venerdì 28 novembre 2014

TANGENTI MOSE, la Cassazione ordina l'immediata scarcerazione di Marco Milanese

ROMA - Marco Milanese, ex consigliere politico di Giulio Tremonti, deve essere immediatamente scarcerato nell'ambito dell'inchiesta sulle tangenti per il Mose. Lo ha deciso la Cassazione riqualificando a carico di Milanese, difeso dagli avvocati Bruno Larosa e Franco Coppi, l'accusa di corruzione in quella più 'leggera' di "traffico di influenze".
In particolare, la Sesta sezione penale della Cassazione - presidente Antonio Agrò, relatore Tito Garribba - nei confronti di Milanese, detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), ha "riqualificato il fatto come reato previsto dall'art. 346 bis codice penale e annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata nonchè quella del 20 luglio scorso del gip del tribunale di Milano e ordina l'immediata scarcerazione del Milanese se non detenuto per altra causa".
L'ordinanza impugnata - cioè il provvedimento contro il quale hanno fatto ricorso alla Suprema Corte i legali di Milanese, avvocati Larosa e Coppi - era stata emessa lo scorso quattro agosto dal tribunale della libertà di Milano a conferma di quella del gip. Il filone di inchiesta è quello veneziano relativo alle tangenti per il Mose e la competenza, per Milanese, era passata a Milano per un presunto giro di mazzette che sarebbe avvenuto nel capoluogo lombardo, ma questa accusa non ha trovato conferma presso la Suprema Corte. 
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