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domenica 5 aprile 2015

RENZI, stop a nuove tasse e all’aumento dell’Iva

ROMA”, 5 aprile - “Dopo tanti sacrifici, e gli italiani ne hanno fatti anche troppi, ci siamo davvero". Lo dice il premier Matteo Renzi in un'intervista al Messaggero. Il premier assicura che non ci saranno nuove tasse e che "l'Iva nel 2016 non aumenterà". "Se ci saranno ulteriori - dice - risorse la priorità sarà per le famiglie e per rendere stabili gli incentivi alle imprese per assumere", "l'Italia può ripartire".

"Su Italicum pronto a mediare se è utile al Paese" - Nell’intervista il premier affronta anche il nodo dell’Italicum:: "Io sono disponibile a mediare, sempre. Ma deve essere utile per il Paese, non per una corrente del partito. Tornare indietro rispetto all'accordo di maggioranza di novembre farebbe scattare un bomba libera tutti". E su Bersani aggiunge: "Se qualcuno pensa di utilizzare una parola drammatica come scissione perché non è d'accordo su un dettaglio, peraltro secondario, di una legge elettorale" "non è un problema mio. Se qualcuno vuole andarsene per gravi dissensi sulla linea politica, parliamone. Ma voglio vederli andare nelle feste dell'Unità a spiegare che qualcuno se ne va perché i collegi erano 100 anziché 90 o 110".


"Expo non è così indietro" - E sull’Expo oramai alle porte:: "Non credo che Expo sia terribilmente indietro. Se guardiamo alla storia delle esposizioni universali sappiamo che tutte sono partite non al completo e la situazione non è drammatica come qualcuno racconta. Avrei preferito che Milano facesse eccezione, ma per come abbiamo trovato la situazione dico che è un miracolo che questa Expo si faccia, grazie al contributo e al senso di responsabilità di tutti".

sabato 22 marzo 2014

Se lo Stato paga tutti i debiti alle imprese, incasserà 5 miliardi di Iva

ROMA  Con l'eventuale pagamento di tutti i debiti accumulati dalla Pubblica Amministrazione (Pa)), che secondo il premier Renzi ammontano a 68 miliardi di euro, l’Erario vedrebbe aumentare di circa 5 miliardi il gettito dell'Iva. Lo rileva la Cgia.
''In un momento in cui l'esecutivo è alla ricerca delle coperture necessarie per sostenere le misure per il rilancio del Paese - dichiara il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - lo sblocco totale dei debiti della Pa darebbe una preziosa boccata di ossigeno sia alle migliaia di aziende che da anni aspettano di recuperare i propri crediti sia alle casse dello Stato che beneficerebbero del gettito Iva legato a questi pagamenti''. Infatti, sottolinea la Cgia, nei rapporti commerciali tra la Pa e le imprese, queste ultime, una volta terminata una manutenzione o una fornitura, emettono fattura e nella stragrande maggioranza dei casi posticipano il versamento dell'Iva al momento dell'avvenuto pagamento. Pertanto, è logico attendersi che l'eventuale smaltimento dei debiti arretrati della Pa dovrebbe produrre dei grossi benefici in materia di Iva. Una prima stima prudenziale consentirebbe allo Stato di incassare 5 miliardi.
La Cgia spiega come è giunta a stimare in circa 5 miliardi di euro il maggior gettito Iva. Per pagare i debiti accumulati in questi ultimi anni, ricordano dall'Ufficio studi, i precedenti Esecutivi hanno messo a disposizione dello Stato e delle Amministrazioni locali 27 miliardi per il 2013 e altri 19,8 miliardi per il 2014. Per quanto concerne le risorse assegnate per il 2013, non sono stati ancora pagati 4,4 miliardi di euro. Pertanto, nell'anno in corso sono disponibili questi 4,4 miliardi che vanno ad aggiungersi ai 19,8 miliardi già stanziati in precedenza (4,4 + 19,8 = 24,2). Di conseguenza, per pagare i 68 miliardi di euro promessi nei giorni scorsi dal premier Renzi, è necessario stanziare altri 43,8 miliardi di euro (68 - 24,2 = 43,8) . Pertanto, la stima del maggior gettito Iva potenziale è stata calcolata sui 43,8 miliardi di euro. Al fine di quantificarne l'importo, la Cgia ha considerato due aliquote Iva, applicando le stesse metodologie utilizzate dai tecnici dell'Amministrazione finanziaria, così come riportato nelle relazioni tecniche allegate ai provvedimenti fiscali dell'anno scorso che hanno sbloccato i pagamenti alle imprese.

La Cgia si basa su due ipotesi. Ipotesi a: applicando l'aliquota media dell' 11,3%, la stima del gettito Iva dovrebbe attestarsi sui 4,5 miliardi di euro. L'aliquota dell'11,3% è stata ''estrapolata'' dalla lettura della relazione tecnica allegata al decreto del Mef del 30 novembre 2013. Ipotesi b: applicando invece l'aliquota media del 14,74%, il gettito Iva dovrebbe garantire alle casse dell'Erario 5,6 miliardi di euro. Questa aliquota è stata ''ricavata'' dalla lettura della relazione tecnica allegata al decreto dello scorso anno in cui i tecnici del Ministero hanno stimato un maggiore gettito Iva di 925 milioni di euro a fronte del pagamento alle imprese di ulteriori 7,2 miliardi di euro per l'anno 2013. Ma per la Cgia il gettito ''potrebbe essere di circa 8,5 miliardi".

lunedì 7 ottobre 2013

Gettito Iva in calo del 5,2% in otto mesi

ROMA - Nei primi otto mesi del 2013 il gettito Iva cala del 5,2% (-3.724 milioni di euro). Lo comunica il Mef, spiegando che "l'andamento riflette la riduzione del gettito della componente relativa agli scambi interni (-2,0%) e del prelievo sulle importazioni (-22,1%) che risentono fortemente dell'andamento del ciclo economico sfavorevole". Il gettito dei primi otto mesi del 2013, "pur in presenza di una congiuntura economica negativa", risulta sostanzialmente invariato rispetto allo stesso periodo 2012. Le entrate tributarie, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 267,9 miliardi (-722 milioni, -0,3%). In flessione del 6,1% nei primi 8 mesi 2013 (-455 milioni di euro) le entrate dell'imposta sul consumo dei tabacchi legata, in parte, al calo dei consumi determinato dalla diffusione delle sigarette elettroniche. In crescita invece l'imposta di bollo che risulta in aumento del 26,9% (+1.336 milioni di euro), per effetto degli aumenti introdotti via decreto nel 2011. Le entrate tributarie derivanti dall'attività di accertamento e controllo risultano pari a 4.808 milioni di euro (+107 milioni di euro pari a +2,3%).

martedì 1 ottobre 2013

L'effetto Iva è già scattato sui prezzi dei carburanti: verde fino a 1,85 euro al litro

ROMA - Effetto Iva sui prezzi dei carburanti con punte per la verde di 1,85 euro al litro. Tutte le compagnie hanno scaricato sui prezzi finali l'aumento di un punto percentuale dell'Iva dal 21 al 22% scattato a mezzanotte, anche se non tutte nella stessa misura. Secondo le rilevazioni della "Staffetta Quotidiana", le medie ponderate nazionali dei prezzi tra le diverse compagnie in modalità servito, vedono la benzina a 1,818 euro al litro (+1,3 centesimi) e il diesel a 1,752 euro al litro (+1,1 centesimi). Salgono anche il Gpl a 0,811 euro al litro (+0,7) e il metano a 0,995 euro/kg (+0,8 cent).
Le "punte" in alcune aree, rileva "Quotidiano energia", sono per la "verde" fino a 1,852 euro al litro, il diesel a 1,761 e il Gpl a 0,848.
Più cauta Eni che, ad esempio, registra un rialzo di un centesimo sulla verde e di 0,6 centesimi sul diesel. Per tutte le altre compagnie i rialzi sono compresi tra 1,4 e 1,6 centesimi al litro.

lunedì 30 settembre 2013

Berlusconi: votiamo la cancellazione dell’Iva e la legge di stabilità, poi al voto. "La nostra esperienza di governo è finita"


ROMA - A palazzo Grazioli c'e' stato un vertice tra Silvio Berlusconi e lo stato maggiore del partito. La decisione di far dimettere i ministri è stata mia. Lo ha detto, a quanto si apprende, Silvio Berlusconi, nel corso della riunione. "Dobbiamo restare uniti, non dobbiamo dare all'esterno l'impressione che sta dando il Pd, i panni sporchi si lavano in casa. Quello che hanno fatto i ministri lo hanno fatto in buona fede ma abbiamo chiarito tutto", ha detto, a quanto raccontano, Silvio Berlusconi nel corso della riunione del Pdl. "Per il bene del Paese assicuriamo che in una settimana votiamo la cancellazione della seconda rata Imu, la legge di stabilità, purche' non aumenti la pressione fiscale, la cancellazione dell'Iva e poi torniamo al voto e vinciamo", ha affermato Berlusconi ai gruppi Pdl. Il 4 ottobre si terrà la manifestazione del Pdl in piazza Farnese, hanno deciso i gruppi nel corso della riunione. "O congeliamo le dimissioni dei ministri e, così facendo, vengono meno le ragioni per un voto di fiducia oppure il Pdl deve votare la fiducia". Così Fabrizio Cicchitto al termine della riunione del Pdl, sottolineando che questo è l'unico modo per fare ciò che Berlusconi ha detto e cioè votare delle misure in pochi giorni".
La replica di Berlusconi è arrivata alla riunione dei parlamentari del Pdl, iniziata attorno alle 19.30: "la nostra esperienza di governo è finita".  Il leader del Pdl ha poi aggiunto: "Siamo contrari a governicchi che si reggono con transfughi e traditori".

Da domani con l’Iva al 22% scatta anche l’aumento della benzina (meno di quello previsto sulle accise)

ROMA - ''Ultime 24 ore prima del nuovo rincaro dei carburanti. Per effetto del mancato slittamento dell'aumento dal 21 al 22% dell'aliquota ordinaria dell'Iva, infatti, il prezzo raccomandato della benzina salirà di circa 1,5 cent euro/litro, quello del diesel di 1,4 e il Gpl di 0,7 cent. Anche se l'impatto sui prezzi praticati non dovrebbe essere immediato ma spalmarsi lungo la settimana in funzione della fisiologica rotazione delle scorte''.
E' quanto sottolinea in una nota Quotidiano Energia.''A ben vedere, comunque, quasi un 'vantaggio' per i consumatori visto che la bozza del DL che avrebbe dovuto esaminare il Cdm venerdì prima del precipitare della crisi prevedeva, a copertura del rinvio, un rincaro delle accise sui carburanti di 2 cent al litro per tutto il 2013 e poi di 2,5 fino al 15 febbraio 2015 (assieme ad altre misure fiscali)''.
''Intanto i prezzi praticati sul territorio sono ancora in calo generalizzato, per via delle numerose riduzioni di quelli raccomandati la scorsa settimana. Le medie nazionali della benzina e del diesel adesso sono rispettivamente a 1,796 e 1,724 euro/litro (Gpl a 0,813). Le 'punte' in alcune aree sono per la 'verde' fino a 1,844 euro/litro, il diesel a 1,751 e il Gpl a 0,850.

La situazione più nel dettaglio a livello Paese (sempre in modalita' 'servito'), secondo quanto risulta in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per il Servizio Check-Up Prezzi QE, vede il prezzo medio praticato della benzina che va oggi dall'1,778 euro/litro di Eni all'1,796 di Tamoil (no-logo a 1,633). Per il diesel si passa dall'1,716 euro/litro di Eni all'1,724 sempre di Tamoil (no-logo a 1,568). Il gpl infine e' tra 0,803 euro/litro ancora di Eni e 0,813 di Q8 (no-logo a 0,753)'', conclude la nota.

domenica 29 settembre 2013

Scatta martedì l’aumento dell’Iva: un disastro per famiglie ed economia

ROMA - Dopo l'apertura della crisi di Governo ormai non più evitabile l’aumento aliquota dell’Iva al 22% che produrrà ricadute economiche pesanti: secondo il Codacons da 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone a 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi e ciò determinera' effetti recessivi e depressivi ''esiziali'' per l'economia reale, secondo Confcommercio.
"Oltre questi effetti diretti, l'aumento dell'Iva produrrà un disastroso effetto domino, con un incremento dell'inflazione, una pesante diminuzione dei consumi e un rincaro generalizzato dei listini al dettaglio, specie nel settore alimentare e dei prodotti trasportati su gomma - afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi - per questo è chiaro a tutti che l'aumento dell'Iva non servirà affatto a far uscire il Paese dalla crisi, ma al contrario sancirà la definitiva caduta economica dell'Italia. Il governo Letta deve quindi emanare un decreto urgente ad hoc per bloccare l'incremento dell'aliquota di ottobre", conclude Rienzi

sabato 28 settembre 2013

Schifani: grave la responsabilità di Letta di non deliberare sull'Iva

ROMA - Letta chieda la fiducia "lunedì, dopo un dibattito tra Camera e Senato: vi è il tempo per farlo, per realizzare questo percorso. E immediatamente dopo, se dovesse ottenere la fiducia, bisogna adottare immediatamente il provvedimento per il blocco dell’Iva". Così il capogruppo Pdl Renato Schifani a SkyTg24. "Il presidente del Consiglio - ha proseguito - si è assunto la gravissima responsabilità di non deliberare su provvedimenti economici" per "evitare l'aumento dell'Iva. Il provvedimento era pronto, non è stato adottato per motivazioni politiche", spiega. Lo stop alla manovrina è stato "un gesto forte" e se Enrico Letta "subordina queste scelte a un voto di fiducia, a un chiarimento, lo faccia subito, prima di martedì, altrimenti le responsabilità dell'aumento dell'Iva non saranno del Pdl", sottolinea Renato Schifani. "Mi auguro che prevalga la volontà di accelerare la verifica, gli italiani non possono attendere tempi inutili - ribadisce il capogruppo del Pdl - Il provvedimento non è stato adottato per motivazioni politiche: quando succede questo, la politica ha i suoi doveri".

venerdì 27 settembre 2013

Clima teso in CdM: “salta” il decreto per congelare l’aumento dell’Iva

ROMA - Clima teso in Consiglio dei ministri dove ha luogo il primo chiarimento dentro la maggioranza. Secondo quanto riferito da una fonte governativa, salta il via libera al decreto sul bilancio per congelare l'aumento dell'Iva e ridurre il deficit: "Non ci sono le condizioni". Per l'approvazione del dl bisognerà attendere il chiarimento in Parlamento sulla tenuta del governo che il premier Enrico Letta ha intenzione di chiedere nei prossimi giorni.

A portare il dibattito sul nodo giustizia è stato il vice premier, Angelino Alfano. "Non vogliamo chiarimenti che servono per tirare a campare: il governo va avanti se centra gli obiettivi. Occorre mettere la giustizia dentro il chiarimento. Senza questo sarebbe ipocrita", ha detto nel corso del Cdm. "Il governo l'ha voluto il Pdl e il Pdl non si fa scaricare le responsabilità di un'eventuale crisi".

Slitta a gennaio l’aumento dell’Iva (grazie a 2 centesimi in più sulle accise dei carburanti)

ROMA - Slitta da ottobre a gennaio l'aumento dal 21% al 22% dell'Iva. E' quanto emerge dalla bozza del decreto legge sull'imposta, secondo cui entro la fine dell'anno saranno "ridefinite le misure delle aliquote ridotte" della stessa Iva, come anche gli elenchi dei beni ad esse riferiti. Lo stesso dl stabilisce che la cassa integrazione in deroga viene rifinanziata per il 2013 con un'ulteriore somma di 330 milioni di euro.
Il rifinanziamento, si legge nella bozza, è "da ripartirsi tra le regioni". Arriva inoltre il rifinanziamento della carta acquisti per 35 milioni di euro. 

Le coperture per il mancato rialzo dell'Iva a ottobre arriveranno dall'aumento dell'acconto dell'Ires (al 103%) e dell'Irap per il 2013, oltre che dall'incremento delle accise sui carburanti per 2 centesimi al litro fino a dicembre 2013 e poi fino al 15 febbraio 2015 di 2,5 2,5 cent al litro. Si legge nella bozza del decreto legge.

domenica 22 settembre 2013

Saccomanni: tregua sull’abolizione di Imu e Iva, altrimenti me ne vado

ROMA - Il Ministro dell'Economia reagisce alle pressioni di Pdl e Pd. Dobbiamo trovare subito 1,6 miliardi per rientrare di corsa nei limiti del 3 per cento. Poi si dovrà concordare una tregua su Iva e Imu, rinviando la questione al 2014 con la legge di Stabilità che va presentata entro il 15 ottobre.
E' questa la sintesi del pensiero del ministro Saccomanni riferita dal Corriere della Sera, in un colloquio in cui il ministro si dice pronto a lasciare: "Gli impegni vanno rispettati, altrimenti non ci sto". Se si agisce subito, ritiene Saccomanni, è sperabile che l’effetto sui tassi d’interesse sia positivo e si possa finire l’anno con un dato consuntivo sul deficit ben inferiore al maledetto limite del 3 per cento, grazie ad alcune operazioni già allo studio, come una serie di privatizzazioni, e la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia oggi a bilancio degli istituti che ne detengono il capitale per cifre irrisorie. Una volta aggiornate le quote di via Nazionale ne beneficerebbe anche l’Erario. Solo così, è sempre il pensiero del ministro, si potrebbe aprire una seria prospettiva per la riduzione delle tasse e rendere praticabile un sostegno alle imprese con l’alleggerimento del cosiddetto cuneo fiscale. Ma questo presuppone che non si vada a votare presto, altrimenti è tutto inutile. E oltre alle sanzioni del mercato, avremmo anche le multe dell’Unione Europea.

Anche l’ipotesi di differire l’aumento dell’Iva a fine anno, secondo Saccomanni, è poco praticabile. Nemmeno se aumentassimo la benzina di 15 centesimi, è l’esempio che propone il ministro, riusciremmo a incassare l’equivalente. Ma, avverte, "io non mi metto alla disperata ricerca di un miliardo se poi a febbraio si va a votare. Tutto inutile se una campagna elettorale è già iniziata".
''Noi non vogliamo l'aumento dell'iva, abbiamo spinto perché l'aumento venisse rinviato e siamo convinti che vada evitato''. Lo ha detto il vice ministro dell'economia Stefano Fassina intervistato da Maria Latella a SkyTg24. ''Bisogna fare delle scelte - ha aggiunto - Da qui a fine anno abbiamo impegni che valgono quasi 6 mld di euro''. "Se solo il 10% continua a pagare l'Imu" è possibile "evitare l'aumento dell'Iva". 'Purtroppo siamo in una situazione difficile, la coperta è cortissima'', ha spiegato Fassina, ricordando che servono un miliardo per evitare l'aumento dell'Iva, 2,4 miliardi per la seconda rata dell'Imu, 1,6-1,7 mlod per tornare al 3% del deficit/Pil, poi ci sono le missioni internazionali, le risorse della cig in deroga: ''in questo quadro bisogna scegliere e la riflessione che ho invitato a fare è di non aumentare l'Imu, ma dovendo discutere la seconda rata, se confermiamo l'eliminazione dell'Imu per il 90% delle famiglie e la lasciamo sul 10% delle abitazioni di maggior valore, recuperiamo 1 mld che ci consente di evitare l'aumento dell'Iva''. Interpellato sulla soglia da considerare per far scattare l'imposizione dell'Imu, Fassina ha precisato: ''Se noi lasciamo l'Imu su chi ha pagato 1000 euro o più di Imu riusciamo a recuperare le risorse che ci permettono di evitare l'aumento dell'Iva''. ''Se prevale la demagogia non andiamo da nessuna parte'', ha aggiunto Fassina, sottolineando che fa bene il ministro Saccomanni a richiamare tutti al senso di realtà''.
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, esprime a Saccomanni "vicinanza e piena sintonia". Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi aggiungendo che "i margini per soluzioni di politica economica ci sono". Le stesse fonti aggiungono con fermezza che devono finire gli "aut aut al governo".
Capezzone: 'Minacce Saccomanni alimentano l'instabilità"  - "No scuse, no alibi. Ci sono risorse sia per fermare aumento Iva sia per confermare abolizione Imu su prima casa. E le dimissioni si danno o non si danno, più che annunciarle..." Lo afferma Daniele Capezzone, Presidente della Commissione Finanze della Camera. "Non ho mai fatto polemiche dirette con il ministro Saccomanni, verso il quale ho stima personale. Ma trovo francamente sconcertante e contraddittorio - sottolinea - il fatto che, nei giorni pari, si deplori l'incertezza, e nei giorni dispari la si alimenti con minacce di dimissioni". "Aggiungo due considerazioni. La prima: le dimissioni si danno o non si danno, più che annunciarle, prospettarle, minacciarle. La seconda: ci sono le risorse sia per fermare l'aumento dell'Iva sia per confermare la cancellazione dell'Imu sulla prima casa, come abbiamo largamente mostrato e dimostrato. Quindi, non ci sono scuse né alibi: gli impegni assunti davanti ai cittadini possono e debbono essere mantenuti", conclude.

mercoledì 18 settembre 2013

Levata di scudi del Pdl (e anche del Pd) contro il possibile aumento dell’Iva

ROMA -  Il Pdl dice no in modo netto al paventato aumento dell'Iva di cui si parla da alcuni giorni. "E' un dovere del governo evitare l'aumento. Se si proseguisse con questa scelta ottusa i consumi e le spese di famiglie e imprese diminuirebbero, e gli incassi dello Stato crollerebbero", dice Maurizio Gasparri. Dello stesso parere Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, che chiede al premier Letta di smentire le fonti di governo a riguardo.
Non si è dunque fatta attendere la levata di scudi del Pdl, dopo che alcuni esponenti del Pd, soprattutto con ruoli di governo, davano per quasi scontato l'aumento dell'Iva, forse già ad ottobre.  "È bastata la visita di un giorno a Roma del commissario per gli Affari economici e monetari dell'Ue, Olli Rehn, con le sue inopportune dichiarazioni, che tutti adesso reputano inevitabile l'aumento dell'Iva a ottobre (pare che anche qualcuno all'interno del governo se ne sia convinto)", scrive polemicamente Brunetta. "A questo punto la risposta spetta solo a Enrico Letta e non a inutili epigoni del Partito democratico o di Scelta Civica. Siamo convinti che il presidente del Consiglio onorerà gli impegni presi".
''E' un dovere del governo evitare l'aumento dell'Iva. Se si proseguisse con questa scelta gli incassi dello Stato crollerebbero. Sarebbe un suicidio seguire l'arroganza di eurocrati che vengono nel nostro Paese a dettar legge dopo aver fatto danni in Europa. Cambiamo strada subito''. ribadisce Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato.

''Sarebbe un duro colpo per le famiglie e le imprese e finirebbe per deprimere ulteriormente i consumi. Mi auguro che il governo faccia tutto il possibile per scongiurare tale aumento'', dice il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. "L'aumento dell'Iva sarebbe molto negativo, avrebbe un effetto recessivo molto pesante, va evitato", aveva affermato qualche giorno fa il viceministro all'Economia, Stefano Fassina.

domenica 15 settembre 2013

Brunetta: a giorni il decreto di blocco dell'aumento dell’Iva

ROMA - ''A giorni ci sarà un decreto di non aumento dell'Iva con relativa copertura. Ve lo dico, è una garanzia''. Lo ha affermatoRenato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera. ''C'e' l'impegno del governo e delle forze di maggioranza a non far aumentare l'Iva a ottobre. Poi nella legge di stabilità - ha aggiunto - ci sarà la riforma complessiva della tassazione Iva''.
Serve una manovra aggiuntiva per l'equilibrio dei conti ? ''Chiedete a Saccomanni, i dati li ha lui'' è la risposta di Brunetta. ''E' lui che governa il Tesoro ma mostra opacità. Mostrare opacità - ha aggiunto a margine del Meeting della Confesercenti - non fa mai bene alla credibilità''.

''L'aumento dell'Iva sarebbe molto negativo, avrebbe un effetto recessivo molto pesante, va evitato''. Lo afferma il viceministro all'Economia Stefano Fassina. Sollecitato a scegliere tra un intervento sul cuneo fiscale e l'aumento dell'aliquota Iva, ''scelgo il non aumento dell'Iva - ha detto parlando alla platea della Confesercenti.

giovedì 29 agosto 2013

Fassina: all’addio all’Imu farà scattare l’Iva. Alfano: non è vero

ROMA - L'addio all'Imu, con la cancellazione per tutti delle rate dell'imposta, rende ormai "irrimediabile" l'aumento dell'Iva previsto per il primo ottobre. Ne è convinto il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina. "In una fase così difficile - spiega - dedicare un miliardo per eliminare l'Imu per meno del 10% degli immobili di maggior valore, ha sottratto preziose risorse a finanziare, ad esempio, il rinvio dell'aumento dell'Iva per ottobre".
La cancellazione dell'Imu non porterà all'introduzione di altre tasse perché il gettito mancante verrà compensato da tagli alla spesa pubblica e "altre modalità virtuose". E' stata un'operazione "fatta senza commutare questo con altre tasse". Questa, indirettamente, la risposta del vicepremier Angelino Alfano al collega di governo Fassina: "Speriamo che tutto ciò si trasformi in consumi perchè impedendo che i soldi per il pagamento dell'Imu affluiscano alle casse dello Stato avremo messo circa 5 miliardi nell'economia reale", ha aggiunto Alfano.

Il vicepremier poi, sul tema Iva, non si sottrae e precisa: il prossimo obiettivo è quello di evitarne l'aumento, a partire dalla scadenza di ottobre. "Per noi ha avuto davvero il senso di una missione compiuta - dice riferendosi al provvedimento preso in Consiglio dei ministri - perché è stata una grande battaglia che abbiamo spiegato agli italiani durante la campagna elettorale e avere centrato questo risultato è davvero straordinario. E' chiaro che lo consideriamo non il nostro successo, ma il successo di milioni di italiani che dovevano pagare una tassa e non dovranno più pagarla". Ma aggiunge anche: "Ora un altro obiettivo importante che abbiamo per settembre è quello di evitare l'aumento Iva di un punto percentuale e siamo fiduciosi".

Fassina - Insomma, per Fassina la "vittoria" del Pdl sull'Imu rende ormai una via obbligata il ritocco di un punto sull'imposta sul valore aggiunto. Ma, continua, quelle risorse sarebbero servite anche ad "allentare il Patto di stabilità interno dei Comuni e a rianimare i piccoli cantieri e l'attività di migliaia di imprese artigiane e relativi lavoratori". Tutto sfumato, per il viceministro, proprio per colpa del decreto legga appena approvato.

D'altra parte, Fassina ci tiene a precisare che il Consiglio dei ministri ha abolito l'Imu ma "non la tassazione sulla prima casa" perché la Service Tax "conferma una componente patrimoniale dell'imposta come è per l'Imu". Una decisione che viene giudicata dal viceministro un buon compromesso tra le esigenze politiche in campo, che però contiene anche parti che il Pd giudica "sbagliate", come spiega all'Huffington Post. "Dobbiamo dire la verità. L'errore va evitato nel reperimento dei 2,4 miliardi necessari a finanziare la cancellazione della seconda rata dell'Imu 2013 dovuta a dicembre. Vanno chiamate a contribuire anche le prime abitazioni di valore più elevato attraverso un acconto della Service Tax o altre soluzioni temporanee. Altrimenti, priorità di interesse generale continuano a soffrire".

Anche il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, ritiene a questo punto inevitabile l'aumento dell'Iva. "E' chiaro - spiega - che avere dedicato tante risorse all'abolizione dell'Imu creerà qualche problema in più sulla questione dell'Iva, su questo il viceministro Fassina ha perfettamente ragione".



giovedì 18 luglio 2013

Cabina di regia, il governo accellera su Iva, Imu e pagamenti della PA

ROMA - Il governo accelera su Imu, Iva e pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Entro il 31 agosto la maggioranza si impegna infati a fornire ''soluzioni strutturali'' per superare l'Imu sulla prima casa; a trovare le coperture per evitare l'aumento dell'Iva, che scatterebbe dal 1 ottobre; ad attuare provvedimenti in materia di ammortizzatori sociali e questione-esodati; a imprimere un'accelerazione al pagamento dei debiti della P.A.. Lo ha deciso la Cabina di regia di palazzo Chigi riunitasi stamane sotto la presidenza del premier Enrico Letta.
"Nel corso della discussione -si legge nella nota di palazzo Chigi diffusa al termine del vertice di maggioranza - sono emersi forte sostegno politico, unità d'intenti e larga condivisione sull'impostazione, i tempi, il merito dei provvedimenti da attuare in materia di politica economica nei prossimi mesi, in particolare per ciò che attiene alla Legge di Stabilità".

Alla riunione erano presenti il vicepremier e ministro dell'Interno, Angelino Alfano, i ministri dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, dei Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, degli Affari Regionali e Autonomie, Graziano Delrio, oltreché il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Filippo Patroni Griffi.

mercoledì 26 giugno 2013

Il rinvio dell’Iva, “c’è la copertura” (un miliardo)


ROMA -  “Il miliardo di euro necessario per il rinvio di tre mesi dell'aumento dell'Iva "è coperto con risorse certe". Parola del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi. "Non ci saranno aumenti di natura fiscale - rassicura - Potrebbe invece esserci un intervento sulle sigarette elettroniche".

Via libera del CdM al piano lavoro per i giovani e allo slittamento dell'Iva

ROMA - Arriva il Piano Lavoro, in particolare per i giovani. Oggi il decreto legge ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri. Previsti "in via sperimentale" incentivi all'assunzione stabile di giovani tra i 18 ed i 29 anni. E' confermato il tetto di 650 euro al mese: gli sgravi saranno di 18 mesi per le nuove assunzioni e di 12 per le trasformazioni con contratto a tempo indeterminato.
Le risorse per gli incentivi per nuove assunzioni, secondo la bozza del dl Lavoro sul tavolo del Cdm, ammontano per il Mezzogiorno a 100 milioni per il 2013, 150 per il 2014, 150 per il 2015, 100 per il 2016. Per le altre Regioni 48 per il 2013, 98 per il 2014, 98 per il 2015, 50 per il 2016. Il provvedimento è di 9 articoli in 19 pagine.
Il CdM ha anche deciso lo slittamento dell'Iva all'1 ottobre. "Il provvedimento sull'Iva, credo che dimostri la volontà del governo di aiutare l'economia con la dovuta prudenza". Lo ha detto il premier, Enrico Letta, al termine del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. "In questo momento non è il caso di fare scelte che diano l'impressione di sfasciare i conti pubblici", ha aggiunto. "C'è bisogno di dare un segno che la nave dei nostri conti pubblici ha al timone persone responsabili", ha concluso.
Il Consiglio dei ministri ha riassegnato le deleghe della dimissionaria Josefa Idem. Le deleghe per le Pari opportunità, riferiscono fonti di governo, sono assegnate al viceministro del Lavoro, Maria Cecilia Guerra. Le deleghe alle politiche giovanili andranno al ministro Kyenge, quelle allo Sport a Graziano Delrio e al sottosegretario Michaela Biancofiore.
Brunetta: "soluzioni deboli":  "Quando un governo trova soluzioni così deboli sull'Iva, molto probabilmente troverà soluzioni altrettanto deboli sulla lotta alla disoccupazione giovanile. Figuriamoci quali soluzioni potrà trovare sull'Imu". Lo ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta. "Il governo rischia di cadere proprio perché dà risposte insufficienti", ha aggiunto. "Con risposte deboli si mette da solo a rischio".

Incontro Letta-Berlusconi: il governo resiste, l’Iva slitta a settembre

ROMA - Enrico Letta convinto che il Cavaliere non staccherà la spina al governo; Silvio Berlusconi (per ora) rassicurante sulla lealtà all'Esecutivo, ma determinato a legare il sostegno al governo alle misure concrete che saprà prendere. In estrema sintesi è questa la conclusione del lungo incontro fra il presidente del Consiglio e il leader del Pdl, durante il quale si raggiunge un'intesa sia sull'Iva (con un rinvio a settembre con la possibilità però di un ulteriore congelamento dell'aumento dell'imposta) che sul pacchetto lavoro.

Una lunga cena, nell'appartamento del premier a palazzo Chigi. Presenti anche Angelino Alfano e Gianni Letta, considerati 'colombe' e dunque 'mediatori'. Un incontro "cordiale" - si limitano però a dire fonti pidielline - sul Cdm in programma oggi, sull'Europa e sulla politica economica. Dal partito di via dell'Umiltà emerge una certa cautela sull'esito del vertice, soprattutto rispetto alle fonti vicine al presidente del Consiglio. L'impressione è che si voglia tenere alta la pressione sul governo. L'ex premier, del resto, avrebbe ribadito il refrain di questi giorni: per durare l'Esecutivo deve rispettare il programma concordato, a cominciare dai nodi dell'Iva e dell'Imu. Berlusconi attende insomma fatti concreti da Letta, non solo in casa, ma anche in Europa. Conferme ovviamente non ce ne sono, ma appare difficile che l'ex premier non si sia lamentato degli ultimi sviluppi processuali. E con i vertici del Pdl si è rammaricato ancora oggi per la mancanza di una presa di posizione politica da parte del del Colle e anche del premier. Letta invece sembra vedere il 'bicchiere mezzo pieno'. E' andata bene, è stata una buona discussione sull'Europa, sul tetto del 3% e sul rilancio dell'economica, ha detto a chi ha avuto modo di parlargli al termine della cena. Anche la lunghezza dell'incontro - ha aggiunto - mi pare dimostri che non c'é volontà di rompere. I fatti, almeno per ora, gli danno ragione: durante il vertice si è sciolto il nodo dell'Iva, domani il Cdm congelerà l'aumento fino a settembre, ma ci sarà la possibilità di un ulteriore rinvio a dicembre in sede di conversione del dl. Anche sul pacchetto lavoro, riferiscono le stesse fonti, l'accordo sarebbe stato trovato.

domenica 23 giugno 2013

Letta: l’aumento delI’Iva? troveremo le risorse, ma niente diktat

ROMA - Il premier Enrico Letta promette che al Consiglio dei ministri di mercoledì sarà presentato un piano nazionale per i giovani. E, sulle liti tra le forze che sostengono il governo, dice: "Questa maggioranza è originale e la situazione particolare. Non ci può essere una maggioranza che non discute. Bisogna farci l'abitudine". Quindi, conclude, "di fibrillazioni ce ne sono e ce ne saranno tante".
"Sinceramente non credo che sia una settimana decisiva più di altre - ha quindi precisato Letta, intervistato nel corso della trasmissione "In mezz'ora" -, in questa c'è il Consiglio Europeo ma ce ne sono state altre precedenti importanti".
 "Il coraggio alle volte, come in questa occasione, è avere la prudenza necessaria. Chi dice che la tempesta è finita sbaglia. Io sono il timoniere in questo momento e ho la responsabilità di fare le cose nel tempo giusto e con prudenza perché la situazione rimane complicata".
Parlando poi dell'ipotesi, apparsa su alcuni giornali, secondo cui l'Italia rischia il default nell'arco di sei mesi, Letta ha detto: "Non è così, se facciamo le cose giuste e se con prudenza si timona la nave.
Sull'aumento dell'Iva previsto per luglio, Letta spiega: "Non è che io o il governo si voglia aumentare l'Iva: l'incremento, che è già nel bilancio dello Stato, è figlio di decisioni iniziate nella prima metà del 2011 quando di fronte a un momento crisi profonda il governo Berlusconi" decise l'aumento "per cercare di salvare la situazione". Di fatto, l'aumento "è stato già deciso e noi dobbiamo trovare le risorse per evitarlo. O spostarlo. Leggo sui giornali: molti editoriali o leader politici che dicono che bisogna evitare l'aumento dell'Iva e sono d'accordo ma l'aumento c'è. Bisogna trovare altre risorse. Sono fiducioso che troveremo una soluzione ma dico, attenzione, i diktat non servono a nessuno"

"Domani pomeriggio incontrerò il ministro Idem e parleremo e poi insieme decideremo che fare", ha detto Letta parlando del caso di Josefa Idem, accusata di non aver pagato Imu e Ici. "Confesso che non ho visto tutte le carte e che voglio vederle tutte. Dobbiamo essere garantisti e garantire opportunità e rispetto delle regole" come "elemento chiave del nostro governo. Nessun doppio standard".

sabato 22 giugno 2013

Alfano: il governo non va avanti, se non blocca l’Iva


ROMA - ''Il destino del governo e' legato al programma e se non e' realizzato il governo non va avanti. Dobbiamo intervenire sulle tasse e detassare le nuove assunzioni.Sono questioni fondamentali e, a partire dall'Iva, la nostra linea e' evitare l'aumento della tassazione''. Lo afferma Alfano, si legge in una nota, al festival del lavoro.