lunedì 22 giugno 2015

LONDRA, due quindicenni progettavano attentati, denunciati dalle madri e arrestati


LONDRA, 22 giugno - Progettavano attentati a Londra, con l'obiettivo di colpire luoghi simbolo della capitale. Due 15enni di Newcastle sono stati scoperti dalle loro madri, che li hanno denunciati alla polizia. I fatti risalgono a fine 2014, ma solo oggi i media britannici hanno riportato la notizia. Il Telegraph racconta che i ragazzi erano già in possesso di materiale utile a realizzare ordigni esplosivi. Nelle case degli studenti sono stati trovati testi con riferimenti razzisti.

Luoghi simbolo della città Gli obiettivi degli aspiranti terroristi erano Buckingham Palace, il Parlamento inglese e un centro commerciale della city. I giovani stavano accumulando prodotti chimici, tubi e fusibili per produrre dispositivi esplosivi, quando le rispettive famiglie si sono insospettite per il loro comportamento. Durante i discorsi in casa erano sempre più frequenti, da parte dei ragazzi, riferimenti ad attacchi terroristici, omicidi e violenze.
I legali dei giovani hanno spiegato che i genitori "avevano notato un cambiamento in loro nel corso dell'ultimo anno, quando avevano iniziato a mostrare loro le fotografie di droghe, armi e denaro, raccontando barzellette sugli attentati dell'11 Settembre e, ultimamente, scherzando facendo riferimento alla costruzione di una bomba".

L'allarme delle famiglie Allarmate, le famiglie hanno deciso di avvisare le autorità. Entrata nelle camere dei ragazzi per indagare, la polizia ha trovato sostanze chimiche come polvere di alluminio e zolfo. I 15enni hanno provato a giustificarsi dicendo di essere al lavoro per un progetto scolastico, per poi cedere alle domande degli agenti.
La polizia ha poi scoperto che, per procurarsi il materiale, gli adolescenti avevano iniziato a produrre e rivendere sostanze stupefacenti, destinate a coetanei.

Odio razziale A muovere i ragazzi sarebbero state idee razziste e antisemite, come testimoniato da alcuni testi trovati nelle loro abitazioni dagli inquirenti.
Posta un commento