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martedì 13 novembre 2012

Castelvolturno: trovati in casa i resti di madre e figlia scomparse 7 anni fa. Indagato il marito, che non aveva mai denunciato il fatto


Maria ed Elisabetta Grande
CASTELVOLTURNO - I resti di due persone sono stati trovati in una villetta di Castel Volturno dalla polizia scientifica. Lo conferma la polizia. Secondo la redazione di "Chi l'ha visto?", si tratta dei corpi di Elisabetta Grande e della figlia Maria, scomparse nel 2004. Nella villa vive Domenico Belmonte, marito e padre delle donne.
L'uomo, che è stato direttore sanitario del carcere di Poggioreale, non aveva mai denunciato la loro scomparsa. 

A scoprire i resti sono stati gli agenti del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Caserta e del locale commissariato. Le operazioni sono state coordinate dal sostituto Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Silvio Guarriello, e dal Procuratore aggiunto Luigi Gay. I controlli sono stati eseguiti con l'ausilio di particolari apparecchiature in dotazione alla polizia scientifica di Roma. Alla trasmissione "Chi l'ha visto?", si era rivolto nelle scorse settimane il fratello e zio delle due donne, Lorenzo Grande.

Così, dopo sette anni, la Procura ha aperto un'indagine per omicidio e occultamento di cadaveri. Gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati Domenico Belmonte: sospetto è stato infatti il suo comportamento e la mancata denuncia dei familiari. Ma i magistrati non escludono alcuna ipotesi, le due donne potrebbero essere state vititme di qualcuno che voleva vendicarsi dell'ex direttore sanitario del carcere partenopeo.


Il ritrovamento è avvenuto nel corso di una perquisizione effettuata stamani dalla Polizia scientifica all'interno della villetta, in via Palizzi, al numero 71, in località Baia Verde a Castel Volturno.  Alla trasmissione "Chi l'ha visto?" si era rivolto nelle scorse settimane il fratello e zio delle due donne, Lorenzo Grande. 
I due corpi, secondo quanto si è appreso, erano all'interno di un locale sotterraneo dell'abitazione. I controlli sono scattati stamattina poco dopo le 8 quando sul posto sono giunti gli agenti della Questura di Caserta e quelli della polizia scientifica che con un georadar hanno iniziato a scandagliare l'intera villetta. I controlli hanno riguardato prima il giardino e successivamente l'interno dell'abitazione. 
I due corpi erano adagiati a terra, l'uno accanto all'altro; sembra che nella villetta, che ha un doppio accesso, siano entrate pochissime persone negli ultimi otto anni. Il proprietario di casa, infatti, non aveva rapporti con alcuno. I vicini lo vedevano solo quando usciva per curare il giardino. Anche gli agenti che questa mattina hanno fatto irruzione nell'abitazione lo hanno trovato mentre stava falciando l'erba.
Sui resti trovati dalla Polizia nella villetta di via Palizzi, in località Baia Verde di Castel Volturno (Caserta), non sarebbero stati riscontrati segni di violenza. Le spoglie sono state trasferite all'Istituto di medicina legale di Caserta per ulteriori accertamenti. I resti erano adagiati sotto il pavimento, in un'intercapedine che era stata realizzata tra il garage e il pavimento al fine di scongiurare problemi di umidità.

domenica 4 novembre 2012

Trovato nel Po il cadavere di Cecilia, studentessa pavese scomparsa 14 giorni fa

Cecilia Beretta

PAVIA - Il cadavere di Cecilia Beretta, studentessa di Farmacia, scomparsa nel Pavese due settimane fa, è stato ritrovato nelle acque del Po, all'altezza del Comune di Pieve Porto Morone.  A riconoscere il corpo, all'istituto di medicina legale di Pavia, è stato il padre della giovane. Il corpo della giovane era completamente nudo e potrebbe essere rimasto a lungo nei fondali del fiume.
Il corpo presentava diversi segni di tagli che potrebbero essere stati provocati dallo sfregamento del cadavere contro i rami nelle acque del fiume. Ad un primo esame del medico legale non risultano segni di violenze, né di trauma cranico. Ma la verità sulle cause della morte di Cecilia Beretta potrà emergere solo dall'autopsia che verrà effettuata nei prossimi giorni.
La studentessa, 25 anni di Abbiategrasso (Milano), era scomparsa improvvisamente nella notte tra il 16 e 17 ottobre dopo una serata trascorsa con un gruppo di amici a Pavia. Mercoledì scorso anche la trasmissione “Chi l’ha visto?” si era occupata del caso.

giovedì 11 ottobre 2012

Il bimbo trascinato via dalla polizia davanti a scuola: Manganelli chede scusa. Intervengono Schifani e Fini

Il bimbo prelevato di peso

 ROMA - ''Profondo rammarico'' per quanto avvenuto a Padova (il bambino tolto alla mdre e trascinato per strada dalla polizia, mentre si riiutava di seguire gli agenti) è stato  espresso dal capo della Polizia, Antonio Manganelli, che porge le sue scuse ai familiari del bimbo prelevato da scuola a Cittadella (Pd) e assicura ''massimo rigore nell'inchiesta interna avviata''.
Renato Schifani ha chiesto chiarimenti al Capo della Polizia Manganelli sull'episodio di Padova. Questo il comunicato del Senato: “Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha chiesto urgenti e tempestivi chiarimenti al Capo della Polizia Antonio Manganelli sul gravissimo episodio che ha visto, a Padova, trascinare con forza un bambino di 10 anni da personale della Polizia di Stato fuori dalla scuola per essere condotto in una casa-famiglia. Questo in esecuzione di un provvedimento della Magistratura. Le immagini proiettate ieri sera dalla trasmissione 'Chi l'ha visto hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. I bambini hanno diritto ad essere ascoltati e rispettati - precisa il Presidente del Senato - e ogni provvedimento che li riguardi deve essere posto in essere con la prudenza e l'accortezza imposti dalla loro particolare situazione minorile. Comportamenti come quello al quale abbiamo tutti assistito, meritano immediati chiarimenti ed eventuali provvedimenti".
Il Presidente della Camera, Fini, che ha avuto un colloquio telefonico con il questore di Padova, ha chiesto al Governo di riferire quanto prima in considerazione delle richieste di informativa e delle interrogazioni parlamentari presentate in merito da deputati di vari gruppi sulla vicenda.
Le fasi concitate dell'opposizione dei contrasti tra agenti e i familiari sono state riprese in un video, pare girato da un'altra parente, che e' stato trasmesso da ''Chi l'ha visto''. No alla diffusione di immagini e dettagli lesivi della dignità del bambino prelevato a scuola dalle forze di polizia: è il richiamo del Garante per la privacy ai media e ai siti web. L'Autorità si riserva comunque di adottare eventuali specifici provvedimenti a tutela del minore. 
"E' incivile che il nostro bambino sia stato portato via in questo modo" dice tra le lacrime, la madre del bambino. La madre del bambino, assieme ai nonni del piccolo ed una mezza dozzina di mamme, ha messo in atto stamane una protesta con dei cartelli davanti alla scuola.
Sui cartelli scritte come "I bambini non sono né bestie né criminali, liberatelo" e ancora "i bambini vanno ascoltati”. “Da sei anni mia figlia vive un incubo e noi con lei - spiega il nonno - mia figlia ha ricevuto 23 querele dal suo ex marito, tutte archiviate. Il bambino vive con lei e non vuole vedere il padre che è percepito dal piccolo come troppo autoritario. Quello che è successo ieri è incredibile".
Il bambino era visto dal padre, secondo gli accordi successivi alla separazione avvenuta otto anni fa, una volta alla settimana in colloqui protetti e trascorreva con lui due fine settimana al mese. Il padre, però, ha ottenuto recentemente dal tribunale dei minorenni una ordinanza che stabilisce la necessità dell'allontanamento dalla casa materna del bimbo, che attualmente si trova in una casa famiglia a Padova, in carico ai servizi sociali.
Secondo quanto stabilito dal giudice della corte d'appello della sezione minori di Venezia, va recuperato il rapporto con il padre e per questo gli agenti ieri, assieme al consulente tecnico del pubblico ministero e ai tecnici dei servizi sociali, hanno prelevato il bambino da scuola.
Nel mese di agosto e settembre altri due tentativi di portare via il piccolo dalla casa materna erano falliti per l'opposizione del bimbo, che per non essere portato via dalla madre, si era nascosto sotto al letto. Di qui la decisione di intervenire a scuola.
"Ho salvato mio figlio e ora sta bene, è sereno. L'importante è questo. Ho pranzato, giocato alla playstation e poi cenato con lui e l'ho messo a letto. Era anni che non lo facevo ed è stata una bella emozione". Così racconta il padre, avvocato, del ragazzino. Il padre dice anche di essere riuscito ad abbracciare il figlio dopo che per tanti anni "ciò é stato impedito a me e ai miei famigliari, non solo dalla madre ma anche dai suoi parenti".
"E' stata una spettacolarizzazione messa in atto dai familiari materni in una vicenda complessa": così il questore di Padova, Vincenzo Montemagno, ha commentato l'intervento. Montemagno ha evidenziato che è stato lo stesso padre del minore a chiedere un aiuto a un agente per prenderlo, visto che si divincolava, e farlo salire in auto.

giovedì 16 febbraio 2012

Ascolti tv, Sanremo in calo (37,29% contro il 39,28% dell'anno scorso). La concorrenza di Milan-Arsenal (12,26%) e Chi l'ha visto (9.18%)

ROMA - La seconda serata del Festival di Sanremo 2012, presentato da Gianni Morandi, con la prima apparizione di Ivana Mrazova e l’intervento dei Soliti Idioti e di Martin Solveig, ha raggiunto il 37.29% pari a 11.055.000 spettatori nella prima parte e 6.012.000 con uno share del 47.2% nella seconda. 
Lo scorso anno furono 12.056.000 (39.28%) nella prima parte e 8.065.000 (49.64%) nella seconda, con una media ponderata del 42.67%. 
Su Rai2 la partita di Champions Milan-Arsenal sfiora i 4 milioni di telespettatori (3.919.000) con il 12.26% di share e buon risultato anche per Chi l’ha visto che su Rai3 ha totalizzato 2.804.000 spettatori con il 9.18% di share.

giovedì 27 ottobre 2011

Il direttore di macchina della Savina Cylyn sequestrata dai pirati telefona a "Chi l'ha visto": "Aiutateci, stamo morendo"


Antonio Verrecchia
ROMA - "Aiutateci, ci stanno torturando". E' questo il drammatico appello a RaiTre dei marinai italiani del cargo "Savina Caylyn" sequestrato dai pirati somali. "Stiamo morendo, aiutateci", ripete Antonio Verrecchia, direttore di macchine, descrivendo le terribili condizioni in cui sono costretti a vivere gli ostaggi.
L'appello in diretta alla trasmissione a "Chi l'ha visto?". La "Savina Caylyn" è stata sequestrata dai pirati al largo delle coste somale l'8 febbraio.

Tra gli ostaggi ci sono anche 5 marinai italiani. Per il rilascio del mercantile è stato richiesto un riscatto. Il direttore di macchine, Antonio Verrecchia, ha descritto le terribili condizioni in cui sono costretti a vivere gli ostaggi.

Condizioni che sono ancora più dure per gli altri marittimi italiani che sono stati trasferiti sulla terraferma e che rischiano di essere usati come scudi umani: Giuseppe Lubrano Lavadera, di Procida, Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta, di Procida e Gian Maria Cesaro, allievo di coperta, di Piano di Sorrento. Dalla Somalia è arrivata anche la testimonianza di Eugenio Bon, di Trieste: "Quando si avvicinano le unità militari in pattugliamento, specialmente gli elicotteri, i pirati si innervosiscono e per noi si fa ancora più dura", ha detto il primo ufficiale di coperta della petroliera sequestrata.