsabilmente la strategia degli aut aut nei confronti dell'esecutivo al quale appartiene? E non si era detto che la riforma della legge elettorale era competenza del Parlamento e non del governo? Che tristezza!". Così Renato Brunetta capogruppo di Fi alla Camera.

"Un conto è abolire il Senato, ipotesi più che praticabile e per molti anche condivisibile, un conto e' avallare un vero e proprio scippo della Camera dei Deputati ai danni del Senato sulla legge elettorale esercitato sulla base di una decisione trasversale che contraddice precedenti deliberazioni e intendimenti concordati. Si sta preparando una fase di prepotenza che non promette nulla di buono". Lo dice Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri di Palazzo Madama.

domenica 8 dicembre 2013

Grillo e Brunetta all’attacco di Napolitano

ROMA - Napolitano "dal Quirinale non lo smuove nessuno". Il fatto che "sia stato eletto due volte con il Porcellum e sia un presidente incostituzionale al quadrato non lo turba. L'unico atto degno che gli rimane è tornare al Mattarellum (basta un voto in Aula), sciogliere le Camere e non farsi più vedere in giro". Lo afferma Beppe Grillo. "Napolitano è un dogma. Habemus papam - scrive Beppe Grillo sul suo blog, in un post dal titolo 'L'infallibilità di Napolitano' - Il pastore quirinalizio ha acquisito motu proprio l'infallibilità papale in materia elettorale e costituzionale. Se Napoleone fu incoronato re d'Italia nel Duomo di Milano, Napolitano è stato incoronato due volte dal 'porcellum cum gaudio'. Con il grande corso condivide il motto 'La corona è mia e guai a chi me la tocca'". Il leader del Movimento 5 Stelle sostiene che dopo la bocciatura del Porcellum da parte della Consulta, Giorgio Napolitano sia un "presidente incostituzionale". Ma questo "non lo turba", "anzi, lo incoraggia a pontificare 'La Corte Costituzionale non ha delegittimato l'attuale Parlamento', infatti la Corte ha solo bocciato il premio di maggioranza e la mancanza di preferenze su cui si regge questo Parlamento ignobile e mercificato, come nel Medioevo avvenne per la vendita delle indulgenze". "Solo Napolitano - insiste Grillo - può dire ciò che è o ciò che non è legittimo. 'Il Parlamento attuale può ben approvare in qualsiasi momento la legge elettorale'. Un parlamento illegittimo con schiere di nominati e un premio di maggioranza abnorme che consente a un Governo illegittimo presieduto da un ectoplasma come Letta può fare una nuova legge elettorale? Degli abusivi della democrazia possono riformare il Paese?", si meraviglia il leader M5S.

Brunetta, Napolitano sta scardinando Costituzione  - Napolitano "non ha né poteri né competenze circa la legittimazione del Parlamento" e "non spetta al Quirinale interloquire sulla validazione degli eletti e la completa composizione delle Aule". Lo dice il capogruppo di FI Renato Brunetta. "Non solo non spetta al Quirinale interloquire sulla validazione degli eletti e la completa composizione delle Aule. Ma c'è assai di più: la Costituzione esclude un sovrapporsi di Parlamento e presidenza, al punto che per l'elezione del presidente della Repubblica descrive un collegio elettorale diverso dal Parlamento stesso, e nel caso in cui il presidente voglia rivolgersi al Parlamento fissa uno e un solo strumento: il messaggio alle Camere. Purtroppo, a forza di compensare, sopperire e sostituirsi, si sta completamente scardinando la Carta costituzionale".

sabato 7 dicembre 2013

Grillo pubblica i nomi dei 150 deputati abusivi. Brunetta lo appoggia

ROMA - “In Parlamento siedono 150 abusivi" di Pd, Sel, Cd e Svp. "Questi signori non devono più entrare" alla Camera: "non hanno alcuna legittimità. Devono essere fermati all'ingresso di Montecitorio. Senza di loro il governo" Letta-Napolitano "non esiste più. Bisogna andare al voto al più presto". Così Beppe Grillo, nel pubblicare i nomi dei 150 sul suo blog.  “La loro elezione non è mai stata convalidata e, in seguito alla pronuncia della Consulta che dichiara incostituzionale il premio di maggioranza, non può più esserlo, scrive il leader del Movimento 5 Stelle. In calce al post, si legge l'elenco dei nomi dei 150 deputati, che sono tutti della coalizione di centrosinistra (Pd, Sel, Centro democratico e Svp). E in un fotomontaggio, Grillo mostra i volti di nove "abusivi": Roberto Giachetti (Pd), vicepresidente della Camera, Ermete Realacci (Pd), presidente della commissione Ambiente, Bruno Tabacci (Cd), presidente della commissione parlamentare per la semplificazione, Ivan Scalfarotto (Pd), Sandro Gozi (Pd), Maria Elena Boschi (Pd), Celeste Costantino (Sel), Daniele Farina (Sel), Giuditta Pini (Pd).

- "La decisione della Consulta è stata un terremoto. Le Camere sono politicamente delegittimate, ma anche dal punto di vista tecnico la sentenza avrà conseguenze devastanti". Così il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, che afferma: "Su 30 membri" della giunta per le elezioni della Camera, "ben 10 sono diventati deputati grazie al premio di maggioranza, e dunque sono a rischio decadenza. In parole povere: più del 33% dei componenti dell'organo è in palese conflitto d'interessi". Se andiamo a votare subito vince Berlusconi. "Quando il Movimento 5 Stelle presenterà l'atto d'accusa in Parlamento contro Giorgio Napolitano avremo il dovere di esaminarla. Ricordo che i veri esperti di impeachment sono quelli della sinistra, il partito del presidente". Lo ha detto Renato Brunetta deputato di Forza Italia su Tgcom24. "Vi invito a fare un bagno di realtà, se si andasse a votare domani - ha aggiunto Brunetta - vincerebbe Forza Italia con leader Silvio Berlusconi". 

mercoledì 4 dicembre 2013

Brunetta, interrpogazione urticante sul contratto di Floris

ROMA - "Ho appena depositato in commissione di Vigilanza Rai un'interrogazione per chiedere gli opportuni chiarimenti sul contratto in essere tra l'azienda del servizio pubblico e il giornalista Giovanni Floris". Lo annuncia il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta.
"Il conduttore di 'Ballarò' - scrive Brunetta - sarebbe stato per molti anni legato alla Rai da un contratto di lavoro a tempo indeterminato. A partire dal 2007, su suo personale impulso, avrebbe richiesto e ottenuto dalla Rai la stipula di un nuovo contratto di lavoro autonomo, da libero professionista, ricevendo un compenso quattro volte superiore rispetto a quello percepito in precedenza, con un evidente aggravio di costi per l'azienda. Perché la Rai ha accettato delle condizioni tanto sfavorevoli? Per di più, il nuovo contratto, conterrebbe al suo interno una piccola, ma interessante clausola secondo la quale, alla scadenza del contratto, la Rai sarebbe obbligata alla riassunzione. Se tutto questo fosse confermato ci troveremmo di fronte ad un contratto di lavoro mai visto nel panorama giuslavorista, che racchiude al suo interno tutti i benefici di un contratto da libero professionista, insieme alle garanzie di un contratto a tempo indeterminato, praticamente un sogno per le migliaia di giovani precari che lavorano nel mondo dell'informazione, a partire proprio dalla Rai".
"Alla faccia della coerenza: tra i libri pubblicati da Floris - insiste l'esponente di FI - spicca su tutti un titolo 'Mal di merito. L'epidemia di raccomandazioni che paralizza l'Italia'. Auspico che, nel più breve tempo possibile, la presidente Anna Maria Tarantola e il direttore generale Luigi Gubitosi contribuiscano a fare piena luce su questa vicenda, che se confermata, si configurerebbe come un vero schiaffo alla politica di risanamento e spending review promossa dagli attuali vertici Rai. Come piace dire a Floris, 'alè'".

domenica 3 novembre 2013

Brunetta: Letta si è montato la testa. Non chiederemo le dimissioni della Cancellieri

ROMA - "Non possiamo accettare il ricatto della governabilità. Il voto sulla decadenza è incompatibile con la nostra presenza nel governo. E la responsabilità è del Pd". Lo ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, che ha ribadito: "Su Berlusconi serve il voto segreto". E poi: "Non chiederemo le dimissioni della Cancellieri". "Ho espresso la mia solidarietà al ministro. Ma no a due pesi e due misure, come per Berlusconi", aggiunge.
"Letta rischia molto di più sulla legge di Stabilità che sul caso Cancellieri", ha proseguito. Brunetta parla di un Letta che "si è montato la testa dopo una fiducia afferrata per i capelli il 2 ottobre". "Bisogna rivedere la manovra a partire dai contenuti sulla casa", afferma. Una legge di Stabilità, sottolinea, che si basa "su ipotesi di crescita inverosimili" e che quindi produrrà "un aumento della pressione fiscale per tutti".

Il Pd non vincerà le elezioni perché "con Renzi segretario il partito si spaccherà, ne sono sicuro". Così prosegue Renato Brunetta. "L'ultimo giovane democristiano - dice - sta conquistando ciò che resta del Partito comunista. E' una storia bellissima, ma non so cosa ne pensano i duri e puri del partito". "Renzi è il segno dei tempi, della crisi di un partito che non si sa più cosa sia" e "che per questo può avere a buon titolo un segretario come Renzi".

giovedì 24 ottobre 2013

L'elezione della Bindi all'antimafia: Brunetta promette guerriglia in Parlamento se non si dimette

ROMA -  ROMA, 24 OTT - ''In Antimafia è successo uno strappo intollerabile, gli strappi hanno dei costi. Chi ha fatto lo strappo rifletta e su questo il Pdl è unito come un sol uomo''. Così, al termine della riunione di maggioranza, Renato Brunetta afferma che il Pdl ostacolerà l'attività di governo e Parlamento finché Bindi non si dimette.

mercoledì 23 ottobre 2013

Grasso: il voto segreto su Berlusconi a rischio di “interessi diversi”. Il Pdl insorge

ROMA - PdL contro il presidente del Senato Grasso dopO le sue dichiarazioni in vista del voto sulla decadenza dal seggio parlamentare di Silvio Berlusconi.  ''Se il voto sarà segreto bisognerà vedere se sarà davvero un voto di coscienza o se dipenderà piuttosto da interessi diversi - aveva detto - mentre se il voto sarà palese, tutto sarà più chiaro''.
"Le dichiarazioni del presidente del Senato sul voto segreto o palese non sono da presidente del Senato - dice Renato Brunetta - ma da uomo di parte, anzi di fazione. Ritenere che i senatori col voto segreto possano rispondere a 'interessi diversi' dalla coscienza è una insinuazione gravissima".  Secondo il capogruppo Pdl alla Camera le parole di Grasse contraddicono il "suo ruolo di garante della dignità dei parlamentari". "Ricordo all'ex procuratore Grasso una frase di Falcone: 'Il sospetto è l'anticamera della calunnia'. Cerchi di far valere le regole, il presidente Grasso, invece che inventarne di nuove ad uso delle sue attitudini inquisitorie", conclude Brunetta.

“E' molto grave - dice Schifani nella sua dichiarazione - che il presidente Grasso ipotizzi il voto palese sulla decadenza, essendo il Regolamento sul punto chiaro ed inequivocabile. Un' eventuale interpretazione diversa in Giunta per il Regolamento, a colpi di maggioranza, sarebbe inaccettabile e noi ci opporremmo strenuamente ad una simile forzatura. Sospettare, poi, che attraverso il voto segreto i senatori possano perseguire interessi diversi rispetto alla propria coscienza è incredibile, e ci auguriamo che si sia trattato di un malaugurato fraintendimento. Un chiarimento sarebbe quantomeno opportuno".

lunedì 21 ottobre 2013

Brunetta: Fazio peggio di Maradona (il gesto dell’ombrello). La reazione sdegnata di Equitalia

ROMA -  "Ho depositato un'interrogazione alla Commissione di Vigilanza Rai,sull' episodio indecente accaduto ieri sera a 'Che tempo che fa', con Maradona impegnato nel gesto 'dell'ombrello',ed elevato così a testimonial dell'evasione fiscale''.Lo afferma in una dichiarazione all'Ansa Renato Brunetta.'Più grave ancora-aggiunge-è il comportamento di Fazio'. 
Questo il testo completo della dichiarazione del capogruppo Pdl alla Camera, che nella precedente puntata di 'Che tempo che fa', ospite in studio, aveva polemizzato in diretta con Fazio sulla mancata pubblicazione dei compensi del conduttore. "Ho depositato oggi stesso un'interrogazione al presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, Roberto Fico, sull'indecente episodio accaduto ieri sera a 'Che tempo che fa', con l'esibizione di Diego Armando Maradona impegnato nel gesto 'dell'ombrello', ed elevato così a testimonial dell'evasione fiscale in casa di chi paga il canone per vedersi sbeffeggiato. Più grave del comportamento dell'ex calciatore, appare quello di chi gli ha approntato il palcoscenico. Se Maradona è infatti noto per le sue intemperanze, e dunque non stupisce si sia esibito nel gesto dell'ombrello contro Equitalia, davvero offensiva è la condiscendenza manifestata dal conduttore Fabio Fazio che ha lasciato che il suo pubblico tributasse un'ovazione per quell'atto di volgare offesa, che irride la legge e gli italiani onesti. L'interrogazione - chiude Brunetta - chiede di far luce su eventuali compensi fatti giungere per vie traverse a Maradona e se nel contratto di Fazio esistano clausole che lo vincolino a rispettare il decoro della Rai e quali siano le sanzioni in caso di violazione".
'E' assurdo che si possa consentire a Maradona di fare il gesto dell'ombrello in una tv pubblica pagata da tutti quei contribuenti che non evadono il fisco pagando il canone Rai''. E' quanto affermano fonti di Equitalia che spiegano come, dopo la consegna dell'avviso di mora, sono in corso verifiche su eventuali compensi da pignorare. Venerdì il fisco ha notificato l'avviso di mora ''senza il quale nessuna azione era possibile - spiegano le stesse fonti - Equitalia in queste ore sta facendo tutto il possibile per verificare se presso terzi ci sono dei crediti che si possono pignorare visto che è l'ex calciatore è venuto in Italia per sponsorizzare una collana di Dvd promossa dalla gazzetta dello sport e Rai-Eri''. 

mercoledì 18 settembre 2013

Levata di scudi del Pdl (e anche del Pd) contro il possibile aumento dell’Iva

ROMA -  Il Pdl dice no in modo netto al paventato aumento dell'Iva di cui si parla da alcuni giorni. "E' un dovere del governo evitare l'aumento. Se si proseguisse con questa scelta ottusa i consumi e le spese di famiglie e imprese diminuirebbero, e gli incassi dello Stato crollerebbero", dice Maurizio Gasparri. Dello stesso parere Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, che chiede al premier Letta di smentire le fonti di governo a riguardo.
Non si è dunque fatta attendere la levata di scudi del Pdl, dopo che alcuni esponenti del Pd, soprattutto con ruoli di governo, davano per quasi scontato l'aumento dell'Iva, forse già ad ottobre.  "È bastata la visita di un giorno a Roma del commissario per gli Affari economici e monetari dell'Ue, Olli Rehn, con le sue inopportune dichiarazioni, che tutti adesso reputano inevitabile l'aumento dell'Iva a ottobre (pare che anche qualcuno all'interno del governo se ne sia convinto)", scrive polemicamente Brunetta. "A questo punto la risposta spetta solo a Enrico Letta e non a inutili epigoni del Partito democratico o di Scelta Civica. Siamo convinti che il presidente del Consiglio onorerà gli impegni presi".
''E' un dovere del governo evitare l'aumento dell'Iva. Se si proseguisse con questa scelta gli incassi dello Stato crollerebbero. Sarebbe un suicidio seguire l'arroganza di eurocrati che vengono nel nostro Paese a dettar legge dopo aver fatto danni in Europa. Cambiamo strada subito''. ribadisce Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato.

''Sarebbe un duro colpo per le famiglie e le imprese e finirebbe per deprimere ulteriormente i consumi. Mi auguro che il governo faccia tutto il possibile per scongiurare tale aumento'', dice il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. "L'aumento dell'Iva sarebbe molto negativo, avrebbe un effetto recessivo molto pesante, va evitato", aveva affermato qualche giorno fa il viceministro all'Economia, Stefano Fassina.

domenica 15 settembre 2013

Brunetta: a giorni il decreto di blocco dell'aumento dell’Iva

ROMA - ''A giorni ci sarà un decreto di non aumento dell'Iva con relativa copertura. Ve lo dico, è una garanzia''. Lo ha affermatoRenato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera. ''C'e' l'impegno del governo e delle forze di maggioranza a non far aumentare l'Iva a ottobre. Poi nella legge di stabilità - ha aggiunto - ci sarà la riforma complessiva della tassazione Iva''.
Serve una manovra aggiuntiva per l'equilibrio dei conti ? ''Chiedete a Saccomanni, i dati li ha lui'' è la risposta di Brunetta. ''E' lui che governa il Tesoro ma mostra opacità. Mostrare opacità - ha aggiunto a margine del Meeting della Confesercenti - non fa mai bene alla credibilità''.

''L'aumento dell'Iva sarebbe molto negativo, avrebbe un effetto recessivo molto pesante, va evitato''. Lo afferma il viceministro all'Economia Stefano Fassina. Sollecitato a scegliere tra un intervento sul cuneo fiscale e l'aumento dell'aliquota Iva, ''scelgo il non aumento dell'Iva - ha detto parlando alla platea della Confesercenti.

martedì 10 settembre 2013

Alfano: “esterefatti” per il comportamento Pd nella giunta del Senato su Berlusconi

ROMA -  "Siamo esterrefatti per il comportamento tenuto dal Partito democratico alla Giunta per le immunità del Senato". Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Riferendosi al caso Berlusconi, ha aggiunto: "Pur di eliminare per via giudiziaria lo storico nemico politico, preferiscono mettere in ginocchio il Paese". Intanto la quarta pregiudiziale sulla decadenza del leader Pdl verrà presentata stasera da Lucio Malan.

E se per Luciano Violante, esponente Pd nominato da Napolitano tra i "saggi" "minacciare una crisi di governo è un ricatto che nessuno può accettare" anche se "bisogna garantire fino in fondo i diritti di Silvio Berlusconi, perché solo così si può dire che la legge è uguale per tutti", Renato Brunetta, Pdl, ribadisce che il governo è a un passo dal baratro: "Se il Partito democratico assieme ai grillini decide, già questa sera, di votare contro le pregiudiziali del relatore Augello, il Pd fa decadere il governo Letta, molto semplicemente. Non fa decadere il senatore Berlusconi, perché rompe la maggioranza".

domenica 25 agosto 2013

Sull’Imu scontro Brunetta-Fassina

ROMA - ''Non pensi Saccomanni di arrivare in Cdm con una proposta 'prendere o lasciare'. Dati i tempi non penso che sarebbe produttivo''. Così Renato Brunetta intervistato da Sky Tg24.''Sull'Imu io non ho nessuna informazione e mi sono anche stufato di questo modo di procedere per indiscrezioni del governo'' dice il capogruppo del Pdl alla Camera sottolineando che ''i membri della Cabina di Regia non hanno avuto alcuna proposta ufficiale da parte di Saccomanni. Brunetta ricorda invece che ''si sapeva sin dall'inzio che l' Imu era un problema e il Pdl il 22 luglio ha consegnato a Saccomammi un articolato con proposte e le relative coperture. Ma ad oggi ho sentito solo indiscrezioni, chiacchiere e non una proposta''.

Le risorse per cancellare l'Imu sulla prima casa non sono sufficienti ad esentare anche le abitazioni di lusso:  così replica il viceministro all'Economia, Stefano Fassina, sempre a SkyTg24. ''Vorrei che il Pdl prestasse, attenzione non solo verso chi ha appartamenti di 400 metri quadrati ma verso chi rischia di non vedere rifinanziata la Cig in deroga''.